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Scontri a Torino, i sindacati di polizia: “Serve una svolta su ordine pubblico e sicurezza”

Pubblichiamo un’ampia sintesi del comunicato diffuso dai sindacati di polizia di Torino in merito ai gravi fatti accaduti a Torino nel corso della manifestazione organizzata a sostegno del centro sociale Askatasuna.

Le organizzazioni sindacali di Polizia SIULP, SAP, COISP e FSP della provincia di Torino hanno avuto un incontro con il Capo della Polizia, Prefetto Vittorio Pisani. Durante il confronto, di particolare rilevanza, sono state esposte in modo chiaro e puntuale le numerose criticità che oggi interessano il settore dell’ordine pubblico.

È stato evidenziato come le manifestazioni a carattere politico, o presunte tali, degenerino con sempre maggiore frequenza in scontri diretti di estrema violenza, assumendo le connotazioni di una vera e propria guerriglia urbana. I soggetti coinvolti non possono più essere assimilati a semplici manifestanti, bensì a terroristi, in quanto organizzati secondo schemi e modalità paramilitari, dotati di equipaggiamenti specifici e di strumenti offensivi finalizzati a colpire, ferire e mettere in pericolo la vita delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine.

In questo contesto, le dotazioni attualmente disponibili si rivelano assolutamente insufficienti: lacrimogeni e idranti non sono più efficaci contro gruppi muniti di maschere antigas, razzi artigianali, bombe carta, sanpietrini, fionde, segnaletica stradale divelta, martelli, chiavi inglesi, bottiglie incendiarie e altro materiale offensivo, utilizzato sistematicamente per aggredire i reparti mobili e il personale impiegato nei servizi di ordine pubblico. Tali azioni hanno causato ferimenti anche gravi, ricoveri ospedalieri e hanno esposto gli operatori a rischi estremi per la loro incolumità e sopravvivenza.

Nel corso dell’incontro, i segretari presenti hanno formulato quattro richieste ritenute imprescindibili:

  1. Fornitura di dotazioni ed equipaggiamenti moderni e tecnologicamente avanzati, adeguati ad affrontare un fenomeno che non ha più nulla in comune con le tradizionali manifestazioni operaie o studentesche, ma che rappresenta un attacco diretto all’ordine democratico. Tali condotte assumono una natura apertamente antidemocratica e sovversiva, spesso supportata da circuiti opachi e da complicità ideologiche che devono essere individuate e contrastate con determinazione.

  2. Adozione di un intervento normativo serio ed efficace, che vada oltre misure meramente simboliche e introduca sanzioni penali concrete. In particolare, è stata richiesta la piena operatività dell’arresto differito, equiparandolo per natura ed efficacia a quello previsto in ambito sportivo, rendendo obbligatorio l’arresto nei casi di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Le misure dovranno prevedere pene detentive e percorsi di rieducazione, applicabili sia ai maggiorenni sia ai minorenni, con il coinvolgimento diretto delle famiglie, anche sotto il profilo della responsabilità economica per i danni causati dai figli.

  3. Riorganizzazione dei servizi di ordine pubblico, attraverso una catena di comando più coordinata, funzionale e rispondente alle reali esigenze operative. Tale catena deve essere sempre pronta ed efficiente nella tutela dei poliziotti impegnati sul campo, assicurando supporto, coordinamento e protezione in ogni fase degli interventi.

  4. Riconoscimento della Questura di Torino come Questura di prima fascia, al pari di altre realtà caratterizzate da elevatissime criticità in materia di criminalità e ordine pubblico. Torino, come evidenziato anche dal Procuratore Generale Lucia Musti, deve essere considerata la capitale dell’antagonismo e dell’anarcoinsurrezionalismo e, pertanto, necessita di risorse, organici, mezzi e strumenti adeguati alla complessità e specificità del contesto.

