VERBANIA – “La Segreteria Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri esprime il proprio plauso per l’importante operazione condotta dai Carabinieri di Verbania, che ha consentito di sventare una rapina e sequestrare oltre due chili e mezzo di sostanze stupefacenti destinate al mercato locale. L’intervento è avvenuto tra la notte del 10 e l’11 giugno 2026, durante un servizio mirato di controllo del territorio. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno intercettato un gruppo di soggetti che stava tentando di impossessarsi di un ingente quantitativo di droga, verosimilmente destinato anche al mercato che coinvolge giovani consumatori della zona. I Carabinieri sono intervenuti proprio nel momento in cui la rapina stava entrando nel vivo. Grazie alla prontezza operativa, al coordinamento delle pattuglie e alla capacità di leggere immediatamente la situazione, i militari sono riusciti a fermare i responsabili in flagranza di reato, evitando che l’episodio potesse degenerare. Il bilancio dell’operazione è di quattro persone arrestate: tre accusate di tentata rapina aggravata e una di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di un risultato che parla da solo e che conferma la costante attività di controllo svolta dall’Arma sul territorio del Lago Maggiore. L’operato dei militari di Verbania invia un messaggio inequivocabile: la sorveglianza resta alta per proteggere la comunità e, in particolare, le fasce più giovani da fenomeni criminali legati allo spaccio e alla violenza. Ai colleghi impegnati nell’operazione va il nostro sentito ringraziamento per la professionalità, la tempestività e il senso del dovere dimostrati ancora una volta al servizio dei cittadini”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

A seguito dell’incidente avvenuto alle 23 di ieri sera a Carignano un giovane motociclista è morto poco dopo essere stato soccorso dal 118.
Il ragazzo viaggiava in moto sulla statale 20 del Colle di Tenda e per cause da accertare, è finito fuori strada, contro un tabellone stradale.
I carabinieri hanno chiuso la statale al traffico. L’elisoccorso ha trasportato il ferito in elicottero al Cto ma è deceduto poco dopo l’arrivo in ospedale.
Liberare Pancalieri dal traffico pesante
Allontanare dai centri storici dei paesi il traffico pesante che insiste sulle strade provinciali è da molti anni una priorità per le amministrazioni comunali e per quella della Città metropolitana di Torino. Spesso non basta realizzare nuovi assi viari: occorre curare e rendere più sicuro possibile il raccordo tra le nuove arterie – che vengono prese in carico dalla Città metropolitana – e la viabilità “storica” che attraversa i centri abitati. È il caso di Pancalieri, dove, su richiesta dell’amministrazione comunale, si sta valutando la possibilità di acquisire al patrimonio della Città metropolitana il collegamento tra la SP 129 e la SP 141 (asse davanti al cimitero) e l’asse stradale comunale situato al confine con la Provincia di Cuneo che collega la Provinciale 141 alla rotatoria di confine, dismettendo invece al Comune i due tratti di strade provinciali in centro abitato.
Questo consentirebbe di deviare i mezzi pesanti su via Circonvallazione e sulla Provinciale 141, sino al congiungimento con la SP 30 della Provincia di Cuneo, alleggerendo il concentrico di Pancalieri dal traffico pesante che insiste sulla Provinciale 129.
Della possibilità di redigere un progetto degli interventi da eseguire sulle strade comunali al fine di renderle idonee quali assi provinciali extra-urbani e di effettuare la valutazione sommaria dei costi hanno discusso con il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo il Sindaco di Pancalieri, Piero Giovanni Paletto, e il Vicesindaco Massimiliano Varetto, nell’ambito dell’iniziativa “Comuni in linea”.
Negli anni scorsi l’Ufficio pianificazione e realizzazione opere pubbliche della Direzione Azioni integrate con gli Enti locali della Città metropolitana aveva redatto il progetto di fattibilità tecnica ed economica della trasformazione dell’incrocio a raso tra la Provinciale 141 e la via Circonvallazione, progetto ritenuto congruente e utile nell’ottica della proposta in itinere.
