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Juve Toro 2-1: parlano Allegri e Ventura

juvetoro

IL DERBY ALLO STADIUM

 

Massimiliano Allegri, tecnico della Juve, parla con Sky Sport dopo la vittoria  contro il Torino: «Il Toro è stato bravo. Però per vincere ci vuole anche fortuna e determinazione, nelle altre gare avevamo sempre preso gol all’unico tiro in porta. Nervosismo? Non credo, la tensione è normale dato  il momento difficile, ma ho visto una buona reazione dei miei, anche se c’è ancora da migliorare. Questo di oggi è un passo avanti in classifica, adesso pensiamo a martedì. Khedira è a rischio per la partita in Germania, ha accusato un fastidio al flessore”.

 

Giampiero Ventura, allenatore granata, ai microfoni di Premium Sport: «Mi chiedete com’è perdere il derby in questo modo? Se pensiamo all’anno scorso lo abbiamo giocato molto meglio di quello del ritorno ma abbiamo preso gol al 95′ con Pirlo. Oggi credo che il Torino sia venuto per fare la partita e l’ha fatta, abbiamo creato e abbiamo giocato per vincere. Ci abbiamo provato, ma la squadra passa da due concetti: abbiamo fatto la partita per larga parte del match e poi negli ultimi cinque minuti abbiamo smesso di farla e abbiamo sperato nel risultato, questo è un grosso rammarico e viene tre giorni dopo il 3-3 con il Genoa, una situazione simile, con il gol preso negli ultimi dieci secondi di gioco».

SCIVOLA LA JUVENTUS, 1-0 PER IL SASSUOLO

SASSUOLO JUVE

Sansone decide il match, i bianconeri restano in dieci già dal primo tempo per la doppia ammonizione di Chiellini. Ora in ritiro fino al derby

 

SASSUOLO-JUVENTUS 1-0

 

RETE: pt 20’ Sansone.

SASSUOLO (4-3-3): Pegolo; Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Missiroli, Magnanelli, Biondini (dal 26’ s.t. Duncan); Berardi (dal 36’ s.t. Laribi), Floccari (dal 25’ s.t. Defrel), Sansone. (Pomini, Longhi, Ariaudo, Gazzola, Terranova, Pellegrini, Falcinelli, Politano, Floro Flores). All. Di Francesco.

JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Cuadrado, Sturaro, Lemina (dal 37’ s.t. Hernanes), Pogba; Mandzukic (dal 15’ s.t. Morata), Dybala (dal 33’ s.t. Zaza). (Neto, Audero, Rugani, Evra, Padoin, Khedira). All. Allegri.

Note: espulso Chiellini per doppia ammonizione (proteste e gioco scorretto) al 39’ p.t

 

Altro tonfo della Juventus in casa del Sassuolo, che perde altri punti per strada. Adesso la scalata per le zone alte della classifica diventa sempre più ardua. La squadra bianconera parte subito in avanti, fa girare molto palla ma non si rende concretamente pericolosa. Partita che si incattivisce sempre più e Gervasi è costretto a tirare qualche cartellino giallo in più. Occasioni di gol non se ne vedono, fin quando al 20’ arriva il primo vero tiro per i neroverdi con Sansone , steso in area da Lemina, che conquista il tiro su punizione: il destro scavalca la barriera bianconera e il pallone s’infila nell’angolino della porta dove Buffon non prova nemmeno ad arrivare. La Juventus non china la testa e cerca di ripartire con una timida risposta da parte di Pogba con il tiro a giro che Pegolo spinge in corner. Al 39’ Chiellini commette un brutto fallo su Berardi, il direttore di gara non ci pensa molto e per il centrale livornese è il secondo giallo, lasciando così i suoi in 10. Si va al riposo nel peggiore dei modi per la Juve con un gol subito e un uomo in meno. Nella ripresa i bianconeri tornano in campo con un briciolo di cattività in più, i neroverdi vanno in affanno e Pogba prova a farsi subito pungente in mischia, ma il tiro del francese si perde a pochi centimetri dalla porta di Pegola. Continua anche Cuadrado ma il tiro sul primo palo viene respinto. La Juventus attacca con grinta nonostante l’inferiorità numerica ma i ragazzi di Di Francesco ritrovano ordine e restano ben compatti in campo. Sul finale Allegri prova a inserire forze nuove: Zaza ed Hernanes, qualche tentativo anche per loro che però non riescono a finalizzare, e il Sassuolo chiude ogni spazio. Dopo quattro minuti di recupero arriva la quarta sconfitta per i bianconeri che ora si devono preparare per il derby della Mole, mentre il Sassuolo conquista altri tre punti e si porta a quota 18.

