CRONACA- Pagina 2

Torino: rapine violente per strappare collane d’oro, quattro ventenni arrestati della Polizia

La Polizia di Stato ha smantellato una banda ritenuta responsabile di tre violente rapine che negli ultimi mesi avevano seminato paura tra il centro e le zone della movida torinese. Quattro le persone arrestate al termine dell’indagine coordinata dalla Procura.

Gli agenti della Squadra Mobile, sezione “Falchi”, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini egiziani, accusati di aver partecipato ai colpi. Un terzo provvedimento ha raggiunto anche il presunto leader del gruppo, già detenuto per fatti analoghi.

Le indagini hanno ricostruito tre episodi, due avvenuti nel giardino Sambuy e uno nei pressi del Parco del Valentino. In tutti i casi, le vittime venivano avvicinate di sorpresa e aggredite in gruppo: i rapinatori usavano coltelli per minacciare e spray urticante per accecare temporaneamente, riuscendo così a strappare collane d’oro e fuggire.

Decisivo il lavoro investigativo, tra analisi delle telecamere, riconoscimenti fotografici e controlli sul territorio, che ha permesso di individuare i componenti della banda e i rispettivi ruoli. Durante gli accertamenti è emerso anche come alcuni di loro ostentassero sui social le proprie azioni.

L’operazione ha chiuso il cerchio su un gruppo responsabile di aggressioni che avevano creato forte allarme. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

 

Il Collegio Einaudi accende il futuro di 59 studenti

Un sostegno concreto a supporto degli studenti universitari meritevoli nel loro percorso formativo e, allo stesso tempo, un riconoscimento di prestigio per i giovani che si sono maggiormente distinti nell’anno 2025.

Il Collegio Universitario Einaudi ha consegnato questa mattina, presso il Salone d’onore della Fondazione CRT, alla presenza della Presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi, 46 premi di studio a 46 studenti e studentesse iscritti al Politecnico e dall’Università degli Studi di Torino per un totale di 40.500 euro.

Ai premi di studio si sono affiancati 8 posti di studio gratuiti (per un valore complessivo di € 63.000), che permettono a studenti meritevoli, in condizioni economiche svantaggiate, di vivere l’esperienza di vita in Collegio senza oneri. Quattro di essi sono stati resi possibili grazie a un contributo di 31 mila euro da parte di Fondazione CRT per l’anno 2025, 2 sono stati assegnati grazie alla rendita di due lasciti testamentari di ex collegiali e 2 sono il risultato di una campagna di raccolta fondi rivolta agli ex collegiali del Collegio in occasione del 90° anniversario del Collegio celebrato lo scorso anno.

A questi si aggiungono 5 premi di laurea, per un totale di € 7.000, anche questi resi possibili grazie a donazioni in memoria e lasciti, di cui tre per lauree triennali in Ingegneria e tre per magistrali in Medicina e affini.

I vincitori dei premi di studio sono stati individuati nell’ambito di tre distinte graduatorie di merito, una per gli studenti iscritti al Politecnico, una dedicata agli studenti di Area umanistica dell’Università degli Studi e una terza per gli studenti di Area Scientifica sempre dell’Università, e sulla base di un algoritmo, che tiene in considerazione la media esami e il numero di crediti ottenuti nel corso dell’anno e il grado di partecipazione alla vita di comunità del Collegio.

Le ragazze e i ragazzi vincitori hanno raggiunto nell’ultimo anno accademico una media esami pari a 29/30 e hanno così ottenuto premi con importi differenti, da 2.500, 1.000 e 500 euro.

Una cifra importante, frutto delle donazioni provenienti dai sostenitori del Collegio e da contributi di enti e associazioni, tra cui lo Studio Torta, Società SIAT e il Rotary Club Torino 1958, in risposta alla campagna di raccolta fondi Accendi il futuro, creata con la finalità di sostenere i migliori talenti meritevoli durante gli anni di formazione universitaria.

Nata in occasione dell’a.a. 2015/16, questa iniziativa promossa dal Collegio Einaudi giunge oggi alla 10^ edizione, con un’erogazione complessiva di 558 Premi di Studio, per un totale complessivo di 531 mila euro consegnati ai giovani e alle loro famiglie.

