CRONACA- Pagina 2

Ragazza diciottenne accoltella il fidanzato, lui mente per proteggerla. Scatta il codice rosso

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Per questo episodio è scattato il codice rosso, anche se la persona ferita è un uomo. A Torino, in via Ormea, nel quartiere San Salvario, un 18enne è stato ferito alla testa dalla fidanzata, sua coetanea, con un coltello da cucina al termine di una lite in casa.

In un primo momento il giovane aveva raccontato ai carabinieri di essere stato aggredito in strada da alcuni ragazzi e colpito con un coccio di bottiglia. Le incongruenze riscontrate sulla ferita hanno però spinto gli investigatori ad approfondire gli accertamenti. Successivamente il ragazzo ha ammesso che a colpirlo era stata la fidanzata durante un litigio domestico. Sono in corso le indagini.

Festa della Repubblica con l’ombrello: maltempo in arrivo su Torino e regione

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Piemonte, il caldo lascia spazio all’instabilità: in arrivo temporali e temperature più basse

Dopo diversi giorni segnati da un clima quasi estivo e da valori termici decisamente elevati per l’inizio di giugno, il Piemonte si avvicina a un cambio di scenario meteorologico che potrebbe riportare piogge diffuse e un sensibile abbassamento delle temperature.

La svolta è attesa tra la serata di oggi, lunedì 1° giugno, e la giornata di domani, Festa della Repubblica, quando una perturbazione in discesa dall’Europa occidentale raggiungerà il Nord Italia interrompendo la fase dominata dall’alta pressione.

Nelle prossime ore il cielo tenderà progressivamente a coprirsi su gran parte della regione. Le prime precipitazioni dovrebbero interessare soprattutto le aree montane e pedemontane, ma con il passare delle ore l’instabilità potrebbe coinvolgere anche le zone di pianura e i principali centri urbani, compreso il Torinese.

A Torino la giornata odierna si è aperta ancora con condizioni tipicamente estive, ma dalla serata aumenterà la probabilità di rovesci sparsi e fenomeni temporaleschi. Il peggioramento dovrebbe entrare nel vivo martedì 2 giugno, quando sono previste condizioni più variabili e la possibilità di precipitazioni localmente intense.

Secondo gli ultimi aggiornamenti meteorologici, i temporali potrebbero risultare particolarmente attivi nelle ore pomeridiane e serali di domani. In alcune aree non si escludono episodi accompagnati da forti raffiche di vento e grandinate, soprattutto dove il contrasto tra l’aria più fresca in arrivo e il caldo accumulato nei giorni scorsi favorirà lo sviluppo di celle temporalesche più organizzate.

Oltre alle precipitazioni, l’elemento più evidente sarà il ridimensionamento delle temperature. Le massime, che negli ultimi giorni hanno spesso superato i 30 gradi e in alcune zone si sono avvicinate ai 35, sono destinate a scendere in modo significativo. Su gran parte del Piemonte si prevedono valori inferiori di diversi gradi rispetto al fine settimana, con un ritorno a condizioni più vicine alla norma per il periodo.

Il peggioramento dovrebbe però avere una durata limitata. A partire da mercoledì il quadro meteorologico è visto in graduale miglioramento, con schiarite sempre più ampie e una progressiva attenuazione dell’instabilità. Le temperature torneranno lentamente a crescere, pur senza raggiungere nell’immediato i livelli eccezionali registrati negli ultimi giorni di maggio.

Per il Piemonte si profila dunque una breve parentesi di maltempo che potrebbe interrompere l’anticipo d’estate vissuto negli ultimi giorni. Un cambiamento atteso soprattutto nelle aree che hanno affrontato un inizio di stagione particolarmente caldo e afoso, con precipitazioni che potrebbero contribuire a riportare un po’ di sollievo dopo la lunga fase stabile.

Taglio dell’erba, fondi per i 2900 km di strade provinciali

Il Dipartimento Viabilità e Trasporti della Città metropolitana di Torino ha avviato da alcuni giorni gli interventi previsti dal nuovo appalto pluriennale dei servizi estivi relativi al taglio dell’erba e alla manutenzione del verde lungo i 2900 km di strade provinciali del territorio.

