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Cities Mission Conference 2026. A Torino oltre 600 delegati da tutta Europa

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Dalle infrastrutture energetiche ai nuovi spazi pubblici, dalla mobilità intelligente alla rigenerazione urbana: si è aperta ieri la Cities Mission Conference 2026. Fino al 29 maggio, il capoluogo piemontese ospita i rappresentanti delle città europee impegnate nella missione UE ‘100 città intelligenti e a impatto climatico zero’ per un confronto su progetti, strumenti e soluzioni già in fase di realizzazione.

Teatro delle sessioni principali del forum saranno le OGR Officine Grandi Riparazioni di Torino, ex complesso industriale ferroviario oggi riconvertito in uno spazio dedicato a cultura, innovazione e sperimentazione, simbolo della capacità della città di rigenerare spazi e funzioni urbane in chiave sostenibile.

L’evento è organizzato dalla Commissione Europea, da NetZeroCities e dalla Città di Torino, in collaborazione con i partner locali Politecnico di Torino, OGR Torino e Cottino Social Impact Campus. Oltre 600 i partecipanti tra amministratori locali, decisori pubblici, tecnici ed esperti provenienti da tutta Europa che si riuniranno per approfondire le politiche urbane per la neutralità climatica, l’attuazione dei Climate City Contracts e gli strumenti necessari ad accelerare la transizione ecologica nelle città europee.

“La Cities Mission Conference è un’occasione per mostrare come la transizione climatica non sia un obiettivo astratto, ma un insieme di interventi che stanno già trasformando Torino – spiega il sindaco Stefano Lo Russo -. Accogliere le città europee significa anche condividere esperienze, strumenti e soluzioni che possono accelerare questo percorso comune verso la neutralità climatica.”

La sessione inaugurale della Conferenza è in programma domani, giovedì 28 maggio, alle ore 9.00 nella Sala Fucine delle OGR Torino e vedrà gli interventi del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo e di rappresentanti nazionali ed europei. L’apertura istituzionale rappresenterà il momento centrale di avvio dei lavori e offrirà un quadro delle sfide e delle opportunità che le città europee stanno affrontando nel percorso verso la neutralità climatica.

Già oggi però l’appuntamento entra nel vivo con le City Dives, 14 visite studio tematiche che porteranno i partecipanti direttamente nei luoghi in cui Torino sta già sperimentando e realizzando soluzioni concrete per la transizione ecologica. Le visite anticipano l’avvio delle sessioni plenarie e dei tavoli istituzionali, in programma dal 28 al 29 maggio alle OGR Torino.

 “Le City Dives rappresentano uno degli elementi più significativi dell’iniziativa perché portano il confronto direttamente nei luoghi in cui le politiche climatiche prendono forma – sottolinea Chiara Foglietta, assessora alla Transizione Ecologica della Città di Torino -. È qui che si vede come energia, mobilità, spazi verdi e rigenerazione urbana siano parti di una stessa strategia di trasformazione della città, già in atto nei quartieri di Torino.”

Questi sopralluoghi attraversano diversi quartieri e ambiti della città, raccontando Torino come un laboratorio urbano a cielo aperto: energia, mobilità sostenibile, rigenerazione urbana, housing sociale, infrastrutture verdi, economia circolare e innovazione sociale. Il percorso mostra come gli obiettivi del Climate City Contract si traducano in interventi concreti, infrastrutture operative e sperimentazioni già attive nei quartieri cittadini.

Le visite, organizzate con il coinvolgimento di imprese pubbliche e private, università, fondazioni, centri di ricerca, realtà del terzo settore e amministrazione comunale, costituiscono uno dei momenti centrali della manifestazione: occasioni di confronto diretto tra città europee su modelli replicabili, governance, finanziamento e attuazione delle politiche urbane per il clima.

Alcune City Dives offrono scenari particolarmente efficaci per raccontare in modo immediato e visivo come la trasformazione urbana sostenibile stia già cambiando il volto di Torino. Dai sistemi di accumulo termico e dalle infrastrutture energetiche sotterranee dell’Heat Garden e della cabina Arbarello, fino al Centro 5T che gestisce traffico, ZTL e servizi digitali in reale per la città e l’area metropolitana, emergono esempi concreti di innovazione urbana applicata. Altre tappe mostrano invece come le strade cittadine diventino spazi di sperimentazione per la mobilità attiva e la sicurezza urbana attraverso sensori, rilievi e nuove soluzioni progettuali.

Il racconto della trasformazione urbana passa anche attraverso il rapporto tra città e ambiente naturale, con i percorsi dedicati al Parco del Valentino e alle rive del Po, dove infrastrutture verdi e blu, cantieri e interventi di riqualificazione restituiscono centralità al fiume e agli spazi pubblici. I Climate Shelters mostrano invece come piazze e aree urbane possano essere ripensate come rifugi climatici contro il caldo estremo grazie ad alberature, superfici permeabili e soluzioni nature-based.

I tour dedicati all’Ex-MOI, al Parco Dora e all’Environment Park raccontano infine alcuni dei più significativi processi di rigenerazione urbana della città: dall’ex Villaggio Olimpico trasformato in progetto di housing sociale, fino alle grandi aree industriali riconvertite in parchi urbani e poli per l’innovazione ambientale. Anche la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea entra nel programma come esempio di riqualificazione energetica e di ripensamento del ruolo culturale e sociale degli spazi pubblici.

La Cities Mission Conference 2026 conferma così Torino come uno dei principali laboratori europei della transizione urbana sostenibile, capace di trasformare obiettivi climatici in progetti concreti e modelli replicabili per le città europee.

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AmMira, il Festival rigenerativo delle periferie di Torino 

Fondazione AIEF in collaborazione con Fondazione Sviluppo e Crescita CRT. Fondazione AIEF inaugura la fattoria con i mini pony al Castello di Lucento e festeggia 5 anni di attività.

TORINO – Fondazione AIEF celebra il suo quinto anniversario con una grande festa al Castello di Lucento, luogo simbolo dell’azione rigenerativa che ha promosso in questi anni nelle periferie torinesi. Durante l’evento è stata inaugurata la nuova fattoria del Castello con i mini pony che ospiterà attività didattiche, educative e riabilitative rivolte in particolare a bambini e ragazzi con fragilità.