L’assegnazione di borse di studio è una delle numerose attività portate avanti dal Collegio, che offre ai propri allievi strumenti solidi per portare a termine una formazione universitaria di alta qualità e in tempi brevi, in un contesto culturalmente stimolante.

Allo stesso tempo, garantisce un aiuto concreto per sollevare le famiglie dal peso di mantenere un figlio fuori sede, permettendo ai giovani promettenti di realizzare i propri sogni e impostare una carriera che potrà avere nel Collegio e nella Città di Torino un futuro ricco di opportunità.

“Garantire ai giovani la possibilità di studiare e sviluppare i propri talenti è uno degli investimenti più importanti per il futuro della nostra società. Per questo la Fondazione CRT sostiene da sempre iniziative dedicate alla formazione e al diritto allo studio – afferma la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi –. Il supporto ai posti di studio gratuiti e agevolati del Collegio Einaudi va proprio in questa direzione: rendere sempre più inclusivo l’accesso a una formazione di qualità, abbattendo le barriere economiche e permettendo ai ragazzi meritevoli di esprimere appieno il proprio potenziale in un contesto che favorisce crescita, confronto e senso di comunità”.

“Desidero ringraziare tutti i privati e gli enti che con la loro generosità hanno permesso anche quest’anno di gratificare con i premi di studio le studentesse e gli studenti meritevoli – Ha commentato Paolo Enrico Camurati, Presidente della Fondazione Collegio Universitario Einaudi – Credere nei giovani, creare opportunità reali per loro, sostenere lo sviluppo del sapere e rendere la conoscenza sempre più accessibile è una missione per il Collegio Einaudi ed è ciò che ci permetterà di migliorare la società in cui viviamo. Attraverso lo studio, la ricerca e la formazione saremo in grado di rispondere alle grandi domande del nostro tempo, mettendo a disposizione della comunità i migliori talenti e le migliori soluzioni”. 

Pasqua senza cantieri: il Piemonte coordina gli interventi per ridurre i disagi sulle autostrade

In vista dei ponti primaverili – da Pasqua alla Festa della Liberazione, fino al Primo maggio e al 2 giugno – in Piemonte si punta a una significativa riduzione dei cantieri autostradali per migliorare la viabilità e limitare i disagi agli utenti.

È questo l’obiettivo emerso dal tavolo di coordinamento promosso dalla Regione Piemonte e convocato dall’assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture Marco Gabusi, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le società concessionarie. L’iniziativa mira a garantire una maggiore fluidità del traffico lungo l’intera rete autostradale regionale.

La strategia condivisa prevede una pianificazione più attenta degli interventi di manutenzione e ammodernamento, con la rimodulazione o la sospensione dei cantieri nei periodi di maggiore afflusso. L’obiettivo è contenere i disagi per cittadini, lavoratori e turisti che attraverseranno il Piemonte nelle prossime settimane.

Durante l’incontro sono stati esaminati nel dettaglio i lavori previsti sulle diverse tratte, con aggiornamenti puntuali sulla programmazione e sulle misure organizzative adottate per migliorare la gestione dei flussi di traffico.

Rispetto allo scorso anno, il quadro appare in netto miglioramento. Sull’A6 Torino-Savona, una delle arterie più interessate dagli interventi, i chilometri di cantieri sono stati dimezzati. I lavori in corso proseguiranno fino alla fine dell’anno e alla primavera successiva: su 50 ponti, gli adeguamenti sono già stati completati, mentre su altri 16 proseguono le lavorazioni, con l’obiettivo di concluderne 13 entro fine anno. Nel tratto piemontese restano due soli cantieri non rimovibili, tra Mondovì e Niella Tanaro e tra Ceva e Millesimo in direzione Savona, che saranno riorganizzati per garantire due corsie per senso di marcia nei fine settimana e nei periodi di maggiore traffico. Nella tratta ligure i cantieri non rimovibili sono invece quattro.

A partire dal 1° aprile, durante i ponti e nei fine settimana primaverili ed estivi, sarà comunque assicurata la presenza di due corsie nella direzione di traffico prevalente, dalle 14 del venerdì fino alle 12 del lunedì. Per la prima volta dopo sei anni, già dalle festività pasquali sarà possibile percorrere l’intera tratta Torino-Savona con due corsie disponibili nella direzione principale.

