NEL 2025 INCASSI COMUNALI SCENDONO DEL -47%, 1,4 MILIONI DI EURO DI INCASSI. IN UN ANNO MINORI PROVENTI DA 1,27 MILIONI
Crollano a Torino le sanzioni elevate tramite gli autovelox, e nel 2025 l’amministrazione comunale ha registrato grazie agli strumenti di rilevazione automatica della velocità incassi per poco meno di 1,4 milioni di euro, in calo del -47,7% rispetto all’anno precedente. Lo afferma il Codacons, che ha realizzato uno studio sulla base della rendicontazione che, entro il 31 maggio di ogni anno, i Comuni devono fornire al Ministero dell’Interno.
In particolare i proventi delle multe da autovelox scendono a Torino dai 2,66 milioni di euro del 2024 a 1,39 milioni di euro del 2025, con una riduzione di 1,27 milioni di euro, piazzando la città al 10° posto nella classifica italiana dei maggiori incassi.
In linea generale in Italia nel 2025 le multe stradali elevate tramite autovelox hanno subito una battuta d’arresto, con i proventi delle principali città italiane diminuiti del -8,9% rispetto all’anno precedente. Nel 2025 le principali 20 città italiane (ad eccezione di Napoli che alla data del 31 maggio non aveva ancora presentato la documentazione) hanno incassato 56,5 milioni di euro grazie alle sanzioni elevate tramite strumenti di controllo elettronico della velocità, l’8,9% in meno (-5,5 milioni) rispetto gli incassi del 2024, che erano pari a 62,1 milioni di euro – analizza il Codacons – In testa alla classifica delle città con le maggiori entrate da autovelox c’è Firenze, che lo scorso anno ha incassato 19,7 milioni di euro, mentre al secondo posto sale il comune di Bologna, con 9,2 milioni di euro. Scende in terza posizione Milano (6,9 milioni), seguita da Genova, (4,8 milioni) e Palermo (4,2 milioni).
Se tuttavia si analizza l’andamento dei proventi da autovelox nelle varie città rispetto a quelli incamerati lo scorso anno, si scopre che alcune amministrazioni hanno registrato un crollo verticale degli incassi, altre un sensibile aumento. Tra le grandi città che hanno segnato performance negative spicca Roma, con entrate che passano da 4,8 a 2,3 milioni di euro (-52%), mentre a Milano i proventi da autovelox scendono del -34,8%. I comuni con i risultati peggiori sono però Trieste (-94,4%), Bolzano (-84,2%) e Bari (-73%) – rivela il Codacons.
Sull’altro lato della classifica, Ancona è la città che registra una vera e propria impennata degli incassi da multe con autovelox, che nel 2025 sono più che raddoppiati passando da 855mila euro a 1,8 milioni (+116%), seguita da Genova (+54%) e Cagliari (+42%).
Ci sono poi i casi particolari di piccoli comuni che, grazie agli autovelox installati sul proprio territorio, incassano milioni di euro ogni anno. Succede ad esempio in Salento, dove solo nelle casse del comune di Galatina sono entrati lo scorso anno 5,3 milioni di euro, cifra che sale a 9,3 milioni di euro se si considerano anche i proventi dei comuni di Trepuzzi, Cavallino, Lecce e amministrazione provinciale di Lecce.
Per non parlare della temibile “Telesina”, i cui autovelox hanno garantito ai 4 comuni attraversati dall’arteria ben 2,7 milioni di euro.
Ma c’è un comune che, più di tutti, ha fatto dell’autovelox un vero e proprio tesoro: Colle Santa Lucia (BL), pur contando poco più di 300 abitanti, grazie al suo unico autovelox installato sulle Dolomiti ha incassato in totale oltre 2 milioni di euro nel periodo 2021-2025, in media 5.989 euro a residente!
