AMBIENTE

Semaforo antismog: da giovedì 22 gennaio scatta il livello 2 (rosso)

Da giovedì 22 gennaio e fino a venerdì 23 gennaio 2026 compreso, prossimo giorno di controllo, entrerà in vigore il livello 2 (rosso) del semaforo antismog, con le limitazioni emergenziali previste per la tutela della salute. Il provvedimento si rende necessario a seguito dei dati previsionali forniti oggi da Arpa Piemonte, che evidenziano il superamento per tre giorni consecutivi del valore di 75 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria.

Con l’attivazione del livello rosso, oltre alle limitazioni strutturali già in vigore, sarà vietata la circolazione dei veicoli diesel adibiti al trasporto persone con omologazione Euro 5, tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 8 alle 19. Il blocco dei diesel Euro 3 e Euro 4 si estenderà anche al sabato e alla domenica, nello stesso orario. Per i veicoli adibiti al trasporto merci, il divieto riguarderà i diesel Euro 3, Euro 4 ed Euro 5, tutti i giorni, festivi compresi, sempre dalle 8 alle 19. Dovranno fermarsi anche i veicoli dotati di dispositivo “Move In” che sono comunque soggetti alle limitazioni temporanee, in linea con le disposizioni previste per il persistere dell’accumulo di inquinanti nell’aria.

Si ricorda che eventuali variazioni del semaforo antismog, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate nei giorni di controllo – lunedì, mercoledì e venerdì – ed entrano in vigore il giorno successivo. L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi è disponibile alla pagina www.comune.torino.it/schede-informative/misure-antismog-tutela-della-salute .

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Clima e innovazione: il Politecnico di Torino al centro della rete nazionale

La crisi climatica avanza con rapidità, le disuguaglianze sociali si ampliano e le transizioni energetiche e industriali stanno ridefinendo in profondità economie e assetti geopolitici. In questo scenario cresce, in Italia e a livello internazionale, la domanda di conoscenza e di strumenti in grado di affrontare problemi complessi legati alla sostenibilità e al cambiamento climatico. Dati affidabili, modelli previsionali e soluzioni che integrino dimensioni scientifiche, tecniche e sociali sono ormai indispensabili per governare trasformazioni rapide e interconnesse. Tuttavia, proprio mentre la ricerca e l’innovazione diventano sempre più cruciali, le risorse disponibili si riducono e si indeboliscono le condizioni di continuità dei percorsi scientifici più strategici.

La sostenibilità non è una questione settoriale, ma una sfida sistemica che attraversa ambiti diversi: energia e salute, gestione del territorio e risorse naturali, città e infrastrutture, sicurezza economica e coesione sociale. Affrontarla richiede un salto di qualità nella produzione di conoscenza, attraverso modelli predittivi sul rischio climatico, valutazioni dell’impatto delle politiche pubbliche e innovazione tecnologica e industriale. Servono inoltre risposte concrete per i territori più vulnerabili e per le infrastrutture esposte, insieme a competenze capaci di garantire che la transizione sia equa e inclusiva. È anche per questo che cresce la domanda di alta formazione e ricerca avanzata. Per essere efficace, tuttavia, la ricerca sulla sostenibilità necessita di stabilità, continuità e interdisciplinarità: condizioni sempre più difficili da assicurare in un quadro di finanziamenti insufficienti, frammentati o discontinui.

È in questo contesto che Roma ospiterà, il 22 e 23 gennaio 2026, il Kick-off Meeting del 41° ciclo del Dottorato Nazionale in Sviluppo Sostenibile e Cambiamento Climatico (PhD-SDC), l’unico dottorato di interesse nazionale in Italia dedicato specificamente a questi temi. L’evento, di respiro internazionale, riunirà dottorandi e dottorande, docenti, rappresentanti istituzionali, accademie scientifiche e reti internazionali per confrontarsi sulle grandi sfide globali e sulla crescente pressione sui finanziamenti alla ricerca, riaffermando il ruolo centrale della formazione dottorale e della ricerca come leve fondamentali della transizione sostenibile.

Il 23 gennaio, presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, si terrà inoltre un evento pubblico dedicato al ruolo dell’università nella transizione sostenibile, co-organizzato da SDSN Italia (Sustainable Development Solutions Network), la rete promossa dalle Nazioni Unite che riunisce università, centri di ricerca, imprese e istituzioni per sviluppare soluzioni concrete a supporto degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 e del Patto sul Futuro.

