Con l’arrivo del grande esodo estivo cresce anche l’attenzione sulla sicurezza stradale, un tema particolarmente sentito in Piemonte. Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio sull’incidentalità stradale, la regione continua infatti a figurare tra quelle con il maggior numero di incidenti, complice una rete viaria molto estesa e un traffico intenso sia sulle arterie autostradali sia sulle principali statali che collegano il Piemonte alla Liguria, alla Valle d’Aosta e alla Francia. Anche l’area metropolitana di Torino registra ogni anno migliaia di sinistri, con un incremento dei flussi durante i mesi estivi dovuto alle partenze per le vacanze e agli spostamenti verso le località turistiche alpine e balneari. Le autorità ricordano che velocità eccessiva, distrazione al volante e uso dello smartphone restano tra le principali cause degli incidenti, motivo per cui nei fine settimana da “bollino rosso” vengono intensificati sia i controlli della Polizia Stradale sia il monitoraggio della rete viaria.
Per affrontare il periodo di maggiore traffico, Anas ha presentato il piano “Estate Sicura 2026”, predisponendo una serie di interventi destinati a rendere più fluida la circolazione durante l’esodo. Dal 24 luglio al 7 settembre saranno sospesi o chiusi 1.175 cantieri, pari all’83% dei 1.414 attualmente presenti sulla rete nazionale gestita dalla società del Gruppo Ferrovie dello Stato.
Le stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas indicano che tra il 20 luglio e il 6 settembre sulle strade e autostrade di competenza transiteranno oltre 440 milioni di veicoli, numeri che hanno spinto l’azienda a rafforzare il presidio operativo su tutto il territorio nazionale.
L’iniziativa è stata illustrata nella sede centrale di Anas a Roma, alla presenza dell’amministratore delegato Claudio Andrea Gemme insieme ai rappresentanti di ACI, Aiscat, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera, Arma dei Carabinieri e Rai Isoradio.
«In occasione dell’avvio dell’esodo estivo 2026 – ha spiegato l’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme – Anas rinnova il proprio impegno per garantire una rete viaria sempre più sicura, efficiente e in grado di assicurare la migliore mobilità possibile ai milioni di cittadini che si metteranno in viaggio. Nell’ambito del Piano Estate sicura 2026 è stata posta particolare attenzione alla rimozione o alla sospensione dei cantieri lungo le principali arterie stradali e autostradali, con l’obiettivo di fluidificare la circolazione, ridurre i tempi di percorrenza e limitare le situazioni di congestione, contribuendo così a rendere gli spostamenti più agevoli e sicuri. Avremo impegnate 2.500 risorse in turnazione, costituite da personale tecnico e di esercizio oltre al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h24. La sicurezza stradale, tuttavia, non dipende solo dalla qualità delle infrastrutture. Strade moderne, monitorate e ben mantenute rappresentano un elemento fondamentale, ma il primo presidio di sicurezza resta sempre il comportamento di ciascun utente della strada. Rispettare i limiti di velocità, mantenere la distanza di sicurezza, evitare qualsiasi forma di distrazione alla guida, non mettersi al volante in condizioni psicofisiche non idonee e utilizzare correttamente tutti i dispositivi di protezione sono comportamenti essenziali per prevenire gli incidenti e tutelare la propria vita e quella degli altri».
Per garantire il controllo della rete saranno impiegate circa 2.500 persone, tra tecnici, operatori delle Sale Operative Territoriali e personale della Sala Situazioni Nazionale, con monitoraggio del traffico attivo ventiquattr’ore su ventiquattro.
Anche in Piemonte e Valle d’Aosta scatterà il piano di alleggerimento dei cantieri. La struttura territoriale di Anas gestisce complessivamente circa 1.760 chilometri di strade distribuiti in nove province e, in vista dell’aumento dei flussi turistici, sospenderà la maggior parte degli interventi in corso. Le lavorazioni interessano opere di rifacimento delle pavimentazioni, sostituzione delle barriere di sicurezza, consolidamento dei versanti e installazione della segnaletica.
La progressiva eliminazione delle limitazioni al traffico avverrà tra la seconda metà di luglio e i primi giorni di agosto.
