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Beccati i furbetti del permesso di sosta per disabili

Nuovo intervento degli Agenti del Comando Centro della Polizia Municipale nei pressi di un ospedale per verificare l’uso corretto dei permessi disabili.

Martedì 29 ottobre alcuni agenti, anche in abiti borghesi, hanno attentamente sorvegliato le diverse aree di sosta nel perimetro dell’Ospedale Mauriziano.

Questi i risultati: 7 conducenti identificati, 7 veicoli contravvenuti per sosta su spazio disabili senza averne titolo, 6 utilizzi abusivi di permesso per persone disabili, 5 permessi ritirati rilasciati dalla Città di Torino, 1 permesso rilasciato da altro Ente e ritirato poiché scaduto.

Le persone controllate sono risultate essere tutte legate ai titolari dei permessi con un rapporto di parentela e nessun disabile era sul posto, in auto o nelle immediate vicinanze. In base a quanto informalmente dichiarato dalle persone controllate la maggior parte dei titolari dei permessi si trovava presso la propria residenza. Tre delle persone sanzionate si dichiaravano professioniste nel ramo sanitario.

Questo è solo l’ultimo degli interventi effettuati in materia e i controlli proseguiranno nei prossimi mesi. Già il 3 ottobre scorso erano stati accertati 12 utilizzi impropri del permesso disabili con identificazione di 12 conducenti, contestazione di 12 sanzioni amministrative e il ritiro di 7 permessi rilasciati a suo tempo dalla Città di Torino; erano stati, inoltre, segnalati 5 utilizzi impropri di permessi rilasciati da altri enti.

Nel corso del 2019 sono già 56 i servizi espletati, accertati 85 utilizzi illeciti, 54 permessi ritirati rilasciati dalla Città di Torino, 20 permessi di altri enti segnalati per utilizzo illecito, ritirati 3 permessi scaduti e 4 per titolari che nel frattempo erano deceduti, 4 permessi contraffatti sequestrati con 4 denunce all’Autorità Giudiziaria.

Il Capo della Polizia: “Torino eccellenza nazionale per la sicurezza”

“Torino rappresenta un’eccellenza nazionale dal punto di vista della sicurezza. C’è la massima soddisfazione per quello che è stato fatto”,
ha detto oggi il Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, Direttore
Generale della Pubblica Sicurezza, che  ha presieduto
la quarta conferenza regionale sulla cooperazione internazionale di polizia svoltasi presso la sala
“Ex Cavallerizza” del Castello di Moncalieri, sede del 1° Reggimento
Carabinieri “Piemonte”.
L’evento, organizzato dal Vice Direttore Generale della Pubblica
Sicurezza, Prefetto Vittorio Rizzi, Direttore Centrale della Polizia Criminale,
cui è intervenuto il Direttore dell’Ufficio Coordinamento e Pianificazione,
Prefetto Maria Teresa Sempreviva ed a cui hanno partecipato i Prefetti, i
Questori, i vertici delle forze di Polizia e della magistratura della Regione
Piemonte e della Valle D’Aosta, si inserisce nel ciclo di conferenze che sta
coinvolgendo e coinvolgerà tutto il territorio nazionale.
Le finalità di questi appuntamenti sono quelle di delineare un quadro
sintetico delle capacità operative, dei canali di comunicazione,
dell’interoperabilità delle banche dati, dell’interconnessione con le Agenzie
Interpol ed Europol, delle piattaforme attualmente disponibili e degli
strumenti che sostengono le indagini internazionali e l’attività di prevenzione
a tutto campo messe a disposizione dei reparti territoriali dal Servizio per la
Cooperazione Internazionale di Polizia.
Le minacce criminali sempre più liquide e in trasformazione, che si
insinuano in ambiti della società civile sempre nuovi, che oltrepassano i
confini nazionali e che si adeguano o sfruttano le nuove tecnologie impongono
una risposta complessa, ovvero che abbracci più linee di contrasto, un
security network la cui governance sia affidata alle agenzie internazionali di
cui lo SCIP è il tramite del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Nel suo intervento il Capo della Polizia Prefetto Gabrielli ha sottolineato
come : “ La mission di questi incontri itineranti è elevare lo skill di conoscenza
delle forze di polizia, dei Prefetti e della magistratura in merito alle
potenzialità che oggi la cooperazione internazionale di polizia offre attraverso
i rapporti multilaterali, che vedono nelle agenzie Interpol , Europol e Sirene
alcune delle più performanti espressioni di una cultura della condivisione delle
informazioni e delle strategie operative.
C’è un’esigenza di conoscenza” – ha proseguito il Prefetto Gabrielli – “ che
diviene strumento investigativo, di comunicazione, nonché veicolo di
informazioni verso paesi che fanno parte di network come Interpol, che
somma 194 paesi, ed Europol, giustamente definita l’FBI europea.
Nella consapevolezza che il nostro sistema di sicurezza è un sistema ricco, in
cui il pluralismo delle Forze di polizia, che trova sintesi nel Dipartimento della
Pubblica Sicurezza, rappresenta una preziosa ricchezza, la parola chiave,
anche nell’ottica di un’efficace azione transnazionale, è e deve essere il
coordinamento in cui la condivisione dell’informazione è la base sulla quale si
costruisce un’efficiente strategia di contrasto e prevenzione.”.

