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Moncalieri, USIC: “Cinque carabinieri feriti in due distinte aggressioni”

 “Servono più tutele e la certezza della pena”

“La Segreteria Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri esprime la massima solidarietà e vicinanza ai cinque Carabinieri rimasti feriti nel corso di due distinti e violenti interventi di controllo del territorio avvenuti il 22 luglio a Moncalieri. Il primo episodio si è verificato nel pomeriggio, in corso Roma, dove i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, durante un ordinario servizio di pattuglia, sono stati aggrediti da un uomo di origine straniera in evidente stato di alterazione alcolica. Alla richiesta di esibire i documenti, l’uomo si è scagliato contro i Carabinieri, rendendo necessario l’intervento di una seconda pattuglia. Nelle concitate fasi del fermo tre militari sono rimasti feriti. Poche ore dopo, nel corso del turno serale, un secondo intervento ha visto impegnati i militari del NORM, supportati dai colleghi della Stazione di Nichelino, per un furto in abitazione. Il responsabile, sorpreso all’interno dell’immobile e in stato di alterazione dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti, ha opposto una violentissima resistenza prima di essere immobilizzato e arrestato. Anche in questa circostanza due Carabinieri hanno riportato lesioni. Tutti e cinque i militari sono stati costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Quanto accaduto dimostra, ancora una volta, come un ordinario controllo possa trasformarsi in pochi istanti in un grave pericolo per l’incolumità degli operatori. Le donne e gli uomini dell’Arma continuano a svolgere il proprio servizio con professionalità, equilibrio e spirito di sacrificio, ma non possono essere lasciati soli di fronte a un’escalation di violenza sempre più preoccupante. USIC ribadisce con forza la necessità di garantire maggiori tutele al personale impiegato sul territorio e chiede la certezza della pena nei confronti di chi aggredisce gli appartenenti alle Forze dell’Ordine. Colpire un Carabiniere significa colpire lo Stato e il diritto dei cittadini a vivere in sicurezza.
Come di consueto, l’Unione Sindacale Italiana Carabinieri si è immediatamente attivata per offrire il massimo supporto ai colleghi coinvolti. Il nostro pool di avvocati è a disposizione dei cinque militari per garantire l’assistenza legale in tutte le fasi del procedimento giudiziario, mentre gli uffici competenti del sindacato hanno già avviato le procedure per il riconoscimento della causa di servizio, come previsto dalla normativa vigente.
Ci auguriamo che i responsabili di queste gravissime aggressioni vengano giudicati con la massima severità prevista dall’ordinamento, affinché a fatti di tale gravità corrisponda una risposta giudiziaria certa, tempestiva e proporzionata”.
Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Rapinarono anziana, arrestati

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini marocchini gravemente indiziati di rapina pluriaggravata commessa lo scorso aprile ai danni di un’anziana donna.
Nella circostanza, i due, a bordo di un monopattino, individuavano la vittima mentre percorreva una via cittadina del centro città, seguendola per un tratto di strada. Giunti in un punto ritenuto a loro favorevole per portare a termine l’azione, uno dei due la afferrava da tergo per il collo immobilizzandola e strappandole la collanina in oro indossata. Perpetrata la rapina, entrambi si davano alla fuga a bordo del monopattino facendo perdere le proprie tracce.
Le indagini avviate dagli agenti della Squadra Mobile nell’immediatezza dei fatti, supportate da riscontri testimoniali, dalle analisi dei sistemi di videosorveglianza e da ulteriori approfondimenti investigativi consentivano di delineare un quadro indiziario grave preciso e concordante a carico dei due soggetti.
Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nei giorni scorsi dalla Squadra Mobile di Torino, quando i poliziotti hanno rintracciato i due in via Martorelli nel quartiere Barriera di Milano.

Festival No Tav, misure a protezione dei cantieri dell’opera

In vista del Festival dell’Alta Felicità, in programma da oggi 24 luglio, a domenica 26 luglio a Venaus, e delle possibili manifestazioni che potrebbero coinvolgere alcuni comuni dell’Alta Val Susa, in particolare l’area dei cantieri Tav, la Prefettura ha riunito il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con la partecipazione dei sindaci e degli enti interessati.

Al termine degli incontri, il Prefetto, d’intesa con il Questore e con i Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, ha disposto una serie di misure per rafforzare la sicurezza, tutelare l’ordine pubblico e proteggere i siti strategici legati alla realizzazione dell’opera.