Sulla A32 Torino-Bardonecchia, il piano di Sitaf prevede interventi mirati soprattutto al miglioramento della sicurezza delle gallerie, in continuità con l’adeguamento alle normative europee. I lavori riguardano cinque delle sette gallerie superiori ai 500 metri e sono programmati settimana per settimana per ridurre l’impatto sulla circolazione. Nei periodi di maggiore traffico è prevista la riduzione o la sospensione dei cantieri, mentre dopo Pasqua saranno attivati nuovi interventi su alcuni viadotti, con l’obiettivo di garantire, ove possibile, due corsie nel senso di marcia prevalente.

Sulle tratte A26 e A7, gestite da Autostrade per l’Italia, sono in corso lavori strutturali su viadotti, giunti e barriere di sicurezza. Sulla A26 gli interventi principali interessano il tratto tra Baveno e Carpugnino, mentre sulla A7 riguardano le aree di Vignole Borbera, Isola del Cantone e Serravalle Scrivia. La programmazione è stata definita per mantenere sempre due corsie per senso di marcia e per alleggerire progressivamente i cantieri nella direzione di traffico prevalente a partire da luglio, così da accompagnare i flussi estivi.

Sulla A4 Torino-Milano, gli interventi riguardano principalmente manutenzioni e aggiornamenti tecnologici, con cantieri mobili e progressivi di breve estensione. Anche in questo caso, durante il giorno saranno garantite almeno due corsie di marcia, riducendo al minimo l’impatto su una delle principali direttrici regionali.

Sulle altre tratte principali – dalla A5 Ivrea-Quincinetto alla A21 Torino-Piacenza fino alla A7 Milano-Serravalle – non sono previsti, in questa fase, cantieri particolarmente impattanti, consentendo una circolazione più scorrevole.

«Il lavoro di coordinamento con il Ministero e con le società concessionarie – sottolinea l’assessore Marco Gabusi – sta dando risultati concreti. L’obiettivo è ridurre al minimo i disagi nei periodi di maggiore traffico e arrivare ai mesi estivi con una rete autostradale il più possibile libera da cantieri, garantendo al tempo stesso la sicurezza e la manutenzione delle infrastrutture».

Scontro letale all’incrocio tra l’ex statale 590: morto conducente

Incidente mortale tra due auto all’incrocio: muore un conducente. È successo nella prima mattinata di ieri a San Sebastiano da Po, tra l’ex statale 590 e via Abate. Nell’impatto sono rimaste coinvolte una Toyota Corolla e una Mercedes Classe A, che stava viaggiando in direzione Cavagnolo.

Sul colpo ha perso la vita il conducente della prima vettura, un 82enne residente a Verolengo. I sanitari del 118 Azienda Zero sono intervenuti sul posto e hanno trasportato all’ospedale di Chivasso il conducente del secondo mezzo, un 32enne anch’egli di Verolengo: le sue condizioni non destano preoccupazione.

Presenti anche i carabinieri della Compagnia di Chivasso, che hanno disposto il senso unico alternato con ripercussioni sul traffico locale, accentuate dalla fascia di punta. Sono accorsi anche i vigili del fuoco del distaccamento di Torino Stura per mettere in sicurezza i veicoli.
Dai primi rilievi, la precedenza spettava alla Mercedes secondo la segnaletica, ma resta da accertare la velocità del mezzo.

VI.G

Torino-Lione: insediato il Comitato di supporto Avigliana-Orbassano

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Si è insediato  il Comitato di Supporto alla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione – tratta nazionale Avigliana-Orbassano. La prima seduta, dedicata all’indizione e al coordinamento delle attività, si è svolta al Grattacielo della Regione Piemonte, alla presenza dei tecnici regionali, dei rappresentanti di RFI, dei sindaci e degli amministratori dei territori coinvolti dall’opera. Un momento di confronto operativo che segna l’avvio di un percorso strutturato di accompagnamento e condivisione con gli enti locali, con l’obiettivo di garantire un avanzamento efficace e coordinato dei lavori sulla tratta nazionale.

Il Comitato avrà il compito di favorire il dialogo tra istituzioni e territorio, monitorare lo stato di attuazione degli interventi e affrontare in modo puntuale le criticità che potranno emergere nelle diverse fasi di realizzazione dell’infrastruttura.