Ha, inoltre, preso il via l’edizione 2026 di AmMira Festival, il Festival rigenerativo promosso nelle periferie di Torino da Fondazione AIEF con il sostegno di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, ente impact oriented di Fondazione CRT: dal 9 maggio al 7 agosto, il Festival propone oltre 50 appuntamenti tra incontri, laboratori, spettacoli e momenti di partecipazione, coinvolgendo oltre 30 enti e associazioni, scuole, cittadini e istituzioni. Una programmazione trasversale rivolta a pubblici diversi, ospitata tra il Castello di Lucento e il Centro AIEF Mirafiori, che conferma AmMira non solo come calendario culturale e aggregativo, ma come percorso continuativo di ascolto e co-progettazione, parte integrante del modello rigenerativo di comunità. Il Festival, infatti, attiva processi strutturati di partecipazione e raccolta dati qualitativi, grazie a questionari somministrati durante gli eventi e ai successivi processi di analisi e mappatura, utili a intercettare bisogni e desideri dei quartieri e a orientare interventi futuri di riqualificazione urbana, sviluppo di servizi e rigenerazione sociale. AmMira Festival Mirafiori è anche parte del programma “ESTATE A SUD 2026: TORINO, CHE SPETTACOLO, CHE BELLA ESTATE!” promosso dalla Città di Torino e dalla Fondazione per la Cultura.

La fattoria del Castello è un nuovo spazio che amplia l’offerta progettuale di Fondazione AIEF, rafforzando il legame tra natura, cura, relazione e percorsi di autonomia. Nasce nell’ambito di AmMira, che è molto più di un Festival: è un processo che si rinnova e cresce ogni anno insieme ai quartieri, un’occasione concreta per costruire legami, raccogliere bisogni reali e trasformarli in azioni e servizi duraturi” dichiara Tommaso Varaldo, Presidente di Fondazione AIEF. “È questo il senso del modello AIEF: ascoltare, co-progettare e restituire valore al territorio attraverso percorsi condivisi”.

Cinque anni celebrati al Castello di Lucento, luogo che è diventato un esempio virtuoso di socialità, inclusione e impegno per i giovani e le famiglie, dove si creano legami e comunità. Continuiamo a sostenere realtà come questa che ogni giorno costruiscono relazioni, reti e futuro” ha scritto sui social, commentando la sua partecipazione all’evento, il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.

Con il sostegno ad AIEF – sottolinea la Presidente Cristina Di Bari – la Fondazione Sviluppo e Crescita CRT riafferma il proprio impegno nel promuovere progetti di rigenerazione territoriale che siano motori di cambiamento. Il nostro obiettivo è intercettare i bisogni reali delle persone attraverso azioni a impatto che offrano risposte concrete a tutte le fasce della popolazione, dall’infanzia alla terza età, promuovendo una comunità sempre più coesa e collaborativa, mettendo al centro il legame tra le generazioni e la solidità del tessuto sociale.”

A conferma dell’impatto sociale del festival, nelle prime tre edizioni AmMira ha realizzato oltre 120 eventi, coinvolgendo 50 enti e circa 6.000 partecipanti. Da queste edizioni sono nati servizi strutturati e continuativi come il Centro Diurno Aggregativo AIEF, dedicato alla prevenzione dell’isolamento degli anziani e delle malattie neurodegenerative, e l’Orto didattico urbano e la fattoria del Castello di Lucento, esempi concreti di come il Festival rappresenti un motore di rigenerazione e non solo un evento temporaneo.

Il programma completo è disponibile su www.fondazioneaief.org. Per aggiornamenti e contenuti si possono seguire le pagine social @ammirafestival.

FONDAZIONE AIEF

Fondazione AIEF si dedica al sostegno di persone fragili e alla promozione di comunità inclusive e solidali attivando progetti sociali nelle periferie di Torino. Nelle sue sedi, il Centro AIEF di Mirafiori e il Castello di Lucento, si sviluppano attività educative e riabilitative dedicate alle fragilità di bambini e adolescenti, interventi di contrasto alle povertà e alla dispersione scolastica, progetti a supporto delle vulnerabilità degli anziani e percorsi di formazione lavorativa per persone con disabilità. Tra il 2022 e il 2025 i progetti AIEF hanno accolto 219 minori con fragilità, 512 persone vulnerabili, 1.650 bambini in povertà economica, 3.800 studenti in percorsi educativi e oltre 2.470 nuclei familiari bisognosi. Una valutazione d’impatto, promossa dalla Fondazione nell’ambito di AmMira Festival 2025, per misurare in modo strutturato gli effetti generati dai progetti, ha stimato che, a fronte di 1,4 milioni di euro di donazioni raccolte e investite nelle attività, il valore economico generato per il territorio supera i 4 milioni di euro e il 79% dei beneficiari delle progettualità AIEF dichiara un miglioramento significativo della propria qualità della vita. Accanto ai progetti educativi e di inclusione sociale, c’è l’impegno di AIEF nella trasformazione di spazi abbandonati. Come realizzato per il Centro AIEF a Mirafiori e il Castello di Lucento, oggi Centri di Protagonismo Giovanile e punti di riferimento per il territorio, la Fondazione promuove interventi di riqualificazione urbana e rigenerazione sociale. Fondazione AIEF è un ente no profit nato nel 2021 per volontà di Tommaso Varaldo, grazie alla donazione delle opere d’arte di Eugenio Bolley che ne costituiscono il patrimonio. Sostiene il proprio operato con il contributo di imprese, fondazioni e benefattori attraverso donazioni, lasciti e il 5×1000.

