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Sicurezza sul lavoro e caldo estremo: cosa prevede l’ordinanza regionale per la tutela dei lavoratori 

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi hanno firmato l’ordinanza che introduce dal 30 maggio al 31 agosto le misure straordinarie, in linea con quelle già adottate nel 2024 e nel 2025, a tutela per i lavoratori maggiormente esposti al rischio derivante dalle alte temperature.

Il provvedimento riguarda i lavoratori subordinati e autonomi, nonché i soggetti ad essi equiparati, impegnati nei settori agricolo, florovivaistico, edile, della logistica (compresi i cosiddetti rider) e delle cave e dei lavoratori in attività caratterizzate da intenso sforzo fisico e prolungata esposizione al sole, nei casi in cui non sia possibile adottare misure organizzative o tecniche idonee a ridurre il rischio.

«A fronte delle temperature straordinarie di questi giorni, e grazie al lavoro che gli uffici regionali stavano già portando avanti in vista della stagione estiva, la Regione Piemonte anticipa di un mese l’entrata in vigore dell’ordinanza che da due anni scatta in estate per proteggere i lavoratori più esposti dalle ondate di calore – dichiarano il presidente Cirio e l’assessore Riboldi – Nei prossimi giorni le temperature dovrebbero abbassarsi, ma sappiamo che il caldo estremo non rappresenta più un fenomeno occasionale, ma una condizione, spesso improvvisa, con cui dobbiamo confrontarci sempre più frequentemente. Per questo abbiamo firmato l’ordinanza in modo da essere pronti in caso di caldo anomalo per tutelare i lavoratori nelle situazioni di maggiore rischio, favorendo al tempo stesso una corretta organizzazione delle attività produttive».

«La prevenzione resta l’arma più efficace – aggiunge il vicepresidente e assessore al Lavoro Maurizio Marrone – L’obiettivo non è fermare le attività produttive, ma favorire una corretta organizzazione del lavoro e l’adozione di tutte le misure necessarie per garantire condizioni di sicurezza adeguate. La salute dei lavoratori viene prima di tutto ed è una responsabilità che coinvolge istituzioni, imprese e lavoratori stessi».

Cosa prevede l’ordinanza

L’ordinanza, in linea con quelle degli anni scorsi, recepisce le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e prevede dal 30 maggio al 31 agosto l’astensione dal lavoro nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16 nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole impegnati in attività fisica intensa.

La limitazione si applica esclusivamente nelle giornate e nelle situazioni in cui il rischio per la salute risulti particolarmente elevato, con l’obiettivo di prevenire colpi di calore, disidratazione e altre patologie correlate alle elevate temperature.

L’ordinanza non si applica se sono garantite le condizioni che riducono il rischio (aria condizionata, ombra ecc…).

Per favorire lo svolgersi delle attività lavorative in orari a rischio ridotto, la Regione chiede ai Comuni di valutare la possibilità di derogare, temporaneamente e previa valutazione della situazione contingente, ai regolamenti locali in materia di contenimento delle emissioni acustiche, al fine di consentire lo svolgimento delle attività lavorative in fasce orarie più fresche. La limitazione è applicabile nei giorni in cui la mappa del rischio pubblicata sul portale Worklimate, riferita ai lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa, segnala alle ore 12 un livello di rischio alto.

Al fine di fare il punto sull’applicazione dell’ordinanza e sull’esperienza degli anni scorsi, la prossima settimana sarà convocato il tavolo sull’emergenza caldo, con i soggetti interessati e le direzioni regionali competenti anche in vista della stagione estiva.

