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Il Piemonte accelera sulle bonifiche, ma l’amianto continua a uccidere mille persone l’anno

Il 28 aprile si celebra ogni anno la Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto, un’occasione dedicata al ricordo e alla riflessione su tutte le persone che hanno perso la vita a causa dell’esposizione a una delle sostanze più pericolose e diffuse del secolo scorso. A livello globale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’amianto provoca oltre 200.000 vittime ogni anno, delineando un’emergenza sanitaria ancora lontana dall’essere risolta. Anche in Italia la situazione resta critica: si registrano circa 10.000 nuovi casi ogni anno e 7.000 decessi, senza segnali concreti di diminuzione. In questo scenario, il Piemonte rappresenta uno dei territori più colpiti.

Con circa 1.000 morti all’anno, di cui 250 legati al mesotelioma, la regione continua a subire le conseguenze della sua eredità industriale. Una realtà che ha lasciato segni profondi e che trova il suo simbolo più noto a Casale Monferrato, divenuta nel tempo un punto di riferimento internazionale nella lotta contro l’amianto.

Proprio qui, lo stabilimento Eternit è stato per decenni una delle principali fonti di esposizione, rendendo l’intera comunità uno dei casi più studiati al mondo per l’elevata incidenza di mesotelioma. Una vicenda che non appartiene solo al passato, ma continua a produrre effetti ancora oggi. L’amianto, infatti, non è soltanto una questione storica: è tuttora presente, spesso in modo nascosto, in edifici residenziali, scuole, ospedali, biblioteche, impianti sportivi e reti idriche, oltre che in contesti istituzionali e operativi, comprese le Forze Armate – in particolare Marina, Esercito e Aeronautica – senza escludere altri ambiti dello Stato. Una diffusione capillare ma poco visibile che espone ancora milioni di persone a rischi concreti.

Nel corso degli anni, la regione ha sviluppato strumenti significativi per affrontare il problema: un Piano Regionale Amianto tra i più completi a livello nazionale, attività di censimento dei siti contaminati, registri sanitari dedicati e programmi di monitoraggio epidemiologico. A questi si affiancano interventi di bonifica, incentivi per la rimozione e campagne di sensibilizzazione che hanno contribuito a rendere il Piemonte un modello di riferimento. Nonostante ciò, il dato più preoccupante rimane invariato: i numeri non mostrano una reale diminuzione.

“La vicenda Eternit ha segnato la storia del nostro Paese, ma non può essere considerata un capitolo chiuso. I numeri dimostrano che l’amianto continua a uccidere. Serve accelerare sulle bonifiche e rendere strutturale un piano di intervento capillare su tutto il territorio” – avvisa l’avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

In occasione della Giornata Mondiale Vittime Amianto, il messaggio che emerge è netto: il ricordo, da solo, non basta. È necessario portare a termine il percorso avviato, perché senza un’accelerazione concreta, anche nelle aree più consapevoli il rischio continuerà a tradursi in nuove vittime, spesso in silenzio.

L’ONA mette a disposizione un servizio gratuito di assistenza legale e medica attraverso il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it.

Record di trapianti di cuore e polmone: 1300 alla Città della Salute

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Nel Centro diretto dal professor Mauro Rinaldi

Il Centro Trapianti di Cuore e di Polmone della Città della Salute e della Scienza di Torino ha raggiunto il traguardo dei 1300 trapianti eseguiti tra cuore e polmone dall’inizio dell’attività, confermandosi uno dei poli di riferimento nazionali nel campo dei trapianti cardiaci e polmonari.

L’attività di trapianto cardiaco è iniziata nell’aprile 1990, mentre il primo trapianto di polmone è stato effettuato nel settembre 1993. Da allora il Centro ha conosciuto una crescita costante, sia in termini di volumi sia per l’innovazione clinica e tecnologica introdotta nel corso degli anni. Dei 1300 totali, finora sono stati 800 i trapianti di cuore (dei quali 17 combinati) e 500 quelli di polmone (dei quali 169 polmone singolo, 313 polmone doppio e 18 combinati).