Ecco l’accordo per regolamentare la Cavallerizza

Tra un paio di settimane un protocollo dovrebbe normare e regolarizzare la Cavallerizza Reale di Torino. Lo ha stabilito il tavolo tecnico riunitosi  a una settimana dall’incendio che ha bruciato  le ex stalle. L’intesa è stata raggiunta in presenza del prefetto di Torino, Claudio Palomba, della sindaca Chiara Appendino, dell’assessore al Patrimonio Antonino Iaria e di una delegazione dell’Assemblea Cavallerizza 14:45, che occupa lo stabile da alcuni anni. Il Comune dovrà accelerare i tempi di approvazione e di attuazione del Regolamento dei beni comuni adibiti ad attività artistiche e culturali. Per tali iniziative culturali verrà messa in sicurezza l’area del Cortile dell’Aquila con i contributi del  Ministero dei Beni culturali. Poichè, dice il prefetto: “sono attività che non possono continuare a essere svolte in quel modo e in quel luogo”

Un protocollo di intesa contro stalking e violenza domestica

Lunedì 28 ottobre è stato sottoscritto dall’ Autorità di Pubblica Sicurezza della Provincia di Torino, il Questore Giuseppe De Matteis, e dai Presidenti delle associazioni Onlus o di promozione sociale CePsi, Centro Psicoanalitico di trattamento dei malesseri contemporanei, Centro Studi e Trattamento dell’Agire Violento, Cerchio degli Uomini e Gruppo Abele, un protocollo d’intesa in materia di stalking e violenza domestica. Le associazioni firmatarie rappresentano consolidate realtà territoriali in grado di offrire servizi rivolti a soggetti autori di violenza o di atti persecutori, finalizzati a contrastare e prevenire il fenomeno della violenza domestica e di genere.

 

Grazie all’intesa raggiunta e formalizzata nel protocollo, la Divisione Anticrimine della locale Questura sarà in grado di indirizzare gli autori di violenza domestica e di stalking, destinatari della misura di prevenzione dell’ammonimento, ad uno dei suddetti centri. In sede di notifica del provvedimento, infatti, l’interessato potrà indicare l’associazione dove intende seguire un percorso volto al miglioramento della gestione delle emozioni, così da ridurre il rischio di recidiva.

 

Tale protocollo si pone nel solco tracciato dalla legislazione vigente e, in particolare, dal decreto legge 93/2013, convertito nella legge 119/2013, nonché dalla recente legge 69/2019 c.d. Codice Rosso, che prevede interventi finalizzati al perfezionamento degli strumenti di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Realizza, inoltre, le indicazioni di cui alla circolare del Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Direzione Centrale Anticrimine n. 225/UAG/2019- 66981-U del 6.9.2019, sulle nuove prassi operative in tema di violenza di genere. Ciò nella convinzione che la migliore forma di tutela per le vittime sia intervenire sulle cause che determinano l’insorgenza di comportamenti violenti così da ridurre la probabilità di reiterazione.

 

 

Il Piemonte “ripensa” i campi nomadi

Il Piemonte sarà la prima regione italiana a dotarsi di una legge che ripensa completamente il rapporto tra territorio e campi nomadi. Sicurezza e legalità sono gli obiettivi che con questa iniziativa l’assessorato alla Sicurezza si propone di ottenere, diventando un modello a cui l’intero Paese potrà guardare. 