 

Roberta Perna

 

IN VISTA DEL DERBY: Torino-Genoa 3-3, le pagelle del Torinese

torino genoaIl Toro ora è atteso dal derby, sperando in una vittoria che regali nuovamente le speranze di inizio stagione e chiuda una serie negativa in cui ha raccolto tre punti in quattro partite con due sconfitte e due pareggi

 

Il Toro affronta in casa il Genoa di Gasperini nel turno infrasettimanale del campionato. I Granata devono riscattarsi dopo le ultime brutte prestazioni e iniziano la partita con tante bune azioni e molta dinamicità. Tuttavia è il Grifone a portarsi in vantaggio con una brutta uscita di Padelli che permette a Pavoletti di servire Laxalt che, a porta vuota, regala il vantaggio alla sua squadra. La squadra di Ventura però non ci sta e dopo pochi minuti trova il goal con un gran Maxi Lopez che recupera palla poco fuori dall’area genoana e trafigge Perin, 1-1. Poco dopo arriva anche il meritato vantaggio. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo la palla arriva fuori area a Zappacosta che controlla di petto e fa partire un gran destro sul quale il portiere rossoblù non può nulla, esplode l’Olimpico. La ripresa vede i Granata partire un po’ più sulla difensiva e a metà ripresa arriv il goal del Pareggio con Pavoletti. Gli uomini di Ventura allora si lanciano di nuovo all’attacco e trovano nuovamente il vantaggio a pochi minuti dal termine grazie a un’autogoal dell’ex Tachtsidis. La partita sembra finita, ma all’ultimo secondo i Rossoblu trovano il pareggio con un colpo di testa di Laxalt che trova la doppietta e gela lo stadio. Il Toro ora è atteso dal derby, sperando in una vittoria che regali nuovamente le speranze di inizio stagione e chiuda una serie negativa in cui ha raccolto tre punti in quattro partite con due sconfitte e due pareggi.

 

Padelli 4: gravissimo l’errore in uscita su Pavoletti che regala il vantaggio alla squadra avversaria, cerca il bis a metà secondo tempo, per fortuna senza riuscirci. Sul terzo goal poteva essere più reattivo. Pessima prestazione;

Bovo 5,5: aperture precise e alcuni contrasti decisivi come quello su Perotti in area nella prima frazione di gara che sventa una potenziale situazione pericolosa, ha tuttavia delle responsbilità sul secondo e il terzo goal;

Glik 5,5: svetta sempre di testa in difesa e risolve molte situazioni complicate. Tuttavia si fa scappare Pavoletti sul secondo goal;

Moretti 6: tanta esperienza per il centrale romano che si disimpegna bene in quasi tutte le situazioni e non ha particolari responsabilità su nessuno dei tre goal;

Zappacosta 6,5: belle giocate e tanta corsa sulla fascia, oltre al goal è bellissima anche la sua esultanza che dimostra quanto ci tenga a diventare protagonista in questa squadra ( dall’85’ Bruno Peres 6: entra a pochi minuti dalla fine e sforna il cross per il colpo di testa di Benassi da cui nasce poi il terzo goal granata);

Benassi 6: primo tempo sottotono, nel secondo tempo fa poi vedere tutte le sue qualità con ottime giocate e con il colpo di testa che porta poi all’ autogoal fortuito di Tachtsidis;