Tra i provvedimenti adottati:

  • è stato vietato l’accesso, la sosta e lo stazionamento in alcuni tratti di strada e nelle areeprative adiacenti ai cantieri Tav, per prevenire eventuali azioni illegali ai danni dell’infrastruttura;
  • nella giornata di sabato 25 luglio, il divieto di circolazione per i mezzi pesanti su alcuni trattidell’autostrada A32 e delle strade statali 24 e 25 sarà esteso fino alle ore 21, con l’obiettivo di garantire la sicurezza della circolazione;
  • è stato inoltre vietato portare con sé o utilizzarefumogeni, materiale esplodente e qualsiasi altrooggetto potenzialmente impiegabile per azioni violente.

Ai sindaci dei Comuni interessati è stato anche chiestodi adottare ordinanze che vietino la vendita per asporto e la detenzione di bevande in contenitori che possano essere usati per arrecare offesa, oltre alla vendita, somministrazione e asporto di bevande alcoliche con gradazione superiore a 21 gradi.

Nel frattempo sono già partiti i primi controlli sul territorio. Nella giornata di ieri la Questura ha identificato alcune centinaia di persone e ha adottato provvedimenti amministrativi nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di specifici reati commessi nell’ambito di manifestazioni pubbliche.

Tenta di violentare anziana, lei riesce a fuggire ma si prende un pugno

Un giovane di colore ha aggredito su una strada della campagna chierese una donna di 70 anni che passava in bici e  ha tentato di stuprarla. L’ha minacciata con un coltello, poi lei si è divincolata e lui le ha dato un pugno fratturandole una costola, per poi fuggire. Si tratta del secondo episodio, in poche settimane, di aggressione ai danni di una anziana.

Colpito da tubo in azienda ex titolare e’ grave

E’ stato colpito in testa da un tubo di ferro mentre lavorava nella sua ex azienda. È ricoverato in codice rosso al CTO. L’incidente è avvenuto alla Gervasi Ecologica di Buriasco dove l’ex titolare di 80 anni svolgeva manutenzione nel capannone. Nonostante l’età andava ancora a lavorare nell’azienda.

Vino, solfiti e sicurezza stradale: uno studio al simulatore

Ecco cosa cambia alla guida

 

Lo studio condotto dal Politecnico di Torino e dall’Università di Torino è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PLOS One

 

Quanto conta, per la sicurezza stradale, non solo la quantità di alcol assunta, ma anche la composizione della bevanda consumata? E in che modo componenti non alcolici del vino, come i solfiti, possono associarsi a cambiamenti nel comportamento dei conducenti, anche quando l’alcolemia resta entro i limiti previsti dalla legge? A queste domande risponde uno studio condotto dal Politecnico di Torino e dall’Università degli Studi di Torino, che ha analizzato il comportamento alla guida dopo il consumo di vini rossi convenzionali con diversi livelli di solfiti.

Lo studio, dal titolo Understanding driver behaviour after consuming conventional wines with different sulphite contents: insights from a driving simulator study”, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PLOS One e si inserisce nell’ambito del progetto VINALIA, sostenuto dalla Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo). La ricerca propone un approccio sperimentale per valutare se e in che modo il contenuto di anidride solforosa, comunemente indicata anche come solfiti, possa influenzare le prestazioni di guida in condizioni controllate.

I solfiti sono utilizzati in enologia per le loro proprietà antimicrobiche e antiossidanti, nonché per preservare la qualità e la stabilità del vino. In Europa, per i vini convenzionali, il limite di anidride solforosa totale è pari a 150 mg/l per i vini rossi e a 200 mg/l per i vini bianchi con un contenuto zuccherino inferiore a 5 g/l. La presenza di solfiti deve inoltre essere indicata in etichetta quando supera i 10 mg/l. Sebbene la produzione di vini totalmente privi di solfiti aggiunti sia difficile, il loro impiego è oggi oggetto di crescente attenzione, anche per i possibili effetti in soggetti sensibili.

Per approfondire questo tema, il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università di Torino ha prodotto due vini rossi Barbera convenzionali con diversi livelli di solfiti, entrambi al di sotto dei limiti normativi: uno con un contenuto più basso, pari a 86 mg/l di SO₂ totale, e uno con un contenuto più alto, pari a 126 mg/l. I vini sono stati poi utilizzati presso il Road Safety Laboratory del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino per una sperimentazione al simulatore di guida.