Il Centro è diretto dal professor Mauro Rinaldi, sotto la cui guida l’attività ha consolidato posizioni di rilievo nel panorama nazionale del trapianto cardiaco e del trapianto polmonare, distinguendosi per risultati clinici, complessità dei casi trattati e sviluppo di programmi innovativi, come ad esempio i trapianti multiorgano (cuore – polmoni, cuore – fegato etc.).

Trapianto di cuore: innovazione e leadership nazionale

Tra le tappe fondamentali dell’attività cardiaca si segnala l’avvio, nel 2006, di un programma strutturato di assistenza meccanica al circolo, che ha consentito di trattare pazienti con scompenso cardiaco avanzato sia come ponte al trapianto sia come terapia definitiva.

Negli anni sono state introdotte tecnologie e strategie innovative, tra cui:

  • l’utilizzo del sistema OCS (Organ Care System) per la perfusione e la preservazione normotermica del cuore,

  • l’introduzione di Pertravel per l’ottimizzazione del trasporto degli organi,

  • l’avvio del programma di trapianto cardiaco da donazione a cuore fermo (DCD).

Questi sviluppi hanno contribuito a consolidare il ruolo del Centro tra le realtà di riferimento a livello nazionale per volumi, qualità e innovazione nel trapianto di cuore.

Trapianto di polmone: supporto extracorporeo e ricondizionamento d’organo

Anche il programma di trapianto polmonare ha segnato importanti traguardi. Il Centro ha introdotto precocemente sistemi di supporto extracorporeo respiratorio, tra cui ECMO, Decap e Novalung, rendendo possibile il trattamento di pazienti in condizioni critiche.

Di particolare rilievo:

  • l’esecuzione di trapianti in pazienti già supportati in ECMO,

  • l’avvio, nel 2011, di un programma di ricondizionamento polmonare ex vivo secondo la tecnica di Toronto.

  • l’avvio di trapianto cuore-polmone in blocco (unico centro italiano).

  • l’introduzione del trapianto da donazione DCD controllata e non controllata.

Queste innovazioni hanno permesso di ampliare il pool di donatori e di offrire una possibilità terapeutica a pazienti sempre più complessi.

Innovazione tecnologica nei trapianti: la collaborazione tra Fondazione DOT e Reale Foundation

Un ulteriore contributo a questi risultati deriva dalla collaborazione tra Fondazione DOT – Donazione Organi Trapianti (ente non profit fondato dall’AOU Città della Salute, Città di Torino, Regione Piemonte, Università e Politecnico, che promuove la ricerca scientifica nell’ambito della medicina dei trapianti e la cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule) e Reale Foundation, la Fondazione Corporate di Reale Group, impegnata nel sostegno a iniziative ad alto impatto sociale, in linea con i valori mutualistici del Gruppo e con una visione di sviluppo sostenibile e inclusivo.

La collaborazione fra le due organizzazioni si concretizza nel progetto triennale ITT – InnovaTrapianto a Torino, che mira a rafforzare l’eccellenza della medicina dei trapianti attraverso l’introduzione di tecnologie avanzate a supporto dei centri trapianto di Città della Salute.

Nel 2025 il progetto ha consentito di dotare il Centro Trapianti di Cuore e Polmone di nuove strumentazioni: un ecografo di ultima generazione Esaote MyLab X8 e XP per il monitoraggio dei pazienti immunodepressi dopo il trapianto e 9 kit del sistema PerTravel per il trasporto avanzato degli organi (cuore). L’ecografo, utilizzato quotidianamente in terapia intensiva, supporta il percorso clinico dei pazienti sottoposti a trapianto di cuore o polmone, oltre ai pazienti ricoverati nella stessa unità. Il sistema PerTravel è stato impiegato finora in 6 interventi di trapianto di cuore, contribuendo a migliorare la sicurezza del percorso trapiantologico e la ripresa funzionale post-operatoria.

