CRONACA- Pagina 2

Nel 2025 a Torino 40 famiglie sostenute ogni mese nel quartiere Lucento

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Cresce la domanda di aiuto sociale. Nel 2026 l’UCEBI prosegue la rete nazionale di interventi grazie ai fondi dell’8×1000

Dall’esperienza di Torino ai progetti in tutta Italia e nelle aree di crisi internazionale: contrasto alla povertà, sostegno alle donne vittime di violenza, educazione e inclusione sociale sono i quattro ambiti di intervento che l’UCEBI continuerà a sostenere anche nel 2026.

 Crescono nelle città italiane le situazioni di fragilità economica e sociale e aumentano le richieste di sostegno per bisogni primari come il cibo e i beni essenziali. In questo contesto si inserisce l’esperienza realizzata nel 2025 dall’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (UCEBI) nel quartiere Lucento di Torino, dove, grazie ai fondi dell’8×1000, ogni mese circa 40 famiglie hanno ricevuto sostegno alimentare e accompagnamento sociale.

Il progetto Banco Alimentare ha coinvolto circa 20 volontari, impegnati nella raccolta e nella distribuzione di generi alimentari, nell’erogazione di buoni spesa destinati ai nuclei più fragili e nell’accompagnamento delle persone seguite. I beneficiari sono stati soprattutto famiglie numerose, madri sole e nuclei con redditi molto bassi.

Accanto all’aiuto materiale, il progetto ha dato particolare rilievo alla relazione personale, all’ascolto e alla presa in carico delle situazioni di fragilità, confermando un modello di intervento che mette al centro la dignità della persona.

L’esperienza di Torino rappresenta uno dei risultati concreti resi possibili dai fondi dell’8×1000 e si inserisce nella rete nazionale di interventi sociali dell’UCEBI, che proseguirà anche nel 2026 in Italia e all’estero attraverso quattro principali aree di intervento: contrasto alla povertà e distribuzione alimentare, sostegno alle donne vittime di violenza, educazione e inclusione sociale, interventi nelle aree colpite da guerre e crisi umanitarie.

Una rete presente in tutta Italia

L’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia opera attraverso una rete di 117 chiese distribuite sul territorio nazionale, attiva da oltre 160 anni e nella sua forma attuale dal 1956.

Le comunità battiste sono presenti in Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Tra le città in cui sono attivi progetti di solidarietà, educazione e sostegno alle fragilità figurano Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Civitavecchia, Napoli, Caserta, Bari, Altamura, Barletta, Conversano, Cosenza, Palermo, Catania e Cagliari.

Oltre al progetto realizzato a Torino, la rete UCEBI sostiene numerosi interventi sul territorio nazionale.

A Napoli, il progetto “Nuove Povertà” accompagna persone senza dimora attraverso distribuzione di beni essenziali, ascolto e percorsi di inclusione. A Caserta, “Al fianco degli ultimi” garantisce consegne domiciliari di aiuti alimentari alle famiglie più fragili, secondo un modello fondato sulla prossimità e sulla continuità del sostegno. A Roma, il Doposcuola Flora e la Scuola di italiano di Centocelle promuovono attività educative e linguistiche rivolte a minori e adulti stranieri. A Civitavecchia, la Diaconia Carceraria realizza laboratori, percorsi formativi e iniziative di reinserimento sociale dedicate alle persone detenute.

L’impegno nelle crisi internazionali

Grazie ai fondi dell’8×1000, l’UCEBI sostiene anche interventi nelle aree colpite da guerre ed emergenze umanitarie.

Con il progetto “Road to Recovery” vengono accompagnati pazienti palestinesi, in particolare bambini, verso cure mediche specialistiche. In Cisgiordania, “Combatants for Peace” promuove percorsi di dialogo nonviolento tra comunità israeliane e palestinesi. In Libano, durante la crisi del 2024, gli interventi sostenuti dall’UCEBI hanno raggiunto oltre 2.000 persone, attraverso la distribuzione di beni essenziali, 657 kit di prima necessità e un successivo supporto psicologico alle famiglie colpite dal conflitto.

La campagna 8×1000 “Se lo merita!”

I risultati raggiunti in progetti come quello di Torino sono al centro della nuova campagna 8×1000 UCEBI “Se lo merita!”, che racconta come ogni firma possa tradursi in interventi concreti a favore delle persone più fragili.