«Il cambiamento climatico e le scelte di sviluppo compatibili con la vita sul pianeta rappresentano una sfida strutturale che coinvolge dimensioni ambientali, economiche, sociali e istituzionali», sottolinea Mario Martina, Rettore della Scuola Universitaria Superiore IUSS e delegato CRUI per il dottorato. «Affrontare questa complessità richiede modelli di formazione e ricerca capaci di superare i confini disciplinari e di mettere in rete competenze e responsabilità. Il Dottorato Nazionale sullo Sviluppo Sostenibile e il Cambiamento Climatico nasce con questo obiettivo: costruire una rete di collaborazione tra università e ambiti scientifici diversi, in grado di produrre conoscenza utile alle politiche pubbliche e alle strategie di transizione. Nato come progetto sperimentale, oggi questo modello deve diventare parte strutturale del sistema della formazione dottorale nazionale».

PhD-SDC: un modello italiano di innovazione nella formazione dottorale

Il PhD-SDC nasce per superare la frammentazione disciplinare e sviluppare un modello di alta formazione capace di operare all’intersezione tra scienza, tecnologia, politiche pubbliche e società. Coordinato dalla Scuola Universitaria Superiore IUSS, il programma si è consolidato negli anni come una piattaforma nazionale e internazionale di riferimento, grazie a una rete ampia e qualificata di università e centri di ricerca.

Per l’anno accademico 2025/2026, il 41° ciclo del dottorato si articola in tre curricula complementari:

  • CU-Alpha (One Health), dedicato alle interconnessioni tra salute umana, ecosistemi e sistemi naturali;

  • CU-Beta (Human Society), focalizzato su governance, politiche pubbliche e dimensioni socio-economiche delle transizioni;

  • CU-Gamma (Technology & Territory), incentrato su innovazione tecnologica e pianificazione territoriale.

Come spiega Roberto Buizza, Coordinatore del PhD-SDC e professore ordinario della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, «in cinque anni il dottorato ha costruito una solida rete di cooperazione tra oltre 60 università, centri di ricerca e aziende, mettendo a disposizione competenze e laboratori e favorendo un approccio fortemente interdisciplinare. Nei primi cinque cicli sono state finanziate circa 425 borse di dottorato, dando vita a una comunità scientifica impegnata nello sviluppo di conoscenze e tecnologie per un futuro più equo, sostenibile e decarbonizzato. Il PhD-SDC rappresenta un modello unico nel panorama europeo per ampiezza disciplinare e capacità di promuovere soluzioni innovative».

Anche SDSN Italia svolge un ruolo chiave in questo percorso. «La nostra rete, ospitata e coordinata dal Politecnico di Torino e dall’Università di Brescia, promuove la diffusione della cultura degli SDGs e favorisce collaborazioni tra università, imprese, istituzioni e società civile», afferma Patrizia Lombardi, Vicerettrice del Politecnico di Torino e co-chair di SDSN Italia. «A livello globale, SDSN coinvolge oltre 2.000 istituzioni in circa 60 network nazionali e regionali, rappresentando una piattaforma ideale per valorizzare a livello internazionale il lavoro svolto dal PhD-SDC».

Sedi e programma dell’evento

Il Kick-off Meeting si terrà in presenza a Roma, con possibilità di partecipazione anche in modalità streaming. Le attività si svolgeranno in due giornate, ospitate in sedi simboliche del sistema accademico e scientifico italiano.

La prima giornata, giovedì 22 gennaio 2026 (14:00–18:00), sarà dedicata alla presentazione del 41° ciclo del dottorato, dei suoi obiettivi e dei tre curricula, con interventi dei coordinatori scientifici e del team amministrativo della IUSS. La giornata si concluderà con la testimonianza di una dottoranda del programma e con la presentazione dell’evento pubblico del giorno successivo.

Venerdì 23 gennaio, presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, si terrà l’incontro pubblico “The Crucial Role of Higher Education in a Sustainable Future” (9:00–13:00), dedicato al ruolo dell’istruzione superiore e della formazione dottorale nella risposta alle grandi sfide globali, dal cambiamento climatico alle disuguaglianze sociali, fino alle transizioni tecnologiche. Il programma prevede keynote speech e una tavola rotonda con esponenti del mondo accademico, delle istituzioni internazionali, dell’industria e delle organizzazioni giovanili, moderata dalla giornalista Rai Sonia Filippazzi. Nel pomeriggio, si svolgerà l’Assemblea nazionale della rete SDSN Italia, dedicata alle attività e alle prospettive future del network.

