PRIMA PAGINA- Pagina 679

la Regione propone di tassare le piattaforme di e-commerce. L’opposizione: “ennesimo annuncio”

Aumentare l’aliquota dal 3% al 15% sui fatturati delle grandi piattaforme di e-commerce e raddoppiarla fino al 30% per quelli maturati durante l’emergenza Covid-19, ma anche prevedere un risarcimento dell’80% del fatturato del 2019 per i negozi sottoposti alle limitazioni dell’attività a causa dell’emergenza sanitaria.

Questa in sintesi la proposta della Regione Piemonte che chiede di modificare la normativa nazionale in materia di Web Tax, “per garantire condizioni di parità commerciale tra i colossi delle vendite on line e i negozi penalizzati durante la pandemia”.

Il Piemonte propone anche la creazione di un fondo presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel quale far confluire il gettito delle maggiori entrate da destinare interamente alle attività commerciali di prossimità attraverso le Regioni.

La ratio è semplice, ovvero far partire tutti dallo stesso punto, in uno scenario in cui l’e-commerce nei primi mesi di quest’anno ha fatto registrare +31% anche grazie al fatto che i negozi erano chiusi a causa del Covid” ha spiegato il presidente della Regione Alberto Cirio, in una conferenza stampa con gli assessori al Commercio, Vittoria Poggio, ai Rapporti col Consiglio e agli Affari Legali, Maurizio Marrone e il vicepresidente, Fabio Carosso. “Si è creata una distorsione della libertà di concorrenza e dell’equilibrio del mercato – ha aggiunto il presidente Cirio -. Mentre con la legge che propone il Piemonte entrerebbero nelle casse dello Stato 2,5 miliardi di euro, contro i circa 700 milioni previsti con l’aliquota attuale al 3%Chiediamo che i ricavi della Web Tax Covid siano destinati interamente alle piccole attività commerciali, le botteghe artigiane, i nostri negozi di vicinato, colpiti duramente dalle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria. È una questione di giustizia economica e di rispetto della concorrenza”.

La legge proposta dal Piemonte ha come obiettivo le grandi piattaforme online con ricavi pari o superiori a 750 milioni di euro. In questo modo la Regione punta a garantire un sostegno alle attività commerciali colpite dalle chiusure, ma anche a chi è rimasto aperto danneggiato, però, dalla contrazione del mercato.

La Giunta ha annunciato anche l’avvio dal 1 dicembre fino a marzo 2021 di una campagna di comunicazione – attraverso spot tv e radio, redazionali e affissioni – per invogliare i consumatori a fare acquisti nei negozi tradizionali, in collaborazione con Ascom, Confcommercio, Uncem, Unioncamere Piemonte e Sistema Camerale, Confesercenti e Visitpiemonte.

Vogliamo tenere le luci accese di tante attività – ha detto l’assessore al Commercio, Vittoria Poggio – vogliamo tenere vivo il nostro tessuto produttivo che ha un valore attrattivo anche per il turismo. Una luce accesa è anche sinonimo di sicurezza nelle nostre città. Utilizzeremo dei testimonial per sensibilizzare i consumatori a fare acquisiti nei negozi tradizionali dove troviamo rapporti umani e di relazione che fanno bene alle persone”.

Non sappiamo quando arriveranno le ricadute del Recovery Plan – ha aggiunto l’assessore ai Rapporti col Consiglio e agli Affari Legali, Maurizio Marrone – ma siamo sicuri che il nostro obiettivo deve essere quello di arrivare vivi a quel momento e con le serrande alzate. Inizieremo presto con tutti i gruppi consiliari l’approfondimento necessario per arrivare a una approvazione che ci confermi prima Regione in Italia a presentare questo stimolo al Parlamento nazionale. Basta vantaggi per i giganti del web a discapito del nostro interesse nazionale e territoriale”.

Questa proposta vuole dare un segnale forte di attenzione ai nostri negozi che più di altri stanno pagando per il lockdown – aggiunge il vicepresidente Fabio Carosso -. I centri storici e i piccoli comuni restano vivi con la presenza delle attività commerciali che sono la linfa delle nostre comunità e che spesso sono riconosciute come eccellenze della Regione”.

