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Nuovi progetti europei al Politecnico di Torino: giovani ricercatori protagonisti dell’innovazione

Il Politecnico di Torino rafforza il proprio ruolo nella ricerca internazionale grazie all’ottenimento di cinque finanziamenti nell’ambito delle Marie Skłodowska-Curie Postdoctoral Fellowships, parte del programma Horizon Europe. I progetti premiati, guidati da giovani studiosi e studiose, affrontano temi cruciali per il futuro: dalla sostenibilità ambientale alle energie rinnovabili, dall’intelligenza artificiale alle trasformazioni urbane.

Queste borse sostengono ricercatori post-doc favorendo esperienze internazionali e lo sviluppo di competenze avanzate, incentivando al contempo la collaborazione tra università, centri di ricerca e realtà industriali, con l’obiettivo di tradurre i risultati scientifici in applicazioni concrete.

Tra i progetti selezionati, TRITON si concentra sull’impatto del rumore negli oceani, sviluppando materiali innovativi capaci di controllare la propagazione delle onde acustiche, ispirandosi alle strutture naturali delle barriere coralline per proteggere gli ecosistemi marini.

SWELL, invece, punta a rendere più efficiente e competitiva l’energia del moto ondoso, grazie a sistemi di controllo intelligenti basati su apprendimento automatico, in grado di adattarsi alle condizioni del mare e migliorare le prestazioni dei dispositivi.

Sul fronte tecnologico, EDGELM affronta le sfide legate all’intelligenza artificiale, proponendo soluzioni per eseguire modelli avanzati direttamente su dispositivi locali, riducendo consumi energetici, tempi di risposta e rischi per la privacy.

Con un approccio sociale e urbano, GLOWS analizza le trasformazioni delle economie cittadine, concentrandosi su attività spesso invisibili come il lavoro sessuale, per comprendere l’impatto dei cambiamenti economici e urbanistici su queste realtà.

Infine, TIDAL studia il rapporto tra porti e città, in particolare nei contesti africani, esaminando come le grandi infrastrutture influenzino lo sviluppo urbano e le dinamiche sociali, con l’obiettivo di individuare modelli più equi e sostenibili.

Troppe aggressioni: guardie armate in ospedale a Chivasso

Aggressioni e tensioni sono sempre più frequenti nei Pronto Soccorso di molti ospedali piemontesi, dove la pressione sul personale sanitario continua a crescere. Negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo degli episodi di violenza, legato anche alla crescita delle fasce più fragili della popolazione: persone in difficoltà che, non trovando altri canali per far valere le proprie esigenze, finiscono talvolta per ricorrere a comportamenti aggressivi.

Per far fronte a questa situazione, l’Asl To4 ha introdotto la sorveglianza armata nell’ospedale di Chivasso, da maggio, una misura emergenziale pensata per garantire la sicurezza del personale, degli utenti e delle strutture. Si tratta di uno strumento già adottato in altri Pronto Soccorso, concepito come deterrente temporaneo e come supporto ad altre strategie più strutturali che devono essere sviluppate, a partire da una migliore organizzazione dei servizi.

San Vincenzo De Paoli: quasi un milione di euro, la prossimità diventa relazione


6.756 persone incontrate e 906 volontari: il Bilancio Sociale 2025 della ODV Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Centrale di Torino racconta un modello
che supera l’assistenza e punta all’accompagnamento

TORINO – Il Bilancio Sociale 2025 della ODV Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Centrale di Torino non è una semplice rendicontazione di cifre, ma il racconto di una missione che si fa vicinanza, accoglienza e speranza. Tra le pieghe del documento emergono storie di vita vissuta, di vicinanza e di difficoltà superate.

Con un investimento di 962.425 euro trasformati in gesti concreti e 6.756 persone incontrate, l’Associazione testimonia che la prossimità non è un’erogazione di servizi, ma un incontro.

«Il Consiglio Centrale di Torino offre un esempio concreto di ciò che significa coniugare identità vincenziana, prossimità e capacità di leggere i bisogni reali delle persone», afferma Paola Da Ros, Presidente della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV.

«Un impegno che descrive – come sottolinea il Presidente del Consiglio Centrale di Torino Rodrigo SardiUna comunità che non si arrende e che continua a credere nella forza della carità», puntando su relazione, accompagnamento e prevenzione.

