
Pare proprio che per i 12mila studenti di Lettere e Filosofia, lezioni ed esami si terranno in giro per la città. La lista delle “nuove aule” sembra essere già pronta e non comprenderebbe (come si pensava inizialmente) il Centro Congressi del Lingotto ma, tutte le sedi delle Circoscrizioni, alcuni spazi nella zona Vallette e Mirafiori e addirittura cinema e teatri
Sembra proprio che in questi giorni Palazzo Nuovo sia destinato a continuare ad avere un posto in prima pagina nelle notizie riguardanti Torino. E se l’amianto, l’avviso di garanzia al rettore Ajani per “omissione dolosa di cautela” e la conseguente chiusura dell’edificio, rappresentavano già una spinosa e rilevante questione, ieri pomeriggio la Facoltà di Scienze Umanistiche ha dovuto fare i conti anche con tafferugli e scontri tra polizia ed un gruppo di studenti. Ieri circa una cinquantina di studenti, che dalle prime ore del pomeriggio chiedevano di entrare e utilizzare il cortile interno dell’edificio per un’iniziativa di “informazione e sensibilizzazione” in vista della mobilitazione NO EXPO, sono stati caricati dalle forze dell’ordine, schierate in assetto antisommossa, davanti al Palazzo del Rettorato in via Verdi.
Durante le prime ore la situazione sembrava tranquilla e sotto controllo, tanto che un delegato del “magnifico” aveva anche incontrato gli studenti cercando di spiegare loro il motivo dell’ impossibilità di utilizzare la struttura per la loro iniziativa. La tensione sembra essere salita intorno alle 17e30 quando i manifestanti, dopo essersi avvicinati al cordone delle forze dell’ordine che sbarravano l’accesso all’edificio, hanno cominciato a lanciare uova ed altri oggetti, suscitando così l’intervento della polizia. Gli agenti hanno respinto il corteo fin oltre via Rossini, fermando sei dei manifestanti. Più tardi il gruppo di militanti del Collettivo universitario autonomo, dopo essersi fermati per alcune ore davanti alla sede RAI di via Verdi, hanno spostato l’assemblea e la festa prevista per la sera, nel cortile della Cavallerizza Reale. Molti agenti sono rimasti a proteggere la sede dell’Università e i funzionari della Digos hanno monitorato la situazione per tutta la durata della festa.
Insomma non è proprio un buon momento per la Facoltà di Scienze Umanistiche, che dopo la provvisoria chiusura di Palazzo Nuovo (ricordiamo che fino a ieri la riapertura era prevista per lunedì 27 aprile), forse vedrà il “divieto d’accesso” prolungato fino a fine maggio. Pare proprio che per i 12mila studenti di Lettere e Filosofia, lezioni ed esami si terranno in giro per la città. La lista delle “nuove aule” sembra essere già pronta e non comprenderebbe (come si pensava inizialmente) il Centro Congressi del Lingotto ma, tutte le sedi delle Circoscrizioni, alcuni spazi nella zona Vallette e Mirafiori e addirittura cinema e teatri: la biblioteca di Settimo, la sala Colonne di palazzo Civico, la scuola dei Vigili di via Bologna, alcune delle ipotesi. Secondo la lista stipulata dall’Università, servirebbe un’aula da 220 posti, cinque con una capienza di 100-150 posti, ventidue aule che possano ospitare tra i 50 ed i 70 studenti e sei più piccole da 30 persone. Questo insomma dovrebbe essere il fabbisogno massimo se Palazzo Nuovo dovesse rimanere completamente chiuso per gli interventi di bonifica.
Ieri i direttori dei dipartimenti si sono incontrati per definire il piano delle lezioni delle prossime settimane; gli studenti e i dipendenti dell’Ateneo hanno invece chiesto al rettore Gianmaria Ajani un incontro entro la fine della settimana per poter avere informazioni dirette sul loro futuro. Per ora tutti i dipendenti sono stati ricollocati in altre sedi dell’Ateneo mentre gli studenti hanno visto le loro lezioni momentaneamente sospese.Per il momento non resta altro che aspettare e attendere nuove disposizioni sia dall’Arpa che dalla stessa Facoltà, sperando che i lavori di bonifica inizino al più presto e che ci possa essere almeno una graduatoria riapertura delle aule.
Simona Pili Stella
In questi giorni la polizia giudiziaria coordinata da Guariniello sta cercando di capire chi e da quanto tempo sapesse del problema e soprattutto della sua pericolosità
Articolo del 20 aprile – Sembra non doversi ancora chiudere capitolo che vede come protagonisti la Facoltà di Scienze Umanistiche e la ormai conclamata presenza di amianto all’interno di Palazzo Nuovo. Il ruolo un po’ ambiguo e ancora non del tutto chiaro dell’Arpa Piemonte (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) e la consulenza da 500mila euro assegnatale dal rettore Gianmaria Ajani, continuano ad alimentare i numerosi dubbi che sembrerebbero trasformare l’intera faccenda in un vero e proprio scandalo. I dubbi riguarderebbero una certa “dimenticanza” da parte dell’Agenzia, di segnalare alla procura molte criticità riguardanti l’edificio.
