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Più sicurezza urbana: Torino approva il progetto europeo per la formazione della Polizia Locale 

Grazie all’approvazione  in giunta, del documento che permette l’adesione della Città al progetto Digipol Academy per la Polizia Locale, Torino entra a pieno titolo tra le città europee che investono, insieme, in sicurezza.

Il progetto a cui ha aderito la Città, si inserisce nel contesto più ampio della trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione e della sicurezza urbana, con un forte focus sulla formazione innovativa, la realtà virtuale e la collaborazione europea.

Torino, diventa così il fulcro di una rete europea (con Nizza, Madrid e Liegi) che si occupa della formazione per la sicurezza urbana, della trasformazione digitale dei processi interni del Comando di Polizia Locale, introducendo strumenti per l’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale (IA) per la gestione della sicurezza.

Il progetto mira a migliorare la gestione dei grandi eventi, in particolare, nell’area transfrontaliera Italia-Francia, attraverso l’uso di tecnologie di realtà virtuale e protocolli di condivisione dei dati conformi agli standard europei. Gli obiettivi principali includono il potenziamento della risposta alle criticità, il rafforzamento della cooperazione tra le protezioni civili dei due Paesi, la formazione congiunta dei professionisti e il coinvolgimento della comunità

nello sviluppo di strategie ICT.

«Si tratta di un vero e proprio partenariato transfrontaliero – afferma l’assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale di Torino, Marco Porcedda – che prevede iniziative concrete sul territorio come corsi di formazione specializzati, la condivisione di buone pratiche e il potenziamento della collaborazione tra le forze dell’ordine in occasione di grandi eventi, per una risposta più efficace alle minacce alla sicurezza urbana».

Il progetto non comporta oneri per la Città, avrà una durata di 36 mesi e si svilupperà tra quest’anno e il 2027.

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Casa e ospedali le priorità di Cirio per il Piemonte nel 2026

L’avvio dei cantieri dei nuovi ospedali piemontesi e nuove misure per sostenere l’accesso alla casa sono tra i principali obiettivi che la Regione Piemonte intende realizzare nel 2026. Le linee programmatiche sono state illustrate al Grattacielo Piemonte dal presidente Alberto Cirio insieme agli assessori e ai sottosegretari regionali.

Sanità e edilizia ospedaliera

Gran parte della presentazione è stata dedicata al sistema sanitario regionale, con priorità al contenimento delle liste d’attesa, all’introduzione del nuovo sistema Cup e al piano di edilizia sanitaria. Tra i progetti più rilevanti figurano il Parco della Salute di Torino, per il quale si avvia la Conferenza dei servizi, e i nuovi ospedali di Cuneo, Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, con la localizzazione già individuata a Piedimulera.

Cirio ha rivendicato i risultati raggiunti nel 2025, come il completamento di importanti infrastrutture e misure di sostegno alla mobilità e alla cultura, indicando per il 2026 due priorità operative: l’avvio dei nuovi ospedali e il rafforzamento delle politiche abitative. Il presidente ha annunciato una nuova legge sulla casa e il progetto “Una famiglia, una casa”, che punta a ristrutturare almeno mille alloggi pubblici oggi inutilizzabili, destinandoli a giovani nuclei familiari con canoni calmierati. L’iniziativa, finanziata con 36 milioni di fondi europei riprogrammati, mira sia a sostenere la natalità sia a riqualificare il patrimonio immobiliare pubblico.

Politiche abitative e sociali

Attualmente oltre tremila alloggi popolari risultano sfitti per carenze manutentive. Il piano regionale prevede interventi di ristrutturazione con successiva assegnazione tramite bando, con criteri che favoriscano le famiglie con figli e canoni intorno ai 150 euro mensili.

Nel settore sociale, l’assessore Maurizio Marrone ha annunciato nuovi fondi per i caregiver familiari, l’ampliamento del voucher Vesta per il sostegno alle famiglie con figli e un piano di recupero degli immobili degradati da destinare all’edilizia popolare, con l’obiettivo di ridurre le liste di attesa per l’emergenza abitativa.

Welfare, lavoro e formazione

La vicepresidente Elena Chiorino ha sottolineato l’intenzione della Regione di rafforzare strumenti di welfare aziendale e politiche per l’occupazione, con particolare attenzione a donne e famiglie. Tra le priorità anche la formazione sull’intelligenza artificiale, considerata strategica per sostenere la competitività del sistema produttivo piemontese e valorizzare il ruolo di Torino come polo nazionale del settore.

Agricoltura, turismo e commercio

L’assessore Paolo Bongioanni ha annunciato nuovi stanziamenti per oltre 58 milioni destinati al comparto agricolo, con interventi su ricerca e innovazione e l’apertura di nuove sedi della Fondazione Agrion. Prevista anche l’istituzione di un osservatorio sul vino per favorire l’ingresso in nuovi mercati. Sul turismo la Regione punta a rafforzare la promozione internazionale e a partecipare a numerosi eventi fieristici, mentre nel commercio si lavorerà al potenziamento dei distretti e all’aggiornamento della normativa regionale.

