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OIRM – Sant’Anna: approvato il Piano strategico 2027-2029

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Il nuovo polo regionale e sovraregionale materno-infantile avvia il percorso verso la piena autonomia gestionale, l’equilibrio economico-finanziario e la candidatura a IRCCS pediatrico.

In data 30 giugno 2026 è stato approvato, con deliberazione n. 15, il Piano Strategico triennale 2027-2029 dell’Azienda Ospedaliera OIRM – Sant’Anna. Il documento rappresenta il primo atto di programmazione della nuova Azienda, nata dal ricongiungimento delle funzioni pediatriche, ostetrico-ginecologiche, neonatologiche e di salute della donna, e definisce la traiettoria di sviluppo del polo di riferimento regionale e sovraregionale per pediatria specialistica, medicina materno-infantile, continuum della nascita, ginecologia specialistica e oncologica, medicina della riproduzione e medicina di genere.

Il Piano non è un semplice bilancio previsionale, ma uno strumento integrato che collega identità clinica, assetto organizzativo, fabbisogni di personale, investimenti, ricerca e sostenibilità economica. Il 2026 resta l’anno di transizione amministrativa e contabile; dal 2027 si apre la fase di piena operatività gestionale della nuova Azienda, con il primo bilancio autonomo e con un programma di crescita selettiva nelle aree a maggiore complessità.

I principali dati di partenza

31.860

65,4 mln euro

53%

20,2-28,3 mln euro

2027

ricoveri 2025

valore ricoveri

ricoveri da fuori ASL Torino

investimenti stimati 2027-2029

primo bilancio autonomo

Le quattro direttrici del Piano

La strategia si sviluppa lungo quattro direttrici fra loro interdipendenti: eccellenza clinico-assistenziale, autonomia organizzativa e gestionale, equilibrio economico-finanziario, ricerca e innovazione in vista della candidatura IRCCS. L’eccellenza clinica punta a concentrare casistiche distintive e percorsi ad alta complessità in piattaforme integrate; l’autonomia organizzativa prevede la progressiva internalizzazione del nucleo direzionale, la definizione delle responsabilità aziendali e rapporti regolati con la Città della Salute e della Scienza; la sostenibilità economica viene perseguita attraverso il recupero di produzione qualificata, il governo dei costi e il sostegno regionale nella fase di avvio; la ricerca diventa infine una leva strutturale di sviluppo, con governance scientifica, Grant Office, biobanca, trial clinici e reti nazionali ed europee.

Sette piattaforme clinico-assistenziali strategiche

Le direttrici prendono forma in sette piattaforme operative: malattie rare in pediatria, con il consolidamento della genetica clinica pediatrica, del sequenziamento e del raccordo con le reti europee; oncoematologia pediatrica e terapie avanzate, con trapianti, terapie cellulari e terapia genica; neurochirurgia e cardiochirurgia pediatrica, alte specialità di rilevanza regionale e sovraregionale; neonatologia, TIN e continuum materno-neonatale, per il ruolo di hub regionale del percorso nascita, con oltre 4.000 parti l’anno e la presa in carico dei neonati gravemente immaturi; PMA, genetica medica e medicina della riproduzione, con procreazione medicalmente assistita di I, II e III livello e diagnosi preimpianto; ginecologia specialistica e oncologica; medicina di genere, dimensione trasversale a tutti i percorsi di cura, ricerca e formazione. Queste piattaforme orientano la programmazione clinica, gli investimenti, la crescita produttiva e la documentazione scientifica a supporto del percorso IRCCS.

Investimenti, conto economico e sostenibilità

Il piano degli investimenti 2027-2029 ammonta a una stima compresa tra 20,2 e 28,3 milioni di euro e si articola in quattro cluster: infrastrutture cliniche e capacità operatoria; tecnologie diagnostiche e cliniche; sistemi informativi e digitale per l’autonomia amministrativo-contabile; infrastrutture per la ricerca e la candidatura IRCCS, tra cui biobanca pediatrica e materno-neonatale, laboratorio di terapia cellulare e Clinical Trial Unit. Le fonti di finanziamento comprendono fondi regionali in conto capitale, risorse PNRR, bandi competitivi nazionali ed europei e fundraising.