LO SCENARIO ECONOMICO LOCALE

Un’indagine della Camera di Commercio di Torino sui consumi delle famiglie segnala nel primo semestre 2020 una contrazione ai livelli del 2015, con cali generalizzati soprattutto nei generi non alimentari (-7,8% rispetto al I semestre 2019) accanto a una contrazione del 5,3% della frequentazione di negozi di vicinato (dal 26,8% al 21,5%).

LO SCENARIO ECONOMICO DELL’E-COMMERCE

Nel periodo pandemico (considerando i primi 9 mesi del 2020) il comparto dell’e-commerce ha registrato a livello mondiale +31,3% di fatturato. Secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, il commercio elettronico in Italia vale circa 31 miliardi. Nel 2019, infine, circa la metà dell’utile ante imposte delle multinazionali di settore è tassato in Paesi a fiscalità agevolata: ciò ha permesso un risparmio fiscale cumulato, nel periodo 2015/2019, di oltre 46 miliardi a livello planetario.

 

A stretto giro di posta la  replica dei Presidenti dei Gruppi di Opposizione: Raffaele Gallo (Pd), Sean Sacco (M5S), Marco Grimaldi (Luv), Mario Giaccone (Lista Monviso), Silvio Magliano (Moderati)“Ennesimo annuncio a cui non seguirà un fatto concreto. Cirio si occupi del Piemonte”

“Ma quale tassa piemontese per Amazon. Ecco in scena ennesimo bluff. Cirio si occupi del Piemonte, e con i suoi poteri ordinari eviti nuovi lockdown. Evitiamo di prendere in giro i commercianti” dichiarano i Presidenti dei Gruppi di Opposizione in Consiglio regionale Gallo, Giaccone, Grimaldi, Magliano e Sacco

“Il Presidente Cirio lasci al livello nazionale gli interventi fiscali, anche perché la sua proposta di modifica alla web tax arriva davvero fuori tempo massimo, difficilmente applicabile retroattivamente a questo lockdown. Per fortuna il Governo sta già intervenendo nell’ambito di norme nazionali e europee, con la legge di Bilancio di quest’anno” precisano i Presidenti dei Gruppi di opposizione.

“La conferenza stampa della Giunta di centrodestra è l’ennesimo annuncio al quale non seguirà alcun risultato concreto e che, purtroppo genererà solo aspettativa. E’ un modo per spostare l’attenzione dai problemi del territorio piemontese, problemi che Cirio, invece, dovrebbe impegnarsi a risolvere” concludono i Presidenti.

 

Covid: altre vittime. I nuovi contagi sono 2070, i guariti 1845

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

70.581 PAZIENTI GUARITI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti guariti sono complessivamente 70.581 (+ 1845 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: Alessandria 6.143, Asti 3.421, Biella 2.181, Cuneo 7.983, Novara 5.070 Torino 40.418, Vercelli 2.570, Verbano-Cusio-Ossola 2.060, oltre a 377 extraregione e 358 in fase di definizione.

I DECESSI DIVENTANO 5.719

Sono 73 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 7 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora 5.719 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 880 Alessandria, 335 Asti, 266 Biella, 615 Cuneo, 521 Novara, 2.588 Torino, 282 Vercelli, 176 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 56 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

I casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 153.375 (+2.070rispetto a ieri, di cui 722, il 35%, sono asintomatici).

I casi sono così ripartiti: 511 screening, 878 contatti di caso, 681 con indagine in corso; per ambito: 218 Rsa/Strutture socio-assistenziali, 111 scolastico, 1741 popolazione generale.

La suddivisione complessiva su base provinciale diventa: 13.115 Alessandria, 7.038 Asti, 5.332 Biella, 20.432 Cuneo, 11.615 Novara, 82.836 Torino, 5.697 Vercelli, 4.982 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 883 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1.445 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 404 (+5 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 5.116 (+4 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 71.555

I tamponi diagnostici finora processati sono 1.446.757 (+14.536 rispetto a ieri), di cui 761.929 risultati negativi.

