CRONACA- Pagina 2

Nursing Up: “in corsia si continua a rischiare la vita”

 

Torino, 28 aprile 2026 – Si celebra oggi la Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, ma nei pronto soccorso la sicurezza continua a essere un concetto teorico.

Per chi lavora in corsia, non c’è nulla da celebrare. Solo turni sempre più pesanti, reparti sovraffollati e una crescente esposizione alla violenza.

Dopo gli episodi registrati all’Ospedale di Ciriè e alle Molinette di Torino, anche l’Ospedale San Giovanni Bosco è stato teatro di un’aggressione ai danni di un infermiere da parte di una paziente, verificatisi venerdì scorso.
Una sequenza ravvicinata di episodi che coinvolge più presidi sanitari del territorio e che evidenzia una criticità ormai strutturale.

«Non siamo più di fronte a episodi isolati, ma a una normalizzazione del rischio: oggi entrare in pronto soccorso significa accettare che la violenza possa far parte del turno di lavoro. È una contraddizione sempre più insostenibile: mentre si celebra la sicurezza sul lavoro, chi lavora in sanità viene lasciato solo davanti a situazioni di pericolo reale», afferma Fausto Russo, segretario aziendale Nursing Up Asl Città di Torino

Il sindacato Nursing Up richiama con forza la necessità di interventi immediati e strutturali per contrastare un sistema sanitario sempre più sotto pressione.

«Come si può parlare di Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro se, nei luoghi di lavoro, la sicurezza non esiste? Stiamo scivolando verso una pericolosa normalità, in cui la violenza rischia di essere percepita come parte del lavoro. Ma non lo è e non può diventarlo. Quando un professionista sanitario viene aggredito mentre sta curando, non è solo un fatto di cronaca: è un fallimento organizzativo e istituzionale. – sostiene Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle D’Aosta – Senza sicurezza non esiste sanità pubblica. Uno stato che non tutela chi cura ha già fallito. E senza sicurezza, il diritto alla salute resta uno slogan vuoto»

Salone del Libro, torna il “Buono da leggere” da 10 euro per tremila ragazze e ragazzi

Se “Il mondo salvato dai ragazzini”, tema dell’edizione 2026 del Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, richiama la responsabilità e la forza delle nuove generazioni, la Regione Piemonte sceglie di tradurre questa visione in un’azione concreta: investire nei giovani e nella lettura.

Torna così il “Buono da leggere”, l’iniziativa che, durante i cinque giorni del Salone, metterà a disposizione 3.000 voucher da 10 euro destinati a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 21 anni residenti o domiciliati in Piemonte, da utilizzare tra gli stand della manifestazione.

Accanto a questa misura, la Regione rafforza l’impegno verso il mondo della scuola con un’azione dedicata alle classi piemontesi, pensata per sostenere e ampliare le biblioteche scolastiche e personali degli studenti. Infatti, per le scuole dell’infanzia e primarie sono previsti 10 buoni da 10 euro per classe, mentre per le scuole secondarie di I e II grado sarà disponibile un buono da 10 euro per ciascuna studentessa e ciascuno studente.

Un intervento che non è solo un sostegno economico, ma una scelta culturale precisa: rafforzare il rapporto tra giovani e libro, riconoscendo nella lettura uno strumento di crescita, libertà e partecipazione.

“Il Salone del Libro non è solo una manifestazione: è un’infrastruttura culturale strategica per il Piemonte e per l’Italia. Per questo come Regione abbiamo scelto non solo di sostenerlo, ma di rafforzare la nostra presenza e i nostri strumenti investendo su politiche che mettano al centro i giovani, la filiera editoriale e l’accesso alla cultura – dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Piemonte – Il Buono da leggere è una misura concreta, ma è parte di una visione più ampia: fare del Piemonte un territorio in cui la lettura non sia un privilegio, ma una possibilità reale per tutti. E ora facciamo un passo in più, coinvolgendo direttamente le scuole, perché è lì che si costruisce il futuro della lettura”.