In Piemonte resterà operativo fino alla fine di luglio il cantiere sul ponte Cervo, lungo la statale 758 Masserano-Mongrando, nel Biellese, dove sono in corso i lavori di sostituzione dei 19 giunti di dilatazione. Entro il 7 agosto verranno invece sospesi gli interventi di consolidamento della statale 28 del Colle di Nava tra Garessio e Ormea, una delle direttrici più utilizzate durante l’estate per raggiungere la Liguria.
In Valle d’Aosta, entro il 7 agosto saranno sospesi tutti i cantieri attivi lungo la statale 26, compresi quelli relativi all’allargamento della carreggiata tra Bard e Arnad, alla manutenzione delle reti paramassi di Monjovet, alla sostituzione delle barriere di sicurezza a Morgex, al consolidamento del muro di Pré-Saint-Didier e al risanamento dei viadotti Villeneuve, Champagne e Leverogne. Gli interventi riprenderanno una volta terminato l’esodo.
Accanto agli interventi infrastrutturali, Anas rilancia anche le campagne di sensibilizzazione rivolte agli automobilisti. È stato presentato il nuovo spot “Quando sei alla guida, tutto può aspettare”, realizzato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Polizia di Stato, con protagonisti Massimiliano Ossini, Ludovica Martino e Gianmarco Tognazzi. Le riprese sono state effettuate nel Centro di Guida Sicura ACI di Vallelunga.
«Il video rappresenta un ulteriore tassello dell’impegno di Anas nella diffusione di una cultura della sicurezza che coinvolga cittadini, istituzioni e tutti gli operatori del settore. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che ogni viaggio si concluda in sicurezza. Perché la sicurezza stradale è una responsabilità condivisa che nasce dall’incontro tra infrastrutture efficienti, tecnologie innovative e comportamenti consapevoli da parte di ciascun utente», ha aggiunto Gemme.
Prosegue inoltre la collaborazione con Rai Isoradio, che per tutta l’estate trasmetterà brevi messaggi informativi e consigli dedicati alla guida sicura.
Tra le iniziative confermate figura anche la campagna contro l’abbandono degli animali lungo le strade, un fenomeno che continua a rappresentare un grave rischio sia per gli animali sia per gli automobilisti. In media Anas interviene per mettere in salvo un animale ogni cinque giorni. Il progetto “Non abbandonare una parte di te”, premiato ai Mediastars 2026 nella sezione Etico Sociale, punta a sensibilizzare gli automobilisti attraverso immagini che accostano il volto umano a quello animale per evidenziare le conseguenze dell’abbandono.
Viene rilanciata anche la campagna di prevenzione degli incendi boschivi con lo slogan “La strada non è un posacenere. Rispetta l’ambiente, salva il tuo viaggio”, ricordando che gettare mozziconi accesi dal finestrino costituisce un comportamento vietato e può provocare incendi devastanti, favoriti dalle elevate temperature e dalla siccità estiva. Il messaggio sarà diffuso anche attraverso i pannelli a messaggio variabile installati lungo la rete Anas.
Infine continua la collaborazione con la Guardia Costiera attraverso la campagna “Strade e mari sicuri”, che invita i vacanzieri a prestare la stessa attenzione alla sicurezza sia durante gli spostamenti in automobile sia nelle attività in mare, promuovendo comportamenti responsabili e prudenti in ogni fase delle vacanze.
All’alba di questa mattina, sabato 18 luglio a Torino è’ stato trovato il cadavere di un uomo. Il corpo è stato ripescato dalle acque del fiume Po, all’altezza del ponte Balbis, che collega corso Bramante a piazza Muzio Scevola, a pochi metri dalle Molinette. Si stanno effettuando accertamenti e indagini, potrebbe trattarsi di un gesto volontario.
Falsi incidenti per truffare le assicurazioni
Si tratterebbe di un’associazione per delinquere finalizzata a ottenere risarcimenti assicurativi illeciti simulando incidenti stradali con referti medici falsi.
Sono quattro le persone raggiunte da misure cautelari eseguite dai carabinieri del Nas di Torino, con il supporto del Comando provinciale.
