CRONACA- Pagina 2

Parla con Me torna con un nuovo format

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Le puntate registrate, disponibili online e dedicate a filiere, territori e responsabilità.

La prima puntata sarà pubblicata mercoledì 6 maggio 2026. Il progetto ideato da Simona Riccio proseguirà con cadenza quindicinale sui canali digitali e sul sito ufficiale.

Torino, maggio 2026 – Parla con Me® torna nel 2026 con un format rinnovato, pensato per dare continuità e profondità ai temi che attraversano oggi il sistema agroalimentare, le filiere produttive, i territori e le trasformazioni culturali, economiche e sociali ad essi collegate.

A differenza delle edizioni precedenti, quest’anno le puntate saranno registrate, avranno una durata di circa 20 minuti e resteranno sempre disponibili online: sulla pagina LinkedIn della founder Simona Riccio, LinkedIn Top Voice Italy, sui canali ufficiali e sul sito di Parla con Me®.

La prima puntata sarà pubblicata mercoledì 6 maggio 2026. Da quel momento, il palinsesto proseguirà con cadenza quindicinale, proponendo conversazioni brevi, autorevoli e accessibili, costruite per accompagnare il pubblico nella comprensione di temi complessi senza semplificarli.

Parla con Me® non è un semplice format di interviste, né un contenitore promozionale. È uno spazio editoriale che mette in dialogo istituzioni, imprese, territori, professionisti, associazioni e persone, con l’obiettivo di raccontare ciò che spesso resta dietro le quinte: il lavoro delle filiere, le scelte produttive, le responsabilità pubbliche, la comunicazione e il valore dei territori.

Il palinsesto 2026 si svilupperà intorno ad alcune aree editoriali principali: filiere e territori, persone, lavoro e responsabilità, cura e relazioni, tessile e moda consapevole, trattata come filiera produttiva a pieno titolo.

Il 2026 sarà inoltre un anno particolarmente significativo perché ricorre il decennale della Legge 166/2016, la cosiddetta Legge Gadda, che ha segnato un passaggio importante nel contrasto allo spreco alimentare e nella promozione del recupero delle eccedenze.

Per Parla con Me® sarà l’occasione per tornare più volte su questo tema, dando spazio non solo al quadro normativo, ma anche a esperienze, progetti, imprese, associazioni, enti e realtà territoriali che ogni giorno contribuiscono a dare valore al cibo e a ridurre gli sprechi.

Il progetto è aperto anche alla segnalazione di iniziative e casi concreti legati al recupero alimentare, alla prevenzione dello spreco, all’educazione al valore del cibo e alla costruzione di filiere più consapevoli.

Tra le prime puntate già registrate ci sono temi centrali come il cibo come politica pubblica, il rapporto tra turismo, filiere e Made in Italy, lo spreco alimentare, il fast fashion e la cultura della durata, l’intelligenza artificiale tra opportunità e responsabilità.

“Con Parla con Me® vogliamo continuare a costruire uno spazio di confronto serio, umano e comprensibile, capace di mettere insieme competenze diverse e temi che oggi non possono più essere letti separatamente”, spiega Simona Riccio, Founder di Parla con Me®. “Le filiere non sono solo produzione. Sono lavoro, territorio, responsabilità, cultura e scelte quotidiane. Il decennale della Legge 166/2016 sarà per noi anche un’occasione importante per dare voce a chi lavora concretamente contro lo spreco e per restituire valore al cibo.”

Per seguire le puntate:
www.parlaconmeofficial.it

Per proporre ospiti, temi, attività o candidature:
redazione.pcm@gmail.com

Regina Elena O.d.v. Premio di giornalismo La Rosa d’Oro, i vincitori

Il primo premio a Mauro Pigozzo, seguito da Evelina Frisa e Lisa Bernardini.