Economia sociale, a Torino c’è ancora molto ma molto da fare

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L’INTERVENTO

Per chi ha scelto di non vivere solo per se stesso ma anche per la propria comunità ieri era una giornata speciale, la Giornata mondiale della Giustizia sociale. Così  ho seguito il Convegno internazionale organizzato dalla Camera di Commercio e da Torino social impact. Un convegno importante in anni in cui sono aumentate le diseguaglianze sociali . Un convegno molto partecipato  di quello che viene chiamato il terzo settore, con relatori  nazionali e internazionali. Perché è vero, il mercato non riduce le diseguaglianze e allora l’impegno del governo centrale agli Enti locali e’ quello di ideare, programmare, mettere in campo iniziative che puntino più sul sociale che sul profitto. Due annotazioni positive sono rappresentate dalla età media relativamente bassa dei partecipanti e dalla carica emotiva che traspariva anche dalla attenzione agli interventi. I risultati però sono ancora insufficienti perché sè vero che gli undici milioni di persone che in Europa operano nel campo sociale producono il 6% del PIL europeo mentre gli altri 199 milioni di lavoratori producono il 94% del PIL europeo, e altrettanto vero che negli ultimi vent’anni la bassa crescita economica ha aumentato le diseguaglianze in particolare a Torino al punto che le iniziative nel sociale in Piemonte valgono meno del 5% del PIL regionale.  D’altronde il disagio e le diseguaglianze in questi nani di bassa crescita a Torino sono cresciute.

Il divario tra le due Città di cui parlava Mons. Cesare Nosiglia nel 2012, in questi anni è ancora aumentato.
Secondo il CRESME Torino tra le 44 Aree Metropolitane europee con oltre un milione e mezzo di abitanti, e’ solo 41a mentre Napoli e 43a, Milano 23a e Lione 11a. Qui non ho capito l’ottimismo del Vice Sindaco dell’Area Metropolitana cui sono sfuggiti alcuni dati sociali pesanti. Se Torino è capitale della cassa integrazione questo vuol dire che 50-70.000 nuclei famigliari d anni vivono con un salario ridotto del 40%  Se il 45% dei torinesi non riesce a risparmiare vuol dire non sarebbero in grado di contare un spesa imprevista senza pensare ai tanti lavoratori precari. Sicuramente la metà della Città che stava male nel 2021 oggi sta peggio. Ecco perché Torino come gran parte del nostro Paese deve rilanciare la crescita della economia,  unico modo per creare i tanti buoni posti  di lavoro di cui c’è bisogno e aumentare le risorse per le politiche sociali. Ecco perche alcune politiche green europee come quella per il settore auto vanno rapidamente corrette . Ecco perché i ritardi nella costruzione delle infrastrutture green come la TAV sono pesanti e pesano soprattutto sulla speranza di futuro dei più deboli . Il genericismo non diminuisce le diseguaglianze. Se non si dichiara la malattia il medico non l può curare e Torino non vuole ammettere che le politiche di questi anni l’hanno impoverita. Così stamane non si è parlato né di politiche di sviluppo, né di TAV, né di correggere la politica europea dell’auto. Ma senza aumento della crescita economica sarà impossibile diminuire le diseguaglianze, malgrado il grande impegno del terzo settore Se nelle università italiane si studiasse ,come fanno nelle Università cinesi e giapponesi, i provvedimenti dei Governi DC e alleati nei primi 15 anni del secondo dopo guerra che ci diedero il Boom economico potrebbero capire che in quegli anni invece le diseguaglianze  diminuirono. Torino deve rilanciare il suo sviluppo ma per farlo occorre smetterla con l’ottimismo di maniera, guardare in faccia la realtà e dare maggiore attenzione alle difficoltà sociali particolarmente forti nei Quartieri svantaggiati mentre tutti continuano  scegliere di localizzare eventi e interventi nella zona centrale della Città. Ecco perché la periferia  deve partecipare di più al voto se vuol cambiare finalmente la qualità della Amministrazione cittadina.
Mino GIACHINO
Commissario UDC Torino

Torino ospita alla Cavallerizza il forum europeo sull’economia sociale

 

Non è solo economia: è un’idea di sviluppo che mette al centro le persone e il loro benessere. In occasione della Giornata mondiale della Giustizia sociale Torino diventa la capitale europea dell’economia sociale, un settore che in Europa coinvolge milioni di lavoratori e migliaia di organizzazioni impegnate nei servizi, nell’inclusione e nello sviluppo delle comunità, generando valore economico e coesione sociale. Venerdì 20 febbraio, nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale, si terrà il forum “Business, Social, One Vision – Social Economy for Competitiveness and Social Justice”, promosso dalla Camera di commercio di Torino, da Torino Social Impact e dall’International Training Centre of the ILO.

L’incontro metterà a confronto rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo accademico e delle organizzazioni internazionali per discutere il ruolo dell’economia sociale nelle politiche di sviluppo e nella riduzione delle disuguaglianze. Tra gli ospiti attesi figurano Olivier De Schutter, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani, e Simel Esim, presidente della task force interagenzia delle Nazioni Unite sull’economia sociale e solidale. La loro presenza consentirà di collegare il dibattito torinese alle strategie in corso a livello globale.

Secondo la Commissione europea, nell’Unione operano circa 2,8 milioni di organizzazioni dell’economia sociale, che danno lavoro a oltre 13 milioni di persone. Cooperative, imprese sociali, società di mutuo soccorso e associazioni rappresentano una parte stabile del sistema economico europeo e sono oggi al centro di un Piano d’azione comunitario che punta a rafforzarne strumenti finanziari, competenze e riconoscimento normativo.

Il forum arriva in un momento in cui anche a livello locale si discute di come consolidare questo ambito. Torino negli ultimi anni ha sviluppato un ecosistema dedicato all’impatto sociale, favorendo la collaborazione tra imprese, finanza e Terzo settore. Il confronto di venerdì sarà anche un’occasione per fare il punto sulle prospettive della città e sul contributo che può offrire in una fase in cui competitività economica e coesione sociale sono sempre più intrecciate.

L’iniziativa è aperta al pubblico previa registrazione e si propone come momento di approfondimento rivolto non solo agli addetti ai lavori ma a chiunque voglia capire come le politiche economiche possano incidere concretamente sulla qualità della vita delle comunità.