Vives 6: buoni i suoi contrasti in mezzo al campo che permettono ai suoi compagni di reparto di concentrarsi maggiormente sulla fase offensiva. Buone giocate anche in attacco specie quando entra Baselli;

Acquah 5,5: ottima l’intesa in fascia con Zappacosta, tanta corsa, ma deve migliorare nei cross e nella continuità della prestazione ( dal 70′ Baselli 6: entra , sfiora due volte il goal e mette in mostra la sua classe superiore. Dà maggiore pericolosità al centrocampo di Ventura)

Molinaro 6,5: uno dei migliori in questo avvio di stagione. Inserimenti continui, belle giocate e un goal sfiorato a fine primo tempo con un bel destro che sfiora l’incrocio dei pali. L’esterno è una garanzia ;

Belotti 6: tanta corsa, buoni inserimenti e ottime sponde. L’unica nota negativa è la poca precisione quando arriva alla conclusione (dal 76′ Martinez sv); 

Maxi Lopez 6,5: la Galina ha fame e si vede. Sul goal del pareggio ruba palla con tantissima grinte e la sua rete restituisce immediamente fiducia alla squadra, per il resto conduce una partita su buoni livelli;

All. Ventura 6,5: porta a casa meno punti di quanti se ne meriterebbe. Ora è necessario riavviare il trend positivo di inizio stagione e gettarsi alle spalle le ultime partite. A iniziare già dal derby.

 

Filippo Burdese

MONOLOGO BIANCONERO: Juventus Atalanta 2-0

juve atalanta

juve stadio2La Juventus torna alla vittoria con una rete per tempo, brillano Dybala e Mandzukic che trova il suo primo gol stagionale. Sul finale l’Atalanta resta in dieci senza Toloi e Pogba sbaglia il rigore

 

Juventus-Atalanta 2-0

Reti: pt 28’ Dybala; st 4’ Mandzukic.


Juventus (4-3-3):
 Buffon; Padoin , Bonucci, Chiellini, Evra; Khedira (43
st Sturaro ), Marchisio; Pogba , Dybala, Mandzukic (32 st Morata ); Pereyra (37 st Asamoah ). A disp. Neto, Audero, Alex Sandro, Barzagli, Rugani, Hernanes, Cuadrado, Lemina, Zaza). All. Allegri.


Atalanta (4-3-3): Sportiello; Bellini (1
st Masiello), Toloi , Paletta , Dramè ; De Roon (28 st Migliaccio) Grassi, Kurtic; D’Alessandro, Pinilla, Moralez (7 st Gomez). A disp. Bassi, Stendardo, Carmona, Denis, Cigarini, Brivio , Cherubin, Monachiello, Raimondi. All. Reja.

 

Ritorna al successo in casa la Juventus con il 2-0 contro l’Atalanta. Una partita dominata per tutti i 90 minuti dai bianconeri con i bergamaschi mai pericolosi e costretti a chiude l’incontro con un uomo in meno. A sbloccare il risultato nel primo tempo nelle fila bianconere è Dybala, ottima prestazione la sua, e autore anche dell’assist per la rete di Mandzukic nella ripresa. I padroni di casa partono subito forti e in 4 minuti su punizione creano il primo pericolo: Dybala pesca in area Bonucci, ma il colpo di testa trova Sportiello. Una manciata di minuti più tardi ci provano Marchisio dalla distanza e Pogba la cui conclusione termina a lato. Al 28’ i padroni di casa sbloccano il risultato: Dybala riceve palla e lascia partire un gran sinistro da oltre i venti metri che non lascia alcuna possibilità di presa a Sportiello. Pochi minuti dopo la rete, per un problema muscolare, la squadra di Allegri perde Pereyra e prende il suo posto Asamoah. Nella ripresa l’Atalanta comincia senza capitan Bellini, messo ko da un contrasto, Masiello al suo posto. Anche nella ripresa la Juventus è fulminante e al 4’ Pogba libera Dybala che serve con un perfetto assist Mandzukic che non può sbagliare il colpo e sigla il 2-0. L’Atalanta fatica a costruire gioco e al 29’ resta in dieci per la doppia ammonizione di Toloi. Nell’ultimo quarto d’ora la Juventus ha una grande occasione: Paletta stende in area Dybala, il direttore di gara assegna il tiro dal dischetto, si presenta Pogba che calcia potente ma centrale e Sportiello ci arriva evitando il 3-0. Si chiude il monologo della Juventus sul 2-0 e finalmente torna alla vittoria che non vedeva dal 4 ottobre, dall’ incontro con il Bologna.

