Il blackout di questa mattina a Torino ha rischiato di portare a interruzioni nell’erogazione di acqua potabile. Smat – Società Metropolitana Acque Torino rassicura sul fatto che il rischio e’ stato scongiurato. Alle 10.35 si è verificato il problema alla rete elettrica che ha coinvolto l’impianto di potabilizzazione del Po in corso Unità d’Italia. Le linee di alimentazione che forniscono l’impianto si sono disattivate e Smat – comunica l’azienda in una nota – ha adottato il Piano di emergenza con l’inserimento di due gruppi elettrogeni, aumentando le portate dai campi pozzi esterni e concordando con i tecnici Ireti la riattivazione delle linee elettriche. Alle 13 Smat ha messo in funzione i gruppi elettrogeni che hanno garantito l’erogazione di ulteriori 400 litri al secondo. Grazie alle procedure adottate non vi è stata alcuna interruzione nell’erogazione dell’acqua.
Motociclista muore nello schianto contro un’auto
È l’ennesima tragedia che si consuma sulle strade del Piemonte. Un uomo di 42 anni, in sella alla sua moto, ha perso la vita questa mattina dopo un violento impatto con un’automobile a Vinadio, in provincia di Cuneo. Lo schianto è avvenuto nei pressi dell’incrocio per Sant’Anna. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, supportati anche dall’elisoccorso, ma le condizioni del motociclista erano già disperate e ogni tentativo di salvarlo si è rivelato inutile: è morto prima di poter essere trasferito in ospedale. Si tratta della quinta vittima tra i motociclisti registrata quest’anno sulle strade del Cuneese.
Dopo il necessario periodo di pre-esercizio e la posa della segnaletica prevista dalla normativa, dalla mezzanotte di lunedì 6 luglio entrerà ufficialmente in funzione il nuovo autovelox fisso di corso Unità d’Italia.
Il nuovo impianto per il controllo elettronico della velocità, regolarmente approvato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è collocato sulla passerella ciclopedonale sopraelevata nei pressi della Scuola di Amministrazione Aziendale. L’apparato rileverà automaticamente da remoto, con fotogrammi, le infrazioni per il superamento del limite di velocità di 70 chilometri orari.
La fornitura e la realizzazione del nuovo impianto sono state affidate a 5T, società in house della Città di Torino, per un totale di 198mila euro.
L’autovelox, la cui presenza sarà segnalata dall’apposita segnaletica prescritta dal Ministero, rileverà e terrà traccia dei veicoli che oltrepassano il limite di velocità consentito e invieranno al centro di controllo di 5T i dati e le immagini dei transiti per le operazioni di accertamento e verbalizzazione da parte della Polizia Locale. Non sarà tenuta traccia di dati sensibili e immagini relative a veicoli che non risultino in presunta violazione.
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Vinovo – Una giornata di festa ha animato giovedì 25 giugno, la RSA Alberto Dalmasso, struttura del Gruppo Sereni Orizzonti: l’occasione è stata il centesimo compleanno di Elsa, all’anagrafe Filippa Ippolito, una delle ospiti più longeve della struttura.
Alla celebrazione hanno preso parte familiari, amici e tutto il personale della RSA, in un’atmosfera festosa arricchita da musica e balli. Presente anche la Sindaca di Vinovo, Maria Grazia Midollini, che ha voluto rendere omaggio alla centenaria consegnandole un attestato celebrativo e un meraviglioso mazzo di fiori.
Nata il 22 giugno 1926 in un piccolo paese della provincia di Agrigento, Elsa porta con sé una storia di vita intensa e singolare. Per consuetudine dell’epoca, il padre dichiarò la sua nascita all’anagrafe tre giorni dopo, il 25 giugno: data che da sempre viene festeggiata come il suo compleanno. Ma le curiosità non finiscono qui: Elsa scoprì di chiamarsi Filippa soltanto quando iniziò a frequentare la scuola. La madre, che le aveva dato quel nome in onore di un fratello scomparso, non l’aveva mai chiamata con il nome di battesimo. Da allora, Elsa non ha mai riconosciuto come proprio quel nome: a chiunque la chiami diversamente, semplicemente non risponde.