Infrastrutture e sicurezza

Per le infrastrutture strategiche, l’assessore Enrico Bussalino ha indicato come obiettivi l’avvio dei lavori della Pedemontana piemontese e dello scalo merci di Alessandria. Sul fronte istituzionale si punta alla riforma delle Unioni di Comuni e all’approvazione del piano regionale per la sicurezza integrata.

Cultura, giovani ed eventi

L’assessore Marina Chiarelli ha illustrato una strategia che integra cultura, pari opportunità e politiche giovanili come leve di sviluppo territoriale. Il bilancio 2026 prevede investimenti superiori ai 45 milioni di euro, con il rafforzamento degli strumenti di sostegno alle realtà culturali e nuovi progetti, tra cui la piattaforma nazionale della danza contemporanea e l’ingresso del Piemonte in Federculture.

Trasporti e mobilità

L’assessore Marco Gabusi ha annunciato il completamento della fornitura dei nuovi treni regionali e l’apertura completa della linea ferroviaria Torino-Ceres. Nel trasporto su gomma partiranno nuove gare per migliorare i servizi, mentre la misura Piemove sarà estesa anche agli studenti delle università private.

Montagna e sviluppo territoriale

Marco Gallo ha evidenziato interventi per ridurre il divario digitale nelle aree montane e programmi per favorire l’insediamento di nuovi residenti e imprese. Previsti inoltre investimenti per il sistema neve e per la modernizzazione delle stazioni sciistiche.

Ambiente, energia e innovazione

L’assessore Matteo Marnati ha annunciato nuove leggi su data center, bonifiche ambientali e tutela del territorio dall’installazione indiscriminata di impianti fotovoltaici. Previsti circa 100 milioni di incentivi per interventi energetici, mobilità sostenibile e riqualificazione urbana.

Economia e imprese

Secondo l’assessore Andrea Tronzano, i dati economici mostrano segnali di ripresa, con crescita del numero di imprese attive e riduzione della disoccupazione. La Regione intende proseguire con politiche di attrazione degli investimenti, sostegno al credito e rafforzamento della presenza sui mercati internazionali.

Pubblica amministrazione e patrimonio

L’assessore Gian Luca Vignale ha indicato tra le priorità la semplificazione amministrativa, con un disegno di legge per ridurre la burocrazia e migliorare l’efficienza della macchina regionale. Previsti anche interventi di valorizzazione del patrimonio pubblico, tra cui siti storici e complessi monumentali, oltre al potenziamento funzionale del Grattacielo Piemonte.

Smog, fino a venerdì 13 febbraio confermato il livello 0 (bianco)

Prosegue fino a venerdì 13 febbraio  compreso – prossimo giorno di controllo – l’applicazione delle sole misure strutturali di limitazione al traffico: sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata .

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Inchiesta sull’eredità Agnelli, il gip dice no alla messa alla prova di Elkann

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Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino ha respinto la richiesta di messa alla prova presentata da John Elkann nell’ambito del procedimento relativo alla residenza della nonna, Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli.

Il provvedimento riguarda uno dei filoni giudiziari connessi alla gestione dell’eredità della famiglia Agnelli e agli accertamenti sulla residenza fiscale della nobildonna, aspetto ritenuto rilevante dagli inquirenti per la ricostruzione di alcune posizioni patrimoniali e tributarie.

Con il rigetto dell’istanza, il fascicolo è stato restituito alla Procura di Torino, che dovrà ora valutare i prossimi passaggi dell’inchiesta e decidere se proseguire con l’azione penale.

La messa alla prova è uno strumento previsto dal codice penale che consente, in presenza di determinati requisiti, di sospendere il procedimento attraverso un percorso alternativo al processo, basato su attività riparative e su un programma concordato con l’autorità giudiziaria. Nel caso di Elkann presso i Salesiani.

“Per noi non cambia niente. Peraltro, alla luce della frammentazione del quadro processuale, avevamo perso ogni interesse a questa istanza. Ora gli atti tornano alla procura. Se i pubblici ministeri decideranno di andare avanti noi dimostreremo che John Elkann non ha fatto nulla”. E’ quanto hanno dichiarato, a proposito della messa alla prova di John Elkann, gli avvocati Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi, legali dell’imprenditore, prima di lasciare il Palazzo di giustizia di Torino. A una domanda su una possibile caduta in prescrizione degli episodi contestati, i due penalisti hanno detto: “Noi non facciamo calcoli, noi ci difendiamo nel merito delle accuse”.