Chieri contro i rifiuti abusivi

Siglata una convenzione tra il Comune di Chieri e le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV). In programma una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini

 

Nelle scorse settimane sono state identificate dagli operatori della Polizia Locale otto persone responsabili di illeciti ambientali. Lo annuncia l’assessore alla Prevenzione e Sicurezza e Polizia Locale Biagio Fabrizio Carillo.

Un cittadino è stato colto in flagranza di reato mentre sversava oli esausti e altri materiali in zona Fontaneto. È stato identificato tramite una “fototrappola” ed egualmente sanzionato un cittadino che aveva abbandonato in zona Murè sacchi e borse e un altro soggetto che in strada Baldissero aveva conferito dei rifiuti nei cestini stradali, anziché negli appositi cassonetti. Sono state individuate e sanzionate anche tre persone responsabili dell’abbandono di altrettante autovetture negli stalli blu del centro cittadino: i veicoli, privi di assicurazione e di revisione e comunque non più utilizzabili, sono stati rimossi. Infine, sono stati identificati altri due soggetti  che in zona agricola avevano scaricato abusivamente svariati materiali: nei loro confronti è scattata la denuncia come previsto dal Testo Unico Ambientale del 2006.

Commenta l’assessore Biagio Fabrizio Carillo: «Ringrazio il Comandante Marcello Portogallo e tutti gli agenti della Polizia Locale per il loro impegno nell’attività di controllo e contrasto all’abbandono dei rifiuti urbani. Per questa Amministrazione si tratta di una priorità, perché vogliamo una Chieri più pulita e decorosa. Stiamo investendo risorse per garantire maggiore continuità ed efficacia agli interventi della Polizia Locale e verranno anche acquisiti nuovi dispositivi tecnologici (le cd. “fototrappole”), che si aggiungeranno a quelli già in uso. Non si tratta solo di punire i responsabili, lo scopo è anche quello di sensibilizzare i cittadini sul corretto smaltimento dei rifiuti: il Comando di Polizia Locale e l’ufficio ambiente del Comune sono a disposizione per i chiarimenti necessari».

I cittadini che notino abbandoni o sversamenti di rifiuti in determinate zone della città, possono segnalare il fatto al Consorzio Chierese per i Servizi (scrivendo a ccs@ccs.to.it) sia alla Polizia Locale o all’amministrazione comunale attraverso i canali istituzionali (scrivendo a protocollo@comune.chieri.to.it) e l’app Municipium.

Inoltre, è stata siglata una convenzione tra il Comune di Chieri e la Città Metropolitana di Torino al fine di regolamentare i rapporti di collaborazione con le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) della CMTo, finalizzata al potenziamento delle attività di vigilanza e controllo in materia ambientale sul territorio comunale: lo ha annunciato il Sindaco Alessandro Sicchiero, in occasione dell’iniziativa di sabato 10 gennaio a Torino, durante la quale è stato illustrato il bilancio del servizio prestato e sono stati consegnati i riconoscimenti per l’impegno civico svolto dalle GEV.

Spiega il Sindaco Sicchiero: «Le Guardie Ecologiche Volontarie sono vere e proprie sentinelle dell’ambiente, sono dotate di specifiche competenze e professionalità e svolgono attività di prevenzione e contrasto agli illeciti in materia ambientale e di polizia rurale. Questa convenzione garantisce la collaborazione e il coordinamento operativo tra la Polizia Locale e le GEV (che opereranno a supporto della prima), una presenza più capillare sul territorio di queste ultime ed una maggiore efficacia delle azioni di prevenzione e repressione a tutela della sicurezza e del contrasto al degrado urbano».

Le GEV effettueranno le loro attività su richiesta del Sindaco o del Comando di Polizia Locale, nonché di propria iniziativa. Potranno anche essere utilizzate in attività di monitoraggio del territorio e a supporto della Protezione Civile.

