CRONACA- Pagina 2

Askatasuna, due condanne per l’assalto all’Unione industriale

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Cinque mesi e dieci giorni di reclusione: è questa la condanna inflitta in appello a Sara Munari e Stefano Millesimo, tra i volti più noti dell’area antagonista torinese. I due, molto giovani e considerati tra i leader di Askatasuna, sono stati ritenuti responsabili per i fatti avvenuti durante una manifestazione contro l’Unione Industriali di Torino.

La decisione della corte d’appello ribalta l’esito del primo grado del maxi processo Askatasuna, in cui erano stati assolti. A distanza di pochi giorni, i giudici hanno invece riconosciuto una diversa ricostruzione degli eventi, individuando negli scontri con le forze dell’ordine un’azione non spontanea ma deliberata.

Secondo quanto emerge dagli atti ufficiali, la manifestazione non sarebbe degenerata casualmente, ma si sarebbe configurata come un’azione coordinata e ripetuta. Nelle carte si legge infatti che, “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso”, i due avrebbero partecipato ad aggressioni reiterate ai danni dei carabinieri impegnati nel servizio di ordine pubblico, utilizzando aste, bastoni e colpendo anche con calci e pugni.

Tentato omicidio al parcheggio: un arresto

I Carabinieri  hanno arrestato il presunto responsabile della sparatoria avvenuta lo scorso dicembre a Sommariva Perno, nel Cuneese.

L’episodio risale alla notte dell’11 dicembre, quando una lite scoppiata nel parcheggio del centro sportivo “Roero” è degenerata fino all’uso di un’arma da fuoco. Durante lo scontro, un uomo di 32 anni è stato raggiunto al torace da un proiettile esploso con un’arma di piccolo calibro.

La vittima, soccorsa dai sanitari del 118, è stata inizialmente trasportata in codice rosso all’ospedale di Verduno e successivamente trasferita a Cuneo. Dopo essere rimasta per un periodo in prognosi riservata, è stata infine dichiarata fuori pericolo.

Grandi eventi, “Torino Time” per la Fondazione Molinette

Si è tenuta  nei giorni scorsi la consegna ufficiale alla Fondazione Ricerca Molinette di una donazione di 12.272 euro, raccolti nell’ambito del concerto “Torino Time”, organizzato dalla Città di Torino in occasione del Capodanno. A consegnare il maxi-assegno simbolico, all’Ospedale Molinette di Torino, l’assessore ai Grandi eventi e Turismo Domenico Carretta.

“Siamo orgogliosi di vedere come i grandi appuntamenti della nostra città sappiano trasformarsi in gesti concreti di solidarietà – dichiara l’assessore ai Grandi eventi e Turismo Domenico Carretta – La donazione di oggi alla Fondazione Ricerca Molinette dimostra che siamo una comunità che si prende cura del proprio futuro e che il successo di un evento si misura anche dalla sua capacità di generare bene comune. Il meccanismo della cauzione si è rivelato una scelta vincente: non solo perché ha garantito una gestione efficiente delle prenotazioni, ma perché ha permesso di trasformare le mancate partecipazioni in un’opportunità di sostegno alla ricerca”.

Il concerto “Torino Time”, che ha animato l’Inalpi Arena lo scorso 31 dicembre, era accessibile gratuitamente previa prenotazione dei biglietti, con cauzione di 5 euro: tale somma è stata poi restituita agli spettatori presenti, mentre è stata trattenuta, a titolo di cauzione, per chi non ha partecipato all’evento, andando a costituire la somma devoluta oggi alla Fondazione Ricerca Molinette.

Il presidente della Fondazione Ricerca Molinette, Massimo Segre, aggiunge: “La Città di Torino ha fatto una scelta di grande valore: collegare un momento di comunità, di festa, a un impegno concreto per la salute. Questa donazione andrà per intero al nostro Bando per la ricerca d’eccellenza sulle patologie dell’invecchiamento: un campo in cui ogni scoperta migliora la vita di tutti, perché invecchiare riguarda ciascuno di noi. Investire oggi nella comprensione di queste patologie significa lavorare per garantire una migliore qualità della vita per tutta la nostra comunità”.

