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Nuovi danni all’Asl Città di Torino

«Esprimiamo la più ferma condanna per quanto avvenuto nella sede dell’ASL Città di Torino. Introdursi negli uffici di un’azienda sanitaria, mettere a soqquadro i locali e danneggiare spazi pubblici rappresenta un gesto grave e inaccettabile». Lo dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi in merito all’irruzione avvenuta negli uffici dell’azienda sanitaria torinese. «Si tratta di un episodio che colpisce un’istituzione pubblica e il lavoro quotidiano di professionisti e dipendenti che operano al servizio dei cittadini. A loro va la nostra piena solidarietà».

«Ci auguriamo – proseguono Cirio e Riboldi – che le Forze dell’Ordine e la Magistratura possano individuare rapidamente i responsabili di questo gesto e che nei loro confronti siano adottati tutti i provvedimenti previsti dalla legge».

21 marzo, Giornata Mondiale della Sindrome di Down

CEPIM – Torino festeggia i suoi quasi cinquant’anni con una giornata aperta alla città

In occasione della Giornata Mondiale della Sindrome di Down, CEPIM-Torino Centro Persone con Sindrome di Down ODV, promuove un’iniziativa di particolare significato per l’associazione e per la collettività. L’evento dal titolo “Da ciò che siamo a ciò che possiamo diventare” è una giornata d’incontro che segna l’avvio di una nuova fase di riapertura e coinvolgimento della comunità. La sala Atlas di Combo Torino, in corso Regina Margherita 128, dalle 8.30 alle 13, ospiterà una mattinata di incontri e testimonianze condivise, con la partecipazione di persone con Sindrome di Down, famiglie, volontari, scuole, realtà sportive e lavorative, professionisti e istituzioni. L’incontro seminariale intende valorizzare l’impatto sociale generato dall’associazione, rafforzando la collaborazione con le realtà locali. La partecipazione è su iscrizione fino a esaurimento posti. La giornata proseguirà alle ore 21 con lo spettacolo teatrale “Mezzogiorno di fuoco a RiverTown”, portato in scena dalla compagnia ARTONAUTI di CEPIM-Torino, presso il teatro Don Bosco di Cascine Vica, in via Stupinigi 1.

La compagnia è composta da persone con Sindrome di Down e volontari, unisce talenti differenti per creare performance autentiche e inclusive, in cui ciascuno contribuisce con la propria unicità. Il teatro diventa così strumento educativo e di sensibilizzazione, capace di dare voce ai ragazzi e coinvolgere il pubblico sui temi dell’identità, della relazione e della dignità della persona; non solo un racconto, ma un invito concreto a partecipare e prendersi cura del futuro della comunità, occasione con cui l’associazione rinnova il proprio impegno  nel promuovere inclusione, autonomia e diritti.

Info e prenotazioni al numero 011 3090158 – oppure scrivendo a cepim@cepim-torino.it

“Questa giornata non è solo una celebrazione, ma un’occasione per raccontare un percorso costruito su cinquant’anni di impegno accanto a persone con Sindrome di Down e le loro famiglie – spiega Mirella Flecchia, presidente di CEPIM – Torino – guardiamo al futuro con la convinzione che inclusione e autonomia non siano obiettivi astratti, ma diritti concreti che prendono forma ogni giorno insieme alla comunità. ‘Da ciò che siamo a ciò che possiamo diventare’ esprime il nostro impegno: non fermarsi ai limiti, ma agire quotidianamente per ampliare le opportunità di autonomia, lavoro e partecipazione. Questa giornata è un invito rivolto a tutti per fare un passo insieme a noi”.

Gian Giacomo Della Porta

Manutenzione e assistenza tecnica al Plana di Torino

Giovedì 12 marzo la consigliera delegata all’istruzione della Città metropolitana di Torino, Caterina Greco, insieme al vicesindaco della Città metropolitana Jacopo Suppo, ha visitato l’Istituto di Istruzione Superiore Giovanni Plana di Torino, in piazza Generale di Robilant, accolti dal Dirigente Scolastico Enrico Baccaglini, da alcuni studenti rappresentanti in Consiglio di Istituto e dal personale della scuola per un sopralluogo dedicato alla verifica degli interventi realizzati sull’edificio e a quelli programmati per il miglioramento degli spazi scolastici.

