CRONACA- Pagina 2

Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio: “Ancora notizie false”

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Riceviamo e pubblichiamo

Corre un passaparola tra alcune testate giornalistiche, su alberi adulti “sradicati” in corso Belgio dopo la tempesta di sabato 11 luglio. Secondo alcune testate uno, secondo un’altra ben cinque.

Delle centinaia di interventi dei Vigili del Fuoco per rami spezzati in città, ancora una volta fa più sensazione scegliere una zona di conflitto e isolarla, e soprattutto dare notizie inattendibili. 

La verità è che, anche stavolta, da alcuni alberi di corso Belgio si sono staccati rami. Nessun fusto e nessun apparato radicale ha ceduto. Sarebbe potuto succedere, perché raffiche di vento sopra una certa velocità abbattono qualsiasi pianta, indipendentemente dal suo stato o età. 

Di sradicato risulta il palo del semaforo all’incrocio con corso Cadore, crollato come gli alberelli di recente messa a dimora in giro per la città (alleghiamo foto di via Filadelfia). 

Allo stesso tempo queste potature (e, ahinoi, capitozzature), avvenute come in altri anni fuori periodo corretto, non solo per la presenza di nidi ma anche per la biologia delle piante, hanno contribuito a indebolire queste ultime, esponendone improvvisamente parti al sole e soprattutto privandole degli strumenti per esercitare le loro funzioni vitali, le foglie.

Alcune cronache, sorvolando sulla veridicità dei fatti, preferiscono dare un “aiutino” al Comune di Torino, che risulta in difficoltà nel far accettare alla cittadinanza la sostituzione di alberate in modo indiscriminato. 

Una precisazione infine è doverosa: al contrario delle menzogne riportate da un articolo di un quotidiano del 12 luglio  – in corso Belgio il Comune non ha pianificato la rimozione di oltre 200 aceri ritenuti instabili dopo i nubifragi del 2023 e del 2024 ma – con un progetto del 2021 – ha deciso la rimozione dell’intera alberata (composta per la quasi totalità di alberi sani, come da documentazione ufficiale, ovvero le VTA) anche su suggerimento dei tecnici che volevano superare il “tabù” dell’abbattimento di un’intera alberata (e in attesa dei fondi per farlo da più di 20 anni non hanno sostituito gli alberi che abbatte in corso Belgio).

Raffiche di vento fortissime e pioggia possono – come è successo anche ieri in molte parti di Torino – far cadere qualsiasi albero. Che alcuni – politicanti e mezzi di comunicazione – continuino ad utilizzare questi accadimenti climatici in modo strumentale per omaggiare o sostenere il progetto del Comune, con affermazioni false, è veramente un comportamento infame. 

Ora che la delibera di iniziativa popolare che chiedeva di non abbattere alberi sani è stata praticamente bocciata, dobbiamo aspettarci che a ogni tempesta, invece di pensare a prendere misure contro il cambiamento climatico, si continui a pensare al progetto di corso Belgio, anacronistico, che va nella direzione opposta alla salvaguardia della vita e della salute?

Torino, 12 luglio 2026

Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio salviamoglialbericb@gmail.com

Anziano solo, arriva la polizia

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La Polizia di Stato è intervenuta nei giorni scorsi, a Torino,  presso l’abitazione di un anziano che ha contattato il Numero Unico di Emergenza 112 perché sopraffatto dalla solitudine dopo la recente scomparsa della moglie.
L’intervento è nato a seguito di una chiamata giunta alla Centrale Operativa da parte dell’uomo che, durante la conversazione, è apparso in evidente difficoltà e poco comprensibile.
Una pattuglia del Comm.to Centro è stata quindi inviata presso la sua abitazione.
Giunti sul posto, gli agenti hanno trovato l’anziano ad attenderli con la porta di casa aperta. L’uomo ha raccontato di aver perso, pochi mesi prima, la moglie, alla quale è stato profondamente legato e che ha rappresentato il suo ultimo punto di riferimento dopo la precedente scomparsa del figlio. Rimasto improvvisamente solo, ha spiegato di aver sentito il bisogno di parlare con qualcuno e di trascorrere qualche momento in compagnia.
Gli operatori si sono trattenuti con lui per oltre un’ora, hanno ascoltato il suo racconto e gli hanno offerto vicinanza e conforto. Successivamente, anche una seconda Volante dell’UPG ha raggiunto l’abitazione e l’anziano, visibilmente rasserenato dalla presenza dei poliziotti, ha chiesto di poter immortalare quel momento con una fotografia.
Al termine dell’intervento, gli agenti hanno salutato l’uomo e hanno ripreso il regolare servizio, consapevoli di aver dato una risposta non solo a una richiesta di aiuto, ma anche a un bisogno di umanità e vicinanza.