Dalle famiglie sostenute con gli aiuti alimentari alle persone senza dimora accompagnate nei percorsi di inclusione, dalle donne che ricostruiscono la propria autonomia alle comunità colpite da guerre e crisi umanitarie, la campagna invita a superare stereotipi e pregiudizi nei confronti di chi vive una condizione di fragilità.

Il messaggio è semplice: la solidarietà non nasce dal giudizio, ma dal riconoscimento della dignità della persona. Nessuno dovrebbe dover dimostrare di meritare un aiuto.

Pur contando circa 5.000 membri, l’UCEBI raccoglie ogni anno circa 16.000 firme per l’8×1000, un dato che testimonia una fiducia che va oltre la sola comunità battista. Dal 2008 oltre il 90% delle risorse ricevute viene destinato direttamente ai progetti, con particolare attenzione alla trasparenza e alla rendicontazione.

«I risultati raggiunti nel 2025 dimostrano come i fondi dell’8×1000 possano trasformarsi in interventi concreti a favore delle persone più fragili. L’esperienza di Torino è uno dei tanti progetti che confermano il valore di una presenza costante sul territorio e della capacità di accompagnare le persone non solo nei bisogni materiali, ma anche nella relazione e nell’ascolto. Siamo una piccola comunione di Chiese cristiane che impiega una parte importante dei fondi dell’8×1000 in progetti umanitari, sociali, assistenziali e culturali. Malgrado le nostre dimensioni contenute, sosteniamo interventi di grande valore, soprattutto a favore di realtà e territori che fanno più fatica a intercettare finanziamenti e sponsorizzazioni. Penso ai progetti sanitari in Libano, agli interventi nelle carceri e alle attività che sosteniamo in contesti come lo Zimbabwe», dichiara il Presidente dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia, Sandro Spanu.

«La scelta dell’8×1000 per l’UCEBI si basa su tre elementi: il valore della pluralità religiosa come garanzia della democrazia, la trasparenza nella rendicontazione dei fondi ricevuti dallo Stato e l’attenzione ai soggetti più piccoli e meno visibili, che sentiamo vicini alla nostra stessa identità. Ogni firma rappresenta la possibilità di trasformare la solidarietà in interventi concreti, in Italia e all’estero, a favore di chi vive situazioni di maggiore vulnerabilità», conclude Spanu.

Un impegno che continua nel 2026

Nel 2026 l’UCEBI prosegue il proprio impegno sociale in Italia e all’estero attraverso un modello stabile fondato su prossimità, ascolto e accompagnamento, destinando oltre il 90% delle risorse ricevute ai progetti finanziati con l’8×1000.

Dalla distribuzione alimentare al contrasto della povertà, dal sostegno alle donne vittime di violenza ai percorsi di educazione e inclusione sociale, fino agli interventi nelle aree di crisi internazionale, l’obiettivo rimane quello di trasformare ogni firma in un aiuto concreto per chi attraversa una situazione di fragilità.

Come si definisce un genitore che sopravvive alla morte di un figlio?

Come si definisce un genitore che sopravvive alla morte di un figlio? L’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Piemonte ha presentato un Ordine del giorno per promuovere la diffusione del neologismo Atèfano, che letteralmente significa “colui che è privato del proprio figlio”, o per analogia linguistica “un orfano di figlio”.

L’iniziativa è partita dalla Regione Liguria, che ha accolto la proposta dell’associazione “Rachele Franchelli – Uno Sguardo Senza Confini APS” proprio per colmare un vuoto linguistico e sociale profondissimo: mentre in italiano esistono infatti parole precise per definire chi perde un coniuge (vedovo) o chi perde i genitori (orfano), non esisteva una parola per definire un genitore che perde un figlio.

“Abbiamo voluto dare attenzione ad una categoria colpita da uno dei più grandi dolori che si possano immaginare – ha detto il presidente del Consiglio, Davide Nicco – con un atto concreto che riconosce e dà un nome a quel dolore”.

“Dopo la Liguria, anche l’Assemblea piemontese voterà nelle prossime sedute un atto di indirizzo per diffondere questo neologismo – ha spiegato il vicepresidente del Consiglio Francesco Graglia e primo firmatario dell’Odg – che è stato condiviso da tutte le forze politiche, con l’auspicio che sempre più istituzioni facciano propria questa sensibilità. Dare un nome alle persone che hanno vissuto questo evento traumatico significa renderle visibili, con l’obiettivo finale di garantire loro delle tutele”.