“Con un impegno finanziario stagionale di 5 milioni e mezzo di euro riusciamo a garantire dai 2 ai 4 tagli l’anno, a seconda dell’importanza della strada e del flusso di traffico, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza per la circolazione stradalemigliorare la visibilità e mantenere il decoro delle aree di pertinenza viaria. – spiega il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha la delega ai lavori pubblici – Le operazioni interessano progressivamente i principali tratti della rete provinciale e sono effettuate secondo il cronoprogramma predisposto dagli uffici competenti. Invitiamo gli automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica temporanea, al personale e ai mezzi al lavoro, collaborando per consentire lo svolgimento delle attività in piena sicurezza”.

Speleologo salvato dopo 12 ore in grotta: era incastrato a 120 metri di profondità

È stato tratto in salvo dopo 12 ore il giovane speleologo di 20 anni, bloccato a 120 metri di profondità nella Grotta dei Cinghiali Volanti, sulle montagne di Garessio, in provincia di Cuneo. All’alba di questa mattina è stato estratto vivo e subito trasferito in ospedale: è cosciente.

Tutto era cominciato domenica pomeriggio, intorno alle 17, durante un’escursione: un grosso masso si è staccato mentre lo speleologo passava, bloccandogli una gamba. I compagni di escursione hanno allertato subito il soccorso alpino.

Da ieri sera al lavoro 42 tecnici e operatori del soccorso alpino e speleologico di Piemonte, Lombardia e Liguria, affiancati da vigili del fuoco volontari di Garessio e dal nucleo SAF di Cuneo. Tra loro 8 sanitari e 8 disostruttori. Per mantenere i collegamenti con l’esterno è stata predisposta una linea telefonica all’interno della grotta. I tecnici hanno lavorato senza sosta per tutta la notte: per sminuzzare il masso, per allargare i passaggi e per valutare le condizioni del giovane prima di muoverlo.

La grotta si trova nell’area carsica Rocca d’Orse, in Val d’Inferno, scoperta nel 2007 dallo Speleo Club Tanaro. È nota per la sua natura aspra e frequentata da speleologi, escursionisti e geologi. Alle 5:40 lo speleologo è stato estratto e affidato ai sanitari.

VI.G

 

–Immagine di archivio–

Sicurezza sul lavoro e caldo estremo: cosa prevede l’ordinanza regionale per la tutela dei lavoratori 

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi hanno firmato l’ordinanza che introduce dal 30 maggio al 31 agosto le misure straordinarie, in linea con quelle già adottate nel 2024 e nel 2025, a tutela per i lavoratori maggiormente esposti al rischio derivante dalle alte temperature.

Il provvedimento riguarda i lavoratori subordinati e autonomi, nonché i soggetti ad essi equiparati, impegnati nei settori agricolo, florovivaistico, edile, della logistica (compresi i cosiddetti rider) e delle cave e dei lavoratori in attività caratterizzate da intenso sforzo fisico e prolungata esposizione al sole, nei casi in cui non sia possibile adottare misure organizzative o tecniche idonee a ridurre il rischio.

«A fronte delle temperature straordinarie di questi giorni, e grazie al lavoro che gli uffici regionali stavano già portando avanti in vista della stagione estiva, la Regione Piemonte anticipa di un mese l’entrata in vigore dell’ordinanza che da due anni scatta in estate per proteggere i lavoratori più esposti dalle ondate di calore – dichiarano il presidente Cirio e l’assessore Riboldi – Nei prossimi giorni le temperature dovrebbero abbassarsi, ma sappiamo che il caldo estremo non rappresenta più un fenomeno occasionale, ma una condizione, spesso improvvisa, con cui dobbiamo confrontarci sempre più frequentemente. Per questo abbiamo firmato l’ordinanza in modo da essere pronti in caso di caldo anomalo per tutelare i lavoratori nelle situazioni di maggiore rischio, favorendo al tempo stesso una corretta organizzazione delle attività produttive».

«La prevenzione resta l’arma più efficace – aggiunge il vicepresidente e assessore al Lavoro Maurizio Marrone – L’obiettivo non è fermare le attività produttive, ma favorire una corretta organizzazione del lavoro e l’adozione di tutte le misure necessarie per garantire condizioni di sicurezza adeguate. La salute dei lavoratori viene prima di tutto ed è una responsabilità che coinvolge istituzioni, imprese e lavoratori stessi».

Cosa prevede l’ordinanza

L’ordinanza, in linea con quelle degli anni scorsi, recepisce le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e prevede dal 30 maggio al 31 agosto l’astensione dal lavoro nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16 nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole impegnati in attività fisica intensa.

