La notte scorsa i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Torino hanno arrestato per associazione di tipo mafioso, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’ufficio esecuzioni penali della Corte d’Appello del capoluogo piemontese all’esito di pronuncia della Corte di Cassazione nell’ambito del processo cosiddetto “Minotauro”, tre appartenenti all’ ‘ndrangheta, dei quali uno ritenuto esponente di spicco della “locale” di Volpiano (pena definitiva anni 3 mesi 4 e gg 15 di reclusione), un altro al vertice della “locale” di Rivoli (pena anni 3 mesi 6 gg 13 di reclusione), il terzo inserito nella “locale” di Volpiano (pena anni 3 mesi 8 e gg 25 di reclusione).
Sosta a pagamento e ZTL sospese
Da giovedì 5 novembre a sabato 21 novembre 2020(compreso) è sospeso il pagamento della sosta nelle aree a raso delimitate dalla strisce blu. Lo prevede l’ordinanza firmata nel pomeriggio di mercoledì 4 novembre dalla sindaca Chiara Appendino.
Disponibile il comunicato stampa completo
Rimane sospesa la “ZTL Centrale” (escluso ZTL “Trasporto Pubblico, Pedonale e Area Romana”) fino al 24 novembre 2020
– Disponible l’ordinanza n. 94 del 26/10/2020
I carabinieri scoprono 100 mila euro di droga
Alcuni passanti hanno notato due uomini mentre con fare sospetto scaricavano dalla loro autovettura due grandi scatoloni e, con molta fretta, li lasciavano in un locale al piano terra di uno stabile del quartiere cittadino di Barriera Milano, per poi allontanarsi in fretta.
Un passante zelante, insospettito dal loro atteggiamento e dal forte odore emanato dai pacchi, ha annotato la targa dell’autovettura e l’ha segnalata ad una gazzella dell’Arma in transito nella zona. Sono state allertate altre pattuglie di carabinieri del Comando provinciale di Torino operanti nell’area periferica. È scattato un piano di controlli che ha consentito di intercettare l’auto a Beinasco, bloccata da un equipaggio della Sezione Radiomobile della Compagnia di Moncalieri.
I due occupanti, entrambi di 29 e 30 anni di Torino, sono apparsi subito nervosi e poco collaborativi con i militari. L’immediata perquisizione nella casa segnalata ai militari dell’Arma ha permesso di rinvenire le due scatole di cartone, contenenti decine di sacchi di plastica con venti chilogrammi di marijuana. Ogni busta era catalogata con un nome diverso, secondo la qualità della droga in essa contenuta: Critical, Dance hall, Elefant blue, Amnesia Hi – Pro, Amnesia hall 2, Amnesia Hy – Pro 2010, Critical+Lo2.
Entrambi sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
La marijuana sequestrata avrebbe potuto fruttare oltre 100.000 € al dettaglio.
Riceviamo e pubblichiamo
Nursing Up: “Chiudere il DEA del Martini sta mandando al collasso gli altri DEA. Ieri al Maria Vittoria 14 ambulanze in coda”
La situazione del DEA del Maria Vittoria, da ieri, dopo la decisione di chiudere il DEA dell’Ospedale Martini per la trasformazione in presidio Covid, sta esplodendo. È necessario intervenire subito perché il sovraffollamento, derivato dai pazienti che dal Martini si rivolgono al Maria Vittoria, non è più sostenibile.
Il Nursing Up, sindacato degli Infermieri e delle professioni sanitarie, chiede che i vertici dell’Asl Città di Torino e la Regione pongano immediato rimedio a questa situazione che potrebbe mettere a rischio la possibilità di fornire adeguate cure a chi si rivolgesse a queste strutture.
Il Segretario Regionale del Piemonte del Nursing Up, Claudio Delli Carri, e il Segretario Aziendale Città Metropolitana di Torino del Nursing Up, Fausto Russo, spiegano: “Ieri, mercoledì 4 novembre, alle ore 17, ci sono state segnalate ben 14 ambulanze in coda all’Ospedale Maria Vittoria, in attesa di “caricare” i pazienti da trasferire in altri ospedali del territorio. Sempre ieri c’erano più di 100 pazienti che “stazionavano” al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maria Vittoria, la maggior parte positivi al Covid.
È una situazione allucinante che non crediamo si possa risolvere nei prossimi giorni senza che si intervenga subito”.
