Con oltre 6 milioni di arrivi e 16 milioni di presenze, il Piemonte si afferma come una delle destinazioni turistiche più dinamiche d’Europa.
Gli stranieri hanno superato gli italiani, rappresentando il 52% degli arrivi contro il 48% degli italiani. La crescita dei visitatori internazionali ha registrato un aumento del 15%, con Germania e Francia in testa e gli Stati Uniti al sesto posto. Anche nei primi sei mesi di quest’anno, il trend positivo è proseguito, con un incremento degli arrivi e delle presenze che varia dal 2,2% al 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2023.
Nel 2023, il turismo asiatico in Piemonte ha visto una notevole crescita, con un forte afflusso di visitatori principalmente concentrato nella provincia di Torino e nell’area dei laghi. I turisti provenienti da Cina, Giappone e Corea del Sud hanno dimostrato un grande interesse per i musei, la cultura e l’enogastronomia del territorio, contribuendo a un totale di 45.051 arrivi e 116.182 presenze.
Analizzando i dati più nel dettaglio, la Cina ha portato 24.553 arrivi, con un totale di 71.180 presenze, di cui 48.454 solo nella provincia di Torino e 7.390 nella zona dei laghi. Anche il turismo dalla Corea del Sud ha registrato un incremento, con 10.479 arrivi e 17.808 presenze complessive. Il Giappone, infine, ha contribuito con 10.019 arrivi e 27.194 presenze. Numeri che evidenziano una tendenza positiva e un crescente apprezzamento da parte dei turisti asiatici per le bellezze culturali e gastronomiche che il Piemonte ha da offrire.
A rafforzare ulteriormente il successo del Piemonte nel panorama turistico e culturale ci sono alcuni eventi di rilievo che hanno avuto un impatto economico significativo. Le ATP Finals, con 174.000 biglietti venduti, di cui quasi il 40% all’estero, hanno generato un impatto complessivo di 306 milioni di euro. Il Salone Internazionale del Libro, con i suoi 222.000 visitatori, ha contribuito con 30 milioni di euro all’economia regionale, mentre la Fiera Internazionale del Tartufo ha registrato 90.000 ingressi, portando un impatto sulla filiera turistica e commerciale pari a 42 milioni di euro.
Una serata per il Piemonte a bordo di Nave Amerigo Vespucci durante la quale i Cavalieri del Tartufo e dei vini d’Alba, che hanno una loro delegazione a Singapore hanno nominato Cavaliere Onorario dell’Ordine albese l’imprenditore Byung Joon (BJ) Han, co-fondatore e Ceo dell’azienda specializzata nella produzione di semiconduttori Silicon Box.
A bordo della nave il Piemonte ha infatti organizzato una serata promozionale in collaborazione con Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, Ente Fiera di Alba, Enoteca regionale Piemontese Cavour, Ordine dei Cavalieri del tartufo e dei vini d’Alba, Consorzio Piemonte Land of Wine per la presentazione della destinazione turistica, della 94ª edizione della Fiera del Tartufo bianco d’Alba in programma fino all’8 dicembre, e, grazie all’Enoteca regionale Piemontese Cavour, è stata annunciata la XXV edizione dell’Asta mondiale del Tartufo, che andrà in scena al castello di Grinzane Cavour il prossimo 10 novembre, in collegamento con Hong Kong, Bangkok, Francoforte, Vienna, Seoul, il Castello di Frankenberg e la stessa Singapore.
L’aperitivo sulla nave, a cui hanno partecipato un centinaio di ospiti, tour operator, ristoratori, giornalisti, è stato accompagnato da una selezione di vini dei territori Unesco, di cui quest’anno si celebra il decennale. Dedicata al Piemonte anche la cena a bordo, arricchita da uno show-cooking degli chef stellati Daniele Sperindio e Beppe De Vito – che da anni lavorano a Singapore e con i quali si sono sviluppate sinergie tramite l’Asta mondiale del tartufo di Grinzane Cavour -, che hanno preparato per gli ospiti, in collaborazione con la brigata di cucina di Nave Amerigo Vespucci, un risotto in abbinamento al Tartufo Bianco d’Alba e il dolce a base di Nocciola Piemonte Igp delle Langhe. Un’occasione strategica per far conoscere appieno i tesori enogastronomici del Piemonte, in un contesto di grande fascino e visibilità internazionale.
