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Diventa Property Manager BnB di successo

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La guida torinese per trasformare gli affitti brevi in un’attività redditizia

Nasce da un’esperienza tutta torinese il nuovo libro di Magda Pettinà, architetto d’interni e consulente immobiliare che, dopo anni di lavoro nel settore, ha deciso di mettere nero su bianco il suo percorso e condividere con i lettori una guida completa dedicata al mondo degli affitti brevi e del property management.

Il volume, disponibile su Amazon in formato eBook e cartaceo, si intitola “Diventa Property Manager BnB di successo – Guida completa per creare un’attività redditizia di affitti brevi e lavorare da ovunque nel mondo”.
Non una semplice raccolta di nozioni tecniche, ma un manuale pratico e motivante che accompagna passo dopo passo nella creazione di un business realmente sostenibile nel tempo, capace di unire libertà e redditività.

Attraverso esempi concreti, strategie di marketing e strumenti operativi, Magda guida i proprietari di casa, gli aspiranti gestori e gli agenti immobiliari che desiderano ampliare la propria offerta, a comprendere come valorizzare un immobile e massimizzare i guadagni attraverso la gestione professionale BnB.

Fondatrice di Domus Atelier, studio che unisce immobiliare, design d’interni e consulenza per affitti brevi, Magda offre un approccio tailor-made, in cui estetica e redditività si incontrano per trasformare ogni casa in un progetto di valore. Un punto di vista autentico, radicato nell’esperienza di chi conosce profondamente Torino, i suoi quartieri e le potenzialità del mercato locale.

Per scoprire di più:
📘 Libro disponibile su Amazon 👉 https://www.amazon.it/dp/B0FXSCNVBS
🌐 Sito web: www.domus-atelier.com
📸 Instagram: @magdapettina_immobiliare

India: qui il Caos diventa Luce

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C’è un momento, appena atterri in India, in cui tutto si ferma.

Non è il caldo che ti taglia il respiro, né l’odore acre di terra, spezie e fumo che sale dalle strade. È un istante sospeso, un battito che si arresta, quando capisci di essere entrato in un mondo che non obbedisce a nessuna delle regole che conoscevi.
L’India non ti accoglie. Ti travolge. Ti disarma, ti mette a nudo, ti costringe a fare i conti con l’essenziale.

Appena fuori dall’aeroporto di Delhi, un’onda umana ti avvolge: clacson che suonano ininterrotti, motorini che sfrecciano tra mucche e risciò, voci che si intrecciano, colori che esplodono in ogni direzione.
All’inizio cerchi di resistere, di trovare un ordine nel disordine. Poi capisci che non serve. L’India non vuole essere capita — vuole essere sentita.

In ogni città c’è un ritmo, una preghiera, un respiro collettivo che unisce miseria e grazia, fede e sopravvivenza.
Nei mercati di Chandni Chowk, le stoffe di seta si mischiano al profumo del cardamomo e dei fiori d’incenso. Le mani degli artigiani si muovono come in una danza antica, intessendo fili che diventano opere d’arte.
E mentre ti perdi in quel labirinto di vita, senti di essere parte di un disegno più grande, invisibile ma perfettamente armonioso.

A Varanasi, il tempo smette di scorrere.
All’alba, il Gange si tinge di luce dorata e migliaia di persone si immergono nelle sue acque per lavare il corpo e l’anima.
Sulle rive, altri accendono pire funebri, lasciando che la cenere voli leggera sull’acqua.
È una scena che ti spoglia di ogni certezza: la vita e la morte convivono, si guardano negli occhi, si accettano.
Non c’è paura, solo ritualità e accoglienza.
Lì, dove il sacro e il quotidiano si toccano, capisci che la spiritualità indiana non è una fuga dalla realtà — è il suo abbraccio più profondo.

Ogni gesto, in India, è un atto sacro.
Il saluto di un bambino, il sorriso di una donna che porta un cesto di fiori sul capo, la mano rugosa di un uomo che tinge conchiglie per il tempio.
Tutto è preghiera in movimento.

A Jaipur, la Città Rosa, il sole tramonta dietro i bastioni di arenaria, tingendo l’aria di una dolce malinconia.
A Mumbai, grattacieli e baraccopoli convivono come due facce della stessa anima: una che sogna il futuro, l’altra che vive nel presente eterno.
E poi c’è il Kerala, dove l’India rallenta.
Le backwaters scorrono placide tra palme e risaie, e ogni barca diventa un tempio galleggiante di silenzi e riflessioni.
È qui che comprendi quanto il Paese sia un mosaico di mondi diversi, eppure uniti da un unico spirito: quello dell’accettazione.