Sul piano economico-finanziario, il documento prevede il pareggio per ciascuno dei tre esercizi 2027, 2028 e 2029. I ricavi complessivi salgono da 284,0 milioni nel 2027 a 292,9 milioni nel 2028 e 298,0 milioni nel 2029; i costi passano da 280,9 milioni a 289,8 milioni e quindi a 298,0 milioni. La crescita dei ricavi da produzione sanitaria è stimata al 7% annuo: i ricavi di produzione crescono da 136,4 milioni nel 2027 a 146,0 milioni nel 2028 e 156,2 milioni nel 2029, con la componente SDO da circa 103,0 a 118,0 milioni e ambulatoriale/file F da circa 33,4 a 38,2 milioni. Sul fronte dei costi, il Piano considera personale coerente con il fabbisogno, farmaci e dispositivi legati alla produzione ad alta complessità e un progressivo efficientamento degli altri costi operativi.

IRCCS, ricerca e fundraising

La candidatura a IRCCS per la specialità pediatrica costituisce l’orizzonte scientifico del triennio. La base di partenza è rappresentata dalle casistiche di alta complessità già espresse dall’OIRM – trapianto di midollo osseo, cardiochirurgia toracica pediatrica, craniotomia in età pediatrica, trapianto di cuore ed ECMO – e dalla piattaforma neonatologica del Sant’Anna, con oltre 180 neonati gravemente immaturi trattati ogni anno. Il Piano prevede la costruzione delle condizioni organizzative necessarie al dossier di candidatura: Grant Office per bandi europei e nazionali, obiettivo di finanziamenti attratti in crescita da 1,0 milione nel 2027 a 4,0 milioni nel 2029, biobanca pediatrica e materno-infantile, funzione fundraising strutturata e campagna permanente per il 5 per mille a partire dal 2027.

Con l’approvazione del Piano Strategico 2027-2029 dotiamo l’OIRM – Sant’Anna di una rotta chiara: consolidare l’eccellenza clinica, rendere pienamente autonoma la nuova Azienda, investire nelle piattaforme ad alta complessità e costruire un percorso credibile verso il riconoscimento IRCCS. È un progetto che mette insieme cura, ricerca, sostenibilità e responsabilità verso le famiglie che scelgono ogni giorno questo polo” dichiara Adriano Leli (Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna).

Il Piano approvato il 30 giugno rafforza un presidio fondamentale per il Piemonte e per l’intero sistema sanitario nazionale. La Regione sostiene la crescita dell’OIRM – Sant’Anna come polo materno-infantile di eccellenza, capace di integrare assistenza, innovazione, ricerca e sostenibilità economica. La prospettiva IRCCS e il rafforzamento del fundraising sono leve decisive per attrarre competenze, risorse e progettualità a beneficio dei bambini, delle donne e delle famiglie” commenata Federico Riboldi (Assessore alla Sanità della Regione Piemonte)

CS

Vialattea // Bardo, investimenti, innovazione e visione per il futuro delle montagne olimpiche

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“La nostra ambizione – ha dichiarato Massimo Feira, Presidente di Sestrieres S.p.A. – è consolidare il posizionamento di Vialattea // Bardo fra i poli turistici più importanti a livello internazionale”

“Mettere in connessione i due comprensori principali della nostra Città metropolitana è  un grande progetto, dal valore davvero inestimabile, e penso possa rappresentare anche un asse di sviluppo per il futuro, un rapporto autentico di partenariato tra istituzioni private e pubbliche. Il sistema Vialattea // Bardo e l’integrazione tra Vialattea e Bardonecchia rappresentano un asset strategico, perché valorizzano le specificità dei territori all’interno di una visione comune di sviluppo e ne accrescono l’attrattività. È fondamentale continuare a lavorare su una prospettiva di lungo periodo, puntando su investimenti, innovazione e destagionalizzazione, al fine di costruire una montagna sempre più viva tutto l’anno. Torino e le sue montagne sono un unico ecosistema. Ringrazio e saluto il mio collega e amico Alberto Cirio (Presidente della Regione Piemonte), che svolge un ruolo determinante nella locazione dei finanziamenti a supporto del ‘sistema neve’”.