“Sostenere questa iniziativa – ha sottolineato il vicepresidente Domenico Ravetti – significa fare il nostro dovere, che non è solo quello di essere legislatori, ma anche di affrontare temi che servono a metterci in relazione con il mondo che ci circonda”.

“Atèfano non è soltanto un neologismo – sostiene Angelo Vaccarezza, consigliere segretario ed estensore della mozione approvata dal Consiglio regionale della Liguria -. È un vocabolo che racchiude una storia, quella di Rachele Franchelli, morta nel 2024 a soli 16 anni a causa di un tumore cerebrale, e della sua famiglia. Al voto dell’Assemblea regionale ligure, ha fatto seguito quello della Provincia di Savona, di numerosi Comuni del Savonese e del comune di Genova”.

Per Silvia Ravera e Gastone Franchelli, la mamma e il fratello di Rachele “questo progetto nasce dalla consapevolezza che nominare il dolore significa riconoscerlo e dargli dignità, aiutando anche la comunità a comprendere, accogliere e supportare chi come noi vive questa tragedia. Nella ricerca linguistica che abbiamo portato avanti sono stati di grande supporto i contributi di docenti universitari e dell’Accademia della Crusca, che potrà valutare l’inserimento ufficiale del termine nel vocabolario della lingua italiana se si diffonderà nell’uso comune. Mai prima d’ora avevamo avuto il sostegno delle istituzioni e di questo siamo estremamente grati. Adesso però chiediamo di non abbandonarci in questo cammino che sappiamo essere ancora lungo”.

Per Franco Zanet, autore del libro “Noi che non abbiamo nome” e padre di Alessandro, scomparso nel 2016 “è un’iniziativa importante, che riconosce un’identità al nostro vuoto”.

PoliTo primo per comunicazione e occupabilità

Il Politecnico di Torino si conferma tra gli Atenei di riferimento del panorama universitario italiano nel nuovo Rapporto Censis delle Università italiane, distinguendosi in particolare per la qualità della propria comunicazione istituzionale e l’occupabilità.
L’Ateneo raggiunge infatti il punteggio massimo di 110 nell’indicatore Comunicazione, migliorando sensibilmente il risultato della precedente edizione, quando aveva ottenuto 97 punti. Un risultato che colloca il Politecnico di Torino al vertice della classifica nazionale, a pari merito con l’Università di Padova.
L’Ateneo si conferma inoltre al vertice della classifica nazionale, ottenendo il punteggio massimo e mantenendo il valore di 110nell’Occupabilità. Un risultato condiviso con il Politecnico di Milano e il Politecnico di Bari, gli unici Atenei italiani – non solo tra i Politecnici, ma a livello nazionale – a conseguire il massimo punteggio in questo ambito.
Positivi anche i risultati nell’ambito dell’Internazionalizzazionedove il Politecnico di Torino registra un miglioramento di tre punti, raggiungendo quota 104 e collocandosi al secondo posto a livello nazionale (dopo Trento).
“Essere riconosciuti dal Rapporto Censis come primi in Italia per la Comunicazione rappresenta un risultato di grande valore per il nostro Ateneo – dichiara il rettore del Politecnico di Torino, Stefano Paolo Corgnati – Una comunicazione efficace non è soltanto uno strumento per raccontare ciò che facciamo, ma è parte integrante della nostra missione: rendere accessibili la conoscenza, la ricerca e le opportunità offerte dal Politecnico a studentesse, studenti, imprese e cittadini. Questo riconoscimento, insieme al primo posto per l’Occupabilità e agli ottimi risultati ottenuti nell’Internazionalizzazione, testimonia il lavoro quotidiano di tutta la comunità politecnica per costruire un Ateneo sempre più aperto, internazionale e capace di formare professioniste e professionisti pronti ad affrontare le sfide del futuro”.
 

