


In Piemonte, come nel resto del Nord Ovest, il 63% delle famiglie ha visto crescere la spesa energetica nell’ultimo anno. L’indagine firmata Gruppo uBroker e YouTrend – condotta su un campione di cittadini di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta – mostra che il 75% attribuisce i rincari ai conflitti internazionali, mentre resta minima la propensione a investire in efficienza: il costo iniziale, per l’82%, è la barriera principale. Collegno (TO), 2 luglio 2026 Dopo l’indagine nazionale presentata lo scorso aprile, il Gruppo uBroker – fornitore nazionale di luce e gas per privati e imprese – ha promosso insieme a YouTrend un nuovo approfondimento demoscopico dedicato al Nord Ovest, per capire come le famiglie di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta vivono il rapporto con l’energia in un contesto ancora segnato dall’instabilità geopolitica internazionale. Lo studio, condotto su un campione rappresentativo di 404 cittadini maggiorenni residenti nelle tre regioni, restituisce l’immagine di un territorio in cui la sensibilità al prezzo dell’energia resta altissima, la percezione delle cause dei rincari è quasi unanime, e la propensione a investire nell’efficienza energetica della casa fatica a decollare, frenata soprattutto da un ostacolo economico iniziale. Climatizzazione: con il caldo cresce la spesa, ma il costo frena chi non ha ancora un impianto Con le temperature estive in costante aumento e la climatizzazione domestica sempre più al centro dell’attenzione pubblica, l’indagine restituisce un quadro netto: il 72% delle famiglie del Nord Ovest possiede già un impianto di aria condizionata fisso, seguito a distanza dal ventilatore portatile (21%). Un dato che conferma quanto il condizionatore sia oggi un elettrodomestico ormai diffuso quasi quanto necessario e quindi una voce di spesa energetica sempre più rilevante per le famiglie. Tra chi non ha un impianto fisso, superata la motivazione della “non necessità” (41%), le ragioni più citate sono entrambe economiche: il costo di acquisto e installazione (18%) e il costo della bolletta elettrica (16%). Il dato più interessante emerge dal confronto per tipologia di abitazione: la rinuncia motivata dal costo della bolletta sale dal 12% tra i proprietari di casa al 37% tra chi vive in affitto, mentre la quota di chi dichiara semplicemente di non averne bisogno scende dal 49% dei proprietari ad appena l’11% degli affittuari. Un segnale chiaro di come la condizione abitativa amplifichi la sensibilità al costo energetico, proprio nella stagione in cui la climatizzazione diventa una necessità quotidiana. Costi e bollette: una spesa percepita in crescita Il 63% degli intervistati dichiara che la propria spesa per luce e gas è aumentata nell’ultimo anno (il 25% “di molto”), contro appena il 6% che segnala una diminuzione. Il rapporto con le bollette resta comunque sereno per la maggioranza (55%), ma il 38% lo definisce problematico, e in questa quota il 7% teme apertamente di non riuscire a pagare le bollette. Incrociando la spesa familiare complessiva (1.280 euro al mese in media) con la componente energetica (204 euro al mese in media), l’incidenza delle bollette sul bilancio familiare si attesta al 18%. Tra chi ha indicato entrambi i dati, quasi un terzo (32%) dichiara che le bollette pesano per più del 20% delle spese totali: un dato che segnala quanto il costo dell’energia resti una voce sensibile per il bilancio delle famiglie del Nord Ovest. Sulle cause dei rincari degli ultimi due anni il giudizio è netto: il 75% degli intervistati individua nei conflitti internazionali e nell’instabilità geopolitica il fattore principale, ben davanti alla dipendenza dalle importazioni energetiche (15%), alle dinamiche speculative sui mercati (14%) e a tasse e oneri di sistema (13%). Nonostante questa consapevolezza, il monitoraggio dei consumi resta un’abitudine poco radicata: il 42% controlla i propri consumi solo quando riceve la bolletta, il 18% raramente o mai, e solo il 7% lo fa con cadenza