Asse Torino-Lione, avanti sul tratto Avigliana-Orbassano: opera da 3 miliardi

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Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), in accordo con il Commissario straordinario Calogero Mauceri, ha convocato oggi la Conferenza dei Servizi per l’approvazione del progetto definitivo della tratta Avigliana–Orbassano dell’asse ferroviario Torino-Lione.

Alla Conferenza sono stati invitati i sindaci degli undici Comuni coinvolti dall’intervento, oltre ai rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero della Cultura, del Ministero della Difesa, della Regione Piemonte, della Città Metropolitana e degli enti gestori delle interferenze infrastrutturali.

All’incontro hanno preso parte anche la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, l’assessore regionale alle Infrastrutture Strategiche Enrico Bussalino, il vicesindaco della Città Metropolitana Jacopo Suppo, insieme ai rappresentanti di RFI e FS Engineering (Gruppo FS).lione

Il progetto si inserisce nel quadro del completamento del Corridoio Europeo Mediterraneo della rete TEN-T e punta a favorire il trasferimento del trasporto merci dalla gomma alla ferrovia, oltre allo spostamento del traffico merci dalla linea storica alla nuova infrastruttura. L’intervento è destinato a produrre effetti anche sul Servizio Ferroviario Metropolitano torinese.

Il progetto definitivo della tratta nazionale Avigliana-Orbassano bivio Pronda prevede la realizzazione di una nuova linea in variante lunga complessivamente 24 chilometri, con arrivo allo scalo merci di Orbassano.

Il tracciato include un attraversamento in galleria naturale di circa 8 chilometri sotto la Collina Morenica, seguito da una galleria artificiale di circa 4 chilometri. La linea prosegue poi con un tratto allo scoperto che consente l’ingresso e l’attraversamento dello scalo di Orbassano, fino al collegamento con la linea esistente di accesso al nodo ferroviario di Torino.

Il costo complessivo aggiornato dell’opera è stimato in circa 3 miliardi di euro, dei quali risultano già finanziati 827 milioni.

Nel corso della Conferenza dei Servizi, i soggetti coinvolti potranno esprimere pareri, segnalare eventuali criticità, formulare prescrizioni e proporre possibili modifiche progettuali.

La progettazione ha già ottenuto il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, mentre è in fase di approvazione la Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Al termine dell’iter autorizzativo, RFI potrà avviare le attività necessarie per le procedure negoziali, subordinatamente alla copertura finanziaria completa dell’intervento.

Piemonte protagonista alla BIT: 66 fiere nel mondo per promuovere eccellenze e territori

L’eccellenza del sistema turistico piemontese si presenta alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo 2026, appuntamento di riferimento per il mercato globale dei viaggi in programma alla Fiera Milano Rho da martedì 10 a giovedì 12 febbraio.

La Regione Piemonte, in collaborazione con Visit Piemonte, propone un’offerta integrata nella quale istituzioni, Agenzie turistiche locali e operatori del settore lavorano insieme per promuovere una destinazione sempre più attrattiva per il turismo nazionale e internazionale. Una partecipazione che si inserisce pienamente nel tema guida della BIT 2026, “Costruire ponti. Immaginare nuovi ecosistemi”. Il Piemonte si propone infatti come territorio capace di mettere in relazione patrimonio storico e naturale, innovazione tecnologica e accoglienza sostenibile, attraverso un modello di viaggio in cui l’esperienza turistica si unisce alla tutela e valorizzazione del paesaggio.

«Alla Bit 2026 – sottolinea l’assessore regionale al Turismo Paolo Bongioanni – si presenta un palinsesto che armonizza le proposte delle Atl e dei territori con la regia della Regione nel segno del nuovo brand “Eccellenza Piemonte – Piemonte Is”, destinato a valorizzare l’autenticità piemontese durante tutto l’anno attraverso grandi eventi e itinerari d’eccellenza. I numeri straordinari delle festività di fine anno sono l’ultima conferma in ordine di tempo che la svolta intrapresa dal turismo piemontese comincia a dare i suoi frutti. Dobbiamo rendere sempre più riconoscibile il nostro territorio sui mercati nazionali e internazionali. Per questo, dopo le campagne promozionali sull’agroalimentare e gli sport della neve sulle maggiori tv e nelle Grandi stazioni, il Piemonte si racconterà quest’anno in un programma quasi ininterrotto di ben 66 fiere e borse internazionali».

In questa cornice, lo Spazio Piemonte ospita anche un’area dedicata ai parchi naturali, iniziativa fortemente sostenuta dall’Assessorato con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio ambientale attraverso competenze professionali e proposte specialistiche.

All’evento partecipano inoltre, in qualità di operatori, l’Istituto italiano Turismo per Tutti (IsiTT) e la Consulta per le Persone in Difficoltà (Cpd), impegnati nella promozione di standard qualitativi elevati e nella diffusione della cultura dell’accessibilità. La loro presenza rappresenta un impegno concreto verso un turismo inclusivo, capace di rendere l’offerta piemontese fruibile e accogliente per tutti.

