
Per più di 40 anni è stato cappellano e padre spirituale del Torino
Un abbraccio corale da parte di tutti i granata: dal presidente Urbano Cairo, ai calciatori, ai tifosi. Con tutta la squadra c’era anche l’allenatore Giampiero Ventura e tanti calciatori. Più di mille persone commosse sono intervenute ai funerali di don Aldo Rabino, che per più di 40 anni è stato cappellano e padre spirituale dei granata.La messa è stata officiata dall’arcivescovo di Torino, mons.Cesare Nosiglia, nella basilica di Maria Ausiliatrice. Presente anche il dirigente bianconero Gianluca Pessotto, in rappresentanza della Juventus, gli assessori Pentenero e Lorusso per Regione e Comune.
(foto: www.toronews.net)
Ore 10,30 : la Basilica Maria Ausiliatrice era colma fino all’inverosimile, moltissime le persone anche all’esterno per dare l’ultimo saluto a don Aldo Rabino. I funerali sono stati celebrati dall’arcivescovo di Torino Monsignor Nosiglia, che ha proferito commosse parole, ricordando alcuni particolari episodi, come quello riguardante la Messa officiata e voluta da don Aldo nella stessa Basilica allo scopo di riunire i giocatori del Torino insieme a quelli della Juventus. O ,ancora, ricordando le visite da lui organizzate e guidate di gruppi di giocatori per pregare davanti alla Sindone.”Don Aldo -ha detto ancora Nosiglia- ha insegnato a tutti gli educatori, allenatori e adulti , a mettere in pratica il metodo preventivo di Don Bosco, che proponeva uno stile educativo fatto di ragione, religione e amorevolezza”. Fra gli interventi, quello affettuoso della nipote e quelli dei ragazzi dell’Associazione O.A.S.I.,da lui fondata nello spirito del Movimento Operazione Mato Grosso, che hanno detto di sentirsi orfani ma fiduciosi che una così grande e bella eredità come quella lasciata da don Aldo, possa continuare nella sua memoria. A piangere la scomparsa di don Aldo era presente tutto il Torino FC, molti giocatori e vecchie glorie come Cereser e Fossati, la Primavera al completo, Antonio Comi, Urbano Cairo. “Don Aldo – ha detto Cairo – è stata un’inesauribile guida spirituale, quotidiano punto di riferimento, amico sincero e leale, il Toro era una delle sue missioni cui ha sempre dedicato amore, competenza e coraggio”. Alla cerimonia erano presenti molte autorità, i labari della Città di Torino e della Regione, Ernesto Olivero, Don Ciotti, Giancarlo Caselli, Beppe Gandolfo, autore, insieme a don Aldo, del libro ” Il Toro che vorrei”
Mauro Reverberi
Pubblichiamo, di seguito, un nostro ricordo del sacerdote scomparso.
“Ciao, don Aldo: rimarrai sempre il nostro professore”
Ciao, don. Rimarrai per sempre il nostro professore,che si illuminava insegnandoci come la vita deve essere vissuta e come lo sport deve essere sentito. Caro Aldo, non mi dimenticherò mai della mia prima esperienza come Dirigente della squadra Primavera del Toro anno 1992-1993 con Claudio Sala e Sattolo, preparatore dei portieri. Era l’anno della presidenza di Calleri. Il popolo granata mugugnava spesso e volentieri per la prima squadra a causa dei mancati arrivi di giocatori professionisti. Tu con le tue belle parole riuscivi sempre a stemperare l’amaro con il dolce. Di quei quindici giorni di ritiro precampionato a Maen ricordo la Messa che celebravi nella soffitta della baita. Ai giovani giocatori davi sempre degli ottimi consigli in modo tale che dalla Primavera potessero passare in prima squadra. I tuoi 40 anni come cappellano del Torino Calcio hanno visto in te un attaccamento unico ai colori granata .Ogni anno salire a Superga con la squadra il 4 maggio e ascoltare la Messa da te celebrata ci dava un’emozione strana, in particolare quando facevi leggere al capitano di turno i nomi dei caduti del leggendario Torino, facevi sentire ai giocatori il calore della maglia e il significato de ciò che rappresenta il Toro. Caro Preside della “Scuola di sport”per Dirigenti sportivi, che ho seguito per 4 anni al Palavela, mi mancherai tanto; ricordo in particolare la tua capacità di fare una giusta sintesi degli interventi dei vari relatori. Proprio oggi ho ripreso tra le mani il tuo bel libro “L’OASI di MAEN il sogno continua” con la prefazione di don Luigi Ciotti.”L’Oasi di Maen -scrive don Ciotti – è una “casa”, nata dal desiderio di voler regalare anche agli altri questa esperienza. Ciò che colpisce è l’entusiasmo con cui questa “casa” è stata realizzata, la fiducia in imprese apparentemente impossibili”.
