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Cinque fotografi dell’area metropolitana torinese, Valerio Bianco, Franco
Bussolino, Emilio Ingenito, Giorgio Veronesi e Pier Paolo Viola, durante il
periodo del “lockdown duro” tra marzo e maggio 2020, ormai storicizzato, hanno
voluto raccontare con queste progetto come hanno vissuto questo periodo di
clausura forzata tra le loro quattro mura domestiche. La genesi di questo progetto,
è avvenuta durante incontri in video chat, per tenersi compagnia, ma anche per
confrontarsi e trovare nuove idee su cui lavorare. L’approccio metodologico ha
rispecchiato quello di precedenti lavori, dove i singoli autori hanno lavorato alla
tematica in modo autonomo, con la più completa libertà stilistica e tecniche di
rappresentazione, proprio per rimarcare che questo periodo è stato vissuto in
modo diverso, come diversa è la personalità dei singoli autori de Il Terzo Occhio
photography. Questo esercizio di stile ha già visto in passato, in 25 anni di
attività, produrre lavori che su una medesima tematica, ma con diversità stilistica
sono riusciti ad ottenere unitarietà di risultato. “Ritratti di fotografi in un
interno” è una continua citazione colta, che mutua le proprie immagini dal
mondo delle arti figurative, del cinema e dei fumetti. Un lavoro autobiografico in
cui ognuno potrà riconoscersi. Gli autori di questo lavoro invece, hanno saputo
raccontare con sentimento ed ironia, le loro giornate quotidiane, strette nella
morsa di un momento storico drammatico, come poche volte è dato vedere
soprattutto per la nostra generazione. Il valore semantico di queste fotografie è
nella lettura socio-psicologica che gli autori hanno voluto dare loro ma, rivisto
nel tempo, il suo carattere intimistico e minimalista, acquisterà il valore storico
della memoria: come eravamo, come siamo stati.
La Famija Turinèisa con “Il Terzo Occhio photography” vuole
presentare questa mostra come chiusura di un periodo buio ma
con il sorriso per un nuovo corso della vita che ci auguriamo
migliore anche se le prospettive non ci aiutano,
ma noi desideriamo essere positivi.
RITRATTI DI FOTOGRAFI IN UN INTERNO
Fino al 23 dicembre 2022
Sala mostre al secondo piano
Salire con l’ascensore
Famija Turinèisa
via Po 43
Torino
apertura: GIOVEDÌ, VENERDÌ, SABATO ore 16,00 – 19,30
(foto Liguori)
20 DICEMBRE, GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA SOLIDARIETÀ UMANA
“DA CHICCO A CHICCO”, QUANDO RICICLARE UNA CAPSULA DI CAFFÈ ESAUSTA DIVENTA UN PIATTO BUONO PER CHI NE HA BISOGNO.
Grazie al progetto di recupero e riciclo delle capsule esauste di Nespresso, la prima donazione in Piemonte conta circa 95.000 piatti di riso, per supportare 563 strutture caritative e oltre 100.000 persone in difficoltà ogni anno.
In occasione del 20 dicembre, Giornata internazionale della Solidarietà umana,Nespresso conferma il suo impegno al fianco di Banco Alimentare del Piemonte grazie a “Da Chicco a Chicco”, il programma che l’azienda ha attivato in Italia nel 2011 per la raccolta e il riciclo delle capsule di caffè in alluminio esauste e in particolare con la donazione annuale del riso ottenuto grazie al riuso del caffè trasformato in compost e utilizzato per la coltivazione di una risaia in Italia.