Come funziona – giovani (14-21 anni)

Per ottenere il voucher sarà necessario: scaricare il buono dalla piattaforma dedicata, recarsi al punto di ritiro al Salone (Padiglione 4) con documento d’identità e biglietto valido, ritirare il voucher da spendere presso gli editori aderenti. I buoni saranno disponibili fino a esaurimento.

Come funziona – scuole piemontesi

Le scuole che prenotano la visita al Salone potranno richiedere il “Buono da leggere” direttamente attraverso il sistema di biglietteria scuole. I buoni potranno essere ritirati esclusivamente da un/una docente presso lo stand “Buono da Leggere – Scuole” (Padiglione 4) nei giorni della visita. I buoni sono utilizzabili solo presso gli stand delle case editrici aderenti, dal 14 al 18 maggio 2026.

Un impegno strutturale per la cultura del libro

Il “Buono da leggere” si inserisce in una strategia più ampia della Regione Piemonte a sostegno della filiera editoriale e della promozione della lettura, che coinvolge imprese, librerie, biblioteche e progetti dedicati a tutte le età.

Accanto a questa iniziativa, proseguono: il premio nazionale “Nati per leggere”; “Hangar del Libro”, per l’editoria indipendente piemontese; la presenza dei sistemi bibliotecari nell’Arena Piemonte, spazio istituzionale del Salone progettato dalla Fondazione Circolo dei lettori.

Nel segno del Salone 2026, il Piemonte rafforza così il proprio ruolo di territorio che crede nei giovani come motore di cambiamento, investendo nella lettura come strumento per immaginare e costruire il futuro.

Pietro Grasso presenta a Torino “U maxi”, sul processo a Cosa Nostra

La Città metropolitana di Torino, in collaborazione con il Comune di Torino, Libera Piemonte, Avviso Pubblico e Demea eventi culturali organizza un incontro con Pietro Grasso per martedì 5 maggio, alle ore 17.30, in Sala Carpanini a Palazzo di Città di Torino.

Il magistrato, già presidente del Senato, presenterà il suo ultimo libro “U Maxi”. Si tratta del testo che restituisce la dimensione del Maxiprocesso a Cosa Nostra e degli eventi che hanno cambiato la storia della Sicilia e dell’Italia. L’autore non si limita a raccontare cosa accadde nel corso del dibattimento, ma offer uno spaccato approfondito di quel periodo storico, con un’analisi lucida e puntuale, ricostruendo i legami della Mafia con le organizzazioni internazionali del traffico di droga, la struttura e la gerarchia di Cosa Nostra, i rapporti e le alleanze, i conflitti interni all’organizzazione. Ampio spazio è dedicato anche agli intrecci tra la criminalità organizzata, il mondo finanziario e il sistema degli appalti, cosiccome il racconto degli omicidi eccellenti dei servitori dello Stato e il ruolo determinante dei collaboratori di giustizia.

L’incontro è aperto a tutti.

 

Tornano i treni lungo la tratta Chivasso-Ivrea

Da lunedì 27 aprile ritornano a circolare i treni lungo la tratta Chivasso-Ivrea. Come da cronoprogramma, Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) ha concluso i lavori di riqualificazione delle stazioni ferroviarie di Montanaro e Strambino, che hanno interferito con la circolazione ferroviaria.

Il progetto rientra nel più ampio programma di efficientamento della linea ferroviaria Chivasso-Aosta secondo quanto previsto dall’Accordo di Programma Quadro Interregionale tra le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta finalizzato a incrementare e migliorare le prestazioni dei servizi Aosta – Ivrea – Torino.

Gli interventi in progetto, per un valore economico complessivo di 13,5 milioni di euro finanziati anche con fondi PNRR, hanno portato alla realizzazione di un nuovo sottopasso pedonale collegato ai marciapiedi con scale e ascensori, in fase di attivazione, all’innalzamento delle banchine di stazione secondo i più moderni standard europei, a parcheggi e accessibilità per persone a ridotta mobilità, kiss and ride, postazioni per taxi.

Il progetto prevede, inoltre, la riqualifica degli spazi interni ed esterni dei fabbricati di stazione ed il recupero a Strambino del giardino storico che si trasformerà in area pedonale pubblica collegata al nuovo marciapiede di stazione.