Con queste parole del Sindaco della Città di Torino, Stefano Lo Russo, ha preso il via l’incontro, tenutosi a Palazzo Madama, dal titolo “Vialattea // Bardo. Tra investimenti, legame con il territorio e visione di lungo periodo”. Un progetto e una comunione d’intenti, quelli fra Vialattea e Bardonecchia, finalizzati a generare valore attraverso investimenti nelle infrastrutture e innovazione tecnologica, andando così a rafforzare uno dei maggiori comprensori sciistici europei, con ricadute positive su tutto il territorio in termini di turismo, economia e occupazione. A conferma dei numeri crescenti in questo senso, sono state le parole del Sindaco Lo Russo, che ha parlato di un incremento di arrivi all’aeroporto di Caselle, del tasso di occupazione delle camere d’albergo nella Città di Torino e dell’importanza di tutto il settore per l’economia del capoluogo piemontese, che va a generare posti di lavoro, ricchezza e visibilità internazionale.

Unite da una visione comune di sviluppo, Vialattea e Bardo rappresentano oggi uno dei poli turistici più attrattivi e importanti di tutto l’arco alpino, un progetto che unisce su un percorso comune istituzioni, amministratori, operatori e stakeholder per guardare insieme a un modello di sviluppo ancora più ampio e strutturato.

“Ringrazio gli assessori regionali della mia Giunta, nelle persone di Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Postolimpico, Caccia e Pesca, Parchi; Marco Gallo, assessore alla Montagna e Sistema Neve, e l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano per il grande lavoro e per essere qui con me oggi – ha dichiarato il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – il Sindaco Lo Russo ha concluso il suo intervento citando la collaborazione fra pubblico e privato, e credo che questo rappresenti il segreto della bontà del lavoro che in Piemonte è stato fatto in funzione della montagna, basato su una visione di lungo periodo, sinergia fra territori, investimenti per completare il piano di potenziamento dell’innevamento programmato su tutto il comprensorio, interventi per destagionalizzare l’offerta e rendere permanente il boom della montagna estiva 2025, vera e propria sorpresa del turismo piemontese. Sono le caratteristiche per le quali il progetto pluriennale di Vialattea e Bardonecchia va esattamente nella direzione del modello di sviluppo che la Regione Piemonte sostiene con importanti stanziamenti a favore di tutti questi comparti: un modello fondato sull’innovazione, la qualità dell’offerta, l’integrazione fra turismo, commercio, sport, grandi eventi, valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e la loro promozione nazionale e internazionale. Pubblico e privato lavorano in sinergia per rafforzare la competitività di questo importante bacino turistico del Piemonte e la sua capacità di intercettare i nuovi segmenti di domanda e mercati in profonda evoluzione, generando un’autentica crescita di valore e ricadute sulle nostre Terre Alte”.

“La nostra ambizione – ha dichiarato Massimo Feira, Presidente di Sestrieres S.p.A. – è consolidare il posizionamento di Vialattea // Bardo fra i poli turistici più importanti a livello internazionale. Crediamo, infatti, che la montagna possa e debba essere considerata un’infrastruttura strategica capace di generare valore economico, occupazione e sviluppo per l’intero territorio”.