Da giovane, Elsa conobbe il suo futuro marito, un compaesano, e i due vissero una storia d’amore che li avrebbe uniti per quarant’anni. Il matrimonio la portò a lasciare la luminosa Sicilia per trasferirsi in Piemonte, a Sommariva del Bosco, nella Provincia Granda, dove nacque anche il primo figlio. Il ricordo di quegli anni è ancora vivido: «Tutto era sommerso dalla nebbia. Dal cielo blu e dalla luce della mia terra ero passata a un unico colore: il grigio». Nonostante lo spaesamento iniziale, la vita di Elsa proseguì in una serena quotidianità, arricchita dalla nascita di una figlia e dalla famiglia che aveva costruito.
Moglie e madre amorevole, Elsa ha sempre fatto della famiglia il centro del proprio universo, pronta ad aiutare chiunque ne avesse bisogno, con la generosità silenziosa delle donne di una volta.
Oggi, a cent’anni, Elsa non ha perso nulla del suo bisogno di compagnia e calore umano. Regala ancora pillole di saggezza e gesti di affetto a chiunque si fermi a scambiare due parole con lei. Grazie al personale della struttura, alla squadra di volontari e agli amici che le fanno visita, il suo desiderio di avere sempre gente intorno viene ogni giorno esaudito.
Un progetto importante di prevenzione sanitaria dedicato agli anziani fragili del territorio novarese, dal valore di 28 mila euro, è stato promosso e finanziato dal Rotary Club Fenice District 2031, con il cofinanziamento del Rotary Club La Valette di Malta e della Rotary Foundation.
Il monitoraggio sanitario di tutti gli anziani che, per molteplici motivi, presentano difficoltà ad accedere alle strutture sanitarie, rappresenta il cuore centrale di un progetto che nasce per garantire loro un’alternativa efficace e continuativa. L’iniziativa sarà realizzata dalla Pubblica Assistenza Novara Soccorso odv e prevede l’effettuazione di visite domiciliari programmate da parte di personale adeguatamente formato, così da offrire un supporto sanitario diretto presso l’abitazione degli assistiti e l’individuazione precoce di eventuali criticità o patologie emergenti.
“Questo progetto rappresenta un impegno concreto del nostro Club verso le persone più fragili della comunità – ha dichiarato il Presidente del Rotary Club Fenice District 2031 – la prevenzione e la vicinanza domiciliare sono strumenti fondamentali per migliorare la qualità della vita degli anziani e sostenere il sistema sanitario.”
Le risorse stanziate consentiranno l’acquisto di un’auto medica dedicata al servizio domiciliare e la realizzazione di uno specifico programma di formazione per i volontari della Pubblica Assistenza Novara Soccorso odv, oltre che l’ottenimento di competenze sempre più qualificate nell’ambito dell’assistenza agli anziani fragili e un significativo beneficio per l’intero sistema sanitario, a fronte di una prevedibile riduzione di ospedalizzazioni e interventi urgenti.
Il progetto verrà presentato alla cittadinanza e agli organi d’informazione nella mattinata di venerdì 3 luglio, alle ore 11, presso la Sala Consiliare del Comune di Novara. Al termine dell’incontro saranno consegnate simbolicamente le chiavi dell’auto medica da parte del Rotary Club Fenice District 2031 alla APS Pubblica Assistenza Novara Soccorso.
L’iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra organizzazioni del Terzo Settore e il mondo Rotary, accomunati dalla volontà di generare un impatto positivo e duraturo sul territorio attraverso progetti concreti di servizio alla comunità.
Mara Martellotta
Dopo i blackout che nelle ultime settimane hanno interessato diversi quartieri di Torino, il Consiglio di amministrazione di Iren ha deciso di imprimere un’accelerazione al piano di potenziamento della rete elettrica cittadina. La decisione è stata assunta nella riunione di oggi, durante la quale sono stati analizzati gli effetti delle eccezionali ondate di calore che hanno messo sotto pressione il sistema di distribuzione.
Le temperature elevate, protrattesi per diversi giorni, hanno infatti provocato un’impennata dei consumi di energia elettrica, cresciuti di circa il 30%, sottoponendo a un forte stress soprattutto le linee interrate della rete.
Il CdA ha espresso apprezzamento per il piano straordinario di gestione dell’emergenza predisposto dal management del Gruppo, chiedendo al tempo stesso di rafforzare ulteriormente le attività di monitoraggio e controllo per rendere ancora più efficace la risposta ai guasti.
Anche alla luce dell’ordinanza emanata dal sindaco di Torino, Iren ha deciso di accelerare il potenziamento degli organici nell’area torinese. Il piano prevede un incremento del 50% del personale operativo disponibile 24 ore su 24, sia dipendente sia esterno.