I lavori, realizzati con una necessaria interruzione della circolazione ferroviaria di oltre 60 giorni, sono stati eseguiti da oltre 100 tecnici specializzati impiegati su più turni lavorativi giornalieri al fine di garantire la riapertura nei tempi previsti.

Arrestato per gli spari su auto: DNA lo inchioda al covo delle armi

Accusato di cinque colpi di revolver su un’auto ferma, nascondeva arsenale e droga: custodia cautelare: arrestato. Questo l’esito dell’inchiesta della Squadra Mobile di Asti, coordinata dalla Procura locale, che ha portato in carcere un 33enne del posto, ritenuto autore di un’intimidazione armata a luglio nel quartiere Praia.

L’indagine è partita da una raffica di perquisizioni domiciliari a novembre, quando il giovane era già stato sorpreso con due etti di hashish. Tra i suoi oggetti è emerso un mazzo di chiavi riconducibile all’abitazione di un 64enne insospettabile. Dalla perquisizione dell’ appartamento, i poliziotti hanno scoperto una stanza blindata con lucchetto, che nascondeva 350 grammi di cocaina purissima e tre fucili rubati, di cui uno a canne mozze. Nella stessa stanza, una valigia apribile solo con le chiavi sequestrate al 33enne racchiudeva una pistola con caricatore inserito, circa 300 munizioni e, in particolare, il revolver carico usato. I rilievi genetici disposti dal pm hanno attribuito il DNA del sospettato a tutti i reperti sequestrati, con prove inequivocabili.

Basandosi su questi elementi, il gip del Tribunale di Asti ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. In quell’occasione, nuovi controlli ad Asti e in provincia hanno portato al sequestro di un’auto rubata e uno scooter con telaio abraso, attribuiti a una donna denunciata per ricettazione dello scooter e riciclaggio dell’auto. Tutti gli interessati sono per ora fortemente indiziati per i reati loro contestati. Le loro situazioni saranno esaminate dalla magistratura nelle fasi successive e decise solo con sentenza definitiva di condanna, rispettando la presunzione di innocenza.

VI.G

A Bruino una nuova aula studio per i giovani

La sinergia tra la Città metropolitana di Torino e le amministrazioni locali ha segnato un nuovo importante traguardo a Bruino. Nella giornata di venerdì 24 aprile è stata inaugurata la nuova aula studio, realizzata grazie al contributo stanziato nell’ambito del progetto “Aule studio: spazio giovani e cultura”, promosso dalla Città metropolitana di Torino, con l’obiettivo di offrire a studenti e studentesse un ambiente moderno, funzionale e accessibile.

L’apertura rappresenta un risultato concreto dell’impegno dell’Ente nelle politiche giovanili, volto a rispondere alla crescente domanda di spazi pubblici dedicati allo studio e alla socialità.

Alla cerimonia è intervenuto il vicesindaco della Città metropolitana di Torino, Jacopo Suppo, insieme al sindaco di Bruino Andrea Appiano e a numerosi amministratori del territorio e rappresentanti delle associazioni locali.

“Questi spazi sono strumenti concreti per contrastare isolamento e dispersione scolastica”, ha dichiarato Suppo.

Sono stati complessivamente dieci i Comuni vincitori del bando, ciascuno beneficiario di un contributo dedicato: oltre a Bruino, Cafasse, Foglizzo, Gassino Torinese, Caselle, Bosconero, Vestignè, Frossasco, Mercenasco e Corio.

Le aule studio – come evidenziato nel corso dell’iniziativa – non sono semplici spazi attrezzati con tavoli e connessione Wi-Fi, ma veri e propri presìdi sociali, fondamentali per contrastare la dispersione scolastica e l’isolamento giovanile.

