AMBIENTE

Dal clima al turismo: Alpi più verdi e competitive, 24 nuovi progetti per il Piemonte transfrontaliero

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Innovazione, sostenibilità ambientale, cultura e turismo sono al centro dei 24 nuovi progetti finanziati dal Programma Interreg Francia-Italia Alcotra. Le iniziative rafforzano la cooperazione transfrontaliera tra i due Paesi e portano sul territorio torinese e cuneese oltre 5,5 milioni di euro, finanziati per l’80% dal Fondo europeo di sviluppo regionale e per il restante 20% dallo Stato.

I progetti sono stati approvati al termine della consultazione scritta del Comitato di sorveglianza. Si tratta di 6 progetti singoli ammessi nella prima finestra del quarto bando e di 18 microprogetti selezionati nell’ambito del secondo bando dedicato all’obiettivo “Turismo e cultura”.

«Questo risultato conferma la capacità del Piemonte di essere protagonista nella cooperazione europea – afferma l’assessore regionale Marco Gallo –. Parliamo di oltre 5,5 milioni di euro che generano ricadute concrete sui territori, rafforzano i legami con la Francia e sostengono innovazione, ambiente, cultura e competitività delle nostre imprese».

I progetti singoli

Il Piemonte partecipa con 23 beneficiari, di cui 3 nel ruolo di capofila, per un contributo complessivo di 4,9 milioni di euro.

I progetti singoli rappresentano l’asse strategico del programma: dispongono di budget rilevanti (mediamente tra 1,5 e 2 milioni di euro ciascuno) e coinvolgono partenariati strutturati composti da enti pubblici, università e centri di ricerca, imprese e realtà del terzo settore.

«Non si tratta di interventi simbolici – sottolinea l’assessore Gallo – ma di azioni strutturate che incidono sullo sviluppo delle aree alpine. Innovazione tecnologica, transizione ecologica e formazione sono leve decisive per rendere i nostri territori più competitivi e resilienti».

Le tematiche affrontano alcune delle principali sfide delle aree alpine, dalla transizione ecologica a quella digitale.

Sul versante ambientale, RISK-CAP-RES utilizza realtà immersiva e geoportali per promuovere l’autoprotezione dai rischi connessi ai cambiamenti climatici; ALCOTRA 0Plastique punta alla tutela della biodiversità contrastando l’inquinamento da microplastiche, con interventi su laghi e sentieri supportati da tecnologie avanzate; AllIAnce-Eco migliora la gestione dei rifiuti organici attraverso l’intelligenza artificiale e l’istituzione di un Albo Compostatori Digitale.

Per lo sviluppo economico e occupazionale, Mieux+ sperimenta un modello di logistica urbana a basse emissioni per rafforzare la competitività delle Pmi; TRAME affronta le crisi industriali e climatiche delle valli alpine promuovendo la “specializzazione intelligente” e la formazione verso i nuovi mestieri verdi; ALPINE-STEM crea una rete tra atenei per facilitare la mobilità degli studenti nelle discipline scientifico-tecnologiche, attivando laboratori permanenti di innovazione.

Dal punto di vista territoriale, nella Città metropolitana di Torino si contano 18 partner (di cui 2 capofila) coinvolti in 6 progetti per un valore di 3,7 milioni di euro; in provincia di Cuneo partecipano 5 partner (di cui uno capofila) in due progetti del valore complessivo di 1,2 milioni.

I microprogetti

Accanto alle iniziative strategiche, il Piemonte è coinvolto in 18 microprogetti – sui 23 complessivamente approvati – dedicati a turismo e cultura. I beneficiari piemontesi sono 20, di cui 10 coordinatori, per un contributo totale di 675.000 euro.

Introdotti nella programmazione 2021-2027, i microprogetti sono pensati per favorire la partecipazione di piccole realtà locali – Comuni, imprese, associazioni e organizzazioni non governative – attraverso procedure semplificate e con una forte dimensione territoriale.

«I microprogetti rappresentano un importante valore aggiunto – evidenzia l’assessore Gallo – perché consentono anche ai piccoli Comuni e alle associazioni di essere protagonisti della cooperazione europea. È così che si costruisce un’Europa vicina ai territori, capace di valorizzare cultura, memoria e turismo sostenibile nelle nostre vallate alpine».