Il concetto di turismo accessibile e di qualità trova ulteriore sviluppo nel progetto “Piemonte is”, il nuovo sistema di comunicazione che racconta l’autenticità del territorio, coniugando attrattività turistica e prestigio dell’agroalimentare e trasformando ogni prodotto tipico in un simbolo dell’eccellenza piemontese.

Presente il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, accolta allo stand del Piemonte dall’assessore al Turismo della Regione, Paolo Bongioanni

 

PROGRAMMA 11 E 12 FEBBRAIO

 MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO

 

Ore 11.15

GESTIONE CONGIUNTA DEL SITO UNESCO PAESAGGI VITIVINICOLI DI LANGHE-ROERO E MONFERRATO: SFIDE E POTENZIALITÀ

Nel 2026 il sito UNESCO dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato pubblicherà il nuovo Piano di Gestione, strumento di governance che definirà le linee strategiche per i successivi quattro anni di attività. Il documento nasce da un’attenta analisi dello stato dell’arte del territorio, condotta all’indomani del decennale dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Tema centrale del percorso di redazione del Piano è la gestione condivisa e partecipata del territorio, sviluppata in collaborazione con gli enti di promozione turistica di riferimento, Alexala ed Ente Turismo Langhe Monferrato Roero. Una gestione culturale e turistica che riconosce come fondamento dell’attrattività del territorio la cultura, le tradizioni e i saperi popolari che ne hanno determinato il riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità. In coerenza con questa impostazione, il primo prodotto concreto di tale collaborazione sarà una brochure digitale congiunta, che racconterà il territorio di Langhe Monferrato Roero attraverso la lente UNESCO, valorizzando la tradizione vitivinicola e la positiva relazione tra abitanti e natura, espressione di un lavoro umano stratificato nel tempo che, da secoli, plasma il paesaggio e il sottosuolo. Seguirà brindisi con Alta Langa – Coinvolgimento dell’Enoteca regionale del Moscato di Mango e il Consorzio dell’Asti.

Relatori:

Giovanna Quaglia, presidente dell’associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato

Bruno Bertero, direttore site manager del sito UNESCO e dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero

Giulia Pelassa, project manager dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato

Marco Lanza, direttore Alexala

Interviene Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte

A cura di Ente Turismo Langhe Monferrato Roero e Alexala insieme con l’associazione per i Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato

 

Ore 12.15

IL CAMMINO DI SAN MICHELE IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA

Presentazione dello storyboard e del video emozionale e tecnologico che valorizzerà il tratto della provincia di Alessandria del Cammino di San Michele. Il tragitto oggetto di un importante intervento infrastrutturale della provincia di Alessandria con il contributo della Regione Piemonte costituirà un attrattore fondamentale per il turismo locale e la riconoscibilità delle Terre del Sud Piemonte. Da qui si svilupperà un racconto che intreccia la forza spirituale del culto di San Michele con l’innovazione del turismo sostenibile, mostrando la bellezza e l’accoglienza del territorio alessandrino, in una chiave moderna e di forte impatto divulgativo. Grazie al supporto della Regione Piemonte, della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e della Camera di Commercio Alessandria Asti, il territorio potrà godere di uno strumento di comunicazione innovativo e di alto profilo tecnologico.

Relatori:

Roberto Cava, presidente ATL Alexala

Luigi Benzi, presidente provincia di Alessandria

Sandro Vannucci, presidente comitato promotore San Michele cammino di cammini ETS

Interviene Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte

A cura di ATL Alexala

 

Ore 15.00

RISÒ – FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL RISO. SECONDA EDIZIONE

Presentazione della seconda edizione di “Risò – Festival Internazionale del Riso”, l’evento che ha reso il Vercellese “Capitale Europea del Riso” e invita a scoprire la città e i Borghi delle Vie d’Acqua attraverso il racconto di uno dei suoi tesori più preziosi. Un viaggio affascinante tra risaie che si specchiano nel cielo, antiche cascine, profumi di cucina e saperi tramandati nel tempo. “Risò” trasforma il riso in un’esperienza da vivere con tutti i sensi, unendo paesaggio, tradizione, creatività e ospitalità. L’invito è a rallentare, ad ascoltare le storie della terra e delle persone che la coltivano, a lasciarsi guidare dai sapori e dalla bellezza di un paesaggio unico in Europa. Degustazioni, talk, eventi diffusi, incontri culturali, tour e percorsi esperienziali in città e nei borghi: un programma pensato per viaggiatori curiosi, famiglie e appassionati che intreccia gastronomia, cultura e innovazione per valorizzare la tradizione risicola vercellese guardando allo sviluppo sostenibile e al futuro dell’agricoltura.