La limitazione si applica esclusivamente nelle giornate e nelle situazioni in cui il rischio per la salute risulti particolarmente elevato, con l’obiettivo di prevenire colpi di calore, disidratazione e altre patologie correlate alle elevate temperature.

L’ordinanza non si applica se sono garantite le condizioni che riducono il rischio (aria condizionata, ombra ecc…).

Per favorire lo svolgersi delle attività lavorative in orari a rischio ridotto, la Regione chiede ai Comuni di valutare la possibilità di derogare, temporaneamente e previa valutazione della situazione contingente, ai regolamenti locali in materia di contenimento delle emissioni acustiche, al fine di consentire lo svolgimento delle attività lavorative in fasce orarie più fresche. La limitazione è applicabile nei giorni in cui la mappa del rischio pubblicata sul portale Worklimate, riferita ai lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa, segnala alle ore 12 un livello di rischio alto.

Al fine di fare il punto sull’applicazione dell’ordinanza e sull’esperienza degli anni scorsi, la prossima settimana sarà convocato il tavolo sull’emergenza caldo, con i soggetti interessati e le direzioni regionali competenti anche in vista della stagione estiva.

Ritiro di Pentecoste e incontro con Patrizia Valduga

 

Il ritiro di Pentecoste, alla Casa della Madia, ha avuto come tema centrale la riflessione di fr. Enzo Bianchi sullo Spirito Santo, vissuto come pienezza della Pasqua. Il suo intervento ha cercato di riportare questa festa al cuore del mistero cristiano, liberandola da una comprensione ritenuta un po’ troppo abitudinaria.

Fr. Enzo ha mostrato che, nel Vangelo secondo Giovanni, la prospettiva è diversa da quella degli Atti degli Apostoli: Pasqua, Ascensione e dono dello Spirito non vengono separati, ma compresi come parte di un unico mistero. Nel quarto Vangelo, infatti, lo Spirito viene donato già sulla croce. Quando Gesù muore, non “spira” soltanto, ma consegna lo Spirito. Dal suo fianco trafitto escono sangue e acqua, come compimento della promessa dei fiumi di acqua viva. Questa lettura colpisce, perché cambia il modo di pensare la Pentecoste. Lo Spirito Santo non appare come qualcosa di separato dalla Pasqua, ma come il dono più profondo del Cristo crocifisso. Fr. Enzo Bianchi ha insistito anche sul significato della parola Paraclito: lo Spirito Santo è colui che viene chiamato accanto, l’amico inseparabile di Gesù e il compagno fedele del credente.

Nel Vangelo secondo Giovanni, lo Spirito insegna, ricorda, rende testimoni e permette di giudicare la storia. Non giudica le persone, ma aiuta a discernere le situazioni. Davanti al male, alla violenza e all’ingiustizia, la fede non può sempre restare neutrale: a volte è necessaria una parola chiara, capace di distinguere l’aggressore dalla vittima, il male da una pace solo apparente. In questo senso, lo Spirito Santo non è soltanto consolazione interiore, ma una forza che rende più lucidi, liberi e responsabili dinanzi alla realtà.

Nel pomeriggio, Patrizia Valduga ha dato continuità a questa riflessione con un linguaggio diverso: quello della poesia. Ha parlato della guerra e del dolore degli innocenti senza trasformarli in un tema letterario, ma lasciandoli nella loro durezza. Le sue parole sono sembrate nascere dal bisogno di non restare indifferenti davanti a ciò che accade nel mondo. In questo senso, la poesia non rappresenta un modo per allontanarsi dal presente, ma per viverlo con maggiore verità. Forse anche questo appartiene alla Pentecoste: trovare una parola che non copra ciò che fa male, ma aiuti a ricordare, discernere e testimoniare, quando il silenzio rischia di diventare una forma di accettazione implicita.

IRENE CANE

Slot nei bar con rulli “truccati”: macchinette sequestrate e denunce

Lucento, Barriera, Aurora, poi San Donato, San Salvario e Madonna di Campagna: negli ultimi giorni la Polizia ha spento macchinette, chiuso sale e multato gestori. E nelle tasche delle slot c’erano quasi 800 euro.

Intensificati, su disposizione della Questura, controlli in bar, sale da gioco, circoli e locali con spettacoli pubblici. La Divisione Polizia Amministrativa e Sociale ha verificato autorizzazioni, sicurezza e rispetto delle norme sul gioco, sulle tasse e sull’intrattenimento.

