CRONACA- Pagina 2

Superga, si inaugura primo lotto della foresteria

RIQUALIFICAZIONE

Nuova vita e nuove opportunità di fruizione turistica per lo storico complesso della Basilica di Superga, uno dei simboli di Torino immediatamente riconoscibili in Italia e all’estero, dal 2021 gestito dal Sermig.
Sabato 20 giugno 2026 alle ore 15.00 sarà inaugurato il primo lotto dei locali adibiti a foresteria.

Si tratta di uno dei primi interventi previsti dal protocollo di intesa siglato nell’estate 2024 tra l’Agenzia del Demanio, proprietaria del bene monumentale, il Ministero della Cultura, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Piemonte, la Città di Torino e la Città Metropolitana di Torino. Le attività di valorizzazione generale sulla Basilica coinvolgono anche i soggetti privati del territorio con il supporto della Consulta Valorizzazione Beni Artistici e Culturali di Torino.

L’iniziativa rientra nel progetto di prima infrastrutturazione del Cammino di San Michele, realizzato dalla Città Metropolitana di Torino e cofinanziato per 205.000 euro dalla Regione Piemonte e dal Ministero del Turismo tramite il Fondo Unico Nazionale del Turismo 2023.

Con l’apertura di questo primo lotto della foresteria si è concretizzato un progetto di rigenerazione urbana che migliora significativamente la fruibilità culturale e turistica della Basilica e del territorio circostante. La gestione del Sermig permetterà l’utilizzo dello spazio per piccoli gruppi in cammino lungo la collina, con taglio ambientale, sportivo, educativo e spirituale.

I colleghi giornalisti sono cordialmente invitati ad intervenire, sarà l’occasione per verificare i tempi e risultati dell’attività appena conclusa

Salute dei reni, Torino risponde: la tappa di CL3AR conquista Piazza Arbarello

PUBBLIREDAZIONALE — in collaborazione con Sobi Italia

Il roadshow di sensibilizzazione promosso da Sobi Italia ha fatto tappa il 10 giugno nel cuore della città. Il bilancio della giornata, raccontato dai partecipanti, conferma quanto sia ancora necessario parlare di reni e di malattie renali rare.

Dopo le tappe di Milano e Bari, lo scorso 10 giugno la campagna itinerante “CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni” ha animato Piazza Vincenzo Arbarello. Il progetto, promosso da Sobi Italia con il patrocinio dell’associazione pazienti Progetto DDD ETS e delle Società Scientifiche FIR, SINEPE e SIP, ha portato in piazza un gazebo informativo pensato per avvicinare il pubblico a un tema importante quanto sottovalutato: la salute dei reni e, in particolare, le malattie renali croniche rare come la glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (IC-MPGN) primaria.

Si tratta di patologie che, pur rappresentando meno del 5% delle malattie renali croniche complessive, sono responsabili di oltre la metà dei casi di insufficienza renale in età pediatrica e di circa un quarto di quelli negli adulti. Una prognosi spesso severa – circa un paziente adulto su due e un bambino su cinque arriva all’insufficienza renale entro dieci anni dalla diagnosi – rende cruciale il riconoscimento precoce dei segnali d’allarme, oggi possibile anche attraverso semplici esami di sangue e urine.

Per tutta la giornata, installazioni interattive, materiali informativi e il confronto diretto con i professionisti sanitari presenti nel gazebo hanno permesso ai cittadini torinesi di scoprire più a fondo il funzionamento dei reni e l’importanza di una diagnosi tempestiva. Non un semplice banchetto informativo, dunque, ma un vero momento di ascolto e dialogo con la comunità.

A raccontare l’efficacia dell’iniziativa sono soprattutto le voci di chi ha partecipato. Ai visitatori del gazebo è stato infatti proposto di rispondere a qualche semplice domanda su quanto conoscessero il ruolo dei reni e su quali fossero le proprie abitudini di prevenzione: un piccolo termometro della consapevolezza, raccolto su oltre 100 persone, che restituisce un quadro tanto interessante quanto significativo.