La Città di Torino ha inoltre sostenuto la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro con una donazione di 5.920 euro, pari al ricavato della vendita dei biglietti, a prezzo simbolico, del concerto “Torino sei Regio!” del 1° gennaio 2026, al netto delle commissioni.

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Controlli straordinari in Barriera di Milano: 2 arresti e un locale chiuso

Circa 70 persone identificate, 2 arrestate e sospesa l’attività di un locale. È questo il bilancio di un controllo straordinario della Polizia di Stato in Barriera di Milano, effettuato in collaborazione con il Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, il Reparto Mobile di Torino e la polizia locale per contrastare irregolarità e reati.

Tra gli arrestati, due cittadini stranieri: uno in custodia cautelare, l’altro – già ricercato – deve scontare 2 anni e 6 mesi. Un terzo individuo, irregolare sul territorio italiano e privo di documenti, è stato accompagnato in Questura per gli accertamenti del caso.

Controllati anche 21 veicoli e 4 esercizi pubblici. Tra questi, un bar di corso Giulio Cesare, privo delle autorizzazioni per la vendita di alimenti e bevande, è stato sanzionato con 4.270 euro e chiuso fino alla regolarizzazione.

VI.G

Anziano si schianta col parapendio e finisce in ospedale

Precipita col parapendio: 71enne trasportato in ospedale. È successo nei boschi di Luserna San Giovanni, verso l’ora di pranzo, quando l’anziano, mentre era in volo, ha urtato dei cavi finendo in un corso d’acqua. Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 Azienda Zero che lo hanno elitrasportato all’ospedale di Pinerolo. Nonostante i traumi, le sue condizioni non sono gravi. Sul luogo anche le squadre del soccorso alpino e speleologico per recuperare l’attrezzatura del velivolo. L’episodio è stato segnalato ai carabinieri della compagnia di Pinerolo. La probabile causa, secondo la ricostruzione, è il vento forte che soffia sulle montagne in questi giorni.

VI.G

Donazione di sangue al 1° Reparto di Sanità “Torino”

In occasione della Giornata Nazionale in memoria delle vittime del Coronavirus

In occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime del Coronavirus, il 1° Reparto di Sanità “Torino” ha promosso, una donazione di sangue ed emocomponenti presso la Caserma “A. Pugnani” di Torino, coinvolgendo il personale del Reparto in un’iniziativa di alto valore civile e solidale.

L’evento, realizzato in collaborazione con l’Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS), si inserisce nel più ampio quadro delle attività volte a rafforzare il legame tra l’Esercito e il territorio, confermando il costante impegno del Reparto a favore della collettività.

Il 1° Reparto di Sanità “Torino” rappresenta una realtà di riferimento nel settore del supporto sanitario emergenziale civile e militare, garantendo la predisposizione di strutture sanitarie campali sia in contesti nazionali che esteri ed operando con professionalità e spirito di servizio in favore del Paese.

“Il 1° Reparto di Sanità “Torino” alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito per il tramite del Comando dei Supporti Logistici”

Alla giornata hanno aderito con convinzione uomini e donne del Reparto, offrendo un contributo concreto nel segno della solidarietà, della responsabilità sociale e della partecipazione attiva. La donazione ha così assunto un significato ancora più profondo, quale gesto tangibile di vicinanza alla comunità e testimonianza dei valori che da sempre contraddistinguono il personale dell’Esercito Italiano.

Il Comandante, Ten. Col. Lino CARANO, nel sottolineare il valore dell’iniziativa, ha evidenziato come momenti di questo tipo rappresentino un’importante occasione di collaborazione sinergica con le realtà del territorio e un’efficace espressione del senso di appartenenza, della sensibilità e dello spirito di servizio del personale del Reparto.

L’iniziativa ha rappresentato, infine, non solo un momento di raccoglimento e memoria, ma anche un esempio concreto di impegno verso il prossimo, confermando la piena integrazione del 1° Reparto di Sanità “Torino” nel tessuto sociale torinese e il suo costante contributo al bene comune.