Da Settembre 2022 anche Banco Alimentare del Piemonte ha fatto il suo ingresso nel programma Nespresso in occasione della riapertura della Boutique in Via Roma e oggi in occasione del 20 Dicembre sono stati consegnati i primi 86 quintali di riso, l’equivalente di circa 95.000 piatti di riso (1 piatto = 90gr), da destinare alle 563 strutture caritative e le 100.000 persone in difficoltà che si rivolgono ogni anno a Banco Alimentare del Piemonte e che, sommandosi ai 700 quintali offerti a Banco Alimentare della Lombardia e del Lazio, hanno permesso di destinare 785 quintali di riso, equivalenti a 875.000 piatti di riso, a più di 2.000 strutture caritative e oltre 400.000 personein Lombardia, Lazio e Piemonte. Un impegno sempre crescente da parte di Nespresso nel supportare chi, nel Paese, si adopera per prestare aiuto ai più fragili confermato dall’obiettivo che l’azienda si è posta di sostenere 1 milione di persone entro il 2025 grazie al progetto “Da Chicco a Chicco”.
Con “Da Chicco a Chicco”, Nespresso si impegna da oltre dieci anni per garantire una seconda vita alle capsule esauste di caffè in alluminio, facendo in modo che possano trasformarsi in una risorsa non solo per l’ambiente, ma anche per la comunità di cui Nespresso si sente parte integrante. Nato grazie alla collaborazione con CIAL, Utilitalia e CIC (Consorzio italiano Compostatori), “Da Chicco a Chicco” consente infatti ai clienti di Nespresso di riconsegnare le loro capsule esauste in alluminio nell’apposita area recycling presente all’interno delle Boutique Nespresso o nelle isole ecologiche distribuite sul territorio nazionale, per un totale di oltre 150 punti di raccolta in più di 80 città italiane. Una volta raccolte dalle aziende di gestione del servizio di raccolta differenziata, le capsule esauste vengono trattate affinché i due materiali che le compongono, il caffè e l’alluminio, vengano separati e avviati a riciclo. L’alluminio, materiale infinitamente riciclabile, viene destinato alle fonderie per essere trasformato in nuovi oggetti come penne, biciclette, coltellini e molto altro. Il caffè esausto, invece, viene destinato a un impianto di compostaggio per la sua trasformazione in compost e successivamente ceduto a una risaia in Italia. Il riso prodotto grazie a questo concime naturale viene poi riacquistato da Nespresso e infine donato a Banco Alimentare della Lombardia, del Lazio e, per la prima volta quest’anno, del Piemonte.
«“Da Chicco a Chicco” rappresenta la concretizzazione del nostro impegno nel prenderci cura dell’Italia e delle persone che qui, nel nostro territorio, hanno più bisogno di un supporto concreto – dichiara Silvia Totaro, Sustainability & SHE Manager di Nespresso Italiana – È un progetto che portiamo avanti con passione da più di 10 anni e che, anno dopo anno, ci impegniamo a far crescere, con investimenti che hanno finora superato i 7 milioni di euro e mettendo il progetto a disposizione di sempre più persone lungo l’Italia. Un approccio che ci ha permesso di ottenere risultati straordinari, che abbiamo potuto raggiungere grazie al prezioso contributo dei nostri e delle nostre clienti, il vero motore del progetto, negli anni sempre più partecipi, e dei nostri partner come Banco Alimentare».
Traguardi importanti, quelli ottenuti quest’anno attraverso la donazione di riso a Banco Alimentare, che hanno permesso di raggiungere in 11 anni di programma oltre 5.000 quintali di riso, equivalenti a oltre 5.300.000 piatti e che si sommano a quelli relativi alle tonnellate di capsule esauste recuperate, oltre 1.500 tonnellate in tutta Italia nel 2021, mentre nel primo semestre 2022 sono state giàraccolte oltre 900 tonnellate di capsule, che corrispondonoad un +17% rispetto allo stesso periodo del 2021. Ma non solo.
“Da Chicco a Chicco” ha consentito infatti di rimettere in circolo quasi 90 tonnellate di alluminio raccolte nel 2021e oltre 900 tonnellate di caffè esausto in un anno.