Scoperta organizzazione che favoriva l’immigrazione e la permanenza illegale di clandestini

Carabinieri stanno eseguendo otto misure cautelari

Dall’alba, in tutto il Piemonte ed in altre località del territorio nazionale, oltre 50 Carabinieri del Comando Provinciale di Torino stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip di Torino su richiesta della locale Procura della Repubblica – Gruppo criminalità organizzata comune e sicurezza urbana – nei confronti di 6 stranieri e 2 italiani (6 in carcere e 2 obblighi di presentazione alla P.G.), ritenuti responsabili, a vario titolo, di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e della permanenza illegale sul territorio nazionale. Le indagini hanno consentito di individuare un gruppo di stranieri che, con la collaborazione di due italiani, ospitava illecitamente e a fini di lucro, numerosi clandestini, anche minorenni, provenienti dal Pakistan, India e Bangladesh, accompagnati successivamente in auto oltre il confine francese o austriaco, attraverso i valichi del Monginevro e del Brennero.

Nel corso dell’indagine sono già state denunciate, per gli stessi reati, 67 persone e ne sono state sottoposte 7 a misura cautelare.

Dehors gratuiti prorogati al 31 marzo per bar e ristoranti. Fino al 31 gennaio anche per altri negozi

Il Consiglio Comunale ha approvato una delibera, illustrata dall’assessore al Commercio, Alberto Sacco, grazie alla quale viene prorogato il piano straordinario di occupazione suolo pubblico per l’utilizzo dei dehor, approvato nel maggio scorso, e contenente misure temporanee e straordinarie, finalizzate ad accompagnare le attività economiche dopo il periodo di chiusura imposto dall’emergenza sanitaria.

Il piano è prorogato alla data del 31 marzo 2021 a favore degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, comprese le strutture alberghiere che svolgono attività di questo tipo.

La proroga è concessa invece fino al 31 gennaio 2021 anche alle altre categorie economiche allo scopo di consentire la possibilità di utilizzare tali spazi per l’esposizione di addobbi natalizi, consentire l’attesa ai clienti e l’eventuale confezionamento delle merci acquistate.

I dehor, per i quali sarà prevista la gratuità dell’occupazione, potranno essere riscaldati con impianti a gas o elettrici.

Con lo stesso atto viene confermata la procedura semplificata per l’occupazione del suolo pubblico da parte di titolari di pubblici servizi di somministrazione e di altre attività economiche, tramite una comunicazione attraverso la posta certificata (PEC).

La delibera è stata approvata grazie anche ad emendamenti proposti dalla consigliera Maria Grazia Grippo (PD) e del consigliere Andrea Russi (M5S).

Piemonte, contagi e ricoveri in calo. Ma ci sono altre vittime

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

68.736 PAZIENTI GUARITI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti guariti sono complessivamente 68.736 (+ 1738 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: Alessandria 6021, Asti 3.294, Biella 2.126, Cuneo 7.727, Novara 5.020 Torino 39.311, Vercelli 2.547, Verbano-Cusio-Ossola 1.963, oltre a 377 extraregione e 350 in fase di definizione.

I DECESSI DIVENTANO 5.646

Sono 81 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 10 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora 5.646 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 862 Alessandria, 332 Asti, 266 Biella, 605 Cuneo, 516 Novara, 2.553 Torino, 282 Vercelli, 174 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 56 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

I casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 151.305 (+1.730 rispetto a ieri, di cui 610, il 35%, sono asintomatici).

I casi sono così ripartiti: 457 screening, 680 contatti di caso, 593 con indagine in corso; per ambito: 162 Rsa/Strutture socio-assistenziali, 100 scolastico, 1468 popolazione generale.