Relatori:

Davide Gilardino, presidente della Provincia di Vercelli

Natalia Bobba, presidente Ente nazionale risi

Interviene Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte

A cura di ATL Terre dell’Alto Piemonte

 

 GIOVEDÌ 12 FEBBRAIO

 

Ore 10.00

PASSIONE DI SORDEVOLO – OBIETTIVO 2027

Presentazione della XXIX edizione della Passione di Sordevolo 2027, uno spettacolo di Teatro Popolare tramandato ininterrottamente di generazione in generazione dal 1850. L’evento, in Valle Elvo nelle Prealpi Biellesi, costituisce una realtà corale dotata di profondo rilievo storico, culturale e religioso. Questa tradizione prosegue da circa due secoli grazie alla dedizione delle

generazioni che ne custodiscono l’integrità. A Sordevolo ogni 5 anni l’evento va in scena con più di 400 figuranti impegnati in un anfiteatro di 4.000 mq e oltre 30.000 spettatori da tutto il mondo, proposta con oltre 40 repliche. Presentazione dell’edizione 2027 con alcuni figuranti in costume.

Relatori:         

Stefano Rubin Pedrazzo – presidente dell’Associazione Teatro Popolare di Sordevolo

Mauro Benedetti – Ufficio Stampa

Riccardo Lunardon, sindaco di Sordevolo

Flaminia Perino, direttrice dell’Associazione Teatro Popolare di Sordevolo

Gian Marco Pidello, commissione Regia della Passione 2027

Interviene: Elena Chiorino, vicepresidente Regione Piemonte

A cura di ATL Terre dell’Alto Piemonte e Associazione Teatro Popolare di Sordevolo

Ore 11.00

CASTELLI, TORRI E MURA. LUOGHI D’ANTICHI SGUARDI SU LAGHI E MONTI

Lo speech vuole raccontare il patrimonio storico-culturale – dai Laghi Maggiore, Mergozzo e d’Orta fino ai piedi delle Alpi con l’Ossola – offerto dai principali luoghi dalle antiche origini: castelli, torri, mura e borghi medievali. Un affascinante viaggio tra storia, natura e arte, in modalità slow, di tendenza e naturalmente green, vivendo esperienze autentiche e suggestive per chi desidera unire il piacere della scoperta culturale a quello del paesaggio circostante con scorci mozzafiato su laghi e monti.

Relatori:

Francesco Gaiardelli, presidente Distretto Turistico dei Laghi

Vanessa Mineo, vicepresidente Distretto Turistico dei Laghi

Elena Poletti, consigliere Distretto Turistico dei Laghi

A cura del Distretto Turistico dei Laghi

L’ombra lunga degli Agnelli: se Torino perde la sua famiglia simbolo

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La protesta proclamata dalla redazione di la Repubblica rappresenta uno dei passaggi più delicati nella recente storia del quotidiano e riflette le tensioni emerse all’interno del gruppo editoriale GEDI, controllato dalla holding Exor della famiglia Agnelli-Elkann. Alla base dello sciopero vi sono le preoccupazioni dei giornalisti riguardo al progetto di riorganizzazione aziendale, percepito come un intervento che potrebbe ridurre gli organici, modificare la struttura del lavoro redazionale e incidere sulla linea editoriale della testata.

Secondo la rappresentanza sindacale interna, il timore principale riguarda un possibile indebolimento dell’autonomia giornalistica e una diminuzione degli investimenti destinati alla produzione di contenuti di qualità. La trasformazione del settore editoriale, segnata dal calo delle vendite della carta stampata e dalla necessità di rafforzare il digitale, impone nuove strategie industriali che tuttavia, secondo i lavoratori, rischiano di comprimere il ruolo culturale e informativo che il giornale ha storicamente svolto nel panorama nazionale. Le incertezze legate alla ridefinizione degli asset del gruppo contribuiscono inoltre ad alimentare timori sul futuro occupazionale e sulla stabilità della testata.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio che riguarda la figura di John Elkann e l’evoluzione delle strategie della famiglia Agnelli. Negli ultimi anni la holding Exor ha progressivamente orientato i propri investimenti verso scenari internazionali, ampliando il portafoglio in diversi settori economici e riducendo il peso delle attività storicamente radicate nel territorio torinese. Questa trasformazione ha alimentato un dibattito pubblico sul rapporto tra la dinastia industriale e la città di Torino, che per decenni ha rappresentato il centro nevralgico del sistema Fiat e della rete produttiva ad essa collegata. Alcuni osservatori interpretano questa scelta come un fisiologico adattamento alla globalizzazione, mentre altri la leggono come un progressivo allontanamento da un territorio che ha costruito parte della propria identità attorno alla presenza della famiglia Agnelli.