Uncem: rafforzare Unioni montane

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PINEROLESE, INCONTRO A TORRE PELLICE: SOLO CON LE UNIONI MONTANE PIU’ FORTI I COMUNI VINCONO LE SFIDE DI OGGI E DI DOMANI
Le Unioni montane pinerolesi, e di tutto il Piemonte, devono essere rafforzate. Una sinergia più forte da montare. Oggi sono l’unica alternativa alla solitudine dei Comuni, che non è solo funzionale o organizzativa, bensì anche gestionale, politica. Le Unioni danno forza alla politica territoriale per la montagna. Fare Unioni vere è difficile, richiede un lavoro di cesello, di supporto costante, da parte nostra come Uncem e dei Comuni stessi. Lavorare insieme è molto più difficile che da soli. Ma è la sola via possibile”.
Così Roberto Colombero. Il Presidente Uncem Piemonte ha avviato gli incontri territoriali della Giunta Uncem Piemonte. Dopo Silvano d’Orba e Valdilana, il 3 giugno incontro alle ore 16 in Unione montana a Torre Pellice. Non solo Amministratori pubblici. L’appuntamento è apertto al pubblico, a tutte le forze politiche, istituzionali, sociali del territorio.
Il Pinerolese sia coraggioso. Tutti sono coinvolti in un processo di trasformazione che eviti nuove fragilità, nuove spoliazioni, nuove marginalità. Pinerolo guidi il processo. È fondamentale ci sia la città. Ce lo ricorda sempre il nostro grande Amico, il Vescovo Derio Olivero. Getta la via. I Sindaci ci devono credere di più. Solo insieme vinciamo le sfide. Leggendo la complessità, come ci dice Edgar Morin. Territori insieme contro l’estinzione dei Comuni – evidenzia Colombero – Usando bene le le strategie della Green community e delle Aree interne. La Green Communty del Pinerolese è un esempio. Rafforzare le Unioni responsabilizzando la politica a fare scelte. Uno snodo decisivo. Le Unioni piccole sono più deboli, quelle grandi hanno una buona forza per una azione che non lasci soli i Comuni, il Pinerolese lo insegna. Comuni purtroppo con meno personale e con Segretari comunali che devono essere rivisti a livello centrale nelle funzioni e nella missione. Ma di certo, pur nella fragilità, le Unioni montane restano l’unica forma di Governo possibile in Piemonte. Ora la Regione agisca. Le rafforzi. Quello che non è stato fatto con la legge nazionale sulla montagna, venga costruito con la Regione Piemonte. Serve coraggio, servono impegno di supporto e azioni di accompagnamento. Un lavoro che faremo e che deve fare, Unone per Unione, la Regione. Lavorare insieme è la strada maestra per una montagna che rafforza il suo peso politico. Lo diremo il 3 giugno a Torre Pellice”.

Ritiro di Pentecoste e incontro con Patrizia Valduga

 

Il ritiro di Pentecoste, alla Casa della Madia, ha avuto come tema centrale la riflessione di fr. Enzo Bianchi sullo Spirito Santo, vissuto come pienezza della Pasqua. Il suo intervento ha cercato di riportare questa festa al cuore del mistero cristiano, liberandola da una comprensione ritenuta un po’ troppo abitudinaria.

Fr. Enzo ha mostrato che, nel Vangelo secondo Giovanni, la prospettiva è diversa da quella degli Atti degli Apostoli: Pasqua, Ascensione e dono dello Spirito non vengono separati, ma compresi come parte di un unico mistero. Nel quarto Vangelo, infatti, lo Spirito viene donato già sulla croce. Quando Gesù muore, non “spira” soltanto, ma consegna lo Spirito. Dal suo fianco trafitto escono sangue e acqua, come compimento della promessa dei fiumi di acqua viva. Questa lettura colpisce, perché cambia il modo di pensare la Pentecoste. Lo Spirito Santo non appare come qualcosa di separato dalla Pasqua, ma come il dono più profondo del Cristo crocifisso. Fr. Enzo Bianchi ha insistito anche sul significato della parola Paraclito: lo Spirito Santo è colui che viene chiamato accanto, l’amico inseparabile di Gesù e il compagno fedele del credente.

Nel Vangelo secondo Giovanni, lo Spirito insegna, ricorda, rende testimoni e permette di giudicare la storia. Non giudica le persone, ma aiuta a discernere le situazioni. Davanti al male, alla violenza e all’ingiustizia, la fede non può sempre restare neutrale: a volte è necessaria una parola chiara, capace di distinguere l’aggressore dalla vittima, il male da una pace solo apparente. In questo senso, lo Spirito Santo non è soltanto consolazione interiore, ma una forza che rende più lucidi, liberi e responsabili dinanzi alla realtà.