settimanale. Fornitura di energia: il costo guida (quasi) ogni scelta Nell’ultimo anno il 20% degli intervistati ha cambiato fornitore di luce o gas, e un ulteriore 12% ci sta pensando. Tra chi ha cambiato o valuta di farlo, la motivazione è quasi esclusivamente economica: l’81% indica il costo come ragione principale, molto davanti alla qualità dell’assistenza clienti e all’affidabilità dell’azienda (4% ciascuna) e alla sostenibilità dell’offerta (3%). Efficienza energetica: comportamenti a costo zero sì, investimenti no Le famiglie del Nord Ovest adottano soprattutto le strategie di risparmio che non richiedono spesa: il 71% sposta l’uso dei grandi elettrodomestici nelle fasce orarie più economiche. Le azioni che comportano un costo o una rinuncia personale sono molto meno diffuse: regolare la temperatura invernale entro i 20° (18%), sostituire un elettrodomestico con uno a basso consumo (9%), installare un cappotto termico (appena il 3%). Guardando al futuro, la propensione a investire resta bassa: il 46% esclude con certezza di investire almeno 1.000 euro nel prossimo anno per l’efficienza energetica della casa, e solo il 3% lo dà per certo. L’ostacolo principale è netto e quasi monocausale: l’82% indica il costo iniziale troppo elevato, ben davanti a tempi di rientro lunghi (15%) e burocrazia (12%). Anche tra chi vive in una casa di proprietà, e avrebbe quindi piena titolarità a intervenire, la barriera del costo iniziale resta la prima citata, addirittura più alta (86%) rispetto a chi vive in affitto (65%). L’indagine si inserisce nel percorso che il Gruppo uBroker porta avanti insieme a YouTrend per ascoltare le reali esigenze delle famiglie italiane e restituire un quadro trasparente e aggiornato sul rapporto tra cittadini ed energia, in un momento storico segnato da forte instabilità internazionale.
Alcuni giovani non si sono fermati all’alt della polizia stradale. E’ iniziato così un inseguimento terminato nel centro di Rivoli, in via Cervino. Quattro ragazzi, due diciannovenni e due minorenni di 17 e 16 anni, sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale e possesso di sostanze stupefacenti, che avevano a bordo della vettura. Avevano cercato di fuggire a piedi ma sono stati fermati dagli agenti.
Evolution Srl, una delle società che gestisce il marchio McDonald’s a Torino e provincia, è stata premiata in occasione dell’ottava edizione del programma di UNHCR Italia – Agenzia ONU per i rifugiati – “Welcome. Working for Refugee Integration”, per l’impegno a favore di percorsi per l’inclusione lavorativa dei rifugiati.
Grazie alla collaborazione con istituzioni ed enti locali, nel 2025 Evolution ha attivato 10 percorsi di inserimento lavorativo dedicati a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, di cui 4 assunzioni e 6 tirocini che prevedono un percorso di formazione ad hoc, a partire dai corsi di lingua italiana.
“Ricevere questo riconoscimento è per me e per tutta la mia squadra motivo di grande orgoglio.” commenta Giacomo Coluccio, AD di Evolution Srl e licenziatario McDonald’s a Torino e provincia. “Il progetto, sviluppato insieme a istituzioni e associazioni locali, nasce non solo per offrire a chi è in difficoltà un’opportunità di lavoro concreta, ma anche un contesto accogliente da cui poter ripartire. L’azienda si è posta l’obiettivo di raggiungere almeno il 10% di collaboratori con status di rifugiato, sviluppando un modello di inclusione strutturato. Il ristorante McDonald’s di Moncalieri rappresenta inoltre il punto vendita pilota di un progetto ancora più ambizioso, con l’obiettivo di arrivare fino al 20% di lavoratori rifugiati. Ogni giorno con i nostri ristoranti ci impegniamo affinché la nostra presenza sul territorio non si limiti soltanto all’offerta di un servizio. Desideriamo metterci in ascolto delle necessità del luogo in cui siamo e delle persone che lo abitano, lavorando insieme a enti e istituzioni locali per dare forma ad azioni concrete e positive di cui tutta la comunità possa beneficiare, specie chi ne ha più bisogno.”