La voce del pubblico: cosa è emerso a Torino

Più della metà di chi ha risposto (55,4%) ritiene di conoscere abbastanza bene il ruolo dei reni nel proprio corpo, ma quasi un partecipante su tre ammette di saperne poco. Il dato si fa più netto quando si parla dei segnali d’allarme delle patologie renali: solo il 16,8% dichiara di conoscerli davvero, mentre oltre la metà ne ha sentito parlare senza saperne il reale significato.

Ancora più eloquente il responso sulle malattie renali rare protagoniste della campagna: tre persone su quattro (76,2%) non avevano mai sentito parlare di C3G o IC-MPGN prima di quella mattina in piazza, e solo una minima parte (6,9%) dichiara di conoscerle davvero. Un’evidenza che racconta, meglio di ogni numero, perché iniziative come CL3AR siano necessarie.

Interessante anche il confronto con organi più “noti” come cuore e polmoni: quasi 4 partecipanti su 10 considerano i reni altrettanto importanti, e circa 1 su 10 li ritiene persino più rilevanti. Resta tuttavia una quota – oltre un terzo del campione – che attribuisce loro ancora oggi un ruolo secondario.

Sul fronte della prevenzione, il quadro invita a una riflessione: oltre la metà dei partecipanti (52,5%) non ha mai effettuato esami specifici per controllare la funzione renale, mentre appena l’8,9% lo fa con regolarità. Una distanza tra consapevolezza e azione che la campagna punta proprio a colmare.

Il dato più incoraggiante arriva proprio dal confronto diretto in piazza: oltre 8 partecipanti su 10 (81,2%, di cui il 21,8% “molto di più”) dichiarano di sentirsi più consapevoli dell’importanza di proteggere la salute dei propri reni dopo l’esperienza vissuta al gazebo. Un riscontro che, secondo gli organizzatori, è risultato persino superiore rispetto alle precedenti tappe del roadshow, confermando Torino come una delle piazze più ricettive del tour.

Un entusiasmo che conferma quanto ricordato dal Prof. Luigi Biancone, Responsabile della Struttura Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto della Città della Salute di Torino: riconoscere precocemente i campanelli d’allarme attraverso semplici esami di laboratorio e indirizzare tempestivamente i pazienti verso centri specialistici resta fondamentale per intervenire in modo appropriato e preservare la qualità di vita.

Il viaggio di CL3AR non si ferma qui: dopo l’estate, il roadshow proseguirà a Bologna, Palermo e Roma, portando in altre piazze italiane lo stesso obiettivo, dare alla salute dei reni l’attenzione che merita. Per restare aggiornati su date e iniziative è possibile seguire i canali social di Sobi Italia su Instagram, Facebook e LinkedIn.

“Menopausa in salute”, per affrontare serenamente una fase delicata nella vita di ogni donna

Il libro della Dottoressa Raffaela Di Pace

“Menopausa in salute – Le strategie per risolvere ogni sintomo, dalle vampate alla caduta dei capelli” è il titolo del libro della Dottoressa Raffaela Di Pace, ostetrica, ginecologa, con un dottorato di ricerca in Fisiopatologia della Menopausa, pubblicato dalla casa editrice Sonzogno nel gennaio 2026.

In una società che, per molteplici cause, è caratterizzata da una crescente disattenzione verso “l’altro”, con il conseguente allontanamento dalla comprensione dei suoi bisogni e necessità, anche a fronte di sintomatologie cliniche importanti che interferiscono con la qualità della vita, il libro della Dottoressa Di Pace si configura come uno strumento utile non solo alle donne, ma anche agli uomini, per conoscere, riconoscere e affrontare nel migliore dei modi i disagi legati alla menopausa. Gli strumenti pratici, l’approccio medico e uno sguardo olistico vanno a unirsi al fine di sensibilizzare e rendere consapevoli verso una fase delicata nella vita di ogni donna.

“Menopausa in salute” nasce proprio con l’intento di sfatare tabù e fornire informazioni chiare per vivere il cambiamento fisico ed emotivo in serenità, curando l’alimentazione e il benessere personale attraverso pratiche atte al mantenimento dell’energia, dell’autostima e della qualità della vita.