«Le colline di Langhe Monferrato Roero tornano a presentarsi unite in un contesto internazionale di grande prestigio come Nave Amerigo Vespucci in un mercato importante come quello asiatico – spiega il presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, Mariano Rabino –. Una missione in cui mettere insieme le forze e fare squadra per presentare al meglio la nostra destinazione turistica, ma soprattutto il patrimonio di cultura, tradizioni e prodotti per cui siamo una meta ambita e conosciuta in tutto il mondo».
«È un onore per la nostra Enoteca regionale essere presenti su Nave Amerigo Vespucci per parlare dei nostri vini e dell’Asta mondiale del tartufo bianco d’Alba, collegata quest’anno, tra le tante piazze internazionali, anche con Singapore – dice il direttore dell’Enoteca Piemontese Cavour, Marco Scuderi –. E proprio con Singapore avremo modo di rafforzare ulteriormente il legame che ci unisce da tempo attraverso il prezioso e costante lavoro della delegazione locale dell’Ordine dei Cavalieri del tartufo e dei vini d’Alba, che in questa speciale occasione accoglierà Mr Byung Joon (BJ) Han come Cavaliere onorario».
«Siamo estremamente felici e orgogliosi che il Tartufo Bianco d’Alba sia stato scelto tra le eccellenze italiane che verranno presentate a Singapore nel Tour Mondiale della Nave Amerigo Vespucci, vanto del Made in Italy che tutto il mondo guarda con ammirazione, proprio come avviene con il nostro Tuber magnatum Pico, l’oro bianco di Langhe, Roero e Monferrato» afferma la presidente della Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, Liliana Allena.
«Come Consorzio che rappresenta tutte le 61 denominazioni piemontesi, siamo onorati di essere nuovamente a bordo di Nave Amerigo Vespucci, questa volta con la possibilità di lavorare in modo corale insieme con i partner di Langhe Monferrato Roero – conclude il presidente di Piemonte Land, Francesco Monchiero -. Un’occasione che si presenta nella stagione del tartufo bianco d’Alba, alla fine della vendemmia mentre i produttori sono alle prese con la raccolta degli ultimi grappoli, festeggiando i dieci anni del riconoscimento Unesco per i nostri Paesaggi vitivinicoli e in un’azione di promozione che rafforza l’immagine del nostro Piemonte».
“A Novara costruiremo una fabbrica più avanzata di quella nata appena un anno fa a Singapore: l’obiettivo è creare chip meno costosi e più veloci”. Con queste parole Bj Han, Ceo di Silicon Box ha accolto la delegazione italiana e piemontese in visita ieri allo stabilimento dell’azienda nella città-stato asiatica in occasione della missione istituzionale del Piemonte per la tappa del Tour Mondiale di Nave Amerigo Vespucci.
“Abbiamo visitato Silicon Box l’azienda d’avanguardia nel mondo per la produzione di semiconduttori che aprirà la sede a Novara. Italia e Singapore sono insieme con una visione di futuro e una prospettiva di benessere e creazione di posti di lavoro”, dichiara il viceministro delle imprese e del Made in Italy Valentino Valentini.
“L’investimento di Silicon Box prosegue e in queste settimane è in corso da parte dell’azienda la scelta del progettista che dovrà realizzare lo stabilimento in Piemonte. La dichiarazione di investimento strategico da parte del governo prelude alla nomina del commissario che consentirà di rispettare i tempi e procedere con i lavori. Nel frattempo è atteso a breve il via libera dell’Unione Europea per concretizzare questo importante investimento che coinvolge il nostro territorio per creare innovazione, sviluppo e posti di lavoro” dichiara il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che a Singapore guida la delegazione piemontese. “Abbiamo scelto di essere qui da un lato per consolidare la nostra capacità di attrarre investimenti di cui Silicon Box è l’esempio più recente e dall’altro per continuare a promuovere le nostre eccellenze. Stiamo dimostrando nei fatti che manifattura e innovazione da un lato e enogastronomia e cultura dall’altro non sono tra loro in contraddizione ma sono anzi la cifra strategica grazie alla quale stiamo facendo crescere il Piemonte nel mondo”, conclude il presidente.