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I leader dell’economia sociale arrivano a Torino

BUSINESS, SOCIAL, ONE VISION

Social Economy for Competitiveness and Social Justice

20 febbraio 2026 – dalle ore 9,30 alle ore 13,00

Aula Magna Cavallerizza Reale | Università degli Studi di Torino | Via Verdi 9

Sarà la Cavallerizza Reale a fare da cornice al forum Business, Social, One Vision – Social Economy for Competitiveness and Social Justice, organizzato da Torino Social Impact, dal Centro Internazionale di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ITCILO) e dalla Camera di commercio di Torino in occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale. L’appuntamento si configura come un evento di respiro europeo e globale, dedicato al ruolo strategico dell’economia sociale come leva per la competitività e la giustizia sociale.

Il forum si inserisce in una fase decisiva per lo sviluppo dell’economia sociale in Italia, oggi rafforzata dall’elaborazione del Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale e dal consolidamento delle politiche europee e globali, ma al tempo stesso segnata da nuove incertezze legate ai cambiamenti dell’agenda strategica e geopolitica dell’Unione Europea. Al centro della riflessione, il contributo delle imprese sociali e dei modelli a impatto nella promozione di una transizione giusta verso un’economia più sostenibile, inclusiva e resiliente.

L’incontro punta ad approfondire la comprensione dell’economia sociale come motore strategico capace di integrare la competitività, mettendo in luce anche il recente lavoro della Coalizione globale per la giustizia sociale sul ruolo dell’economia sociale e solidale nella promozione di un’economia dei diritti umani. Sarà inoltre l’occasione per analizzare come, in una fase in cui l’identità democratica e i valori fondamentali sono sotto pressione e i sistemi politici risultano sempre più polarizzati dal predominio del potere rispetto agli approcci cooperativi, l’economia sociale possa offrire principi e modelli in grado di rafforzare, praticare e promuovere i valori civici e democratici.

A confrontarsi sul futuro dell’economia sociale saranno alcune delle voci più autorevoli a livello istituzionale, europeo e accademico:

Lucia Albano, Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze
Irene Tinagli, Europarlamentare e Presidente dell’Intergruppo su Economia Sociale e Servizi di Interesse Generale (in collegamento da remoto)
Silvia Roggiani, Deputata
Mario Nava, Direttore Generale della DG Employment della Commissione Europea
Juan Antonio Pedreño, Presidente di Social Economy Europe
Simel Esim, Responsabile dell’Unità Social Economy dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e Presidente della Task Force interagenzia delle Nazioni Unite sull’economia sociale e solidale
Lamia Kamal-Chaoui, Direttrice del Centre for Entrepreneurship, SMEs, Regions and Cities, OECD
Olivier De Schutter, Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani
Mario Calderini, Professore al Politecnico di Milano e Portavoce di Torino Social Impact
Gianluca Salvatori, Segretario Generale di EURICSE

Stefano Granata, Presidente di Social Impact Agenda per l’Italia e Confcooperative Solidarietà
Aicha Belassir, Direttrice Generale per l’Economia sociale e la Responsabilità sociale d’impresa, Ministero del Lavoro e dell’Economia sociale, Governo della Spagna

Dimitri Buzio, Presidente di Legacoop Piemonte

Sarah de Heusch, Direttrice di Social Economy Europe
Paola Babos, Direttrice aggiunta ITCILO

Torino promuove l’evento nella convinzione che i territori rappresentino un elemento chiave per valorizzare il potenziale dell’imprenditoria a impatto sociale. Infatti, la città si distingue per un ecosistema dell’economia sociale dinamico e innovativo, sostenuto da istituzioni finanziarie e filantropiche orientate all’impatto e da politiche pubbliche attente alla rigenerazione urbana e allo sviluppo sostenibile.

È in questo scenario che opera Torino Social Impact, piattaforma aperta nata nel 2017 nell’ambito del Comitato Imprenditorialità Sociale della Camera di commercio e oggi composta da oltre 400 partner tra attori pubblici e privati, profit e non profit, finanza, filantropia e ricerca. Un ecosistema che ha dato impulso a progetti innovativi come la Borsa dell’Impatto Sociale e ha contribuito all’adozione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

Il livello estremamente qualificato dei relatori internazionali previsti all’evento è anche un riconoscimento del lavoro svolto per posizionare l’ecosistema come modello virtuoso di promozione dell’impact economy a livello territoriale.

Dal 1964 la città ospita inoltre il Centro Internazionale di Formazione dell’OIL (ITCILO). In quanto parte integrante dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, il Centro è impegnato nella promozione del lavoro dignitoso e nella ridefinizione del futuro dell’apprendimento e dello sviluppo delle competenze al servizio della giustizia sociale e dello sviluppo sostenibile.

Nel 2025 Torino Social Impact ha lanciato la campagna di comunicazione Business, Social, One Vision per promuovere l’economia sociale, da cui prende il titolo anche l’evento del 20 febbraio. La campagna intende esprimere la visione di impatto e di economia di TSI attraverso un’azione sinergica capace di unire il mondo profit e non profit, creando un ponte tra i due ambiti. Il concept creativo nasce dal ritratto di una persona del “domani”, idealmente una potenziale imprenditrice di un futuro già presente: un occhio è truccato in chiave più classica, “business”, mentre l’altro richiama la diversità e l’impegno “social”. Due dimensioni che possono coesistere armonicamente, proprio come sul suo volto.

Il programma aggiornato e il form di registrazione si trovano a questo link

Per informazioni: www.torinosocialimpact.it

Capitale europea dell’Innovazione: Torino incorona Grenoble

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È Grenoble Alpes Métropole a ricevere da Torino il testimone di European Capital of Innovation 2026: la vincitrice è stata svelata  durante la cerimonia alle Ogr dove è stato anche assegnato il titolo di European Rising Innovative City alla città danese di Aalborg. A fare il passaggio di consegne il sindaco di Torino Stefano Lo Russo che ha voluto porre l’attenzione: “sul momento che l’Unione Europea sta vivendo, perché dopo decenni di sviluppo, di coesione sociale e di valori come la libertà dalla guerra e la democrazia, questi sono in crisi e sotto attacco. E la cosa più importante è che in questo particolare momento per l’Unione Europea dobbiamo rafforzare il ruolo delle città”.