Secondo Federico Violo, Coordinatore Interregionale Piemonte e Valle d’Aosta, la sfida oggi è: «Intercettare e prevenire le nuove forme di disagio».

LA VISITA AL DOMICILIO


Mentre il mondo dell’assistenza attende spesso che sia il povero a bussare, i volontari della Società di San Vincenzo De Paoli scelgono di invertire la rotta: scelgono di 
farsi prossimi, di uscire, di entrare nelle case. La Visita al domicilio, pratica identitaria fin dalla fondazione dell’Associazione nel 1833, resta il cuore pulsante di questa missione.


Varcare quella soglia significa innanzitutto offrire un 
dono di sé: non si portano solo risposte materiali, ma ascolto, consiglio e quel calore morale che spesso manca più del pane. Attraverso appuntamenti costanti — settimanali o quindicinali — la visita trasforma un “utente” in una persona e il bisogno in una relazione di fiducia. È solo dentro questo legame profondo che l’aiuto materiale (il pagamento di un affitto, la bolletta, il pacco viveri) smette di essere un fine e diventa un mezzo: una mano tesa per innescare una scintilla di cambiamento e autonomia.

Come ricorda il consigliere spirituale Padre Erminio Antonello (Congregazione della Missione): «La carità deve nutrirsi di vita nello Spirito per riconoscere negli altri non solo un bisogno, ma un volto, una storia, un fratello».

SEMI DI RISCATTO E DIGNITÀ

Il percorso verso il riscatto sociale passa attraverso l’istruzione. Per questo la Società di San Vincenzo De Paoli ha intensificato gli sforzi per sostenere il futuro dei più giovani. Nel 2025, grazie a 727 ore di doposcuola e alla distribuzione di corredo scolastico per 300 bambini, si è cercato di spezzare il circolo vizioso dell’emarginazione. Una gioia grande arriva anche dall’Università: il sostegno a 23 studenti meritevoli ha portato a 4 nuove lauree in discipline come Ingegneria e Legge. Sostenere lo studio significa credere che le fragilità di oggi non debbano diventare l’esclusione di domani.


Allo stesso modo, la 
Commissione Lavoro, nata nel Consiglio Centrale di Torino, agisce per restituire la dignità che solo l’occupazione può dare. Nel 2025 sono stati seguiti 29 percorsi personalizzati, portando a 8 assunzioni e 3 tirocini, curando non solo il curriculum, ma la ferita dell’autostima che spesso colpisce chi, superati i 50 anni, si sente rifiutato dal mondo produttivo.

IL PROGETTO ABITO


Nell’emporio solidale 
“Abito”, la prossimità si fa accoglienza premurosa. Non una distribuzione passiva, ma un vero negozio dove le persone possono scegliere i propri vestiti tra relle e manichini, preservando la propria dignità. Qui sono stati donati 45.000 capi e, attraverso la campagna “Non lasciateci in mutande”, oltre 7.300 capi nuovi di biancheria intima. Ma Abito è anche un luogo di educazione: qui 5 studenti hanno trasformato sanzioni scolastiche in percorsi di crescita, scoprendo il valore del servizio agli altri. Accanto a loro, la nuova Conferenza “Sant’Omobono”, nata nel dicembre 2025 proprio dentro l’emporio. La nuova realtà nasce per dare una forma strutturata all’aiuto, permettendo ai volontari di prendersi cura della persona a 360 gradi, integrando il servizio di vestiario con un supporto umano costante.

L’ABBRACCIO CHE NON DIMENTICA NESSUNO


Un impegno innovativo del 2025 è stato il contrasto alla povertà energetica. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Banco dell’Energia, la Società di San Vincenzo De Paoli non si è limitata a pagare le bollette, ma ha attuato un vero efficientamento domestico. Ciò ha significato analizzare i consumi delle famiglie e sostituire 126 elettrodomestici vecchi e “energivori” (come frigoriferi e lavatrici obsoleti) con modelli moderni a basso consumo. Questo intervento riduce stabilmente il costo delle bollette e insegna un uso consapevole delle risorse, trasformando un aiuto d’emergenza in un risparmio che dura nel tempo.