I risultati mostrano che, negli scenari meno complessi, non emergono differenze significative attribuibili al contenuto di solfiti. In queste condizioni, il principale effetto osservato riguarda proprio l’alcolemia, associata a un peggioramento del controllo laterale del veicolo in curva.

Gli effetti più interessanti emergono invece negli scenari di guida più complessi, come quelli urbani o con più interazioni con altri utenti, in cui la guida richiede maggiore attenzione e una regolazione continua della velocità e delle distanze di sicurezza. Se nell’interazione con i pedoni il maggiore contenuto di solfiti è risultato associato a un comportamento più prudentenell’interazione con altri veicoli i conducenti tendevano a guidare a velocità più elevate e a mantenere una distanza più vicina rispetto al veicolo di fronte.

“L’obiettivo dello studio era isolare, per quanto possibile, il ruolo del contenuto di solfiti, mantenendo l’alcolemia in condizioni compatibili con il limite legale italiano. I risultati indicano che, negli scenari di guida più complessi, il comportamento dei conducenti può variare non solo in funzione dell’alcol, ma anche in funzione di alcune caratteristiche della bevanda consumata. Si tratta però di effetti limitati e dipendenti dal contesto, da interpretare con cautela”, spiega Marco Bassani, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino e corresponding author dello studio.

“Dal punto di vista enologico, l’anidride solforosa resta uno strumento importante per preservare la stabilità e la qualità del vino. Studiare i possibili effetti dei diversi livelli di solfiti, entro i limiti consentiti, permette di affrontare il tema in modo scientifico e interdisciplinare, mettendo in dialogo tecnologia alimentare, comportamento umano e sicurezza stradale”, sottolinea Luca Rolle, docente del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università di Torino.

Gli autori precisano che lo studio è stato condotto esclusivamente in condizioni controllate: sia il tasso alcolemico sia il contenuto di solfiti dei vini rientravano nei limiti previsti dalla normativa. Il numero limitato di effetti statisticamente significativi conferma l’efficacia degli attuali limiti legali nel mantenere condizioni di guida generalmente sicure negli scenari simulati meno complessi. Allo stesso tempo, i risultati indicano che, in compiti urbani ad alta richiesta cognitiva, componenti non alcoliche del vino potrebbero contribuire a modificare il comportamento alla guida.

L’indagine apre quindi una nuova prospettiva per la ricerca sulla sicurezza stradale, suggerendo di considerare non soltanto il livello di alcolemia, ma anche la composizione delle bevande alcoliche consumate. Le prossime ricerche dovranno ampliare il numero di concentrazioni di solfiti analizzate, includere misure fisiologiche e soggettive, valutare eventuali sintomi individuali e testare scenari di guida più lunghi e complessi.

“Non si tratta di indicare i solfiti come causa diretta e generalizzata di comportamenti pericolosi, né di estendere i risultati oltre le condizioni testate. Il valore dello studio è mostrare che, anche entro i limiti di legge, il comportamento di guida può cambiare a seconda del contesto e che servono nuove analisi per comprendere meglio i meccanismi coinvolti – concludono gli autori – La sicurezza stradale richiede strumenti sempre più raffinati per valutare il comportamento dei conducenti in condizioni realistiche, controllate e scientificamente misurabili”.

Leggi l’articolo completo a questo link: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0345134

Cent’anni di “Bruna” alla RSA Sereni Orizzonti di Vinovo 

 

Martedì 21 luglio, la RSA Sereni Orizzonti “Alberto Dalmasso” di Vinovo ha festeggiato i 100 anni di Brunetta Bottaro, per tutti “Bruna”, circondata dall’affetto dei familiari, degli operatori e degli altri residenti della struttura. Alla festa ha preso parte anche l’assessore Nerio Usan, a testimonianza della vicinanza dell’amministrazione comunale ad un traguardo così significativo.

Nata il 21 luglio 1926 in un piccolo paese sui Colli Euganei, Brunetta è la primogenita di otto figli di una famiglia contadina. Ha frequentato solo le scuole elementari del paese, raggiunte a piedi ogni giorno attraverso campagne e boschi. Proprio sui colli natii ha conosciuto il marito Bruno, originario di Este, con cui si è sposata nel 1949, al termine del servizio militare di lui durante la Seconda guerra mondiale: dalla loro unione sono nati tre figli.