Milano Conclusa a Milano la nona edizione del Premio Internazionale di giornalismo e comunicazione “La Rosa d’Oro” dell’Associazione Internazionale Regina Elena O.d.v. patrocinata dal Comune di Milano, Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia e dalla Federazioni Relazioni Pubbliche Italiana.

Con la cerimonia di premiazione ospitata dalla Scuola Militare “Teuliè”, sono stati premiati i vincitori e consegnate le menzioni speciali 2026.

Primo classificato il giornalista Mauro Pigozzo (Veneto), il secondo premio è stato assegnato alla collega Evelina Frisa (Abruzzo) e terza classificata Lisa Bernardini (Lazio). Una menzione speciale è andata alle giornaliste Anna Paola Lacatena (Puglia) e Michela Valoppi (Friuli Venezia Giulia).

Le Menzioni speciali per la comunicazione sono andate a: Gabriele Albertini, Arianna Augustoni, Istituto del Nastro Azzurro sezione di Como, Rivista “Borc San Roc” di Gorizia e il giornalista John Pedeferri.

I premi sono stati consegnati dal Presidente nazionale dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, Ilario Bortolan e dal Delegato nazionale ai rapporti istituzionali e alla comunicazione Biagio Liotti.

Nel corso dell’evento l’Associazione ha assegnato il 49° Premio Internazionale per la Pace “Principessa Mafalda di Savoia” alla Scuola Militare Teuliè, l’80° Premio “Amm. Sq. Antonio Cocco” al Colonnello Antonio Calligaris, Comandante della Teuliè e l’81° Premio “Amm. Sq. Antonio Cocco” a Iolanda Bajona presidente del PASFA di Milano. Il 20° Premio “Barone Roberto Ventura” al Conte Dr. Giuseppe Rizzani.

Numerosi messaggi di adesioni sono pervenuti dall’Italia e dall’estero e sono stati ricordati il presidente d’onore Cav. Gr. Cr. Prof. Avv. Emmanuele Emanuele di Villabianca Barone di Culcasi, il primo vice presidente nazionale Cav. Gr. Cr. Gen. D. Dott. Giovanni Albano e il Delegato di Ancona, Comm. Giovanni Luciano Scarsato, scomparsi pochi giorni fa.

Il premio di giornalismo e comunicazione nasce come riconoscimento all’impegno professionale di giornalisti e comunicatori per incentivare la corretta informazione.

Polizia locale Torino, 130 nuovi ispettori

Sono 130 i neo ispettori della polizia locale di Torino che, nei giorni socrsi, nella sala Carpanini di Palazzo Civico, hanno ricevuto le mostrine con i nuovi gradi. Un momento emozionante per i 68 uomini e le 62 donne che hanno superato, nei mesi scorsi, i colloqui della procedura interna per la progressione da agenti a ispettori a cui hanno partecipato in tutto 450 civich.

“Si tratta del riconoscimento del percorso che avete fatto fino ad oggi – ha detto loro, alla cerimonia, l’assessore alla Sicurezza e alla polizia locale Marco Porcedda –. Il passaggio di grado comporta una maggiore presenza di responsabilità nella vita lavorativa e verso gli altri collaboratori. Cambierà anche la qualità del lavoro e sarà possibile un’assegnazione a reparti diversi rispetto al passato – ha aggiunto – ma sono certo questo potrà costituire uno stimolo per lavorare con rinnovato impegno per il bene della Città e del Corpo di polizia che rappresentate”.

I 130 neo ispettori vanno ad aggiungersi ai 177 già in servizio. Tutti hanno “alle spalle” una consolidata esperienza sul campo. Hanno un’età media di 56 anni. Tra le donne la più giovane ha 47 anni e l’ispettrice con più esperienza 63. Il più giovane dei nuovi ispettori, invece, ha 43 anni, il più anziano 64.