Dalla lotta alla povertà energetica, alla gestione di Casa Arietti a Candiolo, dove il social housing diventa condivisione, la Società di San Vincenzo De Paoli non lascia nessuno indietro. La missione dell’Associazione raggiunge persino il silenzio dei 58 monasteri di clausura sostenuti in tutta Italia dalla Conferenza San Pio X: un legame di preghiera e aiuto che unisce il trambusto della città alla pace delle grate.

Con 906 volontari e una storia iniziata nel 1850, il Consiglio Centrale di Torino continua a camminare accanto all’uomo attraverso una prossimità che non si arrende, cercando di rimuovere le cause della povertà per restituire a ogni persona la sua piena dignità.

Parla con Me torna con un nuovo format

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Le puntate registrate, disponibili online e dedicate a filiere, territori e responsabilità.

La prima puntata sarà pubblicata mercoledì 6 maggio 2026. Il progetto ideato da Simona Riccio proseguirà con cadenza quindicinale sui canali digitali e sul sito ufficiale.

Torino, maggio 2026 – Parla con Me® torna nel 2026 con un format rinnovato, pensato per dare continuità e profondità ai temi che attraversano oggi il sistema agroalimentare, le filiere produttive, i territori e le trasformazioni culturali, economiche e sociali ad essi collegate.

A differenza delle edizioni precedenti, quest’anno le puntate saranno registrate, avranno una durata di circa 20 minuti e resteranno sempre disponibili online: sulla pagina LinkedIn della founder Simona Riccio, LinkedIn Top Voice Italy, sui canali ufficiali e sul sito di Parla con Me®.

La prima puntata sarà pubblicata mercoledì 6 maggio 2026. Da quel momento, il palinsesto proseguirà con cadenza quindicinale, proponendo conversazioni brevi, autorevoli e accessibili, costruite per accompagnare il pubblico nella comprensione di temi complessi senza semplificarli.

Parla con Me® non è un semplice format di interviste, né un contenitore promozionale. È uno spazio editoriale che mette in dialogo istituzioni, imprese, territori, professionisti, associazioni e persone, con l’obiettivo di raccontare ciò che spesso resta dietro le quinte: il lavoro delle filiere, le scelte produttive, le responsabilità pubbliche, la comunicazione e il valore dei territori.

Il palinsesto 2026 si svilupperà intorno ad alcune aree editoriali principali: filiere e territori, persone, lavoro e responsabilità, cura e relazioni, tessile e moda consapevole, trattata come filiera produttiva a pieno titolo.

Il 2026 sarà inoltre un anno particolarmente significativo perché ricorre il decennale della Legge 166/2016, la cosiddetta Legge Gadda, che ha segnato un passaggio importante nel contrasto allo spreco alimentare e nella promozione del recupero delle eccedenze.

Per Parla con Me® sarà l’occasione per tornare più volte su questo tema, dando spazio non solo al quadro normativo, ma anche a esperienze, progetti, imprese, associazioni, enti e realtà territoriali che ogni giorno contribuiscono a dare valore al cibo e a ridurre gli sprechi.

Il progetto è aperto anche alla segnalazione di iniziative e casi concreti legati al recupero alimentare, alla prevenzione dello spreco, all’educazione al valore del cibo e alla costruzione di filiere più consapevoli.

Tra le prime puntate già registrate ci sono temi centrali come il cibo come politica pubblica, il rapporto tra turismo, filiere e Made in Italy, lo spreco alimentare, il fast fashion e la cultura della durata, l’intelligenza artificiale tra opportunità e responsabilità.

“Con Parla con Me® vogliamo continuare a costruire uno spazio di confronto serio, umano e comprensibile, capace di mettere insieme competenze diverse e temi che oggi non possono più essere letti separatamente”, spiega Simona Riccio, Founder di Parla con Me®. “Le filiere non sono solo produzione. Sono lavoro, territorio, responsabilità, cultura e scelte quotidiane. Il decennale della Legge 166/2016 sarà per noi anche un’occasione importante per dare voce a chi lavora concretamente contro lo spreco e per restituire valore al cibo.”

Per seguire le puntate:
www.parlaconmeofficial.it

Per proporre ospiti, temi, attività o candidature:
redazione.pcm@gmail.com

Regina Elena O.d.v. Premio di giornalismo La Rosa d’Oro, i vincitori

Il primo premio a Mauro Pigozzo, seguito da Evelina Frisa e Lisa Bernardini.