Nel pomeriggio, Patrizia Valduga ha dato continuità a questa riflessione con un linguaggio diverso: quello della poesia. Ha parlato della guerra e del dolore degli innocenti senza trasformarli in un tema letterario, ma lasciandoli nella loro durezza. Le sue parole sono sembrate nascere dal bisogno di non restare indifferenti davanti a ciò che accade nel mondo. In questo senso, la poesia non rappresenta un modo per allontanarsi dal presente, ma per viverlo con maggiore verità. Forse anche questo appartiene alla Pentecoste: trovare una parola che non copra ciò che fa male, ma aiuti a ricordare, discernere e testimoniare, quando il silenzio rischia di diventare una forma di accettazione implicita.

IRENE CANE

Sottopasso Donat Cattin, da lunedì 1° giugno chiusure alternate 

 

Per consentire lo svolgimento di alcuni interventi di manutenzione straordinaria e di aggiornamento degli impianti di sicurezza, dalla prossima settimana il sottopasso Donat Cattin di corso Mortara sarà interessato da alcune chiusure parziali al traffico veicolare.

Nel dettaglio, il fornice sud del sottopasso, in direzione da corso Potenza verso via Orvieto, sarà chiuso dalle ore 9.30 alle 16.30 nelle giornate di lunedì 1 giugno e da mercoledì 3 a venerdì 5 giugno.

Il fornice nord, in direzione da via Orvieto verso corso Potenza, sarà invece chiuso in orario notturno, dalle ore 22 alle 6, da lunedì 8 a venerdì 12 giugno. Nello stesso periodo, sempre in questa direzione ma in orario diurno, sarà inoltre attiva una parzializzazione della carreggiata, con riduzione da due a una corsia, limitatamente ai tratti interessati dagli interventi di manutenzione.

Si invitano gli automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica e a pianificare eventuali percorsi alternativi durante i giorni di chiusura del sottopasso.

TorinoClick

Agricoltura sotto stress in Piemonte. Troppo caldo e in anticipo

Caldo intenso arrivato in anticipo e prime difficoltà per l’agricoltura del Torinese, con effetti che iniziano già a farsi sentire sulle produzioni stagionali. Questa prima ondata di temperature elevate ha accelerato i cicli di maturazione di diversi raccolti, mettendo a rischio l’equilibrio delle produzioni estive.

Nel territorio torinese la raccolta delle fragole si sta già avviando verso la conclusione con circa due settimane di anticipo rispetto alla norma. Situazione simile anche per le ciliegie: le alte temperature stanno facendo maturare contemporaneamente sia le varietà precoci sia quelle tardive, coltivate proprio per garantire la disponibilità del prodotto lungo tutto il mese di giugno. La conseguenza è un eccesso di frutta immessa sul mercato nello stesso momento, con inevitabili ribassi dei prezzi e il successivo rischio di carenza di prodotto fresco nelle settimane successive.

Le temperature elevate stanno creando criticità anche per i cereali. Il grano, infatti, si trova nella delicata fase di formazione dei chicchi in condizioni di forte stress climatico. Questo potrebbe tradursi in una maturazione anticipata ma con chicchi di dimensioni inferiori e con caratteristiche nutrizionali meno pregiate.

Anche il mais risente dell’anticipo dell’estate: gli agricoltori sono costretti a iniziare prima del previsto le irrigazioni, con un conseguente aumento delle spese. Il caldo favorisce inoltre la proliferazione di funghi e insetti dannosi, in particolare specie aliene che ormai, complice il cambiamento climatico, si sono insediate stabilmente anche nelle campagne piemontesi.

Le anomalie climatiche stanno interessando persino i pascoli montani. Tra pochi giorni dovrebbe iniziare la monticazione delle mandrie verso gli alpeggi, normalmente sincronizzata con le prime fioriture delle erbe alpine tra i 1.200 e i 1.500 metri di quota. Quest’anno, invece, i prati d’alta quota risultano già in fase avanzata di crescita e fioritura, con i primi segnali di disseccamento. Il timore è che i margari trovino erba già secca al momento della salita negli alpeggi, con possibili ripercussioni sull’alimentazione del bestiame e sulla produzione di latte destinato ai formaggi di maggiore qualità.

«I vegetali che si coltivano da sempre alle nostre latitudini sono adattati a un clima che si scalda lentamente – ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Nel mese di maggio le coltivazioni si avviano piano piano alla maturazione. La quantità e la qualità dei nostri raccolti dipendono da questa progressione in vista delle maturazioni di giugno e luglio. Le accelerazioni fanno male alla nostra agricoltura».