Nel corso dell’incontro, accogliendo le richieste emerse da parte di alcuni sindaci, è stata inoltre condivisa la volontà di attivare specifici tavoli tematici dedicati alle esigenze dei territori. I tavoli approfondiranno in modo mirato le principali tematiche connesse all’opera, tra cui agricoltura, industria, sostenibilità ambientale, questioni legate al sistema delle imprese e alla viabilità, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete e condivise.

“La costituzione del Comitato rappresenta un passaggio fondamentale per rafforzare il raccordo tra i livelli istituzionali e assicurare un confronto costante con i territori interessati – dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Strategiche, Enrico Bussalino –. La Torino-Lione è un’opera strategica per il Piemonte e per l’intero sistema logistico del Nord-Ovest: significa maggiore competitività, nuove opportunità di sviluppo e un sistema di trasporti più moderno e sostenibile. Per questo, oltre al lavoro del Comitato, attiveremo tavoli tematici specifici per affrontare nel dettaglio le esigenze dei territori, garantendo ascolto e soluzioni concrete per accompagnare la realizzazione dell’opera in modo efficace, trasparente e attento alle esigenze delle comunità locali”.

Kolam, quando la matematica nasce dai gesti quotidiani

La mostra “Kolam: un’arte effimera delle donne dell’India meridionale” è ospitata per la prima volta in Italia all’Università di Torino. Ne parliamo con Marina Marchisio Conte, responsabile scientifica del progetto Edvance Digital Education Hub.

Come è nata l’idea di questa mostra?
L’idea nasce all’interno del progetto di Ateneo Edvance Digital Education Hub, che ha l’obiettivo di rendere accessibile a tutte e tutti una formazione di alta qualità attraverso oltre 300 MOOC su temi attuali, dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità. In questo contesto abbiamo sviluppato il corso online “Etnomatematica. Dalle pratiche socioculturali al pensiero astratto”, insieme ad Anna Fino, Mario Valenzano ed Elena Scalambro. La collaborazione di ricerca con la curatrice Claudia Silva ci ha poi permesso di fare un passo in più: portare questi contenuti fuori dallo schermo, in uno spazio fisico, trasformandoli in un’esperienza visiva e immersiva. La mostra nasce proprio da questo incontro tra ricerca, didattica e divulgazione.

Che cos’è l’etnomatematica?
È un modo diverso di guardare alla matematica. Non come una disciplina astratta e universale, ma come un sapere che nasce e si sviluppa dentro le culture, nei gesti, nelle pratiche quotidiane. L’etnomatematica studia proprio questo: le idee matematiche incorporate nelle attività umane, dalle tecniche di costruzione alle modalità di contare, dai giochi tradizionali ai sistemi simbolici. Ci aiuta a capire che la matematica non è solo quella dei libri, ma anche quella che le persone fanno, spesso senza chiamarla così. Ed è uno strumento potente per rendere l’apprendimento più inclusivo, perché valorizza punti di vista diversi.

E i kolam cosa rappresentano?
I kolam sono un esempio straordinario di questa matematica “vissuta”. Sono disegni geometrici realizzati ogni giorno, soprattutto dalle donne nel sud dell’India, davanti alle proprie case. A prima vista possono sembrare semplici decorazioni, ma in realtà racchiudono strutture molto complesse: simmetrie, pattern, logiche combinatorie. Sono effimeri,vengono cancellati e rifatti ogni giorno, ma proprio per questo raccontano una matematica dinamica, che si trasmette attraverso la pratica, la memoria e la creatività. E allo stesso tempo hanno un valore simbolico e sociale: parlano di accoglienza, di comunità, di relazione tra esseri viventi.

Su cosa ci invita a riflettere questa mostra?
La mostra apre nuove prospettive sul rapporto tra sapere e cultura, tra tradizione e innovazione, invitandoci a ripensare la matematica come parte della vita quotidiana e non come sapere astratto e universale. Ma pone anche una riflessione importante sul tema del genere: sono soprattutto bambine e donne a realizzare i kolam, proprio quelle che ancora oggi, in molti contesti, incontrano ostacoli nell’accesso all’istruzione. Eppure, attraverso queste pratiche, custodiscono e trasmettono saperi complessi.