Secondo quanto emerge dai primi controlli di documenti, sembrerebbe che l’Arpa, che da manuale dovrebbe inviare ogni minima segnalazione alla Spresal (Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro) e alla procura di Torino, abbia mantenuto per quasi un anno (e cioè da quando ha assunto il ruolo di “tutore”nella messa in sicurezza degli edifici) un costante silenzio sul problema amianto all’Università. Qualche giorno fa però, è arrivato negli uffici dello Spresal e di conseguenza sulla scrivania del procuratore Raffaele Guariniello, un rapporto su alcune particelle pericolose trovate in un campione prelevato nell’impianto di aerazione di Palazzo Nuovo. Rapporto grazie al quale è immediatamentescattato il sopralluogo che ha portato poi in seguito alla decisione, da parte dell’Ateneo, di chiudere l’edificio a studenti e dipendenti fino al 27 aprile.
Nei prossimi giorni il procuratore Guariniello cercherà di chiarire qualsiasi tipo di dubbio, soprattutto relativo alla possibilità di precedenti avvisaglie, prima di questa recente segnalazione, di possibili rischi per la salute delle persone e del perché siano state tenute “sotto chiave” negli uffici ai piani alti dell’Università. Intanto potrebbe diventare sempre più lunga la lista del registro indagati, che potrebbe veder coinvolti anche quei direttori che dopo aver ricevuto i dati sull’amianto, non sono mai intervenuti per proteggere le persone che lavorano e studiano nell’edificio.
Questo è il nuovo frammento che va ad aggiungersi ad una sempre più lunga e sfortunata vicenda. Dopo anni di svariati consulenti nominati dell’Ateneo per sorvegliare sul problema amianto (di cui l’ultimo era il professore Canzio Romano, responsabile del laboratorio di Tossicologia dell’Università) si è così giunti all’estrema e se permettete triste decisione di chiudere momentaneamente Palazzo Nuovo. Già nel giugno 2013 Romano, in un documento che aveva firmato, parlava del linoleum incriminato : ”Le microanalisi confermano la presenza di fasci di amianto crisotilo – scriveva nella relazione – a un’ispezione visiva il linoleum analizzato si trova pressocché in quasi tutte le aule di tutti i piani”. L’amianto quindi c’era ma solo nel pavimento e sembrava ( a quanto detto dal professore in altre dichiarazioni) non essere in alcun modo pericoloso. A quasi due anni di distanza, nonostante la recente ristrutturazione dell’edificio costata circa 17milioni di euro e i 500mila euro per la consulenza Arpa, l’incubo dell’amianto sembra non aver ancora abbandonato la Facoltà di Scienze Umanistiche.
In questi giorni la polizia giudiziaria coordinata da Guariniello sta cercando di capire chi e da quanto tempo sapesse del problema e soprattutto della sua pericolosità. Nel frattempo il sindaco di Torino, Piero Fassino, ha incontrato a Palazzo di Giustizia il procuratore capo Armando Spataro per discutere dei probloemi logistici relativi alla struttura universitaria. Pagare le tasse universitarie per poter frequentare le lezioni e sostenere gli esami è un dovere che molte volte comporta per parecchie famiglie grossi sacrifici. Poter seguire i corsi e sostenere gli esami in un luogo sicuro e non nocivo per la propria salute è un sacrosanto diritto per tutti i ragazzi.
Simona Pili Stella
Articolo del 17 aprile – Lo scorso mese nella nostra sezione dedicata agli eventi passati della nostra città, avevamo ricordato e così in qualche modo “celebrato” gli inizi dei lavori per la realizzazione del palazzo delle Facoltà Umanistiche: era il 28 marzo 1963. Oggi a 52 anni di distanza, Palazzo Nuovo diventa protagonista di un fatto senza precedenti: da oggi alle h. 15 fino al 27 aprile, la Facoltà di Scienze Umanistiche rimarrà chiusa. È questa la reazione dell’ateneo di via Verdi all’inchiesta aperta da pm Guariniello e all’avviso di garanzia per il rettore, Gianmaria Ajani, iscritto nel registro degli indagati per omissione dolosa di cautele, nell’ambito delle indagini sulla presenza di amianto nell’edificio. Sarà di fatto bloccato fino a lunedì 27 aprile l’accesso all’intera struttura e non solo scale di servizio ed alcune aule in disuso come si era previsto inizialmente.
La decisione di chiudere, che è stata presa ieri nel pomeriggio, è stata frutto di una scelta autonoma dell’ Università, infatti né la Spresal (Servizio Prevenzione e Sicurezza degli ambienti di Lavoro), né la procura avevano ritenuto necessario un provvedimento di questo tipo. Concetti questi ribaditi in modo chiaro ed esplicativo dal comunicato ufficiale diramato in serata dall’Ateneo torinese, nel quale oltre a spiegare la necessità e la priorità della messa in sicurezza di tutti gli ambienti dell’edificio, si prende coscienza del probabile disagio arrecato ai circa 16000 studenti che vedranno rimandate e posticipate le lezioni dei corsi, visto che non si è riusciti a trovare una sede alternativa.
Il provvedimento è finalizzato a svolgere e a rendere più facile ed efficace il completamento dei sopralluoghi per occuparsi degli eventuali interventi necessari. Oggi i direttori delle strutture interessate saranno presenti a Palazzo Nuovo per coordinare le operazioni e per riprogrammare le attività previste nel periodo di chiusura. Insomma un provvedimento che, sebbene “scomodo”, è finalizzato ad agevolare il completamento dei sopralluoghi per occuparsi in maniera più rapida ed efficace degli eventuali interventi necessari.
(Foto: www.retroonline.it / Unito)
Simona Pili Stella