Tra le iniziative culturali, le arti performative diventano strumenti di coesione con Danza/Dansez!, Rizoma, GIOCONDA, TransMET-ART e CORPS ETRANGERS, che utilizzano teatro e danza per connettere generazioni e sostenere le fragilità. D’ACCORD e SINESTESIE rinnovano invece la fruizione musicale, dalla tradizione occitana alla musica classica per l’infanzia.

La memoria condivisa è al centro di Connextion Memorie, dedicato alla persecuzione antiebraica, PONT, sui legami medievali, e Triobriga, che valorizza l’identità brigasca. A questi si affiancano il recupero dei saperi astronomici rurali con Entre Ciel et Terre e le narrazioni sonore inclusive lungo la via della transumanza con NTP-CROSS.

In risposta alle sfide climatiche, SEPIM e Habitour propongono nuovi modelli di accoglienza turistica e di abitare montano; Ci.Tu.Re., SCENA e ITA.C valorizzano i percorsi outdoor tra mountain bike, biodiversità e itinerari delle abbazie. Chiude il quadro Voici-voilà, dedicato alla formazione dei futuri progettisti culturali europei.

La distribuzione territoriale vede nella Città metropolitana di Torino 11 partner (6 capofila) coinvolti in 10 progetti per un valore di 367.000 euro; in provincia di Cuneo partecipano 9 partner (4 capofila) in 8 progetti per un totale di 307.000 euro.

Semaforo antismog: da oggi torna il livello 0 (bianco)

Secondo i dati previsionali forniti  da Arpa Piemonte, da martedì 3 marzo, e fino a mercoledì 4 marzo 2026 (prossimo giorno di controllo), le misure di limitazione del traffico torneranno al livello 0 (bianco), con le sole misure strutturali di limitazione del traffico previste del semaforo antismog.

Si ricorda che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/schede-informative/misure-antismog-tutela-della-salute .

Misure antismog: prosegue il livello 2 (rosso). Stop per i diesel euro 5

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Resterà in vigore fino a lunedì 2 marzo 2026 compreso (prossimo giorno di controllo) il livello 2 (rosso) delle limitazioni emergenziali.

I dati previsionali forniti ieri da Arpa Piemonte evidenziano infatti il superamento per tre giorni consecutivi del valore di 75 mcg/mc di concentrazione media giornaliera di PM10 nell’aria.

Il livello rosso, oltre alle limitazioni strutturali in vigore, prevede il blocco dei veicoli diesel adibiti al trasporto persone e al trasporto merci, con omologazione Euro 5, tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 8 alle 19.

Si ricorda che eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, vengono comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entrano in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina www.comune.torino.it/schede-informative/misure-antismog-tutela-della-salute

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Bonifica  aree inquinate a Cirié, Givoletto e Rivalta per 4,7 milioni

Approvato dalla Giunta regionale del Piemonte su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati lo schema di atto integrativo per interventi di messa in sicurezza e bonifica di siti inquinati. «Si tratta di un passo fondamentale verso la tutela e la riqualificazione del territorio – spiega l’assessore Marnati -. Un atto necessario che ci permette di finalizzare interventi cruciali per la sicurezza ambientale in Piemonte. Grazie a sinergie istituzionali forti, che  vedono al lavoro il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Città Metropolitana di Torino e i Comuni coinvolti, stiamo sbloccando e regolando risorse complessive per 4,7 milioni di euro, finanziati attraverso il Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020. Con questi fondi portiamo a conclusione  la bonifica e la messa in sicurezza  dei siti ex Olma ed ex Chimica Industriale a Rivalta di Torino e dell’area ex  Interchim a Cirié. Interveniamo inoltre sul sito ex Lerifond a Givoletto. L’atto approvato oggi nasce dall’esigenza di aggiornare i cronoprogrammi e di disciplinare correttamente le risorse. Si tratta di un’operazione  che non solo restituisce salute e sicurezza ai cittadini di questi comuni, ma dimostra l’efficacia del lavoro di squadra tra istituzioni per risolvere le criticità ereditate dal passato e riqualificare aree strategiche  per le nostre comunità».

L’accordo, che risale al  2 settembre 2021, coinvolge ministero dell’Ambiente  e Sicurezza energetica, Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino ed i Comuni di Cirié, Givoletto e Rivalta di Torino. La Regione Piemonte è stata individuata come responsabile dell’attuazione degli interventi ed i Comuni quali beneficiari dei finanziamenti, nonché soggetti attuatori. I 4,7 milioni di euro sono così ripartiti tra i siti: 995.481,96 euro all’ex Interchim” a Cirié; 1.800.000 euro all’ex Lerifond” a Givoletto e 1.840.841,57 euro alle aree ex Oma ed ex Chimica Industriale a Rivalta di Torino.