Proseguono Delli Carri e Russo: “La chiusura del DEA del Martini ha già dimostrato di creare e creerà grossi problemi al territorio. Non si può pensare di chiudere un DEA che fa 78.000 passaggi l’anno così, di punto in bianco, scaricando tutto sull’altro o sugli altri ospedali. O almeno, lo si può chiudere con una pianificazione ragionata sulla gestione degli oltre 200 utenti che vi accedono quotidianamente, in modo che possano trovare risposte alle loro esigenze di cura altrove sul territorio.
Il DEA del Martini è di fondamentale importanza perché risponde alle esigenze di cura di una vasta area della zona centro sud di Torino. La sua chiusura genera inevitabilmente una maggior affluenza nei DEA limitrofi che si trovano all’Ospedale Mauriziano, Moncalieri, Rivoli e Città della Salute. E abbiamo già visto che cosa è accaduto al Maria Vittoria ieri.
La verità è che si pagano oggi gli enormi danni derivati da anni e anni di tagli alla Sanità e al personale. A ciò si aggiunge quello che da giorni stiamo dicendo: le enormi necessità di personale che abbiamo con gli infermieri che non si trovano più, oltretutto con quei pochi rimasti che vengono “catturati” da chi offre loro condizioni migliori. Ci rendiamo conto che stiamo giocando col fuoco? Ci rendiamo conto che questa situazione potrebbe avere delle ripercussioni notevoli sul personale e anche sulla popolazione che rischia di non trovare immediata risposta ai problemi di salute che oggi sono di urgenza-emergenza?”.
Il governatore del Piemonte esprime il proprio stupore sulle scelte adottate dal governo che ha collocato il Piemonte in zona rossa, attraverso un post pubblicato questa mattina presto su Facebook
“Ho passato le ore a rileggere i dati, regione per regione, – commenta Alberto Cirio – a cercare di capire come e perché il Governo abbia deciso di usare misure così diverse per situazioni in fondo molto simili. Perché si sia voluto assumere scelte così importanti sulla base di dati vecchi di almeno 10 giorni. Perché il netto miglioramento dell’Rt del Piemonte (sceso nell’ultima settimana grazie alle scelte di prudenza che la Regione aveva già saputo adottare) non sia stato preso in nessuna considerazione”.
Aggiunge Cirio: “Perché per regioni con situazioni gravi si sia usato un metro diverso. Voglio che mi si spieghi la logica di queste scelte. Il rispetto delle istituzioni fa parte della mia cultura. Ed io rispetto lo Stato. Ma anche il Piemonte merita rispetto. Lo meritano i Piemontesi e le tante aziende che forse non riapriranno. Ed io per loro pretendo dal Governo chiarezza”.
Per facilitare l’accesso negli Uffici Postali è possibile prenotare l’operazione agli sportelli tramite l’App Ufficio Postale o via WhatsApp.
I sistemi di prenotazione a distanza che consentono di riservare l’accesso per tutte le operazioni sia finanziarie sia postali, sono disponibili in 60 Uffici Postali della città di Torino. In particolare l’Ufficio Postale To 69 di Corso Unione Sovietica 79, è stato da poco dotato di un innovativo totem touch screen con un display riepilogativo nella sala al pubblico, che consente non solo di selezionare l’operazione da effettuare in base alle proprie necessità, ma anche di prenotare il proprio ticket pur non essendo fisicamente in ufficio, tramite l’applicazione “Ufficio Postale” e attraverso il numero WhatsApp 371500371 da memorizzare sul proprio cellulare.
Per prenotare l’operazione tramite l’App Ufficio Postale è sufficiente scaricare gratuitamente l’applicazione sul proprio smartphone, tablet o pc e selezionare il giorno e l’orario preferito per svolgere l’operazione. All’interno dell’ufficio, un’apposita segnaletica indicherà il punto di attesa per accedere al primo sportello disponibile.
Per richiedere il ticket elettronico con WhatsApp è necessario memorizzare sul proprio smartphone il numero 3715003715. Il cittadino dovrà avviare una chat e un operatore virtuale di Poste Italiane risponderà proponendo, tra le varie opzioni, la prenotazione del ticket.
Digitando poi il Comune, indirizzo e numero civico di riferimento, al cliente sarà proposto l’Ufficio Postale più vicino con l’indicazione del primo appuntamento disponibile per la prenotazione. Se il cittadino accetta, riceverà un codice di prenotazione che verrà mostrato sul display dell’ufficio postale al momento dell’appuntamento.
