Per continuare a sognare per mano ad Irene e sotto la sua grande Luna, nuova iniziativa del “Progetto IB Artemide”
Da venerdì 6 maggio
Con “LIBRI-AMO”, l’intento “è quello di fare, nel nostro piccolo, educazione alla lettura con un progetto mirato soprattutto a un pubblico giovane. Brevi incontri con autori, anche emergenti, per il gusto di assaggiare mondi diversi, mordere la voglia di cambiare e lasciarsi trasportare da suggestioni letterarie per fare cultura, per promuovere spazi di condivisione, per presentare progetti rivolti ai giovani”. Così sottolineano le ragazze e i ragazzi e con loro tutti i responsabili del “Progetto IB Artemide”, promotori dell’iniziativa – inserita nel programma del “Salone del Libro OFF” – in collaborazione con l’“Associazione Formazione & Salute” e con il patrocinio della Circoscrizione 8. Nato poco più di un anno fa nel quartiere Nizza-Millefonti, il Progetto è dedicato a Irene Bertello e si concretizza per realizzare un sogno.
Il sogno di Irene. Tutto racchiuso in quel suo grande sorriso, avvolto nei lunghi capelli biondi, capace di abbracciare il mondo e arrivare al cielo. Una laurea appena ottenuta e a pieni voti in “Economia Aziendale e Direzione d’Impresa” e l’infinita passione per la moda e il fashion design, Irene scompare a soli 25 anni, una domenica di marzo del 2021, schiacciata dall’auto impantanata nella neve e ribaltatale addosso, mentre insieme al fidanzato cercava di riportarla in carreggiata a Oulx, in località Vazon. Una tragedia senza confini per papà Ezio e mamma Marisa, per il fidanzato rimasto illeso e per le molte amiche e amici, quelli soprattutto dell’Oratorio della Parrocchia “Patrocinio San Giuseppe”, dove Irene era cresciuta e fortemente impegnata, allora, come animatrice e formatrice. “Tutti dicono che la vita sia difficile, ma io mi sto divertendo un mondo” amava ripetere Irene. Parole che, da allora, suonano come beffa. Come eco crudele di un destino inatteso, contro cui era da subito necessario usare le armi della rivincita. “Portate avanti voi i miei sogni” direbbe ancora oggi la ragazza che amava la grande Luna, la Luna crescente personificata dalla dea Artemide e diventata logo del Progetto a lei dedicato. Il “Progetto IB Artemide” per l’appunto. Avviato dai genitori e dai tanti amici di Irene, con sede proprio in quel “Giardino di Artemide” di via Biglieri 9/B, frutto di un sapiente recupero di un’area dismessa sita presso la parrocchia “Patrocinio San Giuseppe”, cuore pulsante dell’area Nizza-Millefonti che ha visto nascere il polo ospedaliero dell’attuale Città della Salute e gli stabilimenti e la trasformazione dell’area del Lingotto. Il “Progetto IB Artemide” è “un’iniziativa – dicono ancora i promotori – senza scopo di lucro che si propone non solo di mantenere vivo il ricordo di Irene ma di rinnovarsi, trasformarsi in leggerezza, armonia, bellezza, desiderio di sostenere i sogni dei giovani e di far camminare nuove idee con Irene al nostro fianco”. E “LIBRI-AMO”, proseguono, “si inserisce proprio fra le iniziative che il Progetto Artemide, ha realizzato nel corso di un anno o poco più (un lungo e ricco percorso per noi) con l’unico obiettivo di raccogliere fondi per finanziare giovani promettenti in percorsi di studio dedicati alla moda e al marketing”. Come si articola concretamente l’iniziativa? Da venerdì 6 maggio e per tutti i venerdì fino al 27 maggio, sempre a partire dalle 19, si terranno appuntamenti letterari nel segno di “leggere e leggerezza, voglia di restare in equilibrio tra la ricerca di speranza e la voglia di prendere il volo, sia esso metaforico o reale”. Dove? Ovviamente nel giardino più bello che c’è, il “Giardino di Artemide” al civico 9/B di via Biglieri.