È stato inoltre ribadito che il centro sociale Askatasuna, attualmente chiuso, deve rimanere tale, senza cedere ad alcuna forma di ricatto basata sulla violenza. Analogamente, è stata sottolineata la necessità inderogabile di impedire lo svolgimento di manifestazioni antagoniste nelle vicinanze del cantiere TAV, vista la rilevanza strategica dell’opera e alla luce dell’esperienza che dimostra come iniziative dichiarate pacifiche si trasformino frequentemente in episodi di violenza e devastazione.

Nel tempo, tali dinamiche hanno prodotto danni gravissimi alla città, ai cittadini e alle forze dell’ordine, con operatori feriti, ricoverati e costantemente esposti a rischi elevatissimi per la propria sicurezza e la propria vita, mentre gli autori delle violenze ottengono visibilità mediatica attraverso comportamenti ignobili e antidemocratici.

Con riferimento alle dichiarazioni del Sindaco di Torino, i sindacati di polizia le respingono con fermezza, ritenendo inaccettabile qualsiasi critica all’operato delle forze dell’ordine che non sia preceduta da una chiara assunzione di responsabilità politica. Prima di accusare chi quotidianamente garantisce la sicurezza della città, sarebbe stato doveroso condannare senza ambiguità la partecipazione di consiglieri comunali a una manifestazione poi degenerata in violenze e devastazioni. Tali presenze costituiscono un grave atto di irresponsabilità nei confronti dei cittadini, legittimando un contesto che ha prodotto feriti, danni al patrimonio urbano e un diffuso senso di insicurezza. I costi dei danni ricadranno inevitabilmente sulla collettività torinese, che dovrà sostenerli attraverso la fiscalità. Chi ricopre incarichi pubblici e sceglie di schierarsi al fianco di realtà storicamente associate a episodi di violenza dovrebbe quantomeno provare vergogna per l’incoscienza dimostrata e per il danno arrecato all’intera comunità. Inoltre, la partecipazione di qualsiasi organizzazione sindacale a quel corteo appare una valutazione superficiale e inadeguata dei rischi, considerata la piena consapevolezza delle criticità legate a una manifestazione di questo tipo, poi sfociata in violenze.

Infine, i sindacati di polizia hanno espresso piena fiducia nel Capo della Polizia, certi che le istanze rappresentate saranno sottoposte all’attenzione dei massimi livelli politici, nella consapevolezza della sensibilità, dell’attenzione e della concreta preoccupazione che il Prefetto Pisani ha sempre dimostrato nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa.

SIULP – SAP – COISP – FSP
BRAVO – PERNA – CAMPISI – PANTANELLA

Biglietti fantasma e tornelli inutili. Continuano le inciviltà dei furbetti della metropolitana

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C’è un fenomeno che chiunque utilizzi la metropolitana di Torino conosce fin troppo bene: l’ingresso senza biglietto, saltando i tornelli con disinvoltura o accodandosi a chi paga, come se il rispetto delle regole fosse un fastidio per ingenui.

Non si tratta più di episodi isolati, ma di una pratica quotidiana, ostentata, normalizzata. E proprio questa normalizzazione rappresenta il vero problema.

Il viaggio clandestino non è soltanto una violazione amministrativa. Il patto civico, quell’accordo tacito per cui ciascuno contribuisce, secondo le regole, al funzionamento dei servizi pubblici è in totale declino. Chi non paga non elude il sistema, ma truffa gli altri cittadini, quelli che il biglietto lo acquistano, che rispettano le regole e che, proprio per questo, si sentono sempre più soli e beffati.

La domanda è inevitabile: dove sono i controlli GTT? Dove sono gli operatori incaricati di vigilare, di scoraggiare, di sanzionare? I tornelli, da soli, non bastano. Senza una presenza visibile e costante, diventano poco più che scenografie urbane, facilmente aggirabili da chi ha deciso che le regole valgono sempre per qualcun altro.