Focolaio ad Alessandria e contagiati anche 2 bambini e una mamma all’ICAM di Torino
Si inseguono voci sui crescenti contagi nel mondo penitenziario. Anche il Garante dei Detenuti della Regione Piemonte, per avere un quadro realistico, cerca di raccogliere i dati da varie fonti: una fonte – rilanciata dai social – della UIL-PA Polizia Penitenziaria riferisce che i positivi sarebbero 395 detenuti e 424 lavoratori (agenti e operatori vari). I detenuti positivi sarebbero concentrati in 53 dei 189 istituti penitenziario per adulti presenti in Italia, mentre i positivi tra gli operatori sarebbero distribuito un po’ovunque nel Paese. I dati sono confermati dal Garante nazionale che nel suo “Il punto”, newsletter bisettimanale registra che “il numero dei positivi è più che raddoppiato” dal 28 ottobre (quando erano circa 150 detenuti e circa 200 operatori) al 3 novembre.
In Piemonte (fonte PRAP) al 30.10.20 risultavano positivi 28 agenti/operatori: 9 Alessandria Don Soria, 1 Alessandria San Michele, 1 a Ivrea, 2 a Novara, 3 a Saluzzo 10 a Torino 1 a Vercelli e 1 ad Asti.
I detenuti piemontesi positivi secondo i dati di venerdì 30 ottobre erano anche essi 28, la stragrande maggioranza (26) ad Alessandria Don Soria, mentre 2 a Torino.
Alla casa circondariale di Alessandria Don Soria purtroppo si è registrato un decesso, il secondo in Italia dall’inizio della seconda fase della pandemia (detenuto italiano di 71 anni con patologie pregresse morto sabato scorso presso la Clinica “Salus”, dopo una decenza in Ospedale). La situazione alessandrina è alla ribalta delle cronache nazionali ed è stata attenzionata anche dal Garante Nazionale che scrive, nel suo ultimo report: “Più problematiche appaiono quelle dove a partire da un singolo caso si è realizzata una rapida diffusione: è stata riportata anche dalla stampa la situazione della Casa circondariale di Alessandria, dove si è registrato il decesso di una persona e una espansione a più del 14% della complessiva popolazione detenuta (29 casi su 199 persone ristrette)”.
I dati sui contagi nella Casa di Reclusione di Saluzzo sono però, nel frattempo, diventati di 8 agenti contagiati, mentre per ora i detenuti sono stati risparmiati.
Il Garante Nazionale ricorda come “in questo contesto, gli isolamenti precauzionali, doverosamente attuati per coloro che entrano in carcere, incidono numericamente in maniera consistente – oggi quelli in stanza singola sono ben quasi mille – e anch’essi vanno considerati nel valutare l’efficacia concreta che i provvedimenti adottati potranno avere […] il dato nazionale di questi giorni nel Paese indica una percentuale di 16,5 positività per ogni cento persone testate”.
I dati aggiornati all’ultima ora però aumentano anche i casi di Torino a 4 detenuti dell’Alta Sicurezza, dove continuano ad essere contagiati dal virus anche 1 mamma e 2 bambini minori all’ICAM (Istituto a Custodia Attenuata per mamme con bambini).Quest’ultimo allarmante dato e la morte del detenuto ad Alessandria riportano alla ribalta la necessità di provvedere quanto prima a rendere possibile l’esecuzione penale esterna per tutti quelli che già ne hanno diritto e per tutti coloro che rientrano nelle fasce deboli a rischio (anziani, persone con pluripatologie, diabetici, affetti da problemi polmonari o alle vie respiratorie, ecc). Infine appare urgente ed improrogabile la verifica di soluzioni alternative al carcere almeno per le mamme con bambini, nell’attesa di un intervento mirato per la piena applicazione della legge 62/2011: realizzazione di una rete di Case Famiglia per mamme in esecuzione penale con figli al seguito.
L’inserimento del Piemonte nella zona rossa non scatterà oggi, ma venerdì
La decisione di farlo slittare di 24 ore è del ministro Speranza che l’ha comunicato telefonicamente al governatore Cirio.
I commercianti e le attività produttive sono disorientati per la carenza di informazioni sulle nuove restrizioni, a proposito delle quali neanche le associazioni di categoria sono state messe in grado di conoscere modalità e dettagli. Fino alla conferenza stampa del premier di mercoledì sera.
Un IV Novembre in forma ridotta
“Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze Armate”

Torino, 4 novembre 2020. Nel cortile della caserma Monte Grappa, sita in corso IV Novembre, 3 a Torino, sede della Brigata alpina “Taurinense”, in una giornata uggiosa, si sono ritrovate le più alte Autorità civili e militari della città per celebrare la commemorazione del giorno dell’Unita Nazionale e giornata delle Forze Armate. A causa del perdurare dell’emergenza sanitaria, quest’anno, la commemorazione si è svolta con una cerimonia sobria, rispettosa e non aperta al pubblico.