Lo scorso 10 dicembre il Ministero ha richiesto ai Comuni l’aggiornamento delle schede degli interventi  per dare corso alla conclusione e rendicontazione degli interventi finanziati. La messa in sicurezza e la bonifica delle aree ex Olma ed ex Chimica Industriale a Rivalta di Torino e quelli all’ex Interchim a Cirié sono stati conclusi. Il costo totale dell’intervento a Rivalta di Torino è pari ad euro 2.000.000 di cui 159.158,43 finanziati dal Comune.  

Smog, fino a venerdì 20 febbraio confermato il livello 0 (bianco)

Prosegue fino a venerdì 20 febbraio  compreso – prossimo giorno di controllo – l’applicazione delle sole misure strutturali di limitazione al traffico: sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti oggi da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata.

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Valle d’Aosta, cuore verde con un patrimonio naturale vivo

Il patrimonio vivo valdostano, quello silenzioso, forte e verticale, quello radicato, protettore naturale e infrastruttura dell’ossigeno. Dal pioppo tremulo all’abete bianco, coerente sempre, saliamo in quota nella regione più alta d’Italia, dove il verde dei boschi è delle foreste smette di dominare il paesaggio.

Una passeggiata nel bosco, lo scricchiolio dei rami secchi ad ogni passo, tutto intorno timide primule, il viola della fioritura dell’erba trinità, in compagni delle violette. Spiccano nel verde profumato del sottobosco, potente e vivace, fieramente protetto dall’ombra di chiome e cime avide di raggi solari: è subito primavera, ci riempiamo il petto d’ossigeno e l’energia pervade il tutto. Si, perché c’è chi associa la montagna alla neve, alle sciate su e giù per i pendii, e chi invece la riscopra all’annuncio della primavera, e non vede l’ora di apprezzarla tra passeggiate nei boschi ed immergersi nella potenza silenziosa degli alberi.

La Valle d’Aosta ha davvero molto da raccontare in quanto flora e specie arboree. Circa duemila specie diverse di piante e alberi su un totale di 5.600 varietà catalogate per l’intera flora italiana, e il 33% della superficie è ricoperta da boschi, circa 1080 km² su 3261 totali. La quasi totalità dei boschi si trova nei piccoli Comuni, la vera anima della Regione, dove natura e comunità convivono in equilibrio. Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, fondato nel 1922, offre un affresco completo alla flora alpina: nel fondo valle crescono betulle, frassini, pioppi tremolio e sorbi degli uccellatori, mentre sopra i 1200 metri dominano pini cembri e abeti bianchi. Particolarmente suggestiva la visita al giardino alpino “Paradisia”, situato a oltre 1700 metri di quota, a Val Non Tey, dove centinaia di specie alpine, tra cui il fiore che dà il nome al giardino stesso, offrono una biodiversità che rendo omaggio alla ricchezza vegetale del parco. A Cogne, il bosco di Sylvenoire è un altopiano boscoso che sembra uscito da un racconto di montagna. Tra abeti bianchi e maestosi larici, il sentiero serpeggia come un nastro nel verde, invitando a un passeggiata lenta e rigenerante attraverso atmosfere che cambiano con la luce del giorno.

La varietà vegetale crea habitat ideali per stambecchi, camosci e marmotte, e per il ritorno dei lupi. Oltre ai parchi molti boschi hanno funzione di protezione: difendono piccoli villaggi da valanghe e frane. Esempi millenari sono il bosco di larici di Artalle a Rhêmes-Notre Dame, che protegge il paese dalle valanghe da oltre quattro secoli, e la flotta di Bien in Balsavarenche, che custodisce esemplari secolari in un equilibrio perfetto tra natura e uomo. Se il Gran Paradiso è il cuore della tutela alpina, il Parco Naturale del Mont Avic è la sua anima più segreta e intatta, il primo parco naturale della  Valle d’Aosta e si stende su 7300 ettari tra Champ de Praz, Champorcher e Fénis, abbracciando paesaggi che paiono scolpiti da mani antiche e silenziose. Mont Avic non è solo un nome, ma una promessa di spazi aperti, acqua che racconta il tempo. Qui i boschi dominano i pendii, dando vita alla più estesa foresta di pino uncinat9 della Valle d’Aosta, una formazione che non ha eguali per estensione e suggestione. L’elemento caratteristico del parco sono le zone umide alpine: un equilibrio raro e delicato tra selvatico e domestico, dove la natura mantiene il suo respiro più autentico, e dove il visitatore è chiamato a sentire, e non solo vedere, le storie che il paesaggio vuole raccontare.  Molto note sono anche le riserve naturali del Mont Mars, alla testata del Vallone del torrente Pacoula, nei dintorni di Fontainemore; a Bressan la riserva naturale Côte de Gargantua, piccolo scrigno di natura steppica, in pieno cuore valdostano.

