Poltronissima € 61,00 | poltrona A € 51,00 | poltrona B € 40,80 | galleria € 44,90 | galleria B € 35,70
Il Rosario nazionale torna finalmente al calore del pubblico in teatro dopo cinque anni di assenza con uno spettacolo coinvolgente, in continua evoluzione e – di serata in serata – mai uguale a se stesso, marchio di fabbrica di un artista che lascia ogni sera la sua impronta personalissima nel copione dello show.
Improvvisazioni ed esperimenti scenici, invenzioni mimiche, interazione con il pubblico in sala e incursioni di ospiti a sorpresa, una scaletta musicale fluida e l’innesto di momenti di spettacolo fuori copione: è questa la libertà dello showman. Quella di portare in teatro uno show che mai andrà in scena così come è stato scritto.
Non mancheranno ovviamente i riferimenti all’attualità, lo sguardo acuto e ironico dell’artista sull’Italia e gli italiani, sui cambiamenti degli usi e costumi, sempre all’insegna della leggerezza e del buonumore.
Un rapporto lungo e speciale quello di Fiorello con il suo pubblico, conquistato e rinnovato ogni volta durante le sue tournée di successo in questi anni: Stasera paghi te! (2001-2003), Fiore, nessuno e centomila (2003-2004), Volevo fare il ballerino… (2005-2007), Volevo fare il ballerino … e non solo! (2007), Fiorello Show (2009-2010), Buon Varietà (2011), L’ora del Rosario (2015-2016).
Sul palco, accanto a Fiorello, la consolidata band di sempre con musicisti che strizzano l’occhio al varietà, capaci di accompagnare Rosario anche nelle sue mille improvvisazioni.
FIORELLO PRESENTA: FIORELLO! è uno spettacolo tutto da scoprire, anche per Fiorello stesso.
Scritto da Rosario Fiorello insieme a Francesco Bozzi, Pigi Montebelli e Federico Taddia.

Domenica 8 e lunedì 9 maggio ore 21
GIANNA NANNINI
IN TEATRO TOUR 2022
poltronissima € 75,00 | poltrona A € 70,00 | poltrona B € 65,00 | galleria € 60,00 | galleria B € 49,00
La rocker torna a grande richiesta nei teatri di tutta Italia con la sua band
Dopo i rinvii dovuti alla pandemia da Covid-19, è finalmente partito il tour In teatro di Gianna Nannini, che il prossimo 8 e 9 maggio farà tappa anche al Teatro Colosseo, per un concerto che i fan della rocker senese hanno atteso per mesi.
Gianna sarà accompagnata in questo tour da un gruppo di musicisti che lei stessa ha ribattezzato “Laband”: Davide Tagliapietra alla direzione musicale e alle chitarre, Christian Riganò alle tastiere, Steve Barney alla batteria e Milton McDonald alle chitarre.
Protagonisti del concerto i brani più recenti come La differenza, che dà il titolo all’ultimo album di inediti, ma soprattutto un vero e proprio greatest hits con brani indimenticabili come Profumo, Fotoromanza,Sei nell’anima a Bello e impossibile passando per Amandoti e Latin lover.
Le prime date di In teatro tour sono un ottimo riscaldamento per la prima parte del tour europeo (Londra, Parigi, Lussemburgo, Bruxelles, Ginevra), a cui farà seguito il rientro in Italia per la seconda parte del tour teatrale, che culminerà nella grande festa dello Stadio Franchi di Firenze del 28 maggio.

Tutte le informazioni sul sito www.teatrocolosseo.it e sui profili social del Teatro.









Il Colosseo è infatti uno dei teatri più recenti del capoluogo piemontese; esso sorge nel rumoroso quartiere di San Salvario, vicino al rigoglioso Parco del Valentino. La struttura, risalente alla fine degli anni Sessanta, è compresa in un signorile palazzo decorato di via Madama Cristina 71, mentre l’accesso tondeggiante fa angolo con via Bidone.