La suddivisione complessiva su base provinciale diventa: 13.030 Alessandria, 6.934 Asti, 5.286 Biella, 19.920 Cuneo, 11.508 Novara, 81.759 Torino, 5.643 Vercelli, 4.919 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 872 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1.434 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 399 (+1 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 5.112 (-20 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 71.412

I tamponi diagnostici finora processati sono 1.432.221 (+13.529 rispetto a ieri), di cui 755.717 risultati negativi.

Tamponi, la Regione : “il Piemonte ne farà ancora di più”

In Piemonte ci sono 32 laboratori per processare i tamponi molecolari e 70 hotspot, 21 dei quali dedicati ai tamponi rapidi:

da questi dati, aggiornati al 20 novembre, è partita la ricostruzione dell’attività di implementazione dei laboratori di analisi e di allestimento delle strutture straordinarie per la somministrazione dei tamponi da parte dell’assessore alla Ricerca per l’emergenza Covid Matteo Marnati, che ha svolto un’informativa davanti al gruppo di lavoro della quarta Commissione, presieduto da Daniele Valle.
“Grazie all’implementazione della rete dei laboratori – ha detto l’assessore – nella fase 2 dell’emergenza abbiamo ampiamente superato il fabbisogno stimato di 11 mila tamponi giornalieri, calcolato in base alla popolazione piemontese. Stiamo continuando a lavorare per aumentarne la dotazione, a breve arriveranno tre nuove linee aperte per l’ospedale di Biella, il Mauriziano di Torino e l’Asl To3, che consentiranno di effettuare ulteriori 1500 tamponi al giorno”.
Nella fase 1 è stato decisivo il ruolo dei laboratori privati, che hanno garantito circa un quarto dell’intera produzione diagnostica, mentre nella fase 2 i laboratori Arpa e Upo dell’Aso di Novara stanno svolgendo una funzione fondamentale a copertura dei fabbisogni dei laboratori delle Asl, con una capacità di processare oltre 1000 tamponi giornalieri ciascuno.
Riguardo l’andamento dei tamponi rapidi, come per i tamponi molecolari viene effettuato un conteggio settimanale per Provincia di quelli eseguiti dalle Asl, cui vanno aggiunti quelli effettuati nei Pronto Soccorso, nei laboratori privati e dai medici di medicina generale: ad oggi ne sono stati caricati in piattaforma circa 100 mila e l’andamento generale indica un trend in aumento, a parte Asti, Vercelli e il Verbano Cusio Ossola, dove i numeri sono ancora bassi.
“Distribuiremo i tamponi rapidi anche alle società pubbliche – ha precisato Marnati – che li gestiranno in autonomia e i cui risultati verranno caricati sulla piattaforma Covid, così come quelli di aziende private, Residenze sanitarie assistite, strutture per disabili, per minori e carceri.
Domenico Rossi (Pd) ha rilevato che nella prima fase dell’emergenza il numero di tamponi processato in Piemonte è stato nettamente inferiore a quello di altre Regioni e che la rete dei laboratori è stata potenziata solo dopo la diffusione del virus all’interno delle Rsa: “Una situazione che è continuata anche nella fase 2 – ha sottolineato – fino alla metà di ottobre. Questa decisione non ha influito sulla crescita dei contagi e il numero dei ricoverati?”.
Carlo Riva Vercellotti (Fi) ha chiesto chiarimenti in merito a numeri e tempistiche di consegna dei tamponi rapidi in provincia di Vercelli, dove attualmente ne sono arrivate solo poche migliaia, nonché aggiornamenti sulla possibilità di test diagnostici rapidissimi, su cui il Veneto sta già lavorando e che anche altre Regioni stanno promuovendo.
Marco Grimaldi (Luv) ha domandato quando si riprenderà a fare tamponi ai conviventi asintomatici di positivi accertati, mentre Francesca Frediani (M5s) ha chiesto precisazioni sul caricamento dei dati dei tamponi processati sulla piattaforma Covid e sulla comunicazione degli esiti ai cittadini.
Infine, requisiti dei tamponi rapidi e numero di tamponi acquistati direttamente dai privati sono stati oggetto delle domande di Alessandro Stecco e Gianluca Gavazza(Lega).