Le priorità saranno gli interventi sulla Dora e sul Pellice per mettere definitivamente in sicurezza Torino, quelli ad Alessandria per la messa in sicurezza dell’area di Spinetta e quelli nell’area del Terdoppio per mettere in sicurezza la zona est di Novara



Nel lunedì della Sindone sono stati ben 19mila i pellegrini in visita. Tra di loro anche alcuni “vip” come la principessa Maria Gariella di Savoia e il violinista Uto Ughi

E sulla visita del Pontefice, Nosiglia dice: “sarà una speranza per tante persone in un momento difficile come quello attuale, dove è necessario restare uniti”



IL GHINOTTO DELLA DOMENICA
L’ostensione incomincia domenica con la messa delle 11 celebrata dal Custode pontificio della Sindone mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, con i tutti vescovi del Piemonte. La Messa sarà trasmessa in diretta su Rai1. Le visite alla Sindone cominceranno nel pomeriggio, a partire dalle 16. Nei giorni di sabato 20 e domenica 21 giugno non è possibile prenotare la visita: il Duomo è infatti chiuso per ospitare il pellegrinaggio dei giovani che si sono iscritti all’«Happening degli oratori» su www.turinforyoung.it e la preghiera di Papa Francesco di fronte alla Sindone. Come da
Il motto, il logo


Torino e la sua area metropolitana vedono crescere i pernottamenti oltre la soglia dei 4 milioni (+3,5%) e gli arrivi oltre 1,6 milioni (+3,3). Il mercato nazionale rappresenta la quota principale, ma si registra una forte crescita degli arrivi internazionali (+7,2%), a cominciare dal boom della Cina (+40%), ma anche di Germania (+63%), Usa (+60%), BeNeLux (+24%) e Svizzera (+19%). Nel 2014 torna a crescere anche l’Aeroporto di Torino, che ha chiuso l’anno con 3.431.986 passeggeri (+8,6 %). A trainare il dato molto positivo, il numero dei passeggeri dei voli di linea internazionali: +18,1%. La montagna conferma ottimi risultati, crescendo sia in inverno (+13% e oltre 1,6 milioni di presenze) che
Analizzando l’andamento delle singole ATL (Agenzie Turistiche Locali), al primo posto per numero totale di turisti si conferma Torino con la sua provincia, in crescita del 6% sia sul fronte degli arrivi (quasi 2,2 milioni) che dei pernottamenti (circa 6,3 milioni). Ottimo l’incremento del Novarese con +22% sui pernottamenti (che salgono a 389mila) e +11% sugli arrivi (a quota 169mila). Buona la percentuale di crescita anche per il territorio di Asti che registra +9,5% sui pernottamenti (293mila) e +8% sugli arrivi (oltre 119mila). Nella provincia Granda l’Atl di Cuneo registra circa +2,4% sugli arrivi (311mila) e +2,2% sui pernottamenti (che superano la soglia del milione), mentre le colline di Langhe e Roero guadagnano +3,7% sugli arrivi (275mila) e +2,1% sui pernottamenti (oltre 640mila). Sostanzialmente stabile il Biellese con +1,4% sugli arrivi (quasi 78mila) e un lieve aumento dei pernottamenti (circa 220mila). Nel Distretto turistico dei Laghi gli arrivi crescono di mezzo punto percentuale (917mila), ma con una permanenza media più breve che si riflette sui pernottamenti in calo del -2,4% (oltre 3,2 milioni). In flessione, invece, l’Alessandrino che registra -2% sugli arrivi (310 mila) e -4% sui pernottamenti (670mila). Un calo che si riscontra anche sul territorio Vercellese con una lieve flessione, -1,2% degli arrivi (84mila) e una contrazione del tempo di permanenza che si riflette sul -5% dei pernottamenti (283mila).


Intanto Exor, holding del gruppo Agnelli, ha chiuso l’esercizio 2014 con un utile di 323,1 milioni