Dal rapporto finale dell’ottava edizione di “Welcome. Working for Refugee Integration”, il programma di UNHCR Italia che promuove l’inclusione delle persone rifugiate nel mercato del lavoro italiano emerge che nel 2025 sono stati attivati 18 mila e 600 percorsi professionali, con un incremento di circa il 15% rispetto all’anno precedente. Le aziende premiate sono 230, tre in più rispetto al 2024. Dall’avvio del programma, il numero delle candidature ricevute è quasi quadruplicato, passando da 67 del 2017 a 258 nel 2025. Risultati che non rappresentano soltanto indicatori di crescita, ma segnali chiari di un cambiamento strutturale nell’attenzione delle imprese all’inclusione lavorativa dei rifugiati, costruito nel tempo attraverso un impegno condiviso e oggi chiamato a consolidarsi ulteriormente.
Con l’arrivo dell’estate e il crescente afflusso di escursionisti sui sentieri e nelle vallate alpine, Regione Piemonte e Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese lanciano un appello a chi sceglie la montagna come meta per il tempo libero: affrontare ogni escursione con preparazione, prudenza e senso di responsabilità.
Le montagne piemontesi rappresentano una delle principali attrazioni turistiche della regione e ogni anno richiamano migliaia di persone, tra appassionati di trekking, sport all’aria aperta e vacanze nella natura. Proprio l’aumento delle presenze rende ancora più importante adottare comportamenti corretti per ridurre il rischio di incidenti.
Una buona pianificazione dell’itinerario, la verifica delle condizioni meteorologiche, la scelta dell’attrezzatura più adatta e una corretta valutazione delle proprie capacità sono gli elementi fondamentali per vivere la montagna in sicurezza.
«A chi sceglierà il Piemonte per le proprie escursioni, per una giornata nei rifugi o per una vacanza nelle nostre vallate vogliamo rivolgere un caloroso benvenuto. Le nostre montagne sono tra i patrimoni più preziosi della regione e meritano di essere vissute e frequentate. La sicurezza non inizia quando si presenta un’emergenza: comincia prima di partire, nella scelta dell’itinerario, nella pianificazione dell’escursione e nella capacità di valutare correttamente le proprie possibilità. Oggi, però, i cambiamenti climatici ci impongono una consapevolezza ancora maggiore. Eventi meteorologici estremi, ondate di calore e temporali improvvisi possono modificare rapidamente le condizioni dell’ambiente alpino, rendendo anche percorsi abitualmente frequentati più impegnativi e imprevedibili. Per questo preparazione, informazione e rispetto delle regole sono oggi strumenti fondamentali tanto quanto l’attrezzatura e la preparazione fisica», sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna Marco Gallo.
Anche il Soccorso Alpino evidenzia come la stagione estiva sia iniziata in anticipo rispetto agli anni passati, con un conseguente incremento delle attività di soccorso.
«Le condizioni meteorologiche a cui abbiamo assistito – aggiunge Luca Giaj Arcota, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese – hanno anticipato di un mese l’inizio dell’estate portando a un precoce avvio della stagione più impegnativa per i nostri tecnici. È un dato di fatto: più persone frequentano la montagna e maggiori sono le probabilità di incidente. Bel tempo e caldo sono un invito irresistibile per tutti gli appassionati di montagna e delle sue attività, ma comportano inevitabilmente un aumento di lavoro per noi. Per questo chiediamo a tutti un piccolo sforzo aggiuntivo di responsabilità per ridurre più possibile l’attivazione dei nostri volontari e del Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte».
Secondo Regione Piemonte e Soccorso Alpino, i cambiamenti climatici stanno modificando sempre più rapidamente l’ambiente alpino. Temperature elevate, temporali improvvisi e l’instabilità di alcuni versanti possono rendere impegnativi anche itinerari normalmente considerati semplici. Per questo è indispensabile informarsi sulle condizioni dei sentieri, consultare le previsioni meteo e scegliere percorsi adeguati alla propria esperienza.
Tra le principali raccomandazioni rivolte agli escursionisti figurano la raccolta preventiva di informazioni sul tracciato, sul dislivello e sui tempi di percorrenza, l’utilizzo di calzature e attrezzature idonee e la possibilità di chiedere consigli ai professionisti della montagna, come guide alpine, rifugisti e operatori turistici.