Gli investigatori avrebbero smantellato un sistema che avrebbe permesso di ottenere risarcimenti per oltre 200mila euro attraverso la simulazione di sinistri e la presentazione alle compagnie assicurative di falsi referti medici intestati al pronto soccorso di un ospedale torinese. Sarebbero stati utilizzati anche codici identificativi di pazienti reali.
L’istituto completa il percorso verso la piena autonomia speciale
Con la recente nomina del Consiglio di Amministrazione, firmata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, le Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali del Piemonte completano il percorso di costituzione dei propri organi statutari e sono oggi pienamente operative nell’ambito dell’autonomia speciale prevista dalla riforma del Ministero della Cultura.
L’istituto, nato nel 2024, è ora dotato di Consiglio di Amministrazione, Comitato Scientifico e Collegio dei Revisori dei Conti, i tre organi che affiancheranno la Direzione nei prossimi anni, contribuendo all’indirizzo strategico, alla programmazione scientifica e alla gestione amministrativa.
I componenti sono stati individuati tra personalità di riconosciuta esperienza nel panorama culturale italiano e tra professionisti del settore.
Consiglio di Amministrazione Presidente: Filippo Masino Componenti: Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, designata dal ministro della Cultura; Marco Magnifico Fracaro, designato dal ministro della Cultura; Carola Caldarelli, designata dal ministro della Cultura d’intesa con il ministro dell’Economia e delle Finanze; Chiara Teolato, designata dal Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici.
Comitato Scientifico Presidente: Filippo Masino Componenti: Daniela Brignone, designata dal ministro della Cultura; Paolo Cornaglia, designato dal Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici; Paolo Gerbaldo, designato dalla Regione Piemonte; Guido Curto, designato dal Comune di Torino.
Collegio dei Revisori dei Conti Presidente: Rosa Maria Sutera Componenti: Angelo Di Summa e Stefano Gilardenghi.
«Con queste nomine di altissimo profilo, per le quali sono riconoscente al signor Ministro, questo istituto è più forte – sostiene Filippo Masino, direttore delle Residenze reali sabaude e dei Musei nazionali Piemonte -. Non poteva esserci notizia migliore per affacciarsi alle nuove ambizioni e alle imprese che ci attendono». Le nomine arrivano in una fase di forte sviluppo dell’istituto, che negli ultimi due anni ha registrato una significativa crescita delle attività e della partecipazione del pubblico. Nel 2024 e nel 2025 le dodici sedi hanno visto aumentare i visitatori del 23,5% raggiungendo le 360.000 presenze, insieme al rafforzamento dell’offerta culturale, all’affermazione di rassegne ormai divenute appuntamenti stabili, al completamento nei tempi previsti dei progetti finanziati dal PNRR, all’apertura di nuovi spazi e alla ripresa delle campagne di scavo nelle tre aree archeologiche piemontesi affidate all’istituto. «Nelle nostre dodici sedi – aggiunge Masino – convivono ogni giorno ricerca, tutela, valorizzazione e partecipazione culturale. Il lavoro delle nostre équipe coniuga rigore scientifico, qualità dell’offerta e attenzione ai pubblici, che crescono e diventano sempre più diversificati. I risultati raggiunti confermano che la direzione intrapresa è quella giusta». Nei prossimi mesi le Residenze reali sabaude presenteranno nuovi progetti destinati a rafforzare il ruolo delle proprie sedi sul territorio e a rinnovarne la fruizione, con interventi che interesseranno sia la valorizzazione del patrimonio sia il rapporto con le comunità e con i visitatori.
Denunciato autotrasportatore ubriaco
Epat accoglie con favore il via libera del Consiglio dei Ministri al disegno di legge sulle cosiddette misure “anti-maranza” e valuta positivamente anche la sperimentazione dei Care Team avviata dall’assessore comunale alla Sicurezza, Porcedda. Per l’associazione, tuttavia, questi strumenti non bastano da soli a contrastare il fenomeno della microcriminalità e delle baby gang che, negli ultimi mesi, ha inciso in modo significativo sulla vita notturna cittadina. Secondo Epat è indispensabile affiancare agli interventi normativi una presenza stabile e ben visibile delle Forze dell’Ordine nelle zone più sensibili.