Presenti all’evento anche Mauro Meneguzzi, Presidente Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea; Chiara Rossetti, Sindaco di Bardonecchia; Valeria Ghezzi, Presidente ANEF Nazionale e Gianpiero Orleoni, Presidente ARPIET Piemonte, i quali hanno espresso il loro supporto a un progetto di sviluppo che, dal 2022, ha potuto contare su 50 milioni di euro di investimenti, a cui si aggiungono i 6,6 stanziati in questo inizio estate 2026 per avviare una nuova fase di interventi concentrati sui collegamenti strategici e sulle aree prioritarie del comprensorio. La visione di lungo periodo non si ferma alla sola stagione sciistica: tra gli obiettivi da raggiungere vi è quello della destagionalizzazione, ovvero di trasformare progressivamente il sistema Vialattea // Bardo in una destinazione capace di generare valore durante gran parte dell’anno, affiancando agli attuali 130 giorni (di media) di attività invernale almeno 90 giorni di operatività estiva, per arrivare nel tempo a oltre 220 giorni complessivi di attività. Una strategia che intende ampliare l’offerta dedicata a trekking, mountain bike, golf, outdoor, eventi e turismo naturalistico, creando nuove opportunità economiche e occupazionali per il territorio, rafforzando di conseguenza il ruolo delle montagne olimpiche come destinazione turistica sempre più completa.

Per quanto riguarda l’offerta commerciale, prenderà il via sabato 4 luglio la campagna skipass 2026-2027.

Info:  vialattea.it e bardonecchiaski.com

Gian Giacomo Della Porta

Caldo record a Torino, cresce la mortalità durante l’ondata di afa

Nelle ultime ora il caldo è sceso e almeno al mattino si respira in città. Ma il meteo promette altre giornate torride. L’ondata di caldo che ha investito Torino nelle ultime settimane avrebbe avuto conseguenze anche sul fronte sanitario. Le prime analisi del Ministero della Salute indicano infatti un aumento della mortalità nel capoluogo piemontese durante il periodo compreso tra il 18 e il 29 giugno.

Secondo il monitoraggio, Torino risulta la città italiana che ha registrato l’incremento più marcato rispetto ai valori normalmente attesi per questo periodo dell’anno, con un aumento stimato intorno al 35%. Si tratta di dati ancora provvisori, destinati a essere approfonditi nelle prossime settimane. Si rileva un possibile legame tra le temperature eccezionalmente elevate e l’aumento dei decessi.

Le condizioni meteorologiche hanno infatti portato valori ben superiori alle medie stagionali, accompagnati da notti particolarmente calde che hanno limitato il naturale raffreddamento dell’organismo. Una situazione che mette maggiormente a rischio le persone anziane, i soggetti affetti da patologie croniche e chi vive in condizioni di maggiore fragilità.

A livello nazionale, al momento non emergono incrementi significativi della mortalità nelle altre principali città monitorate. Proprio per questo il dato relativo a Torino è seguito con particolare attenzione dagli esperti, che nei prossimi giorni analizzeranno nel dettaglio l’evoluzione della situazione e le possibili correlazioni con l’ondata di calore.

Le autorità sanitarie rinnovano l’invito alla prudenza: evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, bere acqua con regolarità e prestare attenzione alle persone più vulnerabili restano le principali raccomandazioni per ridurre i rischi legati alle alte temperature.

La polizia arresta finto carabiniere: truffava gli anziani

Nei giorni scorsi, personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Torino ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Torino, nei confronti di un cittadino italiano, gravemente indiziato di due furti in abitazione ai danni di persone anziane.
Il provvedimento restrittivo è stato emesso a seguito di ulteriori sviluppi investigativi sull’attività predatoria posta in essere dall’indagato, già destinatario di una precedente ordinanza di custodia cautelare in carcere, che hanno consentito di ricostruire un sistematico e spregiudicato modus operandi messo in atto, a partire dal 24 febbraio scorso, ai danni di cittadini ultrasessantacinquenni residenti nel capoluogo piemontese.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo ha agito in concorso con un complice, il cosiddetto “telefonista”, allo stato non identificato. Mentre quest’ultimo contattava telefonicamente le vittime, fingendosi appartenente alle Forze dell’Ordine, l’indagato si presentava presso le loro abitazioni qualificandosi come “Carabiniere” e, con il pretesto di dover svolgere accertamenti nell’ambito di una presunta rapina nella quale gli anziani sarebbero stati coinvolti, riusciva a ottenere l’accesso alle abitazioni.
Una volta all’interno, ha sottratto denaro contante, monili in oro di ingente valore e carte bancomat, successivamente utilizzate per effettuare prelievi fraudolenti. In uno degli episodi contestati, il valore complessivo dei beni asportati ha superato i 100.000 euro, tra denaro contante, gioielli e monili in oro per un peso di circa mezzo chilogrammo.
L’ordinanza è stata notificata all’indagato presso la Casa Circondariale di Torino, dove si trova già detenuto dallo scorso 27 marzo. L’uomo era stato infatti arrestato in flagranza di reato per un episodio analogo, commesso sempre nel capoluogo piemontese con le medesime modalità ai danni di altri due anziani.
In occasione di questa operazione, la Polizia di Stato rinnova l’appello alla massima prudenza, in particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione. Si ricorda che:
  • Le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro o gioielli per chiudere indagini o per “cauzioni”.
  • Diffidate di chi si presenta in borghese: se qualcuno afferma di appartenere a una Forza di Polizia, chiedete sempre di esibire il tesserino di riconoscimento.
  • In caso di dubbio, chiamate subito il 112 N.U.E.: prima di far entrare chiunque in casa, contattate il Numero Unico di Emergenza per verificare l’effettiva presenza di operazioni di servizio nella vostra zona.

