Questa mattina a Torino è iniziata l’udienza preliminare nell’inchiesta su presunte irregolarità fiscali in relazione alla residenza di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. Margherita Agnelli, ha chiesto di costituirsi parte civile. Sono chiamati in causa John Elkann , il commercialista di famiglia Gianluca Ferrero e, per un’altra vicenda, il notaio Remo Morone. L’udienza è stata aggiornata all’11 settembre per consentire alle difese di esprimere un parere.
La polizia salva la vita a una donna
Per lo storico impianto di corso Ferraris è in programma un rinnovamento dell’intero edificio: verranno sostituite le finestre, isolato il tetto, rinnovati gli impianti elettrici e idraulici, introdotta l’illuminazione a LED e installati sistemi di regolazione avanzata dei consumi energetici.
Gli altri nove edifici coinvolti comprendono quattro istituti scolastici: l’I.C. Manzoni-Rayneri di corso Marconi 28, la scuola media Mila di via Germonio 12, la scuola media Pola di via Foglizzo 15 e il complesso scolastico di corso Vercelli 147; tre sedi di uffici comunali in piazza Palazzo di Città 7, via Stradella 192 e via Ormea 45; la Cascina Roccafranca di via Gaidano 76 e la Biblioteca Civica Italo Calvino di Lungo Dora Agrigento 94. A seconda delle esigenze di ciascun edificio, i lavori intervengono sugli impianti, sull’illuminazione, sull’isolamento e sugli infissi: nelle scuole sono previsti il collegamento alla rete del teleriscaldamento, l’installazione di pannelli fotovoltaici, luci a LED e sistemi digitali per la gestione intelligente dei consumi; negli uffici comunali, a Cascina Roccafranca e alla Biblioteca Calvino verrà rinnovato l’impianto di climatizzazione con apparecchiature di nuova generazione a maggiore efficienza.
Nel loro complesso, questi interventi consentiranno un risparmio energetico annuo pari a oltre 580 tonnellate di CO2, equivalente alla piantumazione di circa 28 mila alberi.
I progetti rientrano nel Piano EfficienTO, il programma pluriennale avviato dalla Città di Torino che punta a migliorare le prestazioni energetiche di circa 850 immobili comunali entro il 2030, attraverso un investimento complessivo di 110 milioni di euro a carico del partner privato Iren Smart Solutions , contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica.
Quattro smartphone, diversi microtelefoni e sostanza stupefacente di tipo Subutex sono stati sequestrati nel carcere di Torino al termine di una mirata operazione condotta dalla Polizia Penitenziaria. A renderlo noto è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che esprime apprezzamento per il lavoro svolto dal personale del Corpo impegnato nell’attività di polizia giudiziaria e di sicurezza interna.
L’intervento è stato effettuato nella giornata odierna all’interno della Casa Circondariale di Torino, dove gli agenti hanno eseguito una dettagliata perquisizione nella Prima Sezione B dell’istituto. L’operazione ha portato al rinvenimento di quattro smartphone, diversi microtelefoni e numerosi involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo Subutex.
Nel corso dei controlli sono stati scoperti anche ingegnosi sistemi utilizzati per occultare il materiale. Gli smartphone erano nascosti all’interno di un citofono inutilizzato da anni collocato in una cella, mentre i microtelefoni erano stati celati in deodoranti stick. Altri dispositivi sono stati recuperati nella ventola di aspirazione dell’area docce. Il materiale sequestrato è stato posto sotto sequestro e messo a disposizione dell’Autorità competente per gli ulteriori accertamenti.
“Ancora una volta la Polizia Penitenziaria dimostra, con i fatti, di essere il principale presidio di legalità all’interno degli istituti penitenziari”, afferma Vicente Santilli, Segretario Nazionale del SAPPE per il Piemonte. “Questa brillante operazione è il risultato della professionalità, dell’intuito investigativo, della costante attività di vigilanza e del profondo senso del dovere del personale, che ogni giorno opera in condizioni estremamente difficili. Il ritrovamento di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti testimonia come il livello di attenzione debba rimanere sempre altissimo per contrastare i continui tentativi della criminalità di mantenere collegamenti con l’esterno e alimentare traffici illeciti anche dall’interno delle carceri.”
Sulla vicenda interviene anche il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece, che sottolinea come “questa operazione confermi il ruolo insostituibile della Polizia Penitenziaria nella tutela della sicurezza dello Stato. Gli appartenenti al Corpo svolgono quotidianamente un’intensa attività di vigilanza, controllo e prevenzione che spesso rimane lontana dai riflettori, ma che rappresenta il cardine del mantenimento dell’ordine e della legalità negli istituti penitenziari. Ogni telefono sequestrato significa impedire contatti con la criminalità organizzata, evitare la commissione di nuovi reati e interrompere traffici illeciti che mettono a rischio la sicurezza collettiva.”