A Lucento gli agenti hanno sequestrato due slot machine AWP, senza nulla osta e non collegate alla rete per la tassazione. Dentro c’erano circa 800 euro. La titolare del bar è stata denunciata per frode informatica e per gioco d’azzardo vietato. Anche l’installatore è stato denunciato: le modalità di funzionamento rendevano di fatto impossibile per il giocatore fermare i rulli sulle combinazioni vincenti. La mancata connessione alterava il software e bloccava l’invio dei dati fiscali.

Controlli mirati anche nei locali con intrattenimento. In Aurora un bar usava il piano interrato per musica senza le autorizzazioni necessarie: il titolare è stato passato alla magistratura. Ci sono state anche sanzioni per la cucina poco pulita e per la mancanza dell’alcoltest obbligatorio.

A San Donato gli agenti hanno scoperto una saletta in un locale seminterrato dove si svolgevano spettacoli senza autorizzazione: il titolare è stato denunciato e multato per 660 euro per difformità riscontrate anche nella sala fumatori. In San Salvario è stato trovato un piano interrato usato senza autorizzazione in un esercizio pubblico. Il titolare è stato denunciato e multato anche perché l’addetto al controllo non aveva rinnovato l’iscrizione all’elenco prefettizio, come richiede la legge.

I controlli hanno toccato anche circoli privati. A Madonna di Campagna gli agenti hanno visto che i frequentatori erano registrati come “soci”, ma il locale era di fatto aperto al pubblico senza autorizzazioni: il presidente del circolo è stato denunciato per apertura abusiva di locale di pubblico spettacolo. Un altro circolo della zona ha avuto problemi simili: multe al presidente e, in un caso, passaggio alla magistratura; anche lì la sala fumatori non era regolare.

Tutti i procedimenti penali sono ancora nelle indagini preliminari: vige la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.

VI.G

Agricoltura sotto stress in Piemonte. Troppo caldo e in anticipo

Caldo intenso arrivato in anticipo e prime difficoltà per l’agricoltura del Torinese, con effetti che iniziano già a farsi sentire sulle produzioni stagionali. Questa prima ondata di temperature elevate ha accelerato i cicli di maturazione di diversi raccolti, mettendo a rischio l’equilibrio delle produzioni estive.

Nel territorio torinese la raccolta delle fragole si sta già avviando verso la conclusione con circa due settimane di anticipo rispetto alla norma. Situazione simile anche per le ciliegie: le alte temperature stanno facendo maturare contemporaneamente sia le varietà precoci sia quelle tardive, coltivate proprio per garantire la disponibilità del prodotto lungo tutto il mese di giugno. La conseguenza è un eccesso di frutta immessa sul mercato nello stesso momento, con inevitabili ribassi dei prezzi e il successivo rischio di carenza di prodotto fresco nelle settimane successive.

Le temperature elevate stanno creando criticità anche per i cereali. Il grano, infatti, si trova nella delicata fase di formazione dei chicchi in condizioni di forte stress climatico. Questo potrebbe tradursi in una maturazione anticipata ma con chicchi di dimensioni inferiori e con caratteristiche nutrizionali meno pregiate.

Anche il mais risente dell’anticipo dell’estate: gli agricoltori sono costretti a iniziare prima del previsto le irrigazioni, con un conseguente aumento delle spese. Il caldo favorisce inoltre la proliferazione di funghi e insetti dannosi, in particolare specie aliene che ormai, complice il cambiamento climatico, si sono insediate stabilmente anche nelle campagne piemontesi.

Le anomalie climatiche stanno interessando persino i pascoli montani. Tra pochi giorni dovrebbe iniziare la monticazione delle mandrie verso gli alpeggi, normalmente sincronizzata con le prime fioriture delle erbe alpine tra i 1.200 e i 1.500 metri di quota. Quest’anno, invece, i prati d’alta quota risultano già in fase avanzata di crescita e fioritura, con i primi segnali di disseccamento. Il timore è che i margari trovino erba già secca al momento della salita negli alpeggi, con possibili ripercussioni sull’alimentazione del bestiame e sulla produzione di latte destinato ai formaggi di maggiore qualità.