Per chiunque voglia alloggiare in Valle d’Aosta, il portale Booking Valle d’Aosta rappressnta lo strumento di prenotazione dei soggiorni, gestiti direttamente dall’ufficio regionale del turismo, e offre l’elenco delle strutture ricettive della Valle d’Aosta ( alberghi, rta,  B&B, agriturismi, appartamenti), con la possibilità di prenotare direttamente online senza intermediari e senza alcun costo di prenotazione, selezionando in base al comprensorio o al tipo di esperienza desiderata.

Mara Martellotta

Le rinnovabili stanno vincendo? Dibattito sull’energia a GiovedìScienza 

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Giovedì 19 febbraio prossimo, alle ore 17.45, all’Accademia delle Scienze di Torino, in Sala dei Mappamondi, in via Accademia delle Scienze 6, si terrà un nuovo appuntamento di GiovedìScienza sul tema “Le rinnovabili stanno vincendo? Miti e realtà nel dibattito sull’energia”, con Gianluca Ruggeri, docente di Fisica Tecnica Ambientale all’Università dell’Insubria, esperto di energia sostenibile, presidente della Cooperativa “ènostra” e autore radiofonico. In Italia il discorso pubblico relativo all’energia sembra ancora fermo agli anni Novanta, intrappolato tra vecchie paure, slogan superati e promesse di false soluzioni che finiscono per rallentare il cambiamento. Altrove il mondo corre: eolico e fotovoltaico stanno ridefinendo il sistema elettrico abbattendo i costi, spingendo l’innovazione tecnologica e imponendo nuove logiche di gestione, accumulo e flessibilità. Si tratta di una trasformazione profonda che tocca non solo l’economia, ma anche la cultura energetica e il modo stesso di pensare al futuro. Comprenderla e raccontarla con lucidità rappresenta una sfida indispensabile per chi voglia immaginare un Paese in grado di stare al passo con il mondo, ed è questa la nuova sfida dell’appuntamento di GiovedìScienza, storica rassegna torinese di divulgazione scientifica, in calendario giovedì 19 febbraio prossimo.

Giovedì 19 febbraio 2026, ore 17.45 – GiovedìScienza – Accademia delle Scienze di Torino  Sala dei Mappamondi – via Accademia delle Scienze 6, Torino – ingresso libero fino a esaurimento posti

Info: gs@centroscienza.it – 011 8384913

Mara Martellotta

Il gipeto, il più grande avvoltoio. Incontro in Città Metropolitana

Il Gipeto ( Gypaetus barbatus il nome scientifico ) rappresenta l’avvoltoio di maggiori dimensioni tra quelli nidificanti in Europa. Si tratta di un animale stanziale, che nidifica sugli alti dirupi, in alta montagna nelle Alpi, in Africa, in India e in Tibet, doponendo una o due uova. È stato reintrodotto  con successo nelle Alpi, ma continua ad essere una dei più rari avvoltoi d’Europa.
A lui è dedicato un incontro di formazione rivolto al personale interno di vigilanza e a quello tecnico faunistico della Città Metropolitana di Torino,  in programma sabato 14 febbraio prossimo dalle 10 alle 12 nella Sala Stemmi della sede di corso Inghilterra 7.

L’incontro è organizzato dal Dipartimento Ambiente e Sviluppo sostenibile della Città Metropolitana  ed è rivolto a dipendenti e volontari  per acquisire maggiori informazioni sulla specie  e per partecipare ad attività di monitoraggio della sua presenza all’interno delle aree protette del territorio metropolitano.  L’iniziativa è  anche estesa alle guardie ecologiche volontarie coordinate dalla Città  Metropolitana e al personale tecnico degli Enti di gestione dei Parchi regionali.
Sono in programma due moduli didattici  di un’ora ciascuno. Giuseppe Roux- Poignant, funzionario di vigilanza dell’ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie e referente del Centro avvoltoi e rapaci alpini della Regione Piemonte, curatore del notiziario “Avvoltoi Piemonte”, fornirà ai partecipanti nozioni sulla biologia della specie, sullo stato di conservazione e sulle minacce , sui progetti di reintroduzione e monitoraggio sull’arco alpino occidentale.