L’Istituto Plana conta circa mille studenti distribuiti in 42 classi nella sede centrale e in 6 classi presso la sede coordinata di istruzione per adulti attiva alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”.Gli indirizzi proposti comprendono il liceo scientifico opzione scienze applicate, l’istruzione professionale per le arti ausiliarie delle professioni sanitarie – nei percorsi di odontotecnico e ottico – e il settore manutenzione e assistenza tecnica.

Negli ultimi anni l’edificio ha beneficiato di importanti interventi di manutenzione straordinaria, tra cui lavori di messa in sicurezza dei solai, ripristino e tinteggiatura di aule e spazi comuni e della palestra, con l’obiettivo di garantire sicurezza, funzionalità ed efficienza energetica per un importo complessivo di 800 mila euro finanziati con fondi Regione Piemonte.

Altri interventi, già programmati, prevedono il rifacimento dei blocchi WC e il completamento delle decorazioni interne, per rendere gli spazi sempre più confortevoli e accoglienti per studenti e personale scolastico.

L’incontro è stato anche l’occasione per conoscere da vicino l’indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica con qualifiche regionali di operatore meccanico e operatore elettrico, un percorso formativo che rappresenta una delle esperienze più originali dell’istituto e che valorizza la forte vocazione tecnico-scientifica della scuola, collegando la formazione degli studenti con competenze professionali richieste dal mondo del lavoro.

L’Istituto collabora inoltre con la Città metropolitana di Torino, con alcune classi scelte, anche su progetti educativi e di inclusione rivolti agli studenti. Tra questi le iniziative Nuove F-orme e COESI, che promuovono percorsi di partecipazione, cittadinanza attiva e attenzione al benessere della comunità scolastica. Nell’ambito delle attività dedicate all’inclusione e alla didattica esperienziale è stato inoltre realizzato nell’area esterna dell’istituto un orto didattico, realizzato con il supporto di un tecnico agronomo della Città metropolitana di Torino.

“Il lavoro sulle scuole non riguarda solo la manutenzione degli edifici, ma anche la qualità dell’esperienza educativa”, ha sottolineato il vicesindaco Jacopo Suppo. “Progetti come quello del manutentore di ascensori dimostrano quanto sia importante rafforzare il legame tra formazione tecnica e realtà produttive”.

“L’Istituto Plana rappresenta una realtà importante per il territorio, capace di coniugare una solida preparazione scientifica e tecnica con una forte attenzione alla dimensione laboratoriale e professionale”, ha aggiunto la consigliera delegata all’istruzione Caterina Greco.

La Biennale della Legalità: Alpignano, Caselette, Almese e una puntata a Torino

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Si torna a celebrare la “Biennale”, in concomitanza con la “Marcia Nazionale” promossa da “Libera”

Dal 18 al 22 marzo

Alpignano (Torino)

Sono tanti i nomi “celebri” – celebri in quanto carichi di memoria, di storie famigliari custodi di valori morali apertamente dichiarati fino al sacrificio della vita, in nome della Giustizia, della Legalità e della Lotta, coraggiosa ed esemplare, contro la criminalità, l’arroganza e i soprusi di tutte le mafie – che troviamo nel lungo elenco degli ospiti partecipanti alla seconda edizione della “Biennale della Legalità”, organizzata dall’“Associazione Calabresi per la Legalità ODV”, con sede a Caselette e in programma da mercoledì 18 a domenica 22 marzo prossimi. Cinque date scelte non a caso, in modo di “andare in scena” negli stessi giorni in cui Torino ospiterà, sabato 21 marzo, la “Marcia Nazionale” per la XXXI “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” (Giornata istituita nel ’96 in Campidoglio a Roma e celebrata ogni anno il primo giorno di primavera) promossa da “Libera” di don Ciotti, con lo slogan “Fame di verità e giustizia”.

Il Festival, come nella prima edizione, è gratuito e diffuso, animando i Comuni di Alpignano (Scala della Legalità, Opificio Cruto, Audido, Scuola Tallone e la Casa della Legalità Lea Garofalo, un bene confiscato alla mafia e restituito alla collettività nel maggio 2025), Caselette (Sala 150 e Scala della Legalità) ed Almese (Teatro Magnetto). Previsti anche appuntamenti nelle scuole (Liceo Berti di Torino e scuole di Almese).