MARIA LA BARBERA

Bando di contributi per la valorizzazione dei piccoli Comuni

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Torna per il terzo anno consecutivo il bando di Città metropolitana di Torino rivolto ai Comuni con popolazione inferiore ai 10mila abitanti per supportare i progetti di valorizzazione del territorio: i contributi sono previsti a sostegno di eventi, attività, manifestazioni, progetti per promuovere la conoscenza del patrimonio storico, artistico, culturale ed enogastronomico.
“Torniamo a destinare risorse per aiutare sindache e sindaci impegnati a consolidare e valorizzare l’identità locale. Gli eventi di promozione locale rappresentano l’anima del territorio nelle piccole comunità e meritano di essere sostenuti” sottolinea il vicesindaco di Città metropolitana di Torino Jacopo Suppo. I contributi previsti in totale ammontano a 100mila euro e saranno destinati a seconda della dimensione economica del progetto presentato.
Le iniziative dovranno essere attuate e rendicontate entro il 31 dicembre 2026.
Le domande da parte dei Comuni dovranno essere presentate entro il 20 aprile 2026 esclusivamente tramite posta elettronica certificata PEC a protocollo@cert.cittametropolitana.torino.it
La documentazione è online

Nursing Up: «Se il trasferimento è “nuovo”, chiarire il metodo»

Nella consueta nota domenicale di aggiornamento, l’assessore regionale alla sanità Federico Riboldi ha annunciato l’attivazione di “tre nuovi reparti” tra le strutture torinesi. Una definizione che, alla prova dei fatti, lascia spazio a più di una perplessità.

I reparti in questione risultano infatti trasferiti e non di nuova istituzione. «Non è una questione di parole, ma di sostanza» evidenzia Nursing Up Piemonte. «Un nuovo reparto è un ampliamento reale dell’offerta sanitaria. Un trasferimento è una riorganizzazione interna. Confondere i due piani rischia di generare una narrazione che non corrisponde alla realtà operativa vissuta ogni giorno da professionisti e cittadini».

L’episodio si inserisce in un quadro più ampio che riguarda il modo in cui la sanità piemontese viene comunicata. Sempre più spesso, infatti, le informazioni istituzionali sembrano prendere forma direttamente sui canali social, con toni e modalità che ricordano più la comunicazione “da annuncio” che quella istituzionale.

«Assistiamo a una comunicazione che nasce già per essere social, quando invece dovrebbe prima essere istituzionale» prosegue la nota. «Non è il canale il problema: i social sono uno strumento utile e necessario, e lo utilizziamo anche noi. Il punto è il processo».

Secondo Nursing Up, le informazioni che riguardano organizzazione, servizi e cambiamenti operativi dovrebbero seguire un percorso chiaro e condiviso: prima il confronto con il comparto sindacale e con i professionisti, come previsto dai protocolli, poi la comunicazione esterna.

«Oggi, al contrario, accade sempre più spesso che i lavoratori vengano a conoscenza delle novità attraverso i social o comunicazioni pubbliche, anziché nei luoghi deputati al confronto» sottolinea il sindacato. «Non è solo una questione formale, ma di rispetto dei ruoli e di efficacia organizzativa».

Nel caso specifico, la narrazione dei “nuovi reparti” appare come l’ennesimo esempio di una comunicazione che privilegia l’effetto annuncio rispetto alla precisione.

«Se spostare un reparto diventa inaugurare qualcosa di nuovo, allora forse siamo di fronte a un problema di definizioni» osserva Nursing Up. «E quando le definizioni si allontanano dalla realtà, il rischio è quello di perdere credibilità».

Il sindacato ribadisce la necessità di riportare la comunicazione sanitaria su un piano coerente, trasparente e condiviso, a partire dal coinvolgimento dei professionisti e dal rispetto dei tavoli di confronto. Perché una sanità che funziona non si costruisce con gli slogan, ma con processi chiari e informazioni corrette.

Traforo Frejus, rete di controlli polizia: 2 arresti e una denuncia

Controlli su 1474 cittadini e 270 veicoli, finiti con due arresti e una denuncia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Questo il bilancio degli interventi nell’ultima settimana di febbraio da parte della polizia di Stato sulla piattaforma autostradale del Traforo del Frejus.

Uno dei provvedimenti ha visto gli agenti intervenire la notte del 24 febbraio su un autobus diretto a Barcellona. Un uomo a bordo, privo di documenti validi, è stato portato in questura per l’identificazione. Dagli accertamenti è emersa un’ordinanza di custodia cautelare per traffico di stupefacenti. Arrestato e condotto alla Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.

