Moncalieri si conferma ufficialmente per il 2022 Comune Turistico. Il Settore Valorizzazione Turistica del Territorio della Regione Piemonte ha confermato la Città nell’elenco previsto dalla legge regionale 14 del 2016. Uno strumento di forte stimolo alle realtà definite a vocazione turistica, che comprende a livello regionale 502 comuni, di cui 119 nel torinese.
I criteri da soddisfare sono la presenza di stanziamenti specifici di bilancio sul capitolo turismo, un adeguato numero di posti letto ricettivi, la presenza sul territorio di un ufficio turistico (e Moncalieri ne ha ben 3: Porta Navina, Revigliasco, biblioteca Arduino). Altri criteri sono la presenza di attrative naturali, storiche, artistiche, sportive, unite alla spiccata valenza turistica enograstronomica, attestata dalla presenza di prodotti tipici legati al nome del comune.
“Portiamo avanti da anni un grande lavoro, finalmente raccogliamo i frutti – commenta soddisfatta l’assessore alla Cultura e al Turismo Laura Pompeo – Siamo aiutati in questo dalle nostre Pro Loco, che seguono con passione da diverso tempo insieme a noi il tema dell’accoglienza dei turisti e dell’animazione culturale del territorio”.
In questo avvio di stagione si è inoltre rafforzata la sinergia con Turismo Torino e Provincia: “Siamo concentrati sull’obiettivo di fare sistema, valorizzando al massimo l’adesione della città all’ente turistico di riferimento per il nostro territorio, che ci dà accesso a una serie di servizi e opportunità – continua Pompeo – Crediamo sia alla nostra portata il ritorno ai livelli di flussi turistici prepandemia: nel 2018 e nel 2019 Moncalieri toccò le 10.000 presenze“. Tra i molti progetti ha un posto prioritario il varo a breve del nuovo Welcome Tour Moncalieri: “Una nuova proposta di visita del centro storico e del Castello, integrati in un’unica offerta, al sabato pomeriggio, sulla falsariga dei nostri primi pacchetti Moncalieri Experience del 2018, in cui mettevamo nello stesso format le visite guidate al Castello e al centro storico e la navigazione sul Po in dragon boat”.
Le linee di intervento riguardano anche la cura della qualità del servizio offerto, con un corso seguito dagli operatori dei tre punti turistici per impratichirsi su attività, servizi e prodotti turistici gestiti da Turismo Torino e Provincia: “Sapere come interagire con le piattaforme di prenotazione o di informazione è decisivo per orientare e supportare il turista nella sua visita in città – prosegue l’assessore Pompeo – E’ in fase avanzata anche la progettazione di Made in Torino, che porterà i turisti a visitare I siti industriali moncalieresi più significativi e radicati sul territorio”. E’ infine previsto il rilancio dell’immagine di Moncalieri su social e organi a stampa tramite iniziative rivolte in particolare ai giornalisti, e la profilazione dei turisti che arrivano a Moncalieri per visitarla o vivere un evento tramite la somministrazione di un questionario “che ci aiuterà a diventare consapevoli di quel che possiamo fare per migliorarci e a redigere un piano di sviluppo turistico calibrato, sul quale lavoreremo insieme a Turismo Torino e Provincia e all’Università di Torino”.
Anche Torino pagò in quel periodo un prezzo di sangue elevatissimo. Fra il 1975 e il 1982, per attentati terroristici, in città furono uccise 22 persone e oltre 70 furono gli invalidati per tentato omicidio. Nel solo 1979, il capoluogo piemontese pianse ben 5 omicidi, tutti ad opera di Prima Linea: da Giuseppe Lorusso (agente di custodia a “Le Nuove”), al giovane diciannovenne (studente all’Istituto “Carlo Grassi” ) Emanuele Iurilli, ucciso accidentalmente in uno scontro a fuoco fra le Forze dell’Ordine e terroristi di Prima Linea in un bar di via Millio, al vigile urbano Bartolomeo Mana (assassinato a Druento durante un assalto alla locale Cassa di Risparmio), fino a Carmine Civitate, proprietario del “Bar dell’Angelo” di piazza Stampalia, anche lui rimasto a terra durante uno scontro a fuoco fra polizia e terroristi e a Carlo Ghiglieno, dirigente Fiat, ucciso in via Petrarca mentre si recava in ufficio. Ma bisogna arrivare e soffermarci all’11 dicembre del 1979, quarantatre anni fa, per addentrarci nel capitolo forse più teatralmente eclatante, vergognosamente firmato ancora una volta in città da Prima Linea. E’ un martedì. Nell’aria si respira già il clima festoso dell’imminente Natale. In via Ventimiglia, nella sede della “SAA-Scuola di Amministrazione Aziendale” (la prima business school italiana, fondata negli anni Cinquanta e specializzata nella formazione manageriale) sono le 15 del pomeriggio e si fa normale lezione nelle varie aule, quando la “normalità” viene bruscamente interrotta dall’irruzione di un commando di terroristi appartenenti a Prima Linea. Loden. Eskimo. Da sotto spuntano fucili, pistole e perfino un kalashnikov. In poco più di mezz’ora, la lettura di un delirante comunicato contro la “scuola dei padroni” e la selezione di dieci “nemici di classe”, 5 studenti del Master e 5 docenti, portati a dimostrazione in corridoio, legati, imbavagliati e brutalmente gambizzati. Ventidue colpi di pistola. Sono la loro firma e l’immagine cruenta della mattanza compiuta. Nel corridoio un fiume di sangue.