Calci e pugni per rubare denaro e cellulare: denunciati per rapina

/
La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta, nei confronti di un minorenne ritenuto responsabile di una violenta rapina aggravata consumata lo scorso gennaio.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Torino, hanno permesso di ricostruire l’episodio commesso nei pressi del Parco Dora. Il giovane, agendo in concorso con altri due ragazzi, ha avvicinato la vittima con il pretesto di chiedere informazioni stradali.                       Una volta accerchiato il malcapitato, il gruppo lo ha colpito con calci e pugni fino a farlo cadere al suolo, causandogli diverse contusioni. Durante l’aggressione, i soggetti si sono impossessati del portafoglio e del telefono cellulare della vittima, per poi darsi alla fuga. Successivamente, le carte bancomat sottratte sono state utilizzate indebitamente per effettuare diverse transazioni fraudolente presso esercizi commerciali della zona.
Per questo fatto due dei tre ragazzi, minorenni, sono stati denunciati per il reato di rapina aggravata in concorso, mentre l’identità del terzo è rimasta ignota. Gli stessi sono stati anche denunciati per l’utilizzo delle carte e per lesioni.
Tuttavia, per il reato di rapina, nei confronti di uno dei due giovani, è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere. A quest’ultimo sono stati anche contestati i reati di ricettazione e porto, fuori dalla propria abitazione e senza giustificato motivo, di strumento atto ad offendere.

Festa del Santo Cottolengo: “Fede e Culture”

 

Giovedì 30 aprile con la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Roberto Repole

Giovedì 30 aprile prossimo alle Piccola Casa si terrà la festa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842) sul tema dell’anno pastorale 2026 della Famiglia Cottolenghina “ A chi straordinariamente confida, il Signore straordinariamente provvede”. Fede e Divina Provvidenza” in cammino verso il bicentenario dell’ispirazione carismatica che è  stata donata al Fondatore della Casa della Divina Provvidenza, bicentenario che ricorrerà  il 2 settembre 2027.
A Torino le celebrazioni si apriranno alle ore 7 di giovedì 30 aprile nella Chiesa Grande della Piccola Casa Cottolengo, in via Cottolengo 12, con la Santa Messa presieduta dal Vescovo ausiliare di Torino, monsignor Alessandro Giraudo. Don Alessandro Koch, sacerdote cottolenghino,  presiederà alle ore 9 la celebrazione eucaristica per la Scuola Cottolengo.
Seguiranno alle ore 10 tre celebrazioni, una nella chiesa San Pier Giorgio Frassati, presieduta da Padre Carmine Arice, padre generale della Piccola Casa, una nell’RSA SS Annunziata  presieduta da padre Ugo Pozzoli, missionario della Consolata e vicario episcopale per la vita consacrata della diocesi di Torino, e una terza nella Cappella dell’Ospedale Cottolengo, in via Cottolengo 9, presieduta da don Pasquale Schiavulli, sacerdote cottolenghino.
Il Cortile  della Piccola Casa , in via Cottolengo 14, si colorerà con stand su “Fede e culture” per conoscere la ricchezza delle espressioni e dei simboli della fede delle persone di diverse nazionalità, che abitano ed operano nella Piccola Casa.
Nella Chiesa Grande della Piccola Casa alle ore 16 l’Arcivescovo di Torino e vescovo di Susa Roberto Repole, presiederà la solenne celebrazione eucaristica, trasmessa in diretta streaming su www.cottolengo.org, concelebrata da Padre Carmine Arice  e da diversi sacerdoti cottolenghini. Con questa celebrazione si vuole sottolineare il carattere di fraternità universale che si vive nella piccola Casa. Seguirà poi la festa di chiusura nel cortile centrale del Cottolengo, in via Cottolengo 14.

Per informazioni ulteriori www.cottolengo.org

Mara Martellotta

Officina in fiamme a Cafasse

Ieri un incendio è divampato nel tardo pomeriggio a Cafasse. In fiamme  l’officina “Doctor Moto Racing” di via Roma. Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco. Una alta nube di fumo era visibile da distanza.

