CONFARTIGIANATO CALCOLA CHE SONO OLTRE 100 LE SCADENZE DA SALDARE PER LE IMPRESE. CAF INTASATI PER LE PRATICHE

Non solo Tasi: oggi è un giorno nero anche per le aziende tartassate

I sindacati chiedono di posticipare di un mese il pagamento delle sanzioni per i ritardatari. Con l’aliquota al 3,3 per mille l’imposta graverà per 136 milioni di euro sui proprietari di prime case. In parallelo, viaggia l’Imu che dovrà essere pagata per box, negozi, aree edificabili

 

 tasiLa Confartigianato di Torino ha calcolato che nella giornata nefasta di lunedì 16 giugno, si accalcano addirittura 114 possibili scadenze da pagare per le imprese artigiane. Quasi tutti versamenti in scadenza sui redditi di impresa. Tanto per complicare le  cose, dal prossimo 30 giugno il Governo ha stabilito che commercianti, artigiani e liberi professionisti dovranno accettare il bancomat per pagamenti oltre i 30 euro. Insomma, ogni giorno ce n’è una per complicare la vita alle aziende.

 

Ma veniamo alla Tasi, che si pagherà e si pagherà subito, senza proroghe sulla data di scadenza: oggi, lunedì 16 giugno. Chi non lo ha ancora fatto metterà mano al portafoglio per pagare la prima rata. La seconda, sei mesi dopo: il 16 dicembre. I sindacati avevano chiesto al sindaco Piero Fassino un rinvio di un paio di settimane.

 

Ma il primo cittadino, sentito l’assessore al Bilancio e Tributi di Palazzo Civico, Gianguido Passoni è stato inflessibile. Non sarebbe stato possibile contravvenire a norme nazionali, una proroga sarebbe stata illegale. Visto l’intasamento anche domenicale dei Caf, le organizzazioni sindacali chiedono che almeno vengano ritardate di un mese le sanzioni per i ritardatari. Con l’aliquota al 3,3 per mille l’imposta graverà per 136 milioni di euro sui proprietari di prime case. I servizi indivisibil cui fa riferimento l’acronimo Tasi comprendono tra le altre cose: manutenzione del verde pubblico, semafori, servizi per la polizia municipale. tasi

 

In parallelo, viaggia l’Imu che dovrà essere pagata per box, negozi, aree edificabili. Intanto, la lega ha dato battaglia e ha presentato mille emendamenti (leggi rubrica Tribuna nella homepage del Torinese) per tentare il rinvio della prima rata che si dovrà votare in Consiglio comunale.

 

Il paradosso finale: mentre in tutta Italia la tassa si pagherà il 16 ottobre, Torino è l’unica città in cui la prima rata è a giugno. Perche? Semplice, mentre tutti gli altri Comuni navigavano a vista nel caos normativo i nostri uffici comunali sono stati i migliori e hanno districato la matassa di cavilli. Risultato: qui si paga prima degli altri.