Saranno predisposte aree di transito con regole precise, pagamento delle utenze e durata massima di permanenza. Il Piemonte, prima regione in Italia, presenta il disegno di legge sulla regolamentazione del nomadismo e del contrasto all’abusivismo con l’obiettivo, come spiega l’assessore regionale alla Sicurezza Fabrizio Ricca, di “cancellare il concetto di campi nomadi come adesso li conosciamo con nuove regole chiare e trasparenti. È una legge – evidenzia – per tutelare il nomadismo e avere una completa legalità all’interno dell’area”.
Nelle nuove  aree in cui si potrà accedere con una smart card pagando utenze e sosta, se in possesso di documenti validi di identità e di proprietà di eventuali veicoli e dimostrando di avere un reddito. L’area verrà  delimitata, con servizi igienici e videosorvegliata. La permanenza massima sarà di 3 mesi eccetto per le famiglie con minori che potranno restare fino alla fine dell’anno scolastico.

Fondo da un milione di euro per le emergenze nell’edilizia scolastica

Dalla Regione un nuovo fondo da un milione di euro per le emergenze nell’edilizia scolastica.

Lo ha annunciato l’assessore all’istruzione Elena Chiorino nel dibattito sull’assestamento di bilancio in corso nella prima Commissione, presieduta da Carlo Riva Vercellotti. Il fondo verrà introdotto con un emendamento di Giunta all’assestamento ed entrerà in funzione nel 2020, “non essendoci i tempi tecnici per spenderlo in questo 2019”, ha spiegato Chiorino, che intende rafforzarlo nei prossimi anni.

L’assessore ha spiegato le altre variazioni previste dall’assestamento: in particolare l’incremento con 600 mila euro del capitolo sui trasferimenti alle province per interventi in campo scolastico, “in modo da arrivare ai 5 milioni che è stata la spesa degli ultimi anni”; inoltre 1,18 milioni in più vengono destinati al fondo per gli  interventi sulle scuole per l’infanzia, per coprire il cofinanziamento del 30% del fondo nazionale, e 6 milioni su due anni alla formazione professionale, per contrastare la disoccupazione nei settori del tessile, Itc e meccanico.

Chiarimenti sui tagli al capitolo sul cyber bullismo sono stati chiesti da Giorgio Bertola (M5s) e da Domenico Rossi (Pd): “Ma la Giunta crede ancora nelle politiche contro il cyber bullismo?”, hanno domandato. L’assessore ha confermato l’impegno della Giunta: “Sono stati tolti dal capitolo per non lasciarli fermi e destinarli ad altri interventi. Le risorse stanziate sono sufficienti per le azioni contro il cyber bullismo”.

Soddisfazione è stata espressa da tutti i gruppi per il fondo sull’emergenza in edilizia sanitaria. Paolo Ruzzola (Fi) ha chiesto che le risorse siano messe il più in fretta possibile a disposizione dei comuni, in modo che possano cominciare le progettazioni degli interventi. Domenico Ravetti (Pd) ha chiesto attenzione per le zone disagiate, “penso alle scuole colpite dall’ultima alluvione dell’alessandrino”. Riva Vercellotti (Fi) e Maurizio Marrone (Fdi) hanno chiesto risposte davvero immediate, che intervengano sugli istituti in parte o in toto inagibili.

Angelo Dago (Lega) ha chiesto delucidazioni sulle risorse per il diritto allo studio e sugli altri capitoli presentati. Nel dibattito sono intervenuti anche Monica Canalis e Diego Sarno (Pd).

In precedenza il vicepresidente della Giunta Fabio Carosso aveva illustrato l’assestamento per le parti interessate alle sue deleghe assessorili: in particolare l’aumento di 1,5 milioni a favore delle funzioni associate dei comuni che partecipano alle unioni, e l’incremento di 35 mila euro del fondo per i danni dei selvatici ad agricoltori e allevatori nelle aree protette.

Rapporto Rota, Torino non è ferma ma “il futuro è rinviato”

Non è ancora stato superato  declino di Torino, secondo la ricerca ‘Il futuro è rinviato’, presentata alla ventesima edizione del Rapporto Giorgio Rota del Centro Einaudi, alla Nuvola Lavazza con la partecipazione della sindaca Chiara Appendino, del  vicepresidente di Lavazza, Marco Lavazza, della Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo, dell’ad di Banca del Piemonte Camillo Venesio e di Virginia Antonini di Reale Group. Se Torino non è rimasta ferma, sostengono i ricercatori “E’ andata avanti, ma troppo lentamente. Il confronto con le  grandi città italiane colloca il capoluogo piemontese in una posizione medio-bassa del Centro Nord, talvolta “un anello di congiunzione con il Meridione”.