“Se siete qui – ha detto, rivolgendosi ai neo ispettori prima della consegna dei gradi, il comandante della polizia locale Roberto Mangiardi – è per l’esperienza, le competenze e per quanto dimostrato in sede di colloquio, dove avete dimostrato di essere i più meritevoli. Da oggi avrete maggiori responsabilità. Essere un operatore di Polizia locale nel terzo millennio, in una grande città che, come tutte le metropoli contemporanee vive una situazione dove non mancano situazioni nuove povertà, nuovi bisogni, tensione sociale, che richiedono di essere affrontate non solo con competenza, ma anche tenendo sempre in primo piano l’aspetto umano. Voi siete il futuro del Corpo di polizia locale e sono certo che lo affronterete con grande senso di responsabilità, avendo sempre come obiettivo il bene comune, il rispetto della legge, la sicurezza delle colleghe e dei colleghi”.

Anziano si allontana per ore, la polizia lo ritrova

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha rintracciato un anziano di 87 anni, dopo essersi allontanato dalla propria abitazione per diverse ore.
L’intervento è nato a seguito della segnalazione avvenuta da parte della moglie che, preoccupata per l’allontanamento del marito a causa di precedenti problemi di salute, contattava la Centrale Operativa, che inviava una pattuglia del Commissariato di P.S. San Paolo in via Osasco, dove risiedono i due.
Acquisendo tutte le informazioni necessarie per la ricerca dell’uomo, gli agenti apprendevano che l’anziano si era allontanato da diverse ore e che abitualmente passeggiava nelle zone limitrofe alla propria abitazione, per poi rientrare dopo circa mezz’ora.
I poliziotti effettuavano i primi controlli estendendo le ricerche anche nelle aree verdi della zona, sino a quando l’anziano veniva ritrovato su una panchina di un parco.
Dopo aver instaurato un sereno dialogo e instaurato un rapporto di fiducia con l’uomo, gli operatori di polizia, lo riaccompagnavano presso la propria abitazione, tranquillizzando anche la consorte.

Cambiano, confronto sulla tumulazione degli animali da compagnia

Il Consiglio Comunale di Cambiano porta al centro del dibattito un tema che risulta di sempre maggiore attualità, quello della possibilità di tumulare le ceneri degli animali da compagnia accanto a quelle dei loro proprietari. Si tratta di una proposta avanzata dal gruppo di minoranza che riflette un cambiamento culturale ormai diffuso, legato al ruolo sempre più  rilevante che gli animali hanno assunto nella vita delle persone. La mozione discussa in aula ha come obiettivo l’aggiornamento del regolamento cimiteriale, prendendo atto di una crescente sensibilità e di esperienze che altri territori hanno già avviato. In diversi Comuni italiani sono state introdotte soluzioni analoghe, nel rispetto delle normative igienico-sanitarie.
“Si tratta di un tema che riguarda molte famiglie – afferma il sindaco di Cambiano Carlo Vergnano – e che va affrontato con serietà. L’obiettivo è  quello di costruire un percorso regolamentato, con regole chiare, senza forzature, ma con attenzione alle esigenze dei cittadini”.
Il confronto in aula ha evidenziato un approccio trasversale, pur con diversi accenti.
La consigliera di minoranza Caterina Cortassa ha sottolineato l’importanza di garantire libertà di scelta “ Offrire una possibilità in più non significa imporre una visione, ma lasciare ai cittadini la possibilità di decidere. È,  però, fondamentale definire con precisione modalità e regole, per evitare ambiguità “ – ha sottolineato Caterina Cortassa, richiamando esperienze già attive in Comuni vicini, come Trofarello.
L’amministrazione, da parte sua, ha ribadito l’attenzione già dimostrata sul tema del benessere animale e sul lavoro regolamentare svolto negli anni.

