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Torino, ristoranti chiusi: civiltà finita?

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Il famoso Cuculo di via Roma

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

Ho provato a ricordare  scrivendoli su un foglietto i ristoranti chiusi negli ultimi anni a Torino. Si tratta di un numero altissimo: il “San Giorgio “ al Castello Medievale ,la “ Vecchia Lanterna “,i “ Due lampioni” ,” Cuculo”, il “Giardinetto“, il “Gran Giardino”, poi diventato la “Rotonda“, la “Cittadella“, ”Cucco“, l ’”Antico cervo“, “La smarrita“, “Ferrero“ ,il “Rendez – Vous“ , il Tiffany, Villa “Sassi“, la “Fontana luminosa“ ,il “Baccarat“ , il “Firenze“, il “Pavia“, il “Passator cortese“, il “Ciacolon “, il “Bastian Contrario“,  “il Muletto“, il “RistoDante”, il “Giancarlo“, la “Capannina”, ”la Pace,” l’”Appennino pistoiese”, ”l’Abetone“, il “Bridge“, “Calandrino”, “Mon Ami”, “Osvaldo”, “La fontana dei francesi”, “Perbacco”, “Montecarlo”. E qui mi fermo, anche se potrei continuare con altri nomi come il ristorante friulano  il “Camin“ che prese il posto di Gipo in  corso Francia, un locale dove non volli mai mettere piede per antipatia verso il cantautore allora apertamente comunista. Ogni nome mi ricorda una storia, degli amici con cui andavo a cena ,degli episodi piacevoli di serenità, di allegria, di intimità. Mio padre amava le cene al ristorante e ogni settimana si andava a cenare. Mi ha abituato al piacere della civiltà della tavola.  Sicuramente una giovinezza dorata per parafrasare Elena Croce. Lui ci andava in giacca e cravatta anche d ‘estate e voleva che tutti seguissimo il suo stile che allora non era solo nostro, ma di tanti torinesi. E poi ho cominciato ad andarci io con compagne di liceo e con le prime amiche. Capisco bene di essere stato un privilegiato. Un privilegiato soprattutto perché ho conosciuto una Torino che non c’è più. Ogni locale con  il ricordo di uno stile e  con un’ eleganza scomparsa. Ogni esame superato all’ università ,andavo a festeggiarlo al ristorante. Un passato che forse  oggi idealizzo e che non c’è più,  ma che  è motivo di piacere ricordare, anche se devo constatare che quegli ambienti eleganti o anche semplici ,ma  sempre accoglienti, appartengono ad un passato, ad una civiltà torinese, come avrebbe detto Mario Soldati, che è stata travolta dai tempi nuovi e non sempre felici. Era bello cenare con  il filosofo Oscar Navarro che si dilettava di cucina insieme al latinista Vincenzo Ciaffi, come era bello ritrovarsi insieme a Mario Bonfantini e a Liana  De Luca, la poetessa  di cui il grande francesista si era follemente innamorato . Era piacevole ritrovarsi la sera con Edoardo Ballone, sociologo e giornalista che diventava la “forchetta curiosa“ del giornale “La stampa“, sempre alla ricerca di nuovi locali. Anche loro appartengono ad un tempo perduto che non tornerà mai più.

In arrivo i fondi dalla Regione per la formazione di 180 nuovi medici

MEDICINA GENERALE, LA REGIONE PIEMONTE RIPARTISCE OLTRE 6 MILIONI 798 MILA EURO PER FORMARE 180 MEDICI IN PIU’ IN TRE ANNI 

 

Su proposta dell’assessore alla Sanità del Piemonte, questa mattina la Giunta regionale ha disposto il riparto di 6 milioni 798  mila euro per il finanziamento di 180 borse aggiuntive di formazione in medicina generale (60 all’anno) per i trienni formativi 2021-2024, 2022-2025 e 2023-2026, prendendo atto che 2 milioni 226 mila euro sono in attesa del decreto di assegnazione del Ministero della Salute.

Un provvedimento sul quale il presidente della Regione e l’assessore regionale alla Sanità richiamano l’attenzione, sottolineando l’importanza di investire sulla formazione di nuovi medici da impegnare sul territorio, dove la rete assistenziale è in fase di deciso potenziamento.

I medici di medicina generale, nella prospettiva anche delle Case di comunità, svolgono un ruolo fondamentale per offrire la prima risposta alla domanda di cura dei cittadini, non ultimo filtrando e riducendo sensibilmente anche gli accessi impropri al Pronto soccorso.