“Nello stabilimento di Silicon Box abbiamo toccato con mano il livello di innovazione tecnologica dell’azienda che ha scelto Novara e il Piemonte per aprire il suo primo stabilimento in Europa” aggiunge l’assessore regionale Marina Chiarelli, che a Singapore che siglato una convenzione con le Università di Torino e della città asiatica per la digitalizzazione di alcuni reperti custoditi al Museo regionale di Scienze Naturali. “Siamo qui anche per promuovere la grande qualità del nostro sistema turistico che vede crescere i numeri di anno in anno e che sempre di più punta ai mercati emergenti come questo”, aggiunge l’assessore.
“Una visita molto importante che ci ha consentito insieme al viceministro Valentini di conoscere la fabbrica e il livello di innovazione che arriveranno presto in Piemonte e a Novara”, dichiara il sindaco di Novara Alessandro Canelli.
Tra i presenti, il Consigliere Regionale Sergio Bartoli, che ha portato i saluti ufficiali del Consiglio Regionale, ha dichiarato: “Sono onorato di partecipare a questa celebrazione non solo in qualità di consigliere, ma anche come cliente dello Studio Tomaino da oltre trent’anni. Cinquant’anni di passione, impegno e competenza hanno reso questo Studio un punto di riferimento per numerose aziende.”
Lo Studio Tomaino, fondato nel 1974 da Pietro Tomaino, continua a crescere sotto la guida esperta dei figli Davide, Stefano, Roberto e Gianluca, che hanno raccolto l’eredità paterna portando avanti con grande professionalità la tradizione di eccellenza. Pietro Tomaino, ancora oggi attivo, fornisce il suo prezioso supporto alla gestione dello Studio.
Nel corso della serata, gli ospiti hanno potuto ripercorrere la storia dello Studio attraverso immagini e testimonianze, in un contesto di altissimo livello e in pieno stile gran galà. L’evento è stato arricchito dalla presenza di figure istituzionali locali, tra cui il Sindaco di Rivarolo Canavese, Martino Zucco Chinà, e il Sindaco di Favria, Vittorio Bellone.
La serata si è conclusa con il taglio della torta celebrativa e un brindisi augurale, lasciando a tutti i presenti il ricordo di un evento straordinario.






RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA
Protagonista è l’investigatore privato Freddy Otash, già comparso in precedenti romanzi, (Ellroy sta già lavorando al seguito). Ancora una volta la trama vede coinvolti personaggi reali e di finzione, si muovono sullo sfondo di ambientazioni e atmosfere che inchiodano il lettore.
Ispira una prepotente voglia di imbarcarsi alla volta di isole affascinanti questo splendido libro di Ernesto Franco, nato a Genova nel 1956; scrittore e dirigente editoriale di grande cultura e spessore, nonché appassionato uomo di mare. In queste pagine sviluppa l’accattivante e avventuroso tema delle terre emerse, ognuna con la sua storia da scoprire.
Questa è una storia che parla di riscatto e di come le radici delle persone affondino un po’ in tutti i luoghi che hanno attraversato; ma anche di amicizia e legami mai strappati del tutto, nonostante le distanze che la vita srotola in mezzo.
Atmosfere vagamente gotiche in quest’opera del giovane scrittore tedesco, nato a Monaco di Baviera nel 1970, che ha scritto sceneggiature per la televisione prima del successo come scrittore con il brillante esordio “La figlia del boia”. Inizio di una saga ambientata nel XVII secolo con protagonisti alcuni antenati dell’autore. Un dato curioso infatti è che Pötzsch discende da una famiglia di boia dall’XI al XIX secolo.