A incidere sull’immagine pubblica della famiglia contribuiscono anche le complesse vicende legate alla successione ereditaria. Le dispute sorte negli anni attorno alla gestione del patrimonio familiare hanno riportato al centro dell’attenzione beni artistici di grande valore, tra cui alcune opere pittoriche di pregio la cui collocazione e titolarità hanno alimentato polemiche e accertamenti. Questi episodi hanno rafforzato l’interesse mediatico sulla gestione dei beni storici della famiglia e sulle dinamiche interne alla successione patrimoniale.

Sul piano industriale, il gruppo Stellantis, nato dalla fusione tra FCA e PSA, sta affrontando una fase caratterizzata da forti trasformazioni del mercato automobilistico. Le oscillazioni registrate dal titolo in Borsa riflettono le difficoltà di un settore impegnato nella transizione verso la mobilità elettrica, nella competizione con nuovi produttori globali e nell’adattamento a normative ambientali sempre più stringenti. Questi elementi contribuiscono a creare un contesto complesso anche per l’intero sistema economico legato alla galassia Exor.

Nel complesso, le tensioni nel mondo dell’editoria, le questioni ereditarie e le sfide industriali delineano una fase di cambiamento profondo per la tradizione imprenditoriale della famiglia Agnelli-Elkann. Le scelte strategiche adottate negli ultimi anni evidenziano il tentativo di consolidare una presenza economica sempre più internazionale, ma al tempo stesso sollevano interrogativi sul futuro dei rapporti con il territorio torinese, sul ruolo delle storiche realtà industriali e sulle ricadute sociali e occupazionali che queste trasformazioni potrebbero comportare.

La Regione scommette su chi crea lavoro: 4,7 milioni per nuove attività

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La Regione Piemonte introduce nuove opportunità di sostegno per imprese e lavoratori autonomi, stanziando 4,7 milioni di euro destinati a favorire l’autoimprenditorialità sul territorio.

L’iniziativa rappresenta uno strumento concreto di politica attiva del lavoro, pensato per supportare l’avvio di nuove attività professionali e imprenditoriali, promuovendo forme di occupazione stabile e duratura.

Elena Chiorino, vicepresidente e assessore regionale al Lavoro, puntualizza che «questo bando è una dichiarazione di fiducia nel Piemonte che crea e che costruisce. Mettiamo in campo 4,7 milioni per sostenere chi sceglie di non aspettare, ma di rimboccarsi le maniche e trasformare un’idea in lavoro e futuro. È una scelta politica precisa: crediamo nell’impresa come motore di crescita della nostra Nazione. Con finanziamenti a tasso zero, garanzie regionali e strumenti concreti accompagniamo l’autoimpiego e la creazione d’impresa come vere politiche attive del lavoro. L’attenzione rafforzata all’imprenditorialità femminile è un atto di giustizia e di visione: valorizzare il talento delle donne significa rafforzare l’economia e la coesione sociale del Piemonte. La Regione vuole liberar energie, per questo sceglie di stare a fianco di chi crea lavoro».

Destinatari delle misure

Le agevolazioni sono rivolte a lavoratori autonomi, imprese individuali, società di persone e società di capitali costituite da non oltre 24 mesi, con sede legale e operativa in Piemonte.

Un’attenzione particolare è riservata all’imprenditorialità femminile: per lavoratrici autonome, imprenditrici individuali e aziende a prevalente partecipazione femminile il termine per accedere alle agevolazioni viene esteso fino a 36 mesi dalla costituzione dell’attività.

Interventi finanziabili

Il bando sostiene progetti di autoimpiego e creazione d’impresa attraverso finanziamenti agevolati che coprono fino al 100% delle spese ammissibili. Il 70% dell’importo è finanziato con fondi regionali a tasso zero, mentre il restante 30% proviene da istituti bancari convenzionati con tassi di mercato calmierati.

È inoltre prevista, su richiesta, una garanzia regionale gratuita che copre fino all’80% della quota di finanziamento erogata dalla banca.

Le risorse sono destinate a sostenere gli investimenti necessari all’avvio e allo sviluppo delle attività, comprendendo sia spese materiali sia immateriali, come l’acquisto di macchinari e attrezzature, software, interventi di adeguamento dei locali e altre voci strettamente collegate al progetto imprenditoriale.

Modalità di presentazione delle domande

Le richieste di finanziamento devono essere inoltrate a Finpiemonte entro 24 mesi dalla costituzione dell’impresa oppure dall’apertura della partita Iva per i lavoratori autonomi. Le domande vengono presentate tramite procedura telematica a sportello e sono valutate secondo l’ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Ulteriori informazioni sono disponibili ai seguenti link:
https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/presentazione-delle-domande-di-accesso-alle-agevolazioni-nuove-imprese
https://www.finpiemonte.it/agevolazioni/autoimpiego-creazione-impresa

Altri tre bimbi dalla Striscia di Gaza al Regina Margherita

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Nella tarda serata di ieri sono giunti a Torino tre bambini provenienti dalla Striscia di Gaza, accompagnati dai loro familiari e affetti da gravi patologie che necessitano di cure altamente specialistiche. I piccoli pazienti sono stati ricoverati all’ospedale pediatrico Regina Margherita, dove sono stati immediatamente avviati i primi percorsi terapeutici.

