Rubriche- Pagina 4

Ceci speziati con verdure, piatto unico di ispirazione indiana

/

Un perfetto piatto unico ispirato alla cucina indiana.

Un piatto salutare e sfizioso che unisce le proprietà delle verdure a quella dei legumi. Un piatto davvero invitante, profumato e gustoso.

Ingredienti (per 4 persone)

250gr.di ceci secchi
2 Peperoni di media grandezza (giallo e       rosso)
3 Carote
1 cipolla
2 spicchi d’aglio
3 zucchine
Pochi spinaci
200ml di latte di cocco
1 pezzo di zenzero fresco
2 peperoncini secchi
1 cucchiaino di cumino
1/2 cucchiaino di canella in polvere
1 cucchiaino di curcuma
Brodo vegetale
Prezzemolo, sale, olio q.b.
250gr. di riso Basmati

Mettere i ceci a bagno in acqua fredda per 12 ore.
Preparare le verdure tagliate a tocchetti.
Scolare e sciacquare i ceci e cuocerli in pentola a pressione per 15 minuti con una carota, un pezzo di sedano, mezza cipolla, una foglia di alloro (brodo vegetale).
In una larga padella rosolare la cipolla affettata e l’aglio tritato con poco olio, aggiungere i ceci e le verdure, insaporire e coprire con il brodo dei ceci. Insaporire con lo zenzero grattugiato e le spezie. Cuocere per 30 minuti, aggiungere il latte di cocco e lasciar consumare un poco, regolare di sale e cospargere con prezzemolo tritato. Servire subito con riso basmati bollito.

Paperita Patty

Torino–Milano: il design viaggia veloce (e cambia prospettiva)

/

ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.

.

.

C’è un momento, durante ogni grande evento, in cui si capisce se si tratta solo di una vetrina o dell’inizio di qualcosa di più profondo. Con MiTo Design Connections, quel momento è arrivato. E non è un caso che parta da un luogo simbolico come Stazione di Torino Porta Susa: una soglia, un passaggio, un punto di connessione.

Il progetto nasce in parallelo al Salone del Mobile di Milano, e della cosiddetta “Design Week” , ed introduce una lettura nuova e strategica del territorio. Non più due città in competizione, ma un unico sistema integrato, dove Milano resta il palcoscenico internazionale e Torino si posiziona come spazio di approfondimento, ricerca e qualità abitativa.

Il cuore operativo di questa visione è la cosiddetta “Fast Track”: meno di 40 minuti tra Torino e Rho Fiera. Un tempo che, nel linguaggio immobiliare e urbano, equivale a dire una sola cosa: continuità. Non si tratta più di “andare” a Milano, ma di essere dentro un ecosistema esteso, dove le opportunità si moltiplicano e si distribuiscono.

L’adesione della Fondazione per l’architettura Torino non è un gesto formale, ma un segnale chiaro. Il protocollo siglato con Unione Industriali Torino apre a una visione più ampia: Torino come destinazione complementare, capace di offrire ciò che Milano, per natura, non può più garantire con la stessa intensità — spazio, respiro, qualità del vivere.

Ed è qui che il tema diventa interessante anche per chi, come noi, osserva il mercato immobiliare con uno sguardo progettuale.

Torino ha tutte le caratteristiche per intercettare una nuova domanda: professionisti del design, architetti, investitori e creativi che gravitano intorno alla Design Week ma cercano luoghi dove fermarsi, lavorare, progettare. Spazi più ampi, costi più sostenibili, contesti architettonici di valore. In una parola: possibilità.

Non è difficile immaginare sviluppi concreti.
Nuovi format abitativi ibridi, tra residenza e studio.
Soluzioni pensate per affitti brevi di fascia alta legati agli eventi.
Rigenerazioni urbane in quartieri che possono tornare ad attrarre un pubblico internazionale.

Torino, in questo scenario, smette di essere una “seconda scelta” e diventa una scelta consapevole.

C’è anche un aspetto più sottile, ma forse ancora più rilevante: il cambio di percezione. Per anni Milano ha rappresentato il dinamismo, Torino la solidità. Oggi queste due identità iniziano a dialogare, creando un equilibrio nuovo tra velocità e profondità, tra esposizione e contenuto.

Per chi lavora con gli spazi — che siano da vendere, progettare o trasformare — questo tipo di iniziative non è solo una notizia. È un segnale di direzione.

E come ogni segnale, va colto prima che diventi evidente a tutti.

Le polpette al forno di nonna Graziella

/

La cottura al forno le rende leggere, croccanti fuori e morbide dentro

Un ottimo secondo adatto ad ogni occasione. Le polpette sono semplici e veloci da realizzare, apprezzate da grandi e piccini si possono preparare con svariati ingredienti e non deludono mai. La cottura al forno le rende leggere, croccanti fuori e morbide dentro.

Tutte da gustare!

***

Ingredienti:

300gr. di avanzi di carne di pollo o vitello arrosto

2 patate lesse

3 uova intere

2 cucchiai di olive taggiasche

40gr. di parmigiano grattugiato

1 limone

Un ciuffo di prezzemolo

Pangrattato q.b.