L’India è un grande specchio.
Ti mostra chi sei davvero, al di là delle maschere.
Ti insegna che la vita è fatta di contrasti, di caos e di grazia, di dolore e di festa.
E che la bellezza, spesso, nasce proprio dall’imperfezione.

Molti viaggiatori arrivano in India cercando risposte.
Ma l’India non dà risposte: pone domande. Ti obbliga a guardarti dentro, a mettere in discussione le tue verità.
Ti insegna la pazienza, la compassione, l’abbandono.
E quando impari a non resisterle più, lei si apre, come un fiore di loto che sboccia solo per chi sa attendere.

In un villaggio sperduto del Rajasthan, un vecchio sadhu mi disse una frase che non ho più dimenticato:
«Chi cerca Dio nelle stelle, non lo troverà mai. Ma chi lo cerca nel fango, lo troverà ovunque.»
Forse è questo, in fondo, il segreto dell’India: la capacità di vedere il divino nel quotidiano, di trasformare il caos in luce, di accettare la vita nella sua interezza, senza giudizio.

Quando lasci l’India, non sei più la stessa persona.
Il rumore, i colori, i profumi ti restano addosso come una seconda pelle.
Ti porti dentro una nuova consapevolezza: che la felicità non è un traguardo, ma uno stato dell’essere.
E che per trovarla, a volte, bisogna attraversare la confusione, la polvere, il disordine — fino a toccare il cuore pulsante del mondo.

In India impari che la vita non si spiega, si vive.
E che il caos, se impari ad ascoltarlo, può essere la più luminosa forma di verità.

Continua a leggere sul sito di Easy Nite
👉 https://www.easynite.it/india-il-viaggio-come-rinascita/

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Passidonice: dove l’eleganza si indossa ogni giorno

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Tra scarpe artigianali, calze Salentine e papillon in legno e vetro di Murano, Paolo Visentini racconta un’idea di stile autentico, fatta di passione e di artigianato italiano.

Nel cuore della moda italiana, dove la passione incontra la cura del dettaglio, Paolo Visentini — commerciante e anima di Passidonice — ha costruito un piccolo mondo dedicato all’eleganza autentica. Il suo negozio è una vetrina di stile in cui le scarpe artigianali sono protagoniste, accompagnate da accessori scelti con gusto e coerenza, simbolo di una filosofia che mette al centro la qualità e il saper fare italiano.

Abbiamo incontrato Paolo per farci raccontare la sua idea di eleganza e il valore che attribuisce al lavoro degli artigiani che collaborano con lui.

L’intervista

Paolo, com’è nato Passidonice e quale idea rappresenta oggi il negozio?

Passidonice nasce dalla voglia di proporre prodotti autentici, fatti con passione e competenza. Ho voluto creare un punto di riferimento per chi cerca scarpe e accessori che uniscano stile e qualità, privilegiando sempre la manifattura italiana.

Il negozio è conosciuto per la selezione di calzature e accessori. Come scegli i prodotti che proponi ai clienti?
Io non progetto collezioni, le scelgo. Mi piace scoprire e valorizzare il lavoro di chi produce con le mani e con il cuore. Le scarpe artigianali che propongo sono tutte fatte in Italia da maestri calzaturieri esperti, così come le nostre calze Salentine, che aggiungono un tocco di colore ed eleganza e sono realizzate da persone veramente competenti.

C’è però un accessorio che porti la tua firma diretta, giusto?
Sì, l’unica cosa che progetto e realizzo personalmente sono i papillon in legno. Nascono da una collaborazione con un artigiano di Venezia: insieme abbiamo deciso di fondere il legno con il vetro di Murano, creando un accessorio unico, che racconta una storia di manualità e di bellezza italiana.

Cosa distingue secondo te l’offerta di Passidonice nel panorama della moda?
La coerenza. Tutto ciò che propongo è rigorosamente made in Italy. Credo che il valore dell’artigianato italiano, fatto di esperienza e di passione, sia ciò che rende davvero speciale ogni prodotto. Qui non si parla di importazioni o grandi marchi, ma di piccole eccellenze che meritano di essere scoperte.

E per chi volesse conoscere meglio il mondo di Passidonice?
Il consiglio è semplice: venire a trovarci. Ogni accessorio ha una sua storia e un suo carattere. Alcune cose vanno toccate, indossate, sentite. Solo così si capisce davvero cosa significa scegliere la qualità e la bellezza del fatto a mano.

Passidonice è più di un negozio: è un luogo dove si respira autenticità, gusto e italianità.Con la passione di chi conosce da vicino il mondo dell’artigianato, Paolo Visentini celebra la tradizione del made in Italy attraverso scarpe, calze e accessori scelti per chi crede che l’eleganza inizi sempre dai dettagli.

