Al Comune tre immobili sequestrati alle mafie
Deliberata dal Consiglio comunale, su proposta della vicesindaca Michela Favaro, l’acquisizione da parte della Città di Torino di tre unità immobiliari messe a disposizione dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità. Si tratta di due appartamenti, situati rispettivamente in corso Lecce 25 e via Bardonecchia 48, nonché del cosiddetto “castello Bramafame”, al civico 22 della strada vicinale omonima, utilizzabili a fini sociali.
L’intendimento dell’Amministrazione, come sottolineato anche nel corso della riunione delle commissioni Patrimonio e Legalità che ha preceduto il voto in Consiglio, è di assegnare il “castello Bramafame” (già sede di attività ricettive e di ristorazione), tramite procedure ad evidenza pubblica, a soggetti terzi senza fine di lucro, per lo sviluppo di progettualità in ambito sociale. Per gli appartamenti si prevede l’utilizzo per casi inerenti l’emergenza abitativa.
Prima del voto, che ha riscontrato l’unanimità del Consiglio comunale, Sara Diena (Sinistra Ecologista), Luca Pidello (PD), Andrea Russi (M5S), Domenico Garcea (FI), Fabrizio Ricca (Lega) e Giuseppe Iannò (Torino Bellissima) si sono espressi a favore del provvedimento, anche a nome dei rispettivi gruppi consiliari.
A Chieri limitazioni per l’uso di acqua potabile
SICCHIERO: “Invito tutti i chieresi a collaborare per fronteggiare la crisi idrica.”
Il Comune di Chieri vieta il prelievo ed il consumo di acqua potabile per tutti gli usi diversi da quello alimentare, domestico e sanitario: lo prevede un’Ordinanza adottata dal Sindaco Alessandro SICCHIERO per fare fronte alla carenza idrica conseguente al protrarsi delle condizioni di grave siccità.
Per la precisione, è vietato il prelievo ed il consumo dell’acqua potabile per l’irrigazione e l’annaffiatura di orti, giardini e prati, il lavaggio di aree cortilizie e piazzali, il lavaggio domestico di veicoli privati; il riempimento di fontane ornamentali, vasche da giardino, piscine, anche se dotate di impianto di ricircolo dell’acqua.
Spiega Alessandro SICCHIERO: “Siamo in presenza di una situazione molto grave che rende urgente l’adozione di limitazioni all’uso dell’acqua potabile. Occorre razionalizzare l’utilizzo delle risorse idriche disponibili, per garantire ai cittadini di poter utilizzare l’acqua per le necessità primarie, ovvero quelle alimentari, domestiche e sanitarie. Confido nella collaborazione di tutti i chieresi. Dobbiamo salvaguardare il “bene acqua” e agire responsabilmente di fronte a questa preoccupante emergenza conseguenza dei cambiamenti climatici”.
Il mancato rispetto dei divieti sarà sanzionato, ai sensi dell’art.7-bis del D.Lgs 267/2000 e s.m.i., con l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro.
Giovane muore nello scontro tra un’auto e un tir
Aveva 29 anni, di Busca (Cuneo), il giovane morto in un incidente stradale avvenuto sulla strada provinciale tra Cuneo e Caraglio. Era a bordo di una Fiat Panda che si è scontrata frontalmente con un tir. Dopo lo schianto la Panda è uscita di strada, finendo in un canale. Il camion con rimorchio è finito in un campo.
NOTIZIE DAL PIEMONTE
Emergenza idrica, è allerta rossa
LA REGIONE PIEMONTE SOLLECITA IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI CALAMITÀ E DI EMERGENZA
L’Osservatorio dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po, che si è riunito ieri, ha certificato la gravità della situazione in tutto il bacino del Po ed è scattata l’allerta rossa, condizione che comporta la possibilità di vedere riconosciuto lo stato di emergenza.