Prali, liberata la provinciale dopo l’esondazione

Il forte temporale che ha interessato  la Valle Germanasca ha provocato l’esondazione di due rii, che ha interessato la Provinciale 169 al km 21+500, nel territorio del Comune di Prali. L’intervento dei Vigili del Fuoco e dei cantonieri del Circolo di Perosa Argentina della Direzione Viabilità 2 ha consentito lo sgombero del materiale presente sulla carreggiata e la riapertura della strada alle 21,40.

Alberi sradicati e tegole divelte per il temporale

Nel giro di un paio d’ore ieri nel Torinese il violento temporale ha spezzato, solo temporaneamente, la morsa del caldo, destinata però a tornare già da oggi con temperature molto elevate. Il maltempo ha provocato la caduta di alberi e tegole, rendendo necessari numerosi interventi dei vigili del fuoco in diverse zone del Torinese.

Le criticità maggiori si sono registrate a Osasio, Verrua, Gassino e Carmagnola, dove il vento ha abbattuto diversi alberi. A Torino, invece, si contano numerosi alberi sradicati o rami spezzati in corso Belgio, corso Gabetti, corso Massimo d’Azeglio, corso Trapani, corso Vercelli e corso Settembrini. Vigili del fuoco e polizia locale sono intervenuti anche nell’area di piazza d’Armi. In viale Primo Maggio un autobus in sosta è stato colpito dalla caduta di un albero, mentre altre piante abbattute sono state segnalate in piazza Arbarello e nella zona del Lingotto.

Provinciale 254 del Pian del Frais, proseguono i lavori

 TERMINATA LA CHIUSURA AL KM 6+500

Proseguirà ancora per circa un mese il cantiere per la manutenzione straordinaria della Strada Provinciale 254 del Pian del Frais tra il km 2+750 e il km 6+600. Le restrizioni alla circolazione comprendono il limite di velocità a 30 km orari, il divieto di sorpasso e di sosta per tutti i veicoli e, nei tratti in cui è necessario, un senso unico alternato regolato da impianto semaforico o da movieri. La ditta esecutrice, la Batistini Costruzioni Generali S.r.l., ha chiesto una ulteriore proroga della regolamentazione della circolazione, per completare le lavorazioni.

La provinciale SP 254 che collega Meana di Susa al Pian del Frais ha una carreggiata che presenta alcune criticità, legate in particolar modo alla presenza di muri di sostegno ammalorati e alla carenza e/o inefficacia di alcune barriere stradali esistenti.

Grazie ai fondi derivanti dai canoni idrici, sono stati progettati ed appaltati i lavori di manutenzione straordinaria, per un importo complessivo di 500.000 euro.

GLI INTERVENTI PRINCIPALI

– Intervento 1 sulla diramazione 1 della Provinciale 172 al km 0+600: l’intervento che prevedeva la realizzazione di cordoli, barriere e ripristini di murature è terminato, salvo un breve tratto di barriera bordo laterale ancora da installare e le operazioni di scarifica e formazione del nuovo tappetino di usura

– Intervento 2 sulla Provinciale 254 al km 3 e al km 3+600: completati il ripristino dell’opera di sostegno, la realizzazione del cordolo in cemento armato e l’installazione delle barriere bordo ponte. Rimane da completare l’installazione delle barriere bordo laterale e la bitumatura

– Intervento 4 sulla Provinciale 254 km al 4+250: in questo intervento che è ancora da realizzare, è prevista la sola sostituzione delle barriere bordo laterale.

– Intervento 5 sulla Provinciale 254 al km 6+500: è stata realizzata la riprofilatura della parete rocciosa per consentire un minimo di allargamento della sede stradale, essenziale per avere lo spazio per posizionare la barriera di sicurezza a valle. Per la realizzazione dell’intervento 5, per la demolizione del versante roccioso si è reso necessario chiudere il tratto stradale al transito per circa una settimana, con deviazione del transito sulla strada comunale che si congiunge con la SP 254 più a monte. I lavori sono stati ritardati di qualche giorno a causa delle difficolta dell’impresa appaltatrice per il trasporto di un mezzo idoneo a eseguire la demolizione del versante roccioso, ma si sono comunque completati nel tardo pomeriggio di venerdì 26 giugno.