Profili social 
Facebook:  Paolo Visentini
Instagram @passidonice
Dati recapito 
Via Barbaroux 5b
10122 Torino
Tel 349 390 74 74

 

Lucia Costarelli: “Mirabilia. La scatola di latta”, un romanzo di rinascita e di formazione

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Un libro che ti avvolgerà con la sua storia affascinante e profonda. Un perfetto regalo di Natale per tutti da scoprire durante le feste

LINK: https://amzn.eu/d/1aFIZWi

IL LIBRO 

Nel secondo dopoguerra la giovane Annare’ si trova catapultata a Roma, lasciando alle spalle la provincia. La guerra ha lasciato segni profondi sulla sua famiglia e sulla sua vita privata. Tuttavia, la città eterna in piena rinascita, diventa per lei un’opportunità di riscatto e scoperta di sé. Mentre Roma si rinnova, anche Annare’ inizia a trovare la sua strada, tra lezioni di vita, amicizie inaspettate e incontri che la porteranno a confrontarsi con il suo passato. La città, con la sua energia e la sua creatività, diventa il palcoscenico della sua rinascita personale. Attraverso la storia della protagonista, “Mirabilia. La scatola di latta”, esplora i temi di resilienza, identità e appartenenza sullo sfondo di una Roma che rinasce dalle ceneri della guerra. Un romanzo di formazione che racconta la trasformazione di una giovane donna e di una città, intrecciando passato, presente e futuro, in un viaggio di scoperta e crescita.

L’AUTRICE

Lucia Costarelli vive a Cupramontana, un piccolo borgo in provincia di Ancona. Dopo aver frequentato gli studi classici, si laurea in lettere moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Macerata. Impegnata in un diverso settore lavorativo e nel ruolo di mamma dei suoi tre figli, ha sempre coltivato la passione per la scrittura che la vede pubblicare nel 2024 il libro “Quando bastavano le stelle”. Il saggio autobiografico raccoglie profonde riflessioni sull’atteggiamento dei giovani d’oggi ed emozionanti memorie del passato, concentrando l’attenzione sul ruolo della scuola elementare di un tempo. Nel 2025 pubblica il romanzo “Mirabilia. La scatola di latta” in cui narra la storia di una giovane donna nella Roma in rinascita del secondo dopoguerra.

 I libri sono disponibili su Amazon, Libreria Universitaria, IBS e su tutte le piattaforme online. Sono ordinabili nelle librerie fisiche.

Buona lettura!📖 

La calligrafia: quando la scrittura diventa arte

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In un mondo dominato dalla fretta e dagli schermi luminosi, la calligrafia ci invita a rallentare. È un gesto antico e poetico che trasforma la scrittura in arte e meditazione. Ogni tratto, ogni curva, ogni pausa racconta qualcosa di noi: la calligrafia non è solo una tecnica, ma una forma di espressione personale, un modo per ritrovare il piacere del segno e la bellezza della lentezza.

Scrivere a mano ci riconnette al corpo e alla mente. L’inchiostro che scorre sul foglio ci costringe a respirare, a concentrarci, a trovare armonia. In un’epoca digitale, la calligrafia diventa così un atto di resistenza estetica, una piccola ribellione gentile contro la standardizzazione del carattere tipografico.

Alla Tipolitografia dei Mercanti, in via San Tommaso 23 a Torino, crediamo che la scrittura a mano non sia solo un ricordo del passato, ma una risorsa viva e contemporanea. Per questo organizziamo corsi di calligrafia aperti a tutti, dai curiosi ai più esperti, per imparare i segreti del tratto e riscoprire la gioia del gesto scritto.

 

Immagine che contiene testo, libro, calligrafia, lettera Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.

I nostri corsi offrono un’occasione per:
  • conoscere i diversi stili calligrafici,
  • imparare a usare penne, pennini e inchiostri,
  • sviluppare un proprio stile personale,
  • condividere un momento creativo e rilassante nel cuore di Torino.

 

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Scopri di più e resta aggiornato sui prossimi appuntamenti visitando la nostra pagina Facebook:
facebook.com/tipmercanti

Ritrovare la bellezza del segno è un dono che possiamo ancora fare a noi stessi — un invito a scrivere, lentamente, il mondo che vogliamo.

Via San Tommaso 23/f, Turin, Italy

telefono 011 543164

Mobile 345 7161704

link facebook  facebook.com/tipmercanti

tipmercanti@yahoo.it

Costruire la calma: come ROBOTIME trasforma la concentrazione in benessere

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In un mondo che corre, fermarsi a costruire qualcosa con le proprie mani è un atto di serenità.

ROBOTIME, in Via San Tommaso 23 C a Torino, azienda specializzata in kit in legno e puzzle 3D, ha trasformato la precisione artigianale in una forma moderna di meditazione attiva.