I gestori dei pubblici esercizi ricordano di essere già chiamati a rispettare numerosi obblighi concordati con l’amministrazione comunale per limitare i disagi legati alla movida, dalla tutela della quiete pubblica alla pulizia delle aree circostanti. In diversi quartieri, inoltre, gli operatori hanno avviato iniziative condivise per migliorare il decoro urbano e contenere il rumore, sostenendo costi che, secondo le stime di Epat, possono arrivare fino a 15-20 mila euro per stagione.
«Gli operatori dei pubblici esercizi nelle zone movida debbono assicurare e vigilare sulla tranquillità dei propri dehors e dei locali – sottolinea il presidente di Epat, Vincenzo Nasi -. Le misure adottate a livello comunale, ma anche quelle ipotizzate con estensione di zone rosse con ulteriore limitazione su alcool e contenitori utilizzabili per l’offesa, sono interventi che possono contribuire, ma gli stessi attengono alle imprese. Occorre guardare al suolo pubblico che non è non nella disponibilità e nella responsabilità degli esercenti”.
Per il presidente dell’associazione la vera priorità resta il rafforzamento del controllo del territorio nelle aree dove si registrano con maggiore frequenza episodi di violenza e degrado.
«Non chiediamo di militarizzare la città – prosegue Nasi – ma chiediamo un presidio stabile e riconoscibile delle Forze dell’Ordine nelle aree oggi più esposte: San Salvario, piazza Vittorio e Borgo Rossini. È necessario garantire una presenza capace di prevenire i problemi, intervenire rapidamente e restituire fiducia a chi vive, lavora e frequenta questi quartieri. Non si può agire soltanto dopo un’aggressione o un episodio grave; la percezione di insicurezza produce un effetto immediato sulle attività. I clienti cambiano abitudini, evitano determinate strade e scelgono altri luoghi per trascorrere la serata. Secondo le segnalazioni raccolte tra gli operatori, questa situazione sta modificando profondamente la geografia della movida torinese. Piazza Vittorio registra una riduzione dell’affluenza, San Salvario torna a essere percepita come un’area d’abbandono e anche Borgo Rossini risente degli episodi di microcriminalità».
L’associazione sottolinea come gli esercenti abbiano già investito risorse economiche e organizzative per garantire sicurezza e qualità dell’offerta serale, chiedendo ora un analogo impegno da parte delle istituzioni.
«Gli esercenti stanno facendo la propria parte – conclude Nasi –. Ora chiediamo che questo impegno venga riconosciuto e sostenuto. Investire nella sicurezza del territorio significa proteggere anche i lavoratori e i clienti, tutelare l’economia della sera e restituire vivibilità e attrattività alle strade di Torino».
Anche il direttore di Epat, Claudio Ferraro, evidenzia come il problema non riguardi soltanto le singole attività commerciali, ma abbia conseguenze sull’intero tessuto urbano e sulla vitalità dei quartieri.
«Quando le persone smettono di frequentare una zona, il danno non riguarda soltanto il singolo locale – evidenzia il direttore Epat Claudio Ferraro –. Si indebolisce l’intero quartiere: diminuiscono la presenza di cittadini, il lavoro, l’attrattività e il presidio garantito dalle attività aperte. Un locale frequentato, illuminato e gestito responsabilmente è parte della soluzione, non del problema. Purtroppo, oggi le aree interessate della città sono molto più ampie ed occorre un profondo ripensamento sulla vita serale e, come già da tempo richiesto alla Città, una completa rivisitazione delle esigenze della stessa e l’eliminazione delle zone definite come zone movida, a favore di un organico e programmatico intervento rigenerativo sull’intero territorio cittadino».
Foto archivio TorinoClick Città di Torino
Toret verde fluo per segnalare l’allarme clima
Extinction Rebellion ha ridipinto in verde fluo un Toret, in piazza Arbarello, a Torino, che versava in condizioni di degrado. In sovraimpressione la scritta “Caldo e siccità: chi governa ti lascia a secco”. Si tratta, dicono gli attivisti del clima, di “Una denuncia delle responsabilità politiche di Regione e Governo che continuano a minimizzare la crisi ecoclimatica e a negare ogni responsabilità per il peggiorare della situazione, di cui il caldo insopportabile e lo stato di secca del fiume Po sono un innegabile segno”.