Milano Conclusa a Milano la nona edizione del Premio Internazionale di giornalismo e comunicazione “La Rosa d’Oro” dell’Associazione Internazionale Regina Elena O.d.v. patrocinata dal Comune di Milano, Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia e dalla Federazioni Relazioni Pubbliche Italiana.

Con la cerimonia di premiazione ospitata dalla Scuola Militare “Teuliè”, sono stati premiati i vincitori e consegnate le menzioni speciali 2026.

Primo classificato il giornalista Mauro Pigozzo (Veneto), il secondo premio è stato assegnato alla collega Evelina Frisa (Abruzzo) e terza classificata Lisa Bernardini (Lazio). Una menzione speciale è andata alle giornaliste Anna Paola Lacatena (Puglia) e Michela Valoppi (Friuli Venezia Giulia).

Le Menzioni speciali per la comunicazione sono andate a: Gabriele Albertini, Arianna Augustoni, Istituto del Nastro Azzurro sezione di Como, Rivista “Borc San Roc” di Gorizia e il giornalista John Pedeferri.

I premi sono stati consegnati dal Presidente nazionale dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, Ilario Bortolan e dal Delegato nazionale ai rapporti istituzionali e alla comunicazione Biagio Liotti.

Nel corso dell’evento l’Associazione ha assegnato il 49° Premio Internazionale per la Pace “Principessa Mafalda di Savoia” alla Scuola Militare Teuliè, l’80° Premio “Amm. Sq. Antonio Cocco” al Colonnello Antonio Calligaris, Comandante della Teuliè e l’81° Premio “Amm. Sq. Antonio Cocco” a Iolanda Bajona presidente del PASFA di Milano. Il 20° Premio “Barone Roberto Ventura” al Conte Dr. Giuseppe Rizzani.

Numerosi messaggi di adesioni sono pervenuti dall’Italia e dall’estero e sono stati ricordati il presidente d’onore Cav. Gr. Cr. Prof. Avv. Emmanuele Emanuele di Villabianca Barone di Culcasi, il primo vice presidente nazionale Cav. Gr. Cr. Gen. D. Dott. Giovanni Albano e il Delegato di Ancona, Comm. Giovanni Luciano Scarsato, scomparsi pochi giorni fa.

Il premio di giornalismo e comunicazione nasce come riconoscimento all’impegno professionale di giornalisti e comunicatori per incentivare la corretta informazione.

Polizia locale Torino, 130 nuovi ispettori

Sono 130 i neo ispettori della polizia locale di Torino che, nei giorni socrsi, nella sala Carpanini di Palazzo Civico, hanno ricevuto le mostrine con i nuovi gradi. Un momento emozionante per i 68 uomini e le 62 donne che hanno superato, nei mesi scorsi, i colloqui della procedura interna per la progressione da agenti a ispettori a cui hanno partecipato in tutto 450 civich.

“Si tratta del riconoscimento del percorso che avete fatto fino ad oggi – ha detto loro, alla cerimonia, l’assessore alla Sicurezza e alla polizia locale Marco Porcedda –. Il passaggio di grado comporta una maggiore presenza di responsabilità nella vita lavorativa e verso gli altri collaboratori. Cambierà anche la qualità del lavoro e sarà possibile un’assegnazione a reparti diversi rispetto al passato – ha aggiunto – ma sono certo questo potrà costituire uno stimolo per lavorare con rinnovato impegno per il bene della Città e del Corpo di polizia che rappresentate”.

I 130 neo ispettori vanno ad aggiungersi ai 177 già in servizio. Tutti hanno “alle spalle” una consolidata esperienza sul campo. Hanno un’età media di 56 anni. Tra le donne la più giovane ha 47 anni e l’ispettrice con più esperienza 63. Il più giovane dei nuovi ispettori, invece, ha 43 anni, il più anziano 64.

“Se siete qui – ha detto, rivolgendosi ai neo ispettori prima della consegna dei gradi, il comandante della polizia locale Roberto Mangiardi – è per l’esperienza, le competenze e per quanto dimostrato in sede di colloquio, dove avete dimostrato di essere i più meritevoli. Da oggi avrete maggiori responsabilità. Essere un operatore di Polizia locale nel terzo millennio, in una grande città che, come tutte le metropoli contemporanee vive una situazione dove non mancano situazioni nuove povertà, nuovi bisogni, tensione sociale, che richiedono di essere affrontate non solo con competenza, ma anche tenendo sempre in primo piano l’aspetto umano. Voi siete il futuro del Corpo di polizia locale e sono certo che lo affronterete con grande senso di responsabilità, avendo sempre come obiettivo il bene comune, il rispetto della legge, la sicurezza delle colleghe e dei colleghi”.