“Prendersi cura di sé – scrive la Dottoressa Raffaela Di Pace – non significa rifiutare un fenomeno naturale, ma usare gli strumenti del progresso per vivere meglio. Non c’è motivo di subire malesseri quando se ne può fare a meno”.

Nel 2030 più di un ottavo della popolazione della Terra sarà formato da donne in menopausa, 1 miliardo e 200 milioni. È un fatto nuovo per l’umanità. Fino ai primi del Novecento solo una minoranza di Sapiens sopravviveva così a lungo. Oggi invece una larga schiera di persone si trova ad affrontare i cambiamenti del corpo e la necessità di adattarsi a un equilibrio diverso. La ginecologa Raffaela Di Pace invita le donne a non subire i disturbi che conseguono alla caduta dei livelli ormonali: aumento di peso, insonnia, vampate, capelli che si diradano, vuoti di memoria, sbalzi d’umore e secchezza vaginale. Ci sono rimedi che vanno dalla terapia ormonale sostitutiva ad alcuni tipi di farmaci e integratori non ormonali per ridurre i fastidi ma anche i rischi di osteoporosi, di disturbi cardiovascolari e di obesità. Ancora troppe donne rinunciano a curarsi e si intristiscono, perché percepiscono la fine dell’età fertile come la fine della piena salute e della femminilità. Eppure, è probabile che abbiano dinanzi a loro una trentina e passa di anni di vita ed è giusto che li attraversino con pienezza e senza acciacchi, che stiano bene sempre. La rivoluzione femminile non può non abbracciare questo aspetto dell’esistenza: la metà dell’umanità ha il diritto di conoscere i trattamenti contro la sofferenza e i sintomi spiacevoli. Di Pace risponde in maniera puntuale agli interrogativi più comuni e propone un piano settimanale, dal movimento alla dieta, per restare in forma e in salute.

“Menopausa in salute – Le strategie per risolvere ogni sintomo, dalle vampate alla caduta dei capelli” (Sonzogno, 2026) – pagine 160.

Gian Giacomo Della Porta

Borello Supermercati apre a Venaria Reale

IMPRESE E TERRITORIO/ LA FORZA DI UNA FAMIGLIA

La tradizione si rinnova con l’impegno di Gianluca e Aurora, figli del fondatore Fiorenzo

Oggi, 18 giugno 2026, si è aperto un nuovo capitolo nella storia della famiglia Borello con l’inaugurazione del nuovo punto vendita di Venaria Reale, in piazza Michelangelo Buonarroti 1. Un traguardo significativo per Gianluca e Aurora Borello, che danno avvio alla loro prima esperienza imprenditoriale diretta nel settore della distribuzione alimentare, nel segno dei valori trasmessi dal padre Fiorenzo Borello. All’inaugurazione erano presenti, tra le autorità,  il sindaco Fabio Giulivi, l’assessore regionale Andrea Tronzano, la presidente ASCOM Maria Luisa Coppa.

Il nuovo supermercato dispone di una superficie di vendita di circa 320 metri quadrati e propone oltre 3.000 referenze, con un’offerta costruita attorno a qualità, convenienza, servizio al cliente e valorizzazione delle produzioni locali, elementi che da sempre contraddistinguono il marchio Borello.

L’apertura assume un significato che va oltre quello commerciale. Rappresenta infatti la prosecuzione di una storia imprenditoriale profondamente radicata nel territorio piemontese, costruita negli anni da Fiorenzo Borello e portata avanti oggi dai figli insieme a una squadra di collaboratori che continua a condividere gli stessi principi di serietà, affidabilità e attenzione alle persone.

Tra i punti di forza del nuovo negozio figurano i reparti dedicati ai prodotti freschi e freschissimi. La macelleria, disponibile sia con servizio assistito sia in modalità self-service, si affianca a una gastronomia ricca di specialità piemontesi, salumi, formaggi e piatti pronti. Completano l’offerta panetteria, pasticceria e ortofrutta con una particolare attenzione ai prodotti del territorio, alle filiere locali e alle produzioni biologiche.