 

(foto Mihai Bursuc)

Tensione al “suk”: la polizia respinge gli ambulanti abusivi

Momenti di tensione questa mattina a Canale Molassi, nei pressi del Sermig, dove un gruppo di ambulanti abusivi voleva esporre la propria merce, nonostante il cosiddetto “suk” sia stato vietato e la zona liberata dalle bancarelle nelle scorse settimane.  Agenti in tenuta antisommossa hanno respinto i venditori non autorizzati. La zona è presidiata dalla polizia del commissariato Dora Vanchiglia e dalla polizia municipale.

Anziana inciampa sul tombino e muore

Un’anziana è deceduta al San Giovanni Bosco. Era  inciampata in un tombino in corso Brescia, all’ angolo con via Alessandria. L’hanno vista a terra priva di sensi e con una  ferita alla testa al uni passanti che hanno chiamato l’ambulanza . La polizia municipale ritiene che la donna,  di 87 anni, possa avere perso l’equilibrio vicino alle strisce pedonali, a pochi passi dal marciapiede, a causa di un dislivello di quasi due centimetri tra l’asfalto e il tombino.

La Giunta regionale “rottama” 29 leggi

Il presidente Cirio e l’assessore Rosso:

Sono ancora troppe: puntiamo a dimezzarle. Semplificazione vuol dire meno costi e meno burocrazia per un Piemonte più veloce”

Inizia il percorso per ridurre e semplificare l’impianto di 916 norme che ad oggi compongono e appesantiscono il sistema giuridico del Piemonte: sono 29 le prime leggi che la Giunta regionale, con un apposito disegno di legge approvato nella seduta del 24 ottobre, chiede al Consiglio regionale di abrogare, totalmente o parzialmente, iniziando così il percorso di “rottamazione” delle norme che nel frattempo sono state superate da nuove disposizioni (statali o regionali), o che in qualche modo hanno cessato i loro effetti diventando inoperanti.

Nove di queste leggi riguardano finanziamenti per la realizzazione di strutture turistico-ricettive, risalenti agli anni 1974-1990. Ad oggi, le norme in esame risultano implicitamente abrogate dalla disciplina successiva (l.r. 18/1999 “Interventi regionali a sostegno dell’offerta turistica”) che, in tale ambito, è intervenuta a regolare adeguatamente la materia.

Altre quattro leggi, relative al periodo 1974-2000, riguardano società non più partecipate dalla Regione (Sagat e Sacet) o non più esistenti: E.C.B. Spa, liquidata, e Texilia Spa, incorporata in Città Studi.

Ed ancora, si prevede l’abrogazione di una norma relativa alle specie di volatili cacciabili. Attualmente tutta la disciplina relativa alla tutela della fauna e gestione faunistico – venatoria è ricompresa nella l.r. 5/2018 che ha assorbito tutte le precedenti normative, pertanto la norma in esame risulta già implicitamente abrogata.

Sono invece 14 le leggi che riguardano il bilancio e i tributi, 13 delle quali relative ad autorizzazione all’esercizio provvisorio nel periodo dal 2012 al 2018. Queste legginon sono più operanti ed hanno terminato i loro effetti, in quanto si riferivano a specifiche annualità finanziarie o disponevano in modo provvisorio in attesa dell’approvazione degli strumenti finanziari definitivi.

Infine, abrogata parzialmentela legge regionale 8/2006 che riguarda il supporto agli enti locali, con cancellazione dell’art. 1, in quanto già ricompreso in normative successive (art. 10 della legge regionale 11/2012 e art. 18 della l.r. 23/2015) che prevedono il supporto tecnico-amministrativo agli enti locali da parte della Regione, mentre permangono gli art. 2 e 2 bis e successivi, in quanto garanzia di tutela per i piccoli Comuni.

Commentano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’Assessore alla Semplificazione legislativa, Roberto Rosso: “Le leggi regionali sono ancora troppe. Con questo provvedimento scendiamo finalmente al di sotto della quota di 900, ma il nostro obiettivo è dimezzarle. Semplificazione vuol dire meno costi e meno burocrazia per un Piemonte più veloce”.