Per quel che riguarda la recitazione, il 2013 è un anno particolarmente fortunato, poiché due figure emblematiche della scena italiana riempiono con i loro monologhi la sala del teatro e il cuore degli spettatori. Nell’aprile di quell’anno Gigi Proietti propone “C’è gente stasera?”, titolazione che prende ironicamente spunto dalla più tipica e temuta domanda di ogni teatrante; nel dicembre sempre 2013 il premio Nobel Dario Fo debutta con “In fuga dal Senato”, spettacolo attraverso cui porta avanti le battaglie sociali della moglie Franca Rame.
GiovedìScienza 
Certo. Non potevano mancare le opere del grande – eternamente “unknown”, come molti altri suoi colleghi celati dietro improbabili e misteriosi pseudonimi – Banksy da Bristol nella ricca carrellata di opere esposte fino al 26 settembre nella mostra “Sreet Art in Blu3” (seconda edizione) voluta da Claudia e Andrea Spoto, in collaborazione con il collettivo di collezionisti “Xora”, negli spazi del Teatro “Colosseo”, il più grande teatro privato, per numero di posti, del Piemonte. Se di grande “Arte di Strada” o “Arte Urbana” si vuol parlare con una visione a carattere internazionale, Banksy non poteva di certo essere dimenticato. Dicono le curatrici, la svizzera di Lugano Serena Maisto (anche lei presente con sue opere in mostra e curatrice dell’immagine guida) e Lacryma Lisnic: “Dopo l’esperienza del 2019 torniamo al Colosseo con una seconda mostra, che però viviamo ‘alla terza’. Il 3 infatti ricorda sia la B di Blu che la lettera con la quale si firma Bansky, ancora una volta protagonista della nostra mostra, in dialogo con i lavori di 3D, ovvero Robert Del Naja. Sono la stessa persona? Sono artisti che collaborano in un progetto collettivo? Non diamo risposte, ma sarà il pubblico a farsi emozionare dalle loro opere”. Quasi 150 sono i lavori di 36 artisti esposti negli spazi del teatro, nei corridoi, sul palcoscenico, nel foyer in un vero e proprio allestimento fra luci e musica, in un percorso di assonanze e rimandi fra esterno e interno, luci e ombre, passato e presente. Originali, print, serigrafie, copertine di LP che hanno fatto la storia della musica e dell’arte, insegne stradali e persino una falsa banconota a firma di Banksy: “opere diverse e diversi materiali per raccontare un mondo fatto di rimandi, influenze, percorsi di senso”. Il titolo della rassegna rimanda all’italiano Blu, fra i nomi più importanti della street art mondiale. Anche di lui non si conosce la vera identità, né il nome né la data di nascita; si ipotizza sia nato agli inizi degli anni ’80 a Senigallia, comincia a farsi conoscere nel ’99 con alcuni graffiti realizzati un po’ ovunque (muri, saracinesche, cartelli stradali e quant’altro) nel centro storico di Bologna e nel 2011 viene segnalato dal “Guardian” come uno dei dieci migliori street artist in circolazione. Al “Colosseo”, presenta 32 opere. Da segnalare “Rennes”, prova d’artista in preparazione del murales realizzato in occasione del “Festival Mettre en Scene” nel 2010 nell’omonima cittadina francese sulla facciata di un teatro e il potentissimo “Il Grigio di Blu”, frammento di una delle opere coperte a Bologna nel marzo del 2016 in polemica con la tanto discussa mostra degli “stacchi”, in corso nel capoluogo emiliano. Atto di rivolta. Che crea, non distrugge. “Se si potesse grattare la patina di vernice da quest’opera, si vedrebbe un frammento di uno dei murales cancellati a Bologna”. Il muro, appunto. Dice Banksy: “Un muro è una grande arma. E’ una delle cose peggiori con
cui puoi colpire qualcuno”. E quanto se n’è servito, di quest’arma, l’artista di Bristol! Lui che ha fatto del suo segno uno dei maggiori esempi di “arte politica” del contemporaneo. Quaranta le sue opere esposte al “Colosseo”. Dalla celeberrima “Girl with Balloon”, diventata dopo l’“incidente” (di cui s’è detto) all’asta di Sotheby’s, “Love is in the Bin”, alla “Di-Faced Tenner”, la prima opera di Banksy ad entrare nella collezione privata del “British Museum”: una falsa banconota da 10 sterline raffigurante Lady Diana, con sopra l’iscrizione provocatoria “Banksy of England” e il motto “I promise to pay the bearer on demand the ultimate price”. Fra i tanti nomi importanti presenti in mostra, da segnalare anche lo spagnolo (Gonzalo) Borondo con i suoi volti e corpi deformi e incompleti “che si attorcigliano e straripano con crudeltà”, insieme a 3D, ovvero il britannico Robert Del Naja, produttore, musicista, cantante e rapper, fondatore dei “Massive Attack”. Sempre più insistenti le voci che possa proprio essere lui a tutti gli effetti il vero Banksy. Gira e rigira, sempre a Lui, si ritorna.