 

Roberta Perna

Lazio Torino: le pagelle del Torinese

toro bandiera

Il Toro ora dopo avere raccolto un solo punto nelle ultime tre partite è chiamato a riscattarsi nella gara casalinga di mercoledì contro il Genoa di Gasperini e successivamente nel derby di domenica contro gli eterni rivali juventini

 

Il Toro affronta i Biancocelesti guidati da Stefano Pioli all’Olimpico di Roma. I Granata iniziano bene e mettono molta pressione sugli avversari. La prima vera occasione del match tuttavia arriva alla mezzora con una grande conclusione all’incrocio di Bruno Peres sulla quale però Marchetti si fa trovare pronto. Negli ultimi minuti della prima frazione è però la Lazio che passa in vantaggio con Lulic, colpevolmente dimenticato dalla retroguardia torinese,che da dentro l’area tira e supera Padelli, 1-0 Lazio. Il secondo tempo vede la squadra di casa, galvanizzata dal vantaggio, prendere in mano le redini del gioco e cercare a più riprese il goal del raddoppio. Dopo tante occasioni la rete tanto cercata arriva al 25′ con un goal di Felipe Anderson che dopo un bell’inserimento trafigge Padelli con un bel diagonale. La squadra di Ventura cerca di reagire, ma manca la precisione nell’ultimo passaggio e al 93′ Felipe Anderson firma la sua doppietta personale con un bel tiro da fuori area e chiude definitivamente la partita. Il Toro ora dopo avere raccolto un solo punto nelle ultime tre partite è chiamato a riscattarsi nella gara casalinga di mercoledì contro il Genoa di Gasperini e successivamente nel derby di domenica contro gli eterni rivali juventini.

 

Padelli 5: sul primo goal si fa ingannare troppo facilmente dal tiro schiacciato di Lulic accasciandosi subito a terra, sugli altri due goal non ha colpe;

Bovo 5,5: patisce tanto Candreva ed è meno preciso del solito in fase di impostazione e sui calci piazzati;

Glik 5,5: cerca di dare coraggio ai suoi con della grandi chiusure. Sul primo goal cerca di rimediare all’errore di Bruno Peres andando a chiudere su Klose, ma in questo modo lascia smarcato Lulic che è libero di concludere a rete;

Moretti 5: nel primo tempo soffre tanto le iniziative di Milinkovic Savic e viene anche ammonito per un’intervento sul serbo. Nel secondo tempo la sua prestazione non migliora;

Bruno Peres 5: buoni i primi quaranta minuti del brasiliano con due belle conclusioni verso la porta difesa da Marchetti dopodichè si dimentica di marcare Klose sul goal dell’1-0 mandando in confusione l’intera difesa granata e nel secondo tempo non si vede quasi mai. Deve ancora recuperare la giusta condizione fisica dopo l’infortunio;

Acquah 6: è uno dei migliori dei suoi, recupera continuamente palla e le sue accellerazioni danno vivacità alla manovra granata. Deve migliorare nell’ultimo passaggio e nel calibrare i cross ( dal 61′ Benassi 5,5: sbaglia tanti controlli, ma ha il merito sostituire bene il centrocampista ghanese e creare qualche situazione di superiorità con dei buoni inserimenti)