 

Il piacere del fare lento

Viviamo in un tempo in cui tutto accade velocemente — notifiche, scadenze, richieste continue.
Ma c’è una nuova tendenza che va nella direzione opposta: il fare con calma.
Costruire un modello ROBOTIME significa ritrovare il gusto di dedicarsi completamente a un gesto preciso, di concentrarsi su un obiettivo tangibile e silenzioso.

 

ROBOTIME: artigianato, precisione e immaginazione

Fondata nel 2007, ROBOTIME è conosciuta per i suoi kit artigianali in legno: puzzle 3D, modelli meccanici, casette in miniatura e oggetti decorativi.
Sotto il suo marchio convivono due anime:

ROKR, che crea modelli meccanici con ingranaggi e movimenti perfetti;

Ogni pezzo è tagliato al laser con tolleranze minime. Nessuna colla, solo incastri millimetrici e pazienza.
Il risultato? Un oggetto di bellezza, ma soprattutto un’esperienza di concentrazione totale.

Rolife, dedicata a scenari miniaturizzati e design poetico è un marchio culturale e creativo fai-da-te alla moda incentrato sullo sviluppo di giocattoli fatti a mano fai-da-te per adulti.

Book Nook invece permette di realizzare una piccola libreria in miniatura, arricchita da luci LED che creano un’atmosfera calda e invitante. Ideale per gli appassionati di libri, gli hobbisti o chi desidera un oggetto decorativo originale, offre un’esperienza creativa piacevole e coinvolgente.

 

Serenità, concentrazione, precisione: il trio del benessere

Serenità

Montare un modello ROBOTIME è come rallentare il tempo.
Le mani si muovono, la mente si calma. Ogni pezzo che si incastra è un piccolo passo verso il silenzio interiore.

Concentrazione

Lontano dagli schermi, l’assemblaggio diventa un atto meditativo.
Seguire le istruzioni, osservare le forme, correggere gli errori: è una pratica di consapevolezza, come lo yoga o la pittura.

Precisione

Ogni parte richiede attenzione millimetrica. È un allenamento alla cura, alla pazienza, alla presenza.
Costruire diventa un esercizio di equilibrio tra mente e gesto.

 

L’hobby che diventa rituale di benessere

Molti lo definiscono un “antistress creativo”.
Dedicarsi ogni giorno a un piccolo momento di costruzione è una forma di mindfulness concreta: il corpo agisce, la mente si quieta.

Consigli per iniziare:

  • Scegli un modello adatto al tuo tempo e livello.
  • Crea uno spazio tranquillo e luminoso.
  • Spegni notifiche e distrazioni.
  • Non avere fretta: il bello è nel percorso.
  • Mostra con orgoglio il risultato: è il simbolo della tua calma ritrovata.

 

 

Oltre il gioco: la filosofia del costruire

Robotime non vende solo puzzle.
Vende tempo di qualità, pazienza, armonia.
Ogni kit è un invito a riscoprire la lentezza come forma di libertà.
Perché, alla fine, la precisione è un linguaggio della serenità, e costruire qualcosa con le proprie mani è un modo per tornare presenti — pezzo dopo pezzo.

 

Scopri di più su robotime.torino

https://www.instagram.com/robotime.torino?utm_source=ig_web_button_share_sheet&igsh=ZDNlZDc0MzIxNw==

Lascia che la calma prenda forma tra le tue mani.

 

 

 

 

 

Via San Tommaso 23 c

Torino

Telefono 331 7633680

 

Il Marchio della Libertà: tra le catene di Roma e il respiro della speranza

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“La libertà è un marchio che nessuna catena può cancellare.”

Con questa frase si apre Il Marchio della Libertà, romanzo in ambientazione storica di Marco Mattiuzzi, un’opera monumentale di 770 pagine nata da oltre due anni di scrittura e ricerca. Un viaggio che conduce dalle nebbie della Britannia ai fasti e agli intrighi di Roma, nel I° secolo d.C., per raccontare non solo la forza dell’Impero, ma soprattutto le voci soffocate dei vinti.

Protagonisti sono tre giovanissimi fratelli celtici – Ciarán, Sean e Saoirse – catturati insieme alla madre durante le campagne di conquista romana. Le loro vite si intrecciano con quelle di patrizi, soldati e schiavi, in una trama segnata da silenzi, perdite e una dignità che resiste persino nell’abisso. Sul versante romano spicca Gnaeus Lepidus, personaggio ambiguo, diviso tra spietatezza e compassione, che incarna l’ambivalenza di un potere tanto implacabile quanto fragile.