Si è svolto a Palazzo Civico l’incontro tra il sindaco Stefano Lo Russo, la vicesindaca con delega al Lavoro Michela Favaro e le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori del food delivery, convocato a seguito della richiesta avanzata da Nidil CGIL, Felsa CISL e UILTemp Piemonte per affrontare le criticità determinate dalle elevate temperature di questi giorni.
Nel corso del confronto è stata condivisa la forte preoccupazione per le condizioni in cui operano molti rider, spesso lavoratori autonomi, esposti alle alte temperature e alla radiazione solare anche durante le ore di massimo rischio climatico.
Al termine dell’incontro è stato concordato che il Sindaco invierà una nota al Governo e alla Regione Piemonte per chiedere un rafforzamento delle misure a tutela della salute, della sicurezza e del reddito dei lavoratori del settore.
In particolare, la Città chiederà al Governo di attivare strumenti straordinari di sostegno al reddito per i lavoratori del food delivery, compresi coloro che operano con forme di lavoro autonomo o parasubordinato. L’impossibilità di svolgere le consegne durante le ore di caldo estremo, quando la sospensione dell’attività è necessaria per tutelare la salute, non può infatti tradursi in una perdita economica interamente a carico dei lavoratori.
La richiesta è quella di individuare strumenti analoghi alla cassa integrazione o altre forme alternative di protezione che consentano ai rider di sospendere l’attività nelle giornate e nelle fasce orarie a rischio senza subire conseguenze sul reddito, sull’accesso ai turni, sui punteggi o sulle successive assegnazioni. Le misure dovranno essere strutturate in modo che i relativi costi non ricadano sui lavoratori, ma sui soggetti che organizzano, gestiscono e intermediano il servizio attraverso le piattaforme digitali. È infatti sulle piattaforme che devono gravare le responsabilità organizzative ed economiche necessarie a garantire condizioni di lavoro sicure, comprese le sospensioni o le limitazioni del servizio nelle ore più critiche, senza penalizzazioni economiche o algoritmiche per i rider.
In particolare, la Città chiederà alla Regione Piemonte di dare piena attuazione all’ordinanza regionale, che comprende tra i soggetti tutelati anche coloro che svolgono attività di consegna di beni per conto altrui in ambito urbano con biciclette o veicoli a motore a due ruote, disponendo nei giorni classificati a rischio “alto” dal sistema Worklimate il divieto di lavoro all’aperto tra le 12.30 e le 16 ove non sia possibile adottare adeguate misure di riduzione del rischio, sollecitando lo SPRESAL e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, ciascuno per le proprie competenze, a intensificare le attività di vigilanza e controllo affinché tali disposizioni trovino piena applicazione sul territorio.
La Città di Torino, dal canto suo, attiverà inoltre la Polizia Locale, per quanto di propria competenza, affinché collabori alle attività di vigilanza sul territorio e supporti gli organi competenti nei controlli sul rispetto delle misure poste a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. L’obiettivo è garantire la più ampia efficacia delle azioni di prevenzione, attraverso un’azione coordinata tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti.
“Nessun lavoratore deve essere costretto a scegliere tra la propria salute e il proprio reddito – sottolinea il sindaco Stefano Lo Russo –. Le piattaforme digitali hanno il dovere di garantire condizioni di lavoro sicure e le istituzioni devono assicurare che questo avvenga. Per questo chiediamo al Governo strumenti di tutela del reddito, alla Regione controlli efficaci attraverso gli organismi competenti e, come Città, metteremo a disposizione la Polizia Locale per supportare l’attività di vigilanza sul territorio, nell’ambito delle proprie competenze”.
TorinoClick
E’ morto l’uomo di 80 anni, Antonio Greco, ucciso a coltellate a seguito di una lite con un automobilista. È accaduto ieri verso le 23 a Collegno. L’aggressore è poi fuggito a bordo della propria auto dopo aver colpito l’anziano. Ma il sospettato dell’omicidio è stato rintracciato nelle ore successive dai carabinieri.