Vives 5: qualche buona apertura e poco altro. Dalle sue parti transita spesso l’uomo partita Felipe Anderson che lo salta sistematicamente con una facilità disarmante. Il Brasiliano era in splendida forma, ma dall’esperto centrocampista napoletano ci si aspetta comunque più concentrazione ( dal 72′ Prcic 5,5: da più fluidità alla manovra granata, ma sbaglia qualche appoggio semplice di troppo);

Baselli 5,5: inizia bene la partita con tante giocate di classe e tanti contrasti vinti, alla distanza tuttavia cala e tocca pochi palloni giocabili;

Molinaro 6: nel grigiore della prestazione della squadra è uno dei pochi a provare con continuità durante tutta la partita a cambiare ritmo alla gara con buoni inserimenti e tante acccellerazioni. Manca un po’ di qualità, ma la grinta è comunque da premiare;

Quagliarella 6: riceve pochi palloni giocabili, ma quando gli arriva palla è uno dei più ispirati della squadra con molte belle aperture e qualche buon tiro;

Belotti 5,5: il Gallo non è ancora entrato negli schemi e a volte fa intravedere qualche lacuna tecnica di troppo probabilmente dovuta a una condizione fisica non ancora ottimale. Tuttavia sono da apprezzare il suo pressing in attaccoo e i suoi continui ripiegamenti difensivi ( dal 61′ Maxi Lopez 6: entra bene in partita e la sua presenza in area mette più pressione sulla difesa avversaria, pecca solo un po’ di precisione nelle conclusioni);

All. Ventura 6: dopo un’ottimo avvio di campionato la sua squadra sta ora attraversando un periodo di flessione. Tuttavia le attenuanti ci sono visti gli innumerevoli infortuni che hanno afflitto la squadra in questi mesi e le ultime due partite contro due squadre di ottima caratura come Milan e Lazio.

 

Filippo Burdese

Per i granata la terza sconfitta di fila in trasferta

TORO LAZIO33

LAZIO-TORINO 3-0

 

Marcatori: 40′ pt Lulic (L), 25′ st Felipe Anderson, 49′ st Felipe Anderson

 

LAZIO (4-2-3-1): Marchetti; Basta, Mauricio, Gentiletti, Lulic; Onazi (47′ st Morrison), Biglia; Candreva (30′ st Kishna), Milinkovic-Savic, Felipe Anderson; Klose (34′ st Matri). A disp. Berisha, Guerrieri, Konko, Patric, Braafheid, Oikonomidis, Morrison, Mauri, Djordjevic.All. Pioli.

 

TORINO (3-5-2): Padelli; Bovo, Glik, Moretti; Peres, Acquah (15′ st Benassi), Vives (28′ st Prcic), Baselli; Molinaro, Belotti (15′ st Maxi Lopez), Quagliarella. A disp. Ichazo, Castellazzi, Pryyma, Gaston, Zappacosta, Amauri, Martinez. All. Ventura.

 

Non c’è due senza tre. Ed ecco arrivare per i granata la terza sconfitta di fila in trasferta, contro una Lazio, che con il tris dell’Olimpico si aggiudica invece la quinta vittoria consecutiva di stagione. E non solo questo. Arriva il secondo posto per i biancocelesti, postazione di lusso da dividere con altre tre, ma di sicuro meritata da una squadra che finora ha dimostrato di far bene. Percorso altalenante, invece quello dei granata, che dopo lo sprint di inizio stagione, da qualche gara a questa parte hanno perso qualche punto importante per strada, scivolando in quinta posizione insieme ad Atalanta e Sampdoria. Non tutto nero, in realtà, a livello tattico per Ventura e i suoi che provano a portare il gioco in avanti, senza rendersi però incisivi come dovrebbero. Non bastano neanche il recupero in extremis di Vives, il ritorno di Peres e le giocate di un Quagliarella decisamente in partita.