È inoltre fondamentale controllare sempre il meteo prima della partenza, pianificare l’escursione tenendo conto delle temperature e dell’eventuale rischio di temporali e scegliere un abbigliamento adeguato alle condizioni previste.
Un altro consiglio riguarda la sicurezza personale: è opportuno portare con sé un telefono cellulare completamente carico, pur ricordando che in alcune zone la copertura può essere assente. Per questo motivo è buona norma comunicare preventivamente a familiari o amici l’itinerario scelto e l’orario previsto per il rientro.
In caso di emergenza è necessario contattare il Numero Unico Europeo 112, fornendo indicazioni il più possibile precise sul luogo dell’incidente e sulle condizioni della persona coinvolta, possibilmente attraverso le coordinate GPS ricavate dallo smartphone. Il Soccorso Alpino suggerisce inoltre di installare l’applicazione GeoresQ, sviluppata dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che consente di trasmettere rapidamente una richiesta di soccorso.
Gli escursionisti sono invitati anche a considerare che, in ambiente montano, i tempi di intervento possono essere sensibilmente più lunghi rispetto a quelli di un contesto urbano. Le condizioni meteorologiche o la contemporanea gestione di emergenze più gravi possono infatti ritardare sia l’arrivo dell’elisoccorso sia quello delle squadre di terra. Va inoltre ricordato che materiali ingombranti, come le biciclette, non possono essere trasportati dagli elicotteri durante le operazioni di recupero.
Regione Piemonte e Soccorso Alpino raccomandano infine di richiedere l’intervento dei soccorsi solo quando realmente necessario, così da non sottrarre mezzi e personale alle situazioni di maggiore gravità.
L’obiettivo dell’iniziativa è rafforzare la cultura della prevenzione, ricordando che la sicurezza in montagna dipende soprattutto dai comportamenti individuali. Una preparazione accurata e alcune semplici precauzioni possono contribuire a rendere più sicure le escursioni e a ridurre il numero degli incidenti, permettendo a tutti di vivere la montagna con entusiasmo, rispetto e consapevolezza.
“Il Rotary Club Torino Nord-Ovest celebra cinquant’anni di impegno nel cuore di Torino. In questi cinquant’anni il Club ha rappresentato, con i suoi soci provenienti dal mondo produttivo e professionale, un motore propulsivo per la città, seguendone attivamente l’evoluzione sociale”.
Così, gli autori Maria Lodovica Gullino e Andrea Ranghieri, hanno presentato martedì sera alle Gallerie d’Italia, in un incontro moderato da Filomena Greco del Sole 24 Ore, alla presenza del sindaco di Torino e di numerose autorità, un saggio che è una testimonianza viva di come il Club abbia rappresentato e continui a farlo il tessuto sociale ed economico di Torino.
“Dalle origini, in un’epoca di trasformazione industriale, fino alle sfide odierne legate alla sostenibilità, all’inclusione e all’innovazione tecnologica, il Rotary Club Torino Nord-Ovest ha sempre risposto con pragmatismo e visione.
Con un investimento di oltre un milione di euro in service mirati, abbiamo toccato le vite di tanti torinesi, dai più vulnerabili ai giovani talenti e contribuito a migliorare le condizioni di vita in paesi terzi.”
“Cinquant’anni di storia rappresentano molto più di una semplice scansione cronologica. Sono il risultato di scelte, di impegni assunti e mantenuti, di soci che hanno interpretato il Rotary come uno spazio di servizio concreto e di responsabilità condivisa – ha sottolineato nella sua introduzione il Presidente Rotary International 2025-2026, Francesco Arezzo.