Le alte temperature incidono anche sugli allevamenti. Nelle stalle è già stato necessario attivare in anticipo i sistemi di raffrescamento per garantire il benessere delle mucche, con un aumento dei consumi energetici. Ventilatori, doccette e impianti di asciugatura entrano in funzione automaticamente quando i sensori registrano temperature considerate critiche per gli animali.

Preoccupa infine anche la rapida riduzione delle riserve nevose in alta quota. «Abbiamo avuto un buon innevamento, in spessore e in persistenza. Ma ora, con lo zero termico a 4.800 metri, i nevai che solitamente si sciolgono lentamente nel mese di giugno sono già quasi azzerati. E i corsi d’acqua sono tutti in piena stagionale. Troppa acqua che arriva tutta insieme, ma che mancherà in piena estate».

Borello supermercati, nasce MiTo Retail. Lo sciopero? Il fondatore: “Mi sun sì. Io ci sono”

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Il debutto della nuova società coincide con il primo sciopero in cinquant’anni. Fiorenzo Borello: “Rispetto profondamente il diritto dei lavoratori a manifestare, a dissentire, a esprimere le proprie preoccupazioni”. E lancia il nuovo sito web personale www.fiorenzoborello.it

Il percorso che ha portato all’integrazione tra Borello Supermercati e Unes Maxi si è formalmente concluso con la nascita di MiTo Retail, la nuova società che riunisce le attività delle due realtà della grande distribuzione organizzata. Un progetto presentato come strategico per rafforzare la presenza del Gruppo Finiper Canova in Piemonte e sviluppare nuove opportunità di crescita, ma che proprio nelle ore del suo avvio operativo si trova a fare i conti con una protesta sindacale.
Per oggi, 1° giugno, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno infatti proclamato una giornata di sciopero davanti alla sede di Castiglione Torinese.
Secondo i sindacati, la protesta nasce dall’assenza di risposte alle richieste avanzate nei mesi scorsi e da problematiche che riguardano l’applicazione del contratto nazionale, l’organizzazione del lavoro e le relazioni industriali. Nella nota diffusa dalle sigle si legge che “Non si tratta di una decisione presa a cuor leggero” ma di una scelta resa necessaria da quella che definiscono una gestione aziendale caratterizzata da scarso confronto con i rappresentanti dei lavoratori.
Solo pochi giorni fa era stato annunciato il completamento dell’operazione che ha portato alla costituzione di MiTo Retail, società il cui nome richiama idealmente l’asse Milano-Torino. Alla guida della nuova realtà è stato nominato Fiorenzo Borello, fondatore della storica catena piemontese, chiamato a garantire continuità durante la transizione.
Nel presentare l’operazione, il Gruppo aveva ribadito che i supermercati continueranno a operare con l’insegna Borello, mantenendo identità, organizzazione commerciale e legame con il territorio. L’obiettivo dichiarato è quello di integrare le competenze sviluppate dalle due aziende e rafforzare la competitività della rete distributiva piemontese.
La coincidenza tra il debutto della nuova società e il primo sciopero nella storia dell’azienda assume però un significato particolare anche per lo stesso Fiorenzo Borello, che proprio in queste ore sta completando il passaggio di consegne dopo mezzo secolo di attività imprenditoriale e lancia il suo nuovo sito web personale www.fiorenzoborello.it su cui oggi posta il primo contenuto legato proprio allo sciopero:
Sun sì. Nel giorno dello sciopero, resto vicino ai lavoratori e alla storia che abbiamo costruito insieme
Nel giorno in cui si chiude una parte importante del mio percorso, l’intervista al TG3 è stata l’occasione per ribadire rispetto, gratitudine e vicinanza verso i lavoratori.
Questa mattina ho avuto il piacere di raccontare al TG3 una parte importante della mia storia: quella di un percorso imprenditoriale nato dal lavoro quotidiano, cresciuto con sacrificio e costruito sempre insieme alle persone. È stata una giornata particolare. Una giornata di sciopero. Una giornata che arriva proprio mentre si chiude una parte fondamentale del mio percorso. In cinquant’anni di impresa non era mai accaduto. Non condivido le ragioni di questa protesta, ma rispetto profondamente il diritto dei lavoratori a manifestare, a dissentire, a esprimere le proprie preoccupazioni. È un diritto che appartiene alla democrazia del lavoro e che va riconosciuto sempre, anche quando non si è d’accordo. Per questo oggi ho scelto di esserci. Come si dice in piemontese: **Sun sì**. Sono qui.
(continua su www.fiorenzoborello.it)
Mentre alcuni  lavoratori incrociano le braccia e la nuova società muove i primi passi, la sfida di MiTo Retail sarà quella di trasformare l’operazione industriale che ha unito due importanti realtà della distribuzione in un progetto capace di garantire non solo crescita economica, ma anche relazioni sindacali stabili in una fase di cambiamento che coinvolge centinaia di dipendenti sul territorio piemontese.