A Cesana tra Med e Bob 

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Ruspe ed escavatori al lavoro nel cantiere da 135 milioni che crea almeno 500 nuovi posti di lavoro nella zona. Si comincia a scavare nell’area di San Sicario, frazione di Cesana, dove sorgerà un maxi villaggio turistico, un Club Mediterranee con 500 camere e oltre mille posti letto a 1700 metri di quota con vista Chaberton. Il nuovo grande resort, secondo dopo quello di Pragelato in provincia di Torino, sembra quasi addolcire gli animi dei 900 cesanesi e dei numerosi villeggianti che trascorrono le vacanze in Alta Valle di Susa dopo l’amara vicenda della pista olimpica di bob. In effetti, salendo in auto a Claviere da Cesana lo spettacolo è desolante. La grande pista di bob di Cesana-Pariol giace lì sulla montagna come fosse un rottame a zig-zag targato Torino 2006, in stato di abbandono dal 2011. Un lungo serpentone di cemento e lamiera, costato 110 milioni di euro per i Giochi Olimpici e abbandonato a pochi anni dall’inaugurazione. Alla fine dei conti, la pista è stata utilizzata solo per pochi anni per gli alti costi di gestione ed è stato deciso di non ristrutturarla per le Olimpiadi di Milano-Cortina del febbraio scorso.
Sono arrivati invece i fondi per smantellare l’impianto e riqualificare l’area che verrà rimessa in ordine e restituita alla pineta. Le Olimpiadi di Torino 2006 hanno lasciato infrastrutture funzionanti, alcune riqualificate, ma anche siti olimpici abbandonati e opere incompiute. Tra impianti sportivi, villaggi per atleti e infrastrutture viarie, Torino 2006 ha visto la costruzione di oltre 60 opere tra Torino, Sestriere, Pragelato e Bardonecchia. Alcune strutture, come il villaggio olimpico, sono state riconvertite in ostelli per studenti e altre demolite. Ora però, a stendere un velo pietoso sulla pista, arriva il Club Med che dovrebbe contribuire a favorire e a dare impulso all’industria del turismo di tutta l’alta valle, tutto l’anno. Il nuovo grande resort sorgerà a San Sicario Alta sui terreni tra la stazione di arrivo della telecabina di Cesana e la partenza della seggiovia Ski lodge-Sellette, sarà pronto a fine 2028 e ospiterà un migliaio di turisti.                             Filippo Re
nelle foto, la pista di bob a Cesana-Pariol e il futuro Club Med a San Sicario

Lasciato in una piazzola, poi travolto in autostrada: identificata la vittima

È stato identificato l’uomo morto dopo essere stato investito nella notte tra il 29 e il 30 giugno lungo l’autostrada Torino-Piacenza. Si tratta di un trentenne residente a Carmagnola e di origini nordafricane. La sua identità è stata accertata solo dopo alcuni giorni grazie al confronto delle impronte digitali con quelle presenti nella banca dati utilizzata per l’identificazione dei migranti. Le autorità, al momento, non hanno diffuso le sue generalità.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia stradale, l’uomo si trovava a piedi in autostrada dopo essere stato lasciato da tre conoscenti – un uomo e due donne – in una piazzola di sosta. I tre hanno riferito agli investigatori di essersi fermati brevemente e di non averlo più visto al momento della ripartenza.