Una situazione, commentano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati che coordina il tavolo permanente per l’emergenza, che era stata purtroppo già prevista tanto che già nei giorni scorsi il Piemonte aveva inoltrato al Governo la richiesta di stato di calamità per l’agricoltura e di stato d’emergenza per le criticità legate alla rete idrica sulla cittadinanza. Ora alla luce dell’allerta rossa è più che mai urgente che da Roma arrivi il riconoscimento di questa situazione di crisi. L’imperativo è quello di salvaguardare l’agricoltura, sottolineano Presidente e Assessore.
Proprio a questo scopo la settimana scorsa la Regione ha attivato un tavolo di crisi permanente che permette, da un lato di avere quali interlocutori tutti gli attori della filiera dell’acqua, ma anche di agire con i concessionari dei bacini idroelettrici.
Questi ultimi hanno dato massima disponibilità a collaborare accogliendo la richiesta della Regione di rilasciare una quota di acqua dagli invasi per sostenere il comparto dell’agricoltura per il quale i danni rischiano di essere devastanti. In queste ore il rilascio è già iniziato in alcune aree del territorio.
Presidente e Assessore sottolineano che si continua quindi a lavorare su due fronti, da una parte chiedendo allo Stato di stanziare risorse immediate per aiutare i nostri agricoltori, e dall’altra da buoni piemontesi trovando anche soluzioni interne attraverso i bacini idroelettrici.
Foto Liguori
Sette cani morti nel negozio del toelettatore
Sette carcasse di cani in decomposizione sono state trovate in un negozio di toelettatura a Lumellogno, una frazione di Novara. Alcuni residenti avevano segnalato strani odori nauseabondi, provenienti da un negozio di toelettatura chiuso. Gli agenti della polizia locale sono intervenuti accertando che il forte odore proveniva proprio da lì. Il titolare del negozio non rispondeva al telefono quindi con l’aiuto dei vigili del fuoco gli agenti hanno aperto il negozio: all’interno di alcuni sacchi hanno trovato i cani morti in stato di decomposizione. I corpi degli animali sono stati sequestrati e trasportati nel canile sanitario. Sequestrati in via cautelare anche i locali dell’attività. Il titolare oltre ad essere sanzionato amministrativamente, è stato denunciato all’autorità giudiziaria.
NOTIZIE DAL PIEMONTE
Le telecamere del municipio hanno ripreso lo scontro tra un’auto e un giovane su un monopattino, davanti al palazzo comunale di Novara. Il ragazzo, che non ha riportato gravi ferite, è stato soccorso dal 118 che lo ha portato all’ospedale. L’assessore alla sicurezza della città ha colto l’occasione di questo incidente per raccomandare di usare sempre la massima prudenza sia da parte di chi usa i monopattini, sia degli automobilisti.
NOTIZIE DAL PIEMONTE
Se ne vanno due grandi interpreti dell’agricoltura torinese: Confagricoltura Torino in lutto per la perdita di Nino Prunelli e Guido Detragiache
Due lutti, a pochi giorni di distanza, per i pensionati del mondo agricolo torinese.
Giovedì 16 giugno, a Caselle Torinese, si è spento Bartolomeo, per tutti “Nino” Brunelli, classe 1937, per lunghi anni vicepresidente del sindacato dei pensionati di Confagricoltura Torino, animatore instancabile degli eventi dell’associazione, sempre in mezzo agli agricoltori di cui era espressione autentica in qualità di imprenditore agricolo zootecnico all’avanguardia del comparto.
Questa mattina 20 giugno, a Perosa Canavese, è mancato Guido Detragiache, 90 anni, attivo fino all’ultimo con i suoi consigli nell’azienda agricola di famiglia dedita all’allevamento di bovini da carne di razza Piemontese.
“Guido Detragiache è stato un punto di riferimento importante per tutti gli imprenditori agricoli del Canavese – come ricorda Sergio Tos, presidente zonale di Confagricoltura – un vero patriarca della sua grande famiglia”.
Guido Detragiache è anche stato sindaco del comune di Perosa Canavese dal 1985 al 1990.