Sugli scaffali trovano inoltre spazio le principali linee a marchio del gruppo, pensate per soddisfare le diverse esigenze dei consumatori e garantire un elevato rapporto tra qualità e prezzo.

Per la famiglia Borello questa inaugurazione è soprattutto il simbolo di una continuità generazionale che guarda al futuro senza dimenticare le proprie origini. Gianluca e Aurora raccolgono l’esperienza e gli insegnamenti del padre Fiorenzo, contribuendo a mantenere vivo un marchio che nel tempo ha saputo conquistare la fiducia di migliaia di clienti.

In un mercato in continua evoluzione, con la nuova realtà societaria di MiTo e l’alleanza con Unes, il nome Borello continua infatti a rappresentare una garanzia di qualità, attenzione alla clientela e legame con il territorio. Valori che restano il punto di riferimento di questa nuova avventura imprenditoriale e che costituiscono il vero patrimonio lasciato da Fiorenzo Borello alle nuove generazioni.

(Servizio fotografico: il Torinese)

Regione Piemonte e Prefettura di Torino fanno squadra contro gli illeciti ambientali

Nasce il primo Osservatorio regionale in Italia dedicato al monitoraggio e al contrasto dei reati ambientali. Presentati anche i nuovi mezzi acquistati grazie al Patto per la Sicurezza Urbana finanziato dalla Regione con 2,3 milioni di euro.

Un nuovo strumento per rafforzare la tutela del territorio e rendere più efficace la lotta agli illeciti ambientali. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto oggi al Grattacielo Piemonte dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dal prefetto di Torino Donato Giovanni Cafagna.

L’accordo dà vita all’Osservatorio regionale per il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti ambientali, una struttura permanente che opererà attraverso un Tavolo interistituzionale coordinato dalla Prefettura di Torino. Si tratta della prima esperienza di questo tipo a livello regionale in Italia.

Negli ultimi anni i reati legati all’ambiente hanno mostrato una crescita significativa, in particolare nei settori della gestione dei rifiuti, delle bonifiche, dell’edilizia e dei siti contaminati. Da qui la scelta di mettere in rete istituzioni, forze dell’ordine ed enti tecnici per migliorare la capacità di prevenzione, controllo e intervento.

«Con la firma di questo protocollo – hanno sottolineato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Marnati – Regione Piemonte e Prefettura di Torino hanno deciso di rafforzare l’impegno per la tutela dell’ambiente e la promozione della legalità ricorrendo a un’azione coordinata, basata su dati, prevenzione e collaborazione istituzionale. Riservare particolare attenzione ai settori più a rischio, quali gestione dei rifiuti, bonifiche e siti contaminati, edilizia, terre e rocce da scavo, significa accrescere la sicurezza dei cittadini e del territorio e contrastare sempre più l’illegalità e le organizzazioni criminali».

«L’Osservatorio regionale sugli illeciti ambientali in Piemonte nasce dalla volontà di realizzare, su un tema così cruciale come la tutela dell’ambiente, un approccio multifattoriale – ha affermato il prefetto Cafagna – Unisce le forti competenze acquisite dalla Direzione Ambiente della Regione, da Arpa Piemonte e dall’Asl con quelle di chi, a partire dalle Forze dell’Ordine, opera quotidianamente sul fronte della sicurezza e del contrasto ai reati. Un modello che consentirà di affrontare in modo più efficace problematiche complesse come il ciclo dei rifiuti, l’abusivismo edilizio, la tutela del patrimonio boschivo e le infiltrazioni della criminalità organizzata».

Tra i compiti dell’Osservatorio figurano la raccolta e l’analisi dei dati sugli illeciti ambientali, l’individuazione delle aree maggiormente esposte ai rischi, la pianificazione di attività coordinate di controllo, la promozione di percorsi formativi comuni e il coinvolgimento delle associazioni impegnate sui temi della legalità e della difesa dell’ambiente. È inoltre prevista la pubblicazione di rapporti periodici sull’attività svolta.

La firma del protocollo è stata anche l’occasione per presentare i nuovi veicoli destinati alle Forze dell’Ordine e alla Polizia Locale nell’ambito del Patto per la Sicurezza Urbana siglato da Regione Piemonte, Prefettura e Comune di Torino.

