Torino alza la guardia e i primi numeri parlano chiaro: in due settimane di “zone a vigilanza rafforzata” si contano 172 allontanamenti, 37 arresti e oltre 11 chili di droga sequestrati. È questo il bilancio tracciato dal prefetto Donato Cafagna durante il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, a quindici giorni dall’entrata in vigore del nuovo dispositivo.
Il piano segna un cambio di passo rispetto al passato. Le aree sotto osservazione sono state ampliate, dando alle forze dell’ordine più margine per intervenire e allontanare soggetti ritenuti pericolosi, con l’obiettivo di prevenire reati e contrastare il degrado urbano. Tra le novità anche l’utilizzo del cosiddetto “Daspo urbano” (DACUR), che vieta l’accesso a specifiche zone della città, e controlli più serrati non solo sulle persone ma anche su locali pubblici e mezzi come i monopattini.
Dal 31 marzo pattuglie di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale hanno presidiato con servizi straordinari quartieri sensibili come Barriera di Milano, Aurora e San Donato, oltre alle aree del Lingotto, piazza Bengasi, Vanchiglia, San Salvario e la zona della stazione Porta Nuova.
I controlli, fino al 15 aprile, hanno riguardato oltre 3.700 persone. Oltre agli arresti e agli allontanamenti, cinque soggetti recidivi hanno ricevuto il divieto di accesso alle cosiddette “zone rosse”. Nel mirino anche le attività commerciali: 35 esercizi ispezionati, 14 sanzioni e diversi provvedimenti di chiusura o sospensione. Stretta pure sui monopattini, con 169 multe elevate.
Tra le persone allontanate figurano individui con precedenti per spaccio, furti, rapine e reati contro la persona. Un segnale, sottolinea il prefetto, dell’azione “continua e coordinata” delle forze dell’ordine, che continueranno a mantenere alta l’attenzione non solo nelle aree più critiche, ma in tutta la città, dal centro alle zone turistiche e residenziali.
Le recenti perplessità di Evelina Christillin su una possibile candidatura olimpica per Torino sono solo l’ultimo segnale di un malessere che la città non vuole affrontare. Al di là dei singoli pareri, la questione di fondo resta una: Torino è davvero pronta a gestire un grande evento, o siamo ormai ostaggi della “sindrome della vetrina”?
RECORD MONDIALE PER GIUSEPPE DAMATO, 90 anni compiuti il 9 gennaio, che dopo aver stabilito il record mondiale della Maratona over 90 a Milano la scora settimana, oggi ha polverizzato il record mondiale della mezza maratona, chiudendo in 2.07.36. Grande festa anche per Damiano che ha concluso la Mezza tra gli applausi degli amici e della sua squadra ad un anno dal suo trapianto di cuore. Un grandissimo risultato, ottenuto proprio nella Giornata Nazionale dei Trapianti. “Sono molto felice – ha dichiarato Alessandro Giannone, Presidente di Base Running-, perchè oggi abbiamo vissuto una giornata da record incredibile, una festa indimenticabile. Non abbiamo mai avuto così tanti runner stranieri e questo ci gratifica e fa capire quanto Torino sia ormai una città amatissima dai runner. Voglio ringraziare il Comune di Torino, che da sempre crede in questa manifestazione, e l’Assessore Carretta che questa mattina ha vissuto con noi questa grande festa, Adesso pensiamo alla Tuttadritta, che si corre il 10 maggio.”