Parallelamente, il Consiglio di amministrazione ha confermato la volontà di anticipare il programma di investimenti infrastrutturali destinati alla rete elettrica del capoluogo piemontese. Entro il 2030 sono previsti investimenti per 515 milioni di euro, destinati al rafforzamento delle linee di media tensione e delle cabine primarie, all’aumento della resilienza della rete rispetto agli eventi climatici estremi e allo sviluppo di sistemi sempre più evoluti per il monitoraggio e la gestione dei guasti.
Nel corso della riunione il management ha illustrato anche le misure già adottate per fronteggiare l’emergenza. Tra queste figurano il rafforzamento delle squadre tecniche sul territorio con task force dedicate e 150 operatori disponibili giorno e notte, la riduzione dei tempi medi di intervento, l’impiego diffuso di generatori nelle aree più critiche, l’attivazione di presìdi straordinari nei punti della città con maggiore richiesta di energia e la priorità assicurata ai servizi essenziali e alle persone più fragili.
L’obiettivo è affrontare con maggiore efficacia eventuali nuove emergenze estive e, allo stesso tempo, rendere la rete elettrica torinese più moderna e resistente agli effetti di eventi climatici sempre più frequenti e intensi.
IL RICORDO
di Carlo Alfonso Maria Burdet
Non sempre si sceglie così bene il giorno per una dipartita! Ma… Marco se n’è andato proprio per San Luigi Gonzaga (non per la Consolata, e neppure per San Giovanni Battista, ma) al solstizio d’estate. Ci sono forti richiami tra il santo mantovano dei giovani e dei puri (che in Piemonte passò anche per Chieri) e l’amico nostro (con i suoi primi anni veneti): due uomini univoci, giusti e forti, esempio e riferimento di fede in momenti di incertezza e confusione! E loro, così necessari per riequilibrare il tutto, pronti davanti a noi a indicare la via… come le statue che, sui carri cinesi, davano la direzione per il cammino.
E non solo questo… ché, da sempre, Marco fu molto, e molto di più...
Uomo di Fede, apostolo convinto del cammino e della lotta, sempre pronto a suggerire, a dare, a aiutare, senza tirarsi mai indietro, senza mai agire per men che nobili scopi… pensava alla grande, amava il bello, era sempre pronto a lottare per la Verità.
Esempio di fede che trasmette gioia, e perciò è grande, onesta, pacata, sempre reale.
Nel collezionismo generoso al quale dedicava l’attenzione, recuperava oggetti, quadri, libri, carte, poi tutto metteva a disposizione per lo studio degli altri, tutto poteva poi donare perché nel museo giusto, nella collezione appropriata, si colmassero quelle lacune che aveva rilevato: quale differenza coni gelosi che stuzzicano soltanto gli interessi altrui ostentando parzialmente ciò che possiedono ma solo sanno negare perché si riempiono soltanto di vanagloria con un vano possedere!
Marco Albera e Carlo Tancredi Falletti di Barolo… Sì! E ritroviamo Marco, teste al processo storico di beatificazione del Marchese, che certamente fu fonte di ispirazione per lui, che al «Convegno Felicità – Verità – Bellezza (I volti della carità di Carlo Tancredi di Barolo)» il 14 novembre 2008, concludeva il suo intervento con le parole che Giulia Colbert de Maulevrier aveva dettato per l’epigrafe del suo amato consorte:
«Ha fatto del bene a molti e molto, avrebbe voluto farne a tutti».
Parole che possano, anche per lui, fissarsi in epigrafe, e … noi lo ricorderemo ancora!
A Settimo Torinese, nello stabilimento BRT di via Niccolò Paganini 7 un lavoratore di 40 anni e’ stato schiacciato da una motrice. Si ipotizza che il mezzo non fosse stato messo in sicurezza, con il freno a mano non inserito, e che si sia quindi mosso improvvisamente. La vittima è rimasta incastrata tra il camion e un muro e a nulla sono valsi i soccorsi.
L’azienda ha diffuso una nota stampa:
Dario Favaro, di 49 anni, era vigile del fuoco volontario del distaccamento di Carmagnola. È deceduto ieri sera sull’autostrada A6 Torino-Savona. È caduto dalla moto su cui viaggiava con la moglie, che è rimasta ferita ed è stata trasportata all’ospedale di Mondovì in codice giallo. L’incidente è avvenuto tra Ceva e Millesimo, forse a causa di un malore. La polizia stradale di Mondovì sta verificando la dinamica.