Grazie a un primo finanziamento di un milione di euro sono stati acquistati nove autovetture e tre motocicli destinati a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale. Complessivamente il Patto è sostenuto dalla Regione con uno stanziamento di 2,3 milioni di euro.

È già allo studio una seconda fase dell’iniziativa che prevede il rafforzamento della videosorveglianza cittadina attraverso nuove telecamere e tecnologie di controllo, l’acquisto di ulteriori mezzi operativi, incentivi a favore delle attività commerciali e maggiori risorse per incrementare i controlli, compresi quelli sui mezzi del trasporto pubblico.

«Con la seconda fase del Patto per la Sicurezza Urbana vogliamo compiere un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della sicurezza a Torino – hanno dichiarato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Bussalino -. Oltre all’investimento per acquisire ulteriori mezzi, l’attenzione sarà rivolta al potenziamento delle tecnologie per il controllo del territorio, all’ampliamento e all’integrazione dei sistemi di videosorveglianza e al rafforzamento della collaborazione tra tutti i soggetti impegnati nella tutela della sicurezza pubblica».

«Proseguiamo in un lavoro di rafforzamento del presidio del territorio – ha concluso il prefetto Cafagna – dando priorità alle zone rosse e alle aree che esprimono una maggiore domanda di sicurezza. Agli interventi delle Forze di Polizia si affiancheranno ulteriori investimenti nella videosorveglianza a beneficio dei cittadini e delle attività economiche».

Borgo Vittoria: sorpreso con attrezzi da scasso, arrestato

La Polizia di Stato ha arrestato in flagranza, nel quartiere Borgo Vittoria di Torino, un cittadino portoghese di 31 anni per tentato furto aggravato. L’uomo è stato anche denunciato per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
L’intervento è scattato a seguito di una segnalazione pervenuta alla locale Centrale Operativa da parte di un cittadino che riferiva della presenza di un individuo intento a infrangere la finestra di un prefabbricato destinato a futura abitazione.
Gli agenti del Commissariato di P.S. Mirafiori, inviati dalla Centrale Operativa sul posto, hanno sorpreso e fermato l’uomo mentre cercava di allargare il foro sul vetro utilizzando una tenaglia.
I successivi accertamenti hanno consentito di rinvenire e sequestrare a carico del trentunenne, oltre alla tenaglia che impugnava, anche una chiave esagonale, un grosso bullone e un pezzo di ferro, strumenti presumibilmente utilizzati per forzare gli accessi e infrangere le vetrate dell’autorimessa sottostante.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe colpito ripetutamente le finestre sia del prefabbricato sia dell’autorimessa sottostante, dove erano custoditi materiali e attrezzature edili.
Al termine degli accertamenti di rito, il trentunenne è stato condotto, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno.

Piscina Monumentale, scuole e uffici: 6,2 milioni per l’efficientamento

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La Piscina Monumentale è al centro dei nuovi interventi di riqualificazione energetica approvati questa mattina dalla Giunta comunale su proposta dell’Assessora alla Transizione Ecologica e Digitale Chiara Foglietta: con quasi 2 milioni di euro è il cantiere di maggior rilievo tra quelli previsti nelle due delibere che autorizzano opere per oltre 6,2 milioni di euro complessivi su dieci edifici del patrimonio comunale, nell’ambito del Piano EfficienTO.

Per lo storico impianto di corso Ferraris è in programma un rinnovamento dell’intero edificio: verranno sostituite le finestre, isolato il tetto, rinnovati gli impianti elettrici e idraulici, introdotta l’illuminazione a LED e installati sistemi di regolazione avanzata dei consumi energetici.