Ecco dunque il programma dei quattro incontri. Si inizia venerdì 6 maggio con Gianni Lazzaretti, scrittore-viaggiatore che presenta “Quel sorriso chiamato amicizia” edito da “Lazzaretti”, per proseguire il 13 maggio con la giovane pinerolese Valeria Avalle ( blogger su www.liberaribelle.com ) che presenta “Happy place”, suo primo libro. Il terzo appuntamento, 20 maggio, è con “Anonimi eroi”, romanzo corale di Luca Novara per i tipi di “Giovane Holden”, cui seguirà, 27 maggio, Alberto Giovannini-Luca con “Dieci e venticinque”, “Neos Edizioni”, in cui si ripercorrono i momenti seguiti alla vigliacca strage alla Stazione di Bologna (1980) nella cui sala d’attesa lo scrittore si trovava ventiquattro ore prima del barbaro attentato.
Ingresso libero e gratuito. Per info: www.ibartemide.com
Gianni Milani
Nelle foto: Irene Bertello e il “Giardino di Artemide”


La scomparsa, ultranovantenne, di Dedi priva la città di una grande figura morale, una testimone coraggiosa che fu vittima di una immensa tragedia : la barbara uccisione del marito, Carlo Casalegno, vittima del fanatismo assassino delle Br, mentre stava entrando a casa. Dedi è sempre stata in prima fila sul terreno del ricordo del terrorismo, senza gli studiati oblii di certe altre vittime che si sono spostate dalla linea di Maurizio Puddu e di Dante Notaristefano. Sposava la senza incertezze la linea della fermezza di Massimo Coco, il grande musicista che aveva avuto il padre, Procuratore generale di Genova , trucidato dai brigatisti. Non amava i cedimenti di Mario Calabresi, il figlio del commissario ucciso 40 anni fa dai sicari di “Lotta continua” istigati da Sofri. In tutte le manifestazioni promosse in ricordo di Carlo fu sempre presente e si associo’ al Centro Pannunzio di cui divenne socia sostenitrice, condividendone le idee con profonda convinzione. Non era una donna di sinistra e tenne sempre a farlo sapere. Mi consenti’ per prepare la bozza di una ricerca – faziosamente bocciata dalla Compagnia di San Paolo – di accedere all’archivio Casalegno e alla biblioteca di Carlo. Era una donna dolce ed affettuosa, molto ferma nelle sue idee. Mi impose al direttore Anselmi come relatore ufficiale nel ricordo di Carlo alla redazione della “Stampa” di via Marenco. Il mio discorso non piacque ad Anselmi, uomo molto fazioso che poco prima aveva definito Casalegno “uomo di destra” e infatti nel pezzo di cronaca dell’evento a firma di Marina Cassi, fece saltare il mio discorso, suscitando l’indignazione ironica di Dedi. Era una donna che aveva molto sofferto, ma era anche una donna che era riuscita a tornare a vivere. Quante cene con Lei e con Arrigo Levi, forse l’unico vero amico di Carlo insieme ad Alberto Ronchey e quante telefonate cordiali, parlando di un giornale in sfacelo, dei sedicenti amici di Carlo, che approfittavano in modo sfrontato di una conoscenza di lavoro per vantare un’amicizia che non c’era mai stata, anche perché Carlo li disprezzava, come mi disse più volte Dedi. E’ stata una donna con una forte dignità personale, a volte anche ironica verso le miserie della vita e del mondo del giornalismo. Si indigno’ molto quando l’ordine dei giornalisti accomuno‘ faziosamente in una stessa manifestazione di ricordo Mauro Rostagno, tra i fondatori di “Lotta Continua” ed amico di Curcio e Carlo Casalegno ,ucciso dai brigatisti rossi. Dedi mi telefono’ non appena lesse un mio indignato articolo sul “Torinese”su questa pasticciata iniziativa, patrocinata soprattutto dal sindacato dei giornalisti, da sempre su posizioni di estrema sinistra a cui l’Ordine non seppe opporsi o almeno prendere le distanze. Dedi lascia un vuoto nel mio cuore come lo ha lasciato Emilio Papa ,una generazione di novantenni esemplari. Mi impegnerò a ricordare Dedi e Carlo due figure esemplari della Torino civile .continuerò a farlo finché avrò forza e vita .