Nel corso dei decenni, il Rotary Club Torino Nord Ovest ha contribuito a dare risposta a esigenze reali, promuovendo iniziative ispirate ai valori di collaborazione, attenzione agli altri e impegno civico. Questo approccio riflette in modo autentico il principio del Servire al di sopra di ogni interesse personale, che rimane il fondamento dell’azione rotariana in ogni contesto. Il cinquantesimo anniversario è anche un momento di passaggio verso il futuro. È l’occasione per rinnovare la visione, rafforzare il legame tra le generazioni e continuare a interrogarsi su come rendere il servizio sempre più efficace e aderente ai bisogni che evolvono”
Mentre il Governatore del Distretto 2031 2025-2026 Felice Invernizzi, ha voluto rimarcare come il testo metta in luce la capacità del Rotary Torino Nord Ovest di inserirsi nel tessuto sociale torinese come soggetto attivo, capace di leggere i cambiamenti e di rispondere alle esigenze della comunità con continuità e concretezza. Dalla fase fondativa, segnata dall’entusiasmo e dalla volontà di “ben fare”, fino alle sfide più recenti, il Rotary Club Torino Nord Ovest emerge come una realtà che ha saputo mantenere saldo il proprio riferimento ai valori rotariani, declinandoli nel tempo in forme sempre coerenti con il contesto storico e sociale in cui operava.
Il libro offre uno sguardo inedito su questi cinquant’anni, attraverso le voci dei Past President e dei soci che hanno fatto la storia del Club. E anche un modo di fare conoscere come il Rotary in generale e il Club Torino Nord-Ovest in particolare contribuiscano a costruire una città più giusta, più sostenibile e più prospera per tutti.
Per l’occasione il Rotary Club Nord Ovest ha inoltre destinato 5000 euro all’associazione. La goccia di Lube. Il contributo servirà a finanziare Borse Lavoro intitolate alla memoria di Lilli Pichetto, socia del Club scomparsa di recente. I fondi sosterranno tirocini trimestrali presso imprese che daranno lavoro a persone in esecuzione penale esterna. Un aspetto molto delicato è infatti il tema del reinserimento sociale per queste persone che dopo il carcere, senza lavoro, non sanno cosa andare a fare.
Il Piemonte conferma gli interventi per il 2026-2027
Più posti letto nelle residenze universitarie, adeguamento delle borse di studio all’inflazione, nuove misure per gli studenti iscritti ai corsi part-time e il mantenimento delle principali agevolazioni previste negli ultimi anni. Sono i principali contenuti dei criteri del bando EDISU per l’anno accademico 2026-2027, illustrati dall’assessore regionale all’Istruzione, Merito e Diritto allo Studio Universitario, Daniela Cameroni, nel corso della Commissione consiliare chiamata a esprimere il proprio parere sul provvedimento.
«Sul diritto allo studio universitario la Regione Piemonte non arretra di un millimetro: non un euro di meno rispetto allo scorso anno. È una scelta politica precisa: decidiamo di investire sul futuro del Piemonte. Il nostro obiettivo è semplice: fare in modo che nessun talento debba rinunciare all’università per ragioni economiche e continuare a rendere il nostro territorio una destinazione sempre più attrattiva per chi sceglie di costruire qui il proprio percorso di studi e di vita», spiega Cameroni.
Secondo i dati illustrati dalla Regione, nell’ultimo anno accademico sono stati sostenuti circa 21 mila studenti attraverso borse di studio e altri benefici. Nello stesso periodo i posti letto disponibili nelle residenze universitarie sono aumentati di oltre il 7%, mentre i pasti erogati dalle mense universitarie sono cresciuti di oltre il 30%.
Per il prossimo anno accademico vengono confermati i principali criteri già in vigore: restano invariati i limiti ISEE, le detrazioni per abitazione e ristorazione, le tariffe agevolate delle mense universitarie, gli incentivi alla mobilità internazionale e le misure di sostegno rivolte agli studenti con disabilità. Rimane inoltre la maggiorazione della borsa di studio prevista dalla normativa nazionale per le studentesse che scelgono corsi universitari nelle discipline STEM.
Tra le novità previste dal provvedimento figurano l’adeguamento automatico delle borse di studio all’inflazione, con un incremento dell’1,4%, l’introduzione di specifiche tutele per gli studenti iscritti part-time, l’aumento dei posti letto nelle residenze universitarie, che passano da 2.650 a oltre 3.100, e la semplificazione delle procedure di accesso ai benefici per gli studenti provenienti da Paesi interessati da conflitti.