Anziano si allontana per ore, la polizia lo ritrova

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha rintracciato un anziano di 87 anni, dopo essersi allontanato dalla propria abitazione per diverse ore.
L’intervento è nato a seguito della segnalazione avvenuta da parte della moglie che, preoccupata per l’allontanamento del marito a causa di precedenti problemi di salute, contattava la Centrale Operativa, che inviava una pattuglia del Commissariato di P.S. San Paolo in via Osasco, dove risiedono i due.
Acquisendo tutte le informazioni necessarie per la ricerca dell’uomo, gli agenti apprendevano che l’anziano si era allontanato da diverse ore e che abitualmente passeggiava nelle zone limitrofe alla propria abitazione, per poi rientrare dopo circa mezz’ora.
I poliziotti effettuavano i primi controlli estendendo le ricerche anche nelle aree verdi della zona, sino a quando l’anziano veniva ritrovato su una panchina di un parco.
Dopo aver instaurato un sereno dialogo e instaurato un rapporto di fiducia con l’uomo, gli operatori di polizia, lo riaccompagnavano presso la propria abitazione, tranquillizzando anche la consorte.

Cambiano, confronto sulla tumulazione degli animali da compagnia

Il Consiglio Comunale di Cambiano porta al centro del dibattito un tema che risulta di sempre maggiore attualità, quello della possibilità di tumulare le ceneri degli animali da compagnia accanto a quelle dei loro proprietari. Si tratta di una proposta avanzata dal gruppo di minoranza che riflette un cambiamento culturale ormai diffuso, legato al ruolo sempre più  rilevante che gli animali hanno assunto nella vita delle persone. La mozione discussa in aula ha come obiettivo l’aggiornamento del regolamento cimiteriale, prendendo atto di una crescente sensibilità e di esperienze che altri territori hanno già avviato. In diversi Comuni italiani sono state introdotte soluzioni analoghe, nel rispetto delle normative igienico-sanitarie.
“Si tratta di un tema che riguarda molte famiglie – afferma il sindaco di Cambiano Carlo Vergnano – e che va affrontato con serietà. L’obiettivo è  quello di costruire un percorso regolamentato, con regole chiare, senza forzature, ma con attenzione alle esigenze dei cittadini”.
Il confronto in aula ha evidenziato un approccio trasversale, pur con diversi accenti.
La consigliera di minoranza Caterina Cortassa ha sottolineato l’importanza di garantire libertà di scelta “ Offrire una possibilità in più non significa imporre una visione, ma lasciare ai cittadini la possibilità di decidere. È,  però, fondamentale definire con precisione modalità e regole, per evitare ambiguità “ – ha sottolineato Caterina Cortassa, richiamando esperienze già attive in Comuni vicini, come Trofarello.
L’amministrazione, da parte sua, ha ribadito l’attenzione già dimostrata sul tema del benessere animale e sul lavoro regolamentare svolto negli anni.

“Il Comune di Cambiano – ha osservato l’assessora all’Urbanistica Daniela Miron – ha sempre mostrato attenzione verso il benessere animale, come dimostra il lavoro fatto sul regolamento edilizio, dove sono stati definiti parametri e indicazioni, anche grazie al confronto con le associazioni animaliste – ha spiegato, collegando il tema ad una visione più  ampia della pianificazione. “ La possibilità di introdurre la tumulazione delle ceneri degli animali era già stata presa in considerazione. Il fatto che la proposta arrivi anche dalla minoranza rappresenta un elemento positivo, che consente di affrontare il tema in modo condiviso” ha aggiunto l’assessora Daniela Miron, che ha inoltre sottolineato l’importanza e la complessità dell’intervento sotto il profilo tecnico: “L’introduzione di questa possibilità richiede un adeguamento del regolamento cimiteriale, la definizione delle modalità operative e una valutazione anche sotto il profilo tariffario” ha precisato, indicando come orizzonte temporale quello della fine dell’anno per l’avvio del percorso di aggiornamento.
Non sono mancate posizioni più caute, come quelle del consigliere di minoranza Ernesto Saggese, che ha richiamato la necessità di mantenere un equilibrio: “ Il rapporto con gli animali è  cambiato ed è giusto prenderne atto, ma credo sia importante non perdere il senso della misura e fermarsi a riflettere su alcune dinamiche sociali” ha osservato, pur riconoscendo la rilevanza del tema.
Il dibattito ha messo in luce come la questione vada affrontata oltre l’aspetto normativo, toccando sensibilità personali, cultura e trasformazioni sociali. In questo contesto Cambiano si inserisce in un confronto più ampio, che riguarda il rapporto tra cittadini, istituzioni e nuove esigenze legate al privato dei cittadini.