 

Mette la quinta il Toro in questo avvio di gara proprio con Quagliarella che prova a rendersi pericoloso, stroncato subito però dalle retroguardie biancocelesti. Arriva dall’altra parte, in realtà, l’occasione più ghiotta al 13′ quando Candreva batte su punizione un pallone intercettato da Lulic: precisissimo regala il cross perfetto per la testa di Mauricio, il numero 33 sbaglia di poco. Non si lascia di certo intimidire la squadra di Ventura: interessante occasione di Quagliarella al 20′ dalla distanza, nulla di fatto. Come interessante è la prestazione di Candreva che ci prova al 23′ con una conclusione potente ma imprecisa. E’ ancora lui il protagonista di un gol annullato al 37′ su un’azione corale della squadra di casa: partecipano Anderson che effettua un passaggio per Lulic, pronto a servire al centro dell’area Candreva, colpo di testa per il centrocampista biancoceleste, palla in rete, tutto vanificato dal fischio per fuorigioco. Replicano i granata subito dopo da fuori area con Peres che impegna Marchetti. Ma è nell’altra metà campo che si sblocca il match: al 41′ Basta crossa per Klose che, smarcandosi fa sponda per Lulic, Padelli ci prova ma non ne può niente, Lazio in vantaggio sul finire della prima frazione di gara.

 

Ritmi alquanto frenetici nell’avvio di ripresa, con una Lazio che non vuole fermarsi qui, e un Torino concentrato a far pressing sul possesso palla laziale. Ci provano un po’ tutti i giocatori di casa, da Candreva a Lulic che sfiora per pochissimo il raddoppio. Ci prova anche Ventura a cambiare le sorti della gara con l’entrata di Benassi e Maxi Lopez al posto di Acquah e Belotti. Di poco incidono dato che dopo 25′ di gioco arriva il raddoppio per i biancocelesti: Klose serve Felipe Anderson che non si fa cogliere impreparato, anzi sferra una botta di sinistro che buca la rete. I granata non demordono contro un’avversaria davvero in forma. Quagliarella continua a spingere in avanti creando azioni pericolose, come lo è al 35′ dall’altra parte quella di Matri neoentrato. A far centro è di nuovo la squadra di Pioli che già superato il 90′ trova il terzo di giornata e chiude definitivamente il match con Andersona che firma doppietta. Ride la Lazio, quindi, non di certo Ventura: sono un po’ le cose da rivedere per lui, soprattutto in fase di conclusione, in attesa del turno infrasettimanale contro il Genoa.

 

Valeria Tuberosi

 

 

La storia del vecchio cuore granata ricomincia dal nuovo Filadelfia, l'anima del Toro

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torio fila 2Con i tifosi anche Pulici, Claudio Sala e Zaccarelli, ma anche gli attuali calciatori Bruno Peres e Jansson, e il presidente Urbano Cairo

 

La storia granata ricomincia dalla  ricostruzione dello Stadio Filadelfia del Torino. Nell’antico stadio c’erano 10 mila tifosi, tra loro campioni del passato come Pulici, Claudio Sala e Zaccarelli, ma anche gli attuali calciatori Bruno Peres e Jansson, il presidente Urbano Cairo, gli assessori Giovanni Maria Ferraris della Regione e Stefano Gallo del Comune. La posa della prima pietra è l’inizio di un percorso che prevede la fine dei lavori esattamente tra un anno,  il 17 ottobre 2016.

 

 Giancarlo Bonetto, presidente del Collegio Fondatori Filadelfia ha detto “Il nostro ricordo va a 4 anni fa, quando nacque la Fondazione Filadelfia. Alcuni dicevano che non saremmo mai riusciti a ricostruirlo. Invece grazie al Comune, al Torino FC, alla Fondazione Mamma Cairo e alla volontà di tutti i tifosi il Fila oggi è qui, e si fa. Non possiamo non ricordare proprio oggi Don Aldo Rabino, nostro presidente onorario: ha sempre insistito per la ricostruzione, è anche grazie ai suoi consigli e incitamenti che ce l’abbiamo fatta.”