Il romanzo si distingue per la ricostruzione storica accurata – usi, costumi, mercati degli schiavi, lupanari, tensioni politiche – intrecciata a una narrazione moderna e coinvolgente. Non è un romanzo storico “classico”, ma un’opera in ambientazione storica: personaggi inventati che vivono in un mondo restituito con fedeltà e vividezza.

Intervista all’autore

Redazione – Marco, il titolo del libro è molto evocativo. Cosa rappresenta?
Marco Mattiuzzi – Racchiude la contraddizione centrale: il marchio è segno di possesso e schiavitù, ma diventa anche simbolo di identità e resistenza. È la ferita che si trasforma in forza.

Redazione – Perché ha scelto il I secolo d.C. come sfondo?
Marco Mattiuzzi – È un’epoca cruciale: Roma al massimo della sua potenza, le province instabili, la Britannia ribelle. Mi interessava raccontare il rapporto tra vincitori e vinti, dominatori e dominati, e mostrare come le grandi forze della Storia si riflettano nelle vite individuali.

Redazione – Quanto è stato importante il lavoro di ricerca?
Marco Mattiuzzi – Fondamentale. Non mi sono limitato alle fonti militari, ma ho studiato la vita quotidiana: come si vestivano, cosa mangiavano, come funzionavano i mercati o i lupanari. Volevo che il lettore si trovasse immerso in un mondo credibile, non in uno sfondo generico.

Redazione – I personaggi sono divisi tra Celti e Romani. A chi si sente più vicino?
Marco Mattiuzzi – Amo i contrasti. I Celti rappresentano il senso di libertà e resistenza, i Romani la disciplina e il potere. Ma anche un patrizio come Gnaeus Lepidus può essere lacerato da conflitti interiori non meno di un ribelle come Ciarán.

Redazione – Quali temi universali emergono dal romanzo?
Marco Mattiuzzi – La libertà, prima di tutto, ma anche la dignità, la speranza e la capacità di scegliere chi essere, persino quando il mondo sembra imporre un destino già scritto.

Redazione – Ci racconta un momento particolare del suo processo creativo?
Marco Mattiuzzi – Stavo scrivendo un capitolo che non funzionava. Poi, improvvisamente, ho immaginato che fosse un druido a raccontare il passato nel presente. Quel dettaglio ha cambiato tutto: il capitolo ha preso vita e i lettori mi hanno detto di averlo letto d’un fiato. A volte basta un’intuizione, persino sotto la doccia, per trasformare la scrittura.

 

L’autore

Marco Mattiuzzi cammina lungo i confini tra memoria e visione, là dove la Storia sfuma nel racconto e l’immaginazione si fa archivio dell’anima. Scrittore, artista visivo e curatore del progetto estrosfere.it, intreccia da sempre la passione per l’arte, la musica e il mondo antico in un percorso creativo libero, personale e profondamente umano.

Dalla fotografia pittorialista alla digital art, dalle riflessioni sulla memoria collettiva ai silenzi che abitano la Storia, la sua opera attraversa linguaggi diversi mantenendo un filo conduttore costante: dare voce a ciò che sfugge allo sguardo superficiale.

Con Il Marchio della Libertà ha voluto offrire un omaggio ai vinti e ai ribelli, a chi ha conosciuto il peso delle catene ma non ha smesso di sognare. È una scrittura che nasce da ricerca rigorosa e insieme da un’urgenza interiore: restituire dignità a chi, nell’invisibilità della Storia, ha continuato a lottare.

Il romanzo non rappresenta soltanto un’opera di narrativa, ma anche un tassello del suo percorso artistico più ampio, in cui parola e immagine si intrecciano. Nei suoi progetti visivi e letterari, Mattiuzzi cerca costantemente il punto di incontro tra luce e ombra, realtà e finzione, memoria e desiderio.

Con Il Marchio della Libertà ha voluto rendere omaggio ai vinti e ai ribelli, a chi ha camminato nel buio senza spegnere la speranza.

📖 Il Marchio della Libertà è disponibile in formato cartaceo e digitale.

https://www.amazon.it/dp/B0F7J5ZC4K

 

🔗 Per approfondimenti e aggiornamenti:
– Blog: https://www.estrosfere.it
– Opere visive: https://www.invyartgallery.it
– Pubblicazioni: https://www.mattiuzzi.net/books
– Podcast: https://www.cyberspazio.tv
– Facebook: https://www.facebook.com/MarcoMattiuzziScrittore/

 

Curiosità:

I simboli della copertina de Il Marchio della Libertà

Nella copertina del mio romanzo c’è Aisling, con i suoi figli.

Ognuno di loro stringe qualcosa: un rotolo, una coppa, delle erbe.

Non sono dettagli ornamentali, ma segni di un destino che si svelerà pagina dopo pagina.