Un risultato collettivo

Il traguardo dei 1300 trapianti rappresenta il risultato del lavoro integrato di équipe multidisciplinari altamente specializzate – cardiochirurghi, chirurghi toracici, anestesisti, perfusionisti, intensivisti, pneumologi, cardiologi, infermieri e coordinatori trapianto – e della stretta collaborazione con la rete nazionale della donazione e del trapianto.

Raggiungere 1300 trapianti significa aver restituito vita e prospettiva a migliaia di pazienti e alle loro famiglie. È un risultato che testimonia trent’anni di impegno, innovazione e lavoro di squadra” sottolinea Livio Tranchida (Direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino).

Il Centro Trapianti di Cuore e di Polmone della Città della Salute e della Scienza di Torino continua a investire in ricerca, tecnologia e formazione, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente i risultati clinici e ampliare le opportunità di cura per i pazienti affetti da insufficienza cardiaca e respiratoria terminale.

Salone del Libro, torna il “Buono da leggere” da 10 euro per tremila ragazze e ragazzi

Se “Il mondo salvato dai ragazzini”, tema dell’edizione 2026 del Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, richiama la responsabilità e la forza delle nuove generazioni, la Regione Piemonte sceglie di tradurre questa visione in un’azione concreta: investire nei giovani e nella lettura.

Torna così il “Buono da leggere”, l’iniziativa che, durante i cinque giorni del Salone, metterà a disposizione 3.000 voucher da 10 euro destinati a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 21 anni residenti o domiciliati in Piemonte, da utilizzare tra gli stand della manifestazione.

Accanto a questa misura, la Regione rafforza l’impegno verso il mondo della scuola con un’azione dedicata alle classi piemontesi, pensata per sostenere e ampliare le biblioteche scolastiche e personali degli studenti. Infatti, per le scuole dell’infanzia e primarie sono previsti 10 buoni da 10 euro per classe, mentre per le scuole secondarie di I e II grado sarà disponibile un buono da 10 euro per ciascuna studentessa e ciascuno studente.

Un intervento che non è solo un sostegno economico, ma una scelta culturale precisa: rafforzare il rapporto tra giovani e libro, riconoscendo nella lettura uno strumento di crescita, libertà e partecipazione.

“Il Salone del Libro non è solo una manifestazione: è un’infrastruttura culturale strategica per il Piemonte e per l’Italia. Per questo come Regione abbiamo scelto non solo di sostenerlo, ma di rafforzare la nostra presenza e i nostri strumenti investendo su politiche che mettano al centro i giovani, la filiera editoriale e l’accesso alla cultura – dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Piemonte – Il Buono da leggere è una misura concreta, ma è parte di una visione più ampia: fare del Piemonte un territorio in cui la lettura non sia un privilegio, ma una possibilità reale per tutti. E ora facciamo un passo in più, coinvolgendo direttamente le scuole, perché è lì che si costruisce il futuro della lettura”.

Come funziona – giovani (14-21 anni)

Per ottenere il voucher sarà necessario: scaricare il buono dalla piattaforma dedicata, recarsi al punto di ritiro al Salone (Padiglione 4) con documento d’identità e biglietto valido, ritirare il voucher da spendere presso gli editori aderenti. I buoni saranno disponibili fino a esaurimento.

Come funziona – scuole piemontesi

Le scuole che prenotano la visita al Salone potranno richiedere il “Buono da leggere” direttamente attraverso il sistema di biglietteria scuole. I buoni potranno essere ritirati esclusivamente da un/una docente presso lo stand “Buono da Leggere – Scuole” (Padiglione 4) nei giorni della visita. I buoni sono utilizzabili solo presso gli stand delle case editrici aderenti, dal 14 al 18 maggio 2026.

Un impegno strutturale per la cultura del libro

Il “Buono da leggere” si inserisce in una strategia più ampia della Regione Piemonte a sostegno della filiera editoriale e della promozione della lettura, che coinvolge imprese, librerie, biblioteche e progetti dedicati a tutte le età.