Simposio Colisée, tutela della persona fragile nelle RSA

Si è svolto a Torino, il 29 maggio scorso, presso l’NH Collection Torino Santo Stefano,  il primo Simposio Colisée,  attore di riferimento della terza età in Europa , dal titolo “ La tutela socio- sanitaria integrata della persona fragile in RSA”, un momento di confronto che ha riunito professionisti, stakeholder  e operatori del settore socio-sanitario assistenziale pubblico e privato per discutere del futuro delle Residenze Sanitarie assistenziali e sul ruolo sempre più centrale che queste strutture rivestono nella presa in carico della popolazione anziana fragile.
Hanno aperto i lavori i saluti istituzionali del Vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, del dottor Guido Giustetto, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Torino e del dottor Carlo Picco, direttore Generale dell’ASL Città di Torino.
L’iniziativa nasce dalla volontà di Colisée, presente in Italia con sedici strutture, di cui dieci in Piemonte e a Torino, di creare un appuntamento stabile e autorevole di dialogo tra i diversi attori coinvolti nel sistema socio-sanitario,  in un contesto caratterizzato dall’aumento dell’età media della popolazione e dalla crescente complessità clinica e assistenziale degli ospiti delle RsA.
Nel corso del Simposio è emersa  la necessità di rafforzare le sinergie tra istituzioni pubbliche e strutture socio-sanitarie, sviluppando modelli di presa in carico realmente integrati, capaci di coniugare qualità dell’assistenza, sostenibilità del sistema e prossimità al bisogno dei territori.
Il Piemonte risulta una delle regioni più anziane d’Italia con oltre un quarto della popolazione al di sopra dei 65 anni e un’età media superiore ai 48 anni. Rappresenta, quindi, un osservatorio privilegiato per affrontare le sfide legate alla fragilità e alla non autosufficienza. In questo contesto il sistema delle RSA svolge un ruolo strategico, con circa 33 mila posti letto e una popolazione residente composta prevalentemente da ultraottantacinquantenni non autosufficienti.
Le RSA, oggi sempre più a prevalenza sanitaria, sono ecosistemi in continua evoluzione, profondamente intrecciati con i territori in cui sorgono e vengono chiamati a rispondere non solo ai bisogni clinici delle persone fragili, ma anche alle aspettative di famiglie e comunità locali.
Per questa ragione il Simposio ha affrontato alcuni temi concreti riguardanti il presente e il futuro delle strutture socioassistenziali, fornendo uno spaccato del presente  e proponendo soluzioni per il domani.
Tra i temi di cui si sono discussi vi è  stato il ruolo delle tecnologie innovative e dell’intelligenza artificiale in sanità, che sta trasformando i percorsi di cura e l’organizzazione dei servizi, offrendo nuove opportunità per migliorare efficienza, sicurezza e supporto ai professionisti sanitari. La tecnologia pone, al tempo stesso, sfide etiche, giuridiche e deontologiche, rendendo fondamentale una formazione adeguata degli operatori per garantire un corretto utilizzo dei diritti del paziente.
“Questo Simposio nasce con l’obiettivo di creare uno spazio stabile di confronto tra tutti coloro che ogni giorno operano nel settore socio-sanitario  – ha dichiarato nella sua introduzione Maria Rita Lo Grande, Country Manager per l’Italia del gruppo  Colisée – Crediamo che solo attraverso una forte sinergia territoriale e una visione condivisa sia possibile costruire RSA sempre più  moderne, integrate e capaci di rispondere ai bisogni complessi delle persone fragili”.