Primi pazienti all’ospedale Covid del Valentino

Nel V padiglione di Torino Esposizioni al Parco del Valentino, ha aperto i battenti il nuovo ospedale per pazienti Covid a bassa intensità

L’allestimento è costato 1,5milioni di euro donati dal Fondo di beneficenza di Intesa San Paolo.

L’ospedale da campo, con 38 tende per 450 posti, “riuscirà a decongestionare gli ospedali piemontesi che avranno anche la possibilità di ricoverare pazienti con altre patologie”, commenta l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi.

I primi pazienti nella struttura sono arrivati ieri da Novara e Pinerolo.

Bollettino Covid: nuove vittime, 2641 contagi, 1652 guariti

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17.30

66.998 PAZIENTI GUARITI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti guariti sono complessivamente 66.998 (+1.652 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: Alessandria 5.906, Asti 3.231, Biella 2.095, Cuneo 7.534, Novara 4.897, Torino 38.202, Vercelli 2.516, Verbano-Cusio-Ossola 1.901, oltre a 374 extraregione e 342 in fase di definizione.

I DECESSI DIVENTANO 5.565

Sono 69 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 10 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora 5.565 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 858 Alessandria, 329 Asti, 266 Biella, 594 Cuneo, 513 Novara, 2.494 Torino, 282 Vercelli, 173 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 56 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

I casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 149.575 (+2.641 rispetto a ieri, di cui 881, il 33%, sono asintomatici).

I casi sono così ripartiti: 501 screening, 1082 contatti di caso, 1058 con indagine in corso; per ambito: 355 Rsa/Strutture socio-assistenziali, 170 scolastico, 2116 popolazione generale.

La suddivisione complessiva su base provinciale diventa: 12.883 Alessandria, 6.869 Asti, 5.247 Biella, 19.738 Cuneo, 11.194 Novara, 80.947 Torino, 5.573 Vercelli, 4.820 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 866 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1.438 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 39(+8 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 5.132 (18 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 71.482.

I tamponi diagnostici finora processati sono 1.418.692 (+13.605 rispetto a ieri), di cui 748.560 risultati negativi.

Visite domiciliari Covid: “ai medici 70 euro per una segnalazione e nulla agli infermieri?”

”La Regione spieghi questa disparità”

Parla il Segretario Regionale del Piemonte del Nursing Up, Claudio Delli Carri

 Riceviamo e pubblichiamo/ Ancora una volta non possiamo che rimanere stupefatti dalle dichiarazioni della Regione e dell’assessorato alla sanità in merito alla gestione di questa grande emergenza del coronavirus.

Leggiamo, infatti, in una intervista rilasciata ad un giornale online, che “Da due giorni in Piemonte il saldo tra ricoveri e dimissioni è negativo” e ciò sarebbe avvenuto grazie “Al protocollo regionale per le cure a domicilio” che è stato messo in atto dalla Regione.

Si lascia così intendere che “Il merito è da ascrivere anche al potenziamento delle terapie domiciliari, affidate prima di tutto ai Medici di famiglia e pediatri e in seconda battuta alle USCA” per poi aggiungere che il protocollo prevede che a fronte di “Segnalazione del paziente positivo al Covid (e si badi bene non un visita, ma solo una segnalazione informatica!) da parte del medico di medico generale, allo stesso vengano corrisposti 70€, e ad ogni contatto telefonico (anche qui si badi bene telefonico, non accesso domiciliare!) sempre al medico di medicina generale vengano corrisposti 20€”.

 

La verità è che il protocollo prevede il coinvolgimento dei medici USCA, deputati al controllo clinico domiciliare, e degli infermieri delle Cure Domiciliari, inoltre teniamo a precisare che se ci sono alcuni medici che da febbraio hanno sospeso completamente le visite domiciliari, mentre gli infermieri a casa dei pazienti Covid ci sono sempre andati, sin da febbraio, anche indossando sacchi di plastica da macellaio e mascherine chirurgiche per proteggersi, anziché tute apposite e filtranti facciali, rischiando la propria salute e senza nemmeno uno straccio di riconoscimento contrattuale di indennità malattie infettive (che ammonterebbe comunque alla miseria di 5,16 € al giorno!!)