Aggiunge l’assessore con delega al Ciclo dei Rifiuti Flavio Gagliardi: «Il contrasto all’abbandono dei rifiuti richiede un doppio binario: informazione e sensibilizzazione da un lato, controlli e sanzioni efficaci dall’altro. I dati confermano l’eccellenza del nostro territorio: siamo il secondo consorzio della Regione per percentuale di riciclo e registriamo una più bassa produzione di rifiuti pro capite, un’efficienza che si traduce per i cittadini in una TARI media inferiore del 25% rispetto a quella regionale. Proprio a fronte di questa virtuosità, l’abbandono indiscriminato dei rifiuti è una pratica ancora più inaccettabile, verso cui non può esserci alcuna tolleranza. Anche pochi comportamenti incivili producono un danno ambientale significativo e generano costi aggiuntivi che rischiano di ricadere sull’intera collettività. Per questo, accanto al rafforzamento delle attività di controllo e repressione, è in partenza una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini, in collaborazione con il Consorzio Chierese per i Servizi. La collaborazione tra ufficio ambiente, Polizia Locale, CCS e Guardie Ecologiche Volontarie è orientata a un obiettivo chiaro: tolleranza zero verso chi sporca e massimo impegno per tutelare l’ambiente, il decoro urbano e i cittadini corretti».

 

I benefici socio-economici dell’eolico offshore

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È stata firmata nei giorni scorsi l’intesa definitiva tra AERO – Associazione delle Energie Rinnovabili OffshoreIntesa Sanpaolo, il Politecnico di Torino, il Politecnico di BariPrometeia e Owemes per la realizzazione di uno studio approfondito e indipendente sui benefici socio-economici dell’eolico offshore in Italia.

Lo studio si propone di analizzare in modo completo benefici, sfide e strategie per lo sviluppo del settore, con particolare attenzione al ruolo strategico dell’eolico offshore nella competitività del Paese, nella transizione energetica e nel rafforzamento della filiera industriale nazionale. Verranno esaminati fabbisogni occupazionali e materiali, confrontandoli con le capacità industriali esistenti, anche grazie al contributo operativo dei soci industriali di AERO.

I risultati restituiranno indicatori quantitativi e qualitativi utili alla programmazione industriale e finanziaria, supportando decisioni strategiche di policy e investimento. Particolare attenzione sarà dedicata alla supply chain, evidenziando le opportunità di crescita per l’industria italiana e le azioni necessarie per una transizione rapida, efficace e sostenibile del settore.

“Questo studio nasce con l’obiettivo di mostrare concretamente quanto l’eolico offshore possa contribuire a creare nuovi posti di lavoro qualificati e a rafforzare l’industria italiana, offrendo al contempo strumenti concreti per decisioni strategiche e investimenti mirati”, ha dichiarato il Presidente di AERO, Fulvio Mamone Capria.

Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Program di Intesa Sanpaolo: “Questo studio è importante non solo per misurare l’impatto economico dell’eolico offshore, ma soprattutto per contribuire a ridurre il divario tra le competenze richieste dalle imprese e i percorsi formativi. Intesa Sanpaolo è impegnata a favorire il dialogo continuativo tra università e mondo produttivo, essenziale per formare profili professionali adeguati alle esigenze del tessuto industriale e ispirare le giovani generazioni a nuove professioni legate alla transizione energetica”.

“Il Politecnico di Torino, con questo studio, intende contribuire a dotare il Sistema Paese di un’analisi tecnico-economica che valuti impatti e ricadute lungo la filiera industriale e informi scelte di politica pubblica e programmazione industriale su temi ad elevato impatto sistemico, come l’eolico offshore. Costruire evidenze solide e confrontabili a supporto dei decisori pubblici è infatti tra i principali compiti del nostro Ateneo”, commenta Giuliana Mattiazzo, Vicerettrice per l’Innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico di Torino.

“L’accordo promuove un’alleanza tra competenze scientifiche e sistema industriale, finalizzata a costruire un quadro chiaro e rigoroso del valore economico e industriale dell’eolico offshore, a supporto di strategie di policy e investimenti volti a sostenere la competitività italiana”, spiegano i proff. Antonio Messeni Petruzzelli e Lorenzo Ardito del Politecnico di Bari.

Alessandra Lanza, Senior Partner Prometeia ha commentato: “Siamo orgogliosi di partecipare alla valutazione promossa da Aero. Crediamo che accompagnare le politiche di investimento per la transizione tecnologica e ambientale con studi di impatto ex-ante su tutta la filiera sia fondamentale per indirizzare le risorse verso il maggior beneficio sociale possibile e garantirne un effetto duraturo nel tempo”.

