In aprile torniamo a occuparci dei libri più letti e commentati dai membri del gruppo FB Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri.

Questo mese, il dibattito tra lettori è stato animato da Milkman, di Anna Burns, che affronta il tema della guerra civile in Irlanda, tema che rischia di tornare tristemente attuale; La Ballata Di Ned Kelly, di Peter Carey che permette di aprire una finestra sulla narrativa australiana contemporanea; La Festa Del Raccolto di Thomas Tryon, un horror vecchio stampo martoriato da un’orribile traduzione.
In attesa che sia possibile incontrare dal vivo i nostri autori preferiti, questo mese NOVITAINLIBRERIA.IT ha intervistato quattro scrittori che proprio in aprile hanno pubblicato i loro nuovi lavori: Azalea Aylen esordiente autrice del fantasy Gli Infiniti Passi Dell’Anima (Edizioni Carpa Koi), Mauro Zanetti che torna in libreria con il giallo Tracce Parallele (Nulla Die Edizioni), Domenico Celestino che presenta La Gioventù Perduta il suo romanzo di esordio ambientato negli anni 70 e Adriano Moruzzi, autore di Jona, il piccolo astronauta (Vertigo), pensato per i lettori più giovani ma perfetto per ogni età.
Se siete appassionati lettori o semplici curiosi in cerca di nuovi titoli, venite a trovarci ed entrate nella comunità di lettori più frequentata di Facebook: Un libro tira l’altro ovvero il passsaparola dei libri!
In ogni caso ci vorranno due o tre anni per estradare in Italia i terroristi rossi- condannati in Italia con sentenza definitiva- che sulla carta non godono più degli effetti dell’indegna dottrina Mitterrand che aiuto’in modo vergognoso circa 200 terroristi italiani ,garantendo loro impunità in Francia, ben oltre la morte del celebrato presidente socialista, con altri presidenti come Chirac e Sarkozy. La famosa Carla’ fu la paladina abominevole e snob dei terroristi, come l’alta borghesia milanese che brindo’ al ferimento di Montanelli. Protesse finché pote’ anche Cesare Battisti.
Il punto di vista / Le interviste di Maria La Barbera
Come ha contribuito fino ad ora l’Esercito alla lotta alla pandemia, il Covid-19?
Fassino lo avrei votato per stima personale (ci conosciamo dal 1984) ma era troppo attorniato da gente che invece disprezzavo. Io mi astenni dal voto, come avevo già fatto altre volte alle amministrative, quando mi proposero Chiamparino, Buttiglione, Costa, Rosso e l’ultima volta persino il ragioniere on. Napoli e la ragazza giuliva grillina che al ballottaggio vinse con il voto delle destre impazzite e rancorose. Nel 2016 votai invece senza alcun dubbio per Fassino al ballottaggio purtroppo inutilmente.
Dopo il giallo storico “Recitando Shakespeare” (2015), Franca Rizzi Martini ci regala, sempre per i tipi di “Neos Edizioni”, un altro intrigante giallo dal titolo “Il fiume senza luna”, carambolato con accattivante curiosità (sua e del lettore) in 246 pagine di un intenso racconto, dove all’indagine attuale si avvicenda una misteriosa storia che porta indietro il tempo di oltre quattro secoli, in una Moncalieri del Seicento – barocca e fluviale – che si trova a fare i conti con una Torino dei giorni nostri, con le sue anime multietniche, affogate in un bagno di solitudine, di desiderio di emergere e di spietato cinismo.
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Calista ha l’abitudine di associare fatti e persone ai film, e lo fa a ragion veduta poiché nel suo
E’ difficile parlarvi di questo romanzo senza anticiparvi troppo la sorpresa che racchiude. C’è chi ha
la maggior parte non trova neanche la porta d’accesso e tanto meno la chiave per aprirla. Fingiamo
I suoi successi, il suo charme politico, i motivi che l’hanno spinto all’impegno, il suo modo di
Segnano pesantemente la vita dell’artista le esperienze da lui vissute durante gli anni del secondo conflitto mondiale, da una parte l’impegno politico che lo porta ad entrare nel gruppo antifascista “Giustizia e libertà”, dall’altra la terribile vicissitudine della prigionia, egli viene infatti arrestato nel 1945 mentre faceva volantinaggio.
A partire dagli anni Settanta l’artista introduce la successione di Fibonacci come simbolo dell’energia insita nella materia e della crescita organica; i numeri vengono così riproposti con dei neon colorati e collocati sia sulla superficie delle opere stesse, sia negli ambienti espositivi, come dimostrano gli allestimenti del 1971 lungo la spirale del Guggenheim Museum di New York, oppure sulla Mole Antonelliana di Torino nel 1984, o ancora sulla Manica Lunga del Castello di Rivoli nel 1990, o, nel 1994, sulla ciminiera della compagnia elettrica Turku Energia a Turku, in Finlandia, e infine l’installazione sul soffitto della stazione metropolitana Vanvitelli (metropolitana di Napoli) con forma a spirale.