Gli altri nove edifici coinvolti comprendono quattro istituti scolastici: l’I.C. Manzoni-Rayneri di corso Marconi 28, la scuola media Mila di via Germonio 12, la scuola media Pola di via Foglizzo 15 e il complesso scolastico di corso Vercelli 147; tre sedi di uffici comunali in piazza Palazzo di Città 7, via Stradella 192 e via Ormea 45; la Cascina Roccafranca di via Gaidano 76 e la Biblioteca Civica Italo Calvino di Lungo Dora Agrigento 94. A seconda delle esigenze di ciascun edificio, i lavori intervengono sugli impianti, sull’illuminazione, sull’isolamento e sugli infissi: nelle scuole sono previsti il collegamento alla rete del teleriscaldamento, l’installazione di pannelli fotovoltaici, luci a LED e sistemi digitali per la gestione intelligente dei consumi; negli uffici comunali, a Cascina Roccafranca e alla Biblioteca Calvino verrà rinnovato l’impianto di climatizzazione con apparecchiature di nuova generazione a maggiore efficienza.
Nel loro complesso, questi interventi consentiranno un risparmio energetico annuo pari a oltre 580 tonnellate di CO2, equivalente alla piantumazione di circa 28 mila alberi.

I progetti rientrano nel Piano EfficienTO, il programma pluriennale avviato dalla Città di Torino che punta a migliorare le prestazioni energetiche di circa 850 immobili comunali entro il 2030, attraverso un investimento complessivo di 110 milioni di euro a carico del partner privato Iren Smart Solutions , contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica.

Area 12 Shopping Center: arriva l’Esercito Italiano

Domenica 28 giugno ad Area 12 Shopping Center arriva l’Esercito Italiano, per un’attività di orientamento volta ai ragazzi più giovani.Comunicato Stampa Dall’apertura del centro alle ore 9 e fino alla sua chiusura alle ore 20.30, all’ingresso principale, dietro la maglietta simbolo di Area 12, sarà allestito un info-point dove esponenti del Comando Militare Esercito Piemonte illustreranno agli interessati le opportunità di carriera nell’Esercito. Da una parte il percorso da Ufficiale, che prevede un percorso universitario di cinque anni, potendo scegliere tra gli indirizzi di Scienze Strategiche, Ingegneria e Medicina. Dall’altra quello da Sottufficiale, che prevede un percorso di tre anni con un indirizzo in Scienze politiche.

Oppure un inizio come “VFI”, ossia volontario in ferma iniziale nell’Esercito, della durata di tre anni. “Le carriere – spiega il Grd. Antonio Scopelliti – sono accessibili sia per i ragazzi che per le ragazze con età compresa tra i diciassette e i ventiquattro anni di età. L’attività di orientamento è ormai attiva sul territorio da oltre sedici anni, includendo tanti istituti scolastici interessati. Il team presente domenica 28 giugno sarà a disposizione del pubblico per soddisfare qualsiasi curiosità; per chi fosse interessato a ricevere informazioni più dettagliate poi il Comando Militare Esercito Piemonte si trova a Torino in Corso Vinzaglio 6. Ad Area 12 siamo onorati di presentare anche un nostro mezzo ufficiale.” Al centro sarà infatti esposto uno dei nuovi mezzi tattici “VTML Lince”, veicolo utilizzato in tutti i teatri di operazione internazionale, soprattutto per le scorte e il supporto logistico. Progettato per unire mobilità e altissima sopravvivenza, la sua cellula abitativa di sicurezza è blindata e staccabile dal resto del telaio in caso di esplosione. Spinto da un motore turbo diesel F1C da 3.0 litri, con una potenza da 195 a 220 cavalli, trasmissione 4×4 e tre differenziali autobloccanti meccanici, può raggiungere una velocità di 130 chilometri orari. Il Lince sarà schierato in mostra statica e sarà visitabile dal pubblico.

Gaetano Maugeri, Direttore di Area12 Shopping Center, racconta: “Quando abbiamo ricevuto la proposta dell’Esercito Italiano abbiamo ritenuto un onore e un dovere accoglierla. Lo scopo principale dell’Esercito è di difendere lo Stato, supportando la collettività e garantendo la sicurezza nazionale ed internazionale. Se tra i giovani esistono ancora persone coraggiose e di cuore che vogliano intraprendere questo percorso è giusto aiutarle e affiancarle. Un primo orientamento può avvenire a scuola, ma anche nel posto più comune: un centro commerciale dove si va a fare shopping.”