Nelle prossime fasi lavorative la strada rimarrà aperta seppur con alcune limitazioni e si cercherà di programmare i lavori per arrecare minor danno possibile a residenti e turisti.

Traves, manutenzione Strada Provinciale 1 delle Valli di Lanzo

Nel centro abitato di Traves sono ripresi i lavori per la manutenzione e il miglioramento della carreggiata e per il consolidamento dei muri di sostegno sulla Strada Provinciale 1 delle Valli di Lanzo, tra il km 33+500 e il km 34. Per consentire il completamento dei lavori, occorrerà una corsa contro il tempo: a fine anno infatti scade la proroga del finanziamento concesso nell’ambito nel PNC, il Piano Nazionale Complementare al PNRRFino alle 18 di mercoledì 12 agosto sarà attivo 24 ore su 24 un semaforo per la regolazione del senso unico alternato e saranno in vigore il limite di velocità di 30 km orari e il divieto di sorpasso e di sosta per tutti i veicoli in entrambi i sensi di marcia. Per ridurre l’impatto del semaforo sulla circolazione, nei giorni e nelle ore di maggior flusso turistico verso le Valli di Lanzo, soprattutto il sabato e la domenica, la regolazione del senso unico alternato avverrà con l’impiego di movieri, che adatteranno i tempi del senso unico alternato in base alla consistenza del traffico nelle due direzioni.

“L’intervento per risolvere le criticità lungo la Provinciale 1 a Traves, – precisa il Vicesindaco metropolitano con delega ai lavori pubblici Jacopo Suppo – interessa nel suo complesso il tratto compreso tra il km 33+100 e il km 34+100 ed è finanziato per oltre 1 milione di euro con fondi del PNC – Si procede con il consolidamento del muro di sostegno in sottoscarpa e con l’allargamento della sezione stradale, che consentirà di ovviare alle attuali difficoltà nell’incrocio dei mezzi pesanti. Il finanziamento PNC deve essere speso in tempi molto stretti e ugualmente stretti sono i tempi per la rendicontazione dei lavori e dei pagamenti alle ditte appaltatrici. Le somme messe a disposizione dal PNC consentono oltre la sistemazione del reticolo di smaltimento delle acque piovane e la bitumatura del tratto stradale“.

Emergenza incendi in Piemonte, persi 700mila alberi

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GRAVE IMPATTO SULLA BIODIVERSITÀ

LA REGIONE: “PRONTI AI RIPRISTINI”

Una vera e propria catastrofe ecologica sta interessando il Piemonte: il bilancio complessivo provvisorio dei roghi che stanno devastando il territorio ha raggiunto la drammatica quota compresa tra 800 e 900 ettari complessivi bruciati tra le province di Torino, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola.

La stagione particolarmente calda con temperature elevate, che si sono protratte per lunghi periodi dalla fine di maggio ai primi giorni di luglio, e le scarse precipitazioni hanno determinato condizioni favorevoli all’innesco di incendi boschivi. La recente ondata di caldo che ha interessato il Piemonte dagli inizi di luglio, con il record di temperature massime registrato mercoledì 8, è stata anche accompagnata da forti venti di caduta da nord che hanno ulteriormente incrementato il pericolo di incendi boschivi. I bollettini incendi boschivi emessi dal Centro funzionale di Arpa in questi giorni hanno fotografato bene le condizioni, con una pericolosità che è aumentata da inizio luglio e l’8 le condizioni sono ulteriormente peggiorate con un pericolo elevato diffuso a causa delle alte temperature e dei forti venti di foehn in quota.

Secondo quanto riferito da fonti dei Vigili del Fuoco, l’origine dei diversi roghi è di natura meteorologica: le fiamme sono state infatti innescate dai fulmini caduti durante i violenti temporali dei giorni scorsi, per poi propagarsi rapidamente a causa del forte vento, delle temperature torride e dei terreni secchi.