Tra loro ci sono due sorelle, Salma H., di 18 anni, e Zaina H., di 11 anni, arrivate insieme ai genitori e a quattro fratelli. Entrambe sono affette da anemia di Fanconi, rara malattia genetica che richiede trattamenti complessi. La più piccola, Zaina, dovrà sottoporsi a un trapianto di midollo osseo, mentre la sorella Salma, già sottoposta in passato allo stesso intervento, affronterà ora un nuovo ciclo di terapie. È stata accolta a Torino anche Salima A., di appena 22 mesi, affetta da sordità e destinata a intraprendere un percorso di cura che prevede l’impianto cocleare. Con lei sono arrivati i genitori, uno zio e tre fratelli.

«Il Piemonte continua a dimostrare la sua grande tradizione di solidarietà e generosità, accogliendo altre tre bambini provenienti da Gaza, con le loro famiglie che qui troveranno assistenza e ospitalità. A dicembre abbiamo intitolato il Regina Magherita ai “bambini del mondo” e oggi abbiamo, ancora una volta, la conferma di questa profonda vocazione solidale e internaizonale: il sistema sanitario regionale , infatti, interviene con la propria professionalità e competenza medica per curare bambini che provengono da ogni zona del mondo e in particolare da quelle più difficili. Il nostro ringraziamento va ad Azienda Zero per il coordinamento logistico dell’accoglienza e, soprattutto, a tutti i medici, infermieri ed operatori sanitari dell’ospedale pediatrico Regina Margherita che in questi frangenti dimostrano la loro grande umanità e che sapranno curare questi bambini affinché possano tornare presto a sorridere e a vivere in un contesto di serenità e pace» affermano il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori alla Sanità Federico Riboldi e alla Cooperazione internazionale, Maurizio Marrone.

L’intera operazione, dal primo arrivo notturno all’aeroporto di Linate con un volo militare fino al trasferimento a Torino e alla presa in carico sanitaria, è stata coordinata da Azienda Zero attraverso la Centrale Operativa del 118, che ha gestito il trasporto sanitario e il lavoro delle équipe mediche e infermieristiche impegnate nell’accoglienza e nell’affidamento dei bambini al Dipartimento di patologia e cura del bambino dell’Ospedale Regina Margherita, diretto dalla professoressa Franca Fagioli.

«Abbiamo accolto e assistito fin da subito tre bambini con le rispettive famiglie nell’ambito della missione “Food for Gaza” che ha il significato di creare un ponte tra l’ospedale Infantile Regina Margherita e i bambini di Gaza tramite l’intermediazione delle forze diplomatiche e dei sanitari israeliani e palestinesi. Fin dai primi accertamenti l’ospedale si è attivato con le sue eccellenze multidisciplinari nelle migliori cure. Ringraziamo la rete di associazioni del terzo settore, grazie alle quali sarà possibile accogliere le loro famiglie. Ancora una volta il Piemonte e l’ospedale Regina Margherita si confermano modello di cooperazione internazionale e di solidarietà» dichiarno la prfessoressa Franca Fagioli (Direttore Dipartimento Patologia e Cura del Bambino Regina Margherita) eil dottor Franco Ripa (Commissario OIRM).

«L’emergenza sanitaria richiede sempre risposte fondate su responsabilità, organizzazione e tutela delle persone più fragili. Anche in contesti di forte impatto umanitario, il 118 conferma il proprio ruolo di presidio pubblico affidabile. Come Azienda Zero siamo orgogliosi del lavoro svolto ogni giorno dalle professioniste e dai professionisti dell’emergenza», dichiara il Direttore generale di Azienda Zero, Adriano Leli.

Con questi nuovi arrivi salgono a 18 i nuclei familiari provenienti dalla Striscia di Gaza accolti al Regina Margherita, ai quali si aggiungono i 39 nuclei familiari provenienti dall’Ucraina. Negli ultimi tre anni l’ospedale ha accolto complessivamente oltre 100 bambini con i loro familiari provenienti dall’estero: circa un terzo dall’Europa dell’Est, un terzo dall’Asia e dal Medio Oriente e un terzo dall’Africa e dal Sud America. Numeri che confermano la dimensione internazionale del Regina Margherita e il suo costante impegno nell’offrire cure specialistiche, accoglienza e sostegno umano a bambini e famiglie che affrontano situazioni di particolare fragilità.