 

RECRUITING DAY

Domenica 28 giugno – dalle ore 9

Area12 Shopping Center

Strada Altessano 141 – Torino

 

 

 

Dossier EuroPride 2027. A Torino attesi fino a 300mila partecipanti

 

Torino si prepara ad accogliere EuroPride 2027, la più grande manifestazione europea dedicata ai diritti LGBTQIA+, in programma dal 18 al 26 giugno: un appuntamento di rilevanza internazionale che punta ad attrarre fino a 300mila presenze e generare ricadute economiche e culturali significative per la città e il territorio.

A presentare il dossier previsionale sulle ricadute è stato il presidente del Comitato organizzatore, Alessandro Battaglia, che ha sottolineato la necessità di una partecipazione ampia: un invito rivolto non solo alle istituzioni pubbliche, già coinvolte nel sostegno alla manifestazione, ma anche alle aziende – grandi e piccole, locali e multinazionali – e ai privati, chiamati a contribuire alla realizzazione dell’evento.

Alla presentazione del documento è intervenuto il sindaco Stefano Lo Russo, che ha dichiarato :“La Città di Torino ha sostenuto sin dal primo momento la candidatura ad ospitare l’Europride, consapevole dell’importanza che questo evento riveste non solo dal punto di vista delle ricadute turistiche ed economiche ma prima di tutto dal punto di vista valoriale, nella battaglia per il riconoscimento dei diritti.
Il tema dei diritti è sotto attacco a livello internazionale ed essere sindaco di una città che ospiterà l’Europride è un orgoglio ma anche una grande responsabilità. Come città siamo da sempre in prima fila e siamo consapevoli che sia necessario continuare a lottare per la conquista di nuovi diritti, a partire dal matrimonio egualitario”.

L’assegnazione di EuroPride a Torino risale al 2024, quando l’Assemblea generale dell’EPOA ha scelto il capoluogo piemontese grazie al lavoro di accreditamento internazionale portato avanti dal Coordinamento Torino Pride.

Per la prima volta in Italia, un Pride si dota di un dossier previsionale sulle ricadute. Commissionato dal Comitato e asseverato dall’Università degli Studi di Milano, le stime presentate nel documento indicano un afflusso compreso tra 40mila e 60mila turisti internazionali, con un totale di partecipanti che potrebbe raggiungere tra le 150mila e le 300mila presenze nell’arco della settimana, e una spesa diretta generata compresa tra i 15 e i 25 milioni di euro, con un impatto complessivo che potrebbe arrivare fino a 50 milioni, a beneficio dell’intero sistema economico locale, dalle strutture ricettive alla ristorazione, fino al commercio e ai servizi culturali.

EuroPride 2027 si articolerà in un fitto calendario di eventi culturali, artistici, sociali e politici. Tra gli appuntamenti principali, una conferenza internazionale sui diritti umani, ospitata al Teatro Carignano e al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, e un programma che coinvolgerà numerose istituzioni culturali cittadine e che avrà tra i suoi punti di accoglienza Palazzo Madama.

Tra le iniziative previste anche Cromatica, il festival nazionale dei cori LGBTQIA+, che porterà in città circa 700 coristi provenienti da tutta Italia, con esibizioni diffuse negli spazi urbani e un galà finale aperto gratuitamente al pubblico. In collaborazione con la Città di Torino e la Fondazione Torino Musei è inoltre in progettazione una nuova opera di Luci d’Artista, pensata come eredità culturale permanente dell’evento.

Particolare attenzione è dedicata anche al turismo LGBTQIA+, con azioni di promozione internazionale già in corso e la partecipazione alle principali fiere di settore di Londra, Madrid e Berlino. La sicurezza e l’accoglienza si confermano elementi centrali, in linea con le dinamiche di un target che privilegia destinazioni percepite come inclusive e affidabili.

Infine, la candidatura torinese si inserisce in una rete nazionale ampia, sostenuta dai principali Pride italiani e dalla rete RE.A.DY, che promuoverà una serie di iniziative su tutto il territorio nazionale in avvicinamento all’evento, rafforzando il calendario e la visibilità di EuroPride 2027.