La sensazione diffusa è quella di un’assenza istituzionale. Non solo mancano i controlli, ma manca anche un messaggio chiaro: che pagare il biglietto è un dovere, non un’opzione. In molte città europee l’evasione tariffaria è contrastata con fermezza, continuità e un’idea precisa di legalità quotidiana. A Torino, invece, sembra prevalere una rassegnazione silenziosa, che finisce per alimentare l’illegalità invece di contenerla. E i cittadini sono stanchi. Stanchi di assistere ogni giorno a scene di arroganza e impunità. Stanchi di sentirsi ingenui per aver fatto la cosa giusta. Stanchi di un clima in cui il rispetto delle regole appare quasi fuori moda, mentre la furbizia viene tollerata, quando non addirittura giustificata.

Cosa si può fare? Rafforzare i controlli, certo. Rendere visibile la presenza di GTT nelle stazioni, soprattutto nelle fasce orarie più critiche. Ma serve anche qualcosa di più profondo: una presa di posizione pubblica, chiara, netta. Perché la metropolitana non è solo un mezzo di trasporto: è uno spazio comune, uno specchio della città che vogliamo essere. Continuare a voltarsi dall’altra parte significa accettare un lento scivolamento verso l’idea che le regole siano facoltative. E una città che rinuncia alle regole quotidiane rinuncia, a poco a poco, anche al rispetto reciproco. Torino merita di meglio. E i suoi cittadini hanno il diritto di non sentirsi più spettatori impotenti di un degrado annunciato.

 Maria La Barbera

Torino-Bardonecchia, tir perde cisterna pericolosa in galleria

Trasportava una sostanza pericolosa e, da un tir, il semirimorchio si è improvvisamente sganciato dalla motrice, provocando l’incidente. È successo sulla Torino-Bardonecchia a Exilles, nel tardo pomeriggio di ieri, quando nella galleria Cels il mezzo pesante viaggiava in direzione della Francia.

Per mettere in sicurezza la cisterna, questa è stata portata all’esterno della galleria, per essere travasata in una seconda cisterna di soccorso. Sul posto sono intervenute otto squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Torino, per un complessivo di 24 unità. Le operazioni di travaso, durate ben 2 ore, sono state condotte dal nucleo travasi di Torino durante la notte. La tratta è stata chiusa nelle ore successive per consentire lavori di manutenzione programmati. Fortunatamente non sono risultate persone coinvolte. Sul posto è giunta anche la polizia stradale di Susa e gli ausiliari della Sitaf.

VI.G

Sabati di Pace. AGiTe a Torino

Oltre 60 le fotografie – testimonianza dei “Sabati di Pace”, raccolte in mostra alla torinese Libreria “Binaria”, erede della “Torre di Abele”

Dal 5 al 28 febbraio

Ce ne fossero di quei sabati! Tutti pacifici ma “esibiti” con forza e “spesi” contro ogni violenza o fragore assordante e terribile di guerra. Sabati come voci e immagini di piazza, in cui l’anonimato del quotidiano si fa “alto” grido (quanto recepito!? Non importa!) di quelle speranze di “Pace” di cui i pochi “grandi” dittatori  della Terra ogni giorno si empiono la bocca, per calpestarle poi ignobilmente, in nome di una misera cruenta manciata di potere, altamente sorda alle voci, alle suppliche e ai pianti di popoli divenuti pedine assolutamente insignificanti e miserevoli nelle loro mani. Tutto questo vuole documentare la significativa mostra fotografica “Sabati di Pace. AGiTe a Torino”, in programma dal prossimo giovedì 5 febbraio (inaugurazione, dalle 18 alle 20fino a sabato 28 febbraio, nei locali della Libreria “Binaria”, in via Sestriere 34, a Torino.