Torino, giovedì 4 dicembre 2025 OGR, corso Castelfidardo 22 European Capital of Innovation Award Ceremony 2025 Partecipano il sindaco Lo Russo e l’assessora Foglietta

Il premio iCapital viene assegnato alle città distintesi per essere all’avanguardia nell’utilizzare l’innovazione come strumento utile a rendere gli ambienti urbani più sostenibili, inclusivi e resilienti. Dopo un intenso processo di selezione una giuria di alto livello ha fatto la sua scelta: quest’anno nella categoria “European Rising Innovative City”, le finaliste erano Aalborg, Nicosia e San Sebastian.

Nella categoria “Capitale Europea dell’Innovazione”, le città finaliste, oltre a Grenoble Alpes Métropole che alla fine ha prevalso, erano Liverpool e Rotterdam.

Un passaggio di testimone con Torino, quindi, che nel 2024 era stata premiata a Lisbona da una giuria che aveva evidenziato come fattori per l’assegnazione di questo premio il ruolo di iniziative come la piattaforma Torino City Lab, il laboratorio di innovazione aperto e diffuso della Città di Torino che dal 2021 si è arricchito con la Casa delle Tecnologie Emergenti CTE Next. Così come la collegata piattaforma Torino Social Impact con le numerose progettualità finalizzate a creare impatto sociale sul territorio. Strumenti ma soprattutto ecosistemi di attori ed energie che hanno consentito la co-creazione e la sperimentazione di soluzioni urbane all’avanguardia in settori che vanno dalla Smart Mobility, allo Smart Living verso un modello di Città a zero emissioni e generativa di opportunità per tutti.

Torino, giovedì 4 dicembre 2025 OGR, corso Castelfidardo 22 European Capital of Innovation Award Ceremony 2025 Partecipano il sindaco Lo Russo e l’assessora Foglietta

Per il sindaco Stefano Lo Russo il fatto che Torino sia stata quest’anno Capitale Europea dell’Innovazione rappresenta: “una grande soddisfazione frutto di un grande lavoro, per cui ringrazio l’assessora Chiara Foglietta, ma anche uno stimolo a riflettere sul futuro dell’Europa, sul ruolo dell’innovazione in Europa e su cosa possiamo fare per rafforzare la capacità di innovazione del nostro continente, soprattutto in questo momento. E quello di oggi è un passaggio di testimone che è un messaggio positivo per il mondo, le città, la comunità in Europa”.

Torino si prepara per la candidatura a Capitale Europea della Cultura

Si è riunito il Tavolo Strategico per la candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033, che vede coinvolti Comune e Città Metropolitana di Torino, Regione Piemonte, Camera di commercio, Politecnico e Università degli Studi di Torino, Fondazione CRT e Fondazione Compagnia di San Paolo.

Presieduto dal sindaco Stefano Lo Russo, l’incontro ha visto la partecipazione dell’assessora regionale Marina Chiarelli, dell’assessora comunale Rosanna Purchia, del presidente della Camera di commercio Massimiliano Cipolletta, della vicerettrice del Politecnico Silvia Barbero, della rettrice dell’Università Cristina Prandi, della presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi e di Matteo Bagnasco per la Fondazione Compagnia di San Paolo. La riunione ha rappresentato un tassello decisivo nel percorso verso la presentazione del dossier, offrendo agli enti l’occasione di fare il punto sulle attività in corso, consolidare una visione comune e delineare le priorità per i prossimi anni.

Nel corso del 2025 sono stati compiuti passi significativi: sono nati tre think tank dedicati a intelligenza artificiale, libro e democrazia, che hanno coinvolto università, fondazioni, realtà culturali e imprese in processi di ricerca e co-progettazione. Parallelamente, Università, Politecnico, CeVIS e Torino Social Impact hanno avviato la creazione di un sistema sperimentale di valutazione dell’impatto, mentre la Città ha mappato l’intero ecosistema culturale urbano e metropolitano. Grazie all’accordo con Fondazione Piemonte dal Vivo e Hangar Piemonte sono inoltre partiti percorsi di partecipazione e formazione rivolti a operatori culturali, reti civiche e cittadinanza, estesi all’intero territorio regionale.

Ha preso avvio anche un ampio programma di partecipazione civica: più di 200 volontarie e volontari stanno portando il progetto tra le persone in occasione di eventi e appuntamenti pubblici. A questo si aggiunge il progetto di creative bureaucracy, che coinvolge 60 dipendenti comunali in un percorso formativo orientato a favorire innovazione sociale e collaborazione tra uffici e settori.

La candidatura dispone ora anche di un logo ufficiale, ideato con la collaborazione di oltre cento studentesse e studenti delle scuole primarie e secondarie torinesi e presentato in occasione del concerto di San Giovanni in piazza Vittorio Veneto, portando il progetto in uno dei momenti simbolici della vita cittadina.

Sul piano europeo, Torino ha intensificato le relazioni con numerose città del continente, sviluppando un rapporto privilegiato con i Paesi Bassi – partner nel ciclo delle Capitali Europee della Cultura 2033 – e partecipando a reti e conferenze internazionali che hanno contribuito a posizionare la candidatura come luogo di sperimentazione e cooperazione culturale.

Il Tavolo Strategico ha definito le direttrici operative per il 2026, anno in cui si passerà dalla mappatura alla progettazione concreta, attraverso percorsi condivisi con istituzioni culturali, scuole, presidi sociali e reti artistiche. A livello internazionale, l’obiettivo sarà consolidare i rapporti con le Capitali Europee della Cultura passate e future e definire più compiutamente la dimensione europea della candidatura, in linea con le indicazioni dell’Unione Europea.