I fronti principali che registrano i danni maggiori sul territorio sono:

  • Valsesia (Vercelli): l’area in assoluto più colpita con ben 450 ettari di territorio già andati in fumo;

  • Premosello Chiovenda (VCO): 226 ettaridivorati dalle fiamme in una zona dove la superficie boschiva distrutta tocca il 60%, con la perdita di preziosi ecosistemi di quercete, faggete e boscaglie pioniere.

  • Valle Soana (Torino): un vastissimo rogo in quota sta colpendo il territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso (in particolare tra Valprato Soana e Ronco Canavese); il fuoco, partito inizialmente da zone impervie di erba olina e rododendri, ha purtroppo raggiunto e intaccato anche i boschi di abeti e larici.

Nelle sole aree attive colpite dall’emergenza la stima puntuale rileva che sono andati persi ben 700.000 alberi.

Il danno ecologico va ben oltre la perdita della vegetazione. Gli incendi stanno compromettendo gravemente la biodiversità locale: il fumo e la distruzione degli habitat colpiscono direttamente la microfauna, gli insetti impollinatori, i rettili e l’avifauna nidificante, oltre a spingere i grandi mammiferi (como caprioli e camosci) a una fuga forzata verso i territori antropizzati.

La Regione Piemonte stima che il percorso della natura per guarire queste ferite sarà lungo:

  • primi 2-5 anni: ritorno delle prime specie vegetali pioniere, delle erbe e degli arbusti che stabilizzeranno parzialmente il suolo dal rischio erosione;

  • 15-20 anni: sviluppo di un bosco giovane, con la ricomparsa graduale della fauna selvatica;

  • oltre 50-70 anni: tempo necessario affinché i preziosi ecosistemi complessi di querce, faggi e conifere d’alto fusto colpiti in queste ore riacquistino la loro piena maturità e la struttura originaria.

“Ogni ettaro di bosco perso è una ferita al cuore del pianeta, ed è per questo che il lavoro dei soccorritori assume un valore immenso – commenta l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte Matteo Marnati“I Vigili del Fuoco, i piloti dei mezzi aerei e i volontari AIB stanno lottando contro un inferno di fiamme per proteggere la nostra casa comune. Custodire le nostre foreste significa garantire la sopravvivenza delle generazioni future. Il loro non è un semplice intervento di emergenza, ma una vera e propria missione di importanza vitale per l’umanità, per la quale saremo sempre debitori”.

I modelli di simulazione di Arpa Piemonte e Regione Piemonte sull’andamento dei roghi montani – prosegue Marnati evidenziano lo straordinario valore dell’intervento dei soccorritori: senza il tempestivo contenimento a terra e il massiccio dispiegamento della flotta aerea, le fiamme avrebbero consumato l’intera massa forestale continua delle valli. L’azione coordinata delle forze in campo ha evitato la distruzione di ulteriori 3.500 ettari potenziali di territorio, mettendo in sicurezza e salvando oltre 3 milioni di alberi e intere frazioni abitate a fondovalle”.

“La Regione Piemonte si occuperà immediatamente dei ripristini forestali non appena le condizioni al suolo lo permetteranno – annuncia l’assessore regionale alla Montagna Marco GalloSiamo già al lavoro per delineare gli interventi e attivare piani straordinari di ripristino ambientale, sul modello di quanto già sperimentato con successo dopo i grandi incendi del 2017. Sottolineiamo però l’importanza cruciale del monitoraggio post-evento: prima di procedere a qualsiasi rinnovazione artificiale con piantine da vivaio, sarà fondamentale valutare la capacità di rinnovazione naturale del bosco, in modo da capire dove sia realmente necessario e prioritario l’intervento dell’uomo”.

Le misurazioni sulla qualità dell’aria effettuate da Arpa e finalizzate a rilevare la presenza di sostanze aerodisperse prodotte dalla combustione non hanno rilevato valori in quantità tali da prefigurare un potenziale danno alla salute. La centralina di rilevamento di Domodossola ha rilevato valori massimi istantanei di circa 250 µg/m3 (microgrammi al metrocubo) nel tardo pomeriggio del 9 luglio, mentre già il giorno 10 i valori di polveri sottili sono scesi a 55 µg/m3 come valore medio giornaliero.

Cantieri estivi in città: Corso Moncalieri, corso Regina e via Cigna

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Prenderanno il via venerdì 10 luglio i lavori di allargamento del marciapiede di corso Moncalieri, nel tratto compreso tra il Ponte Isabella e via Febo.

L’intervento serve a migliorare la sicurezza e la fruibilità dell’unico percorso pedonale di accesso al Parco Leopardi, eliminando le barriere architettoniche per renderlo pienamente accessibile. Il leggero restringimento della carreggiata in direzione nord, dovuto al nuovo disegno del marciapiede, favorirà inoltre una velocità più moderata delle auto in prossimità dell’ingresso del parco.

Contestualmente l’intervento prevede anche la completa riasfaltatura della carreggiata e il ridisegno delle corsie.

Il cantiere comporterà una temporanea riduzione della carreggiata ad una corsia per senso di marcia fino al termine delle lavorazioni. La scelta di eseguire i lavori nel periodo estivo permetterà di contenere i disagi alla viabilità in considerazione dei previsti minori flussi di traffico. Si invita comunque la cittadinanza a prestare attenzione alla segnaletica temporanea e a valutare percorsi alternativi.

Inoltre, nell’ambito dei lavori per rendere gli incroci più sicuri, lunedì 13 luglio sarà avviato il cantiere all’intersezione tra corso Regina Margherita, via Principe Eugenio, corso Valdocco e via Cigna. Nel frattempo, si concluderà il quello all’incrocio tra via Cigna e via Cecchi, per poi passare all’intersezione tra le vie Maria Ausiliatrice, Cigna e Cottolengo.

Tutti gli interventi rientrano nel piano straordinario di manutenzione del suolo pubblico “Torino Cambia – Spazi che uniscono”, già avviato nei mesi scorsi e sostenuto da Fondazione CRT con un investimento complessivo di 32 milioni di euro, che prevede oltre 140 cantieri in tutta la città.

TorinoClick

Vallette, arresto per spaccio in monopattino

 
La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino marocchino gravemente indiziato del reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
Nel corso del servizio del controllo del territorio, gli agenti del Commissariato di P.S. Madonna di Campagna sono intervenuti nel quartiere Vallette a seguito di una segnalazione relativa alla presenza di un uomo intento a effettuare una presunta cessione di sostanza stupefacente nei pressi di alcune panchine della zona, attraverso l’uso di un monopattino elettrico.
Giunti sul posto, i poliziotti hanno individuato un soggetto seduto su una panchina con accanto un monopattino elettrico. Alla vista della volante, l’uomo si è dato immediatamente alla fuga ma gli agenti lo hanno bloccato poco dopo.
La successiva perquisizione personale ha consentito di rinvenire e sequestrare la somma di 1.350 euro in contanti, ritenuta provento dell’attività di spaccio, oltre ad un involucro in cellophane contenente complessivamente circa 80 grammi lordi di sostanza stupefacente, suddivisa in ovuli di eroina e cocaina.
Il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza a favore dell’indagato sino alla sentenza definitiva.

Nicco riceve delegazione parlamentare della Repubblica di Serbia

Il presidente Davide Nicco ha ricevuto a Palazzo Lascaris, una delegazione parlamentare della Repubblica di Serbia, guidata Jovan Palalić presidente del Gruppo dell’amicizia Serbia-Italia e membro dell’Assemblea nazionale della Repubblica Serba. La folta delegazione era accompagnata da Alberto Preioni sottosegretario alla Presidenza della Regione.

“L’amicizia e la stima tra i piemontesi ed il popolo serbo non si limita all’aspetto morale ma è anche supportata da aspetti concreti come gli ottimi rapporti economici. Rapporti che mi auguro continueranno ad intensificarsi”.

Nel corso del colloquio Palalić ha sottolineato che attualmente “l’Italia in Europa è il primo partner politico ed il secondo economico della Serbia”. Un paese, è stato detto “in costante crescita economica favorita dalla sua stabilità politica. Un promettente hub regionale nell’Ict col quale l’Italia e il Piemonte potranno ulteriormente intensificare i rapporti”. Rapporti, è stato specificato, “che non sono mai stati così buoni negli ultimi cento anni”. La delegazione ha anche invitato il presidente Nicco in Serbia.

Oltre a numerosi parlamentari la delegazione comprendeva una rappresentanza del Consolato generale di Serbia a Milano, guidata dal console Dragan Petrović.

Ufficio Stampa CRP