Sale, pepe q.b.

***

Mettere nel mixer la carne con le patate, due uova intere, il parmigiano, il prezzemolo e la buccia del limone grattugiata. Tritare il tutto sino ad ottenere un composto omogeneo ma non troppo fine. Tritare le olive ed aggiungere al composto, salare e pepare. Formare le polpette pressandole leggermente, passarle prima nel rimanente uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Cuocere in forno a 200 gradi per circa 25 minuti o sino a doratura.

Paperita Patty

Agenti speciali, alieni o angeli custodi? Quando gli animali ci insegnano a vivere

/

TORINO TRA LE RIGHE

Ci sono libri che si leggono con gli occhi. E poi ce ne sono altri che si attraversano con il cuore. Il libro di Paola Burzio appartiene senza esitazione alla seconda categoria.
Torinese, libraia per passione e osservatrice sensibile della vita, Burzio costruisce un’opera composta da cinque racconti che si muovono sul filo sottile tra realtà e visione, tra quotidianità e mistero. Il titolo – Agenti speciali, alieni o angeli custodi? – non è una semplice suggestione, ma una chiave di lettura: quella che invita a guardare gli animali non solo per ciò che sono, ma per ciò che rappresentano dentro di noi.
Al centro della narrazione c’è Paola, ma potrebbe essere chiunque abbia condiviso la propria vita con un animale. Attorno a lei si muove un piccolo “branco” fatto di presenze vive e indimenticabili: gatti e cani che non sono semplici compagni, ma veri e propri “agenti speciali”, coinvolti in una missione invisibile quanto essenziale, quella di salvare il cuore.
È proprio qui che il libro trova la sua forza più autentica. Non si limita a raccontare episodi di vita quotidiana – pur presenti, teneri e riconoscibili – ma scava più a fondo, interrogandosi sul senso degli incontri, su quella sottile trama che lega le nostre vite a quelle degli animali. Ogni arrivo, ogni presenza sembra rispondere a un bisogno preciso, a uno stato d’animo, come se nulla accadesse davvero per caso.
Nel corso degli anni, l’autrice ha condiviso la propria esistenza con un gruppo di animali che hanno lasciato un segno profondo. E quando, inevitabilmente, è arrivato il momento della separazione, il dolore si è rivelato potente, quasi spiazzante nella sua intensità. È da lì che nasce la necessità della scrittura, come forma di elaborazione, ma anche come ricerca di senso.
E allora entra in scena la fantasia, o forse qualcosa di più. Un’immagine lontana, quasi infantile, prende forma: quella di un’astronave. È una visione che consola, che apre uno spiraglio, che suggerisce una possibilità diversa. E se davvero i nostri animali non se ne andassero del tutto? Se continuassero, in qualche modo, a vegliare su di noi?
Il confine tra immaginazione e verità, in queste pagine, si fa volutamente sfumato. Non interessa stabilire cosa sia reale e cosa no, quanto piuttosto lasciarsi attraversare da una prospettiva nuova, capace di alleggerire il dolore e restituire bellezza anche alla perdita.
C’è una costante che accompagna l’intero libro: un inno d’amore agli animali. Creature autentiche, mai ambigue, incapaci di finzione. In un mondo in cui spesso si indossano maschere, loro restano fedeli a una verità semplice e disarmante. Ed è forse questa la lezione più grande che lasciano.
Non manca, tra le righe, anche una riflessione più ampia sul valore della pet therapy, troppo a lungo sottovalutato. Oggi sappiamo quanto la presenza di un animale possa incidere positivamente sul benessere fisico e psicologico. Lo ricordava anche Enzo Jannacci, osservando come, in molti casi, l’affetto di un animale riesca ad arrivare dove le medicine non bastano.
Ma il libro di Paola Burzio va oltre la dimensione scientifica. Propone una visione più ampia, quasi spirituale: gli animali come guide silenziose, come presenze che accompagnano, insegnano, trasformano. Angeli custodi? Alieni? O semplicemente esseri capaci di amarci senza condizioni?
Forse la risposta non è così importante. Quello che conta è lo sguardo che questo libro riesce a generare. Perché, dopo averlo letto, sarà difficile osservare il proprio cane o il proprio gatto con gli stessi occhi di prima.
E in fondo, è proprio questo che fanno le storie più sincere: non cambiano il mondo, ma cambiano il modo in cui lo guardiamo.
MARZIA ESTINI

Assaggiate le linguine che sanno di mare

/

Un primo dal sapore tipicamente mediterraneo, saporito, economico e pronto in pochi minuti. Le acciughe, fonte di preziosissime sostanze nutritive, sono le protagoniste di questo piatto, abbinate alla croccantezza dei pinoli e dei pistacchi non deluderanno i palati piu’ esigenti.
***
Ingredienti
160gr. di pasta Linguine
4 filetti di acciughe sott’olio
½ spicchio di aglio
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di pistacchi di Bronte
1 piccolo peperoncino
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 mazzetto di prezzemolo
Olio evo q.b.
***
Lavare il prezzemolo, asciugarlo, tritarlo grossolanamente con la mezzaluna insieme all’aglio, al peperoncino, due filetti di acciuga, i pinoli ed i pistacchi. Cuocere la pasta in acqua poco salata. In una larga padella scaldare due cucchiai di olio con i rimanenti filetti di acciuga, lasciarli sciogliere e poi, aggiungere il concentrato di pomodoro, mescolare bene. Scolare la pasta nella padella, aggiungere il pesto di acciughe diluito con mezzo mestolino di acqua di cottura, amalgamare il tutto e servire subito.

