I rappresentanti delle organizzazioni sindacali delle forze dell’ordine, del corpo nazionale dei vigili del fuoco e dell’emergenza sanitaria hanno lanciato l’allarme sulle criticità del numero unico di emergenza 112. Sono stati ascoltati in Regione dalla quarta commissione e dall’assessore alla Sanità Antonio Saitta, che ha dichiarato l’intenzione di potenziare gli addetti al numero unico – per i quali sono in corso le procedure per l’assunzione – e
l’impegno ad approfondire l’argomento. I sindacati – Stefano Agostinis di Nursind, Claudio Cambursano di Conapo, Salvatore Astrella di Confsal, Pietro Di Lorenzo di Siap, Marino Anzillotti di Siulp e Paolo Boido di Sap – hanno denunciato che il numero unico di emergenza sta creando non pochi problemi. La sala unica detta “laica” in quanto non facente capo ad alcuna organizzazione di soccorso, a loro parere sembra avere ben poco di “laico” dal momento che nelle richieste di soccorso pare privilegiare l’invio di soccorsi sanitari rispetto a quelli tecnici. Non tiene nemmeno presente che, quando si verifica per esempio un grave incidente stradale, è impossibile far intervenire il pronto soccorso prima che il passeggero sia estratto dalle lamiere. Dunque in molti casi, i tempi d’intervento non vengono compressi ma dilatati e, non di rado, dal momento in cui chi richiede l’intervento compone il numero unico al momento in cui ha inizio il contatto con il servizio di soccorso più appropriato possono trascorrere anche cinque minuti. Proprio per evitare questo – hanno convenuto – sarebbe necessario prevedere sale operative interforze, oltre che strumenti adeguati per la geolocalizzazione e la possibilità di accesso a postazioni Internet. L’assessore Saitta ha riconosciuto che si tratta indubbiamente di una questione delicata: “Come assessore alla Sanità sono stato incaricato dal presidente Chiamparino di seguire questo tema anche a livello nazionale e complessivamente, nel corso dei vari tavoli di lavoro, l’accento è posto generalmente sui vantaggi del numero unico”. Il Piemonte ha sottoscritto il disciplinare nel giugno 2016 e “al momento – ha spiegato – sono operative due centrali uniche a Grugliasco (To) e a Saluzzo (Cn), che nel 2017 hanno ricevuto complessivamente 1.488.759 chiamate. Di queste, 682mila si possono classificare come non congrue perché non caratterizzate dall’emergenza ma, per esempio, dalla necessità di ricevere informazioni che si sarebbero potute reperire in altro modo: questo ha permesso di non allertare senza motivo mezzi di soccorso e forze dell’ordine permettendo agli operatori di concentrarsi sulle reali necessità. Stiamo inoltre potenziando il numero di addetti al numero unico, di cui sono in corso le procedure per l’assunzione di dieci operatori a Grugliasco e cinque a Saluzzo e pensiamo sia il caso di audire in Commissione anche i responsabili delle due centrali uniche per avere un quadro più dettagliato su cui ragionare”.
In Valle di Susa, grazie alle abbondanti nevicate invernali e’ scongiurata la siccità del secondo semestre 2017
E’ tempo di candidature internazionali per Torino. La nostra città non si candida solo ai Giochi olimpici invernali del 2026, ma anche a a diventare la Capitale verde europea nel 2021, Si tratta di un riconoscimento della Commissione Europea destinato a città di almeno 100 mila abitanti
2008. La giuria è composta da rappresentanti della Commissione europea, del Parlamento europeo, del Comitato delle regioni, dell’Agenzia europea dell’ambiente, dell’ICLEI – Governi Locali per la Sostenibilità, dell’Ufficio del Patto dei Sindaci e dell’Ufficio europeo dell’Ambiente. Sono 12 gli indicatori presi in considerazione: – cambiamenti climatici e interventi di mitigazione/adattamento; – trasporti locali; – aree urbane verdi e uso sostenibile del territorio; – natura e biodiversità; – qualità dell’aria; – inquinamento acustico; – produzione e gestione dei rifiuti; – gestione delle risorse idriche; – trattamento delle acque reflue; – ecoinnovazione e occupazione sostenibile; – rendimento energetico; – gestione ambientale integrata. Perché aspirare a diventare ‘Capitale Verde’? Si otterrebbero importanti vantaggi, come l’aumento dei turisti e della visibilità sui media internazionali oltre ad auspicabili investimenti esteri e risorse per realizzare i progetti ambientali.
Di Enzo Biffi Gentili
l’attuale amministrazione comunale, che ci è cascata.
La rana e il bue, scritta e riscritta da Esopo, Fedro, La Fontaine. Tutti la conoscono: una rana è su un prato -o al fiume, o in uno stagno, poco importa- con i suoi ranocchietti i quali, vedendo un bue poco distante, sono colpiti dalla sua gran stazza. Allora la loro mamma, un po’ gelosa e per non perdere di autorità, decide di iniziare a gonfiarsi d’aria, chiedendo ai figlioletti, ripetutamente, se è cresciuta abbastanza. A ogni risposta negativa riprende a tentare, sino alla fine a scoppiare come una vescica. È evidente la morale: chi, di taglia modesta, vuole imitare un gigante, finisce male (solo Gianni Rodari ci ha dato una conclusione diversa della fiaba: il bue impietosito decide di farsi piccolo, ma escluderei che “la grande Milano tradizionale e futurista”, oggi dopo l’Expo universale di nuovo particolarmente gasata e rampante, sia disposta a questo epilogo “buonista”). Insomma, nello stemma di Torino oggi si rischia di sostituire al mammifero un batrace, seppur sotto la specie, dannosa, della rana-toro.
Piccole imprese (lentamente) crescono. Sono più di 3 mila le persone, di cui 1800 nell’area metropolitana di Torino, che si sono registrate, dal mese di giugno ad oggi, al portale
commenta l’assessora al Lavoro della Regione, Gianna Pentenero – è favorire la diffusione dello spirito imprenditoriale tanto tra coloro che sono alla ricerca di lavoro, contribuendo a migliorare i livelli occupazionali, quanto tra i già occupati, aiutando i neo imprenditori a evitare scelte sbagliate e ad aumentare la propria competitività. I servizi gratuiti di accompagnamento alla creazione d’impresa sono particolarmente utili come dimostrano i dati relativi ai primi 9 mesi di attività e le testimonianze che vengono presentate oggi”.
In Piemonte gli infortuni sul lavoro nel 2017 sono stati 47.457, e si tratta di un calo rispetto all’anno prima, pari a – 0,6%. Purtroppo
Tradizione addio. Il prossimo 24 giugno per la festa di San Giovanni i consueti fuochi d’artificio saranno sostituiti da uno stormo di 200 droni
Ieri il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha incontrato a Losanna il capo del Cio, Thomas Bach
Ieri sera davanti a Palazzo Civico erano alcune centinaia i residenti del centro città intervenuti per protestare