“Il Comune di Cambiano – ha osservato l’assessora all’Urbanistica Daniela Miron – ha sempre mostrato attenzione verso il benessere animale, come dimostra il lavoro fatto sul regolamento edilizio, dove sono stati definiti parametri e indicazioni, anche grazie al confronto con le associazioni animaliste – ha spiegato, collegando il tema ad una visione più  ampia della pianificazione. “ La possibilità di introdurre la tumulazione delle ceneri degli animali era già stata presa in considerazione. Il fatto che la proposta arrivi anche dalla minoranza rappresenta un elemento positivo, che consente di affrontare il tema in modo condiviso” ha aggiunto l’assessora Daniela Miron, che ha inoltre sottolineato l’importanza e la complessità dell’intervento sotto il profilo tecnico: “L’introduzione di questa possibilità richiede un adeguamento del regolamento cimiteriale, la definizione delle modalità operative e una valutazione anche sotto il profilo tariffario” ha precisato, indicando come orizzonte temporale quello della fine dell’anno per l’avvio del percorso di aggiornamento.
Non sono mancate posizioni più caute, come quelle del consigliere di minoranza Ernesto Saggese, che ha richiamato la necessità di mantenere un equilibrio: “ Il rapporto con gli animali è  cambiato ed è giusto prenderne atto, ma credo sia importante non perdere il senso della misura e fermarsi a riflettere su alcune dinamiche sociali” ha osservato, pur riconoscendo la rilevanza del tema.
Il dibattito ha messo in luce come la questione vada affrontata oltre l’aspetto normativo, toccando sensibilità personali, cultura e trasformazioni sociali. In questo contesto Cambiano si inserisce in un confronto più ampio, che riguarda il rapporto tra cittadini, istituzioni e nuove esigenze legate al privato dei cittadini.

CS

Preso a colpi di pietra da un rapinatore che gli ruba la spesa

 

Il 1 maggio, alle ore 18.00 circa, in piazza Garibaldi a Pinerolo, nei pressi della stazione ferroviaria, una pattuglia della Sezione Radiomobile della locale compagnia carabinieri è intervenuta a seguito di segnalazione di lite in corso.
Giunti sul posto i militari hanno trovato un cittadino che lamentava di essere stato aggredito a colpi di pietra, poco prima, da un individuo che gli aveva sottratto la spesa, fuggendo nelle vie limitrofe.
I militari, postisi alla ricerca, hanno individuato poco lontano un trentottenne di origine marocchina, noto alla polizia e senza fissa dimora, che tentava di allontanarsi; l’uomo ha opposto viva resistenza al controllo ma e’ stato immobilizzato e portato in caserma, riconosciuto dalla vittima quale suo aggressore. Refurtiva recuperata e restituita al proprietario.
L’interessato è stato condotto in carcere con imputazione ddi resistenza a pu e rapina

Donne Exempla al Salone del Libro. Un nuovo modo di fare scuola

La Fondazione Educatorio della Provvidenza invita a un appuntamento dedicato a un nuovo modo di fare scuola. La presentazione del progetto “Gioco di ruolo Donne Exempla”, in programma venerdì 15 maggio prossimo, dalle 16.30 alle 17.30, nello Spazio Argento del Padiglione 2 di Lingotto Fiere, a Torino. Si tratta di un incontro che mette al centro il valore della cultura come strumento di crescita, inclusione e partecipazione attiva, esplorando il potenziale del gioco di ruolo nella didattica.

Donne Exempla introduce il gioco di ruolo negli istituti di secondo grado del Piemonte, trasformando l’aula in uno spazio di esperienza e confronto. Attraverso storie di donne che hanno lottato per il diritto all’istruzione, alla libertà e all’emancipazione, gli studenti diventano protagonisti di percorsi immersivi che stimolano al pensiero critico, empatia e consapevolezza civica. Promosso dalla Fondazione Educatorio della Provvidenza e dall’Associazione Amici dell’Educatorio della Provvidenza, il progetto è realizzato con il contributo del Consiglio Regionale del Piemonte e della Consulta delle Elette, nell’ambito della linea strategica “La Cultura che Cura”, coinvolgendo 380 studenti e 20 classi del territorio.

