È morto poche ore dopo il ricovero in ospedale un uomo di 37 anni, residente in un campo nomadi di Torino. A Lonate Pozzolo è rimasto gravemente ferito durante una rapina in una villa, colpito al petto con un coltello dal proprietario della casa. La vittima era insieme ad almeno due complici che lo hanno scaricato davanti all’ospedale di Magenta dove è morto poco dopo.
Giovedì 15 gennaio prossimo, dalle ore 14, presso la Sala delle Bandiere al pianterreno di Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale, è in programma un evento dal titolo “Truffe affettive: violenze in rete”, che prevede la proiezione di un docufilm dal titolo “Anime violate” del regista Matteo Balsamo, a cui seguirà un dibattito sul fenomeno della violenza in rete, argomento troppo poco conosciuto secondo gli organizzatori del movimento Acta Associazione contro truffe affettive.
“Anime violate” rappresenta un viaggio intenso nel cuore oscuro delle truffe affettive, dando voce a uomini e donne che, sedotti da falsi profili e promesse d’amore sono rimasti intrappolati in una rete di manipolazioni psicologiche, devastazione economica e isolamento emotivo. Attraverso storie autentiche e toccanti, il film svela come queste organizzazioni criminali plasmato sogni su misura per ingannare le vittime, lasciandole in balia della vergogna e del dolore, ma “Anime violate” non è solo un racconto di inganni, ma anche una storia di resilienza, denuncia e ricostruzione emotiva, che invita il pubblico a rifkettere sulle fragilità umane e sulla forza di rialzarsi dopo essere stati spezzati. Accanto agli organizzatori del movimento Acta partecipano anche esponenti delle forze dell’ordine che, con la loro esperienza professionale, hanno arricchito la trama del film, svelando come le organizzazioni criminali riescano a plasmare sogni su misura, lasciando poi la vittima in balia della vergogna. Il regista ha saputo intrecciare testimonianze reali con immagini oniriche e una colonna sonora minimalista, evocando una dimensione ipnotica e visionaria.
Mara Martellotta
Incendio in un garage adibito a baracca a Borgone Susa: le fiamme raggiungono l’abitazione vicina, strada chiusa. È successo questa mattina in via Condove, dove un garage è stato avvolto dalle fiamme con danni gravi alla struttura.
Il rogo si è esteso anche all’abitazione confinante. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco di Susa e Torino, i volontari di Borgone Sant’Antonio e i soccorsi della Croce Rossa di Susa. Il tratto finale di via Condove è stato chiuso al traffico, con modifiche alla circolazione all’incrocio con l’ex statale 24. Non si registrano feriti; le indagini sull’origine dell’incendio sono ancora in corso.
VI.G
Rapina e aggressione nel parcheggio di un supermercato: donna e figlio 14enne rincorrono il ladro chiamando il 112, arrestato 27enne.
È successo nella serata di ieri, intorno alle 20.30, nel parcheggio di un supermercato a Mappano. Il malvivente si era nascosto dietro ai cassonetti per individuare la sua vittima.
Secondo le immagini delle telecamere di videosorveglianza, il giovane l’ha prima aggredita alle spalle, facendola cadere a terra, per poi rubarle la borsetta. Inseguito dalla donna e dal figlio 14enne, che hanno chiamato il 112, il rapinatore è stato raggiunto dai carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari delle stazioni di Venaria Reale e Leini, che lo hanno arrestato e condotto nel carcere di Ivrea. La donna, invece, è stata trasportata all’ospedale di Ciriè per le lesioni riportate.
VI.G
“Pandoro gate”, assolta Chiara Ferragni
“Sono felicissima, sollevata, è la fine di un incubo. Ho chiamato mia mamma che mi è stata sempre vicina. Sono molto contenta di poter riprendermi la mia vita. Sono stati due anni molto duri. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta”. Queste le prime parole dell’influencer Chiara dopo l’assoluzione di oggi pomeriggio al tribunale di Milano sulla discussa vicenda del “pandoro gate”, che ha riguardato anche il tema della beneficenza all’ospedale Regina Margherita di Torino. La procura aveva chiesto la condanna a un anno e otto mesi.