Attorno a loro compaiono le catene, l’aquila romana e il corvo, emblemi di due mondi che si fronteggiano: l’Impero e gli dèi antichi.

È un’immagine che non illustra, ma allude. Una promessa: dentro la storia ogni simbolo troverà la sua voce.

La svolta di Ermanno Melatti: piatti pronti di qualità per i più piccoli

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Quando si pensa alla carne di alta qualità, a Torino, il nome di Ermanno Melatti è una certezza.

Da generazioni, la sua macelleria è sinonimo di tradizione, sapienza e rispetto per la materia prima. Oggi, Melatti compie un passo in avanti, lanciando una nuova iniziativa pensata per uno dei pubblici più esigenti: le mamme che desiderano nutrire i propri figli con il meglio, ma che spesso si trovano a fare i conti con il poco tempo a disposizione.

Il cuore dell’offerta: praticità e qualità per i bambini

L’idea nasce dall’ascolto delle esigenze quotidiane. Preparare pasti sani e bilanciati per i bambini, che siano anche gustosi e vari, è una sfida costante. La nuova linea di piatti pronti di Melatti si inserisce proprio in questa lacuna, offrendo una soluzione che coniuga la comodità di un pasto già cucinato con l’assoluta garanzia di una materia prima eccellente. Non si tratta di semplici cibi precotti, ma di vere e proprie creazioni gastronomiche, preparate con lo stesso rigore e la stessa passione che caratterizzano da sempre la macelleria.

15 piatti pronti per ogni esigenza

Quando si pensa alla carne di alta qualità, a Torino, il nome di Ermanno Melatti è una certezza. Da generazioni, la sua macelleria è sinonimo di tradizione, sapienza e rispetto per la materia prima. Oggi, Melatti compie un passo in avanti, lanciando una nuova iniziativa pensata per uno dei pubblici più esigenti: le mamme che desiderano nutrire i propri figli con il meglio, ma che spesso si trovano a fare i conti con il poco tempo a disposizione.

 

Perché la carne è fondamentale nella crescita dei bambini

Educare i bambini a una sana alimentazione significa anche spiegare il ruolo di ogni alimento. La carne, spesso oggetto di dibattiti, è un pilastro nutrizionale essenziale, soprattutto nei primi anni di vita. Fonte preziosa di proteine ad alto valore biologico, è fondamentale per lo sviluppo muscolare e la crescita. Inoltre, è ricca di ferro eme, la forma di ferro più facilmente assorbibile dall’organismo, indispensabile per prevenire l’anemia e favorire lo sviluppo cognitivo. Fornisce anche vitamine del gruppo B, in particolare la B12, cruciale per il sistema nervoso, e minerali come lo zinco, che supporta il sistema immunitario. Scegliere carne di qualità, proveniente da allevamenti certificati e gestiti con cura, è il primo passo per garantire questi benefici.

I requisiti di un’alimentazione di qualità

La macelleria Melatti ha fatto della qualità il suo marchio di fabbrica, e questa filosofia si riflette pienamente nella nuova linea. La carne utilizzata proviene solo da allevamenti che rispettano elevati standard etici e qualitativi, garantendo un prodotto finale non solo gustoso, ma anche sicuro e sostenibile. Ogni piatto è pensato per essere un’abitudine alimentare sana: i condimenti sono bilanciati, l’uso del sale e dei grassi è ridotto al minimo e le ricette sono create per preservare al meglio i nutrienti.

Un’offerta differenziata per ogni età e palato

Con la sua  proposta di piatti pronti, Melatti offre una varietà pensata per stimolare il gusto dei più piccoli, ma anche per adattarsi alle diverse fasi di crescita. Per le mamme, ogni piatto è un suggerimento culinario: si va dai classici intramontabili alle proposte più sfiziose, tutte realizzate per essere sia un pasto completo che una base per ulteriori preparazioni casalinghe. La differenziazione non è solo nel tipo di carne, ma anche nelle consistenze e nei sapori, aiutando così i bambini a scoprire e apprezzare una vasta gamma di alimenti in modo graduale e naturale.

Un’abitudine moderna che non scende a compromessi

La macelleria Melatti ha fatto della qualità il suo marchio di fabbrica, e questa filosofia si riflette pienamente nella nuova linea. La carne utilizzata proviene solo da allevamenti che rispettano elevati standard etici e qualitativi, garantendo un prodotto finale non solo gustoso, ma anche sicuro e sostenibile. Ogni piatto è pensato per essere un’abitudine alimentare sana: i condimenti sono bilanciati, l’uso del sale e dei grassi è ridotto al minimo e le ricette sono create per preservare al meglio i nutrienti. L’obiettivo è offrire la massima praticità senza rinunciare ai principi di una nutrizione sana e di alta qualità.