“Il suo equilibrio e la sua dirittura morale, associati a uno spiccato senso civico – ricorda Ernesto Balma, presidente del sindacato pensionati di Confagricoltura Piemonte – l’hanno portato a ricoprire l’incarico di presidente del Sindacato Pensionati di Confagricoltura Torino dal 2005 al 2013”.
Le sue esequie avranno luogo a Perosa Canavese, mercoledì 22 giugno alle 10 nella chiesa parrocchiale; il rosario verrà recitato nella stessa chiesa martedì 21 alle 20,30.
Torna la processione della Consolata
Il Gay Pride, riflessioni controcorrente
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Il Gay Pride torinese si è rivelato un successo perché secondo gli organizzatori la sfilata di 150 mila persone con il caldo afoso è stato un vero traguardo.
Non ci sono numeri ufficiali da parte della Polizia, come accade di norma per altri eventi.
Il fatto nuovo è la partecipazione del quotidiano “La Stampa“ con in testa il suo direttore e vicedirettore ad un evento pubblico di quel genere. Una tappa miliare nella storia del giornalismo, ha scritto sullo stesso giornale, il leader politico ed esponente Gay Ivan Scalfarotto, elogiando la scelta di campo fatta da Giannini e da una parte dei suoi collaboratori. Direttori come Alberto Ronchey, ne sono certo, sarebbero inorriditi da certi elogi. Se leggo nello stesso giornale il bellissimo articolo di Renato Rizzo su Ferruccio Borio, il mitico redattore capo della “Stampa”, in cui si ricorda come il giornale per iniziativa di Borio, riuscì a mobilitare oltre duecentomila torinesi ad esporre il tricolore nel 1961, centenario dell’Unita’ nazionale, vedo come il passato sia davvero una preistoria rispetto alle nuove scelte che forse si armonizzano anche con quelle di Lapo Elkann. Eugenio Scalfari direttore di “Repubblica” scrisse a Mario Soldati che avrebbe voluto iscriversi al Centro “Pannunzio”, ma che la sua indipendenza professionale glielo impediva. Scalfari non fu mai sempre così indipendente, ma in quel caso si pose il problema di non poter parteggiare formalmente e insieme informare con l’autonomia necessaria. Le ampie cronache offerte da “La Stampa” dimostrano che il giornale si è limitato ad esaltare i partecipanti e a pubblicare gli elogi non proprio imparziali di Scalfarotto. Possibile che un giornalista avveduto come Giannini non si sia neppure posto il problema di chi non ha ritenuto di sfilare o dissente dalle sguaiataggini del Pride evidenziate in passato dallo stesso padre nobile del “Fuori”, Angelo Pezzana e anche da Gianni Vattimo?
Anche chi dissente e’ un lettore che può diventare ex lettore se vede che il concetto di un’informazione completa è disatteso. I giornali devono fare i giornali, le associazioni le associazioni. Potrei elencare le tante manifestazioni importanti svoltesi a Torino ed ignorate totalmente dal quotidiano.
Persino la Regione, che non ha dato il patrocinio al Pride, è stata oggetto di critiche, senza rispettare l’autonomia degli Enti. Anzi, ci sarebbe da porre un problema inverso: a quali manifestazioni va dato il patrocinio e quando un sindaco possa indossare la fascia tricolore. Che durante il corteo si siano viste esibizioni sguaiate e sentite volgari bestemmie contro la Madonna che io ho ascoltato con orrore con le mie orecchie, è un dato incontestabile.
Va bene, sia chiaro, il diritto di tutti di manifestare liberamente, ma, di norma, la concessione di un patrocinio e la presenza di un sindaco in fascia tricolore sono condizionate dalla firma di certi impegni che nel suo vitalismo erompente, direi quasi inconsciamente dannunziano, il Pride non ha rispettato e non sarebbe in grado di rispettare. Voglio ripubblicare una fotografia del sindaco Fassino che rivela quanto meno un disagio che fa molto onore a Piero.