 

Commoventi le parole durante la benedizione di Don Robella: “E’ stata recuperata l’anima che ci appartiene. Non siamo sportivi e basta, abbiamo un’anima. Vogliamo guardare il cielo. Siamo oltre la vita. Abbiamo fede e speranza e la nostra speranza è ben riposta. Chiediamo al signore di benedire questa pietra e tutti coloro che qui suderanno e faticheranno”.

 

“In questo stadio – ha commentato il presidente Cairo – il Torino ha vinto 7 scudetti. Quello del 1926/27, revocato ingiustamente, lo considero vinto. È ora di andare a riprendercelo”.

 

(Foto: Fc Torino/Facebook – il Torinese)

PER LA JUVE SOLO 0-0: POGBA NON OLTREPASSA IL MURO TEDESCO

Allo Stadium i bianconeri provano di tutto. City ora a -1 e Siviglia a – 4


juve borussiaJUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Cuadrado (dal 15’ s.t. Pereyra), Khedira, Marchisio, Pogba, Alex Sandro; Mandzukic (25’ s.t. Zaza), Morata (dal 35’ s.t. Dybala). A disp. Neto, Rugani, Evra, Hernanes. All. Allegri

 

BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH (4-4-2): Sommer; Korb, Christensen, Alvaro Dominguez, Wendt; Traoré (dal 37’ s.t. Hahn), Dahoud (dal 42’ s.t. Nordtveit), Xhaka, Johnson; Raffael (dal 28’ s.t. T. Hazard), Stindl. A disp. Sippel, Drmic, Jantschke, Hrgota. All. Schubert

 

Dopo le prime due vittorie in Champions per la Juventus arriva lo 0-0 in casa contro il Borussia Moenchengladbach. La squadra di Allegri resta comunque prima nel girone, con un solo punto di vantaggio sul Manchester City; il pass per la fase a eliminazione diretta sarà da conquistare nelle ultime tre partite.  Un match dominato dai bianconeri che però non riescono a concretizzare e a trovare la vera occasione della rete. Nel primo tempo la Juventus prova a fare gioco ma si trova una squadra ben organizzata in campo.  Pogba  inizia a lanciare le prime fiammate, cosa che continuerà a fare per tutto il resto della partita, ci prova sempre ma sbaglia nei momenti decisivi. Al 31’ il numero 10 va vicinissimo al golJuve tifosi sfiorando il palo alla sinistra di Sommer, con un destro improvviso. Tra tanta Juve prova a spingersi verso la porta di Buffon un cross di Traorè, che ha costretto Chiellini ad un anticipo in angolo.  Ma l’episodio chiave che potrebbe far riscattare la Juve è proprio sul finale: Dominguez sbaglia il controllo su Morata e lo stende interrompendo una chiara occasione da gol. I bianconeri volevano il cartellino rosso per fallo da ultimo uomo, ma per Thomson è solo da cartellino giallo. Nella ripresa il copione non cambia, i ritmi sono sempre intensi e il primo tiro è ancora del francese che si coordina bene e fa rimbalzare il pallone a pochi passi da Sommer che decide di respingere a lato. A metà del secondo tempo è sempre Pogba su punizione a provare a sorprendere l’estremo difensore del Borussia ma non si fa cogliere impreparato. Prima dell’uscita Mandzukic caduto in area per un contatto con Dominguez ha tempo di recriminare, ma per l’arbitro scozzese è tutto regolare. A una manciata di minuti dalla chiusura, Allegri decide di togliere Morata per Dybala che prova a trascinare la squadra e con Chiellini prova ad acciuffare tutti i palloni vaganti. Ma il muro tedesco resiste e conquista il suo primo punto in Champions. 