Senso unico alternato sul ponte di Sciolze

Al km 0+800 della Sp 98 di Marentino

Si protrarrà fino a venerdì 24 luglio il senso unico alternato regolato h 24 da impianto semaforico sulla strada Provinciale 98 di Marentino, nel tratto compreso tra il km 0+750 e il km 0+900, nel territorio del Comune di Sciolze. Il senso unico alternato è accompagnato dal limite di velocità a 30 km/h e dal divieto di sorpasso e di sosta per tutti i veicoli. Il provvedimento è stato assunto dalla Direzione Viabilità 2 della Città metropolitana di Torino per consentire la sostituzione dei giunti tampone del nuovo ponte al km 0+800 della Sp 98, che si sono deformati in modo anomalo e che possono creare situazioni di pericolo al transito di veicoli, velocipedi e motocicli. Proprio per garantire la sicurezza della circolazione stradale, in attesa dell’intervento risolutivo della ditta appaltatrice, i tecnici della Città metropolitana hanno fatto posare quattro piastre di acciaio, aventi 3 metri di larghezza e 1,5 metri di altezza, al di sopra dei giunti difettosi.

Motociclista 24enne morta contro lo spartitraffico

In un incidente stradale avvenuto questa mattina  alle 5,30 a Venaria Reale è morta una giovane di 24 anni  che viaggiava a bordo di una moto. I soccorritori del 118 hanno effettuato le manovre rianimatorie   fino al trasporto in ospedale a Torino, ma qui la ragazza è morta.  I carabinieri hanno riscontrato che la ragazza avrebbe perso il controllo della  moto finendo contro lo spartitraffico.

Esplosione via Nizza, sentenza attesa domani

La sentenza della Corte d’Assise di Torino nel processo a carico di Giovanni Zippo, imputato per l’esplosione del 30 giugno 2025 in un condominio di via Nizza, e’ prevista per domani. Quel giorno morì il trentatreenne Jacopo Peretti e altre persone rimasero ferite. La difesa dell’imputato 41enne e’ intervenuta ieri chiedendo l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi e il recupero del rito abbreviato.

Acquisto auto: Aducon denuncia una prassi commerciale scorretta 

E invita i consumatori a verificare il TAEG effettivo

 

Concessionarie e rivenditori offrono ai consumatori la possibilità di acquistare determinati modelli accedendo a dei finanziamenti, pagando così l’autovettura a rate e con condizioni apparentemente vantaggiose.

Abitualmente l’intermediario avanza al cliente una proposta di finanziamento, che prevede contestualmente la sottoscrizione di polizze accessorie (ad esempio, furto e incendio, Kasko, protezione grandine, ecc.). Nonostante tali servizi siano definiti “facoltativi”, si tratta di un meccanismo a cui è quasi impossibile sottrarsi, perché se si vuole approfittare delle promozioni e acquistare un’auto ad un prezzo vantaggioso, è di fatto obbligatorio ricorrere al finanziamento e sottoscrivere le polizze accessorie ad esso abbinate, che peraltro presentano un’alta redditività per l’intermediario. L’acquirente viene così a trovarsi “imprigionato” in uno schema contrattuale che favorisce unicamente il concessionario e la finanziaria, senza riuscire a calcolare gli interessi reali che dovrà effettivamente pagare, né a conoscere con precisione il metodo di ammortamento applicato.

E questo succede perché il TAEG (tasso annuo effettivo globale) viene spesso calcolato solo sull’importo del veicolo e non conteggiando i costi delle polizze. Se così fosse, il “tasso soglia” verrebbe frequentemente superato, configurando l’ipotesi di usura (e in caso di accertamento giudiziale dell’usura, gli interessi non sono dovuti e quelli già versati devono essere restituiti).

È quanto è successo alla signora F.V., residente a Torino, che nel settembre del 2022 ha sottoscritto un contratto di finanziamento di 23.164,99 euro (91 rate) per l’acquisto di un veicolo, a fronte di un importo totale di circa 40mila euro. Contestualmente, la signora F.V. ha sottoscritto quattro polizze accessorie per un costo complessivo di 8.823,99 euro.

Il contratto di finanziamento prevedeva un TAEG del 13,35%, ma includendo il costo delle polizze, nonché le spese di istruttoria e le spese di incasso, ecco che il TEG (tasso effettivo globale) effettivo risulta pari al 27,44%, come calcolato dalla perizia tecnica effettuata dalla Outliers. 

