Lo sport universitario è ancora una volta in prima linea con lo scopo di comunicare i propri valori formativi, di strumento di prevenzione e salvaguardia della salute
Una domenica tinta di rosa con JUST THE WOMAN I AM, evento organizzato dal Sistema Universitario torinese a sostegno della ricerca universitaria sul cancro. Giunta alla sua terza edizione, la manifestazione ha riscosso un grande successo e risonanza su tutto il territorio con adesioni da tutto il nord Italia, partecipazioni provenienti da Roma e dalla Francia. L’edizione 2015 ha visto oltre 60.000 presenze in piazza e più di 8.000 partenti alla corsa non competitiva e camminata (5,5 km):. Quest’anno le “donne che corrono per le donne”, allo scopo di raccogliere fondi da devolvere in beneficenza per la lotta contro il cancro, erano in 10 mila, ma tanti anche gli uomini che hanno deciso di sostenere l’iniziativa. Tutti i partecipanti alla corsa non competitiva indossavano i tradizionali pettorali rosa, che hanno colorato piazza San Carlo, il salotto della città trasformatosi per un giorno in luogo di partenza ed arrivo della manifestazione.
Lo sport universitario è ancora una volta in prima linea con lo scopo di comunicare i propri valori formativi, di strumento di prevenzione e salvaguardia della salute dell’individuo e soprattutto, grazie alla componente aggregativa, di sensibilizzare l’opinione pubblica e di diventare veicolo di cultura a sostegno dell’eliminazione della violenza di genere. Corsa o camminata: l’importante non è stato il risultato ma esserci e “scegliere di non mancare”. L’iscrizione ha rappresentato il modo concreto per sostenere la ricerca universitaria
Sul pullmino viaggiava un gruppo musicale piemontese, la ‘Tony Mac Music Show’
Ma la cifra richiesta dai due delinquentelli cresceva sempre più, fino ad arrivare a 500 euro, somma che il giovane non poteva raccogliere in una sola volta. Così gli estorsori lo hanno costretto a fare il pusher
Inquietanti nuovi particolari sull’assassinio di Gloria Rosboch, l’insegnante di Castellamonte uccisa e gettata nel canale di scolo di una discarica. Qualche giorno prima della scomparsa della sua professoressa, l’ex allievo Gabriele Defilippi, probabilmente ubriaco, avrebbe confidato alla fidanzata, Sofia Sabhou, (nella foto) di avere il timore di “passare tre anni in galera” (in realtà ne passerà molti di più) per la truffa da 187mila euro ai danni della vittima che, invaghita del suo futuro carnefice, glieli aveva consegnati.
“Dobbiamo farla sparire, anche mia mamma sa tutto”, ha detto alla fidanzata – citando un coinvolgimento della madre Caterina Abbattista – .secondo quanto riporta l’agenzia Ansa. La ragazza avrebbe detto nell’interrogatorio che l’idea di far sparire Gloria, secondo quanto dettole da Defilippi, era stata dell’amico-amante di Gabriele, Roberto Obert. Sofia ne ha parlato, in veste di testimone, al procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando. Sofia ha dichiarato anche di non avere dato importanza alle parole del fidanzato: “Credevo fosse una scusa per lasciarmi”. Il ragazzo le avrebbe infatti detto: “Non cercarmi, devo sparire per un po’”.
Il primo cittadino: “ci troviamo di fronte a un fenomeno che è ormai strutturale per ragioni economiche o legate a crisi e conflitti”
E ‘intervenuto anche il sindaco di Torino, Piero Fassino, in qualità vicepresidente per l’Italia del Comitato delle Regioni:“ci troviamo di fronte a un fenomeno che è ormai strutturale per ragioni economiche o legate a crisi e conflitti”. ha detto il primo cittadino.
IL DIBATTITO IN AULA


I dati riguardano i convogli regionali, per i quali, inoltre, le cancellazioni di corse sono state dimezzate

La Stampa scrive che la professoressa si sarebbe confidata con un’amica, dicendole che con il giovane si trovava a proprio agio, che c’erano state lunghe chiacchierate, cene e anche qualche bacio. Gabriele, come è noto, aveva promesso alla povera donna una nuova vita in Costa Azzurra e un nuovo lavoro in una società finanziaria inesistente, per estorcerle il denaro. Quanto è accaduto in seguito è cronaca nera.