I NOSTRI FIGLI NON SONO PACCHI!
Martedì 19 ottobre ore 16 davanti alla sede 5T di via Bertola 34
“I nostri figli non sono pacchi! Ad oggi continua a essere questa la considerazione che 5T, la società incaricata di garantire il trasporto scolastico, continua a riservare a tutti gli alunni con disabilità, nonostante le numerose lettere, gli appelli, le segnalazioni e i servizi apparsi ultimamente sulle cronache locali.
La legge 104/92 garantisce e regola il diritto all’accompagnamento e quindi alla conseguente tutela del diritto allo studio, ma purtroppo nel caso della città di Torino viene pesantemente e impunemente disattesa.
A fronte della totale indifferenza di 5T rispetto alle giuste rivendicazioni di chi richiede la semplice applicazione e garanzia per l’erogazione di un servizio essenziale, martedì 19 ottobre alle ore 16 alcune mamme e papà degli alunni con disabilità si ritroveranno davanti alla sede di 5T in via Bertola 34 a Torino per protestare contro i disservizi già abbondantemente accumulati durante questa disastrosa ripresa dell’anno scolastico.
Bambini che per arrivare a scuola oltretutto in ritardo rimangono chiusi per quasi due ore di seguito nei pulmini, bambini letteralmente dimenticati negli istituti scolastici, bambini addirittura portati presso gli indirizzi sbagliati o peggio ancora affidati ad adulti diversi dai propri familiari. Proprio come farebbero i corrieri con i propri pacchi assegnati in consegna. Ma non basta. “La pianificazione degli orari – dichiara il comitato dei genitori – a distanza di un mese dall’inizio del servizio sono ancora troppo variabili e incongruenti con le esigenze scolastiche fisiche e psicologiche dei nostri figli. Non essendoci una pianificazione definitiva, gli orari vengono inviati a volte a scuola a volte alle famiglie e soprattutto, ultima novità, gli orari possono essere unilateralmente modificati dalla 5T senza alcun confronto con i genitori dei minori in base alle nuove richieste o variazioni sopraggiunte da altri utenti! In sostanza ci stanno dicendo che non avremo mai un orario definitivo poiché varia in base alle richieste che giungono alla 5T visto che si tratta di trasporto collettivo”. Questi sono solo alcuni esempi delle varie e gravi inefficienze che si stanno verificando tutti i giorni da quando è iniziata la scuola e purtroppo anche se 5T dichiara che i problemi siano stati risolti, i disagi di fatto non si fermano, per altro senza che nessun rappresentante dell’amministrazione pubblica intervenga in vece della società”.
“Vogliamo come CPD – dichiara Giovanni Ferrero, direttore della Consulta delle Persone in Difficoltà – che 5T innanzitutto chieda scusa a tutte le mamme, ai loro figli, alle famiglie e a tutti i cittadini che con le loro tasse pagano per questi servizi e che tutto riprenda a funzionare esattamente come dovrebbe essere in una città civile del 2021. In caso contrario chiediamo che si dimettano tutti i responsabili del servizio”.
Per simboleggiare la gravità della situazione durante la protesta saranno consegnati a 5T i pacchi con le foto dei ragazzi a cui di fatto in questo modo viene negato il diritto allo studio, chiedendo se per la società che si vanta di trovare soluzioni all’avanguardia per il mondo dei trasporti, ci sia differenza tra l’accompagnare un bambino con disabilità o consegnare un pacco.
AIESEC è la più grande organizzazione giovanile al mondo, presente in più di 100 Paesi e territori e gestita interamente da ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Il suo obiettivo, sin dal 1948, è quello di favorire la comprensione interculturale e sviluppare il potenziale e la leadership nei giovani, perché possano creare un futuro migliore per loro stessi e per la società.
Già al primo turno la disaffezione al voto era evidente, ma essa è diventata macroscopica al ballottaggio e non c’è neppure la scusa del fine settimana al mare in quanto esso si è svolto in autunno. I due candidati non hanno saputo appassionare ,anche se la competenza e l’apparato esperto e collaudato di Lo Russo hanno avuto la meglio sulla inesperienza, in verità un po’ boriosa, di Damilano che credeva di vincere al primo turno e non ha evitato l’ineleganza di avere prima eletta nella sua lista la cugina, una caduta di stile senza precedenti. Si è notata anche la differenza di cultura politica, amministrativa e giuridica tra un docente del Politecnico e già assessore e un ragioniere ed imprenditore che ha insistito, ripetendolo come un mantra di essere figlio di un partigiano, pur essendo alleato dei nipoti dei reduci di Salò che certo non hanno apprezzato questo costante richiamo ad una scelta che riguardava il padre, ma non necessariamente il figlio. Io ho conosciuto ad esempio, figli di partigiani diventati ferventi neo- fascisti. Mi auguro che il nuovo Sindaco, che mi sembra persona seria e non incline alla demagogia, sappia partire dal fatto che il consenso con cui ha vinto è nei fatti molto limitato, anche se ha stravinto in termini percentuali su Damilano che continua a vantare un 12 per cento di consensi personali, una percentuale troppo esile per consacrarlo leader. Se posso dire, Lo Russo deve guardare all’esempio di Castellani e di Fassino e non a Chiamparino che si montò la testa per aver battuto Buttiglione, la peggiore candidatura del centro-destra che oggi esce a pezzi e clamorosamente battuto. Senza le capacità del federatore Berlusconi , esso è un’alleanza perdente in partenza perché conflittuale e perché guidata da persone senza carisma, anzi senza la benché minima qualità politica. Mi auguro che Lo Russo sappia aprirsi anche a chi non l’ha votato come seppe fare Fassino e mi auguro altresì che tenga a bada gli estremisti di sinistra che lo hanno sostenuto al ballottaggio come Angelo D’Orsi che si ritiene il nuovo Gramsci. Ci sono dei moderati che possono guardare a Lo Russo con simpatia soprattutto per la sua esperienza e per la sua cultura. Ma dev’essere chiaro che la prima