Corso Filippo Turati 18/b, Turin, Italy

342 716 0270

Vintage Boutique, non solo negozio: il sito web porta d’accesso al mondo del vintage torinese

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Vintage Boutique rappresenta un unicum nel panorama torinese: non solo negozio, ma luogo in cui la memoria prende forma e dialoga con il presente.

www.vintageboutique.it

 

I fondatori raccontano come ogni oggetto arrivi in boutique con una sua storia, selezionato con passione e intuito, affinché possa trovare nuova vita in mani capaci di apprezzarne l’unicità.

Integrazione con la realtà torinese

 

Torino vive una stagione di rinascita del vintage, sempre più percepito non solo come moda, ma come forma di sostenibilità, espressione identitaria e tendenza culturale. Vintage Boutique si inserisce perfettamente in questa corrente, diventando punto di riferimento per una comunità attenta al bello, al riuso e al valore della memoria. La boutique non è solo un negozio: è un luogo di incontro, dove la moda diventa racconto e connessione, contribuendo al fermento culturale che caratterizza oggi la città.

A Torino, il vintage non è solo un settore di nicchia: è una tendenza in piena espansione, intrecciata alla sostenibilità ambientale, all’espressione identitaria e all’estetica Generazione Z

Nella città esistono numerosi negozi dedicati al vintage e al second-hand, percorsi di acquisto consapevole e sostenibile sono sempre più presenti nel panorama locale, e il vintage ne è ambasciatore

Aggiornamento quotidiano

Ogni giorno il catalogo si arricchisce di nuove proposte: capi d’abbigliamento, accessori, oggettistica e design. Questo ritmo costante non è solo un segno di attenzione, ma anche una garanzia per i clienti che desiderano vivere un’esperienza sempre nuova.

Servizio di ricerca dedicata

Vintage Boutique offre anche un servizio di ricerca personalizzato: chi ha in mente un pezzo preciso può affidarsi al team, che grazie a competenze ed esperienza individua articoli rari e autentici.

Il sito: strumento di servizio, non esaustivo

Il portale online funge da vetrina dinamica, con sezioni dedicate e uno spazio per le promozioni. Tuttavia, non mostra l’intero assortimento: molti pezzi restano esclusivi dell’esperienza in negozio, rendendo la visita fisica imprescindibile per chi vuole scoprire davvero tutte le novità.

www.vintageboutique.it

Sezione “ultimi arrivi”

Il sito valorizza ulteriormente l’offerta con una sezione dedicata agli ultimi arrivi: strumenti che permettono di scoprire con immediatezza le novità e di cogliere occasioni uniche, mantenendo vivo il desiderio di ritorno.

Promozioni da cogliere al volo

Oltre agli aggiornamenti quotidiani e agli arrivi esclusivi, il sito di Vintage Boutique offre promozioni frequenti, pensate per chi ama unire la ricerca del pezzo unico al piacere dell’occasione. Sono offerte a tempo, legate a particolari selezioni o a momenti speciali dell’anno, che rendono ancora più stimolante visitare regolarmente la piattaforma. Un motivo in più per collegarsi spesso: perché nel mondo del vintage, ogni dettaglio conta, e le opportunità migliori non restano mai a lungo disponibili.

 

Unicità degli articoli

Ogni pezzo ha un’anima irripetibile: non si tratta di semplice second-hand, ma di articoli che diventano testimonianza di epoche e stili. L’acquisto non è mai ripetibile, ed è proprio questa unicità a definire il valore aggiunto di Vintage Boutique.

Dimensione europea

Grazie alle spedizioni internazionali, l’esperienza di acquisto travalica i confini locali e raggiunge tutta Europa. Un segno di apertura che proietta il negozio ben oltre Torino, senza però rinunciare alla sua forte identità territoriale.

Conclusione

Vintage Boutique incarna il meglio della moda vintage torinese: aggiornamento costante, servizi personalizzati, unicità dei capi, dimensione internazionale e un radicamento forte nel tessuto urbano.

Un progetto che guarda all’Europa ma resta profondamente legato a Torino, città in cui il vintage non è soltanto un trend, ma un vero linguaggio della contemporaneità.

 

LE IMMAGINI

Foto 1: accendino Cartier placcato oro (les must de Cartier) anni 80

Foto 2: lampada bronzo in stile industriale anni 50

Foto 3: lampada space Age doppia luce anni 70 , barattoli verdi Kartell, lampada stile liberty

Foto 4: giradischi preamplificato a valigetta con altoparlanti Philips anni 70

Foto 5: piatti Ginori fine 800 e scultura stile liberty

 

www.vintageboutique.it, via Alassio 30 TORINO

Bhutan, dove si misura la felicità

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Nel Regno del Dragone, tra vette himalayane e monasteri sospesi, il viaggio diventa meditazione.