A commento della riunione, il direttore della candidatura Agostino Riitano ha dichiarato:
“Questa riunione del Tavolo segna un passaggio significativo del nostro percorso – spiega Agostino Riitano, direttore della candidatura – e dimostra che Torino sta assumendo la candidatura a Capitale Europea della Cultura non come un esercizio formale, ma come un processo collettivo di interpretazione del presente e di immaginazione del futuro. In questi mesi abbiamo costruito un metodo, una rete e un orizzonte. Il metodo è quello della cooperazione tra istituzioni, università, fondazioni, comunità culturali e cittadini; una collaborazione che non si limita a sommare energie, ma produce una visione condivisa. La rete è quella che stiamo tessendo con le città europee, con cui non cerchiamo semplicemente alleanze, ma uno scambio di prospettive, linguaggi e responsabilità comuni. L’orizzonte è quello di una Torino che mette al centro le persone, che valorizza i talenti e le risorse vitali, che affronta le complessità del presente con curiosità, coraggio e spirito di apertura. Il 2026 sarà l’anno decisivo per trasformare gli indirizzi in progettualità, le intuizioni in programmi, le relazioni in partenariati strutturali. Sarà l’anno in cui il dossier inizierà a rivelare la sua forma, la sua architettura e la sua ambizione: raccontare una città che vuole proporre all’Europa un modello culturale fondato sul dialogo, sull’innovazione sociale, sulla prossimità, sulla qualità della vita urbana e sulla capacità di costruire fiducia. Torino sta dimostrando di avere una visione ampia, un’identità forte e una comunità pronta a partecipare. È da questa energia civile che nasce la candidatura e da questa energia continuerà a crescere”.

Il cammino verso il 2033 continuerà con il sostegno della Fondazione per la Cultura Torino, attraverso il coinvolgimento attivo di cittadini, istituzioni culturali, scuole, imprese e società civile. Nei prossimi mesi saranno presentati nuovi incontri pubblici, progetti di co-progettazione, azioni di comunicazione e iniziative territoriali che accompagneranno la redazione del dossier e il rafforzamento della dimensione europea della candidatura.

Torino all’European Cities Forum di Cracovia

La Città di Torino partecipa alla sesta edizione dell’European Cities Forum a Cracovia. Organizzato dalla Direzione Generale per la Politica Regionale e Urbana della Commissione Europea, l’appuntamento si tiene con cadenza biennale con l’obiettivo di fare il punto sulle misure e sui fondi europei destinati allo sviluppo urbano e di facilitare il confronto e lo scambio di buone pratiche tra amministratori, con particolare attenzione per transizione ecologica, rigenerazione urbana e coesione sociale. La scorsa edizione, a marzo 2023, si era tenuta a Torino.

Questa mattina, nel corso della seconda giornata dei lavori del Forum, il sindaco Stefano Lo Russo ha aperto la sessione dal tema “Futuri urbani inclusivi: guidare la crescita attraverso equità e opportunità” che ha visto susseguirsi gli intervenuti di Sabrina Abdi dell’Agence nationale de la cohésion des territoires, della responsabile del settore Inclusive Cities dell’OECD Camille Viros, del direttore del Dipartimento Pianificazione Strategica e Pnrr di Roma Raffaele Barbato, del programme manager Impact Economy di Rotterdam Michiel van Keulen e del Chief city strategist di Bratislava Ján Mazúr.

“Governi e istituzioni internazionali – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – riconoscono sempre di più le città come attori globali, coinvolgendole su temi cruciali come il cambiamento climatico, l’inclusione, l’innovazione e la giustizia sociale. E in questo scenario Torino ha ritrovato un ruolo da protagonista nelle reti internazionali, condividendo politiche e buone pratiche operative con altre città nel mondo in un’ottica di sviluppo condiviso”. Lo scorso mese di aprile la nostra città è stata una delle partecipanti agli Urban Days dell’OECD, l’Organizzazione globale per la cooperazione e lo sviluppo economico, dove il sindaco Stefano Lo Russo è entrato a far parte dello “steering group” ristretto degli “OECD Champion Mayors fro Inclusive Growth”, gruppo di lavoro dell’organizzazione chiamato a fornire spunti e competenze su tematiche locali e priorità nazionali relativi ai temi dello sviluppo economico e della inclusione sociale di cui fanno parte capitali come Tokyo, Parigi e Bratislava.

L’edizione di quest’anno del Cities Forum assume poi particolare rilievo perché si svolge nel pieno della discussione sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, sul futuro della Politica di Coesione e sull’Agenda per le Città dell’Unione Europea. “Non c’è crescita urbana senza coesione sociale” ha sottolineato il Sindaco nel suo intervento, evidenziando la necessità di mettere in campo politiche urbane inclusive garantendo “accesso a lavoro, servizi, mobilità e partecipazione a tutte le persone, indipendentemente da origine, genere, età o condizione”. L’inclusione sociale, ha spiegato Lo Russo, deve essere interpretata come un investimento per la crescita della città: “investire in alloggi accessibili, trasporti pubblici efficienti, spazi pubblici sicuri e processi decisionali partecipativi migliora la qualità della vita e consente una maggiore partecipazione al mercato del lavoro. Non si tratta di spesa sociale, ma di investimento intelligente per un’economia urbana solida e a prova di futuro”. L’inclusione deve essere al centro delle due sfide che Torino, come tutte le grandi città europee, sta affrontando, ovvero transizione ecologica e digitale “Non ci sarà transizione verde e digitale equa – ha concluso – se non mettiamo l’inclusione al centro. Garantire a tutti accesso all’energia pulita, agli strumenti digitali e alla mobilità sostenibile è ciò che rende questi processi davvero efficaci, condivisi e replicabili”.

Nel pomeriggio il sindaco Lo Russo, che è vicepresidente Anci nazionale con delega alle Politiche comunitarie e internazionali, ha incontrato il vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto.
È stata occasione per tornare a confrontarsi sui contenuti dell’Agenda delle Città per il futuro della Coesione presentata a Torino lo scorso mese di aprile, su proposte e priorità per la Politica di Coesione e su programmi europei che vedano protagoniste le città.

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OGR, protagoniste quindici start up europee a impatto sociale

Il 13 giugno  per il DEMO DAY di IMPACT DEAL

Si terrà venerdì 13 giugno alle OGR  Torino, presso il Binario 3, a partire dalle ore 11, il Demo Day di Impact Deal, il programma promosso dalla Fondazione CRT e OGR Torino, coordinato da TOP IX con la supervisione scientifica di Fondazione ISI e la partnership strategica di Microsoft, che ha selezionato le15 start up europee da coinvolgere per trasformare i dati in valore sociale e ambientale. Ad aprire la giornata saranno i saluti istituzionali di Patrizia Polliotto, segretario generale della Fondazione CRT, Matteo Pessione, Head di OGR TECHE, Andrea D’Onofrio, Marketing Lead per Data & Analytics  Microsoft per l’area Western Europe e Ciro Cattuto, Direttore Scientifico della Fondazione ISI.