MM

Scoperto rarissimo caso di scorbuto: bambina salvata al Regina Margherita

Ad una bambina di 7 anni è stata fatta una diagnosi con quadro clinico compatibile con scorbuto pediatrico, una patologia da grave e prolungata carenza di Vitamina C. Lo scorbuto è una condizione che determina un’alterazione della sintesi del collagene, proteina fondamentale per l’elasticità ed il sostegno di pelle, ossa, cartilagini e vasi sanguigni.Ne conseguono fragilità dei tessuti connettivi, sanguinamenti e dolore osteo-articolare. Può inoltre manifestarsi con astenia, irritabilità e difficoltà alla deambulazione.

Un importante riconoscimento internazionale per la sanità piemontese arriva dalla pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale New England Journal of Medicine Evidence di questo caso clinico gestito presso l’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino.

Lo scorbuto era considerato una malattia del passato. Oggi, invece, mostra una preoccupante ri-emergenza nei Paesi occidentali. Questo fenomeno riflette nuove fragilità nutrizionali in età pediatrica.

La recrudescenza è principalmente legata alla diffusione di severa selettività alimentare. Si tratta di regimi dietetici molto ristretti, spesso poveri o privi di frutta e verdura.

Il fenomeno è sempre più osservato anche in associazione ai disturbi del neurosviluppo, inclusi i disturbi dello spettro autistico. In questi casi, la limitazione alimentare può essere marcata e persistente, con rischio concreto di carenze nutrizionali importanti.

Lo scorbuto, quindi, non è una patologia “storica”. È ora tornata una condizione attuale, che richiede elevata attenzione clinica. Il suo riconoscimento può risultare complesso proprio per la scarsa familiarità con la diagnosi.

È fondamentale un approccio clinico attento e strutturato. L’anamnesi deve essere mirata. È altrettanto importante dedicare tempo al paziente e alla famiglia, indagando con precisione anche le abitudini alimentari.

La pubblicazione su una rivista di tale rilievo rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro clinico svolto presso la nostra struttura – dichiara la professoressa Franca Fagioli (Direttore del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino Regina Margherita e Direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università di Torino). – Sottolinea il valore di una pediatria che coniuga rigore clinico, attenzione alla persona e cultura dell’ascolto.”

Questo risultato testimonia l’elevato livello professionale e scientifico della nostra Azienda e conferma la grande preparazione dei nostri specialisti nella diagnosi e nella gestione di patologie complesse e ri-emergenti” dichiara Adriano leli (Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera OIRM – Sant’Anna di Torino).

Abbiamo ritenuto fondamentale condividere questo caso per il suo valore didattico – aggiunge il dottorEmanuele Savasta, neospecialista della scuola di specializzazione di Pediatria di Torino e primo autore del lavoro. – In presenza di dolore persistente o zoppia non spiegata da traumi, è essenziale un’anamnesi accurata. Le abitudini alimentari devono essere sempre indagate. Nella severa selettività alimentare, lo scorbuto deve entrare nella diagnosi differenziale. Una diagnosi precoce consente di evitare esami inutili e di avviare rapidamente una terapia efficace.”

Il caso richiama l’attenzione su patologie considerate “dimenticate” ma ancora clinicamente rilevanti. La pediatria contemporanea richiede un equilibrio tra rigore scientifico e umanizzazione della cura, con un ascolto attento del paziente e della famiglia.

Diventa inoltre centrale la formazione. È necessario preparare futuri pediatri pronti ad affrontare queste nuove sfide cliniche emergenti, con competenza, attenzione e sensibilità.