CS

Preso a colpi di pietra da un rapinatore che gli ruba la spesa

 

Il 1 maggio, alle ore 18.00 circa, in piazza Garibaldi a Pinerolo, nei pressi della stazione ferroviaria, una pattuglia della Sezione Radiomobile della locale compagnia carabinieri è intervenuta a seguito di segnalazione di lite in corso.
Giunti sul posto i militari hanno trovato un cittadino che lamentava di essere stato aggredito a colpi di pietra, poco prima, da un individuo che gli aveva sottratto la spesa, fuggendo nelle vie limitrofe.
I militari, postisi alla ricerca, hanno individuato poco lontano un trentottenne di origine marocchina, noto alla polizia e senza fissa dimora, che tentava di allontanarsi; l’uomo ha opposto viva resistenza al controllo ma e’ stato immobilizzato e portato in caserma, riconosciuto dalla vittima quale suo aggressore. Refurtiva recuperata e restituita al proprietario.
L’interessato è stato condotto in carcere con imputazione ddi resistenza a pu e rapina

Donne Exempla al Salone del Libro. Un nuovo modo di fare scuola

La Fondazione Educatorio della Provvidenza invita a un appuntamento dedicato a un nuovo modo di fare scuola. La presentazione del progetto “Gioco di ruolo Donne Exempla”, in programma venerdì 15 maggio prossimo, dalle 16.30 alle 17.30, nello Spazio Argento del Padiglione 2 di Lingotto Fiere, a Torino. Si tratta di un incontro che mette al centro il valore della cultura come strumento di crescita, inclusione e partecipazione attiva, esplorando il potenziale del gioco di ruolo nella didattica.

Donne Exempla introduce il gioco di ruolo negli istituti di secondo grado del Piemonte, trasformando l’aula in uno spazio di esperienza e confronto. Attraverso storie di donne che hanno lottato per il diritto all’istruzione, alla libertà e all’emancipazione, gli studenti diventano protagonisti di percorsi immersivi che stimolano al pensiero critico, empatia e consapevolezza civica. Promosso dalla Fondazione Educatorio della Provvidenza e dall’Associazione Amici dell’Educatorio della Provvidenza, il progetto è realizzato con il contributo del Consiglio Regionale del Piemonte e della Consulta delle Elette, nell’ambito della linea strategica “La Cultura che Cura”, coinvolgendo 380 studenti e 20 classi del territorio.

L’evento riunisce rappresentanti istituzionali, il Presidente e il Vicepresidente della Fondazione, l’avvocato Carlo Majorino e la dott.ssa Lella Bassignana, insieme a studiosi ed esperti provenienti da ambiti differenti: lo storico Gianni Oliva, l’antropologa Caterina Agus, lo psicologo Roberto Gambarini, il docente di Fisica Applicata di Unito, prof. Federico D’Agata, per offrire uno sguardo multidisciplinare sul valore educativo del progetto. Il confronto sarà guidato dalla direttrice della Fondazione, dott.ssa Paola Casacci. Nel corso dell’incontro sarà proiettato un video dedicato al progetto nelle scuole, con testimonianze degli operatori ludico-culturali, docenti e studenti. Si tratterà di un’occasione per scoprire come il gioco possa diventare uno strumento concreto di inclusione, educazione e cittadinanza attiva.

Giovedì 14 e venerdì 15 maggio, dalle ore 11 alle 13, presso lo spazio Biblioteche, sarà allestito un tavolo di gioco con un master esperto che condurrà la sessione di gioco immersiva.

Per prenotare un posto: eventi@educatoriodellaprovvidenza.it

Mara Martellotta