Nell’incontro che si è tenuto lunedì 8 giugno il Vicesindaco metropolitano ha confermato la proposta di elaborare e siglare un accordo di programma, che preveda le modifiche alla viabilità richieste dal Comune. L’ipotesi progettuale proposta dal Comune è quella di incanalare il traffico proveniente da Casalgrasso sulla SP 30 della Provincia di Cuneo nella Provinciale 141 della Città metropolitana di Torino. I mezzi destinati a Pinerolo potrebbero reimmettersi sulla Provinciale 129 utilizzando la via Circonvallazione, che collega le due strade provinciali. Per realizzare questo obiettivo sarebbe necessario adeguare le intersezioni a raso, costruendo due rotatorie e verificare eventuali opere necessarie su via Circonvallazione: ad esempio, un adeguamento dell’accesso al cimitero. Nella riunione con l’amministrazione comunale di Pancalieri si è parlato anche della necessità di mettere in sicurezza l’incrocio tra le Provinciali 129 e 149. Città metropolitana di Torino e Provincia di Cuneo dovranno confrontarsi sulle modalità di gestione dell’asse viario che attualmente pare essere esattamente a cavallo dei due Enti, ma con ogni probabilità è già interamente di proprietà del Comune di Pancalieri che l’ha realizzato: manca probabilmente solo il passaggio a partita strade. Il Comune di Pancalieri si è impegnato a verificare questo aspetto.
L’appuntamento dal 7 al 9 luglio presso l’ex Mercato Ittico
“Ho una casa, la casa di famiglia. È vuota da anni ormai. Non ci va più nessuno e i miei figli non sentono alcun legame con quel luogo. Ma quella casa continua a rappresentare qualcosa di enorme. È come se contenesse una versione di me che non esiste più, ma che non riesco a lasciare andare. Ogni stanza è un ricordo, ogni oggetto una traccia, ogni silenzio una voce. È il luogo delle origini, ma che non appartiene più al presente.” I pensieri di una donna che guarda dietro le spalle a un passato: “Mi chiedo allora: un ricordo può vivere senza un luogo? O siamo noi a dargli forma, a portarlo con noi anche quando i muri che lo hanno custodito non ci sono più?” Domande poste nelle colonne di un recentissimo “Tuttolibri” a cui lo scrittore Diego De Silva tentava di dare le proprie risposte, accennando non soltanto alle “ragioni terra-terra” che possono abbracciare il disuso e i costi ma anche quei “valori affettivi” che rimangono “inestimabili per definizione”: “Io ho impiegato degli anni per superare quel dolore, archiviandolo tra i miei errori, sotto ognuno dei quali ho firmato la mia stupidità… non posso darti consigni, soprattutto perché, come vedi, sono fin troppo coinvolto nell’argomento. Posso però indicarti un gioiellino di libro sul tema, che potrebbe suscitare qualche tua riflessione, “Di chi sono le case vuote”, di Ettore Sottsass, una raccolta di scritti e saggi sul senso degli spazi vuoti e degli edifici abbandonati, considerati come luoghi pieni di presenze, di passato, di oggetti.”
Mi tornavano in mente queste parole lette pochi giorni prima, durante la presentazione del Festival di Architettura Torino che, proprio con una tre giorni – dal 7 al 9 luglio prossimi – presso l’ottocentesco ex mercato ittico di Porta Palazzo (“il più vasto mercato cittadino che tutta l’Europa ci invidia, così vario, popolato, multietnico”, ricordava Michela Favaro, vice sindaco di Torino al tavolo dei relatori nella sala Carpanini del Comune), storico edificio oggi al centro di un processo di trasformazione e cambio di destinazione, indagherà “il futuro dell’abitare e dello spazio urbano”. Un’occasione inedita promossa dalla Fondazione per l’Architettura e dall’Ordine degli Architetti di Torino – con il patrocinio di Città di Torino e Regione Piemonte con il contributo di Camera di Commercio, e il sostegno di Banca Reale, Dierre, Fresia Alluminio, Iren, Idrocentro, Sikkens e Traiano Luce 73, che vorrà coinvolgere differenti professionisti ma pure “intercettare e accompagnare tutti i cittadini interessati al tema dell’abitare.” Un’occasione di incontri, talk, installazioni e proiezioni dedicata “a una delle questioni più urgenti del nostro tempo” che ha per titolo proprio “Chi abiterà le case vuote?”.