Sul piano operativo, le risorse, facenti capo alla Missione 6 Salute del Pnrr riguardante lo sviluppo delle competenze tecniche-professionali, digitali e manageriali del personale del Sistema sanitario, sono state assegnate all’Asl Città di Torino, individuata dalla Regione come Azienda capofila e soggetto attuatore esterno dei corsi.

Controlli congiunti nelle zone della movida torinese, locali sanzionati

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Nella notte di domenica hanno avuto luogo, come di consueto, i controlli congiunti della Polizia di Stato e delle altre forze di polizia –  Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale –  nelle aree cittadine interessate dal fenomeno della “movida”.

L’attività, iniziata alle ore 20 del sabato sera, si è concentrata in Piazza Vittorio Veneto e vie limitrofe, quali via Matteo Pescatore, via Bava, via Balbo, via Guastalla,  via Vanchiglia, estendendosi fino a Piazza Santa Giulia e piazza Bodoni, oltre che al quartiere San Salvario e al quadrilatero romano.

Complessivamente sono state sottoposte a controllo 321 persone e 10 locali pubblici:  di essi sono stati sanzionati per aver violato il regolamento di Polizia Urbana in materia di vendita di bevande alcoliche e di occupazione del suolo pubblico.

Contestata anche una violazione al Codice della Strada.

I servizi di polizia nelle aree sopra menzionate continueranno con cadenza regolare.

Salvati mamma e neonato alle Molinette: dà alla luce un figlio e le viene asportata una massa nel petto

Le comprimeva cuore e polmoni

Poche settimane fa, ma la notizia è stata diffusa oggi, è stata salvata una giovane ragazza, che, dopo aver dato alla luce un figlio, è stata operata con successo presso l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, dove le è stata asportata una massa tumorale grande quanto un melone, che nel petto le comprimeva cuore e polmone sinistro.

È il 2019 quando una ragazza della provincia di Torino (all’epoca di 19 anni) inizia a sentirsi male. Un malessere strano che sottrae giorno per giorno le forze. Respira male, dimagrisce sempre più e sente come un peso al petto. Dalle analisi emerge una situazione grave: viene diagnosticato un tumore maligno aggressivo, un sarcoma del torace, una massa che sta crescendo al centro del petto comprimendo metà del polmone sinistro e il cuore. Purtroppo, questo tumore si è già diffuso anche alle ossa. La giovane si affida al dottor Giovanni Grignani, che per due anni tra chemioterapia e radioterapia la accompagna lungo un percorso pieno di incognite. Le cure riescono a sconfiggere la malattia, che si arresta ed entra in una sorta di letargo, le metastasi scompaiono ma quel macigno nel petto è sempre lì. La rimozione chirurgica è sconsigliata per l’elevatissimo rischio di lesionare gli organi vitali del torace.

Qualsiasi attività quotidiana è una fatica immensa. Spostarsi da una stanza all’altra è come correre una maratona con fiato che si spezza e le gambe che cedono. La ragazza è forte ma ormai si sta rassegnando a trascorrere gran parte delle giornate a letto a causa di quell’ospite indesiderato che impedisce all’aria di entrare nei polmoni ed al cuore di spingere il sangue al resto del corpo.

Quando la paziente ed il suo compagno decidono di creare una famiglia ed avere una gravidanza, tutti i medici che hanno accompagnato la giovane coppia sanno che sarà un percorso estremamente rischioso e che al momento del parto il suo cuore potrebbe cedere. Viene programmato un parto cesareo, presso l’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino, eseguito dal professor Alberto Revelli e dalla dottoressa Silvana Arduino (Ostetricia e Ginecologia 2 universitaria ospedale Sant’Anna) col supporto anestesiologico delle dottoresse Simona Quaglia, Margherita Piazza e Mariella Maio (Anestesia e Rianimazione 4 Sant’Anna) e del dottor Giancarlo Fornaro (Cardioanestesia Molinette). Grazie alla elevata competenza e capacità di lavorare come una squadra che l’intervento ha successo. Mamma e figlio stanno entrambi bene e possono tornare a casa.

Pochi mesi dopo però le condizioni della ragazza peggiorano nuovamente. L’aria non passa più nei polmoni perché la massa tumorale comprime sempre di più i polmoni stessi. Non c’è altra soluzione che un disperato tentativo di rimuoverla. In passato la rimozione chirurgica era sempre stata sconsigliata per l’elevatissimo rischio di lesionare gli organi vitali del torace, ma ora non c’è altra possibilità, si tratta di un intervento estremo, cosiddetto “di salvataggio”.

I chirurghi toraco-polmonari (coordinati dal professor Enrico Ruffini), con la collaborazione dei cardiochirurghi (diretti dal professor Mauro Rinaldi), studiano tutte le possibili soluzioni, ma la massa è come incollata alle pareti del cuore ed a gran parte del polmone sinistro. Non c’è possibilità di errore, la giovane paziente è consapevole che l’operazione ha più incognite che certezze, ma affida la sua vita nelle mani dei chirurghi. Ancora una volta il lavoro di squadra dà i suoi frutti.

La paziente, che ora ha 22 anni, viene ricoverata ed operata all’ospedale Molinette. In 6 ore di intervento l’équipe composta dal professor Enrico Ruffini, dai dottori Marco Pocar, Paraskevas Lyberis e Matteo Roffinella, assistiti dal team di anestesisti composto dai dottori Alessandro Buttiglieri, Giancarlo Fornaro e da Anna Chiara Trompeo, riescono a rimuovere la massa dal suo petto (grande quanto un melone 12cm x 10cm x 6 cm di 1500 grammi), preservando il cuore e ripristinando la piena funzionalità del polmone sinistro gravemente compresso. Dopo 10 giorni dall’intervento la ragazza torna finalmente a casa all’affetto dei suoi cari e ad accudire il suo bambino. Ad un mese dall’intervento il cuore è tornato a battere normalmente e la mancanza di fiato ormai è un lontano ricordo.

“Questo straordinario risultato è l’esito di un grande lavoro di squadra dei professionisti appartenenti ai diversi presidi dell’Azienda, che con coraggio affrontano casi estremi con interventi di frontiera, che sempre più dimostrano il ruolo Hub e di riferimento di questa Azienda” dichiara il Direttore della Città della Salute di Torino dottor Giovanni La Valle.

La domenica di Torino Comics tra fumetti, cinema e musica

Altra giornata ricca di eventi e performance, quella di domenica 16, per la chiusura di Be your superhero, la XXVII edizione di Torino Comics.

 

Autori, fumetti e inclusione in sala Blu

La giornata di domenica si apre alle 10 con la presentazione di La Taverna del Drago Rosso. La prima Sitcom Fantasy Italian di Sempre!, a cura di UnderSky Production. Alfredo Castelli, Lucio Filippucci, Massimo Bonfatti e Stefano Fantelli sono “I quattro dottori” protagonisti dell’appuntamento Il Docteur Mystère e il ritorno di Tilt.

Inclusione e genere sono i temi di Il Giappone narrato al femminile, alle 11, con Enzo Tripodina, Elena Romanello, Monica Tamaino; e, alle 15, dell’incontro a cura della Consulta per le persone in difficoltà: Agenda della disabilità: mettiamoci in gioco, a cui si ispira anche l’area allestita per il gioco inclusivo e la Escape Room. Il pomeriggio si chiude alle 17 con una sfida di disegno live tra gli autori Marvel.

 

Sala Cinema: proiezioni e incontro con Mario Addis

Mattina di proiezioni in Sala Cinema al Padiglione 1. Si parte alle 9.45 con il documentario a cura di Will Media “One day one day”; segue alle 11 “La fortuna di Nikuko” di Ayumu Watanabe (Giappone 2021). Dalle ore 13.30 è in programma la proiezione dei corti del Centro Sperimentale di Cinematrografia, che porta al Lingotto sei titoli selezionati. Appuntamento imperdibile alle ore 15.15 con Mario Addis, uno dei più grandi animatori e registi italiani, autore del celebre opening animato del film “Il mostro” di Roberto Benigni.

 

La Zona Rossa e il fumetto erotico

La Zona Rossa, novità di questa edizione, apre alle 11 con la proiezione del corto “Sensuability” sui temi di sessualità e disabilità. Alle 14 è in programma l’incontro con Alessandro Sidoti e Rossana Berretta su Erotismo, fumetti e Dimoon: un ménage a tre vincente. MySecretCase cura l’appuntamento delle 15 Siamo tutt* pinguini? Incontro su monogamia e alternative; mentre alle 16 è possibile assistere alla realizzazione live di una tavola hentai. Ancora per questo ultimo giorno sono presenti nell’area gli autori Luis Quiles, in arte Gunsmithcat, grande artista spagnolo, diventato un modello per le nuove generazioni con i suoi disegni provocatori e politicamente scorretti che fanno riflettere su temi come prostituzione, omofobia, sfruttamento, carestie, droga, guerra e social network; e Ester Cardella, fumettista indipendente palermitana.