Organizzata da “AGiTe” (la subalpina realtà informale, nata sotto la Mole nel 2017, che riunisce cittadine e cittadini, associazioni, enti e istituzioni locali “Contro l’Atomica, tutte le Guerre e i Terrorismi”, da cui l’acronimo in cui si riassumono per l’appunto i tre principali impegni espressi nella sigla associativa), l’esposizione nasce proprio dagli scatti fotografici realizzati tutti i sabatidall’inizio del 2022 (oggi si è arrivati a ben 203 “sabati”) per documentare l’esperienza dei molteplici incontri e delle iniziative portate avanti dal “Coordinamento AGiTe”. Le immagini raccontano molto semplicemente cosa accade durante la solita ora “sabatina”, con ritrovo in piazza Carignano o Castello a Torino, e la motivazione per la quale continuano da cosi tanto tempo quei benedetti, attenti alla libertà e alle esigenze di ognuno, “sit-in di Pace”.

Dicono gli organizzatori: “Per ‘AGiTe’ essere sempre tutti i sabati, con ogni condizione di tempo, sulla stessa piazza, sugli stessi sanpietrini, con le stesse bandiere, con le scritte e l’alternanza di ospiti è un monito all’indifferenza, alla profonda volontà d’impegno di fronte alla catastrofe della guerra”“E più la situazione internazionale – continuano – diventa infuocata, più prendono senso e significato i nostri ‘Sabati di Pace’, smentendo coloro per cui è una perdita di tempo ed è inutile sperare di modificare i giochi di potere. La nostra, lo sappiamo bene, è una piccola realtà che va però sommata ad altre, tante, piccole iniziative sparse in tutta Italia e tese ad esprimere, come facciamo noi, idee convergenti sul totale ‘rifiuto della guerra’”.

Concetto ampiamente ribadito nella sessantina di immagini esposte alla Libreria “Binaria”, selezionate da un “Archivio” di oltre mille fotografie e articolate in mostra in quattro sezioni: da “Le stagioni contro la guerra” a “Quanti siamo quanti siamo” per concludersi con “Che sorpresa! Gli incontri e gli ospiti del sabato” (tanti, fra i più recenti quelli sulla liberazione di Julius Assange, australiano cofondatore e caporedattore di “WikiLeaks” , sui “ciclisti per i Saharawi” e sulla “Casa delle Donne” per il genocidio a Gaza) e con “Le parole contro la guerra”. Al termine dell’inaugurazione della mostra, sarà anche presentato il nuovo libro dell’attivista e saggista torinese Enrico Peyretti, sostenitore di “AGiTe”“Fino alla liberazione dalla guerra” (Edizione “Mille”, 2025).

“BINARIA”

Doveroso ricordare anche la location espositiva. Non poteva scegliersi infatti luogo più idoneo ad ospitare e ad evidenziare in tutta la sua portata “etica” (ma anche tecnica) la mostra, se non quella Libreria “Binaria” aperta dieci anni fa presso la “Fabbrica delle ‘e”, in via Sestriere a Torino e definita da don Luigi Ciotti “non un semplice centro commerciale, ma commensale”.“Perché – spiega don Ciotti – in questo posto, le persone, la convivialità e il Noi vengono prima delle merci”. Nell’ampio spazio di “Binaria” infatti non ci sono solo un libreria, una bottega di prodotti solidali, equi, biologici, un brocantage e una pizzeria: ci sono anche e soprattutto mondi in relazione, vite che si intrecciano, storie che si incontrano. “Binaria” nasce dalla storia della Libreria “La Torre di Abele” (anni fa in via Pietro Micca), ma anche dal lavoro politico del “Gruppo Abele”, da 60 anni sulla strada al fianco delle battaglie per gli emarginati. La “Libreria”, dove sarà accolta la mostra, accoglie presentazioni, tre gruppi di lettura, momenti di discussione, ma anche laboratori ludico-creativi per bimbe e bimbi, molte e molti dei quali figli e figlie di mamme di origine straniera che studiano la lingua italiana. “Integrazione”, “Pace” e “Libertà” sono qui parole ben conosciute e trattenute a piene mani, per le quali vale la pena, sempre e con tanto coraggio, mettere in gioco idee, lavoro comune, pacifiche manifestazioni per non perdere quegli ideali, quei sogni e quelle speranze che spesso paiono destinate a irreversibili naufragi, ma per le quali non è mai consentito ritirare le carte trattenute fra le dita. E che, forse, potrebbero essere le carte vincenti!