Per Alessandro Corsini, presidente di Owemes “disporre di strumenti quantitativi rigorosi permette di far emergere il potenziale di una nuova avventura industriale per il Paese. Questo lavoro dimostra l’importanza di fare squadra: solo unendo competenze accademiche, finanziarie e tecniche possiamo costruire decisioni strategiche solide per la transizione energetica del Paese”.

Una prima sintesi dello studio sarà presentata in occasione della Fiera Key Energy di Rimini, il 5 marzo 2026, offrendo un primo quadro dei risultati e delle opportunità emergenti per il settore.

Con questa iniziativa, AERO conferma il proprio impegno a promuovere una visione basata su dati e analisi indipendenti, favorendo il coinvolgimento attivo di attori industriali e accademici e contribuendo a costruire un quadro chiaro e condiviso sul potenziale dell’eolico offshore per lo sviluppo economico, occupazionale e industriale dell’Italia.

 

 

L’orticoltura per la difesa del territorio

Gli “Orti Generali” di Torino condividono “buone pratiche” di rigenerazione urbana con “DarkSky Hub” di Bernezzo (Cuneo)

Giovedì 22 gennaio, dalle 18,30

Bernezzo (Cuneo)

Obiettivo cui puntare: “la stesura di un manifesto scritto in forma plurale per la tutela della biodiversità e del paesaggio delle valli e dei territori cuneesi”. Parte da questa riflessione il ciclo di incontri organizzati presso l’aula didattica “CRAS – Centro di Recupero degli Animali Selvatici” di via Alpi 25, a Bernezzo (Cuneo) da “DarkSky Hub”, la nuova “Comunità di interesse” incentrata per l’appunto sui temi del benessere ambientale e sociale, nata dalla collaborazione tra “Sideralis – Officina delle stelle Aps” “NOAU – Officina Culturale” con la collaborazione del “CRAS” e del “Comune di Bernezzo”, rivolta a sostenere la “formazione” e l’“attivazione” intorno alla tutela della “biodiversità”.

Su questa linea di pratica didattica si terrà anche il terzo appuntamento organizzato a Bernezzo, giovedì prossimo 22 gennaiodalle 18,30 alle 20,30.

Protagonisti dell’incontro saranno alcuni membri dei torinesi “Orti Generali” che racconteranno il percorso del Progetto di “Orti Comunitari Urbani”, nato dalla rigenerazione di un Parco alla periferia sud di Mirafiori a Torino. A seguire si terrà un momento di scambio e confronto tra i presenti seguito da un piccolo aperitivo “a tema” curato da “Atelier Mal’Erba” di Caraglio. L’incontro è gratuito ed è gradita la prenotazione sulla pagina “Eventbrite” di “Sideralis Aps”.

Per maggiori infoenrico.t@noau.eu

Il Progetto torinese di orti comunitari urbani “Orti Generali”, ha restituito alla cittadinanza di zona Mirafiori, nell’arco di pochi anni, un “Parco Fluviale”, sulle rive del torrente Sangone, da tempo abbandonato e degradato e che oggi permette di coltivare, imparare e godersi la campagna in città, anche grazie alle svariate iniziative e ai molti appuntamenti proposti al pubblico in ambito culturale e sociale. L’incontro con questa realtà e con i suoi membri permetterà ai partecipanti di confrontarsi e di raccogliere informazioni e materiali utili per l’obiettivo finale (il “manifesto scritto” di cui sopra) del percorso di “DarkSky Hub”.

“Siamo come un fiume che scorre e modifica i propri confini e la morfologia del luogo in un ecosistema in evoluzione”, scrivono i membri di “Orti Generali” sulla loro pagina “Facebook”. E a ragione. In effetti dal 2019 (anno d’avvio del Progetto) ad oggi, “Orti Generali” ha assistito ad una significativa evoluzione. 160 erano gli “orti urbani” creati in partenza e da subito una sempre più crescente domanda da parte dei cittadini, complice anche la mancanza di iniziative simili a Torino. Oggi, la “lista d’attesa” a sei anni di distanza arriva a contare ben oltre 1200 persone che aspettano d’essere coinvolte per avviare il proprio “orto urbano”. Cifre e una filosofia gestionale, non solo a firma di “Orti Generali”, da cui c’è sicuramente tanto da imparare e condividere.