Dal 23 agosto al 29 settembre prossimi, infatti, il Teatro “Colosseo” di via Madama Cristina ospiterà – dal foyer, agli spazi interni fino alla sala vera e propria – una mostra (dal titolo “Street Art in Blu”) dedicata proprio ai Graffiti Writers attualmente più importanti e celebri a livello internazionale. Iniziativa per altro che non stupisce più di tanto, se si considera la passione per questo genere artistico della famiglia Spoto, proprietaria del Teatro, che, in collaborazione con il Collettivo di collezionisti Xora, ha voluto in questi anni popolare gli stessi muri esterni del “Colosseo” (fra via Madama e via Bidone) proprio con grandi opere di Street Art, dalla mappa trasfigurata del quartiere San Salvario realizzata da ZEDZ, ai due orsi di Nevercrew e Bordalo II, fino al portale tridimensionale di Peeta e agli ultimi lavori di Nemo’s e Aito Kitazaki. Fra originali, stacchi, serigrafie e vinili saranno più di cento le opere messe insieme per la rassegna, programmata fra agosto e settembre, che si preannuncia davvero imperdibile e che ancora una volta nasce dalla collaborazione fra Teatro “Colosseo” e Xora, insieme all’Associazione Culturale Dreams. Assolute stars della mostra – curata da Lacryma Lisnic – saranno due nomi di fama mondiale e dalle quotazioni stellari come Blu e Banksy.
Il primo, italiano e quasi certamente di Senigallia (si dice viva in un camper nella periferia romana), il secondo inglese di Bristol, entrambi sono accomunati dal mistero che avvolge la loro identità, tenacemente celata al pubblico, e dall’incisività dei loro messaggi che toccano sovente tematiche politiche e sociali, legate soprattutto alla tutela dell’ambiente. Figura leggendaria, quella di Banksy, ironico e provocatorio, chiacchieratissimo sui media e protagonista di aste milionarie, di lui al “Colosseo” si potranno ammirare opere iconiche, come la poetica “The Girl with the Balloon” e le stampe antimilitariste “Applause” e “Bomb middle England”, solo per citarne alcune. Poco propenso alla commercializzazione e all’esposizione dei suoi lavori – l’ultima personale autorizzata risale al 2007 e l’ultima sua opera multipla al 2012 – Blu conserva, invece, intatto il primato della strada: imponente il suo “Uomo Carrarmato”, una delle serrande dipinte a Bologna negli anni Duemila, accanto allo schizzo a biro “page 5”, alla stampa “Headquarters” realizzata per la celebre mostra “Street Art” alla “Tate” di Londra e a un frammento de “Lo Sniffatore”, realizzato in occasione dello “Street Art Sweet Art” a Milano nel 2007.
Loro dunque, Banksy e Blu, al centro della mostra che vedrà però la presenza anche di altri importanti talenti dell’Arte di Strada: dal bellunese (formatosi a Bologna) Ericailcane, agli americani Phase2 e Delta2, al milanese KayOne (fra i writers italiani della prim’ora), fino al duo svizzero Nevercrew (Christian Rebecchi e Pablo Togni) e ad Aito Kitazaki, per continuare con Ben Eine, Eron, Rusty e Zedz ed altri ancora. “Nomi che hanno contribuito – sottolineano i curatori – a rendere le città di tutto il mondo straordinari musei all’aperto, veicolando attraverso le loro opere messaggi di resistenza culturale, ecologia e profondissima umanità”. La mostra sarà inaugurata con un’informale opening, ad ingresso gratuito, in programma giovedì 22 agosto, dalle 15 alle 20.