Intraprendendo un vasto panorama che porta inevitabilmente la città a essere candidata quale Capitale della Cultura 2033, quindi aprendosi sempre più a un respiro europeo, una decina di aree tematiche occuperanno la location, a conferma della convinzione del grande architetto secondo cui “il vuoto delle case diventa uno spazio di possibilità e non di assenza, il segno visibile delle grandi trasformazioni socioeconomiche del nostro tempo”. Si affacciano motivazioni nuove, l’invecchiamento della popolazione, la crescita dei nuclei familiari ristretti, la mobilità professionale e la crisi climatica, “è un festival molto particolare questo, che vuol prendere a considerare un tema importante come è quello del futuro dell’abitare, ed è importante che se stia parlando: esaminare case e terre per affrontare le sfide economiche e ambientali poste storicamente nel futuro”, sottolinea Alessandra Siviero presidente della Fondazione per l’Architettura Torino. Migliaia di edifici rimangono inutilizzati mentre cresce la domanda di alloggi accessibili – di “diritto alla casa, soprattutto a una casa abbordabile”, parla Favaro, nella volontà di avere una città che possa attirare nuove imprese, mentre Andrea Tronzano, Assessore al Bilancio della Regione afferma che “il Festival di Architettura rappresenta un’occasione preziosa di riflessione e confronto, utile ad analizzare, anche attraverso i dati, le trasformazioni e il futuro dei nostri territori” -, servizi di prossimità e nuove forme di vita comunitaria, mentre da più parti si afferma la necessità che “il tema dell’abitare contemporaneo non può essere letto solo come una questione esclusivamente sociale o emergenziale: il tema delle case vuote rappresenta una straordinaria opportunità progettuale per attivare processi di rigenerazione sostenibile, capaci di generare valore culturale, sociale, economico e urbano”.
Non soltanto domande quindi nei vari appuntamenti di un programma che, al di là di voci generali che allineano laboratori educativi per bambini e ragazzi, momenti musicali, una grande installazione creata dall’artista Raffaele Salvoldi e una rassegna cinematografica, resta ancora in gran parte top secret, ma anche risposte concrete che coinvolgeranno Università e istituzioni, attraverso gli interventi di esperti, professionisti, urbanisti e progettisti internazionali, attraverso le testimonianze di quanti stanno affrontando medesimi scenari. Ribadisce Roberta Ingaramo, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino: “Temi come l’accesso alla casa, la rigenerazione del patrimonio esistente, la sostenibilità delle operazioni di trasformazione e l’inclusione sociale non possono essere affrontati senza una progettualità capace di mettere in relazione esigenze diverse e di costruire risposte concrete ai bisogni della comunità. Come Ordine degli Architetti crediamo che la cultura del progetto debba tornare ad avere un ruolo centrale nelle scelte che riguardano la città”. Conclude gli interventi Alessandra Siviero: “Le nostre sono le stesse domande che attraversano oggi l’intera Europa. Inoltre sono convinta che la scelta dell’ex Mercato Ittico di Porta Palazzo non sia casuale, un luogo simbolo della trasformazione urbana di Torino che diventa il contesto ideale per riflettere sul riuso e sulle nuove forme dell’abitare”. Sempre con un occhio a un mondo in continuo divenire: “Guardare al futuro significa anche dare voce alle nuove generazioni: per questo il festival ospita Future Homes Europe, la call internazionale rivolta a giovani architette e architetti under 35 chiamati a immaginare nuove risposte alle sfide dell’abitare contemporaneo”.
Elio Rabbione
Nelle immagini di Daniele Ratti, al tavolo, da sx, Alessandra Siviero, Roberta Ingaramo e Raffaella Lecchi, direttrice della Fondazione per l’Architettura; l’assessore Andrea Tronzano; due angoli dell’ex Mercato Ittico, luogo d’incontro per il Festival.
Schiacciato dal trattore: muore 82enne
È rimasto travolto da un trattore mentre lo stava usando: 82enne perde la vita. L’incidente si è verificato a Brandizzo nella zona agricola di Cascina Bologna.
Il pensionato è stato schiacciato dal mezzo agricolo in funzione ed è deceduto a seguito dei traumi riportati. Sul posto sono giunti immediatamente i soccorsi del 118 Azienda Zero, che hanno potuto soltanto constatare il decesso della vittima.
I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’area. Sul luogo, presenti anche i carabinieri di Chivasso e gli ispettori dello Spresal dell’Asl To4 per gli accertamenti sulle cause dell’accaduto.