A seguire un’intervista con John McIlwaine, Senior Regional Rapresentative per l’Italia e Malta del FEI, Fondo Europeo per gli Investimenti.

Il programma si concluderà con la presentazione del pitch da parte delle quindicj imprese selezionate, che illustreranno le loro soluzioni più innovative davanti a investitori, istituzioni e potenziali partner.

Mara Martellotta

“I giovani, l’Europa, le guerre”, chiude il Festival dell’Economia di Torino

Lunedì 2 giugno: giornata conclusiva del Festival con Marta CartabiaCharles (Chad) JonesBarbara PetrongoloNicholas SternAnthony VenablesMartin WolfLuigi Zingales. L’economista ucraino Yuriy Gorodnichenko e l’economista russo-americano Oleg Itskhoki chiuderanno la giornata al Teatro Carignano alle 18.00 riflettendo su “I giovani, l’Europa, le guerre“. A seguire il direttore scientifico Tito Boeri traccerà un bilancio dei temi emersi in questa edizione e condividerà alcune riflessioni conclusive sulle sfide che attendono le nuove generazioni del mondo.

Domani, lunedì 2 giugno, a Torino la quarta e ultima giornata del Festival Internazionale dell’Economia 2025, a cura di Editori LaterzaCollegio Carlo Alberto (CCA) – Torino Local Committee (TOLC), con la direzione scientifica di Tito Boeri.

Domani, lunedì 2 giugno, si concluderà l’edizione 2025 del Festival Internazionale dell’Economia con una giornata densa di incontri che confermeranno ancora una volta i tratti distintivi della manifestazione: pluralità di voci, attenzione alla complessità e rigore nell’analisi. Sarà il momento di tirare le fila di un’edizione che ha messo al centro “Le nuove generazioni del mondo“, affrontando i temi cruciali per comprendere e affrontare le sfide che ci attendono: dalla crisi demografica all’istruzione, dalla mobilità sociale alle trasformazioni dell’organizzazione sociale, famigliare e del mercato del lavoro.

La giornata si concluderà al Teatro Carignano, dove, dopo il dialogo dal titolo “I giovani, l’Europa, le guerre” (ore 18.00) tra l’economista ucraino Yuriy Gorodnichenko e l’economista russo-americano Oleg Itskhoki, il direttore scientifico del Festival Tito Boeri traccerà un bilancio delle quattro giornate. Un’occasione per raccogliere e condividere riflessioni, idee e proposte emerse nel corso delle quattro giornate e restituire una visione consapevole delle prove che attendono le nuove generazioni del mondo.

Una selezione degli appuntamenti della quarta giornata

Dopo “Generazioni” e “Mismatch”, la terza delle Parole chiave del Festival è “NEET” (Circolo dei lettori ore 10.00). Sui giovani Not (engaged in) Education, Employment or Training interverrà Alessandro Rosina, dopo l’introduzione di Alessandra Scandura, ponendo l’accento sullo spreco di risorse che questo fenomeno, che in Italia raggiunge livelli tra i peggiori in Europa, rappresenta e sulle possibili strategie per rispondere alla sfida di creare le condizioni per cui i giovani possano esprimere il loro potenziale.

Nel contesto di Torino Futura, iniziativa con cui la Città di Torino intende permeare tutti i grandi eventi culturali cittadini con azioni e attività specifiche rivolte a giovani e giovanissimi, il formato Economia Futura ospiterà “Manuale di sopravvivenza elettorale: dall’idea al voto” (Collegio Carlo Alberto, Classroom 3 ore 11.00): il workshop, curato da Youtrend, propone un’analisi critica e interattiva del sistema elettorale come elemento centrale della democrazia rappresentativa. Verranno esaminate le principali tipologie di sistemi elettorali e il loro impatto sulla rappresentanza e sulla distribuzione del potere politico. Attraverso attività partecipative, simulazioni e dibattiti, i partecipanti saranno coinvolti in una riflessione sulle sfide e le possibilità della partecipazione democratica oggi. Il workshop è riservato al pubblico under 35 e accessibile solo su prenotazione.

Il formato Confronti dedicherà, in questa giornata, diversi incontri al tema dell’inserimento delle nuove generazioni nel tessuto economico italiano e alle possibili strategie per favorire questo processo. GEI – Associazione italiana economisti di impresa cura il dibattito “Nuove generazioni e imprese” (Museo Nazionale del Risorgimento, Sala Codici ore 11.30), che sarà l’occasione per confrontarsi sull’emigrazione giovanile, sulla carenza di figure professionali qualificate, sulla scarsa attrattività del lavoro industriale, nonché sulla risposta delle imprese che attivano nuove politiche di assunzione. Dopo l’introduzione di Gianluca Toschi, interverranno Valeria Negri, Salvatore Poloni e Alessandro Rosina, coordinati da Alessandro Terzulli. All’importanza delle politiche giovanili a livello locale sarà dedicato “Dove dorme il futuro?” (Oratorio San Filippo Neri, Auditorium 14.30) con il contributo di Michela Favaro, Andrea Gavosto, Andrea Lecce, Patrizia Polliotto e Carlo Ratti, e il coordinamento di Maria Laura Di Tommaso. Le politiche giovanili locali mirano a migliorare le condizioni di studio per le nuove generazioni intervenendo in vari ambiti, come le strutture ricettive e l’accesso al credito. A questo processo, cruciale per lo sviluppo economico regionale, collaborano attivamente università, enti locali, corpi intermedi e istituzioni con finalità sociali.