Le novità in tema di autovelox introdotte nel 2025 non hanno fermato la pioggia di multe agli automobilisti – spiega il Codacons – Il censimento che obbligava i comuni a comunicare i dati sugli apparecchi, pena la nullità delle sanzioni, è terminato solo a fine novembre, e non ha avuto quindi impatto sui proventi degli enti locali per lo scorso anno. La riduzione delle entrate, semmai, è da attribuire da un lato alla regolamentazione degli autovelox scattata lo scorso 12 giugno e che ha imposto regole più stringenti agli enti locali, dall’altro alle numerose sentenze della Cassazione che hanno bocciato le sanzioni elevate da apparecchi non omologati, portando molte amministrazioni a disattivare tali strumenti.
Ufficio stampa Codacons

Il Prefetto, Donato Cafagna, ha sottolineato come l’impegno corale e democratico, richiamato dal Presidente della Repubblica, come fondamentale per il nostro sistema Paese, trovi nei Patti per la sicurezza tra le componenti Stato-Regione-Comune una realizzazione concreta a beneficio della comunità cittadina, contribuendo al miglioramento della sicurezza urbana di Torino, soprattutto dove maggiore è la richiesta da parte dei cittadini. Il Patto per la Sicurezza Urbana si inserisce in un contesto in cui è molto rilevante l’impegno delle Forze di Polizia territoriali. Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza dall’inizio dell’anno 2026, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio nella città di Torino, hanno tratto in arresto 1.287 persone e deferito in stato di libertà 3.218. Sono stati svolti 1.627 controlli in esercizi commerciali e irrogate sanzioni amministrative per oltre 2,3 milioni di Euro. Inoltre, sono stati espulsi 310 cittadini stranieri, di cui 80 trattenuti presso i CPR e 56 rimpatriati.
Nelle sole zone a vigilanza rafforzata, istituite il 31 marzo in adesione alle previsioni del Decreto Sicurezza, sono state arrestate 141 persone e ne sono state deferite in stato di libertà 138. Sono stati svolti 167 controlli in esercizi commerciali e irrogate sanzioni amministrative per oltre 17.000 Euro. 367 sono i provvedimenti di allontanamento. Infine, sono stati 60 i Dacur adottati nelle zone rosse e nei luoghi della movida. Sulle ricadute positive del progetto si esprimono, con una dichiarazione congiunta, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il vicepresidente Maurizio Marrone e l’Assessore alla Sicurezza e Polizia Locale Enrico Bussalino: “Con il primo stanziamento regionale da un milione di euro abbiamo contribuito a rafforzare gli strumenti a disposizione di chi ogni giorno opera per garantire la sicurezza dei cittadini. La sicurezza non è soltanto contrasto alla criminalità, ma anche tutela della qualità della vita, sostegno alle attività economiche, decoro urbano e coesione sociale. Per questo continueremo a lavorare insieme alle Prefetture, alle Forze dell’Ordine e agli enti locali affinché Torino e tutto il Piemonte siano territori sempre più sicuri e vivibili. La sicurezza si costruisce con la collaborazione tra istituzioni e con investimenti concreti sui territori”. Dichiara l’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale della Città di Torino Marco Porcedda: “Le risorse stanziate nell’ambito del Patto per la Sicurezza Urbana consentono di mettere maggiori strumenti, come i mezzi presentati questa mattina, a disposizione della polizia locale e di tutte le forze dell’ordine, contribuendo a garantire maggiore sicurezza per chi vive e lavora a Torino.
Auspichiamo che anche i prossimi stanziamenti, nell’ambito del rinnovo del Patto, vengano indirizzati a misure di sicurezza integrata, prossimità e aggiornamento e miglioramento delle infrastrutture tecnologiche, come i sistemi di videosorveglianza. Il lavoro per garantire la sicurezza di cittadine e cittadini passa attraverso un impegno coordinato tra le istituzioni, nel rispetto delle competenze di ognuna: come Città di Torino continueremo a fare la nostra parte, dando pieno supporto a chi ha il compito di garantire la sicurezza, anche attraverso il lavoro della nostra polizia locale, e continuando a portare avanti interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana”