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Torino Film Festival: via alla 43esima edizione, la seconda diretta da Giulio Base

Atteso ritorno nel grande cinema, all’ombra della Mole, con la serata inaugurale venerdì 21 novembre, della 43esima edizione del Torino Film Festival 2025, che vanta un passato glorioso, dal lontano 1982, quando nacque come festival internazionale “Cinema Giovani”. La cerimonia inaugurale si svolgerà alle 18.45 al teatro Regio, e a condurre la serata saranno il direttore Giulio Base e l’attrice Laura Chiatti. In quell’occasione verranno assegnati otto dei dodici premi “Stella della Mole”, tra cui quelli ad Antonio Banderas, Spike Lee e Stefania Sandrelli. Il programma del TFF, ancora una volta sarà diviso in sei sezioni, per un totale di 120 film. Tre sono le sezioni competitive: il concorso principale, il concorso documentario e il concorso cortometraggi. Tre, invece, le sezioni non competitive: lo zibaldone, il fuori concorso e la retrospettiva dedicata a Paul Newman. Torino sarà anche scenario di due film: il primo intitolato “Juventus. Il decennio d’oro”, di Angelo Bozzolini, che ripercorre gli anni bianconeri tra il 1975 e il 1985, il secondo, facente parte della sezione documentari, con il titolo “Nel blu dipinto di rosso”, di Stefano Di Polito, che narra la storia del collettivo torinese Cantacronache. A Torino arriveranno molti ospiti eccellenti, tra i quali Antonio Banderas, Juliette Binoche, Jaqueline Bisset, Daniel Bruhl, Sergio Castellitto, Terra Gillian, Spike Lee, Claude Lelouche, Vincent Lindon, Vanessa Redgrave, Stefania Sandrelli e Aleksander Sokurov. Diversi i luoghi delle prooiezioni: il Teatro Regio, per l’inaugurazione, il cinema Massimo e il cinema Romano.

Per il Torino Film Festival è possibile acquistare i biglietti online o in biglietteria fisica presso le sedi principali.

Biglietti: intero: 7,50 euro – ridotto: 5,50 euro – biglietti carnet a tariffa intera possono essere acquistati sul sito www.torinofilmfest.org – la vendita online sarà consentita fino a 30 minuti prima di ogni proiezione, con acquisto massimo di 10 biglietti. Biglietterie fisiche nei cinema Massimo e Romano.

I riconoscimenti delle sezioni competitive saranno assegnati nella serata di chiusura di sabato 29 novembre al cinema Massimo.

Mara Martellotta

“Capolavori di Torino”, un racconto corale al Centro Storico della FIAT

In esposizione negli spazi di via Chiabrera, testimonianze, immagini, oggetti e documenti che restituiscono le esperienze delle scuole allievi FIAT e Lancia

Il Museo Nazionale dell’Automobile apre al Centro Storico FIAT la mostra “Capolavori di Torino”, realizzato insieme all’Associazione Ex Allievi FIAT, che restituisce, attraverso un racconto corale, la straordinaria esperienza novecentesca delle scuole FIAT e Lancia, fatta di teoria, pratica, disciplina ed eccellenza tecnica. Il progetto, ideato e curato dall’artista Nicola Nunziata, è articolato su tre componenti: la call to action partecipativa, la mostra e la pubblicazione, e si distingue per una combinazione unica di cittadinanza attiva, ricerca attiva e metodo partecipativo. “Capolavori” è il termine che definisce gli oggetti che gli allievi realizzavano come prove tecniche durante il loro percorso formativo, a dimostrazione delle capacità acquisite, oggi riletti nel progetto come manufatti simbolici e fossili di lavoro individuale. In occasione di questa mostra, il termine si dilata accogliendo un’idea più ampia di eccellenza e impegno, in un gioco di parole che congiunge il gesto operaio alla dimensione museale, e conferisce il titolo all’intero progetto di ricerca e sperimentazione attraverso il quale, il Museo Nazionale dell’Automobile attiva un dialogo con la cittadinanza, recuperando materiale diffuso tra i cittadini, per raccontare una vicenda storicamente importante. L’obiettivo è rintracciare e acquisire attraverso la raccolta, la digitalizzazione e la catalogazione quella parte di archivi privati invisibili, considerati complementari al materiale ufficiale, diffusi nel tessuto urbano torinese e non ancora emersi.

“Con ‘Capolavori di Torino’, l’archivio del Centro Storico FIAT, in particolare le scuole di FIAT e Lancia – afferma Nicola Nunziata – diventa materiale di partenza per la creazione di nuove opere d’arte. Un censimento pubblico estende il campo d’azione artistica, trasformando la ricerca d’archivio in un processo partecipativo. ‘Ex allievi cercasi’ è una call to action rivolta ai cittadini di Torino con l’obiettivo di ampliare la documentazione esistente con i materiali dei loro archivi privati, finora latenti, per costruire insieme una mostra al Centro Storico FIAT. L’istituzione culturale riafferma la propria natura di laboratorio di produzione s sperimentazione attivando un dialogo diretto tra artisti e cittadini. Questi ultimi si riappropriano degli spazi museali, riconoscendoli come luoghi accessibili e di trasformazione. Emerge uno scenario in cui ricerca artistica, umanità e tecnologia, complice la memoria, cooperano per accogliere un futuro dove l’arte è bene comune, accessibile e condiviso.

La storia delle scuole aziendali FIAT e Lancia (1923-1983) è storia novecentesca. Di quel secolo ha ereditato le asprezze, la disciplina imposta da due guerre mondiali, la povertà diffusa prima del boom e le promesse di una vita per i figli migliore di quella dei padri. Entrambe le scuole rappresentavano molto più di un semplice avviamento al lavoro: il motto della scuola allievi FIAT era: “Prima educare, poi istruire”, e l’obiettivo era quello di formare giovani che per eccellenza professionale e senso di appartenenza costituisse la spina dorsale di aziende capaci di crescere senza perdere la loro identità, in un processo di crescita che sembrava non dovesse finire mai.

Sono in esposizione materiali d’archivio e manufatti d’epoca, in dialogo con videoinstallazioni, interviste e fotografie realizzate oggi agli studenti di un tempo. La mostra è un pretesto per la ricerca artistica e per interrogare l’archivio con il materiale da cui generare nuove opere d’arte, un campo d’azione dove la pratica artistica del riuso agisce per associazioni libere, attraverso l’ibridazione e la coesistenza di diversi linguaggi dell’arte. La mostra, aperta venerdì 21 novembre, si chiuderà domenica 22 marzo 2026 al primo piano del Centro Storico FIAT, Dirimpetto a quella che fu la scuola allievi di corso Dante 103, un modo per ancorare a un luogo la memoria di una delle più grandi esperienze formative mai temtate dall’industria italiana.

Mara Martellotta

Il verde che unisce: la Festa dell’Albero in Piemonte tra memoria, educazione e ambiente

Dal 21 al 23 novembre Legambiente celebra in tutta Italia la trentesima edizione della Festa dell’Albero, con oltre 120 iniziative di forestazione urbana. Una campagna che, in un Paese dove nei capoluoghi si contano in media solo 24 alberi ogni 100 abitanti, invita a riportare gli alberi al centro della pianificazione urbana, sostenendo la piena attuazione della legge 10/2013 e promuovendo piante, arbusti e infrastrutture verdi come strumenti fondamentali contro la crisi climatica.

Gli appuntamenti principali a Torino

A Torino la Festa dell’Albero assume un forte valore civico e simbolico.
Sabato 22 novembre, al Pratone Parella, il Circolo Legambiente Molecola e l’associazione greenTO organizzano una giornata di cura del territorio e riflessione sui legami tra ambiente, conflitti e diritti umani. Dopo la messa a dimora di un ulivo dedicato alla Palestina e di alcuni giovani alberi nell’area in corso di rigenerazione, seguirà l’incontro pubblico “Difendiamo la Terra, la Vita e la Pace”, con interventi su guerra e ambiente, testimonianze da Gaza e letture tratte da Diario da Gaza. La giornata si concluderà con musica dal vivo, dibattito e una merenda condivisa offerta da Incursioni Saporite.

Numerose attività coinvolgeranno anche il mondo scolastico:

  • Ivrea, Alpignano, Carmagnola, Mazzè, Caluso e Rivoli accoglieranno iniziative con studenti di ogni ordine e grado, laboratori ambientali, piantumazioni simboliche e attività di educazione alla sostenibilità.

  • A Rivoli, nell’ambito del progetto cittadino “Adotta un albero”, Legambiente e ANA collaboreranno con le scuole nella messa a dimora di nuove piante.

  • A Carmagnola, la piantumazione sarà dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne.

Le iniziative in Piemonte

Dal 19 al 23 novembre, il Piemonte sarà protagonista di decine di attività che uniscono comunità, scuole e associazioni locali:

  • Carignano (TO) – Messa a dimora di nuove piante con il Circolo Il Platano, il Parco del Po Piemontese e gli studenti della scuola media “Benedetto Alfieri”.

  • Novara – Doppio appuntamento: il 20 novembre con le classi dell’Istituto Comprensivo “Fornara Ossola”; il 21 novembre con l’Istituto Sacro Cuore, supportati dai volontari dell’associazione Nonni Vip Insieme.

  • Racconigi (CN) – Piantumazioni e attività con il Circolo Il Platano.

  • Collegno (TO) – Sabato 22 novembre messa a dimora di alberi dedicati alle vittime innocenti delle guerre, insieme al Circolo DORAINPOI e al CEA Cascina Govean.

  • Moncalieri (TO) – Iniziativa contro la violenza sulle donne con il Circolo FARE Insieme.

  • Ceresole d’Alba (CN) – Domenica 23 novembre attività con il Circolo Langhe e Roero.

  • Settimo Torinese (TO) – Piantumazioni dedicate alle vittime innocenti delle guerre con il Circolo Il Girasole.

Il grande evento finale di Galliate (NO)

Dal 27 al 29 novembre, a Galliate il Circolo Il Pioppo organizza tre giorni di Festa dell’Albero con la messa a dimora di 180 alberi dedicati alle bambine e ai bambini che nasceranno nel 2025.
Di questi, 120 daranno vita al nuovo parco urbano “I Gîardin di Murugni”, realizzato insieme alle scuole e alla cittadinanza.

Valle d’Aosta

La regione partecipa nell’ambito delle attività piemontesi con iniziative rivolte alle scuole e ai comuni, rafforzando il percorso educativo sulla tutela degli ecosistemi alpini e la valorizzazione del verde pubblico.

Un territorio impegnato nella tutela del verde

In Piemonte e Valle d’Aosta la Festa dell’Albero è anche un’occasione per consolidare un percorso già in atto. Progetti come il Bosco in Città di Beinasco (TO), che ha visto la piantumazione negli anni di circa mille alberi e arbusti vicino alla zona industriale, testimoniano l’importanza delle alleanze tra cittadini, circoli territoriali e amministrazioni nel creare nuovi polmoni verdi.

Avviato il cantiere di via Nizza:  nuove residenze universitarie, un centro commerciale, impianti sportivi

L’arrivo del freddo a Torino non ha fermato l’avvio dei lavori del nuovo Scalo Nizza. Un progetto di Nova Coop, Nido Living e Taurus che restituirà alla città l’area dell’ex scalo ferroviario Vallino, dismesso dal 2010 e rimasto fino ad oggi in disuso e inaccessibile, in via Nizza, a ridosso della ferrovia e del cavalcavia di corso Sommeiller.

Ieri mattina il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e l’assessore all’urbanistica Paolo Mazzoleni, insieme al presidente di Nova Coop Ernesto Dalle Rive, al responsabile dell’Italia di Nido Living Giuseppe Zafferri e all’amministratore delegato di Taurus Pietro Burdisso, hanno visitato il cantiere.

Un intervento che rafforza la vocazione universitaria e di servizio del quartiere San Salvario e che darà vita a un nuovo mix funzionale di residenzialità studentesca, commercio e spazi pubblici. L’area coinvolta misura complessivamente 32mila metri quadrati, oggi oggetto delle opere di scavo e fondazione destinate a ospitare un complesso articolato in due anime principali: una nuova residenza universitaria da 402 posti letto e un polo commerciale e di servizi.

«L’ex Scalo Vallino oggi diventa Scalo Nizza: un cambio formale, ma anche sostanziale per comunicare la rigenerazione che prende concretamente il via e che rappresenta un fondamentale tassello della strategia di trasformazione urbana dei siti industriali dismessi – afferma Stefano Lo Russo, Sindaco di Torino –. La realizzazione di una residenza studentesca contribuirà ad una delle vocazioni strategiche di Torino, come città universitaria di livello internazionale, l’area commerciale, la piastra sportiva e la piazza pubblica saranno al servizio del quartiere e degli studenti che vi gravitano, mentre i collegamenti saranno garantiti dalla pista ciclopedonale che si connette con piazza Nizza e dalla presenza della stazione della metropolitana. È grazie a progetti come questi che la nostra città potrà essere sempre di più riconosciuta per la sua capacità di attrarre giovani in formazione universitaria offrendo esperienze di studio, residenzialità, lavoro e integrazione nel sistema economico e sociale cittadino».

Il primo nucleo dell’intervento è rappresentato dalla futura residenza studentesca, sviluppata dall’operatore immobiliare specializzato Taurus per conto della piattaforma europea di alloggi per studenti Nido Living. Questa sarà organizzata in due edifici distinti ma collegati a livello sotterraneo e nei sistemi impiantistici tecnologici: uno con forma a ferro di cavallo, manica principale con orientamento nord-sud e ingresso principale su via Nizza, l’altro con un fronte lungo parallelo a corso Sommeiller, che sorgerà al di sopra della piastra commerciale. Gli edifici sono progettati per fornire spazi moderni, sostenibili e dotati di ampie aree comuni: sale studio, palestra, sala gioco, zone bar e di ristorazione, terrazze verdi e depositi per le biciclette. Con una superficie complessiva di circa 10.500 metri quadrati di superficie lorda pavimento (Slp), la residenza offrirà monolocali singoli e doppi, ideali per rispondere alla crescente domanda di residenzialità universitaria di qualità in città.

La componente commerciale, sviluppata direttamente da Nova Coop, si articola in due volumi complementari, per un totale di 10 mila metri quadrati di Slp, e ospiterà un mix bilanciato di funzioni pensato per integrare servizi di prossimità, ristorazione e commercio. Il cuore dell’offerta sarà il nuovo Superstore Coop, che occuperà 2.499 metri quadrati dedicati alla vendita, affiancati da 1.386 metri quadrati di superfici accessorie, e realizzato secondo il format “presto e bene”, con tecnologie digitali avanzate e l’intera gamma dei servizi cooperativi. Al primo piano dello stesso edificio saranno posizionate alcune medie superfici commerciali, per un totale di 2984 metri quadrati. Il secondo edificio ospiterà al piano terra circa 3000 metri quadrati per la ristorazione e le attività di vicinato, in connessione diretta con la nuova piazza pubblica prevista all’interno del complesso. I suoi due piani superiori saranno invece dedicati a parcheggi coperti che, assieme a un livello di parcheggio interrato, garantiranno complessivamente circa 16.500 metri quadrati di sosta.

Lo sviluppo verrà completato da circa 5.000 metri quadrati di impianti sportivi, da una nuova piazza pubblica aperta a usi temporanei flessibili, da percorsi pedonali e ciclabili e da nuove aree verdi per una superficie complessiva di circa 8.500 metri quadrati, di cui quasi 3.000 ricavati come giardini pensili sulla soletta dell’edificio commerciale che ospiterà il superstore. La copertura del secondo edificio commerciale, pari a 2.600 metri quadrati, sarà interamente occupata da un impianto fotovoltaico, che produrrà energia rinnovabile per la copertura dei fabbisogni dell’intero complesso.

Con la sua articolazione di funzioni e la qualità architettonica prevista, Scalo Nizza è stato concepito per ricucire un vuoto urbano storico, restituendo continuità al fronte di via Nizza e creando un nuovo polo di attrazione nonché un luogo di relazione a beneficio del quartiere. L’intero intervento adotta criteri avanzati di sostenibilità: gli edifici della residenza universitaria sono progettati per ottenere la certificazione LEED Gold, grazie a soluzioni costruttive efficienti e a sistemi impiantistici evoluti, mentre la piastra commerciale segue gli standard della certificazione ITACA, orientati alla riduzione dell’impatto ambientale e all’ottimizzazione delle prestazioni energetiche.

Il cronoprogramma lavori prevede la consegna delle funzioni commerciali entro il primo semestre 2027 e di quelle ricettive nel corso del secondo semestre, con un avanzamento distinto dei lotti. L’investimento complessivo ammonta a circa 105 milioni di euro.

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Vetrine e bacheche tra i pilastri dei portici, autorizzate nuove attività commerciali

Nuova vita per le vetrine e le bacheche interpilastro dei portici torinesi. La Giunta comunale ha approvato  su proposta dell’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, una delibera che permette di riattivarle come piccoli punti vendita di prodotti non alimentari. Il provvedimento definisce regole chiare e stabili per l’utilizzo di queste strutture e supera i limiti introdotti nel 2014, aprendo la strada al recupero degli spazi oggi chiusi, con l’obiettivo di migliorare decoro, sicurezza e vitalità negli spazi porticati della Città.