Torino fuori dai Giochi: l’Olimpiade mancata, una scelta che pesa

C’è un convitato di pietra nelle Olimpiadi invernali del 2026: Torino. Una città che aveva già dimostrato di saper ospitare i Giochi, che disponeva di impianti, competenze e memoria organizzativa, e che tuttavia è rimasta ai margini di Milano-Cortina. Col senno di poi, l’assenza di Torino è stata causata solo per una scelta politica a nostro avvisto sbagliata  e miope, dettata più da equilibri politici e da una visione ristretta del progetto olimpico che da una reale valutazione delle opportunità.

In origine, l’idea di un’Olimpiade a tre poli – Milano, Cortina e Torino –  rappresentava una soluzione coerente con l’evoluzione del modello olimpico: meno nuove costruzioni, più riuso, più territori coinvolti, maggiore distribuzione dei benefici. Una visione che, però, è stata progressivamente ridimensionata fino a lasciare Torino fuori dal perimetro ufficiale.

Una città già pronta

Torino non partiva da zero. Al contrario, partiva da un’eredità concreta: quella dei Giochi del 2006. Impianti funzionanti, professionalità consolidate, un sistema urbano abituato a gestire grandi eventi internazionali. Escluderla ha significato rinunciare a un patrimonio già disponibile, preferendo in alcuni casi soluzioni più costose o complesse.

Se Torino fosse stata inclusa, avrebbe potuto ospitare una parte rilevante delle discipline su ghiaccio indoor. L’Oval Lingotto, progettato proprio per il pattinaggio di velocità, avrebbe potuto tornare alla sua funzione originaria con interventi limitati. Il Palavela, simbolo del 2006, era ed è uno spazio ideale per il pattinaggio di figura e lo short track. Non ipotesi teoriche, ma opzioni realistiche, basate su strutture esistenti.

Anche sul fronte delle discipline di scivolamento, l’area olimpica torinese offriva una possibilità concreta. La pista di Cesana, oggi abbandonata, avrebbe potuto essere riqualificata e rimessa in funzione, evitando nuove costruzioni altrove e trasformando un’infrastruttura inutilizzata in una risorsa.

Un’Olimpiade più equilibrata e più nazionale

L’assenza di Torino ha contribuito a rendere Milano-Cortina un progetto fortemente sbilanciato. Milano come centro mediatico e finanziario, Cortina come vetrina alpina: due poli forti, ma anche due poli molto distanti tra loro, sia geograficamente sia simbolicamente. Torino avrebbe potuto rappresentare l’anello di congiunzione, il terzo pilastro di un’Olimpiade davvero nazionale.

Una candidatura a tre città avrebbe permesso di distribuire meglio flussi turistici, investimenti e visibilità internazionale. Avrebbe alleggerito la pressione su alcune località montane e rafforzato il ruolo delle Alpi occidentali, spesso rimaste in secondo piano rispetto a quelle orientali.

Comunicazione: un’occasione narrativa persa

Dal punto di vista della comunicazione, l’esclusione di Torino ha privato i Giochi di un racconto potente: quello della continuità olimpica. Torino è stata la prima città italiana a sperimentare con successo un’Olimpiade invernale diffusa, capace di trasformare il territorio e la propria immagine internazionale.

Inserirla nel progetto 2026 avrebbe consentito di costruire una narrazione a tre voci:

  • Milano, simbolo dell’innovazione e dell’economia contemporanea

  • Cortina, icona della montagna e dello sport invernale

  • Torino, capitale dell’eredità olimpica e della trasformazione urbana

Un racconto più ricco, più credibile e più attrattivo anche per il pubblico internazionale.

Logistica e infrastrutture: una sfida gestibile

È vero: coinvolgere Torino avrebbe richiesto una macchina organizzativa più complessa. Ma sarebbe stata una complessità governabile. I collegamenti ferroviari con Milano sono già una realtà, la città dispone di una ricettività ampia e di spazi adatti a ospitare atleti, media e delegazioni.

Torino avrebbe potuto diventare un hub logistico per le discipline su ghiaccio, un centro di produzione mediatica, un punto di riferimento per eventi culturali e cerimonie collaterali. Invece, si è scelto di concentrare tutto su altri territori, rinunciando a una distribuzione più equilibrata dei carichi organizzativi.

Una scelta miope, non inevitabile

L’esclusione di Torino non è stata una necessità tecnica, ma una decisione politica. Una decisione che ha guardato al breve periodo, trascurando il valore strategico di una città che aveva già dimostrato cosa significa ospitare i Giochi.

Oggi Torino resta spettatrice di un evento che avrebbe potuto coinvolgerla direttamente, rilanciando impianti, turismo e identità sportiva. Un’occasione persa che pesa non solo sulla città, ma sull’idea stessa di un’Olimpiade italiana davvero condivisa.

Milano-Cortina 2026 sarà comunque un grande evento. Ma con Torino sarebbe potuto essere qualcosa di più: un progetto più equilibrato, più sostenibile e più lungimirante.