Anche per questo motivo, dopo l’appuntamento del prossimo giovedì 22 gennaio, sono previsti a Bernezzo altri tre momenti di incontrogiovedì 19 marzo, con “Chiocciola la Casa del Nomade”, realtà emiliana che promuove il cambiamento attraverso “cittadinanza attiva” e “collaborazione”giovedì 21 maggio, con “Sideralis Aps” di Cuneo, associazione culturale e scientifica che promuove l’“accessibilità all’astronomia”; per terminare con un’“attività laboratoriale”, in programma sabato 20 giugno, che prevede la realizzazione di un “manifesto grafico” che sintetizzi visivamente il percorso partecipativo “Comunità, ambiente e biodiversità”.

G. m.

Nelle foto: Un incontro di “DarkSky Hub”; Immagini di “Orti Generali” tratte da www.ortigenerali.it

Misure antismog, confermato il livello “arancio”: stop ai diesel Euro 5 fino a venerdì

 

A Torino prosegue il livello 1 “arancio” delle limitazioni emergenziali del traffico, in vigore fino a venerdì 16 gennaio 2026, giorno di controllo. La decisione segue la diffusione dei dati previsionali di Arpa Piemonte con valori di PM10 superiori alla soglia consentita, che rendono necessaria l’applicazione di misure per contenere l’inquinamento e tutelare la qualità dell’aria.

Restano pertanto attive le restrizioni per i veicoli più inquinanti. I diesel Euro 5 non possono circolare tutti i giorni, festivi inclusi, dalle 8 alle 19, mentre i diesel Euro 3 e Euro 4 hanno il divieto esteso anche al weekend. Per i mezzi adibiti al trasporto merci, il blocco riguarda i diesel Euro 3, 4 e 5 in tutti i giorni della settimana, sempre dalle 8 alle 19. Destinati allo stop anche i veicoli dotati del dispositivo “Move In”.

Eventuali aggiornamenti sullo stato del semaforo antismog vengono comunicati il lunedì, mercoledì e venerdì e diventano operativi il giorno successivo. Tutti i dettagli sulle misure, le deroghe e i percorsi esclusi sono disponibili sul sito del Comune di Torino alla pagina dedicata all’emergenza ambientale.

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Tracciabilità, Coldiretti Piemonte invita a stop obbligo registro rifiuti 

Diventa operativa la semplificazione sulla gestione dei rifiuti agricoli, con l’esenzione dell’obbligo di iscrizione al Rentri (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) allargata a tutti gli imprenditori agricoli che adottano sistemi alternativi di tracciabilità, oltre a quelli con volume d’affari non superiore a 8 mila euro l’anno. Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato un chiarimento in merito al provvedimento varato con la Manovra finanziaria, frutto del lavoro portato avanti da Coldiretti in questi mesi.

“Si tratta di un risultato che conferma l’impegno di Coldiretti nella semplificazione della gestione dei rifiuti a favore delle aziende agricole – commentano Cristina Brizzolari, Presidente Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – proprio con la messa in campo di circuiti tracciabili, attraverso il sostegno delle Federazioni, e il diretto coinvolgimento delle forme organizzate di raccolta predisposte mediante specifici accordi di programma, stipulati con le Pubbliche Amministrazioni, convenzioni quadro con i gestori della piattaforma di conferimento e altre modalità di gestione semplificata”.

Mara Martellotta

Semaforo antismog: da martedì 13 gennaio scatta il livello 1 (arancio)

 

Da  martedì 13 gennaio e fino a mercoledì 14 gennaio 2026 compreso (prossimo giorno di controllo) le misure di limitazione del traffico passeranno al livello 1 (arancio).

I dati previsionali forniti oggi da Arpa Piemonte evidenziano infatti il superamento del valore di 50 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria per tre giorni consecutivi.

Alle limitazioni strutturali in vigore, per il trasporto persone si aggiungerà il blocco dei veicoli diesel con omologazione Euro 5 valido tutti i giorni (festivi compresi) dalle ore 8 alle 19, mentre il blocco dei veicoli diesel Euro 3 e Euro 4 si prolungherà alle giornate di sabato e domenica, sempre dalle ore 8 alle 19. Stessa regola anche per i veicoli adibiti al trasporto merci, che vedranno il divieto di circolazione estendersi ai diesel con omologazione Euro 3, Euro 4 ed Euro 5 su tutti i giorni (festivi compresi), sempre con orario 8-19.