«I vegetali che si coltivano da sempre alle nostre latitudini sono adattati a un clima che si scalda lentamente – ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Nel mese di maggio le coltivazioni si avviano piano piano alla maturazione. La quantità e la qualità dei nostri raccolti dipendono da questa progressione in vista delle maturazioni di giugno e luglio. Le accelerazioni fanno male alla nostra agricoltura».

Le alte temperature incidono anche sugli allevamenti. Nelle stalle è già stato necessario attivare in anticipo i sistemi di raffrescamento per garantire il benessere delle mucche, con un aumento dei consumi energetici. Ventilatori, doccette e impianti di asciugatura entrano in funzione automaticamente quando i sensori registrano temperature considerate critiche per gli animali.

Preoccupa infine anche la rapida riduzione delle riserve nevose in alta quota. «Abbiamo avuto un buon innevamento, in spessore e in persistenza. Ma ora, con lo zero termico a 4.800 metri, i nevai che solitamente si sciolgono lentamente nel mese di giugno sono già quasi azzerati. E i corsi d’acqua sono tutti in piena stagionale. Troppa acqua che arriva tutta insieme, ma che mancherà in piena estate».

Borello supermercati, nasce MiTo Retail. Lo sciopero? Il fondatore: “Mi sun sì. Io ci sono”

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Il debutto della nuova società coincide con il primo sciopero in cinquant’anni. Fiorenzo Borello: “Rispetto profondamente il diritto dei lavoratori a manifestare, a dissentire, a esprimere le proprie preoccupazioni”. E lancia il nuovo sito web personale www.fiorenzoborello.it

Il percorso che ha portato all’integrazione tra Borello Supermercati e Unes Maxi si è formalmente concluso con la nascita di MiTo Retail, la nuova società che riunisce le attività delle due realtà della grande distribuzione organizzata. Un progetto presentato come strategico per rafforzare la presenza del Gruppo Finiper Canova in Piemonte e sviluppare nuove opportunità di crescita, ma che proprio nelle ore del suo avvio operativo si trova a fare i conti con una protesta sindacale.
Per oggi, 1° giugno, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno infatti proclamato una giornata di sciopero davanti alla sede di Castiglione Torinese.
Secondo i sindacati, la protesta nasce dall’assenza di risposte alle richieste avanzate nei mesi scorsi e da problematiche che riguardano l’applicazione del contratto nazionale, l’organizzazione del lavoro e le relazioni industriali. Nella nota diffusa dalle sigle si legge che “Non si tratta di una decisione presa a cuor leggero” ma di una scelta resa necessaria da quella che definiscono una gestione aziendale caratterizzata da scarso confronto con i rappresentanti dei lavoratori.
Solo pochi giorni fa era stato annunciato il completamento dell’operazione che ha portato alla costituzione di MiTo Retail, società il cui nome richiama idealmente l’asse Milano-Torino. Alla guida della nuova realtà è stato nominato Fiorenzo Borello, fondatore della storica catena piemontese, chiamato a garantire continuità durante la transizione.
Nel presentare l’operazione, il Gruppo aveva ribadito che i supermercati continueranno a operare con l’insegna Borello, mantenendo identità, organizzazione commerciale e legame con il territorio. L’obiettivo dichiarato è quello di integrare le competenze sviluppate dalle due aziende e rafforzare la competitività della rete distributiva piemontese.
La coincidenza tra il debutto della nuova società e il primo sciopero nella storia dell’azienda assume però un significato particolare anche per lo stesso Fiorenzo Borello, che proprio in queste ore sta completando il passaggio di consegne dopo mezzo secolo di attività imprenditoriale e lancia il suo nuovo sito web personale www.fiorenzoborello.it su cui oggi posta il primo contenuto legato proprio allo sciopero:
Sun sì. Nel giorno dello sciopero, resto vicino ai lavoratori e alla storia che abbiamo costruito insieme
Nel giorno in cui si chiude una parte importante del mio percorso, l’intervista al TG3 è stata l’occasione per ribadire rispetto, gratitudine e vicinanza verso i lavoratori.
Questa mattina ho avuto il piacere di raccontare al TG3 una parte importante della mia storia: quella di un percorso imprenditoriale nato dal lavoro quotidiano, cresciuto con sacrificio e costruito sempre insieme alle persone. È stata una giornata particolare. Una giornata di sciopero. Una giornata che arriva proprio mentre si chiude una parte fondamentale del mio percorso. In cinquant’anni di impresa non era mai accaduto. Non condivido le ragioni di questa protesta, ma rispetto profondamente il diritto dei lavoratori a manifestare, a dissentire, a esprimere le proprie preoccupazioni. È un diritto che appartiene alla democrazia del lavoro e che va riconosciuto sempre, anche quando non si è d’accordo. Per questo oggi ho scelto di esserci. Come si dice in piemontese: **Sun sì**. Sono qui.
(continua su www.fiorenzoborello.it)
Mentre alcuni  lavoratori incrociano le braccia e la nuova società muove i primi passi, la sfida di MiTo Retail sarà quella di trasformare l’operazione industriale che ha unito due importanti realtà della distribuzione in un progetto capace di garantire non solo crescita economica, ma anche relazioni sindacali stabili in una fase di cambiamento che coinvolge centinaia di dipendenti sul territorio piemontese.