La Procura di Verbania, al fine di approfondire e indagare le cause che hanno portato, il 30
dicembre scorso, una cabina della funivia di Macugnaga a urtare le paratie dopo la mancata
frenata, ha incaricato due ingegneri, uno meccanico e l’altro informatico, che dovranno
analizzare la scatola nera e arrivare a spiegare l’origine dell’incidente. Le pm della Procura di
Verbania che si occupano del caso, Laura Carrera e Sveva De Liguoro, hanno disposto
l’immediato sequestro dell’impianto e indagano per lesioni colpose e attentato alla sicurezza dei
trasporti. Non risultano al momento esserci specifici indagati in questo evento che ha coinvolto
una decina di persone, rimaste lievemente ferite.
Mara Martellotta
«Al rientro dopo la pausa natalizia ho voluto incontrare immediatamente le realtà culturali per confermare attenzione, ascolto e impegno concreto verso un settore che rappresenta una risorsa fondamentale per i territori. Il prossimo tavolo generale della cultura, già convocato per febbraio, sarà il luogo in cui affrontare in modo strutturato il tema delle risorse e del rafforzamento del sistema»: è quanto ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli al termine della riunione del tavolo “Emergenza cultura”.
«Dal confronto è emesso con chiarezza un dato: il sistema culturale piemontese è vivo, produce progettualità di qualità ed è cresciuto negli anni e in più si inserisce in un lavoro che la Regione porta avanti da tempo, a partire da “Rafforza Cultura”, lo strumento con cui abbiamo accompagnato e sostenuto il sistema culturale piemontese in una fase complessa, rafforzandone struttura, competenze e capacità progettuale – ha proseguito Chiarelli – Questo scenario restituisce un segnale di vitalità e di partecipazione diffusa, un segnale positivo di crescita. Proprio per questo il fabbisogno è aumentato e le risorse pur ampie vanno incrementate. Questo ci richiama a rafforzare ulteriormente l’impegno politico e gli strumenti a disposizione, per accompagnare la crescita del comparto e garantirne la tenuta del tempo. L’obiettivo della Regione è uno solo: tenere in piedi il sistema culturale piemontese, accompagnarne la crescita e non lasciare indietro nessuno. Il tavolo generale di febbraio sarà un passaggio decisivo in questa direzione».
L’assessore ha ribadito che l’azione della Regione non è mai “ad personam”, ma fondata su criteri condivisi e su una visione triennale: «I bandi triennali servono a dare stabilità e prospettiva. È nel triennio che si misura l’impatto delle politiche pubbliche. Allo stesso tempo, quando una quota significativa di realtà risulta ammissibile ma non finanziabile, a parità di risorse, il tema non può essere ignorato. Il mio impegno politico è chiaro: lavorare per consentire lo scorrimento delle graduatorie 2026-2027 e dare continuità alle realtà che oggi rischiano di trovarsi in difficoltà pur avendo progetti validi e riconosciuti».
Accanto al tema delle risorse, l’assessore ha aperto anche a un lavoro condiviso sui criteri, che «non sono una ruota di scorta, ma uno strumento. Dobbiamo ragionare insieme su come rimodularli per rispondere meglio alle esigenze dei diversi settori, garantendo una distribuzione più equilibrata delle risorse e tenendo conto delle specificità del terzo settore».
Sono state emesse alcune misure cautelari nei confronti di minorenni – il cui numero non è ancora stato reso noto – che si sarebbero resi responsabili di disordini e danneggiamenti avvenuti durante le più recenti manifestazioni pro Palestina a Torino.
L’operazione riguarda giovani che, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero tra i principali protagonisti dei gravi episodi verificatisi in città nel corso del corteo del 3 ottobre scorso. In quella circostanza si erano registrati scontri, atti vandalici e momenti di forte tensione, rendendo necessario un massiccio intervento delle forze dell’ordine per ristabilire l’ordine pubblico.
Le attività investigative, sviluppate nei mesi successivi agli eventi, avrebbero permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e di individuare i presunti ruoli e le responsabilità dei soggetti coinvolti.
Operazione Riot a Torino dopo i disordini del corteo pro Pal
In questi giorni la Fiamma Olimpica sta attraversando il Piemonte. È un passaggio carico di simboli, memoria e aspettative.