TorinoClick

Torino caldissima, doppio primato: per isole di calore e per temperature superficiali massime, fino a 44,2 gradi

Mentre l’Italia si prepara ad affrontare una seconda e intensa ondata di calore in meno di un mese, una nuova indagine di Greenpeace Italia svela che la quota di giornate estive con una temperatura media percepita superiore a 32 gradi centigradi, soglia oltre cui l’organismo entra in forte stress da calore, mettendo a rischio la salute delle persone, e passata dal 39% nel periodo 1991-2000 al 62% nel periodo 2021-2025.

Nell’estate del 2025, le regioni con la quota più alta di giornata oltre questa soglia sono tate Puglia, Sicilia, Basilicata, Emilia Romagna e Lombardia. È quanto emerge dal rapporto di Greenpeace Italia “L’estate che scotta”, realizzato a partire dai dati messi a disposizione dai ricercatori Stefano Tersini e Alessandro Cimbelli di ISTAT. L’associazione ambientalista denuncia come questa situazione è sia dovuta alla crisi climatica, alimentata dalle aziende di combustibili fossili, principali responsabili del surriscaldamento globale.

“Per far fronte ai disagi del caldo estremo in città, e ai suoi impatti sulla salute delle persone, dobbiamo anzitutto ridurre le emissioni e concentrarci sugli interventi di adattamento e prevenzione – dichiara Federico Spadini di Greenpeace Italia – nonostante l’aumento delle temperature e degli eventi metereologici estremi, le grandi aziende fossili continuano a investire in petrolio e gas, gravano sul riscaldamento globale e scaricando sul,e persone più vulnerabili i costi delle proprie strategie, orientate solo al profitto”.

Il rapporto di Greenpeace Italia analizza i capoluoghi di regione usando anche i dati riguardanti le temperature di superficie urbane e le isole di calore, zone della città che risultano più calde rispetto alle aree circostanti, a causa della presenza di asfalto, cemento ed edifici che assorbono e trattengono il calore. Il reparto analizza anche i dati sullo stress termico a livello nazionale e regionale. Nei capoluoghi di regione, la media delle temperature massime registrate Nell’estate 2025, ha mostrato valori allarmanti: 10 città su 20 hanno superato i 40⁰, con picchi oltre i 44⁰ a Roma, Torino e Cagliari. Questo indicatore non misura la temperatura dell’aria, e neanche quella percepita, bensì la temperatura fisica della superficie urbana, quella di elementi come asfalto, muri, aree verdi, e contribuisce a descrivere la vivibilità delle città e l’esposizione al caldo nei diversi quartieri. Le conseguenze sulla popolazione sono infatti significative. Circa l’87% degli abitanti dei capoluoghi di regione, pari a 8,2 milioni di persone, vive in quartieri dove d’estate, la temperatura massima superficiale supera i 40⁰. Tra questi ci sono 283 mila bambini sotto i 5 anni, e 1,1 milioni di anziani oltre i 74 anni, categorie vulnerabili al caldo estremo. A rendere i centri urbani invisibili sono anche le isole di calore urbane: circa 4,3 milioni di persone nei capoluoghi di regione vivono in zone caratterizzate da isole di calore intense e molto intense, tra cui 151 mila bambini piccoli e 556 mila anziani. A rischio anche le persone senza dimora o chi vive in abitazioni poco isolate, o senza accesso al rinfrescamento, o ancora chi lavora molte ore all’aperto. La presenza di asfalto, cemento ed edifici, ma anche poco verde e bassa ventilazione, contribuiscono a rendere le città più calde rispetto alle aree rurali circostanti.

Con l’eccezione di Bari, tutti capoluoghi di regione registrano temperature superficiali urbane maggiori rispetto a quelle extraurbane. Il caso più eclatante è quello di Torino, dove nel 2025 la differenza tra le temperature superficiali massime ha superato i 15⁰. A Roma il 40% dei residenti è esposto a isole di calore intense o molto intense, e il 99% della popolazione vive in zone dove d’estate la temperatura superficiale massima supera in media i 40⁰. Ancora più critica la situazione di Napoli e Torino, dove rispettivamente il 92% e 98% dei residenti vive in aree interessate da pericolose isole di calore

M.M.