Capece evidenzia inoltre come “questo importante risultato sia stato ottenuto nonostante la gravissima e cronica carenza di organico che affligge il Corpo di Polizia Penitenziaria. Proprio per questo il valore dell’operazione assume un significato ancora maggiore: gli agenti continuano a garantire sicurezza, legalità e controllo con straordinaria professionalità, pur operando in condizioni di forte sofferenza organizzativa.”
Il SAPPE torna quindi a sollecitare un rafforzamento degli investimenti destinati alla Polizia Penitenziaria, sia attraverso l’incremento degli organici sia mediante il potenziamento delle dotazioni tecnologiche necessarie a contrastare l’introduzione nelle carceri di telefoni cellulari, sostanze stupefacenti e altri oggetti vietati.
“Agli agenti protagonisti di questa brillante operazione”, concludono Santilli e Capece, “va il più sentito ringraziamento del SAPPE. Auspichiamo che la Direzione dell’istituto voglia riconoscere formalmente l’eccellente lavoro svolto, quale testimonianza concreta dell’impegno, della dedizione e dell’elevata professionalità con cui la Polizia Penitenziaria continua, ogni giorno, a garantire la sicurezza delle carceri e dell’intera collettività.”
Extinction Rebellion a Torino, in zona piazza Massaua, ha affisso maxi-manifesti contro Leonardo spa, con l’obiettivo di “richiamare l’attenzione degli abitanti su chi, nel loro quartiere, trae profitto dalla guerra2.
Le immagini raffigurano un dirigente di Leonardo, sotto la scritta “Ecovandali”, davanti a una Torino in guerra, tra fumo, F-35 e macerie, “per denunciare – dicono gli attivisti – il legame tra industria bellica e crisi ecologica. Sullo sfondo compare la ciminiera degli stabilimenti di Leonardo di corso Marche, già protagonista dell’azione del 2025 in cui Extinction Rebellion aveva scritto “Life Not War”, oggi al centro di un procedimento legale. Proprio oggi, 22 giugno, al Tribunale di Torino si deciderà se portare a processo quattro attivisti del movimento con l’accusa di imbrattamento”.
Scontro tra una moto e un’auto sull’A26 direzione Genova, tra la diramazione Predosa-Bettole e Ovada. Qui sono state coinvolte una moto e una vettura. L’incidente ha causato la morte di un motociclista di 64 anni. Una ragazza di 19 anni passeggera della moto è stata trasportata dall’elisoccorso, in codice giallo, all’ospedale di Alessandria.
Ubriaco danneggia volante della polizia
E’ stata completata l’installazione della Big Bench all’Alpe Colombino, a oltre 1.300 metri di altitudine, in uno dei punti panoramici più suggestivi della Val Sangone. Con questa nuova installazione, Giaveno entra ufficialmente a far parte del circuito internazionale del Big Bench Community Project, la rete conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.
La nuova panchina offrirà ai visitatori una prospettiva unica sul territorio circostante, valorizzando ulteriormente le bellezze naturalistiche dell’Alpe Colombino, della Val Sangone e della Punta dell’Aquila, diventando al tempo stesso un nuovo punto di interesse turistico per l’intera vallata.
L’opera è stata realizzata esclusivamente grazie a contributi privati e alla collaborazione tra associazioni, professionisti, imprese artigiane, volontari e cittadini che hanno creduto nel progetto sin dal primo momento.
«Oggi è una giornata di grande soddisfazione e orgoglio per Giaveno e per tutta la Val Sangone – dichiara il Sindaco Stefano Olocco –. Vedere questa Panchina Gigante finalmente installata in uno dei luoghi più belli delle nostre montagne rappresenta il risultato concreto di un grande lavoro di squadra»
«La Big Bench non è soltanto una nuova attrazione turistica – prosegue il Sindaco – ma un simbolo della capacità della nostra comunità di fare rete, collaborare e costruire insieme opportunità per il futuro. Entrare nel circuito internazionale delle Panchine Giganti significa dare ulteriore visibilità alle nostre montagne, ai sentieri, alle borgate e alle attività del territorio, contribuendo a promuovere un turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente.»
Il Sindaco Olocco esprimere un sentito ringraziamento a tutte le realtà che hanno reso possibile il raggiungimento di questo importante traguardo.
Un grazie particolare ad APS Valsangone Turismo, alla Pro Loco di Giaveno e a Gli Amis d’la Sala per aver sostenuto e contribuito alla realizzazione del progetto.