Mauro Reverberi


La Reggia è stata meta nei tre giorni del week end di Ferragosto di una folla di circa 10 mila persone


Piogge torrenziali a Torino e soprattutto a Collegno, mentre in Valle di Susa i vigili del fuoco hanno effettuato decine di interventi. Nella zona di Venaus, un ponte è stato ostruito dalla piena di un torrente
Anche il “Torinese” ha pubblicato un articolo in cui si parla degli eventi culturali di Ferragosto – che sono reali, come l’ingresso ad un euro nei musei, va detto – e dei negozianti torinesi che, in molti, terrebbero aperti i negozi evitando la “serranda selvaggia”
Sullo sfondo di questa morte un mondo di sfruttamento. La vittima è un bracciante agricolo romeno, stroncato da infarto nelle campagne di Carmagnola. Secondo le indagini dei carabinieri e dello Spresal dell’Asl 5 di Torino il decesso sarebbe stato causato da un malore e risalirebbe al 17 luglio. Potrebbe però essere che il corpo sia stato spostato nell’abitazione dell’uomo, per non far scoprire che la morte è avvenuta sul luogo di lavoro. In corso gli accertamenti sul rapporto di lavoro per verificare se era irregolare, in nero. Ioan Puscasu aveva 47 anni, era un bracciante agricolo che lavorava nelle serre di Carmagnola 10 ore al giorno, 4 euro l’ora. Raccoglieva i famosi peperoni della cittadina del Torinese e con i soldi guadagnati stava costruendo una casa nel suo paese. Il titolare dell’azienda ha pagato i funerali e il trasferimento della salma in Romania
Mentre Sergio Marchionne miete successi qua e là per il mondo e i torinesi si sentono comunque sempre un po’ orfani della Fiat, la notizia che la holding Exor ha aumentato la propria quota nel Gruppo The Economist (passando dal 4,7% al 43,4%) fa bene all’orgoglio sabaudo. La famiglia Agnelli, attraverso Exor, ha perfezionato l’acquisto da Pearson con un investimento di 405 milioni di euro. La holding è ora il principale azionista singolo e Il presidente John Elkann, da sempre appassionato di editoria, parla di una “storica missione di prender partito nella dura battaglia tra l’intelligenza che ci spinge verso il progresso e un’ignoranza vile e timorosa che lo ostacola”.
La proposta culturale di Torino non si ferma a Ferragosto, quando Fondazione Torino Musei offre l’opportunità di visitare le sue sedi – Gam, Palazzo Madama, Mao e Borgo Medievale – e le nove mostre allestite, al prezzo speciale di un euro. Nei musei sono disponibili nuovi allestimenti e un calendario di appuntamenti che comprende visite a tema, spettacoli teatrali e attività per la famiglia. Tra le iniziative ferragostane anche il ‘Gelato a 1 euro’, ‘Vita da Regina’ e ‘Ritorno al medioevo’, oltre a visite guidate a Palazzo Madama e al Borgo del valentino..
per festeggiare l’estate con cocktail, musica e fuochi d’artificio nel Gran Parterre. La serata chiude in bellezza le Sere d’Estate alla Reggia. Ingresso speciale a 6 euro.
Torino di una volta, quella legata alla Fiat. Quando la grande fabbrica chiudeva, chiudeva anche la città.