VI.G
Da Fondazione Compagnia di San Paolo e Città
Aperte le Linee Guida della Fondazione “06 – Alleanze ad Alta Intensità Educativa” di Città dell’Educazione e chiuso il termine per le domande per il nuovo appalto della Città di Torino per i servizi 0-6, nel quadro del rafforzamento di un sistema educativo integrato, inclusivo e di qualità
Lo scorso 21 aprile, la Fondazione Compagnia di San Paolo ha pubblicato le Linee Guida 06 – Alleanze ad Alta Intensità Educativa. Le Linee Guida sostengono azioni rivolte a bambine e bambini di Torino da 0 a 6 anni e alle loro famiglie e si inseriscono nell’ambito di Città dell’Educazione, l’iniziativa pluriennale lanciata dalla Fondazione insieme alla Città di Torino, con l’obiettivo di rafforzare le opportunità educative rivolte alle giovanissime e giovani generazioni.
Tra le diverse misure realizzate nel quadro del sistema integrato 0-6 dalla Città di Torino, si è da poco chiuso il termine per la presentazione delle domande per la procedura d’appalto per i servizi di nido d’infanzia e servizi integrativi, espressione concreta dell’attenzione che l’Amministrazione comunale riserva alla fascia 0-6 anni.
In linea con i più recenti orientamenti europei, la Città promuove un modello educativo che mette al centro il benessere delle bambine e dei bambini, riconosciuti come soggetti attivi e titolari di diritti, e orienta l’intero sistema verso qualità, inclusione e pari opportunità. I progetti presentati nell’ambito del nuovo appalto dovranno inserirsi pienamente in questa visione, contribuendo allo sviluppo di un sistema educativo integrato, inclusivo e di qualità, anche nel solco della consolidata collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo, partner strategico nella costruzione e nel rafforzamento delle politiche educative cittadine.
Accanto a questo intervento, la Città di Torino è inoltre impegnata nel consolidamento del sistema integrato 0-6 anni attraverso una pluralità di azioni complementari. Tra queste la progettazione di strumenti digitali per facilitare l’orientamento delle famiglie ai servizi 0-6 anni e favorire l’accesso alle opportunità educative; il rafforzamento delle competenze professionali attraverso il Patto formativo e il Piano formativo 2025-2027 nell’ambito anche del Coordinamento Pedagogico Territoriale. Un insieme di interventi che contribuisce alla costruzione di un ecosistema educativo sempre più integrato, inclusivo e orientato al benessere e alla crescita armonica di tutte le bambine e i bambini.
Nell’ambito di Città dell’Educazione e dei servizi ad alta intensità educativa, Città di Torino e Fondazione Compagnia di San Paolo stanno inoltre già collaborando – insieme a enti del terzo settore – all’implementazione di cinque Eduteche. Da diversi mesi sono attivi questi poli di servizi, risultato di un articolato percorso di coprogettazione tra Città, Fondazione, Enti del Terzo Settore e ASL Torino, pensati per ampliare e rendere più prossime le opportunità educative, favorendo l’accesso anche delle famiglie più distanti dai servizi. In questi spazi, pensati a misura di bambino, altamente inclusivi e aperti al protagonismo delle famiglie, bambini e bambine, famiglie e in generale tutta la comunità possono fare buoni incontri tra pari età e con adulti significativi, avere esperienze educative, di crescita, cura e promozione del benessere. A questo processo hanno inoltre preso parte, in una logica di rete, i numerosi soggetti che operano nei territori in cui sono presenti le eduteche, contribuendo alla realizzazione di un ecosistema educativo sempre più integrato.
“Contribuire a rendere i servizi per l’infanzia sempre più attenti a operare in modo coordinato, secondo un approccio olistico e concorrere ad assicurare servizi e opportunità educative di qualità accessibili per tutti i bambini e le famiglie è fondamentale per assicurare fin dai primi anni il diritto all’educazione e cura per tutti e tutte. La Fondazione Compagnia di San Paolo è impegnata da tempo, in primis attraverso l’iniziativa Città dell’Educazione, nel promuovere benessere, inclusione e pari opportunità educative per bambini e bambine da 0 a 6 anni. Le Linee Guida che presentiamo oggi rappresentano un nuovo passo concreto, fortemente innovativo, in questo impegno”, dichiara Alberto Anfossi, Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo.
“La Città di Torino intende rafforzare progressivamente il sistema 0-6 per renderlo sempre più integrato, inclusivo e in grado di rispondere alle necessità delle bambine, dei bambini e delle loro famiglie. La collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo rappresenta in questo percorso un valore aggiunto fondamentale, che ci consente di intercettare i bisogni fondamentali delle famiglie e di ragionare insieme per trovare le soluzioni più adeguate, ampliando le opportunità educative. Il nostro obiettivo è continuare a lavorare per un ecosistema educativo diffuso, accessibile e di qualità, in cui ogni bambino e ogni bambina possa crescere, sviluppare le proprie potenzialità e sentirsi parte della comunità“, dichiara Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino.