«Non ci limitiamo a confermare un sistema che funziona: vogliamo renderlo ogni anno più moderno ed efficiente. È motivo di soddisfazione che il provvedimento abbia ottenuto il parere favorevole sia del Co.re.co. sia dell’Assemblea regionale degli studenti. Un risultato tutt’altro che scontato, che conferma la qualità del lavoro svolto e del confronto portato avanti in questi mesi».
Dopo il parere espresso dalla Commissione consiliare, i criteri saranno sottoposti all’approvazione della Giunta regionale. Successivamente EDISU Piemonte pubblicherà il bando per l’assegnazione delle borse di studio e degli altri benefici relativi all’anno accademico 2026-2027.
«Il merito può esprimersi davvero solo quando tutti hanno le stesse opportunità di partenza. Per questo continueremo a investire con convinzione nel diritto allo studio universitario: perché siano il talento, l’impegno e la determinazione dei nostri giovani a decidere il loro futuro, non le condizioni economiche di partenza», conclude Cameroni.
Sull’esito dell’iter in Commissione è intervenuta anche la presidente della VI Commissione, Paola Antonetto:
«Come presidente della VI Commissione desidero esprimere il mio apprezzamento per il lavoro svolto dall’assessorato e dagli uffici regionali nella predisposizione di questo provvedimento. È un lavoro serio, costruito attraverso il confronto e l’ascolto, che ha portato a un risultato particolarmente significativo. Dopo molti anni, infatti, i criteri per il diritto allo studio universitario hanno ottenuto il parere favorevole dell’Assemblea regionale degli studenti. Un elemento tutt’altro che formale, che testimonia la qualità del percorso intrapreso e la capacità di costruire provvedimenti condivisi senza rinunciare alla loro efficacia. Il diritto allo studio rappresenta uno degli investimenti più importanti che una Regione possa fare. Garantire ai giovani pari opportunità di accesso all’università significa investire sul loro talento e, allo stesso tempo, sul futuro del Piemonte».
TERMINATA LA CHIUSURA AL KM 6+500
La provinciale SP 254 che collega Meana di Susa al Pian del Frais ha una carreggiata che presenta alcune criticità, legate in particolar modo alla presenza di muri di sostegno ammalorati e alla carenza e/o inefficacia di alcune barriere stradali esistenti.
Grazie ai fondi derivanti dai canoni idrici, sono stati progettati ed appaltati i lavori di manutenzione straordinaria, per un importo complessivo di 500.000 euro.
GLI INTERVENTI PRINCIPALI
– Intervento 1 sulla diramazione 1 della Provinciale 172 al km 0+600: l’intervento che prevedeva la realizzazione di cordoli, barriere e ripristini di murature è terminato, salvo un breve tratto di barriera bordo laterale ancora da installare e le operazioni di scarifica e formazione del nuovo tappetino di usura
– Intervento 2 sulla Provinciale 254 al km 3 e al km 3+600: completati il ripristino dell’opera di sostegno, la realizzazione del cordolo in cemento armato e l’installazione delle barriere bordo ponte. Rimane da completare l’installazione delle barriere bordo laterale e la bitumatura
– Intervento 4 sulla Provinciale 254 km al 4+250: in questo intervento che è ancora da realizzare, è prevista la sola sostituzione delle barriere bordo laterale.
– Intervento 5 sulla Provinciale 254 al km 6+500: è stata realizzata la riprofilatura della parete rocciosa per consentire un minimo di allargamento della sede stradale, essenziale per avere lo spazio per posizionare la barriera di sicurezza a valle. Per la realizzazione dell’intervento 5, per la demolizione del versante roccioso si è reso necessario chiudere il tratto stradale al transito per circa una settimana, con deviazione del transito sulla strada comunale che si congiunge con la SP 254 più a monte. I lavori sono stati ritardati di qualche giorno a causa delle difficolta dell’impresa appaltatrice per il trasporto di un mezzo idoneo a eseguire la demolizione del versante roccioso, ma si sono comunque completati nel tardo pomeriggio di venerdì 26 giugno.
Nelle prossime fasi lavorative la strada rimarrà aperta seppur con alcune limitazioni e si cercherà di programmare i lavori per arrecare minor danno possibile a residenti e turisti.