Per info: Libreria “Binaria”, via Sestriere 34, Torino; tel. 011/537777 o www.binariagruppoabele.org o www.agite@-to.org

Gianni Milani

Nelle foto: Alcune immagini fotografiche in mostra

Fino a mercoledì 4 febbraio confermato il livello 0 del semaforo antismog

 

Prosegue fino  a mercoledì 4 febbraio compreso –   giorno di controllo – l’applicazione delle sole misure strutturali di limitazione al traffico: sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti  da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata.

TorinoClick

Regione, 200 assunzioni nel prossimo trienno

«Fra il 2026 e il 2028 verranno aperti i bandi per l’assunzione di 198 persone. Un numero importante, pensato per compensare le cessazioni previste nel triennio e per garantire un equilibrio stabile tra uscite e nuovi ingressi»: è quanto annuncia l’assessore al Personale Gian Luca Vignale dopo che la Giunta regionale ha approvato il nuovo Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2026-2028, strumento strategico che definisce la programmazione del personale e l’evoluzione dell’organizzazione in coerenza con gli obiettivi di mandato.

Diverse le articolazioni previste: nuovi concorsi, mobilità interna ed esterna, progressioni di carriera, riqualificazione professionale, conclusione di procedure concorsuali già avviate. Particolare attenzione è riservata anche alle assunzioni legate al Pnrr e ai fondi europei, senza oneri aggiuntivi per il bilancio regionale.

«Il Piano certifica un turn over reale ed efficace – puntualizza Vignale – A fronte di circa 100 cessazioni nel biennio 2024-2025, la Regione ha già assunto 109 nuove unità, garantendo continuità amministrativa e rafforzando le competenze interne. Con le misure previste concluderemo l’importante riorganizzazione approvata nel 2025 con attività di grande innovazione per l’ente come le attività di semplificazione e utilizzo dell’Intelligenza artificiale».

Un risultato che si inserisce in un percorso più ampio di rinnovamento della macchina regionale: tra il 2022 e il 2025 sono state immesse complessivamente circa 750 nuove risorse, con un impegno significativo sul fronte dell’integrazione organizzativa e della valorizzazione del capitale umano.

«L’obiettivo – evidenzia l’assessore – è una Regione più efficiente, moderna e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini. Investire sul capitale umano significa rafforzare la qualità dei servizi pubblici».

Terapia domiciliare bloccata dalla neve: carabinieri soccorrono 85enne

Solo e anziano, con i figli all’estero, aspettava l’ossigenoterapia domiciliare che la neve aveva reso impossibile. I carabinieri sono intervenuti e lo hanno soccorso. È successo a Grondona, nell’Alessandrino, dove un 85enne, a causa delle difficili condizioni meteo, non ha potuto ricevere l’assistenza programmata.

La donna incaricata del servizio – che prevede il supporto di una badante per la gestione dei macchinari di ventilazione- è rimasta coinvolta in un incidente stradale e non ha potuto raggiungere la casa dell’uomo.

Il signore ha così deciso di chiamare i carabinieri. Giunti sul posto, nonostante la neve, i militari sono rimasti con lui fino alla fine, permettendogli di completare la terapia.

VI.G

Emergenze e incendi boschivi: nuova intesa tra Regione Piemonte e Vigili del fuoco

Protezione civile e incendi boschivi: Regione Piemonte e Vigili del fuoco rafforzano l’intesa

Regione Piemonte e Direzione regionale dei Vigili del fuoco compiono un passo decisivo nel consolidamento della collaborazione istituzionale in materia di protezione civile, lotta agli incendi boschivi e formazione del volontariato. Con la firma della Convenzione, avvenuta oggi a Palazzo della Regione, viene definito un quadro operativo chiaro e stabile che disciplina ambiti, modalità di intervento e risorse dedicate.