“Le vetrine e le bacheche interpilastro sono un elemento caratteristico dei nostri portici e parte della storia commerciale della città – dichiara l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino –. Con questa decisione diamo regole chiare e stabili agli operatori e favoriamo il recupero degli spazi chiusi – attualmente 26 su un totale di 150 –, restituendo vivacità e presidio a luoghi che rischiano il degrado. È un passo avanti importante per rendere i portici di Torino più vivi, più curati e più sicuri”.

Il provvedimento stabilisce che i titolari delle vetrine e delle bacheche interpilastro, regolarmente autorizzate sotto il profilo edilizio con un permesso temporaneo (tecnicamente “titolo in precario”), possano richiedere un’autorizzazione commerciale per la vendita di prodotti esclusivamente non alimentari. L’autorizzazione avrà la stessa durata del permesso edilizio e potrà essere revocata qualora lo richiedano esigenze di interesse pubblico. Negli spazi oggi chiusi ma dotati di un valido titolo di occupazione di suolo pubblico sarà possibile avviare nuove attività commerciali: una misura che contribuirà anche a rivitalizzare alcune aree porticate come quelle di via Nizza e piazza Carlo Felice, dove le vetrine sono chiuse da anni.

Prosegue così il lavoro avviato dalla Città di Torino sin dal 2003, quando la Giunta aveva approvato il Progetto Integrato d’Ambito, che coinvolgeva l’intero sistema dei 12 km di portici di Torino e mirava al miglioramento, attraverso un’azione pubblico-privata, della qualità dello spazio pubblico. Un tema ripreso anche quest’anno dal Consiglio comunale, che ha approvato la delibera consiliare dal titolo “Iniziative per il rilancio dei chioschi inutilizzati su territorio cittadino e per il riordino della loro disciplina”.

Firmata tra Governo e Regione la pre-intesa sull’autonomia differenziata

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È stata sottoscritta oggi dal ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, e dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, la pre-intesa relativa alle quattro materie dell’Autonomia differenziata, che avvia formalmente il percorso per il riconoscimento di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alla Regione Piemonte.

La pre-intesa definisce l’attribuzione alla Regione Piemonte di funzioni specifiche in ambiti ritenuti strategici, tra cui la protezione civile, con una maggiore autonomia decisionale e operativa nelle fasi emergenziali; le professioni, con la possibilità di disciplinare nuove figure professionali di rilevanza regionale; la previdenza complementare e integrativa, con la facoltà di attivare strumenti territoriali anche dedicati al personale pubblico, in particolare quello sanitario; e la tutela della salute e il coordinamento della finanza pubblica sanitaria, con una gestione più flessibile della programmazione economica, tariffaria, organizzativa e strutturale, nel pieno rispetto dei livelli essenziali di assistenza stabiliti a livello nazionale.