 

Roberta Perna

Allegri e Ancelotti nella rosa di nomi del "Pallone d'oro"

Allegri

Tra i  23 che concorrono alla massima onorificenza del calcio mondiale non sono invece presenti calciatori italiani

 

Due italiani legati a Torino, l’allenatore della Juventus Massimiliano Allegri e l’ex ct del Real Madrid Carlo Ancelotti fanno parte della rosa dei dieci allenatori che possono essere scelti per il Pallone d’oro edizione 2015. Tra i  23 che concorrono alla massima onorificenza del calcio mondiale non sono invece presenti calciatori italiani tranne  il francese Paul Pogba che però gioca in Italia nella Juve (oltre a Messi, Ronaldo, Neymar)
   

DERBY D’ITALIA A RETI INVIOLATE: INTER JUVENTUS 0-0

INTER JUVE

Un  palo a testa: prima la traversa di Brozovic nel primo tempo e il palo di Khedira nella ripresa, per un pareggio che rispecchia l’andamento della partita

 

INTER (4-4-2): Handanovic; Santon , Miranda, Murillo, Jesus; Brozovic, Medel (47’st Kondogbia ), Melo (19’st Guarin), Perisic; Jovetic (47’st Palacio), Icardi. A disp. Carrizo, Berni, Kondogbia, Biabiany, Telles, Montoya, Ranocchia, Gnoukouri, D’Ambrosio, Nagatomo, Manaj. All. Mancini

 

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Cuadrado, Khedira, Marchisio, Pogba, Evra; Zaza (33’ st Dybala), Morata (25’ st Mandzukc). A disp Neto, Hernanes, Alex Sandro, Lemina, Padoin, Rugani, Asamoah, Sturaro, Pereyra, Audero. All. Allegri.

 

Un derby d’Italia che si rispetti condito da agonismo e intensità, ma bisogna accontentarsi di uno 0-0 senza reti che serve a poco. L’Inter fallisce l’assalto verso il primo posto, lasciando la Fiorentina in vetta nonostante la sconfitta in casa del Napoli e si fa agganciare dalla Roma. Un punto che scontenta anche la Juve visto che non riesce a smuoversi dalla parte bassa della classifica vedendo la vetta sempre più lontana. I nervi sono a fior di pelle e in meno di un quarto d’ora già quattro ammoniti e qualche buona palla gol per parte. Le prime azioni bianconere sono le migliori: da Cuadrado al 4’ e al 9’ la più pericolosa arriva con Zaza che entra in area da sinistra e tenta la botta, ma non inquadra la porta. L’Inter inizia a macinare e sfiora il vantaggio per due volte: prima con Jovetic che diventa trascinatore ma viene frenato al momento del tiro da Chiellini, poco dopo arriva la vera occasione dall’angolo guadagnato dai neroazurri battuto corto da Jovetic, che spaventa i bianconeri, Brozovic fa partire una parabola velenosa che si stampa sulla traversa dopo il tocco di Buffon. Si arriva alla chiusura del primo tempo con una piccola scossa di Zaza che fatica a trovare i tempi giusti per calciare in porta. Nella ripresa la Juve sembra riprendere coraggio, Zaza e Cuadrado volano : Zaza toglie palla a Murillo in uscita, serve Morata, che trova Cuadrado in area ma il tiro passa sotto le gambe di Handanovic senza finire in rete. La squadra di Allegri prova ad approfittare della mancanza di lucidità dell’Inter con una bella progressione di Pogba, che però non si concretizza. Torna a farsi sentire Jovetic che con un tiro dalla distanza impegna Buffon a parare in due tempi. L’occasione più clamorosa arriva per i bianconeri con Khedira, smarcato da solo davanti alla porta da un assist di Morata, fa risuonare il palo alla destra di Handanovic divorandosi l’occasione del vantaggio. Ventaglio di cambi c’è spazio per Mandzukic e per Dybala, ma il risultato non cambia nonostante Cuadrado provi ancora a farsi pericoloso con un paio di iniziative personali senza trovare alcuna palla gol. L’Inter rientra in partita a lanciare le ultime fiammate con Khedira che concede un calcio di punizione dai 20 metri per Jovetic che però tira sulla barriera. Inter e Juve si annullano e chiudono l’ottava giornata senza reti facendo sorridere le rivali.

 

Roberta Perna