Lo ha stabilito il tribunale amministrativo con una ordinanza con cui si dispone l’acquisizione di ulteriore documentazione

Nulla di fatto, come prevedibile, al Tar nell’udienza sulle presunte firme false legate alle liste per l’elezione di Sergio Chiamparino alla presidenza della Regione. Il centrosinistra passerà tranquillamente il Natale (altre grane giudiziarie in corso permettendo) e dovrà aspettare carnevale per capire cosa accadrà in questa nuova vicenda di carte bollate che ricorda – a parti inverse – la caduta della Giunta Cota.
Il procedimento amministrativo dovuto a un ricorso elettorale di alcuni esponenti leghisti è stato rinviato al 19 febbraio. Lo ha stabilito il tribunale amministrativo con una ordinanza con cui si dispone l’acquisizione di ulteriore documentazione. I ricorrenti ritengono che siano state raccolte firme false per tre delle liste che sostenevano la candidatura dell’attuale governatore. “Massimo rispetto per la decisione del Tar, volta ad acquisire tutti gli elementi utili a perfezionare l’iter del procedimento”, così ha commentato Chiamparino.
“Il fatto che il Tar prenda tempo dimostra che ci sono elementi non chiari nella raccolta firme delle liste a supporto della candidatura di Sergio Chiamparino”. Così Gilberto Pichetto capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte commentando l’ordinanza emessa.
“Se il centrosinistra ostenta tranquillità – aggiunge l’esponente azzurro – non vorrei che fosse la quiete prima della tempesta. Comunque mi auguro che il Tar utilizzi lo stesso metro di giudizio adottato per giudicare la validità delle precedenti elezioni regionali dove il centrodestra aveva vinto la competizione elettorale e perso invece la lotta di carte bollate”.
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