TorinoClick
E’ probabilmente lo scoppio di uno pneumatico la causa dell’incidente che ha provocato un morto e tre feriti gravi alle 19,30 di oggi sull’autostrada A5 Torino-Aosta. Quattro uomini stavano viaggiando verso Torino su una Fiat Croma. La vettura è uscita di strada nei pressi di Volpiano.
Un elicottero privato è precipitato nelle acque del Lago Maggiore. Il bilancio è di una persona deceduta e tre feriti. Il velivolo era appena decollato da una villa sulla sponda piemontese quando, per cause ancora da chiarire, è caduto. Tutti i passeggeri erano a bordo al momento dell’impatto. L’incidente è avvenuto all’altezza di Foce dell’Erno, a Solcio di Lesa nel novarese.
Secondo le prime informazioni la vittima aveva circa 60 anni. Degli altri tre, tutti codice giallo, due sono stati trasportati in elisoccorso a Novara e uno in ambulanza a Borgomanero. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i soccorsi del 118, l’elisoccorso, le squadre di emergenza e il sindaco di Lesa, Luca Bona, che ha seguito le operazioni. Le autorità hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica.
VI.G
LETTERA APERTA
Gentili Amici del Museo Ettore Fico, avrete appreso dagli organi di stampa che il museo è attualmente chiuso e, diversamente da quanto hanno scritto alcune testate cittadine, non è stato a causa di problemi economici ma per una mia decisione personale. Contestualmente alla chiusura degli spazi espositivi ho deciso di avviare un programma radicalmente diverso dal precedente, più intimo e più riflessivo. Così ho acquisito un nuovo immobile in via Pessinetto 10G al Centro Piero della Francesca (il nome è già un’indicazione di rigore, minimalismo e sobrietà) per condurre una ricerca volta a progetti site specific con artisti nazionali e internazionali con cui produrre grandi opere e grandi eventi che avranno cadenza semestrale e, dato che preferisco pensare positivamente al futuro e non rivolgermi nostalgicamente al passato, ho deciso di cambiare rotta senza rinnegare ciò che è stato fatto finora.
Definire il percorso di un’istituzione privata non è facile ma, per chi volesse approfondire la lettura e la storia del MEF, potrà consultare il nostro sito (www.museofico.it) o scorrere l’elenco allegato con tutte le mostre organizzate, i premi assegnati e i volumi pubblicati dal 2014 a oggi. Sono molto orgoglioso di aver fatto della periferia il fulcro dei nostri progetti utilizzando la nostra energia culturale per rendere Barriera un po’ meno lontana dal centro storico cittadino. Per inaugurare la Fondazione Ettore e Ines Fico (questo è il nuovo nome dell’ente che gestirà anche le proprietà del Museo) ho invitato Giovanni Termini, l’ultimo vincitore del Premio Ettore e Ines Fico assegnato durante Artissima 2025, il quale realizzerà una grandiosa scultura nello spirito ready-made / neodada che contraddistingue il suo operato e la sua poetica. A lui seguiranno il francese Antoine Renard e un artista di origine africana che si inserisce nel programma di ricerca sugli artisti di quel continente che operano nel loro territorio d’origine o in altri contesti internazionali. Le mostre avranno una durata di quattro/sei mesi ciascuna con momenti di approfondimento in presenza dell’artista o con giovani curatori.
Un programma rivolto alle scuole è stato ideato appositamente per i ragazzi che desiderano conoscere meglio l’arte, ma non ci siamo dimenticati degli adulti che ci seguono da sempre con tanto entusiasmo. L’apertura della Fondazione è programmata per la seconda metà del mese di settembre, l’ingresso sarà gratuito dietro prenotazione collegandosi al nostro sito: fondazione@museofico.it
Siamo stati i primi a scommettere su Barriera di Milano, ora penso che le potenzialità di questa nuova location siano altrettanto vincenti.
L’appuntamento è quindi per l’autunno, potrete arrivare da noi in auto, con i mezzi pubblici (3, 9 e 22, fermata “Piero della Francesca”) o a piedi attraversando il parco Dora. Intanto buona estate, felice di rivederVi presto
Andrea Busto