Sottolinea Pasquale Lo Tufo, presidente dell’“Associazione Calabresi per la Legalità”: “Siamo orgogliosi di presentare la seconda edizione della ‘Biennale’, un progetto che nasce dalla profonda convinzione che la memoria non debba essere solo una ricorrenza, ma un esercizio quotidiano di cittadinanza attiva …  Il nostro obiettivo è coinvolgere le istituzioni e i cittadini in un percorso condiviso dove la legalità diventi il fondamento della nostra comunità”. E aggiunge: “La ‘Biennale della Legalità 2026’ rappresenta un momento cruciale di incontro tra la storia delle vittime di mafia e il pubblico. Grazie alla collaborazione con i comuni di Alpignano, Caselette e Almese, abbiamo costruito un programma che parla di diritti, verità e impegno sociale, portando le storie di coraggio direttamente nelle scuole e nelle piazze”. Nutrito, si diceva, il numero degli ospiti illustri. Tra loro Franco La Torre, figlio di Pio, storico segretario del “PCI” siciliano e, da parlamentare, ideatore della legge “Rognoni-La Torre” (che introdusse il reato di “associazione mafiosa” e la “confisca dei beni” ai boss), ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982Luisa Impastato, nipote di Peppino, il fondatore di “Radio Aut”, assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978. E ancora, Marisa Garofalo, sorella di Lea, una donna che seppe ribellarsi alla cultura patriarcale e oppressiva della ‘ndrangheta e fu vittima di “femminicidio” nel 2009. Per finire, ma solo per citarne alcuni, con Angelo Rizzotto, nipote di Placido, sindacalista, politico e partigiano, simbolo del riscatto dei contadini siciliani nel dopoguerra, rapito, massacrato di botte e gettato in un crepaccio il 10 marzo 1948. Di particolare interesse sarà anche, giovedì 19 marzo (ore 18), nella “Sala 150” della “Biblioteca” di Caselette, l’incontro con il reporter Antonio Vassallo, primo fotografo ad arrivare a Capaci, dopo la strage (23 maggio 1992), in cui “Cosa nostra” uccise il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito SchifaniRocco Dicillo ed Antonio Montinaro.

Il via, dunque, mercoledì 18 marzo (ore 18), con l’inaugurazione alla Casa della Legalità “Lea Garofalo” di Alpignano (via Venaria, 18) della mostra “Peppino Impastato. Ricordare per continuare”. In chiusura del Festival, domenica 22 marzo (ore 17), sempre ad Alpignano, nella sede dell’Associazione “Audido” ( via Pianezza, 36), presentazione del libro “Sulle orme dei veri eroi” del docente e attivista calabrese, trapiantato a Brescia, Mario Bruno Belsito“operaio dell’antimafia” come lui stesso ama definirsi.

Momenti clou, anche le commemorazioni alle “Scale della Legalità” (riportanti ai lati 21 formelle di terracotta in memoria delle “vittime di mafia”) di Caselette (venerdì 20 marzo, ore 9) e di Alpignano (venerdì 20 marzo, ore 11), con la partecipazione del senatore Giuseppe Lumia, tra gli autori del “Codice Antimafia”.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per ulteriori info e programma nel dettaglio“Associazione Calabresi per la Legalità ODV”, Caselette (Torino), via Alpignano, 88; tel. 339/1929796 o info@calabresialpignano.it

Gianni Milani

Nelle foto: Marisa Garofalo con Pasquale Lo Tufo; Luisa Impastato; Antonio Vassallo; “Scala della Legalità” a Caselette

Consegnata la maxi talpa degli scavi Tav

E’ stata consegnata la prima delle due grandi frese destinate al lato italiano del tunnel di base del Moncenisio, elemento fondamentale della futura linea ferroviaria Torino-Lione. La cerimonia ieri nello stabilimento della Herrenknecht in Germania, dove è stata costruita per il consorzio UXT, formato da Itinera, Ghella e Spie Batignolles.