Accanto a questa iniziativa, proseguono: il premio nazionale “Nati per leggere”; “Hangar del Libro”, per l’editoria indipendente piemontese; la presenza dei sistemi bibliotecari nell’Arena Piemonte, spazio istituzionale del Salone progettato dalla Fondazione Circolo dei lettori.

Nel segno del Salone 2026, il Piemonte rafforza così il proprio ruolo di territorio che crede nei giovani come motore di cambiamento, investendo nella lettura come strumento per immaginare e costruire il futuro.

Calci e pugni per rubare denaro e cellulare: denunciati per rapina

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La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta, nei confronti di un minorenne ritenuto responsabile di una violenta rapina aggravata consumata lo scorso gennaio.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Torino, hanno permesso di ricostruire l’episodio commesso nei pressi del Parco Dora. Il giovane, agendo in concorso con altri due ragazzi, ha avvicinato la vittima con il pretesto di chiedere informazioni stradali.                       Una volta accerchiato il malcapitato, il gruppo lo ha colpito con calci e pugni fino a farlo cadere al suolo, causandogli diverse contusioni. Durante l’aggressione, i soggetti si sono impossessati del portafoglio e del telefono cellulare della vittima, per poi darsi alla fuga. Successivamente, le carte bancomat sottratte sono state utilizzate indebitamente per effettuare diverse transazioni fraudolente presso esercizi commerciali della zona.
Per questo fatto due dei tre ragazzi, minorenni, sono stati denunciati per il reato di rapina aggravata in concorso, mentre l’identità del terzo è rimasta ignota. Gli stessi sono stati anche denunciati per l’utilizzo delle carte e per lesioni.
Tuttavia, per il reato di rapina, nei confronti di uno dei due giovani, è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere. A quest’ultimo sono stati anche contestati i reati di ricettazione e porto, fuori dalla propria abitazione e senza giustificato motivo, di strumento atto ad offendere.

Bimbo di 2 anni bloccato in auto salvato dai carabinieri

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Un intervento dei carabinieri che ha evitato il peggio: un bambino di due anni è rimasto chiuso nell’auto ed è stato tratto in salvo. È successo oggi ad Alpignano, in via Mazzini, quando una pattuglia del Radiomobile di Rivoli ha notato un gruppo di persone attorno a un veicolo e, verificando, ha scoperto il bimbo chiuso lì dentro.

I genitori, di origine moldava, avevano tentato invano di aprire la portiera, probabilmente per un guasto al meccanismo. Dopo diversi sforzi, i militari dell’Arma hanno infranto il vetro del finestrino e sono riusciti a liberarlo.

Fortunatamente, non ci sono state conseguenze per il bimbo. I carabinieri hanno riportato solo lievi ferite alle mani durante il soccorso. Il piccolo è stato poi riaffidato ai genitori.

VI.G

(Foto di archivio)