 

Competizioni cosplay e concerto di Cristina D’avena al Main Stage

Il palco della domenica è dedicato al Karaoke Contest, con le qualificazioni alle 12 e la premiazione alle 16.30. Alle 13 si svolge la tappa di qualificazione italiana dell’Europa Cosplay Cup, competizione a cui partecipano cosplayer qualificati da paesi di tutta Europa. Le finali si svolgeranno a novembre 2023 a Tolosa in Francia, in occasione dell’evento Tolouse Game Show. Premiazione finale alle 17. Chiude la manifestazione l’attesissimo concerto di Cristina D’Avena insieme ai Gem Boy, gruppo rock demenziale celebre per le cover parodistiche delle sigle dei cartoni animati.

Quiz, giochi e magia in area family

Giochi e attività per i più piccoli nella nuova Area family, realizzata in collaborazione con Carioca e Quercetti. Si parte alle 10 con lo spettacolo d bolle di sapone; a seguire cantastorie, un gioco d’animazione per famiglie e il quizzone sui cartoni animati; nel pomeriggio spazio alla baby dance, al quiz per veri nerd e allo spettacolo di magia di Masters of Magic.

 

Torino Comics è un evento organizzato da Just for fun in joint venture con GL events Italia – Lingotto Fiere. Patron della manifestazione è Vittorio Pavesio.

 

Torino Comics. XXVII EDIZIONE

Dal 14 al 16 aprile 2023

Lingotto Fiere

Via Nizza 280 – 10126, Torino

 

Orari
Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30

www.torinocomics.com

facebook.com/torinocomics
instagram.com/torinocomics

email: info@torinocomics.com

Sfila a Torino il primo Disability Pride

Si è svolto oggi a Torino il primo Disability Pride, la sfilata dell’orgoglio disabile.

Al corteo hanno partecipato centinaia di persone, presenti il sindaco Stefano Lo Russo, le bandiere dei Radicali, esponenti politici, numerose associazioni.

La sfilata è partita da Piazza Carlo Felice e, passando per via Roma, è giunta al punto di ritrovo  in Piazza Castello.

Il sindaco: “Lo scopo è sensibilizzare sul tema dei diritti, perché accessibilità, mobilità e servizi fanno la differenza tra una città dove si vive bene e una in cui non è così”

Nella notte la Polizia sventa furti e spaccate a Torino

Continua l’attività di controllo ordinaria e straordinaria attuata dalla Polizia di Stato torinese per prevenire ulteriori reati predatori, danneggiamenti ai danni di esercizi commerciali, furti in abitazione.

I poliziotti dell’U.P.G.S.P. e dei Commissariati cittadini, regolarmente coadiuvati anche da equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, hanno garantito anche in queste ultime ore a ridosso delle Festività Pasquali la capillare copertura delle diverse aree cittadine.

I servizi svolti  hanno consentito di sventare, ad esempio, una spaccata ai danni di una trattoria  di via Madama Cristina. I poliziotti delle Volanti hanno infatti individuato attorno alle 4 di notte un cittadino italiano, peraltro gravato dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale – con la prescrizione di non rincasare la sera dopo le 21 e di non uscire la mattina prima delle 7 senza comprovata necessità – subito dopo il danneggiamento della vetrina del locale in pieno orario notturno, tramite il lancio di un sampietrino.  L’attivazione dell’allarme sonoro dell’esercizio commerciale ha consentito l’immediato intervento delle pattuglie della Polizia di Stato, che hanno colto l’uomo sul fatto; il Questore di Torino valuterà, nelle prossime ore, una richiesta di aggravamento della misura personale a carico dell’uomo.

Inoltre, sempre nel corso della medesima notte, personale dell’UPGSP è intervenuto nel quartiere Cit Turin, poichè notavano aggirarsi con fare sospetto  nei pressi di uno stabile di via Casalis un giovane. Estendendo il controllo al condominio, i poliziotti individuavano nell’oscurità, mentre tentava di nascondersi fra i bidoni dell’immondizia, un secondo soggetto. Dal materiale rinvenuto nelle disponibilità degli stessi (un flessibile a batteria e una lametta in metallo della lunghezza di 10 cm) era possibile desumere che i due cittadini italiani stessero per compiere l’ennesimo furto in abitazione. Uno dei due, che tentava di nascondere la propria identità, risultava avere in atto un obbligo di dimora nel Comune di Chivasso e un divieto di ritorno nel Comune di Torino con validità di 3 anni dal Luglio 2022.

Trasporto di organi con drone: il volo sperimentale a Torino dal Cto alle Molinette

E per sensibilizzare tutti i cittadini sulla donazione di organi, la Mole Antonelliana si illumina di rosso nella notte tra il 15 e 16 aprile

 

 Sarà a fine aprile a Torino il primo volo sperimentale per il trasporto di organi e di materiale biologico con drone. È il nuovo traguardo, presentato alle Molinette, del progetto INDOOR – usINg Drones fOr Organ tRansportation promosso daFondazione DOT – Donazione Organi e Trapianti che ha voluto così celebrare la Giornata Nazionale della Donazione e Trapianto 2023 prevista per il 16 aprile.

Attraverso il volo verranno trasferite, all’interno di una capsula appositamente progettata, sostanze inerti che simulano campioni biologici. Il drone partirà dall’area del CTO (Centro Traumatologico Ortopedico) e giungerà alla Palazzina di Genetica delle Molinette: una distanza di 500 metri in linea d’aria, tra due presidi ospedalieri dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, coperta sorvolando in modalità di navigazione automatica un tratto urbano della città di Torino e un tratto del fiume Po. Per poter garantire la massima sicurezza, il volo è programmato in un orario con condizioni di traffico stradale minimo e il drone sarà monitorato da osservatori lungo tutto il percorso.

“Siamo felici di annunciare il primo volo sperimentale per il trasporto di organi e di materiale biologico con drone – afferma Antonio Amoroso, Presidente della Fondazione DOT e Direttore del Centro Regionale Trapianti Piemonte e Valle d’Aosta –. Si tratta di un risultato importante che ci avvicina sempre di più al momento in cui si potranno ridurre in maniera significativa tempi e rischi per il trasporto di organi. I trasferimenti avvengono oraprevalentemente su strada e risentono dei rallentamenti e degli inconvenienti dovuti al traffico. Quelli con drone avranno invece rilevanti miglioramenti in termini di velocità e sicurezza, che avvantaggeranno in particolare i pazienti in attesa di trapianto. L’uso di droni potrà avereripercussioni importanti su tutto il sistema sanitario pubblico perché consentirà di contenere anche i costi che si sostengono attualmente per il trasporto su strada o tramite elicottero, con un consistente risparmio complessivo su tutta la filiera. Ipotizziamo di poter avere un prototipo di drone utilizzabile entro il 2023 e ci auguriamo di poter effettuare il primo vero volo di trasporto di materiale biologico entro un paio di anni”.

Trasporto di organi con droni: un’innovazione per la medicina dei trapianti e non solo

La sperimentazione dell’utilizzo di Aeromobili a Pilotaggio Remoto (nome tecnico dei droni) nella medicina dei trapianti tra gli ospedali piemontesi è realizzata nell’ambito del progetto di ricerca INDOOR avviato nel 2021 dalla Fondazione D.O.T. in collaborazione con partner istituzionali e tecnici: il Centro Nazionale Trapianti (CNT), il Centro Regionale Trapianti (CRT), l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Torino,  l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), il PIC4SeR del Politecnico (PoliTo Interdepartmental Center for Service Robotics), ProS3 (azienda specializzata nella progettazione di sistemi aerei a pilotaggio remoto), Mavtech (società di sviluppo di prodotti innovativi per la sorveglianza aerea e per il supporto operativo rivolto ad applicazioni civili), ABzero (startup che ha progettato e brevettato un contenitore sensorizzato per il trasporto di materiale biologico e di organi tramite drone) e LMA Aerospace Technology (azienda specializzata nella realizzazione di prodotti aerospaziali con tecnologie e materiali innovativi).

“Lo sforzo congiunto di Fondazione D.O.T., del Politecnico di Torino e di tutte le organizzazioni coinvolte ha permesso di raggiungere questo importante risultato – commenta Marcello Chiaberge, Professore del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni (DET) del Politecnico di Torino –.  Oltre agli impatti positivi in termini di velocità e sicurezza, con la sperimentazione del progetto INDOOR si apre la strada ai voli con droni in ambiente urbano, con molte possibili ricadute utili per il trasporto di beni per utilità pubblica in aree densamente popolate. Un’innovazione che dalla medicina dei trapianti porterà vantaggi a molti altri settori”.

Il progetto proseguirà con ulteriori test che saranno effettuati sia sul drone che sulla capsula che conterrà il materiale biologico e saranno realizzati tutti i voli sperimentali necessari per mettere a punto la tecnologia definitiva che sarà poi utilizzata per i trasferimenti reali.

La presentazione del primo volo sperimentale oggi alle Molinette è stata aperta dall’intervento di Giovanni La Valle, Direttore Generale dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, che afferma: “Il nostro Ospedale si colloca al vertice in Italia per la medicina dei trapianti. Sappiamo bene come questa attività sia di raccordo per tutte le discipline mediche e chirurgiche. L’esperienza ci insegna che molteplici innovazioni importanti per la medicina siano scaturite grazie ai trapianti. Per questo il nostro ospedale è impegnato nella ricerca e sviluppo in questo settore”.