 

Il fatto, poi, che si dica, nell’intervista, che l’accordo è scaturito “con il coinvolgimento di tutti i soggetti in campo” è una dichiarazione che lascia interdetti, visto che a noi infermieri non risulta di essere stati convocati per discutere di questo protocollo né sotto forma di rappresentanze sindacali né sotto forma di Ordine. Si continua a ribadire, nell’articolo, che vi siano stati uno o più incontri in cui “scrivere linee guida complete e chiare per tutti e per far questo abbiamo dovuto chiamare a raccolta tutti”: peccato che si sia dimenticato degli infermieri, ossia i principali protagonisti e referenti dell’approccio di cura al paziente Covid anche a casa, ma che ancora una volta vengono bistratti e considerati l’ultima ruota del carro. Nessuno ci ha chiesto nulla.

 

Il Nursing Up, sindacato degli Infermieri e delle professioni sanitarie, chiede immediate spiegazioni rispetto a questa inaccettabile disparità di trattamento che appare sconsiderata.

 

Il Segretario Regionale del Piemonte del Nursing Up, Claudio Delli Carri attacca: “All’assessorato vorrei ricordare che a casa col paziente ci siamo noi, e in caso di problemi clinici noi dobbiamo contattare il medico di base (sperando che risponda, visto non sono obbligati ad essere reperibili!), che non è nemmeno obbligato ad intervenire a domicilio ma deve attivare in piattaforma il medico Usca Ed è il medico Usca che, dopo valutazione di congruità, metterà – forse – in programma una visita, nella migliore delle ipotesi, il giorno successivo. E allora perché ancora una volta il riconoscimento di questo non ci viene dato? Possibile che si siano strutturate tali indennità per i medici e invece agli infermieri, che come sappiamo sono il primo baluardo a cui i pazienti Covid fanno riferimento, non va nessun riconoscimento economico?

E che dire delle prestazioni aggiuntive che sono già state attivate e che pretendiamo siano pagate a 50 euro l’ora, come è giusto che sia e da settimane lo andiamo dicendo, ma su questo non siamo ancora stati convocati?

Ancora una volta e in modo offensivo e incomprensibile si dimostra una totale mancanza di rispetto per il lavoro degli infermieri, Pretendiamo spiegazioni immediate e una repentina, già da oggi, revisione di questa situazione che non abbiamo intenzione di tollerare oltre”.

 

 

 

Il bollettino Covid: nuove vittime ma contagi e ricoveri in calo. I guariti sono oltre tremila

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17.30

65.346 PAZIENTI GUARITI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti guariti sono complessivamente 65.346 (+3.272 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: Alessandria 5.816, Asti 3.152, Biella 2.023 Cuneo 7.355 Novara 4.840, Torino 37.143, Vercelli 2.453, Verbano-Cusio-Ossola 1.866, extraregione 367, oltre a 331 in fase di definizione.

I DECESSI SONO 5.496

Sono 77 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 11 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora 5.496 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 850 Alessandria, 326 Asti, 266 Biella, 590 Cuneo, 511 Novara, 2.454 Torino, 280 Vercelli, 168 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 51 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

I casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 146.934(+ 2.896 rispetto a ieri, di cui 861, il 30%, sono asintomatici).

I casi sono così ripartiti: 557 screening, 1.114 contatti di caso, 1.195 con indagine in corso; per ambito: 219 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 156 scolastico, 2.521 popolazione generale.

La suddivisione complessiva su base provinciale diventa: 12.652 Alessandria, 6.750 Asti, 5.180 Biella, 19.191 Cuneo, 11.059 Novara, 79.629 Torino, 5.525 Vercelli, 4.669 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 856 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1.423 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 390( –3 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 5.150(75rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 70.552

I tamponi diagnostici finora processati sono 1.405.087(+ 18.889rispetto a ieri), di cui 743.791 risultati negativi.