Maurizio Chiereghin, membro attivo della ROAO, Rete Osservatori Alpi Occidentali, autore di pubblicazioni scientifiche, approfondirà  il tema della presenza del gipeto nelle valli di Lanzo  e delle attività monitoraggio in atto.

Mara Martellotta

Smog, fino a venerdì 13 febbraio confermato il livello 0 (bianco)

Prosegue fino a venerdì 13 febbraio  compreso – prossimo giorno di controllo – l’applicazione delle sole misure strutturali di limitazione al traffico: sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata .

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Che aria tira? A Torino e in altre 12 città italiane superato più volte il limite di PM10

Lo smog nelle città italiane registra un lieve miglioramento, ma la situazione resta critica soprattutto nel bacino padano e in Piemonte. È quanto emerge dal rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, che analizza la qualità dell’aria nei capoluoghi italiani.

Nel 2025 sono scese a 13 le città che hanno superato il limite giornaliero di PM10, contro le 25 del 2024. Tra queste figura anche Torino, con 39 giorni oltre i limiti consentiti, confermandosi tra le realtà più esposte all’inquinamento atmosferico nel Nord Italia.

Nonostante il miglioramento generale, la prospettiva per il 2030 resta preoccupante. Con l’introduzione dei nuovi limiti europei più severi, Torino risulta tra le città più lontane dagli obiettivi di riduzione delle polveri sottili e del biossido di azoto, con valori che dovrebbero diminuire di circa il 30% per rientrare nei parametri previsti.

La situazione piemontese appare ancora più complessa se si guarda oltre il capoluogo. Secondo il report, diverse realtà del territorio regionale presentano già oggi livelli incompatibili con i limiti futuri.

“Il focus dedicato al Piemonte – dichiara Alice De Marco, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – nel rapporto Mal’Aria 2026 ci consegna una fotografia inequivocabile: la nostra regione è oggi uno dei territori più critici dell’intera Pianura Padana. Le centraline non solo dei capoluoghi, ma anche dei centri medi e delle aree pedecollinari e montane, registrano valori che superano già oggi i limiti previsti per il 2030. È il caso di Chieri, Mondovì, Cavallermaggiore, Settimo Torinese, Borgaro Torinese e Domodossola, con medie annuali di PM10 e PM2.5 elevate e, in alcuni casi, livelli di NO₂ che indicano l’impatto del traffico e del riscaldamento domestico. Questi dati, che mostrano criticità diffuse ben oltre Torino, raccontano un problema strutturale: A Mondovì, ad esempio, le concentrazioni di PM10 (22 µg/mc) e PM2.5 (15 µg/mc) risultano incompatibili con i limiti 2030, pur trattandosi di una cittadina fuori dai grandi flussi metropolitani. Allo stesso modo, a Chieri la centralina Bersezio rileva PM10 a 34 µg/mc e PM2.5 a 26 µg/mc, mentre Settimo Torinese supera ancora i limiti giornalieri di PM10 con 48 giorni di sforamento. Il bacino padano, come confermano anche le analisi nazionali, resta una delle aree più vulnerabili d’Europa, e il Piemonte non fa eccezione.
Per questo chiediamo alla Regione Piemonte, nonostante il taglio di risorse del Governo, di assumersi il ruolo che le compete: non possiamo sperare di raggiungere i limiti del 2030 senza un impegno deciso, stabile e strutturale. La Regione deve rafforzare le proprie politiche e i propri piani, rimettendo al centro la qualità dell’aria come priorità sanitaria e ambientale”.

Il report evidenzia inoltre come il problema dell’inquinamento non riguardi più soltanto le grandi città, ma coinvolga sempre più anche centri di medie dimensioni e aree rurali, dove incidono traffico, riscaldamento domestico e attività agricole e zootecniche.

Legambiente sottolinea la necessità di interventi strutturali, in particolare sul potenziamento del trasporto pubblico, sulla riqualificazione energetica degli edifici, sulla riduzione delle emissioni industriali e agricole e su maggiori investimenti per il miglioramento della qualità dell’aria, soprattutto nelle regioni della Pianura Padana, tra cui il Piemonte.