All’incontro sono intervenuti Antonio Amoroso, Presidente della Fondazione D.O.T. e Direttore del Centro Regionale Trapianti Piemonte e Valle d’Aosta, Marcello Chiaberge, Professore associato presso il Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni (DET) del Politecnico di Torino, Daniele Camatti, Responsabile ricerca e sviluppo ProS3, Xia Yu Qi, ingegnere aerospaziale, ricercatrice Pic4Ser, borsista della Fondazione D.O.T., Anna Guermani, Coordinatrice Regionale delle Donazioni e dei Prelievi di Organi e Tessuti Piemonte e VDA. Anita Siletto, Presidente di AITF – Associazione Italiana Trapiantati di Fegato, ha condiviso la sua testimonianza di persona che ha ricevuto un trapianto di fegato.

16 aprile, una giornata per rilanciare la fiducia nella donazione di organi e tessuti

Nei primi tre mesi del 2023, i volumi di attività della rete di donazione e trapianto del Piemonte e Valle d’Aostasono in miglioramento. Il numero di donatori è pari a 36,1 per milione di popolazione (pmp), in aumento rispetto ai risultati del 2022, con 29,5 pmp in Piemonte (e 24,7 a livello nazionale). Al 31 marzo 2023 sono stati eseguiti 127 trapianti di organo: 67 di rene, 44 di fegato, 8 di cuore, 5 di polmone, 1 di pancreas e 2 trapianti combinati di rene e fegato. Dalla proiezione dei dati del primo trimestre a tutto il 2023 si prevede un risultato che supererà ampiamente i412 trapianti d’organo del 2022.

A livello nazionale, il 2022 è stato un anno record per le donazioni e per i trapianti secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti: complessivamente le donazioni di organi sono state 1.830 (+3,7% rispetto al 2021), quelle di tessuti sono state 11.031 con un 10,4% di incremento. I trapianti di organi sono stati 3.887, quasi 100 in più rispetto al 2021 con un aumento del 2,5%.

Sono però ancora troppi i ‘no’ alla donazione di organi e tessuti espressi all’Anagrafe: nel 2022 le dichiarazioni di volontà alla donazione registrate nel Sistema informativo trapianti attraverso il rinnovo delle carte d’identità sono state 2,7 milioni, con una percentuale di no del 31,8%. Per questo, all’incontro organizzato da Fondazione DOT è stato ricordato che la donazione è un gesto di solidarietà, sostenuto da stringenti vincoli etici, normativi e scientifici.

“È importante informare e rassicurare i cittadini che tutto il processo che va dalla donazione al trapianto è trasparente e rigoroso   – afferma Anna Guermani, Coordinatrice Regionale delle Donazioni e dei Prelievi di Organi e Tessuti Piemonte e VDA -. I prelievi e i trapianti di organi sono realizzati in ospedali pubblici ad opera di personale altamente specializzato, la donazione avviene solo dopo la diagnosi clinica di morte e il suo accertamento legale, il corpo del donatore viene trattato con grande rispetto. Questi sono alcuni dei fatti concreti che come Fondazione DOT portiamo costantemente all’attenzione delle persone affinché possano diventare donatori consapevoli”.  

Per sensibilizzare tutti i cittadini verso la donazione, in occasione della Giornata Nazionale della Donazione e Trapianto che ricorre domenica 16 aprile 2023 la Mole Antonelliana sarà illuminata di rosso con l’immagine di un cuore impacchettato, nella notte tra il 15 e il 16 aprile.

La Fondazione D.O.T. è stata costituita nel 2017 ed il suo scopo è l’attuazione di iniziative del più alto interesse sociale per la promozione ed il sostegno della ricerca scientifica nell’ambito della medicina dei trapianti e per la promozione della cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule. La Fondazione D.O.T. è composta da una ‘squadra’ di Istituzioni e Enti uniti e solidali al conseguimento della sua “mission”, ed è costituita da 5 soci fondatori: AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Città di Torino, Politecnico di Torino, Regione Piemonte e Università degli Studi di Torino.

Il Piemonte avvia la stabilizzazione del personale sanitario Covid

PRIMA REGIONE IN ITALIA. LE MISURE PER LE ASSUNZIONI

L’incremento del personale sanitario è previsto nell’ambito dei piani triennali sui fabbisogni del personale delle Aziende sanitarie regionali, triennio 2021-2023 e dei tetti di spesa del personale anni 2022-2023-2024, in virtù dell’accordo del 6 giugno 2022, che ha previsto il graduale aumento del tetto di spesa del personale (Decreto Calabria) nella misura del 4% per l’anno 2023 e del 6% per l’anno 2024, nel rispetto dell’equilibrio economico e finanziario del Servizio sanitario regionale.