L’investimento è avvenuto nel tratto compreso tra i caselli di Felizzano e Asti Est. Il trentenne stava camminando sulla carreggiata quando è stato travolto da più veicoli. È possibile che alcuni automobilisti non si siano resi conto di aver investito una persona, scambiandola per un ostacolo o per un animale. L’allarme ai soccorsi è scattato soltanto dopo il passaggio di altri conducenti, con un inevitabile ritardo nei soccorsi.

Tunnel di Tenda, le aperture estese nel periodo estivo

La Commissione Intergovernativa per le Alpi del Sud, riunitasi  per definire il calendario di esercizio del nuovo Tunnel di Tenda nei prossimi mesi, ha recepito la richiesta avanzata con forza dalla Regione Piemonte e dalla Regione Liguria, sostenuta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di garantire aperture più ampie durante il periodo di maggiore afflusso turistico.

L’intesa raggiunta consentirà infatti un significativo ampliamento delle fasce di apertura estiva, rispondendo alle esigenze manifestate dai territori, dagli operatori economici e dal comparto turistico.

Il calendario delle aperture sarà il seguente:

* dall’11 al 31 luglio: apertura dalle 6 alle 21 dal lunedì al giovedì e dalle 6 alle 23 dal venerdì alla domenica (13 e 14 luglio in occasione dei festeggiamenti nazionali francesi apertura estesa fino alle 23.00);
* dal 1° al 31 agosto: apertura continuativa dalle 6 alle 23;

* dal 1° al 13 settembre: apertura dalle 6 alle 21 dal lunedì al giovedì e dalle 6 alle 23 dal venerdì alla domenica;

* dal 14 settembre al 4 ottobre: nei giorni feriali apertura dalle 6 alle 8, dalle 12.30 alle 13.30 e dalle 18 alle 21; nei fine settimana apertura dalle 6 alle 23;

* dal 5 ottobre: chiusura del tunnel per circa sei settimane per consentire il completamento delle lavorazioni previste.

«Sin dall’inizio abbiamo sostenuto con convinzione, insieme alla Regione Liguria e in piena sintonia con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la necessità di ampliare il più possibile le aperture durante l’estate – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture Marco Gabusi -. Era una richiesta che arrivava con forza dai territori, dalle imprese, dagli operatori turistici e dai tanti cittadini che utilizzano quotidianamente questo collegamento strategico. L’esito della riunione di oggi rappresenta quindi un risultato importante, frutto di un lavoro condiviso e di un confronto costante tra tutte le istituzioni coinvolte».

La certezza del finanziamento da parte di entrambi i Paesi e l’approvazione del progetto rappresentano oggi gli elementi cruciali per partire anche con la seconda canna. In questo contesto la Regione ha consegnato nuovamente alla CIG lo studio commissionato al Politecnico di Torino, che ha verificato la fattibilità tecnica, in piena sicurezza, di consentire la circolazione a doppio senso nel nuovo tunnel in modalità cantiere durante i lavori.

«Desideriamo ringraziare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, rappresentato dal Capo Dipartimento Enrico Pujia, per aver sostenuto questa posizione, così come tutti i componenti della Commissione Intergovernativa, che hanno consentito di raggiungere un’intesa nell’interesse dei territori italiani e francesi – continuano Cirio e Gabusi – Prolungare l’apertura del tunnel è infatti strategico per favorire il turismo, che rappresenta una leva fondamentale di sviluppo per Limone Piemonte e per la Val Vermenagna come dimostrano i dati della prima stagione della neve 2025-26 con il tunnel aperto, che hanno visto un aumento dei turisti in questa zona del 47%. Continueremo a seguire con la massima attenzione l’evoluzione dei lavori affinché si possa arrivare nel più breve tempo possibile al pieno ripristino della funzionalità del collegamento del Colle di Tenda, infrastruttura strategica per il Piemonte, la Liguria e l’intero arco alpino».