Il documento rappresenta il primo passaggio istituzionale vincolante verso l’intesa definitiva e si inserisce nel quadro normativo definito dalla legge n. 86/2024 e dalla sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale. L’intesa dovrà ora essere approvata dal Parlamento e dal Consiglio regionale, presso il quale già domani è convocata la Commissione Autonomia per l’esame del testo.
Sorride al momento della firma il ministro Roberto Calderoli, che sottolinea l’opportunità di questo percorso a beneficio di tutto il Paese: «Sono convinto che, senza ideologie o pregiudizi politici, anche altre Regioni si faranno avanti. L’autonomia non toglie nulla a nessuno ma consente di agire con maggiore libertà rispetto ai vincoli che impone lo Stato centrale, e questo va tutto a vantaggio dei cittadini perché la singola Regione conosce meglio i bisogni e saprà dare le migliori risposte concrete. Con queste pre-intese siamo passati allo step successivo, dopo l’approvazione della legge 86/2024, e proseguiremo il cammino insieme ai governatori e con il via libera della stessa premier Meloni, che ha espresso la propria soddisfazione per i passi avanti. Abbiamo davanti un anno e mezzo di legislatura, io son convinto che i tempi ci siano per raggiungere questo risultato».
«Oggi arriviamo a una firma storica che attua l’Autonomia differenziata per il nostro Piemonte, portando a compimento un percorso iniziato nel 2018, quando io ancora non ero presidente e governava il centrosinistra, e che noi abbiamo ampliato e rinforzato nel 2019 e poi nel 2020, mantenendo un impegno programmatico assunto con i cittadini del Piemonte – spiega il presidente Cirio – Oggi attuiamo quello che prevede la nostra Costituzione, ovvero che ci sia la possibilità per le Regioni che lo richiedono, e il Piemonte l’ha richiesto, di poter avere maggiore autonomia su alcune materie per operare meglio e risparmiando risorse. La firma di oggi non è quindi solo un atto formale, ma sostanziale che porterà benefici alla vita dei piemontesi. A titolo di esempio – prosegue il presidente – con l’autonomia la Regione potrà dichiarare subito lo stato di emergenza in caso di calamità naturale, come oggi fa il Friuli Venezia Giulia, oppure destinare risorse aggiuntive per medici e infermieri che scelgono di lavorare, ad esempio, nelle zone di montagna garantendo il diritto alla salute anche nei territori più lontani dalle grandi città, oppure riconoscere le specificità a professioni che per loro natura sono regionali, e non nazionali, come le guide alpine o i maestri di sci».
Alla firma erano presenti anche la vicepresidente Elena Chiorino e l’assessore all’Autonomia Enrico Bussalino, che ha seguito l’intero percorso negoziale e istituzionale insieme al presidente Cirio per conto della Regione, e il presidente della Commissione Autonomia del Consiglio regionale, Andrea Cerutti.
«La firma di questa pre-intesa – dichiara l’assessore Bussalino – rappresenta un passo fondamentale verso un modello istituzionale che rafforza la responsabilità amministrativa e avvicina le decisioni ai territori. Il Piemonte ha competenze, struttura e visione per esercitare queste funzioni con efficienza e trasparenza, nell’interesse dei cittadini e nel pieno rispetto dell’unità nazionale».
La pre-intesa ha una durata di dieci anni, rinnovabile, e prevede l’istituzione di una Commissione paritetica Stato–Regione–Autonomie locali, incaricata di monitorare e accompagnare l’attuazione delle competenze trasferite, garantendo trasparenza, continuità e coerenza con il quadro nazionale.

cs

E’ arrivato l’inverno. Temperature in calo a Torino

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Torino, da oggi fino a domenica, il protagonista sarà un freddo intenso e persistente. Le temperature minime si porteranno a ridosso dello zero e le giornate saranno segnate da cieli grigi, interrotti soltanto da qualche breve schiarita. Già da oggi il cielo resta coperto, l’aria è umida e pungente, e nelle ore centrali difficilmente si supereranno i 10 °C. Giovedì si noterà un lieve miglioramento nelle prime ore, ma presto tornerà ad aumentare la copertura nuvolosa, accompagnata da un ulteriore abbassamento termico in serata.

Il freddo più intenso arriverà però da venerdì: le minime scenderanno fino a circa 2 °C, con una sensazione di gelo ancora più marcata, tipica delle prime irruzioni fredde autunnali. Le giornate saranno dominate dalle nuvole, con qualche raggio di sole sporadico ma insufficiente a mitigare le temperature. Sabato e domenica il contesto resterà pressoché invariato: alternanza di nuvole e timidi sprazzi di luce, mattinate molto fredde con valori prossimi a 0–1 °C e un’elevata probabilità di brina nelle aree più esposte. Le massime rimarranno contenute, tra 7 e 10 °C, mantenendo un clima dal sapore decisamente invernale.

In sintesi, il fine settimana torinese sarà governato da un freddo deciso, avvertibile soprattutto all’alba e dopo il tramonto, con possibili gelate locali. Chi si troverà fuori nelle prime ore del mattino o la sera dovrà affrontare un clima rigido e superfici potenzialmente scivolose, mentre nelle ore centrali della giornata il cielo offrirà solo brevi momenti di luce senza un reale aumento delle temperature.

Abbattimento barriere architettoniche, interventi straordinari a Vanchiglia

La Giunta comunale ha approvato  – su proposta dell’assessore alla Cura della città, Francesco Tresso – una serie di interventi straordinari di adeguamento e di abbattimento delle barriere architettoniche nel quartiere Vanchiglia. L’obiettivo è migliorare l’accessibilità agli spazi pubblici per le persone con disabilità motorie e visive.