Cosi l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Icardi, rispondendo ad un’interrogazione in Consiglio regionale sulle misure di assunzione del  personale sanitario.

Ad oggi, considerando l’annualità 2022, il saldo tra assunzioni e cessazioni di tutto il personale con contratto a tempo indeterminato del Sistema sanitario regionale, è positivo per 846 unità (dirigenza medica, dirigenza professionale, tecnica e amministrativa e comparto), mentre il saldo assunti/cessati per l’anno 2018 si attestava a 115 unità.

Nell’anno 2022 si registrano 2.425 contratti a tempo determinato.

Il Piemonte è stata la prima Regione in Italia ad avviare il percorso di stabilizzazione di una parte del personale a tempo determinato reclutato per l’emergenza Covid. La Regione Piemonte ha raggiunto un accordo per la stabilizzazione di 1.137 professionisti, di cui oltre 600 già stabilizzati nel 2022 e i restanti in corso di stabilizzazione nel 2023, progressivamente in base alla scadenza del loro attuale contratto a termine.

Per quanto riguarda le stabilizzazioni (decreto Milleproroghe), è tuttora in corso, nell’ambito del Tavolo tecnico della Conferenza Stato Regioni, la definizione delle opportune linee di indirizzo applicative.

Il fabbisogno di personale deve comunque tenere conto del Decreto ministeriale del 24 gennaio scorso relativo alla “metodologia per la determinazione del fabbisogno di personale del Servizio sanitario nazionale” redatto da Agenas.

Nell’ambito dei confronti periodici con le direzioni generali delle Aziende sanitarie regionali, è stato sollecitato il completo ricorso alle graduatorie concorsuali vigenti, attivando il relativo monitoraggio periodico, nonché confermata la possibilità delle stesse Aziende di reclutare il personale per lo sviluppo delle attività territoriali ex DL 34/2020 (ADI, infermiere di famiglia, assistenza territoriale).

Cantiere di via Po: lavori fino a novembre 2024 ma rimarrà sempre aperta

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Partiranno già la prossima settimana con il primo cantiere di Italgas gli interventi che per circa 20 mesi coinvolgeranno l’asse di via Po: 650 metri dove fino a novembre del prossimo anno si concentreranno lavori su rete elettrica, acquedotto, fognatura, semafori, viabilità e sui binari del tram, per i quali l’ultimo intervento di manutenzione straordinaria risale agli anni ’80 e che, nel tratto tra le piazze Vittorio e Castello, verranno interamente sostituiti.

 

“L’occasione per intervenire – spiega l’assessora alla Viabilità e ai Trasporti Chiara Foglietta – si è presentata con l’assegnazione a Torino di fondi ministeriali per i deficit manutentivi tramviari: risorse da utilizzare entro la fine del prossimo anno. Con l’obiettivo di ridurre al minimo i disagi per i cittadini e le attività economiche, l’assessorato – sottolinea – ha quindi interpellato i gestori dei vari sottoservizi presenti lungo la via, evidenziando la possibilità di mettere mano agli impianti per risistemarli contestualmente alle attività di sostituzione dei binari, concentrando e armonizzando i singoli interventi ”.

La pianificazione dei cantieri con un’attenta programmazione e gestione dei lavori, organizzati in modo da garantire la viabilità, mitigarne l’impatto ambientale, limitandoli al massimo nel periodo delle festività natalizie e di fine anno, è frutto del lavoro del tavolo di confronto con le diverse rappresentanze delle attività produttive convocato dal Comune che, sotto la Regia Cantieri, in questi mesi ha visto il coinvolgimento insieme agli uffici comunali, di Gtt, Infra.To., Iren, Ireti, Italgas e Smat. All’ultima riunione prima dell’avvio dei lavori oggi alla Curia Maxima erano presenti con gli assessori Foglietta e Chiavarino i rappresentanti dell’Associazione Commercianti di via Po, di Ascom e di Confesercenti.

“L’incontro di oggi – spiega l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino– testimonia la volontà dell’amministrazione di condividere questo percorso con le associazioni di categoria, accomunati dalla volontà di restituire decoro e sicurezza a una delle zone più rappresentative del commercio torinese. Tutte le fasi di cantiere saranno condivise in questo tavolo che diverrà permanente con l’obiettivo di lavorare in modo sinergico e costruttivo nell’interesse dei residenti e dei commercianti della zona”.