«La consegna del riso, prima di Natale, ci rende profondamente felici, perché significa portare a tante famiglie in difficoltà in Piemonte un piatto ricco di tradizione e storia, in un momento dell’anno, come il Natale, in cui la tradizione, i riti delle Feste uniscono tante persone intorno a una tavola, dando speranza, serenità. Il cibo buono, sano, porta conforto e soddisfazione. Il progetto “Da Chicco a Chicco” è questo per noi, un modo per donare cibo di qualità, attraverso una collaborazione che passa dalla sostenibilità del prodotto, che in più per noi è legato alla storia del territorio su cui operiamo, il Piemonte e il suo riso. Quindi grazie a Nespresso per aver scelto Banco Alimentare del Piemonte, desideriamo che il progetto continui e cresca e ne nascano magari di nuovi, per sviluppare insieme questa economia circolare solidale» conclude Salvatore Collarino, Presidente del Banco Alimentare del Piemonte.
“Da Chicco a Chicco” è parte del più ampio impegno di Nespresso nel nostro Paese, il programma “Nespresso per l’Italia”, che la vede in prima linea in diverse iniziative a sostegno del nostro Paese, nella piena consapevolezza che il caffè possa essere una forza davvero positiva per la circolarità, il clima e le comunità. Un impegno confermato quest’anno dalla certificazione B Corp ottenuta da Nespresso a livello globale e dal nuovo status di Società Benefit in Italia, con l’obiettivo di perseguire un modello di business sostenibile, affiancando alla finalità di profitto quelle di beneficio comune.
Per conoscere tutti i punti di raccolta e partecipare attivamente al progetto visitare il sito: https://www.nespresso.com/it/it/storeLocator
Smog, scatta il livello arancio
Da martedì 20 dicembre, e fino a mercoledì 21 dicembre 2022 compreso (prossimo giorno di controllo), le misure di limitazione del traffico passeranno al livello 1 (arancio).
I dati previsionali forniti da Arpa Piemonte evidenziano infatti il superamento del valore di 50 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria per tre giorni consecutivi.
Si ricorda che con l’attivazione del livello arancio si fermeranno anche tutti i veicoli dotati di dispositivo “Move In”. Si ricorda inoltre che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.
L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e del percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/emergenzaambientale
Torna l’ascensore panoramico della Mole
Da giovedì 22 dicembre 2022 l’ascensore panoramico della Mole Antonelliana riapre al pubblico.
Viene così restituita ai visitatori la possibilità di godere della salita che permette di fruire da un punto di vista privilegiato della bellezza del Museo Nazionale del Cinema e del verticalismo antonelliano, oltre che di ammirare dall’alto la città e l’arco alpino che la circonda, una vista mozzafiato che non cessa mai di stupire.
I lavori di manutenzione si sono resi necessari per garantire la continua verifica dei rigidi standard di sicurezza che un impianto a fune verticale – come viene tecnicamente definito questo tipo di ascensore – necessita, vista l’eccezionalità tecnica dell’apparato.
“Siamo molto contenti che torinesi e turisti durante queste vacanze di fine anno possano nuovamente godere della straordinaria visione della Città dall’alto attraverso il suo monumento simbolo – dichiara Serena Lancione, Amministratore Delegato GTT. L’ascensore della Mole è un meccanismo unico e particolarmente complesso a cui Gtt dedica una cura e un’attenzione particolari. Attraverso il lavoro dei tecnici e la collaborazione degli organismi preposti ai collaudi si è riusciti a riaprire prima del Natale, a beneficio di tutta la città”.
“La riapertura dell’ascensore panoramico completa il percorso di visita al Museo Nazionale del Cinema – sottolinea Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema – e rende possibile apprezzare la complessa ma al tempo stesso elegante e svettante architettura della Mole Antonelliana. Così tutti i visitatori potranno nuovamente ammirare la città dall’alto, oltre che provare l’emozione del VR, visitare la grande mostra Dario Argento – The Exhibit e l’omaggio Le mani sulla verità. 100 anni di Francesco Rosi”.
Riapre lo storico Caffè San Carlo
MARTEDÌ 20 Dicembre
Torna alla città il locale storico in piazza San Carlo a completamento dell’offerta delle Gallerie d’Italia della Banca
Si parte con bistrot e caffetteria, a fine gennaio apre il ristorante.