La legge (108/1996) stabilisce espressamente che per determinare se un tasso di interesse è  “usuraio”, perché sopra soglia, occorre tenere conto di tutte le commissioni e remunerazioni a qualsiasi titolo, nonché delle spese.

Commenta Alessandro Di Benedettopresidente ADUCON Piemonte: «Siamo di fronte a una giungla finanziaria che si ripete con preoccupante sistematicità ai danni di migliaia di cittadini che acquistano un’autovettura. Come ADUCON stiamo esaminando una mole impressionante di contratti di finanziamento di acquisto auto, che presentano anomalie gravi e ricorrenti, tanto da far ipotizzare una prassi commerciale consolidata e del tutto scorretta da parte di diverse finanziarie e intermediari. Il meccanismo è quasi sempre lo stesso: il consumatore viene attratto da un prezzo d’acquisto dell’auto agevolato ma solo a condizione di sottoscrivere un finanziamento. Da quel momento in poi, il costo reale del credito decolla artificialmente attraverso costi nascosti e tassi usurai. ADUCON dice basta a questo sistema che abusa della buona fede dei risparmiatori. Abbiamo già avviato diverse azioni legali per chiedere il ricalcolo e la “purificazione” di questi contratti da ogni interesse usurario e indebito, applicando la sanzione della gratuità del prestito ove previsto. Invitiamo tutti i consumatori che hanno sottoscritto finanziamenti auto a sottoporre i propri contratti alle nostre sedi per una verifica tecnica immediata. Non esiteremo a portare la questione davanti alle autorità di vigilanza e nelle sedi giudiziarie per scardinare questo sistema».

Aducon offre ai propri iscritti una pre-perizia gratuita e l’invio della diffida alla società finanziaria. In assenza di un riscontro positivo, è possibile procedere per vie legali.

Per contattare Aducon è sufficiente inviare un messaggio whatsapp al numero 3936647324 per essere richiamati e fissare un appuntamento.

Aducon Associazione Diritti Utenti Consumatori

Via San Vincenzo 5, Moncalieri (Torino)

Te. 011/6279720 – info@aducon.it

Anpas, assistenza all’Allianz Stadium

IL 95,5% DEGLI INTERVENTI SANITARI RISOLTO SUL POSTO

L’assistenza sanitaria garantita da Anpas Piemonte durante i sette grandi eventi musicali di giugno conferma il valore strategico del volontariato organizzato per la sicurezza della collettività e il supporto al Servizio sanitario regionale.

Sette grandi eventi musicali, quasi 300 mila spettatori e un dispositivo sanitario capace di garantire assistenza tempestiva, sicurezza e un concreto contributo all’alleggerimento dei Pronto soccorso. È il bilancio dell’attività svolta nel mese di giugno da Anpas Comitato Regionale Piemonte in occasione dei concerti ospitati all’Allianz Stadium di Torino.

La rete delle Pubbliche Assistenze Anpas ha assicurato la copertura sanitaria di sette eventi, tutelando circa 298.000 spettatori grazie all’impiego di 130 presenze associative889 presenze volontarie e 6.885 ore di servizio, con un dispositivo composto da 68 ambulanze17 Posti Medici Avanzati47 medici96 infermieri71 coordinatori dei volontari7 coordinatori sanitari e 9 mezzi logistici. Complessivamente sono stati distribuiti 4.310 litri d’acqua al personale impegnato nei servizi e 850 pasti.

Nel corso delle manifestazioni sono state assistite 268 persone. Di queste, 256, pari al 95,5%, sono state valutate, trattate e dimesse direttamente all’interno del dispositivo sanitario dell’evento, mentre soltanto 12 hanno richiesto il trasporto in ospedale. Oltre 21 pazienti sono stati completamente gestiti sul posto per ogni persona trasportata in Pronto soccorso, a conferma dell’elevata capacità del sistema di intercettare e risolvere i bisogni assistenziali senza gravare sulla rete ospedaliera.

L’intensità assistenziale registrata è stata pari a 0,90 interventi ogni mille spettatori. La quasi totalità degli interventi ha riguardato situazioni a bassa o media complessità: 110 codici bianchi, 148 codici verdi e 10 codici gialli, senza alcun codice rosso. Sono stati assistiti 181 pazienti nei Posti Medici Avanzati e 87 negli ambulatori sanitari allestiti all’interno dell’evento.