Fondazione CRT, il patrimonio netto raggiunge 2,85 miliardi di euro

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Avanzo di 208,7 milioni e posizione finanziaria netta a 979 milioni. In crescita i proventi da partecipazioni, rafforzato il fondo di stabilizzazione delle erogazioni
 Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione CRT ha approvato all’unanimità dei presenti il bilancio consuntivo 2025, predisposto dal Consiglio di Amministrazione con il parere favorevole del Collegio Sindacale e della società di revisione.
L’esercizio 2025 conferma un quadro di solidità patrimoniale e finanziaria. L’avanzo si attesta a 208,7 milioni di euro, mentre il patrimonio netto raggiunge 2,85 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto al 2024.
La posizione finanziaria netta raggiunge i 979 milioni di euro, sostenuta da flussi cedolari robusti e da una gestione attiva della liquidità e del portafoglio obbligazionario.
Positivo e diversificato il contributo delle partecipazioni: i proventi cedolari complessivi ammontano a 233,7 milioni di euro, in aumento rispetto ai 219,7 milioni del 2024. Il risultato riflette un flusso di dividendi in crescita derivante dalle partecipazioni strategiche in portafoglio, all’interno del quale si conferma il contributo della banca conferitaria UniCredit e della partecipazione in Assicurazioni Generali.
La gestione attenta e prudente del nostro patrimonio, sia attraverso partecipazioni solide sia grazie a un portafoglio ben diversificato ed efficiente, ci permette di garantire continuità e stabilità alla nostra azione. In un contesto complesso come quello attuale, in cui il ruolo delle Fondazioni è sempre più determinante, la Fondazione CRT conferma il proprio impegno nella filantropia moderna, mettendo risorse concrete al servizio dello sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio e rispondendo in modo tempestivo alle esigenze del momento” ha dichiarato Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT.
Prosegue, inoltre, il rafforzamento degli strumenti a supporto dell’attività istituzionale. Il fondo di stabilizzazione delle erogazioni raggiunge 198,4 milioni di euro, in crescita del 5,9%, consolidando la capacità della Fondazione di assicurare continuità e programmazione degli interventi sul territorio.
Al risultato contribuiscono il controllo dei costi operativi e un’attenta gestione delle leve fiscali.
Nel corso del 2025 la Fondazione CRT ha dunque destinato 80,8 milioni di euro a oltre 1.500 progetti e iniziative in Piemonte e Valle d’Aosta, affiancati da risorse per progetti straordinari per oltre 118 milioni di euro. Gli ottimi risultati della gestione hanno consentito di mettere fin d’ora a disposizione per l’attività istituzionale 2026 risorse pari a 120 milioni di euro.

Tentano di raggirare anziani con la truffa del finto maresciallo: arrestati

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi nel quartiere San Paolo di Torino, due cittadini di nazionalità marocchina, un uomo di 24 anni e una donna di 19 anni, per tentata truffa aggravata in concorso ai danni di una coppia di anziani.
L’operazione è scattata grazie alla prontezza di un Ispettore della Polizia di Stato del Commissariato San Paolo che, libera dal servizio, ha raccolto la segnalazione di una vicina di casa insospettita da una strana telefonata ricevuta dal marito: un sedicente “Maresciallo dei Carabinieri” chiedeva all’anziano di raccogliere oro e preziosi presenti in casa, in merito a una indagine per una rapina da poco consumata all’interno di una gioielleria, in cui era stato rinvenuto il documento del marito. Il finto Maresciallo riferiva, inoltre, alla vittima che i beni sarebbero stati ritirati poco dopo da un incaricato del Tribunale.
Gli agenti del Commissariato di P.S. “San Paolo” e dell’U.P.G.S.P. giunti immediatamente sul posto ed entrati all’interno dell’abitazione, hanno accertato la presenza della vittima ancora in contatto telefonico con uno dei truffatori e hanno predisposto servizi mirati all’esterno e all’interno dell’appartamento.
Poco dopo, un giovane si è presentato presso l’abitazione per il ritiro dei beni, qualificandosi come “maresciallo”, ma è stato immediatamente bloccato dagli agenti mentre era ancora in collegamento telefonico con un’altra persona che lo guidava telefonicamente nell’attività delittuosa.
Contestualmente, nelle immediate vicinanze, è stata individuata e fermata una donna a bordo di un’autovettura, risultata poi essere la complice. Dagli accertamenti è emerso che la stessa, tramite messaggi, cercava di avvisare il complice dell’arrivo della Polizia, incitandolo alla fuga.
I poliziotti hanno sequestrato a carico dell’uomo uno spray urticante e i telefoni cellulari utilizzati, presumibilmente, per l’attività illecita.
Per tale motivo, i due giovani sono stati arrestati in flagranza per tentata truffa aggravata in concorso e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotti presso la locale Casa Circondariale.