L’evento riunisce rappresentanti istituzionali, il Presidente e il Vicepresidente della Fondazione, l’avvocato Carlo Majorino e la dott.ssa Lella Bassignana, insieme a studiosi ed esperti provenienti da ambiti differenti: lo storico Gianni Oliva, l’antropologa Caterina Agus, lo psicologo Roberto Gambarini, il docente di Fisica Applicata di Unito, prof. Federico D’Agata, per offrire uno sguardo multidisciplinare sul valore educativo del progetto. Il confronto sarà guidato dalla direttrice della Fondazione, dott.ssa Paola Casacci. Nel corso dell’incontro sarà proiettato un video dedicato al progetto nelle scuole, con testimonianze degli operatori ludico-culturali, docenti e studenti. Si tratterà di un’occasione per scoprire come il gioco possa diventare uno strumento concreto di inclusione, educazione e cittadinanza attiva.

Giovedì 14 e venerdì 15 maggio, dalle ore 11 alle 13, presso lo spazio Biblioteche, sarà allestito un tavolo di gioco con un master esperto che condurrà la sessione di gioco immersiva.

Per prenotare un posto: eventi@educatoriodellaprovvidenza.it

Mara Martellotta

Donna presa a pugni da rapinatore in un negozio

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino marocchino di quarant’anni, per tentata rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale.
È mattina quando personale dell’Ufficio Generale e Soccorso Pubblico, con l’ausilio della volante del Commissariato di Borgo Po, interviene in via Stradella presso un’attività commerciale dove era stata segnalata un’aggressione ai danni di una donna.
Secondo quanto ricostruito nell’immediatezza dei fatti, il quarantenne in evidente stato di alterazione alcolica, si era introdotto all’interno dell’esercizio commerciale, assumendo atteggiamenti molesti nei confronti di una cliente. La dipendente era intervenuta in sua difesa, ma era stata aggredita: nella circostanza le veniva sottratto il telefono cellulare, che il soggetto tentava di portare via.
La donna, con l’aiuto di alcuni presenti era infatti riuscita a raggiungere l’uomo che, per tentare la fuga, l’aveva colpita con un pugno al volto. Nonostante ciò, la vittima riusciva a recuperare il telefono e ad allertare le Forze dell’Ordine.
All’arrivo degli operatori, il soggetto si presentava in forte stato di agitazione e assumeva un atteggiamento aggressivo e minaccioso, opponendo resistenza e tentando di colpire gli agenti.
Per tali ragioni l’uomo è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cotugno”.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Antisemitismo di ritorno: vandalizzate le pietre d’inciampo in piazza Santa Giulia

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Atto vandalico contro la memoria nel quartiere Vanchiglia, dove nella giornata di oggi, 2 maggio, le pietre d’inciampo di piazza Santa Giulia sono state imbrattate da ignoti con vernice scura e scritte, danneggiando le targhe in ottone e rendendo difficilmente leggibili alcuni nomi. I piccoli blocchi, collocati davanti al civico 12 nei pressi dell’ex Ospizio Israelitico, ricordano otto persone deportate durante le persecuzioni nazifasciste e rappresentano uno dei tanti segni diffusi sul territorio per mantenere vivo il ricordo delle vittime della Shoah. L’iniziativa si inserisce nel progetto ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig, che da anni porta nelle città europee queste installazioni commemorative collocate nei luoghi di ultima residenza delle persone deportate. La scoperta del danneggiamento ha suscitato reazioni immediate da parte delle istituzioni locali e delle forze politiche che hanno condannato l’accaduto, definendolo un gesto grave e offensivo nei confronti delle vittime e dell’intera comunità. Preoccupazione anche per la vicinanza temporale con altri episodi simili avvenuti nella stessa zona, che fanno temere un’escalation di atti contro simboli legati alla Resistenza (lapide partigiana incendiata in largo Montebello) e alla memoria della deportazione. Sono in corso accertamenti per individuare i responsabili, anche attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nell’area, mentre si lavora già al ripristino delle pietre

Apre il cinema di reparto nella Neuropsichiatria infantile del Regina Margherita

Nel reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale Regina Margherita di Torino la cultura diventa cura. Libri Aperti, Neuroflix e Luoghi Comuni: tre progetti, un unico orizzonte di comunità.