L’organizzazione di un presidio sanitario avanzato durante manifestazioni con un’elevata concentrazione di pubblico si conferma uno strumento fondamentale di prevenzione e di supporto al sistema sanitario. La possibilità di effettuare valutazioni cliniche, trattamenti e dimissioni direttamente sul posto riduce infatti il ricorso improprio ai Pronto soccorso, preservando risorse sanitarie e garantendo una maggiore disponibilità di personale, posti letto e servizi diagnostici per le emergenze più gravi. Il dispositivo contribuisce inoltre a diminuire i tempi di attesa, favorisce un utilizzo più appropriato della rete dell’emergenza-urgenza e rafforza la resilienza complessiva del sistema sanitario durante eventi ad alta affluenza.

La valorizzazione dell’attività svolta evidenzia anche il significativo contributo economico e sociale generato dal volontariato organizzato. Le 6.885 ore di servizio prestate gratuitamente rappresentano un valore convenzionale di 137.700 euro. A questo si aggiunge una stima di 61.440 euro quale valore economico potenziale delle prestazioni ospedaliere evitate grazie alla gestione sul posto dei pazienti, oltre a 53.976 euro riconducibili alle risorse organizzative, ai mezzi di soccorso, alle strutture sanitarie temporanee, alle attrezzature, alla formazione e al coordinamento operativo. Complessivamente, il valore economico-sociale generato dall’assistenza sanitaria ai concerti è prudenzialmente stimabile in 253.116 euro.

Fondamentale il ruolo svolto dall’associazione Anpas Croce Verde Torino, che ha curato il coordinamento operativo e il supporto logistico dell’intero dispositivo, mettendo a disposizione mezzi speciali, Posti Medici Avanzati completi di tende e dotazioni sanitarie, un ponte radio dedicato alle comunicazioni operative e ulteriori attrezzature specialistiche indispensabili per l’allestimento e il funzionamento dell’assistenza sanitaria durante tutti gli eventi.

L’attività è stata resa possibile grazie all’impegno congiunto di 29 Pubbliche Assistenze Anpas del PiemonteAmbulanza del VerganteCroce Bianca Acqui TermeCroce Bianca OrbassanoCroce Bianca RivaltaCroce Giallo Azzurra TorinoCroce Giallo Azzurra VolveraCroce Verde AlessandriaCroce Verde ArquateseCroce Verde AstiCroce Verde Bagnolo PiemonteCroce Verde BricherasioCroce Verde Castagnole delle LanzeCroce Verde CollegnoCroce Verde CumianaCroce Verde NoneCroce Verde OvadeseCroce Verde PineroloCroce Verde RivoliCroce Verde TorinoCroce Verde VillastelloneCroce Verde VillaverniaCroce Verde Vinovo Candiolo PiobesiGres SizzanoGruppo Volontari del Soccorso Sud Canavese di CalusoGruppo Volontari del Soccorso ClavesanaGruppo Volontari del Soccorso Cusio Sud OvestGruppo Volontari del Soccorso SanthiàIvrea Soccorso e Volontari del Soccorso Ornavasso.

Vincenzo Sciortino: presidente di Anpas Piemonte: «L’assistenza sanitaria ai grandi eventi rappresenta oggi una componente essenziale della sicurezza pubblica e della capacità di risposta del sistema sanitario. I dati di questi sette concerti dimostrano come un’organizzazione strutturata consenta di garantire assistenza tempestiva ai cittadini e, allo stesso tempo, di ridurre significativamente il ricorso ai Pronto soccorso, preservandone le risorse per le situazioni più complesse. Questo risultato nasce dalla forza della rete Anpas Piemonte, dalla professionalità e dalla disponibilità delle 29 Pubbliche Assistenze coinvolte e da un modello organizzativo che integra volontariato, coordinamento e logistica in un unico dispositivo operativo. In questo contesto, la Croce Verde Torino ha assicurato il coordinamento operativo e il supporto logistico dell’intero sistema, contribuendo alla realizzazione di un dispositivo sanitario efficiente e perfettamente integrato.

Desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento a tutte le volontarie e a tutti i volontari, ai coordinatori, ai professionisti sanitari e alle Pubbliche Assistenze che hanno partecipato a questo importante servizio. Ancora una volta Anpas Piemonte dimostra che il volontariato organizzato è una risorsa strategica per la sicurezza della collettività e un partner affidabile del Servizio sanitario regionale, capace di affrontare con competenza, organizzazione e spirito di servizio eventi di straordinaria complessità».