“La circolazione lungo l’asse di via Po non verrà mai interrotta – spiegano gli assessori – : almeno una corsia, da piazza Castello verso piazza Vittorio, rimarrà sempre percorribile dai veicoli, ma per lunghi periodi il transito sarà consentito in ambedue i sensi. Inoltre – sottolinea ancora Foglietta – ci siamo attivati per ottenere sgravi fiscali per Tari e Cosap per tutte quelle attività che si troveranno a patire i disagi economici e viabilistici legati ai cantieri”.

L’ intervento sui binari consentirà anche di migliorare le condizioni ambientali (con la riduzione del rumore prodotto dal passaggio del tram), manutentive e di durabilità dell’impianto, attraverso l’eliminazione nella parte centrale dei masselli in pietra, l’introduzione del materassino antivibrante e una finitura superficiale simile a via Cernaia. I lavori programmati vedranno la realizzazione di nuove dorsali per alimentazioni elettriche e idriche; il posizionamento di nuovi pozzetti di ispezione per le fognature bianca e nera; la sostituzione di condotte del gas; l’ammodernamento degli impianti semaforici e la sistemazione dell’incrocio tra le vie Po, Rossini e Accademia.

Per l’esecuzione dei lavori l’intera area tra le piazza Castello e Vittorio Veneto è stata suddivisa in 3 parti: da piazza Castello a via Rossini, l’incrocio tra via Rossini e via Po e la restante parte di via Po verso piazza Vittorio, mentre sotto il profilo temporale si sono individuate 12 sottofasi, riassumibili in 4 grandi momenti: da aprile 2023 a ottobre 2023; da novembre 2023 ad aprile 2024; da maggio 2024 a settembre 2024 e da ottobre 2024 a novembre 2024.

La partenza sarà soft. In questa prima fase, da aprile 2023 a ottobre 2023,  opereranno principalmente Smat e Ireti per il rifacimento degli impianti dell’acquedotto e di distribuzione dell’energia elettrica. Gtt sarà impegnata unicamente sull’incrocio tra le vie Po e Rossini, con cantieri di piccola dimensione per il rifacimento del manto stradale.
Via Po sarà sempre aperta al traffico nei due sensi di marcia. I cantieri di Ireti e Smat saranno posizionati sui due lati della via e, pur coprendo l’intero percorso, le imprese opereranno con la logica del cantiere mobile (della lunghezza all’incirca di un isolato), che avanzerà con il progredire dei lavori. In questo modo la riduzione dei posti auto sarà limitata e riguarderà solo il tempo strettamente necessario all’esecuzione dei lavori nel tratto interessato.

Seconda fase: da novembre 2023 a fine aprile 2024. È il momento in cui entra in campo il cantiere Gtt per la sostituzione dei binari. Sarà operativo dapprima nel tratto da via Delle Rosine a via Giulia di Barolo/Plana, ossia al termine dell’esedra di piazza Vittorio Veneto e successivamente si estenderà sino a via Rossini. I lavori, indubbiamente di maggiore impatto, comporteranno la limitazione a un solo senso di marcia su via Po, dalle ore 8.00 alle ore 17.00. Nelle restanti ore il cantiere verrà arretrato sulla carreggiata centrale per consentire il passaggio in entrambi i sensi di marcia, l’ingresso e l’uscita dai passi carrai. Gli interventi di Ireti e Smat (sistema fognario), proseguiranno con le stesse modalità del cantiere mobile, nel tratto da via Rossini a piazza Castello.

Terza fase: da aprile 2024 a fine settembre 2024. Speculare alla precedente, in questa fase il cantiere tranviario viene avviato prima da via Rossini fino a via Bogino, per poi essere esteso sino all’imbocco di piazza Castello. Verrà eliminato il blocco “salvagente” della fermata Carlo Alberto, non più utilizzata. Le modalità di gestione del cantiere saranno le stesse della fase precedente. La novità consiste nel fatto che questa fase è già la prima creazione definitiva della nuova carreggiata, con posa delle pietre che caratterizzano via Po, nel tratto Rossini/Vittorio Veneto che quindi gradualmente sarà libera da ogni impegno di cantiere.

Quarta fase, da ottobre 2024 a novembre 2024, nella quale via Po tornerà ad essere sempre aperta al traffico nei due sensi di marcia, si procederà ai ripristini con la posa della nuova carreggiata anche nel tratto tra via Rossini e piazza Castello.

Di tutto il cronoprogramma di cantiere e delle relative limitazioni sarà data man mano puntuale comunicazione a residenti e attività commerciali.