Ci sono libri che si aprono accanto ad un letto d’ospedale, film che accendono il pensiero in una stanza silenziosa, parole che diventano un ponte tra pazienti, caregiver e personale sanitario.

Alla Neuropsichiatria dell’OIRM (diretta dal professor Andrea Martinuzzi) la cultura entra non come ornamento, ma come parte della cura.

Da questa intuizione – che leggere, guardare, creare possano essere forme di benessere – nascono Libri Aperti, Neuroflix e Luoghi Comuni, tre progetti promossi da DEAR ETS per rendere accessibili esperienze, linguaggi e strumenti che aiutano a crescere e a partecipare.

La biblioteca Libri Aperti, costruita insieme a CoLTI – Consorzio Librerie Torinesi Indipendenti – porta nei reparti la possibilità di scegliere una storia, di scambiarsi un libro, di condividere tempo.

Il cinema di reparto Neuroflix, ideato con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema, trasforma la visione di un film in un momento di incontro, leggerezza e rielaborazione personale. Spider Man, Now you see me, Big Hero 6, Avengers, Zootropolis, La forma dell’acqua, Guardiani della galassia, Ferdinand: questi alcuni dei titoli.

Luoghi Comuni, infine, ripensa gli spazi della cura come luoghi vivi: il primo intervento è un’installazione realizzata con i ragazzi del reparto e l’artista Daniele Catalli, nell’ambito del programma internazionale Youth Climate Action Fund.

“La cura per la cultura e la cultura per aiutare a curare. Osservare i risultati dei nostri giovani pazienti coinvolti in attività artistiche e culturali rafforza la nostra convinzione sull’importanza di un approccio olistico alla cura, che consideri non solo gli aspetti clinici ma che abbracci anche la dimensione sociale e creativa. La collaborazione tra il personale sanitario, gli educatori e DEAR ETS ha creato un ambiente di reparto dove i ragazzi possono esprimersi e continuare il loro percorso personale anche durante l’ospedalizzazione, con un impatto positivo sul loro percorso di guarigione” dichiara Adriano Leli (Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna).

Si tratta di un nuovo percorso di cura per i bambini e gli adolescenti della nostra Neuropsichiatria Infantile in cui umanizzazione e innovazione tecnologica concorreranno in modo sinergico al processo di guarigione. L’ambiente ospedaliero è lo spazio che accoglie il paziente e la sua famiglia, che lo accompagna nel viaggio impegnativo della malattia e come tale deve essere pensato, costruito, arredato e adattato non solo alle esigenze clinico assistenziali ma anche educative e ricreative. Per questo nuovo importante traguardo ringrazio quindi DEAR ETS anche a nome di tutti gli operatori sanitari dell’ospedale Infantile Regina Margherita” dichiara la professoressa Franca Fagioli (Direttore Dipartimento Patologia e Cura del Bambino ospedale Regina Margherita).

Tre progetti diversi, ma dentro la stessa visione: fare della cultura un terreno comune di cura, inclusione e cittadinanza.

«Per noi di DEAR l’ospedale non è solo un luogo dove si curano le malattie, ma anche uno spazio dove si coltiva umanità» racconta Anita Donna Bianco (Presidente di DEAR ETS). «Crediamo che la qualità degli spazi, del tempo e delle relazioni possa incidere in modo profondo sul benessere e sul percorso di guarigione. Questa visione ha potuto prendere forma grazie al sostegno di Otto per Mille della Chiesa Evangelica Valdese, Bloomberg Philanthropies, Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e Fondazione Claudio e Vanda Brunod ed alla generosità di tanti donatori privati che hanno scelto di credere in una cultura che cura”.