Un ringraziamento speciale alla Famiglia Versino del Ristorante Aquila per la disponibilità del terreno e per il fondamentale supporto nelle operazioni di montaggio della struttura.
Grazie inoltre alla Falegnameria Fratelli Giai Merlera e al Fabbro Barone di Dell’Orto Alessandro per la realizzazione materiale della panchina, al Geometra Sergio Giacone per il progetto e la realizzazione della base, e a Michele Giovale per il prezioso lavoro di pulizia e sistemazione dell’area.
«Desidero ringraziare personalmente tutte le persone che hanno contribuito a questo risultato – conclude il Sindaco Olocco –. Ognuno ha messo a disposizione qualcosa di importante e oggi possiamo vedere il frutto di questo impegno condiviso. Questa Panchina Gigante appartiene a tutta la comunità e rappresenta un nuovo motivo di orgoglio per Giaveno e per l’intera Val Sangone. Invito tutti a venire a scoprirla e a partecipare all’inaugurazione ufficiale.»
L’inaugurazione della Panchina Gigante è prevista per sabato 27 giugno alle ore 12.00 presso l’Alpe Colombino, alla presenza delle associazioni, dei volontari e di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera.
Prima serata di attività per gli operatori del “Torino Care Team”. Il progetto si inserisce nel percorso avviato dalla Città con il Piano di Governo della Notte che ha individuato le principali linee di azione per la gestione delle criticità connesse alla “movida”, con particolare riferimento alla tutela della vivibilità urbana e al contenimento delle emissioni rumorose e prende il via in maniera sperimentale, con il coordinamento della Polizia Locale, come ulteriore strumento per migliorare la convivenza notturna in alcuni quartieri negli orari della “movida” del fine settimana.
Da ieri sera operatori appositamente formati presidiano alcune delle aree più frequentate ai giovanissimi per mediare i conflitti, supportare il diritto al riposo dei residenti e sensibilizzare al rispetto del decoro urbano. Il servizio sarà attivo nelle giornate da venerdì alla domenica, in tre zone principali della città: Santa Giulia, Borgo Rossini (le cosidette Panche, nel tratto compreso tra lungo Dora Firenze e le vie Catania, Parma e Cagliari) e piazza Vittorio Veneto (comprese le vie Matteo Pescatore e via Maria Vittoria, oltre ai Murazzi), dalle 22 alle 4 del mattino.
La sperimentazione prevede un impegno su 55 serate, sempre nel fine settimana, con l’obiettivo di non limitare il divertimento, ma di renderlo più civile e rispettoso del riposo altrui. Per ogni area è prevista una squadra di cinque operatori composta da due steward formati, un addetto ai Servizi di Controllo, un al Primo Soccorso e un addetto Antincendio.
“La notte è di tutti. Di chi vive nei quartieri, di chi si diverte e di chi lavora” commenta l’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale Marco Porcedda. “Si tratta di una nuova presenza sperimentale di prossimità, mediazione e supporto con cui vogliamo provare a rendere la notte nelle aree del divertimento più sicura, rispettosa e vivibile. Il progetto nasce dal confronto costante all’interno del tavolo interassessorile avviato con i colleghi Salerno, Foglietta e Chiavarino e sulla base delle esperienze di altre realtà nazionali e internazionali come Bologna, Madrid e Barcellona. La sperimentazione servirà non solo a testare l’utilità del progetto ma anche a tararne le modalità operative, ad esempio misurando quale sia il numero adeguato di addetti. Abbiamo scelto aree più circoscritte perché il dispiegamento del personale deve essere sufficiente non solo a coprire quel territorio, ma anche a garantire agli operatori del team di lavorare in sicurezza”.
Nella prima serata, i tre team hanno parlato con ragazze e ragazzi, li hanno invitati ad abbassare la voce ed evitare schiamazzi a tarda notte, hanno distribuito adesivi con le principali violazioni del regolamento di polizia urbana, per invitarli a rispettare le regole. L’obiettivo è aumentare la percezione della sicurezza attraverso figure diverse dalle forze dell’ordine, chiamate soprattutto a svolgere un ruolo di informazione, mediazione e prevenzione. Ma anche moltiplicare gli occhi sulle notti più caotiche, aiutando gli agenti a far rispettare le regole, a partire dal divieto di vendita di alcolici ai minorenni, nel tentativo di migliorare la convivenza tra residenti, clienti e gestori dei locali. Gli operatori sono muniti di pettorine ad hoc per distinguerle dagli steward dei locali e hanno un collegamento diretto con la Polizia Locale.
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