Luca Rittatore, direttore dei servizi Croce Verde Torino: «Da anni Croce Verde Torino collabora con Anpas Piemonte in occasione delle assistenze sanitarie alle partite domestiche di Juventus Fc presso Allianz Stadium. Questi eventi concertistici presso la struttura rappresentavano tuttavia una nuova importante sfida alla quale oggi possiamo guardare con grande orgoglio grazie alla capacità della rete associativa di coniugare la conoscenza dell’impianto con l’esperienza ormai decennale di assistenza a eventi live di medie e grandi dimensioni. La combinazione di questi due fattori, congiunta alla lucidità di programmazione e di iniziativa nell’affrontare le complessità specifiche del sito, ha permesso di ottenere questi risultati. Il mio ringraziamento va all’incredibile lavoro svolto dallo staff di direzione dedicato ai grandi eventi, all’ufficio autoparco di Croce Verde Torino con cui abbiamo strutturato modelli logistici in grado di fornire soluzioni tempestive ed efficaci alle necessità, e a tutti i volontari che hanno permesso la realizzazione delle assistenze, sia di Croce Verde Torino, quanto delle tante consorelle che hanno risposto con entusiasmo alla chiamata, indispensabili per garantire il raggiungimento delle risorse previste dai piani tecnico-sanitari e, altrettanto e più, per assicurare la copertura sanitaria delle fasi di allestimento».

L’assistenza sanitaria ai grandi eventi rappresenta oggi una componente essenziale della sicurezza pubblica. Oltre a garantire una risposta immediata ai bisogni sanitari degli spettatori, il sistema delle Pubbliche Assistenze costituisce una risorsa strategica per la tutela della salute collettiva, capace di prevenire, intercettare e risolvere bisogni di salute direttamente sul luogo dell’evento, contribuendo in modo concreto alla sostenibilità del Servizio sanitario regionale e alla sicurezza di centinaia di migliaia di cittadini.

L’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze – Comitato Regionale Piemonte Odv rappresenta oggi una delle più importanti realtà del volontariato sanitario italiano. La rete è composta da 81 associazioni e 17 sezioni distaccate, con il coinvolgimento di 11.066 volontari, 5.069 soci e 796 dipendenti.

Anpas Piemonte dispone di una flotta costituita da 469 autoambulanze, 274 mezzi per il trasporto di persone con disabilità, 248 automezzi destinati al trasporto persone e alle attività di protezione civile, oltre a due imbarcazioni. Ogni anno vengono effettuati oltre 602 mila servizi, di cui più di 207 mila nell’ambito dell’emergenza-urgenza 118, per un totale di oltre 20 milioni di chilometri percorsi.

Il giuramento dei nuovi capitreno

Questo pomeriggio, nella Sala Carpanini di Palazzo di Città di Torino, 12 nuovi capitreno hanno prestato giuramento alla presenza di Chiara Foglietta, Assessora ai Trasporti e alla viabilità del Comune di Torino, di Marco Gabusi, assessore ai Trasporti della Regione Piemonte e Giuseppe Falbo, Direttore Regionale Piemonte di Trenitalia.

La procedura di giuramento è prevista per assumere il ruolo di Pubblico Ufficiale che i neo-capitreno rivestiranno nella loro attività lavorativa.

Hanno giurato 8 ragazze e 4 ragazzi, tra i 21 ed i 30 anni, selezionati tra migliaia di candidature dopo un accurato scouting aziendale.

I ragazzi selezionati hanno seguito un lungo percorso formativo sia in aula che a bordo treno, concluso oggi con la cerimonia di giramento. Tra pochi giorni inizieranno ufficialmente la loro carriera a bordo dei treni regionali piemontesi.

Un percorso ricco di elementi teorici e pratici nel quale sono stati trattati con particolare attenzione i temi della sicurezza, dell’accoglienza e dell’informazione ai passeggeri. Durante la formazione pratica i giovani sono stati affiancati da colleghi più esperti dai quali poter apprendere gli aspetti più concreti del mestiere.