A Piossasco i 15 anni dell’Associazione Corona Verde di San Vito

Nel pomeriggio di domenica 26 aprile il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha celebrato a Piossasco il 15° anniversario della creazione dell’Associazione Corona Verde di San Vito, fondata nel 2011 con l’obiettivo di promuovere la diffusione della cultura e la valorizzazione della zona collinare di Piossasco, con un’attenzione e una cura particolari rivolti al Borgo di San Vito, che con i suoi tre castelli, i palazzi nobiliari e le chiese, rappresenta un museo a cielo aperto.
La sua attività è quella di far conoscere il patrimonio storico ancora esistente per salvarlo e tramandarlo alle generazioni future. Per fare questo si occupa di custodire, ripulire e aprire alle visite le strutture esistenti; ripulire i sentieri ed i ruderi sul Monte San Giorgio; raccogliere e documentare la storia del territorio pubblicando grafiche e testi redatti dai soci e dagli esperti coinvolti; accogliere ed accompagnare i visitatori durante le giornate di porte aperte e le principali manifestazioni organizzate dalle altre associazioni e dalla Pro Loco.
Nel 2017 l’Assessorato ai Giovani del Comune di Piossasco, riconoscendo il valore dell’associazione, le ha proposto di ideare un progetto che coinvolgesse i giovani piossaschesi nella conoscenza della storia del territorio e nella sua conservazione. Da questa collaborazione è nato il Progetto “Giovani dentro la Storia di Piossasco”, arrivato quest’anno alla decima edizione e che ha coinvolto negli anni oltre 60 ragazzi. Prevede l’assegnazione di borse di studio a giovani piossaschesi che si formano per diventare ciceroni e accompagnare i turisti a visitare il Borgo di San Vito e/o portare in scena rappresentazioni teatrali sulla vita dei personaggi celebri di Piossasco.
I requisiti per partecipare sono: aver terminato la scuola secondaria di secondo grado; età non superiore a 35 anni ed essere residenti nel Comune.
Il percorso di formazione/apprendimento dei giovani prevede lezioni in aula e prove di esposizione in pubblico, premettendo loro di approfondire la conoscenza della storia del territorio, ma anche di sviluppare i loro soft skills parlando davanti alle persone, esponendo dati storici ed interpretando personaggi, anche indossando costumi d’epoca. Quando finiscono il percorso possono continuare come tutor per i ragazzi degli anni successivi. Questa esperienza può indirizzarli negli studi futuri e permettergli di interessarsi a percorsi di accompagnamento turistico o recitazione anche professionali.
Dall’aprile 2025 l’Associazione Corona Verde di San Vito è presieduta dal giovane Marco Roschetti.
Domenica 26 aprile alle ore 15 e alle 16 i ciceroni dell’associazione hanno effettuato le visite guidate nel borgo e alle sue meraviglie.