Il giorno dopo, controllo su un’auto che viaggiava verso la Francia: tre occupanti, uno di origine spagnola, l’altro di origine marocchina e uno senza documenti. Dalle verifiche è emerso che il viaggio dalla Spagna all’Italia serviva a prelevarlo e riportarlo a Barcellona in cambio di denaro. Denunciato il passeur, sequestrati veicolo, denaro e cellulari.

L’ispezione di domenica primo marzo su un bus da Parigi: secondo arrestato, cittadino straniero con ordine di carcerazione per resistenza (pena residua otto mesi e dieci giorni), condotto poi al carcere torinese.

VI.G

Affido e adozione, nasce CASA: più famiglie per i minori in difficoltà

Presentato in Regione Piemonte il progetto CASA dedicato ad affido e adozione
«Trovare una famiglia per ogni bambino che ne abbia bisogno, un po’ o per sempre»

Si è conclusa con il messaggio «Trovare una famiglia per ogni bambino che ne abbia bisogno, un po’ o per sempre» la presentazione del progetto CASA (Comunità, alleanze, solidarietà, accoglienza), dedicato ai temi dell’affido e dell’adozione. L’incontro si è svolto martedì 17 marzo nella sala Trasparenza della Regione Piemonte ed è stato coordinato da Roberto Gontero, presidente regionale del Forum delle associazioni familiari, che ha inserito l’iniziativa tra gli appuntamenti della Settimana con la famiglia 2026.

Nel suo intervento, Maurizio Marrone, assessore alle Politiche sociali della Regione Piemonte, ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni e volontariato, ringraziando le famiglie affidatarie che, ha evidenziato, «posseggono una vocazione alla genitorialità che va incentivata perché possono garantire un passaggio meno traumatico per il minore in difficoltà». Il consigliere regionale Silvio Magliano ha invitato a «guardare a ciò che nasce in via sussidiaria nel terzo settore per farlo diventare una policy, affinché queste bambine e questi bambini possano iniziare a sognare».

Per il Comune di Torino, l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli ha richiamato la coincidenza con la Giornata mondiale del Servizio sociale, celebrata proprio il 17 marzo, evidenziando l’impegno degli operatori del settore che affrontano, come ha detto, «situazioni impegnative che richiedono grande sensibilità».

Il progetto CASA è stato illustrato nel dettaglio da Cristina Riccardi, vicepresidente di Ai.Bi (Associazione Amici dei Bambini), che ha presentato dati significativi: in Italia sono 330mila i minori in carico ai servizi sociali (39mila in Piemonte), di cui 20.592 inseriti in comunità (1.465 in Piemonte), con un aumento del 13% a livello nazionale e del 23% a livello regionale. I minori in affido familiare sono invece 15.075 (2.621 in Piemonte), con una crescita dell’1,8% a livello nazionale ma un calo di quasi l’8% in ambito regionale. In questo scenario, il progetto CASA si pone tre obiettivi principali: incrementare il numero di famiglie affidatarie, accompagnare le famiglie accoglienti attraverso percorsi formativi e sostenere i minori accolti in affido o adozione.

Gli aspetti tecnici sono stati approfonditi da Carmen Rita Mecca, presidente del Tribunale per i minorenni di Torino, che ha ribadito l’importanza del dialogo in un ambito tanto delicato. Ha ricordato infatti che «è chiaro a tutti gli operatori del diritto come l’allontanamento del minore dalla famiglia di origine sia una extrema ratio» e ha sottolineato che «l’istituto dell’affidamento familiare necessita di esser conosciuto perché vi sono minori costretti a restare in comunità per l’assenza di famiglie affidatarie».

Nel corso dell’evento sono state presentate anche alcune testimonianze concrete. Matteo Fadda, della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha citato il progetto «Avrò cura di te», volto a sostenere le famiglie affidatarie di bambini con patologie gravi e che coinvolge numerosi studenti universitari di ambito socio-sanitario. Michele Grimaldi, di Famiglie per l’Accoglienza, ha invece evidenziato il valore dell’adozione come autentica apertura alla genitorialità.

A concludere i lavori è stato Adriano Bordignon, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, che ha ringraziato tutti i partecipanti per i contributi offerti, esprimendo l’auspicio di «una speranza che ci spinga ad andare avanti per realizzare qualcosa di buono e di bello».