Gli interventi riguarderanno l’abbattimento delle barriere architettoniche presenti sui marciapiedi, la riorganizzazione degli spazi e la creazione di percorsi dedicati alla mobilità pedonale. Si prevede la realizzazione di percorsi accessibili, l’allargamento dei marciapiedi in prossimità degli incroci (i cosiddetti “nasi”) per consentire l’inserimento di scivoli pedonali, con l’eventuale posa, in prossimità del passaggio agevolato, di segnaletica tattile mediante piastrelle con codifica “loges”. A completamento delle opere, verrà effettuata una manutenzione mirata della pavimentazione dei marciapiedi.

Il progetto prevede inoltre una serie di interventi puntuali per risolvere alcune situazioni critiche presenti nell’intero territorio comunale, con lavori di manutenzione dei marciapiedi, interventi su scivoli e attraversamenti con la realizzazione di percorsi pedonali accessibili, di completamento e adeguamento della segnaletica verticale lungo i percorsi ciclabili.

“Una città accessibile a tutte le persone è una città più equa e più giusta – commenta l’assessore Tresso -. Con questa consapevolezza l’Amministrazione comunale sta lavorando alla definizione del PEBA, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, con l’obiettivo di superare gli ostacoli fisici e percettivi e di favorire l’accessibilità degli spazi urbani. Gli interventi approvati oggi si inseriscono in questo percorso e rispondono alle numerose segnalazioni ricevute dal territorio, e contribuiranno a migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini”.

Gli interventi a Vanchiglia interesseranno le intersezioni tra via degli Artisti e via Tarino, via Balbo e via Bava, via Vanchiglia e via Balbo, corso Regina Margherita e via Montebello. E ancora, tra via degli Artisti e via Vanchiglia, via Martini e corso San Maurizio, via Balbo e via Guastalla e, infine, tra via Santa Giulia e via Vanchiglia.

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A Torino nascerà il Museo dell’Immigrazione

Le cittadine e i cittadini di origine straniera a Torino sono il 16,63% (143.279 persone) – ha detto in aula la proponente – e il Museo può rappresentare un punto di incontro tra culture diverse

Facendo tesoro della storia di accoglienza che ha sempre contraddistinto la città e valorizzando il patrimonio storico, artistico e culturale presente, Torino istituisca il Museo dell’Immigrazione. È quanto chiede l’ordine del giorno (prima firmataria: Caterina Greco – PD), approvato dal Consiglio Comunale di Torino (con 26 voti favorevoli, 1 astenuto) nella seduta del 17 novembre 2025.

Le cittadine e i cittadini di origine straniera a Torino sono il 16,63% (143.279 persone) – ha detto in aula la proponente – e il Museo può rappresentare un punto di incontro tra culture diverse, coinvolgendo le varie comunità straniere presenti, e può inoltre inserirsi nel dossier di candidatura per la Capitale europea della Cultura 2033.

Il documento impegna sindaco e Giunta Comunale ad avviare il percorso per l’istituzione di un Museo dell’Immigrazione quale luogo fisico per radicare la storia dell’immigrazione a Torino, costituendo come primo atto un Tavolo di ricerca sul tema a cui partecipino, oltre agli Uffici dell’Assessorato alla Cultura, i rappresentanti dell’Archivio Storico della Città di Torino, del Centro Interculturale della Città di Torino, della Rete Porta delle Culture e delle eventuali altre associazioni culturali attive sul territorio cittadino che possano contribuire alla realizzazione dell’obiettivo.

Esistono già 35mila schede che potrebbero costituire il primo nucleo del nuovo Museo – ha aggiunto Lorenza Patriarca (PD), che ha presentato un emendamento al testo, poi approvato dalla Sala Rossa, e ha ribadito che Torino è sempre stata molto accogliente e che non bisogna perdere memoria di quanto le migrazioni abbiano contribuito allo sviluppo della città, favorendo così anche la coesione.

Minorenne accusato di tentato omicidio è evaso dal Ferrante Aporti

È evaso dal carcere minorile Ferrante Aporti  un diciassettenne accusato di tentato omicidio. Lo comunica l’OSAPP, Organizzazione Sindacale Autonoma della Polizia Penitenziaria. Secondo il sindacato la vicenda è legata alla carenza di organico nelle carceri. Il giovane avrebbe scavalcato il muro di cinta del campo sportivo. Le Forze dell’ordine  hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza del Ferrante Aporti e  della zona. L’evasione è avvenuta ieri.