Gli Incontri con l’autore, ospitati dal Circolo dei lettori e coordinati da Eva Giovannini, vedranno ospiti Andrea Garnero Roberto Mania, autori de La questione salariale (Egea), di cui discuteranno con Giorgio Airaudo Giulia Tancredi (ore 11.45). Nel pomeriggio interverrà Alberto Saravalle, autore insieme a Carlo Stagnaro di Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne) (Fuoriscena): Saravalle discuterà del libro con Marco Leonardi (ore 15.00).

Donne e mercato del lavoro nel XXI secolo” (Collegio Carlo Alberto, Auditorium ore 12.30) è il titolo dell’intervento di Barbara Petrongolo, che, dopo l’introduzione di Carlo Cambini, affronterà le radici della disuguaglianza di genere nel mondo del lavoro: dalle diverse scelte educative tra uomini e donne alla scarsa presenza femminile nelle carriere più remunerative, fino all’impatto sproporzionato della genitorialità sui guadagni delle donne. Petrongolo metterà in luce le cause di questa disparità e le iniziative che potrebbero aiutare le nostre società a progredire verso la parità di genere.

Giorgio Barba Navaretti e Marco Buti discuteranno il tema “La guerra dei dazi. Come andrà a finire?” (CAMERA, Sala Gymnasium ore 12.30), coordinati da Massimo Gaggi. Barba Navaretti e Buti analizzeranno le conseguenze economiche e geopolitiche della nuova guerra commerciale avviata da Donald Trump: gli effetti sulla produzione globale, sugli equilibri internazionali e sul rischio di escalation dei conflitti. Una riflessione sui legami tra tensioni commerciali e instabilità globale.

Luigi Zingales terrà un intervento dal titolo “I robot sostituiranno i bambini?” (Museo Nazionale del Risorgimento, Aula Camera Italiana ore 15.00), introdotto da Greta Ardito. In un contesto segnato da forte declino demografico in Occidente e da rapidi sviluppi nell’Intelligenza Artificiale, Zingales metterà a confronto due paure contemporanee: la riduzione della popolazione e l’aumento della disoccupazione tecnologica. Possono queste due crisi compensarsi a vicenda? E a quali condizioni i robot potrebbero realmente sostituire la forza lavoro delle nuove generazioni?

Marta Cartabia e Cass Sunstein discuteranno di “Università e libertà di espressione” (CAMERA, Sala Gymnasium ore 15.30), coordinati da Massimo Gaggi. La libertà di parola è un principio fondamentale nei campus universitari, dove il confronto tra idee diverse è alla base della formazione e della ricerca. L’incontro affronterà il delicato equilibrio tra tutela della libertà di espressione e necessità di regolamentazione, cercando di definire dove passi il confine tra una restrizione legittima e una inaccettabile.

La quarta giornata, e con essa il Festival, si concluderà con gli economisti Yuriy Gorodnichenko Oleg Itskhoki, il primo ucraino e il secondo russo-americano, protagonisti di un incontro il cui titolo riassume molti dei temi di questa edizione: “I giovani, l’Europa, le guerre” (Teatro Carignano ore 18.00). A seguire ci sarà spazio per un bilancio dei quattro giorni di Festival con il direttore scientifico Tito Boeri. Dopo tanti dialoghi, workshop, eventi e lezioni alla frontiera della ricerca, sarà l’occasione di riflettere su quanto emerso a proposito del tema al centro del Festival: le sfide che attendono le nuove generazioni del mondo.

I protagonisti della quarta giornata

Tra i protagonisti della quarta giornata Giorgio Airaudo, segretario generale CGIL Piemonte, Giorgio Barba Navaretti, professore di Economia all’Università degli Studi di Milano e presidente della Fondazione Collegio Carlo Alberto, Marco Buti, professore all’Istituto Universitario Europeo (EUI), già direttore generale per gli Affari economici e finanziari della Commissione europea, Marta Cartabia, giurista, già professoressa di Diritto costituzionale all’Università Bicocca di Milano, presidente della Corte Costituzionale e Ministra della Giustizia, Michela Favaro, vicesindaca di Torino, Andrea Garnero, economista dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, Yuriy Gorodnichenko, professore di Economia a Berkeley e leader dell’Iniziativa Ucraina del Centre for Economic Policy Research (CEPR), Oleg Itskhoki, economista e professore di Economia presso la Harvard University, Charles (Chad) Jones, professore di Economia presso la Graduate School of Business della Stanford University e membro dell’American Academy of Arts and Sciences, Andrea Lecce, responsabile Direzione Impact, Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, Marco Leonardi, professore di Economia all’Università degli Studi di Milano, Valeria Negri, direttrice del Centro Studi Territorio e Ambiente di Assolombarda, Barbara Petrongolo, professoressa di Economia presso l’Università di Oxford e direttrice del Programma di Economia del Lavoro del Centre for Economic Policy Research (CEPR), Patrizia Polliotto, segretaria generale della Fondazione CRT, Salvatore Poloni, presidente del Comitato Affari Sindacali e del Lavoro dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), Carlo Ratti, architetto, urbanista e teorico dell’architettura, Alessandro Rosina, professore di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano e coordinatore scientifico dell’Osservatorio giovani dell’Istituto G. Toniolo, Alberto Saravalle, professore di Diritto dell’Unione europea all’Università di Padova, Nicholas Stern, professore di Economia e governo presso la London School of Economics, dove dirige il Grantham Research Institute on Climate Change and the Environment, Cass Sunstein, professore presso la Harvard Law School, dove dirige il Program on Behavioral Economics and Public Policy, Giulia Tancredi, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Piemonte, Anthony Venables, Senior Research Fellow presso il Dipartimento di Economia di Oxford, dove in precedenza è stato BP Professor of Economics, Gianluca Violante, professore di Economia alla Princeton University, dove è anche direttore del progetto Global Research in Digital Economics (GRID), Martin Wolf, firma economica del Financial Times, già economista alla Banca Mondiale, Luigi Zingales, professore di Imprenditorialità e Finanza alla Booth School of Business dell’Università di Chicago.

Tutti gli eventi del Festival sono a ingresso gratuito, e aperti al pubblico con accesso libero fino a esaurimento posti. Per alcuni appuntamenti potrebbe essere richiesta la prenotazione. Per rimanere aggiornati: www.festivalinternazionaledelleconomia.com