Zona Porta Nuova, droga scoperta dai cani poliziotto

La Polizia di Stato ha coordinato, nei giorni scorsi a Torino, un servizio di controllo straordinario del territorio nell’area della Stazione Ferroviaria di Torino Porta Nuova e nelle vie adiacenti, finalizzato al contrasto della criminalità diffusa e alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.
L’attività, coordinata dal Commissariato di P.S. San Secondo, ha visto l’impiego congiunto del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, della Polizia Ferroviaria, delle unità cinofile nonché della Polizia Locale, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
Nel corso del servizio, il personale operante ha arrestato due cittadini rumeni, di 44 e 20 anni, responsabili di un furto aggravato in concorso commesso all’interno di un bar di via dell’Arsenale.
Il quarantaquattrenne, nel tentativo di eludere l’identificazione, poiché consapevole di essere destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Milano, ha esibito un passaporto appartenente ad un’altra persona; per tale motivo è stato denunciato per aver fornito false generalità a un Pubblico Ufficiale. Inoltre, durante la perquisizione gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato un coltello a serramanico cucito all’interno di una pancera che l’uomo nascondeva sotto gli abiti, motivo per cui è stato anche arrestato per porto abusivo di armi.
Il ventenne, invece, è stato trovato in possesso di un passamontagna occultato sotto il giubbotto, anch’esso sottoposto a sequestro.
Nel contempo, grazie al fiuto delle unità cinofile, lungo la banchina del binario 10 della stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova è stato rinvenuto e sequestrato un involucro di hashish.
Durante l’attività sono stati inoltre ispezionati due minimarket della zona. In uno di questi, situato in corso Stati Uniti, la Polizia Locale ha elevato sanzioni per un totale di oltre 1.000 euro a causa della mancata esposizione dei prezzi sui prodotti alimentari.
Nel corso di un posto di controllo effettuato in corso Montelungo, è stato fermato un trentenne brasiliano alla guida di un autocarro, risultato privo di documenti idonei al soggiorno sul territorio nazionale. L’uomo è stato accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione per le procedure di rito, mentre il veicolo è stato sottoposto a sequestro.
Al termine delle attività, sono stati controllati complessivamente 33 soggetti, 10 veicoli e rilevate 4 sanzioni al Codice della Strada.

Finto carabiniere deruba anziano, pensionata rapinata di 50mila euro in gioielli. La polizia arresta due persone

La Polizia di Stato ha arrestato in flagranza, nei giorni scorsi a Torino, un cittadino italiano per furto aggravato in abitazione ai danni di una persona anziana. L’operazione, condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Torino, si inserisce nel quadro di una più ampia e mirata attività di contrasto ai reati predatori commessi in danno delle cosiddette “fasce deboli”.
L’indagato veniva individuato presso la stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova. Insospettiti dal comportamento dell’uomo, che si aggirava con fare sospetto tra gli spazi interni della stazione e nell’area antistante, gli agenti della Squadra Mobile avviavano un lungo e complesso pedinamento.
L’uomo, salito a bordo di un taxi, veniva seguito dagli investigatori fino a un condominio sito in corso Unione Sovietica, ove faceva ingresso nello stabile per poi uscire frettolosamente dopo circa venti minuti.
In tale circostanza, l’indagato veniva bloccato dagli operatori di polizia e perquisito. Nell’occorso, veniva trovato in possesso di numerosi monili in oro e orologi del valore stimato di circa 50.000 euro, risultanti sottratti poco prima a un’anziana vittima.
La refurtiva, comprendente anche la fede nuziale che la donna indossava fino a pochi istanti prima del furto, veniva integralmente recuperata e restituita alla parte offesa.
Inoltre, l’uomo veniva trovato in possesso di alcune immagini digitali, verosimilmente realizzate anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, nelle quali appariva con indosso uniformi riconducibili alle diverse Forze dell’Ordine. Le stesse, tra l’altro di eccellente fattura, erano state utilizzate dall’indagato e dai suoi complici per rendere ancora più credibile la messinscena fraudolenta, conquistare la fiducia delle vittime e garantirsi l’ingresso nell’abitazione già precedentemente individuata.
Le indagini hanno consentito di ricostruire una tecnica criminale ben collaudata: i complici dell’indagato, operando a distanza, contattavano telefonicamente la vittima fingendosi appartenenti alle Forze dell’Ordine e prospettando gravi situazioni di emergenza, generalmente legate a familiari (incidenti stradali, arresti o coinvolgimenti in reati).
Nel caso specifico, la vittima veniva contattata da un sedicente appartenente alla Guardia di Finanza che, con tono autorevole e talvolta intimidatorio, riferiva di presunti accertamenti in corso relativi al marito della donna e al coinvolgimento dei suoi documenti in attività criminali.
Contestualmente, il marito della vittima veniva indotto ad allontanarsi dall’abitazione con il pretesto di recarsi presso una caserma dei Carabinieri per esibire documenti personali e dell’autovettura, mentre la donna, rimasta sola e costantemente tenuta al telefono, veniva convinta a raccogliere tutti i gioielli presenti in casa per consentirne una presunta verifica da parte delle Forze dell’Ordine.
Pochi minuti dopo, l’arrestato si presentava presso l’abitazione qualificandosi come appartenente all’Arma dei Carabinieri. Approfittando dello stato di forte agitazione e vulnerabilità della vittima, riusciva a impossessarsi dei preziosi e a darsi alla fuga, immediatamente interrotta dall’intervento degli investigatori.
Si precisa che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, in ossequio al principio della presunzione di non colpevolezza, la responsabilità della persona sottoposta a indagini sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.
L’operazione odierna conferma l’impegno costante della Polizia di Stato nel contrasto a fenomeni particolarmente odiosi, che colpiscono in modo mirato persone anziane e fragili, facendo leva su paura e senso di urgenza.
In occasione di questo arresto, la Polizia di Stato rinnova l’appello a tutta la cittadinanza, in particolare alle persone anziane e ai loro familiari, affinché prestino la massima attenzione.
Si ricorda che:
  • Le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro o gioielli. Nessun appartenente alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri o alla Guardia di Finanza si presenterà mai a casa per riscuotere somme di denaro, cauzioni o risarcimenti danni, né tantomeno qualificandosi per mezzo di immagini digitali che lo rappresentano con l’uniforme di servizio;
  • Attenzione alle telefonate sospette. Se ricevete una chiamata da qualcuno che si qualifica come poliziotto o maresciallo e vi chiede beni materiali per aiutare un parente oppure vi chiede di visionare dei preziosi mantenete la calma e interrompete la comunicazione;
  • Verificate sempre. Non aprite la porta a sconosciuti, anche se muniti di tesserini o divise. In caso di dubbio, contattate immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112 per verificare l’effettiva appartenenza del soggetto alle Forze dell’Ordine;
  • Parlatene in famiglia. Invitiamo figli e nipoti a informare genitori e nonni su queste tecniche di truffa. La prevenzione e l’informazione sono le armi più efficaci per proteggere i nostri cari.