Alla presenza del Comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, Generale di Divisione Salvatore CUOCI, del Comandante della Brigata alpina “Taurinense”, Generale di Brigata Davide SCALABRIN, della Sindaca di Torino, Chiara APPENDINO, dell’Assessore Maurizio MARRONE in rappresentanza del Presidente Alberto Cirio e delle altre autorità civili e militari della città, la cerimonia dell’alzabandiera, che rinnova l’incontro tra il Paese e le Forze Armate, e la deposizione di corone d’alloro al monumento dedicato ai Caduti si sono svolte esclusivamente in forma statica e nel pieno rispetto delle norme per il contenimento del contagio da Covid-19.
Nel corso della cerimonia è stato letto il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, il quale ha voluto ricordare ed onorare il sacrificio di tanti giovani che, uniti sotto il Tricolore, sacrificarono la loro vita nel corso della 1^ Guerra Mondiale per un’Italia libera e dare il giusto riconoscimento agli uomini e donne delle Forze Armate di oggi per la prontezza e professionalità che le contraddistingue dimostrandosi, ancora una volta, risorsa preziosa e insostituibile per fronteggiare ogni tipo di emergenza, in sinergia con le altre articolazioni dello Stato, dal contributo alla sicurezza, in Patria e all’estero, all’emergenza sanitaria ancora in corso.
Infine, non sono state svolte le consuete manifestazioni celebrative/espositive denominate “Caserme Aperte” e “Caserme in Piazza”, nonché le iniziative all’interno degli istituti scolastici.
Un tricolore al balcone per il 4 Novembre
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni / Se la festa del IV novembre, giornata della Vittoria, delle Forze Armate e dell’Unità nazionale è stata da molto tempo bistrattata ed eliminata dalle feste nazionali, quest’anno essa per volontà del ministro della Difesa sarà di fatto annullata in gran parte delle città. Lo comunica una circolare del ministro degli Interni Lamorgese. Per la Regione Piemonte è stata scelta Torino, mentre a Cuneo non si terranno manifestazioni.
Tuttavia sono tanti i comuni della cintura torinese che faranno qualcosa per ricordare una delle poche date della nostra storia meritevoli di essere ricordate e celebrate. Certamente il COVID costringe a limitare e contenere la partecipazione perché i livelli di guardia raggiunti non consentono assembramenti o almeno li sconsigliano. La manifestazione nefasta di piazza Castello degenerata in violenze inaudite e quella tranquilla di piazza Vittorio si sono fatte, malgrado il divieto di assembramento. Scegliendo una piazza di grandi dimensioni tutto resta possibile purché sia mantenuto il distanziamento sociale. Se fosse per il 25 aprile tutte queste restrizioni quasi sicuramente non ci sarebbero state. Il IV novembre e’ estraneo a chi ci governa e dobbiamo esserne orgogliosi. Loro la storia non la conoscono. Ma oggi non dobbiamo discutere e dobbiamo con disciplina obbedire. Così ci hanno insegnato i soldati della Grande Guerra caduti per l’ Italia. Così ci hanno insegnato i nostri nonni che hanno combattuto nelle trincee del Piave e che oggi nessuno più ricorda. Il 4 novembre 1918 si è compiuto il sogno del Risorgimento con Trento e Trieste italiane. Ma questi signori stanno disfacendo l’Italia. Non ci vorrebbe molto per leggere il bollettino della Vittoria del generale Diaz e non certi messaggi di circostanza che non dicono nulla e sono pieni di parole melensi , anzi eunuche, come diceva il Baretti, parlando dell’ Arcadia. Ma l’idea migliore l’ha avuta il Comune di Cavour, invitando i cittadini ad esporre il Tricolore. Il Tricolore non crea assembramenti ,ma esprime dei sentimenti veri. Io quando vedo un Tricolore garrire al vento sento i brividi di quando eravamo soldati e portavo le stellette E’ un gesto che rivela patriottismo e senso della storia ,cose molto distanti dall’Italia dello sfascio di oggi che non sa trovare valori nazionali che unifichino un paese allo stremo. Oggi esporre il tricolore ha un senso ben diverso dalla primavera scorsa quando le movide e gli aperitivi si combinavano con le bandiere e le canzoni di Modugno. Il Tricolore del IV novembre è quello che sventolò a Trieste sulla Torre di San Giusto e diede orgoglio di grande Nazione all’Italia. Non dimentichiamolo mai.