Nei pochi esercizi pubblici dotati di televisore le trasmissioni rappresentavano un evento che richiamava l’attenzione di molti avventori. C’era persino chi si portava la sedia da casa per potersi godere in santa pace gli spettacoli come Lascia o raddoppia, condotta da un giovanissimo Mike Buongiorno. Ovviamente anche la prima puntata di Carosello incuriosì tutti. Partito con un ritardo di un mese sulla data annunciata il programma fu frutto un compromesso tra la dirigenza della televisione pubblica e i rappresentanti delle maggiori imprese del paese che avevano intravisto l’incredibile potenzialità comunicativa del mezzo televisivo per le loro attività commerciali. L’idea di produrre filmati con brevi scenette venne suggerita dalla Rai per evitare eventuali critiche da parte di chi, pagando il canone, non avrebbe gradito la pubblicità in tv. La produzione di questi cortometraggi fu demandata all’industria cinematografica nazionale garantendo, nel rispetto di regole precisa, un buon livello d’inventiva e qualità. Per quasi vent’anni, fino al 31 dicembre del 1976 – quando toccò a Raffaella Carrà, con un certo aplomb, fare l’annuncio di commiato – furono davvero in tanti a non perdersi una sola delle puntate che andavano quotidianamente in onda dalle 20,50 alle 21,00. Per i più piccoli era diventato un appuntamento ormai tradizionale, quasi proverbiale: immediatamente dopo Carosello, “tutti a nanna”. Edmondo Berselli, nell’introduzione a “Tutto il meglio di Carosello”, pubblicato da Einaudi nel 2008 con tanto di allegato dvd, raccontò così l’attesa di quell’evento: “Alle nove di sera, dopo il telegiornale, apertosi l’allegro sipario della sigla con maschere, trombe e mandolini, passano nel bianco e nero della Rai i carburanti della Shell e la potente benzina italiana Supercortemaggiore, la famosissima macchina per cucire Singer, ornamento e risorsa di tutte le operosità domestiche, il Cynar a base di carciofo efficace contro il logorio della vita moderna, i favolosi e galeotti cosmetici di l’Oréal di Parigi: così che a rivedere i prodotti presentati nella primissima messa in onda di Carosello si ottengono già diversi segnali sulla veloce modernizzazione a cui l’Italia si preparava”.
dell’annuncio della chiusura di Carosello, lasciò attoniti molti telespettatori. Le parole della Carrà, nonostante fossero state pronunciate con grazia nella sera di San Silvestro del ‘76, fecero l’effetto di una sentenza capitale. Il Carosello non c’era più? E perché mai? Il mercato della pubblicità si stava trasformando in senso più moderno e dinamico? I produttori stavano diventando insofferenti verso i limiti di tempo imposti da questa modalità di reclamizzare i loro prodotti? Era difficile farsi una ragione, immaginare che il “logorio” della modernità travolgeva anche slogan come “Ullallà, è una cuccagna”, “Non è vero che tutto fa brodo”, “Omsa, che gambe”, “Ho un debole per l’uomo in Lebole”, “A scatola chiusa compro solo Arrigoni”. I filmati di Carosello portavano la firma di grandi registi come Sergio Leone, i fratelli Taviani, Ermanno Olmi e molti attori famosi prestavano la loro faccia degli sketch televisivi, da Totò a Gilberto Govi, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Aldo Fabrizi, Tino Scotti, il grande Eduardo De Filippo.
Condor?”, “E la pancia non c’è più”. grazie all’Olio Sasso, “Gigante buono, pensaci tu”, “Miguel-son-sempre-mi” e il suo merendero, la famiglia degli Incontentabili alla ricerca di un elettrodomestico che li accontentasse. Ubaldo Lay, fasciato nel suo impermeabile da tenente Sheridan sorseggiava un’aperitivo Biancosarti mentre discuteva con Cesare Polacco nei panni del calvo ispettore Rock della Brillantina Linetti. Il sorriso smagliante di Carlo Dapporto (si lavava i denti con la Pasta del Capitano) era rivolto all’attore Franco Cerri, l’uomo in ammollo che vedeva lo sporco andar via dalla sua camicia a righe mentre la biondissima svedese Solvi Stubing invaghiva tutti sussurrandoci “chiamani Peroni, sarò la tua birra”. C’era Virna Lisi che “con quella bocca può dire ciò che vuole”, mentre Ernesto Calindri stava perennemente seduto al suo tavolino in mezzo al traffico caotico a bersi un estratto di carciofo (il Cynar) “contro il logorio della vita moderna”. Come si poteva rinunciare a quel motivetto della sigla (“Tatataratararatarara..”) che accompagnava l’apertura del sipario del teatrino in una festa di trombe e mandolini ?
perennemente bisognoso di deodoranti e detersivi, sempre più bianchi; incapace di distinguere fra la lana vergine e quell’altra, carica di esperienze; divoratore di formaggini e scatolette, e chi sa quali dolori se non ci fossero stati certi confetti, che, proprio all’ora di cena, venivano a ricordare come, su questa terra, tutto passa in fretta”. Carosello era nato da un compromesso fra il mercato e le famiglie, fra la narrazione e lo slogan, proponendo un mondo immaginario, irreale ma al tempo stesso ironico, disincantato. E questo giustifica un ragionevole filo di nostalgia.