Alla sottoscrizione dell’accordo hanno partecipato l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi, il direttore regionale dei Vigili del fuoco del Piemonte Alessandro Paola e la viceprefetto vicario di Torino Alessandra Tripodi.

La Convenzione rappresenta un passaggio strategico per il sistema regionale di prevenzione e gestione delle emergenze, superando una fase caratterizzata da interventi occasionali e strumenti non omogenei. L’intesa introduce infatti una cooperazione strutturata, continuativa e programmata tra le istituzioni coinvolte, rafforzando l’efficacia delle azioni sul territorio.

L’accordo prevede uno stanziamento complessivo di 800 mila euro per il biennio 2026–2027, pari a 400 mila euro annui, destinato al sistema regionale antincendio boschivo. Le risorse sosterranno le attività della Direzione regionale dei Vigili del fuoco, garantendo il funzionamento della Sala operativa unificata permanente (SOUP), il coordinamento degli interventi di spegnimento via terra e via aerea, l’impiego di personale specializzato e lo svolgimento di esercitazioni e attività di addestramento congiunto.

Accanto a questo investimento, la Regione Piemonte destina ulteriori 200 mila euro alla formazione, con l’obiettivo di rafforzare le competenze operative del sistema. Grazie a queste risorse saranno formate 456 unità di personale, per oltre 40 mila ore complessive di attività, attraverso percorsi dedicati alla gestione delle emergenze, alla sicurezza, agli interventi antincendio e al coordinamento tra le diverse componenti operative.

La Convenzione si inserisce in un percorso più ampio già avviato dalla Regione Piemonte con la sottoscrizione di un Accordo quadro con i Vigili del fuoco, volto a costruire una collaborazione trasversale su tutte le principali aree della protezione civile: dalla prevenzione dei rischi naturali alla gestione delle emergenze, dal dissesto idrogeologico al supporto tecnico-operativo sul territorio.

Un cambio di passo significativo che restituisce al Piemonte un modello di cooperazione istituzionale solido e coerente, capace di integrare pianificazione, prevenzione, formazione e capacità operativa.

Nel panorama delle iniziative territoriali si segnala anche l’impegno della Provincia di Novara, che con il presidente Marco Caccia e il consigliere delegato alla Protezione civile Lido Beltrame ha avviato un progetto strutturato a sostegno della formazione dei Vigili del fuoco volontari, rafforzando ulteriormente il sistema locale di sicurezza grazie a una collaborazione concreta tra enti e Comando.

«Oggi – ha detto l’assessore regionale alla Protezione Civile, Marco Gabusi – la Regione Piemonte compie un passo fondamentale per rafforzare il proprio sistema di Protezione civile. Questa Convenzione non è solo un atto amministrativo, ma il risultato di un grande lavoro di collaborazione istituzionale: per questo motivo intendo ringraziare il consigliere regionale Paolo Ruzzola, sempre vicino alla componente volontari, che ci ha consentito di mettere finalmente a sistema competenze, professionalità e risorse. Tutto ciò significa investire sulla sicurezza dei cittadini e sulla capacità reale di risposta alle emergenze».

L’assessore Gabusi ha poi aggiunto che «con questo atto, la Regione Piemonte rafforza in modo concreto la propria capacità di affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e dall’aumento dei rischi naturali, puntando su un sistema integrato, coordinato e strutturalmente preparato, fondato su cooperazione istituzionale, investimenti e formazione continua».