Lo comunica TELT, la società responsabile della realizzazione dell’opera. La macchina sarà ora trasferita al cantiere di Chiomonte, in Val di Susa. Qui inizierà lo scavo della seconda discenderia, poi proseguirà con la realizzazione della galleria sud del tunnel di base. I lavori sono già partiti dal lato francese, avanzando sotto la montagna fino a Susa.

Nei prossimi anni in totale entreranno in funzione sette frese, che realizzeranno circa il 75% degli scavi del tunnel di base sia sul territorio italiano sia su quello francese. Il tunnel rappresenta uno dei progetti chiave della nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione.

Nuovo volo per Palermo con Wizz Air

Wizz Air, la seconda compagnia aerea del paese per quota di mercato, ha celebrato oggi aTorino insieme a Torino Airport, il traguardo dei 3 milioni di passeggeri trasportati dallo scalo piemontese dall’avvio delle operazioni nel 2014. Dal primo volo Torino-Bucarest operato nel 2014, Wizz Air è cresciuta esponenzialmente nel capoluogo, merito della solidità della partnership con la gestione aeroportuale e dell’efficacia di un modello operativo capace di intercettare sia la domanda leisure che quella business.

L’evento è stato anche l’occasione per presentare la strategia di espansione della compagnia e confermare il ruolo di primo piano di Torino nei piani di sviluppo del network nazionale. Il piano operativo per il 2026 prevede un potenziamento strutturale dell’offerta senza precedenti: la compagnia metterà in vendita oltre 955mila posti, segnando un incremento del +97% rispetto alla capacità offerta nel 2025.

Il principale motore di questa espansione sarà la stagione Summer 2026, durante la quale l’offerta salirà a 618mila posti, con un incremento del 122% rispetto all’estate precedente. Il network della stagione estiva da Torino oggi conta 8 rotte totali verso 6 Paesi, bilanciando destinazioni internazionali strategiche e collegamenti domestici ad alta frequenza.

Da un lato viene consolidato ulteriormente il focus sull’Est Europa, a partire dalle due novità della stagione estiva Budapest e Chisinau (che proseguono dopo l’avvio avvenuto nella stagione Winter 2025) a cui si sommanoTirana e i due scali di Bucarest Otopeni e Bucarest Baneasa; dall’altro viene rafforzato l’asse con il Regno Unito tramite la rotta per Londra Luton al via dal 13 giugno 2026con tre frequenze settimanali (martedì, giovedì e sabato). Si rafforza anche il segmento domestico con il potenziamento della connettività con il Sud Italia attraverso i collegamenti per Catania e per Palermo, quest’ultimo operativo dal 4 maggio 2026 con frequenza giornaliera:una rotta strategica che accorcia le distanze tra il polo industriale piemontese e il cuore del Mediterraneo, garantendo una connettività costante per il traffico business e leisure.

Sciatore inglese salvato dalla rete ospedaliera di AslTo3

Grazie alla tempestività dell’intervento, rimosso un mielolipoma di 30 centimetri

Una vacanza sulla neve in Val di Susa si è trasformata all’improvviso in un’emergenza sanitaria per uno sciatore inglese di 67 anni, colpito da una grave emorragia interna. A salvarlo è stata la rapidità della rete ospedaliera dell’AslTo3: prima il Pronto soccorso dell’ospedale di Susa, poi l’intervento urgente al DEA di Rivoli, dove Radiologia interventistica e Urologia hanno lavorato in sequenza per fermare il sanguinamento e rimuovere la massa responsabile dell’emorragia, senza danneggiare il rene.

L’uomo si è presentato nella notte del 10 febbraio al Pronto soccorso dell’ospedale di Susa, diretto da Walter Brancaleoni, con un forte dolore al fianco sinistro, comparso all’improvviso dopo cena. Gli accertamenti eseguiti immediatamente dai medici hanno evidenziato una voluminosa massa surrenale con sanguinamento in corso, una situazione potenzialmente molto grave che richiedeva un intervento tempestivo.

Dopo i primi esami e il consulto specialistico, il paziente è stato trasferito rapidamente al DEA dell’ospedale di Rivoli, diretto da Paola Molino, dove la diagnostica ha confermato la presenza di un’emorragia attiva causata da un grosso mielolipoma del surrene di circa 30 centimetri, un tumore benigno ma molto vascolarizzato che si era rotto provocando una perdita di sangue importante.

