Lunedì 1 dicembre ore 21 Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino
Carols natalizie e fantasia sinfonica su melodie di Ennio Morricone
Direttore Mario R.Cappellin
Un grande evento musicale e benefico illuminerà il Natale torinese, grazie ai club promotori del Distretto Lions International 108Ia1, Torino Sabauda, Torino Cittadella Ducale, Torino La Mole e Torino Principe Eugenio, in collaborazione con la Clinica Dentale Cappellin.
L’Ensemble Vocale Arcadia, Coro Femminile, e l’Orchestra da Camera del Pinerolese Armonie d’Acaja, sotto la direzione del Maestro Mario R. Cappellin vi attendono per condurvi in un gioioso viaggio musicale tra carols natalizie e melodie di Ennio Morricone, rivisitate in una suggestiva fantasia sinfonica, capace di emozionare un pubblico di tutte le età. Questo concerto è un invito augurale a partecipare, ascoltare, donare e condividere, perché la musica può unire le persone e trasformarsi in aiuto reale.
Il ricavato della serata, che ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Torino, sarà infatti interamente devoluto al“Progetto AAA” Anziani Attivi Autonomi, biennale, avviato e sostenuto dai club Torino Sabauda, Torino Cittadella Ducale, Torino La Mole, Torino Principe Eugenio, in linea con il Tema di Studio nazionale Lions, “Longevità: un ruolo nuovo nella società di domani”.
Gli obiettivi sono la promozione di un invecchiamento sano e attivo e il contrasto dell’isolamento sociale e delle malattie neurodegenerative. Il Centro Diurno Aggregativo AIEF, inaugurato il 3 giugno 2025 in Via Farinelli 36/9 a Mirafiori Sud Torino, con il Centro Sociale offrono agli anziani del quartiere diverse attività, iniziative, informazioni e momenti di socialità e formazione, con la collaborazione attiva di soci e socie Lions. Questo sarà un modello da proporre in altre aree in cui esistono bisogni analoghi ed è importante la collaborazione e il sostegno di molte persone.
Offerta minima biglietti: Galleria 15 euro e Platea 25 euro
Per informazioni e prenotazioni scrivere all’email concerti@cappellin.foundation o chiamare il numero 011.18558.
Ufficio Stampa Duepunti
Corso Federico Sclopis 6, Torino
+39 011 19706371 | +39 335 6505656


Quel copricapo è conosciuto in tutto il mondo come un simbolo ostile ad Israele. Il Papa deve restare neutrale, esercitando una funzione di pace tra i contendenti. Questi sono episodi che sarebbero comprensibili in Papa Francesco, anche se di per sé censurabili perché la demagogia non deve mai lambire il solio di Pietro.









È un momento qualsiasi, è l’esaltazione del quotidiano che cela l’essenza delle cose. Nella poesia citata l’eleganza torinese è presa alla sprovvista, colta in flagrante mentre si tramuta in semplice golosità. Ma Gozzano sfalsa i piani e costringe il lettore a seguirlo nel suo ironizzare continuo, quasi non prendendo mai niente sul serio, ma facendo riflettere sempre sulla verità di ciò che asserisce. Se con “Le golose” Guido si concentra su una specifica situazione, con la poesia “Torino”, dimostra apertamente tutto il suo amore per il luogo in cui è venuto alla luce.
Ma torniamo a Torino, la sua città natale, la amata Torino, che è sempre nei suoi pensieri: “la metà di me stesso in te rimane/ e mi ritrovo ad ogni mio ritorno”. Torino raccoglie tutti i suoi ricordi più mesti, ma è anche l’ambiente concreto ed umano al quale egli sente di appartenere. Accanto alla Torino a lui contemporanea, (“le dritte vie corrusche di rotaie”), appare nei suoi scritti una Torino dei tempi antichi, un po’ polverosa che suscita nel poeta accenti lirici carichi di nostalgia. “Non soffre. Ama quel mondo senza raggio/ di bellezza, ove cosa di trastullo/ è l’Arte. Ama quei modi e quel linguaggio/ e quell’ambiente sconsolato e brullo.” Con tali parole malinconiche Gozzano parla di Torino, e richiama alla memoria “certi salotti/ beoti assai, pettegoli, bigotti” che tuttavia sono cari al per sempre giovane scrittore. “Un po’ vecchiotta, provinciale, fresca/ tuttavia d’un tal garbo parigino”, questa è la Torino di Gozzano, e mentre lui scrive è facile immaginare il Po che scorre, i bei palazzi del Lungo Po che si specchiano nell’acqua in movimento, la Mole che svetta su un cielo che difficilmente è di un azzurro limpido.