I capitreno sono il punto di riferimento essenziale per i viaggiatori sia a bordo treno che a terra. Accolgono, orientano e informano le persone fornendo indicazioni e verificano i titoli di viaggio dei passeggeri provvedendo, se necessario, alla loro regolarizzazione. Il capotreno, nello svolgimento delle proprie mansioni, assume il ruolo di Pubblico Ufficiale sorvegliando la sicurezza e la regolarità della circolazione del treno di cui è responsabile.

Le assunzioni della Direzione Regionale Piemonte di Trenitalia negli ultimi tre anni sono state di 209 capitreno e di 156 macchinisti.

Un processo di ricambio generazionale che rappresenta un’opportunità di lavoro per i giovani del territorio e va di pari passo con il progressivo rinnovo della flotta del Regionale – con 65 treni di ultima generazione in circolazione – che proseguirà quest’anno con l’arrivo di nuovi convogli in linea con quanto stabilito dai Contratti del Servizio Ferroviario Metropolitano e Regionale con la Regione Piemonte e l’Agenzia per la Mobilità.

Piemonte, beni sequestrati e confiscati alle mafie: accordo siglato a Roma

Sottoscritto oggi al Viminale, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario Wanda Ferro, un accordo tra la Regione Piemonte e l’Agenzia nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc).

Firmatari dell’accordo il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il direttore dell’Anbsc, Maria Rosaria Laganà, presente anche il vicepresidente della Regione con delega al Contrasto alle mafie Maurizio Marrone.
L’accordo rappresenta un passo concreto verso una gestione sempre più coordinata, rapida ed efficace dei beni confiscati alla criminalità organizzata presenti sul territorio piemontese. L’obiettivo condiviso è quello di favorirne il recupero, la valorizzazione e il riutilizzo per finalità sociali, istituzionali e di pubblica utilità, restituendo alla comunità il patrimonio sottratto alle mafie.
Al 31 dicembre 2025, in Piemonte risultano censiti 1.466 beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, di cui 548 già destinati e 918 ancora in gestione dell’Anbsc. I numeri evidenziano la rilevanza del patrimonio confiscato nella regione e la necessità di rafforzare gli strumenti di collaborazione istituzionale per accelerarne la destinazione e il riutilizzo. Il recupero dei beni confiscati alle mafie può infatti generare nuove opportunità di lavoro e sviluppo sociale, servizi pubblici, inclusione, sostegno alle fasce più fragili della popolazione e interventi di rigenerazione urbana.
L’intesa permette la costruzione di una governance stabile tra Regione Piemonte, Anbsc ed Enti locali, finalizzata a superare gli ostacoli procedurali, velocizzare i processi di destinazione dei beni e sostenere concretamente i Comuni nella loro valorizzazione. Attraverso la condivisione delle informazioni e il coordinamento operativo sarà così possibile individuare più rapidamente le soluzioni più efficaci per il recupero e il riutilizzo degli immobili confiscati.
Attualmente la Regione Piemonte, grazie all’azione dell’Assessorato per il contrasto alle Mafie, è in prima fila nel sostenere i Comuni assegnatari dei beni confiscati, attraverso i bandi regionali che promuovono il recupero e il riutilizzo. La collaborazione con Anbsc consentirà di integrare le competenze regionali con quelle dell’Agenzia nazionale, creando un modello virtuoso di intervento sul territorio.
La collaborazione tra Regione Piemonte e Anbsc punta infine anche a diffondere la cultura della legalità attraverso iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte agli Enti locali e alla cittadinanza.
“Il grande significato di questo accordo è che non è soltanto un documento di intenti, ma si traduce in un’azione concreta che ci permette di facilitare i rapporti e di arrivare più facilmente alla conclusione dei percorsi che consentono di restituire alla comunità un bene confiscato e far vedere che lo Stato c’è e che lo Stato vince – dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l’assessore Maurizio Marrone – Come Piemonte lo affianchiamo a un altro protocollo, che abbiamo sottoscritto insieme alla Prefettura di Torino e alla Procura Generale del Piemonte per sostenere la figura del testimone di giustizia. Due accordi che ci consentono di dire, di aver compiuto un passo in più a favore della legge e della legalità ed è importante farlo a pochi giorni dall’anniversario della strage di via d’Amelio e nel ricordo di Paolo Borsellino che, insieme a Giovanni Falcone e tanti altri, ha pagato con la vita la lotta alla mafia”.