Torino, 19 dicembre 2022 – Dal 20 dicembre apre la caffetteria e bistrot ‘Caffè San Carlo’, il nuovo spazio ristorativo delle Gallerie d’Italia – Torino guidato dall’estro creativo degli chef Costardi Bros, fratelli piemontesi che daranno alla tradizione torinese un twist contemporaneo.
A duecento anni dalla sua prima apertura, il Caffè San Carlo, punto di riferimento cittadino, si svilupperà negli storici spazi tra dehors interni ed esterni, con affaccio diretto in Piazza San Carlo e nel cortile interno del museo. Il nuovo ristorante fine dining, il cui nome sarà “SCATTO”, che riconduce al tema della fotografia che caratterizza il museo di Intesa Sanpaolo, aprirà a fine gennaio.
In linea con lo spirito del Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo e con l’identità del nuovo museo di Piazza San Carlo, il locale, aperto sette giorni su sette dalle 8.00 alle 22.00, 120 coperti grazie all’apertura del dehor nella stagione primaverile, richiamerà le forti radici territoriali con una costante ricerca di originalità, sperimentazione ed esplorazione di nuovi linguaggi ispirandosi ai contenuti del museo reinterpretati dai due chef.
Il restyling dello storico Caffè San Carlo e il progetto del ristorante SCATTO sono stati curati dallo studio Lamatilde, che per la caffetteria / bistrot ha preservato l’identità di uno dei luoghi più ferventi della Torino del 1800, mentre per il ristorante ha elaborato un progetto in linea con la modernità del nuovo spazio espositivo delle Gallerie d’Italia.
La città ritrova così un elegante spazio di incontro e condivisione.
Accoltella collega alla schiena È grave al Cto
Un collega di lavoro lo ha accoltellato alla schiena questa mattina a Roletto, nel Torinese. La vittima è un uomo di 43 anni ora ricoverato al Cto di Torino in gravi condizioni, ma non sarebbe in pericolo di vita. I carabinieri hanno arrestato l’aggressore, un uomo di 46 anni, che ha problemi psichici ed è seguito dai servizi sociali. L’operaio è stato colpito alle spalle violentemente tanto che il coltello si è spezzato nella schiena. Gli altri lavoratori sono riusciti a bloccare l’aggressore, fino all’arrivo dei carabinieri.
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Nonno Gelo a Torino
IL COMMENTO Di Pier Franco Quaglieni
L’influenza sta galoppando oltre il Covid, molta gente ne è stata colpita. È nevicato e la temperatura è molto rigida. Il sindaco di Torino Lo Russo si ostina a limitare a 13 ore il riscaldamento, ignorando anche anziani, bambini e malati. In urss invece del Natale si festeggiava Nonno Gelo. Temo voglia farci passare il Natale in casa al freddo o a spendere cifre astronomiche in stufe elettriche, con un dispendio energetico notevole. Strano che un bravo perito industriale come Lo Russo non capisca queste cose. Sarebbe meglio che si occupasse di meno del Pd e del suo nuovo leader e di più dei cittadini al freddo. Tredici ore sono poche e che comportano interruzioni del Servizio che penalizzano fasce di inquilini. Intanto c’è chi usa il riscaldamento autonomo, ignorando i divieti del sindaco Lo Russo che forse rimpiange il gelo sovietico o ritiene che Torino abbia lo
stesso clima di Palermo. Vorrei poter controllare se le tredici ore vengono rispettate anche nel suo studio di sindaco. Ci sta facendo tornare ai tempi del sindaco comunista Coggiola all’indomani della seconda guerra mondiale.
E’ ricoverata al Regina Margherita ma non è in rianimazione. Sarà tenuta sotto osservazione e la prognosi al momento resta riservata.
Da ricostruire la dinamica dell’incidente: la piccola sarebbe caduta per alcuni metri infilandosi in uno spazio aperto.
“A proposito dell’incidente verificatosi nel pomeriggio di ieri da Green Pea, ci preme precisare che la bambina, dell’età di 3 anni, è caduta in un’intercapedine della scala tra il terzo e quarto piano dello store, non dalle scale mobili. Siamo in stretto contatto con la famiglia. La piccola, a seguito di tutti gli accertamenti medici, risulta fuori pericolo”