Alle ore 17 si è tenuta una solenne cerimonia nella
Confraternita di Santa Elisabetta, aperta dal discorso di Simona Raneri, Sindaco di Piossasco, la quale, dopo aver ringraziato l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv per la sua decisione di valorizzare l’Associazione Corona Verde di San Vito, un’eccellenza del territorio, ha annunciato in esclusiva che l’area verde sotto il Borgo di San Vito sarà oggetto di un progetto che ha catalizzato quasi 600 mila Euro tra fondi regionali e comunali e permetterà di rendere fruibile il più possibile quell’area, raccordo tra la parte collinare e quella pianeggiante del Comune.
Dopo i saluti di Maurizio Guglielmone, Consigliere Comunale di Cervo (IM), Marco Roschetti ha descritto la storia e le attività dell’Associazione, mentre lo storico Gianfranco Martinatto ha raccontato la storia del Comune, con riferimento alla nobile famiglia Merlo, che proprio da qui gestiva la sua ampia consortile e prese quindi il cognome “Piossasco”. Il suo capostipite fu Gualfredo, custode per conto dei Savoia del Castellaccio, il maniero più antico, risalente al X secolo. Il casato nel tempo si suddivise in quattro rami, poi sei e infine in nove. Si estinse nel 1933 alla morte della Contessa Gabriella Piossasco di None.
Lo scrivente ha fatto scoprire ai presenti la figura della Regina Margherita, nel centenario della sua dipartita, mentre Manuela Massola, del Filo della Memoria, ha spiegato il legame tra Piossasco e Buttigliera Alta attraverso le nobili famiglie Merlo e Carron di San Tommaso. Nel 1748 Cristina Piossasco de Feys della Volvera, vedova di Bernhard Otto, Barone di Rehbinder, sposò Giuseppe Vittorio Carron, Marchese di San Tommaso e Conte di Buttigliera Alta. La loro nipote Giuseppina, impalmò Agostino Lascaris di Ventimiglia, portandogli in dote Palazzo Carron di Torino, che oggi si chiama Palazzo Lascaris ed è sede del Consiglio regionale del Piemonte.
Il 14 dicembre 1773 i destini dei Piossasco e i Carron si incrociarono nuovamente: Francesco Teodoro Carron, cugino del sopraccitato Giuseppe Vittorio, sposò Clotilde Piossasco di None, una delle undici figlie di Carlo Giuseppe Michele XV Signore di Piossasco.
Per l’occasione Manuela Massola ha esposto l’albero genealogico dei Carron e il nulla osta dell’Arcivescovo di Torino Francesco Luserna Rorengo di Rorà alle nozze tra Francesco Teodoro e Clotilde.
Successivamente il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha conferito uno speciale attestato di benemerenza all’Associazione Corona Verde di San Vito.
I presenti si sono quindi trasferiti nel magnifico giardino della settecentesca Casa Lajolo, fatta costruire dai Conti di Chialamberto ed ereditata nel 1850 dai Conti Lajolo di Cossano, attuali proprietari.
Qui i ragazzi partecipanti al progetto
“Giovani dentro la Storia di Piossasco” hanno presentato la Torta Isabella, dedicata a Isabella Piossasco di None. La giovane era figlia di Gianfranco Piossasco di None e Agnesina Solaro. Dopo la morte di suo padre, la mamma si risposò in terze nozze con Giacomo Piossasco-Scalenghe, il quale tentò in ogni modo di far sposare la figliastra Isabella con il proprio figlio Carlo, nato dalla sua prima unione con Anna di Saluzzo. Ma Isabella, innamorata di Marcantonio Urbano Piossasco, cugino di Carlo, lottò con ogni forza per sposare il suo amato e si rivolse all’avvocato torinese Aimone Cravetta. Ella vinse la causa e l’amore trionfò: i ragazzi si sposarono nel 1550, ma Marcantonio morì dopo soli undici anni di nozze.
Ad Isabella è dedicata una torta che riunisce i prodotti dell’antica gastronomia di Piossasco. I suoi ingredienti sono cioccolato, nocciole e l’Hortus Glor, il liquore tipico del paese, realizzato con garofani, calamo, cannella, sandalo, ambretta, tonke e vaniglia.
La superficie della torta
è impreziosita da Sangiorgini, biscotti simili alla tradizionale pasta di meliga ed arricchiti con l’uvetta.
Alla cerimonia hanno partecipato i
seguenti gruppi storici:

  • I Marchesi Carron di San Tommaso” de “Il Colibrì Aps” di Buttigliera Alta, che hanno impersonato il Marchese Francesco Teodoro Carron di San Tommaso, sua moglie Clotilde Piossasco di None e il nipote il Marchese Felice Carron di San Tommaso; la Marchesa Enrichetta Carron di San Tommaso nata Guasco di Bisio, mamma di quest’ultimo; la Marchesa Giovanna Felicita Carron di San Tommaso nata Sannazzaro di Giarole e la Contessa Clementina Carron di San Tommaso di Briançon, ultimo esponente della famiglia;

  • Della Fenice” di Pianezza, la cui Presidente Monica Todi ha impersonato Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, Regina di Spagna dal 1870 al 1873, accompagnata da due dame di compagnia;

  • I Signori di Torino nell’Ottocento”, i cui rievocatori hanno impersonato la Regina Margherita, accompagnata dal Marchese Emanuele Pes di Villamarina, con la consorte Paola, dama d’onore della sovrana;

  • I Nobili della Collina torinese”.

Le prossime visite al Borgo di San Vitto verranno effettuate il 24 Maggio, il 14 Giugno (Festa di San Vito), il 13 Settembre e il 18 Ottobre.

 

ANDREA CARNINO