Un silenzio che parla

L’aria di Paro è sottile. Non solo per l’altitudine: è l’assenza di rumore a sorprendere. Il vento fa vibrare le bandiere di preghiera, i colori sembrano sussurrare al cielo. Ogni passo in Bhutan è un invito a rallentare, ad ascoltare ciò che di solito sfugge. Qui, l’idea stessa di viaggio assume una dimensione diversa: non spostamento, ma centratura.
Questo piccolo regno himalayano ha scelto di misurare la felicità invece del PIL, di conservare foreste e monasteri più che grattacieli. Non è folklore: è una filosofia di vita. La spiritualità non è relegata ai templi, ma scorre tra i campi di riso, nei mercati, nei sorrisi degli abitanti.

Monasteri sospesi e villaggi lenti

La strada che porta al Taktshang, il celebre “Nido della Tigre”, si arrampica sulla roccia tra foreste di pini e rododendri. Il monastero appare all’improvviso, come sospeso nel vuoto, appoggiato a una parete verticale. È un simbolo potente: per raggiungere l’equilibrio serve salita, fatica, respiro. Dentro, l’odore dell’incenso e il canto sommesso dei monaci creano una dimensione fuori dal tempo.
Nella valle di Punakha, i campi terrazzati riflettono la luce del tramonto. Uomini e donne lavorano insieme, cantando. Non sono solo gesti agricoli, ma rituali quotidiani: prendersi cura della terra è prendersi cura della comunità. Nel villaggio, un bambino gioca con una ruota di preghiera, girandola come fosse un giocattolo. È l’immagine perfetta di una spiritualità che non divide sacro e profano.

Equilibrio come atto quotidiano

Il Bhutan non si mostra con clamore, ma si svela piano. Ogni incontro, ogni luogo ha il ritmo lento dell’acqua che scava la pietra. Nei mercati si scambiano storie insieme alle spezie, nei piccoli dzong (fortezze-monastero) il confine tra religione e vita si dissolve. La felicità, qui, non è un concetto astratto ma un equilibrio che si coltiva: come il riso nelle risaie, gesto dopo gesto.
Al passo di Dochula, i 108 chorten bianchi emergono dalla nebbia come isole di pace. È uno dei luoghi simbolo del paese: memoria, meditazione e sguardo rivolto alle montagne. Ogni bandiera di preghiera che sventola porta nel vento un desiderio di armonia.

La filosofia della Gross National Happiness

Il Bhutan è rimasto per secoli isolato tra le vette himalayane, preservando una cultura intatta. La monarchia ereditaria, istituita nel 1907, ha guidato una modernizzazione lenta e controllata. Ma è con il re Jigme Singye Wangchuck, nel 1972, che nasce la filosofia più famosa del paese: la Gross National Happiness (Felicità Interna Lorda).
Al contrario degli indicatori economici occidentali, questo sistema misura il benessere collettivo su quattro pilastri: sviluppo sostenibile, conservazione dell’ambiente, preservazione culturale e buona governance. Una scelta radicale, che ha fatto del Bhutan un caso unico al mondo: un paese che considera la felicità dei suoi cittadini più importante della crescita economica.

La spiritualità bhutanese

Il Bhutan pratica una forma di buddhismo tantrico chiamato Vajrayana, che unisce meditazione, rituali e simbolismi profondi. I monasteri non sono luoghi separati dalla vita quotidiana, ma centri comunitari, scuole e spazi di meditazione. La figura del lama è guida spirituale e custode della memoria collettiva.
Simboli come le ruote di preghiera e i mandala non sono semplici ornamenti: rappresentano il ciclo della vita e l’interconnessione tra tutti gli esseri. Visitare il Bhutan significa immergersi in un universo dove ogni gesto – dall’accendere una lampada di burro al far sventolare una bandiera di preghiera – diventa meditazione.

Un viaggio interiore

Visitare il Bhutan non significa collezionare tappe, ma attraversare uno spazio interiore. È un viaggio che sottrae più che aggiunge: meno rumore, meno fretta, meno distrazioni. E in quel vuoto controllato, qualcosa si muove. Forse è per questo che chi torna da questo regno lo descrive con parole leggere: equilibrio, ascolto, consapevolezza.

La valigia invisibile

Cosa rimane, quando il volo lascia alle spalle le vette himalayane? Non un souvenir, ma una domanda: che cos’è, davvero, vivere bene? Il Bhutan non impone risposte, ma mostra una via. Una vita semplice, relazioni profonde, un rispetto antico per la natura. È un insegnamento che non pesa, ma si insinua silenzioso, come il vento tra le bandiere colorate.

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