Torino, più di altre città, sa cosa significa ospitare un grande evento sportivo internazionale e confrontarsi, negli anni successivi, con una domanda inevitabile: che cosa resta davvero sul territorio?
Per molto tempo la risposta è stata affidata quasi esclusivamente ai numeri dell’impatto economico. Un euro investito genera due, tre o più euro di ritorno. Aumentano le presenze turistiche, cresce l’indotto, si rafforza la visibilità internazionale. Tutto vero, ma non sufficiente. Perché questi numeri raccontano solo una parte della storia.
Un grande evento come le Olimpiadi o le ATP Finals non produce soltanto effetti economici. Produce cambiamenti nei comportamenti delle persone, nelle relazioni tra attori pubblici e privati, nel modo in cui un territorio viene vissuto e percepito. Può rafforzare la coesione sociale, creare competenze, generare fiducia, oppure, al contrario, lasciare disuguaglianze, spazi inutilizzati e occasioni mancate. Questo è l’impatto sociale: non automatico, non scontato, ma intenzionale, addizionale e soprattutto misurabile.
La vera domanda, oggi, non è più semplicemente quanto rende un investimento, ma che cosa cambia davvero grazie a quell’investimento. Cambia qualcosa rispetto a ciò che sarebbe successo comunque? Per chi? Con quali effetti nel medio e lungo periodo? Senza queste risposte, il rischio è confondere il movimento con il cambiamento e celebrare risultati che non lasciano traccia.
C’è poi un altro aspetto spesso sottovalutato. La valutazione di impatto non serve solo a giudicare ex post se un evento è andato bene o male. Serve prima di tutto a pianificare meglio. Aiuta a capire dove investire, quali obiettivi perseguire, quali territori e comunità coinvolgere, quali risultati monitorare nel tempo. In questo senso, la valutazione di impatto è uno strumento di governo delle decisioni, non un esercizio burocratico.
Torino e il Piemonte rappresentano un laboratorio straordinario per questi temi. Dalle Olimpiadi del 2006 alle trasformazioni urbane, fino ai grandi eventi sportivi e culturali più recenti, il territorio ha accumulato esperienze, successi e criticità che meritano di essere analizzati con metodo. Ma per farlo servono competenze specifiche, oggi sempre più richieste anche da pubbliche amministrazioni, fondazioni, imprese e organizzazioni del terzo settore.
È da questa esigenza concreta che nasce la settima edizione del Corso Universitario di Aggiornamento Professionale in Valutazione di Impatto Sociale, promosso dal Dipartimento di Management dell’Università di Torino, che prenderà avvio il 9 febbraio 2026. Il corso è pensato per chi già lavora e sente che non è più possibile progettare politiche, eventi e interventi complessi senza dotarsi di strumenti seri per comprenderne gli effetti reali.
L’obiettivo non è insegnare a produrre report, ma a costruire processi di valutazione capaci di accompagnare le decisioni, migliorare gli interventi e rendere visibile il valore sociale generato. Perché oggi la vera sfida non è dimostrare che un euro speso ne produce altri, ma capire se quell’euro contribuisce davvero a costruire un futuro migliore per i territori e le comunità che lo ospitano.
Paolo Biancone
Professore Ordinario di Economia Aziendale
Università di TorinoResponsabile scientifico del CUAP in Valutazione di Impatto Sociale
Occupa mansarda per spacciare droga, arrestato
È arrivata direttamente dal proprietario di casa la chiamata ai Carabinieri, la scorsa notte a Torino, per una probabile occupazione abusiva del locale mansarda.
Una pattuglia del Radiomobile si è subito presentata davanti alla porta di accesso, constatandone lo scardinamento e l’effettiva presenza di un uomo, un ventiseienne di origine nordafricana, irregolare sul territorio nazionale e già noto alle Forze dell’Ordine.
Non solo però l’occupazione abusiva, i Militari hanno trovato all’interno anche un ingente quantitativo di eroina, pari a 674 grammi, insieme al bilancino di precisione, sottoposti a sequestro.
Dichiarato in stato di arresto per occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui e detenzione ai fini di spaccio, il ventiseienne è stato portato presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
La soffitta è stata restituita al legittimo proprietario.