Donna di grande operosità, Brunetta si è sempre adattata a diversi lavori per contribuire al sostentamento della famiglia, arrivando ad accogliere in casa anche la zia adottiva del marito, rimasta vedova.

Divenuta lei stessa vedova in giovane età, e nel frattempo diventata nonna e poi bisnonna, si è trasferita a Garino di Vinovo, dove per anni ha dedicato il proprio tempo al servizio della Parrocchia.

Brunetta è oggi una presenza attiva e partecipe alla vita della struttura, dove vive ormai da dieci anni: ogni settimana guida a memoria la recita del rosario per gli altri residenti e non si stanca mai di raccontare gli episodi della sua lunga vita, circondata dall’affetto di amici e da una bella squadra di volontari. In occasione del suo compleanno ha commosso tutti i presenti con un sentito discorso di ringraziamento.

Capita ancora, alla soglia dei 100 anni, che chiami “nonno” o “nonna” persone ben più giovani di lei. Un traguardo importante, celebrato con una giornata dedicata a lei e alla sua storia: la testimonianza di un secolo vissuto con dedizione, fede e spirito di adattamento.

Bimbo torinese di sei anni muore investito da una moto in Liguria

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Il bambino torinese di sei anni, rimasto gravemente ferito nel pomeriggio di ieri dopo essere stato investito da una moto mentre attraversava sulle strisce pedonali l’Aurelia, all’altezza dell’incrocio con via Corsica, a San Bartolomeo al Mare, in provincia di Imperia, è deceduto.

Soccorso in condizioni critiche, era stato trasferito d’urgenza all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova abordo dell’elicottero Drago dei vigili del fuoco. Ricoverato nel reparto di terapia intensiva con prognosi riservata, è stato sottoposto alle cure deimedici.

Nonostante i tentativi dell’équipe sanitaria di salvarlo, le gravissime lesioni riportate nell’incidente ne hanno causato la morte.

“Che caldo che fa!”: da Barriera di Milano un modello per la Torino che si adatta al clima

 

Fronteggiare l’impatto del caldo estremo non con la rassegnazione, ma attraverso soluzioni di rigenerazione e adattamento urbano. È questo il messaggio centrale emerso dal flash mob svoltosi in Piazza Foroni nell’ambito della campagna nazionale “Che caldo che fa!”, promossa da Legambiente insieme a RSE e Croce Rossa Italiana. All’iniziativa hanno preso parte anche gli assessori Chiara Foglietta e Jacopo Rosatelli, a testimonianza di un dialogo aperto e costruttivo tra cittadinanza, associazioni e amministrazione pubblica sulle strategie per il presente e per il futuro.

I dati del monitoraggio effettuato nel quartiere di Barriera di Milano mettono in luce l’importanza di accelerare la transizione ecologica degli spazi pubblici. Se l’eccessiva asfaltatura incrementa notevolmente le temperature diurne al suolo, la presenza di infrastrutture verdi e blu dimostra l’efficacia immediata degli interventi di mitigazione.

L’emblema di questo approccio virtuoso è il Giardino “Peppino Impastato” di largo Sempione, dove la combinazione tra folta alberatura e giochi d’acqua ha fatto registrare le temperature più basse del quartiere, toccando i 34°C ambientali e appena 28°C al suolo, configurandosi come un vero e proprio “rifugio climatico” accessibile alla comunità.
Un’esperienza che si inserisce perfettamente nel percorso già intrapreso dalla Città di Torino, attivamente impegnata in un piano strategico di deimpermeabilizzazione di parchi e altri spazi pubblici, piantumazione di nuovi alberi e adozione delle cosiddette Nature-Based Solutions. La sfida è ora quella di estendere sempre più questi interventi per contrastare la cooling poverty.

Accanto agli interventi di trasformazione urbana, Torino ha inoltre rafforzato la rete dei rifugi climatici, individuando biblioteche, musei civici, piscine, centri climatizzati e parchi con aree ombreggiate e giochi d’acqua come luoghi dove trovare sollievo durante le ondate di calore. Un’azione che si affianca al Piano Estate cittadino, con servizi di assistenza e monitoraggio dedicati in particolare alle persone più anziane e fragili, per rendere la città sempre più resiliente di fronte agli effetti della crisi climatica.

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