 

UN ALTRO ARRESTO DELLA POLIZIA DI STATO
Nei giorni scorsi a Torino, la Polizia di Stato ha arrestato in flagranza di reato un cittadino italiano di quarantuno anni per furto aggravato in concorso in abitazione ai danni di una persona anziana.
L’operazione, condotta dai poliziotti della Squadra Mobile di Torino, si inserisce nel quadro di una più ampia e mirata attività di contrasto ai reati predatori commessi ai danni delle cosiddette “fasce deboli”.
L’attività info-investigativa ha permesso di individuare l’uomo nei pressi della Stazione di Torino Porta Nuova che con fare sospetto, si spostava continuamente all’interno dell’area fino a quando è salito a bordo di un taxi per raggiungere il quartiere Crocetta.
Una volta giunto in via Vespucci, l’uomo è rimasto in attesa per circa 10 minuti nei pressi di uno stabile; dopo aver citofonato alla vittima, è riuscito ad accedere all’appartamento, per poi uscirne di corsa poco dopo, dirigendosi verso Corso De Gasperi.
Proprio in questa circostanza gli operatori di polizia lo hanno bloccato e dalla perquisizione sono stati rinvenuti 4 anelli d’oro e la somma di denaro contante di 1.100€.
Da successivi accertamenti è emerso che l’anziano era stato contattato telefonicamente da un finto “Capitano dei Carabinieri”, che gli avrebbe riferito dell’arrivo di un suo collega presso la sua abitazione per l’accertamento di vari oggetti preziosi a seguito di una rapina avvenuta in una delle vie centrali di Torino, dove era stato rinvenuto un suo documento.
Nel corso della chiamata, il presunto carabiniere intimava l’anziano a riporre tutti gli oggetti preziosi su di un letto; nel frattempo l’uomo, il quarantunenne, entrava in casa per asportare tutto il materiale richiesto e tentare invano la fuga.
Colto in flagranza di reato, il quarantunenne è stato arrestato e la merce sequestrata riconsegnata al proprietario.
Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari; pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza dell’indagato, sino alla sentenza definitiva.