Case popolari, Atc vuole riqualificare

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La riqualificazione degli alloggi, l’efficientamento energetico e l’autorecupero sono al centro della gestione del patrimonio delle Agenzie territoriali per la casa piemontesi, con l’obiettivo di aumentare la disponibilità di alloggi assegnabili a chi si trova in situazione di emergenza abitativa.

È quanto emerso nel corso dell’audizione con i rappresentanti di Atc Piemonte centrale, Piemonte sud e Piemonte nord, svoltasi nella seconda Commissione del Consiglio regionale presieduta da Marina Bordese.
“Attraverso l’utilizzazione di fondi propri, aiuti da fondazioni bancarie e l’autorecupero lavoriamo per rendere assegnabili più alloggi possibile. Vi è anche un grande impegno nei confronti della morosità incolpevole e un collegamento costante con i comuni e con i consorzi”. Lo hanno dichiarato i rappresentanti Atc, che hanno inoltre sottolineato la necessità di risolvere a livello politico la questione dell’Imu, che comporta una partita di giro di pagamenti a saldo sostanzialmente zero per l’amministrazione nel suo complesso.
Nel corso dell’audizione sono intervenuti per chiedere chiarimenti Nadia ConticelliDomenico Ravetti e Emanuela Verzella (Pd), Alice Ravinale (Avs) e la stessa vicepresidente Bordese.

Ufficio Stampa CRP

Addio al Generale Luigi Graziano

E’ Mancato a Casale Monferrato

Il 27 giugno scorso si è spento il Generale Luigi Graziano, nato a Casale Monferrato nell’ottobre del 1934. Arruolatosi nell’Esercito appena terminato il liceo scientifico, ha frequentato l’Accademia militare di Modena, specializzandosi nell’arma delle trasmissioni. Al termine dell’Accademia ha frequentato, a Torino, la Suola di Applicazione. La carriera militare lo ha portato presto a lasciare la propria città e a trasferirsi in svariate sedi di servizio. Nella prima di queste, ad Imperia, ha conosciuto e sposato la propria moglie che lo ha poi seguito nei tredici diversi incarichi di comando. Da giovane Capitano ha prima frequentato e successivamente insegnato alla Scuola di Guerra presso Civitavecchia, istituto di alta formazione ove si forgiavano gli ufficiali dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano e di altre forze armate e di polizia a statuto militare. Di seguito, tra gli altri, ha assunto il comando del Battaglione trasmissioni di Bolzano, della Scuola Specializzati Trasmissioni di San Giorgio a Cremano (NA), delle Trasmissioni del Comando Regione Nord-Ovest. Nei suddetti incarichi si è trovato a gestire anche eventi straordinari, quali gli atti di terrorismo avvenuti negli anni settanta in Alto Adige ed in Campania nonché l’emergenza umanitaria del terremoto in Irpinia, in occasione della quale ha coordinato l’impiego nelle operazioni di soccorso di quasi tremila militari alle sue dipendenze. Negli ultimi anni della sua vita, il Generale, ritornando nei luoghi d’origine, ha riallacciato i rapporti di amicizia giovanili che lo hanno accompagnato fino ad oggi. Le esequie si sono tenute il 30 giugno scorso nella Cattedrale di Casale Monferrato, con gli onori dovuti ai militari. Il Generale lascia la moglie e un figlio, Ufficiale della Guardia di Finanza.

La scommessa vinta del PNRR: Città metropolitana di Torino chiude tutti i cantieri

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Centrati tutti gli obiettivi: investiti 426,5 milioni in 217 progetti

Gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza stanno lasciando un segno concreto sul territorio della Città metropolitana di Torino. Sono 217 gli interventi finanziati, per un valore complessivo di 426,5 milioni di euro, dei quali 95 realizzati direttamente dalla Città metropolitana e 122 coordinati insieme agli enti locali. Un dato significativo riguarda anche l’impatto sull’economia locale: circa il 70% delle risorse è stato destinato a imprese con sede e attività nel territorio metropolitano.