Con l’attivazione del livello arancio si fermeranno anche tutti i veicoli dotati di dispositivo “Move In”, in quanto comunque soggetti alle limitazioni temporanee della circolazione veicolare conseguenti alle previsioni di perdurante accumulo degli inquinanti nell’aria.

Si ricorda infine che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata sul sito della Città di Torino .

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Guardie Ecologiche Volontarie, bilancio di un anno

Tra il 1° gennaio e il 30 novembre del 2025 le Guardie Ecologiche Volontarie hanno dedicato 26.185 ore di volontariato a favore della Città metropolitana di Torino, Ente che ne coordina l’attività, ma soprattutto della collettività, svolgendo 3.143 servizi in ambiti che vanno dalla tutela e vigilanza ambientale, all’educazione e alla didattica ambientale nelle scuole di ogni ordine e grado, dalla gestione amministrativa al coordinamento del Servizio, dalla manutenzione del territorio e dei sentieri alla partecipazione a progetti scientifici di monitoraggio.

Il bilancio del servizio prestato dalle GEV e le prospettive dell’attività nei prossimi 12 mesi saranno al centro dei lavori dell’assemblea annuale delle Guardie Ecologiche Volontarie che si terrà sabato 10 gennaio nell’auditorium della sede della Città metropolitana di Torino, in corso Inghilterra 7. I lavori si apriranno alle 9,30 con il saluto del Consigliere metropolitano Alessandro Sicchiero, delegato all’ambiente e alla vigilanza ambientale, alle risorse idriche e qualità dell’aria, alla tutela della flora e della fauna, ai parchi e alle aree protette. Dopo gli interventi dei responsabili delle GEV è prevista la consegna degli attestati di anzianità e dei riconoscimenti alle Guardie Ecologiche Volontarie che hanno conseguito 40 anni di onorato servizio, con l’intervento del Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo.

I NUMERI DEL BILANCIO ANNUALE DELLE GEV NEI PRIMI 11 MESI DEL 2025

Nell’ambito della vigilanza sul rispetto della normativa in materia di tutela ambientale, che attribuisce alle GEV funzioni di organi di vigilanza e accertamento (ai sensi della Legge Regionale 32 del 1982), sono stati effettuati 3.644 controlli, da cui sonosono emerse 866 criticità. Sono state redatte 255 segnalazioni di diversa natura, trasmesse all’Ufficio di Coordinamento delle GEV per le opportune valutazioni e per l’eventuale inoltro ai Comuni o agli altri Enti competenti. Le attività didattiche e di educazione ambientale hanno previsto495 interventi, che hanno coinvolto 6.596 alunni, appartenenti a scuole primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado. Le Guardie Ecologiche Volontarie hanno inoltre partecipato a progetti di monitoraggio ambientale, tra cui il progetto LIFE WolfAlps, dedicando 924 ore/uomo distribuite su 65 interventi. Nell’ambito delle attività di manutenzione e sentieristica, sono stati effettuati 74 interventi all’interno dei parchi e delle Aree Protette gestite dallaCittà Metropolitana di Torino, per un impiego complessivo di 1.155 ore/uomo. La gestione amministrativa e il coordinamento del Servizio GEV ha comportato705 servizi, per un totale di 4.388 ore/uomo. Di particolare rilievo l’introduzione e l’implementazione di nuove procedure informatiche, finalizzate alla progressiva digitalizzazione e dematerializzazione dei processi, con una significativa riduzione dell’uso della carta e la disponibilità in tempi quasi reali di dati oggettivi di autovalutazione dell’attività, utili all’individuazione di eventuali correttivi e al contenimento delle criticità operative.

“I numeri dell’attività svolta dimostrano l’importanza di una forma di volontariato doppiamente importante. – sottolinea il Consigliere metropolitano delegato Alessandro Sicchiero – Sotto il profilo civico, si tratta di un servizio svolto a vantaggio di numerose comunità locali, in accordo con gli amministratori locali, mentre sotto il profilo ambientale è la dimostrazione che l’informazione, la formazione e il coinvolgimento dei cittadini è fondamentale per preservare gli habitat naturali e la qualità degli ecosistemi del territorio”.

Smog, fino a venerdì 9 gennaio confermato il livello 0 (bianco)

 

Prosegue fino a venerdì 9 gennaio compreso –  giorno di controllo – l’applicazione delle sole misure strutturali di limitazione al traffico: sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti  da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata .

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