Il direttore regionale dei Vigili del fuoco del Piemonte, Alessandro Paola, ha evidenziato che «la sottoscrizione di accordi negoziali con Regione Piemonte consentirà di realizzare nuove strategie operative finalizzate al potenziamento della capacità di risposta alle emergenze e alla prevenzione dei rischi territoriali. Il ruolo dei Vigili del fuoco, con le proprie componenti operative permanenti e volontarie presenti in regione, sarà ancora più incisivo in virtù della collaborazione istituzionale nell’ambito del più ampio quadro di competenze che Regione Piemonte assicura nel proprio sistema di protezione civile. Parimenti la Direzione regionale dei Vigili del fuoco assicura, per tutte le attività oggetto di convenzione, la funzione di raccordo con la struttura unitaria centrale del Corpo dei vigili del fuoco, operante a livello nazionale».

A chiudere, l’intervento della viceprefetto vicario di Torino Alessandra Tripodi, che ha sottolineato come «la Protezione civile è fatta di una collaborazione costante e ormai consolidata, richiede uno spirito di squadra che qui è già realtà e che oggi trova un ulteriore coronamento con questo protocollo, soprattutto in scenari complessi come quelli degli incendi boschivi. La Prefettura può sempre contare su un Corpo composto, che garantisce risposte molto professionali e tempestive. Considerando che il territorio del Piemonte è particolarmente fragile, è necessario che tutte le componenti e le professionalità si integrino all’interno del sistema per dare risposte sempre più efficaci».

Cosa c’è nel bilancio di previsione: dalla Regione sostegno a imprese e territori

Il Bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Piemonte, approvato dal Consiglio regionale, conferma secondo la Giunta regionale guidata da ALberto Cirio “una linea di rigore e responsabilità finanziaria, assicurando stabilità dei conti, sostegno a imprese e territori e tutela dei servizi essenziali”.

«È un bilancio di buon senso, di equilibrio e di serietà. Quella serietà che ha fatto sì che dal 2019 a oggi la Corte dei Conti abbia sempre parificato senza eccezioni i conti della Regione Piemonte – afferma il presidente Alberto Cirio – Ha ottenuto il parere favorevole dei revisori, mette in sicurezza il pagamento dei debiti del passato e, nello stesso tempo, non taglia i servizi, garantisce gli investimenti per il futuro e continua a darsi delle priorità, soprattutto sulla salute delle persone e sul futuro dei nostri figli».

Nel 2026 il bilancio presenta entrate e spese per 18,35 miliardi di euro, nel pieno rispetto dei vincoli nazionali ed europei. Prosegue il percorso di riduzione del disavanzo: il disavanzo di amministrazione presunto scende a 1.586 milioni di euro, in miglioramento rispetto agli anni precedenti.

Il disavanzo da ripianare nel 2026 ammonta a 103,9 milioni di euro, in linea con il piano concordato con la Corte dei conti e aggiornato alla Legge di Bilancio dello Stato. «Il contenimento del disavanzo – evidenzia l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano – non è solo un obbligo normativo, ma un segnale di serietà nei confronti dei cittadini e delle imprese. Continuiamo a ridurre progressivamente il debito senza tagliare i servizi. Abbiamo garantito risorse stabili per tutti i comparti, sensibili e non: dalla sanità alla cultura, dal welfare allo sport».

Le principali voci

La manovra privilegia investimenti e sviluppo: nel 2026 le spese in conto capitale superano 1,14 miliardi di euro, mentre le spese correnti ammontano a 12,83 miliardi.

La sanità è la voce principale del bilancio, con oltre 9,3 miliardi di euro destinati al sistema sanitario regionale. Proseguono gli investimenti in edilizia ospedaliera, anche grazie alle risorse Pnrr, FSC e Inail. «Difendiamo un modello sanitario pubblico e accessibile – ribadisce Tronzano – e sappiamo valorizzare anche il contributo del privato, in un’ottica di sussidiarietà intelligente che migliora l’efficienza e amplia l’offerta di servizi».

Sul fronte produttivo, la Regione sostiene imprese, artigianato, innovazione e internazionalizzazione attraverso bandi e strumenti finanziari, in sinergia con fondi europei e Programma operativo complementare. Tra le risorse principali: 865 milioni del Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027, 756 milioni per lo sviluppo rurale e oltre 3,5 miliardi di fondi Pnrr già assegnati.