A fare il punto sull’attuazione del PNRR nei 311 Comuni dell’area metropolitana è stato il sindaco Stefano Lo Russo, che ha illustrato i risultati raggiunti alla scadenza del 30 giugno 2026.

La Città metropolitana ha completato nei tempi previsti il caricamento sulla piattaforma nazionale Regis di tutti i certificati di fine lavori relativi agli interventi di propria competenza, raggiungendo il 100% degli obiettivi fissati dal PNRR. Un traguardo che, ha sottolineato Lo Russo, colloca Torino tra le realtà più avanzate a livello nazionale nell’attuazione del Piano.

Secondo il sindaco, gli investimenti hanno contribuito non solo alla trasformazione di numerose aree urbane e territoriali, ma anche alla crescita dell’economia, generando nuove opportunità di lavoro e sostenendo il sistema produttivo locale.

Lo Russo ha inoltre ricordato la scelta compiuta nel 2022 di destinare il 62% delle risorse disponibili ai Comuni del territorio metropolitano, riservando il restante 38% alla Città di Torino. Una ripartizione che si riflette anche nel numero degli interventi: il 73% dei progetti finanziati interessa i Comuni dell’area metropolitana, mentre il 27% riguarda il capoluogo.

Le risorse sono state concentrate su alcuni settori strategici: transizione energetica, mobilità sostenibile, efficientamento energetico degli edifici, tutela del territorio e delle risorse idriche, manutenzione delle scuole e rafforzamento della coesione territoriale.

Tra gli interventi già conclusi figurano otto progetti di forestazione urbana, finanziati con 29 milioni di euro, una ciclovia da 4 milioni, quattro iniziative dedicate alla digitalizzazione e soprattutto 66 interventi di edilizia scolastica, che rappresentano la voce più consistente con 89 milioni di euro investiti. Alla sicurezza della rete stradale sono stati destinati inoltre sette progetti finalizzati al ripristino dei danni provocati dagli eventi meteorologici estremi.

Accanto ai finanziamenti del PNRR sono stati completati anche nove interventi sostenuti dal Piano Nazionale Complementare.

Per quanto riguarda i progetti coordinati dalla Città metropolitana, 45 fanno parte dei Piani Urbani Integrati (PUI) nei Comuni dell’area metropolitana, 30 interessano il capoluogo, mentre 15 rientrano nel programma PINQuA “Ricami Urbani” e 32 nel progetto PINQuA “Residenza Resilienza”.

I progetti realizzati direttamente dalla Città metropolitana hanno interessato l’intero territorio. La quota maggiore degli interventi si concentra nella Zona omogenea del Ciriacese e Valli di Lanzo (19%), seguita dalle Valli di Susa e Sangone (10%) e dal Chivassese (8%). Investimenti significativi hanno interessato anche il Pinerolese, le aree metropolitane sud, ovest e nord, il Canavese occidentale, l’Eporediese e il Chierese-Carmagnolese, oltre a interventi distribuiti su più zone omogenee.

L’impatto economico complessivo va oltre il valore delle opere realizzate. A fronte di 426,5 milioni di euro di investimenti, il sistema economico ha generato una produzione aggiuntiva stimata in 885 milioni di euro. Tra il 2022 e il 2026 gli interventi hanno coinvolto oltre 6.000 lavoratori, con una media di circa 15 occupati per ogni milione di euro investito.

Le imprese hanno ottenuto commesse per 353 milioni di euro, che hanno richiesto l’impiego di oltre 2.500 addetti. Il comparto che ha beneficiato maggiormente degli investimenti è stato quello delle costruzioni, che ha assorbito oltre il 40% delle ricadute economiche e una quota analoga della forza lavoro impiegata.

L’elenco completo dei progetti finanziati e il loro stato di avanzamento sono consultabili nella sezione dedicata al PNRR sul portale della Città metropolitana di Torino.