Paperita Patty

Rock Jazz e dintorni: Torino Jazz Festival e Roberto Vecchioni

/

Martedì. Al teatro Colosseo suona Giovanni Allevi. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Andrew Faber.

Al Blah Blah è di scena Hugo Race Fatalists. All’Inalpi Arena si esibisce Frah  Quintale.

Mercoledì. Al teatro Colosseo arriva Roberto Vecchioni. Anteprima del Torino Jazz Festival al Comala con il Spiritus Trio. Al Circolo Mossetto “Miles Davis: Autobiografia di un genio”.  Al The Mad Dog Social Club suona il quintetto di Gianni Denitto. Allo Spazio 211si esibisce Marco Giudici.

Giovedì. Al Circolino debutta Manouche Jazz Nights, 4 serate consecutive con il jazz Manouche. Primo appuntamento Dimitry Kuptsov Trio. All’Hiroshima si esibisce Cisco.  Al Blah Blah sono di scena i Thee Wops + Seekers 70. All’Inalpi Arena si esibisce Tommaso Paradiso. Continuano le anteprime del TJF. All’Istituto di Candiolo Irccs  suona LDT Trio. Al Beeozanam Community Hub il duo Basilico & Garbolino. Alla Biblioteca Civica Don Milani CFM Combo Jazz con l’ottetto di Fulvio Chiara. Alla Bocciofila Vanchiglietta il duo Lodati & Cangini. Al Magazzino sul Po il trio Calderano- Sguerra- Lacovella. Al Neruda il quintetto di Gigi Cifarelli.

Venerdì. Per il Festival Manouche al Circolino, suona l’Adrien Marco Trio. Al Cap 10100 si esibiscono i Matrioska. Al Folk Club per l’anteprima del TJF si esibisce Luca Santaniello Quartet. Al Blah Blah suona Luca Arduini Trio. Allo Spazio 211 è di scena Plant. Al Circolo dei lettori Talks “ ritratto di Brad Mehldau.” Allo Ziggy si esibiscono gli Enisum + Taur-IM- Duinath.

Sabato.  Inaugurazione del Torino Jazz Festival Con Fabrizio Bosso al teatro Colosseo. Al Conservatorio per “Il Jazz della Liberazione”, Moni Ovadia  & Kassiber Ensemble. Da segnalare tra i vari eventi alle Gallerie D’Italia “A Love Supreme” di John Coltrane, guida all’ascolto con Stefano Zenni. Per Manouche Jazz Nights al Circolino, suonano i Romanouche. All’Inalpi Arena si esibisce Blanco.

Domenica. Per il TJF all’Hiroshima, suona il quartetto del “funambolico” Marc Ribot. Alla Casa  Teatro Ragazzi e Giovani, Bruno Tommaso  & Barga Jazz Ensemble. Al teatro Juvarra Weave 4. Al Lombroso 16 il duo Sartoris & Bertot. Via Baltea 3 ospita Montellanico & Graziano & Vignato Trio. Ultimo appuntamento per Manouche Jazz Nights al Circolino con 20 Strings.

Pier Luigi Fuggetta

.

La crosta di mandorle rende il pollo prelibato

/

Un secondo prelibato, particolarmente invitante, il petto di pollo intero reso appetitoso da una croccante crosta di frutta secca, mandorle, nocciole o pistacchi, a voi la scelta. Cotto in forno con pochissimi grassi risultera’ leggero e tenerissimo, da servire caldo o freddo, perfetto accompagnato da una fresca insalatina.

 

Ingredienti

1 Petto di pollo intero

1 uovo intero

80gr. di mandorle

1 rametto di rosmarino

Scorza di limone grattugiata

Sale, pepe, olio q.b.

.

Nel mixer tritare finemente le madorle con gli aghi di rosmarino, sale e pepe. Sbattere leggermente l’uovo. Passare il petto di pollo prima nell’uovo e poi nel trito di mandorle al quale avrete aggiunto la scorza del limone grattugiata. Preriscaldare il forno a 200 gradi, sistemare il petto di pollo in una teglia foderata con carta forno, irrorare con un filo d’olio, cuocere per 15 minuti poi, abbassare la temperatura a 180 gradi e proseguire la cottura per altri 10 minuti. Buon appetito !

Paperita Patty