Il bilancio 2026 prosegue infine la razionalizzazione della spesa: i costi del personale restano stabili e la rinegoziazione dei mutui consente una riduzione degli oneri finanziari. «In linea con quanto previsto dalla Legge di bilancio statale – puntualizza Tronzano – utilizziamo tutti gli strumenti disponibili per alleggerire il carico finanziario della Regione. Le risorse liberate vengono reinvestite per rafforzare la sanità».

«Questo bilancio – conclude Tronzano – è il frutto di un lavoro collegiale, trasparente e condiviso. Ringrazio la Commissione Bilancio, i dirigenti, i tecnici e tutti i consiglieri, anche di opposizione, che hanno contribuito con proposte e osservazioni. In un momento delicato per i conti pubblici, la Regione Piemonte dimostra che è possibile coniugare rigore, sviluppo e tutela sociale, senza chiedere nuovi sacrifici ai cittadini».

Se vuoi, posso accorciarlo ancora di più (versione comunicato stampa breve) oppure renderlo più divulgativo per un pubblico non tecnico.

Noi siamo con voi: “la violenza è cieca contrapposizione”

I gravissimi fatti di sabato pomeriggio a Torino interrogano tutti i
credenti soprattutto su come non confondere gli inaccettabili eccessi
di alcuni con il sentimento mite della maggioranza e con la sofferenza
silenziosa di tanti che vivono la povertà e l’emarginazione. Dobbiamo
essere consapevoli che dietro queste violenze non c’è opposizione
politica, ma contrapposizione cieca, non ci sono strategie, ma
tattiche di guerriglia urbana che si rinnovano ad ogni occasione, con
azioni organizzate e pianificate.

Ma c’è di più. La stessa procuratrice generale del Piemonte, Lucia
Musti, parla non solo di violenze di piazza ma di clima culturale
che, a suo dire, le rende possibili. Denuncia la presenza di «una area
grigia di matrice colta e borghese» che rispetto alle violenze degli
antagonisti a Torino nutre un atteggiamento di «benevola tolleranza», e
denuncia una «lettura compiacente» da parte di “taluni soggetti della
classi sociali più intellettualmente preparate”, i quali con il loro
scrivere, il loro condurre a normalizzazione, il loro agire in
appoggio, immiseriscono quella parte di società che invece “dovrebbe
svolgere una illuminata azione di deterrenza e di rispetto delle regole
democratiche”.

Per questo occorre promuovere il dialogo – come scrive Papa Leone XIV –
e non arrendersi ad una polarizzazione estremista e ingannevole che
riduce la realtà ad una sua parodia, le radici culturali e religiose
quasi ad etichette da esibire, il pensiero ad un calcolo.

Noi del Coordinamento Interconfessionale del Piemonte non vogliamo
accontentarci di una fede marginale e privata. Vogliamo essere voce
che denuncia e propone, in un mondo spesso afono e dove troppi non
hanno voce. Questo è amore politico perché l’indifferenza è il cancro
della democrazia. L’impegno di chi crede dà senso a quel Tavolo della
Speranza nato nel luglio scorso, proprio a Torino, per contrastare
l’odio, le divisioni e disarmare il linguaggio.

Educare alla speranza significa vivere incentrando l’esistenza nel rispetto per la dignità della persona e la promozione di una cultura che si sposa con l’inquietudine e la
condivisione del sapere, di un atteggiamento che è un avventurarsi con
umiltà nel mistero della vita.

A nome del Coordinamento interconfessionale dell Piemonte Noi siamo con voi”

Giampiero Leo, Younis Tawfik, Dario Disegni, Walid Bouchnaf, Antonio Labanca, Amir Younes, Stefania Palmisano, Idris Bergia, Loredana Annaloro, Maria Requena, Giuseppe Cicogna, Walter Nuzzo