Simposio Colisée, tutela della persona fragile nelle RSA

Si è svolto a Torino, il 29 maggio scorso, presso l’NH Collection Torino Santo Stefano,  il primo Simposio Colisée,  attore di riferimento della terza età in Europa , dal titolo “ La tutela socio- sanitaria integrata della persona fragile in RSA”, un momento di confronto che ha riunito professionisti, stakeholder  e operatori del settore socio-sanitario assistenziale pubblico e privato per discutere del futuro delle Residenze Sanitarie assistenziali e sul ruolo sempre più centrale che queste strutture rivestono nella presa in carico della popolazione anziana fragile.
Hanno aperto i lavori i saluti istituzionali del Vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, del dottor Guido Giustetto, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Torino e del dottor Carlo Picco, direttore Generale dell’ASL Città di Torino.
L’iniziativa nasce dalla volontà di Colisée, presente in Italia con sedici strutture, di cui dieci in Piemonte e a Torino, di creare un appuntamento stabile e autorevole di dialogo tra i diversi attori coinvolti nel sistema socio-sanitario,  in un contesto caratterizzato dall’aumento dell’età media della popolazione e dalla crescente complessità clinica e assistenziale degli ospiti delle RsA.
Nel corso del Simposio è emersa  la necessità di rafforzare le sinergie tra istituzioni pubbliche e strutture socio-sanitarie, sviluppando modelli di presa in carico realmente integrati, capaci di coniugare qualità dell’assistenza, sostenibilità del sistema e prossimità al bisogno dei territori.
Il Piemonte risulta una delle regioni più anziane d’Italia con oltre un quarto della popolazione al di sopra dei 65 anni e un’età media superiore ai 48 anni. Rappresenta, quindi, un osservatorio privilegiato per affrontare le sfide legate alla fragilità e alla non autosufficienza. In questo contesto il sistema delle RSA svolge un ruolo strategico, con circa 33 mila posti letto e una popolazione residente composta prevalentemente da ultraottantacinquantenni non autosufficienti.
Le RSA, oggi sempre più a prevalenza sanitaria, sono ecosistemi in continua evoluzione, profondamente intrecciati con i territori in cui sorgono e vengono chiamati a rispondere non solo ai bisogni clinici delle persone fragili, ma anche alle aspettative di famiglie e comunità locali.
Per questa ragione il Simposio ha affrontato alcuni temi concreti riguardanti il presente e il futuro delle strutture socioassistenziali, fornendo uno spaccato del presente  e proponendo soluzioni per il domani.
Tra i temi di cui si sono discussi vi è  stato il ruolo delle tecnologie innovative e dell’intelligenza artificiale in sanità, che sta trasformando i percorsi di cura e l’organizzazione dei servizi, offrendo nuove opportunità per migliorare efficienza, sicurezza e supporto ai professionisti sanitari. La tecnologia pone, al tempo stesso, sfide etiche, giuridiche e deontologiche, rendendo fondamentale una formazione adeguata degli operatori per garantire un corretto utilizzo dei diritti del paziente.
“Questo Simposio nasce con l’obiettivo di creare uno spazio stabile di confronto tra tutti coloro che ogni giorno operano nel settore socio-sanitario  – ha dichiarato nella sua introduzione Maria Rita Lo Grande, Country Manager per l’Italia del gruppo  Colisée – Crediamo che solo attraverso una forte sinergia territoriale e una visione condivisa sia possibile costruire RSA sempre più  moderne, integrate e capaci di rispondere ai bisogni complessi delle persone fragili”.

MM