Torino e il suo patrimonio verde: tra ricchezza e sfide di gestione

Torino è una delle città italiane con la maggiore estensione di aree verdi: sul territorio comunale se ne contano circa 47 chilometri quadrati, dei quali quasi venti rientrano direttamente nella gestione pubblica. Le alberate stradali percorrono oltre 300 chilometri e il censimento comunale indica la presenza di circa 147 mila alberi, patrimonio che contribuisce in modo decisivo alla qualità ambientale e paesaggistica della città. I parchi sono numerosi e diffusi nei diversi quartieri: tra i più noti spiccano il Parco della Pellerina, con i suoi oltre ottanta ettari che lo rendono il polmone verde più ampio della città, il Parco del Valentino lungo il Po, il Colletta, il Ruffini e il Colonnetti, senza dimenticare la cornice collinare che arricchisce ulteriormente la dotazione naturale.Platano Tesoriera Alberi Monumentali

Questo patrimonio, però, comporta anche sfide significative. Una parte non trascurabile delle alberate è costituita da esemplari maturi o molto anziani, che richiedono cure costanti e monitoraggi regolari per ridurre i rischi legati alla stabilità. I tecnici del settore verde della Città effettuano sopralluoghi visivi e, quando serve, indagini più approfondite con strumenti come resistografi e tomografi, al fine di individuare eventuali criticità. In alcuni casi si procede con potature di contenimento, consolidamenti o abbattimenti mirati, sempre seguiti da nuove piantumazioni. Le interferenze con la rete stradale, i sottoservizi o l’illuminazione pubblica rappresentano un ulteriore fronte di gestione, così come la necessità di affrontare gli effetti di eventi meteorologici estremi, che negli ultimi anni si sono fatti più frequenti e intensi. In queste situazioni il Comune non di rado dispone la chiusura preventiva di giardini e parchi o interdizioni temporanee di alcune aree per garantire la sicurezza dei cittadini.

La regolamentazione delle attività di cura e manutenzione fa capo al Regolamento comunale del verde, che stabilisce principi e procedure di intervento sia per il patrimonio pubblico sia per il verde privato. Nel confronto con le altre grandi città italiane, Torino si colloca su valori medi di dotazione di verde pubblico pro capite, attorno ai venti-ventiquattro metri quadrati per abitante. Non raggiunge dunque i livelli di quei comuni che inglobano vaste aree naturali entro i propri confini, ma mantiene comunque un’offerta significativa e ben distribuita, che rappresenta un punto di forza in termini di vivibilità.

Torino possiede una rete di parchi e giardini capace di qualificare il paesaggio urbano e di offrire spazi di svago e socialità diffusi in tutta la città. La vera sfida per il futuro è rendere questo patrimonio più resiliente di fronte ai cambiamenti climatici, rinnovando gradualmente le alberate più vetuste, migliorando la connessione ecologica tra le diverse aree e ampliando la quota di verde fruibile a distanza ravvicinata dalle abitazioni, così da rafforzare la funzione ambientale e sociale del verde urbano.

Nuova morte in carcere a Torino. Il SAPPE: “Situazione sempre più drammatica”

Non si arresta la scia di eventi drammatici presso la Casa Circondariale di Torino. Nella tarda serata di mercoledì 25 marzo scorso un nuovo decesso ha scosso le mura del Padiglione B, mettendo ancora una volta a dura prova il personale di Polizia Penitenziaria e i servizi di soccorso. Intorno alle ore 22.30, l’allarme è scattato nella Quinta Sezione del secondo piano, quando un detenuto ha richiesto l’intervento urgente del personale, dopo aver trovato il proprio compagno di cella in stato di incoscienza. Gli agenti di servizio sono accorsi immediatamente entrando nella camera, e confermando la gravità della situazione. Sul posto è giunto il medico di turno, seguito subito dopo dal personale infermieristico. Nonostante le manovre di rianimazione avviate con estrema celerità, e proseguiti senza sosta dopo l’arrivo del 118, il cuore dell’uomo ha cessato di battere. Il decesso è stato constatato alle ore 00.15 di giovedì 26 marzo. Sul caso sono in corso rilievi della Polizia Scientifica e del medico legale, sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria, che ha disposto l’autopsia.

“Esprimiamo profonda solidarietà per quanto accaduto e vicinanza a tutto il personale coinvolto – dichiara Vicente Santilli, Segretario per il Piemonte del SAPPE – ancora una volta gli Agenti si sono trovati ad affrontare un evento drammatico nel cuore della notte, operando con professionalità, umanità e senso del dovere in un contesto estremamente complesso”.

Il SAPPE sottolinea come intervenire in condizione di sovraffollamento e tensione, cercando di salvare una vita, rappresenti un compito che va ben oltre le mansioni legate alla sicurezza. Parole di solidarietà, ma anche di forte preoccupazione arrivano dal Segretario Generale SAPPE, Donato Capece: “È sempre più duro e difficile lavorare in prima linea nelle sezioni detentive. I nostri Agenti operano quotidianamente in condizioni critiche, esposti a stress, rischi e traumi continui. Servono tutele concrete e garanzie reali per il personale”.

“Non possiamo ignorare – aggiunge Santilli – che questi eventi rappresentino un trauma profondo per chi lavora in prima linea. Lo Stato deve comprendere che dietro ogni evento critico c’è un Basco Azzurro che ne porta il peso sulle spalle. Non possiamo essere lasciati soli a gestire il fallimento di un intero sistema sociale e sanitario”.
Il SAPPE rinnova l’appello alle istituzioni affinché vengano adottate misure urgenti per garantire maggiore sicurezza, supporto psicologico e condizioni di lavoro adeguate per gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria.

Mara Martellotta

PNRR, a Castellamonte quasi pronto il civic centre

L’ex ospedale torna a vivere 
Quello che un tempo era l’ospedale di Castellamonte in pieno centro, in piazza Martiri della Libertà, grazie ai fondi PNRR ha completamente cambiato volto e destinazione. Dopo due anni di lavori per ristrutturare 1840 mq, con 3 milioni di euro di investimento, il Comune di Castellamonte e la Città metropolitana di Torino stanno per consegnare alla comunità una Casa della cultura e della socialità in uno spazio sottratto all’abbandono.
“Siamo venuti a Castellamonte nel luglio 2024 per l’avvio dei lavori, finanziati come PUI Piano Urbano Integrato sulla Missione 5 del PNRR, con lo scopo di trasformare l’ex ospedale, nel cuore della città, in un centro civico per ospitare il raddoppio della Biblioteca, l’archivio comunale, il centro anziani e la ceramicoterapia” ricorda il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che è tornato a verificare l’avanzamento dei lavori giovedì 26 marzo in un partecipato sopralluogo.
Con lui, come due anni fa, la consigliera metropolitana  delegata allo sviluppo economico Sonia Cambursano, che si è dichiarata “sempre più convinta e soddisfatta della scelta di destinare i fondi per favorire l’inclusione sociale, facendo atterrare sui territori i finanziamenti della missione dedicata all’inclusione per una reale riqualificazione urbana”.
“Nel luglio del 2024 ho dato appuntamento alla primavera 2026 e ci siamo” ha aggiunto soddisfatto il  sindaco di Castellamonte Pasquale Mazza, anche lui consigliere metropolitano.
I lavori sono ad uno stato di avanzamento nel pieno rispetto delle tempistiche: è stato completato l’adeguamento antisismico e il potenziamento dal punto di vista energetico con il miglioramento di almeno due classi energetiche e la conseguente riduzione dei costi di gestione.
All’interno, in attesa degli arredi, sono stati visitati gli spazi destinati all’ampliamento della biblioteca civica con i suoi 3mila volumi e all’archivio storico, i nuovi ambienti per gli Artisti della Ceramica, per il centro culturale “Costantino Nigra”, per il nuovo centro di aggregazione per giovani e anziani e per gli sportelli sociali.
C’è attesa, in particolare, per i progetti di ceramicoterapia che troveranno sede nel civic centre: Castellamonte ha molto lavorato negli ultimi anni per consolidare il suo ruolo di capitale della ceramica ed ora i ceramisti potranno avviare corsi dedicati, nella consapevolezza che modellare l’argilla aiuta a ridurre l’ansia e lo stress, offre un effetto analgesico ed è un’attività utilizzata come terapia ricreativa, rivolta anche a minori con disagio sociale o disabilità.