Il primo tentativo di fermare l’emorragia è stato eseguito nel reparto di Radiologia guidato da Marco Busso, con una procedura mini-invasiva di embolizzazione dei vasi sanguinanti. Quando questa strategia non è risultata sufficiente, si è deciso di procedere immediatamente con la chirurgia.

«Il nostro primo obiettivo è stato quello di tentare una soluzione mini-invasiva – aggiunge Serena Tettoni referente della Radiologia interventistica dell’AslTo3 – Quando abbiamo capito che, data la complessità della massa la procedura non sarebbe stata conclusiva, il paziente è stato immediatamente indirizzato alla chirurgia, garantendo continuità e rapidità nel percorso di cura».

L’intervento d’urgenza è stato eseguito dall’equipe di Urologia diretta da Salvatore Stancati, che ha rimosso la massa e controllato i focolai di sanguinamento retroperitoneali, riuscendo a risolvere una situazione ad alto rischio, eccezionalmente senza danneggiare il rene omolaterale.

«Si trattava di una massa molto grande e sanguinante – spiega Salvatore Stancati, direttore della Urologia di Rivoli – L’intervento è stato eccezionale: abbiamo rimosso completamente la massa del surrene senza danneggiare il rene sottostante. La rapidità e il lavoro di squadra tra radiologia, chirurgia e terapia intensiva hanno permesso di salvare il paziente».

Dopo un breve monitoraggio in terapia intensiva e alcuni giorni di degenza in reparto, il paziente si è ristabilito ed è stato dimesso in buone condizioni.

«Questa vicenda dimostra quanto sia importante la rete tra i nostri ospedali e tra le diverse specialità – sottolinea Giovanni La Valle, direttore generale dell’AslTo3 – Il rapido intervento del Pronto soccorso di Susa, il trasferimento immediato a Rivoli e il lavoro integrato delle equipe hanno consentito di gestire con efficacia una situazione molto delicata. La nostra sanità dell’emergenza è al servizio dei cittadini che vivono sul territorio, ma anche delle migliaia di turisti che ogni inverno frequentano le stazioni sciistiche della Val di Susa, e che possono contare su strutture e professionisti di alto livello».

«La vicenda di questo sciatore – ricorda Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte – dimostra in modo concreto l’efficacia della rete dell’emergenza-urgenza piemontese e la capacità delle nostre strutture di intervenire con tempestività anche in situazioni estremamente complesse. La collaborazione tra l’ospedale di Susa e il DEA di Rivoli, insieme al lavoro multidisciplinare tra radiologia interventistica, chirurgia e terapia intensiva, ha permesso di salvare la vita a un paziente e di garantire cure di alto livello anche ai tanti turisti che scelgono le nostre montagne. Un ringraziamento a tutti i professionisti dell’AslTo3 per la competenza e la dedizione dimostrate ogni giorno».

In piazza d’Armi e in via Filadelfia: 29 nuovi alberi grazie a Suzuki e Torino FC

Ieri nel Parco Cavalieri di Vittorio Veneto di piazza d’Armi si è tenuta la cerimonia di messa a dimora degli alberi donati da Suzuki alla Città di Torino in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi 2025, che contribuiranno alla crescita del “Bosco diffuso Suzuki” sul territorio.

Nell’ambito del Suzuki Green Friday, grazie alla raccolta dello 0,5% del fatturato generato dalle vendite dalle tre divisioni della casa giapponese nella giornata del 28 novembre 2025, Suzuki ha donato infatti 29 alberi che sono stati messi a dimora nel parco di piazza d’Armi e in via Filadelfia, nelle vicinanze dello Stadio Olimpico Grande Torino. Il progetto è stato realizzato insieme agli assessorati al Verde e all’Ambiente e Transizione ecologica della Città di Torino, con la collaborazione del Torino Football Club.

Alla cerimonia di questo pomeriggio hanno partecipato gli assessori della Città di Torino Chiara Foglietta e Francesco Tresso, il direttore della Divisione Moto e Marine di Suzuki Italia Paolo Ilariuzzi, il direttore Operativo del Torino FC Alberto Barile e i giocatori del Torino Calcio Giovanni Simeone e Matteo Prati, presenti in rappresentanza di tutta la squadra.

“Ogni nuovo albero messo a dimora rappresenta un contributo concreto alla cura quotidiana dei parchi e degli spazi verdi della nostra città, rafforzando la biodiversità e migliorando la qualità della vita dei cittadini – ha commentato l’assessore Tresso -. Progetti come questo dimostrano come la collaborazione tra amministrazione pubblica, aziende e realtà sportive possa generare ricadute positive e tangibili sul territorio, contribuendo a rendere Torino una città sempre più verde e accogliente. Ringraziamo Suzuki e il Torino FC per aver reso possibile questa iniziativa e per averne seguito concretamente la realizzazione, nell’ambito di una proficua collaborazione tra pubblico e privato che per la cura e la valorizzazione del verde urbano”.

“La messa a dimora di nuovi alberi è un intervento che contribuisce al percorso di transizione ecologica della città e alla qualità degli spazi urbani – ha aggiunto l’assessora Foglietta – . Realizzarlo in un luogo molto frequentato e significativo per i torinesi come il Parco Cavalieri di Vittorio Veneto, ha un valore particolare: è uno spazio che accompagna la vita sportiva e quotidiana della città ed è da anni punto di incontro per residenti, tifosi e famiglie. Ringraziamo Suzuki e il Torino FC per aver proposto questa iniziativa e per aver scelto di promuoverla, dimostrando quanto la collaborazione tra istituzioni, imprese e realtà sportive possa tradursi in azioni concrete per l’ambiente”.

Si tratta di un ulteriore tassello di un percorso condiviso che, negli anni, ha già portato alla messa a dimora di centinaia di alberi e alla creazione del “Bosco del Toro”, progetto simbolo della collaborazione tra Suzuki e Torino FC.

Per Paolo Ilariuzzi, direttore divisione moto e marine Suzuki Italia: “Questi 29 alberi rappresentano un nuovo tassello del Bosco Diffuso Suzuki, che oggi conta circa 1.500 esemplari dall’avvio dell’iniziativa Green Friday. Sono un gesto concreto dell’impegno di Suzuki per la tutela dell’ambiente e per garantire alle future generazioni un territorio più sano e vivibile. Insieme alla Città di Torino e al Torino FC continuiamo a valorizzare il verde urbano, contribuendo alla crescita sostenibile della città e al benessere della sua comunità.”

Alberto Barile, direttore operativo del Torino FC, ha dichiarato: “Per il Torino FC è motivo di grande soddisfazione essere parte di quest’importante iniziativa insieme alla Città di Torino ed a Suzuki, partner con cui condividiamo un rapporto solido e ultradecennale, fondato su valori comuni e su una forte attenzione verso il nostro territorio. La crescita del “Bosco diffuso Suzuki”, che per dare una dimensione ad oggi corrisponde a quasi 10 campi da calcio ed assorbe più di 35 tonnellate di CO2 l’anno, rappresenta un segnale concreto dell’impegno condiviso per uno sviluppo sempre più sostenibile a favore delle nuove generazioni”

TorinoClick

Alluvione Piemonte 2025, nuovi fondi dal Governo

Altri 45 milioni dal Governo al Piemonte per far fronte ai danni causati dall’evento alluvionale che ha colpito il territorio tra il 15 e il 17 aprile 2025. Come anticipato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche Marco Gabusi in risposta a un’interrogazione consiliare, il Consiglio dei ministri, nella seduta del 10 marzo, ha infatti deliberato il secondo stralcio di finanziamenti per ulteriori 45 milioni di euro, che si aggiungono alle risorse assegnate nei mesi scorsi.

I nuovi fondi consentiranno di completare il quadro degli interventi previsti dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, finanziando interventi urgenti e di mitigazione del rischio, oltre ai ristori per i danni subiti da privati, aziende agricole e attività produttive.

Diventano quindi circa 90 i milioni totali assegnati al Piemonte: all’indomani dell’emergenza il Consiglio dei ministri aveva già assegnato i primi 17 milioni, poi altri 17 nel mese di agosto 2025, a cui si sono aggiunti 5 milioni di euro di risorse regionali per coprire ulteriori interventi di somma urgenza realizzati dagli enti locali.

«Ringraziamo il ministro Musumeci e la struttura del Dipartimento nazionale della Protezione civile – sottolineano il presidente Cirio e l’assessore Gabusi – che anche in un periodo particolarmente complesso, segnato dalle emergenze che hanno colpito il Sud Italia nelle scorse settimane, non hanno fatto mancare attenzione al Piemonte. Si tratta di risorse importanti che permetteranno di completare gli interventi in corso, proseguire nelle opere di mitigazione del rischio e dare risposte concrete a cittadini e imprese colpiti dagli eventi alluvionali».

Gli uffici della Direzione Opere pubbliche della Regione Piemonte predisporranno ora l’aggiornamento del piano degli interventi, che consentirà agli enti locali di proseguire e completare le opere necessarie sui territori interessati.

Alessandra Siviero: Torino dovremmo raccontarla di più e creare maggiori connessioni

La nota architetta vive e immagina il futuro della città.

Architetta, presidente della Fondazione per l’Architettura Torino, Consigliera della Fondazione Torino Musei e delegata Inarcassa. Alessandra Siviero è una donna brillante ed entusiasta, con una visione dinamica della città ed un’energia che si traduce in progetti e iniziative. Legatissima a Torino, la osserva con lo sguardo di chi la vive ogni giorno, ma anche con quello di chi immagina il suo futuro. Ama la natura, studia e utilizza l’intelligenza artificiale, e soprattutto crede nelle contaminazioni: tra architettura e cinema, tra arte e architettura, tra tradizione e innovazione. L’Architetto Siviero si muove con naturalezza tra diverse realtà culturali e istituzionali, con l’obiettivo di arricchire continuamente la propria professione e creare connessioni. Le sue progettazioni seguono una filosofia precisa: per lei l’abitare deve essere prima di tutto benessere. La casa è un rifugio, un luogo capace di far stare bene chi la vive.

Cosa la lega a Torino?

Ho dedicato la mia tesi di laurea ai portici, che mi hanno sempre affascinato perché’ rappresentano e accompagnano con i loro 18 km di lunghezza l’architettura torinese: elegante, regale, unica. Una piccola Parigi. Torino è una città tranquilla ma allo stesso tempo è un vero laboratorio, una fucina di idee. Forse dovremmo imparare a raccontarla di più, avere più coraggio perché le potenzialità sono enormi. Mi piace molto anche il suo carattere sabaudo che, negli anni, si è mescolato con culture diverse: questa integrazione crea un’effervescenza interessante. Dovremmo guardare al futuro in modo ancora più connesso, diventare più attrattivi per i giovani, creando maggiori opportunità dopo l’università e affrontando temi attuali come quello che molti giovani vanno a studiare all’estero. Inoltre servirebbe una maggiore apertura internazionale, più confronto con gli altri paesi.

Un suo luogo del cuore?

Il Castello del Valentino. Ho studiato e discusso la tesi all’interno dei suoi splendidi ambienti, l’ho vissuto per anni ed è rimasto profondamente nel mio cuore. Il parco che lo avvolge è splendido e la vista sul Po mozzafiato. Un’altra cosa che adoro di Torino è la sua archeologia industriale, ma allo stesso tempo anche la Reggia di Venaria e l’intero sistema delle residenze sabaude. Amo i contrasti, e Torino è una città che li rappresenta perfettamente.

Se potesse fare qualcosa per Torino, da dove comincerebbe?

Mi piacerebbe vedere una città ancora più viva, con eventi diffusi e luoghi di incontro dove arte, architettura, design e creatività possano dialogare con i cittadini. Creerei dei veri e propri salotti di scambio culturale. Immagino aperitivi o cene a tema in cui le persone possano incontrarsi, scambiarsi idee e creare connessioni, Torino ha bisogno di più movimento, soprattutto la sera. Punterei anche sull’apertura serale dei musei, per permettere a chi lavora durante il giorno di visitarli con più facilità. Mi piacerebbe ampliare occasioni di incontro tra persone e discipline diverse, come avveniva nei caffè intellettuali di un tempo. Inoltre utilizzerei molto di più i portici per eventi dedicati all’artigianato e alla creatività locale, e valorizzerei maggiormente i grandi palazzi storici della città. Torino ha tutte le qualità per essere un punto di riferimento europeo per la cultura contemporanea, senza perdere la sua identità elegante e profonda.

 Maria La Barbera