Tentano di raggirare anziani con la truffa del finto marescliallo: due arresti

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi nel quartiere San Paolo di Torino, due cittadini di nazionalità marocchina, un uomo di 24 anni e una donna di 19 anni, per tentata truffa aggravata in concorso ai danni di una coppia di anziani.
L’operazione è scattata grazie alla prontezza di un Ispettore della Polizia di Stato del Commissariato San Paolo che, libera dal servizio, ha raccolto la segnalazione di una vicina di casa insospettita da una strana telefonata ricevuta dal marito: un sedicente “Maresciallo dei Carabinieri” chiedeva all’anziano di raccogliere oro e preziosi presenti in casa, in merito a una indagine per una rapina da poco consumata all’interno di una gioielleria, in cui era stato rinvenuto il documento del marito. Il finto Maresciallo riferiva, inoltre, alla vittima che i beni sarebbero stati ritirati poco dopo da un incaricato del Tribunale.
Gli agenti del Commissariato di P.S. “San Paolo” e dell’U.P.G.S.P. giunti immediatamente sul posto ed entrati all’interno dell’abitazione, hanno accertato la presenza della vittima ancora in contatto telefonico con uno dei truffatori e hanno predisposto servizi mirati all’esterno e all’interno dell’appartamento.
Poco dopo, un giovane si è presentato presso l’abitazione per il ritiro dei beni, qualificandosi come “maresciallo”, ma è stato immediatamente bloccato dagli agenti mentre era ancora in collegamento telefonico con un’altra persona che lo guidava telefonicamente nell’attività delittuosa.
Contestualmente, nelle immediate vicinanze, è stata individuata e fermata una donna a bordo di un’autovettura, risultata poi essere la complice. Dagli accertamenti è emerso che la stessa, tramite messaggi, cercava di avvisare il complice dell’arrivo della Polizia, incitandolo alla fuga.
I poliziotti hanno sequestrato a carico dell’uomo uno spray urticante e i telefoni cellulari utilizzati, presumibilmente, per l’attività illecita.
Per tale motivo, i due giovani sono stati arrestati in flagranza per tentata truffa aggravata in concorso e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotti presso la locale Casa Circondariale.

Quando i cortili “curano” la città. Barriera di Milano inaugura il “Cortile del Gioco”

All’Oratorio della Pace uno spazio educativo rinnovato per sport, socialità e prevenzione del disagio giovanile

Nell’ambito del progetto “Bella Storia” della Città di Torino, Fondazione AIEF e l’Oratorio Maria Regina della Pace inaugurano un nuovo presidio di prossimità per bambini, ragazzi e giovani del quartiere: è il Cortile del Gioco in Corso Palermo 109

Poco meno di un mese fa veniva inaugurato il primo dei Cortili che Curano, il Cortile della Musica in via Châtillon 41. Oggi un nuovo spazio educativo, sicuro e inclusivo prende vita nel cuore di Barriera di Milano: è il “Cortile del Gioco”, lo spazio all’aperto rinnovato dell’Oratorio Maria Regina della Pace in Corso Palermo 109, grazie al lavoro di Fondazione AIEF e dell’Associazione Oratorio Maria Regina della Pace, nell’ambito del progetto “Bella Storia” della Città di Torino (PN Metro Plus 2021-2027), parte del più ampio percorso di rigenerazione urbana di Aurora Barriera.

Il cortile è stato oggetto di un importante intervento di riqualificazione che ha previsto il rifacimento del manto, la realizzazione di una tribuna, il rinnovo dell’impianto di illuminazione e l’introduzione di nuovi arredi, rendendo lo spazio più accogliente, sicuro e funzionale per le attività educative e sportive. Alla realizzazione dei lavori hanno contribuito, oltre a Fondazione AIEF e all’Oratorio Maria Regina della Pace, anche Sermig e Fondazione Paolo Vitelli.

Il nuovo Cortile del Gioco alla Pace è stato ripensato per diventare uno spazio dedicato allo sport e al gioco come strumenti educativi. Nel cortile saranno attivate attività continuative di calcetto e pallavolo (tornei tutti i martedì dalle 16.30 alle 18.30), karate (tutti i mercoledì dalle 17.00 alle 19.00), giochi di movimento e go-kart, dal lunedì al sabato dalle 16.30 alle 19.00, con la presenza di educatori e operatori che accompagneranno i ragazzi in un’esperienza di crescita basata su regole, rispetto reciproco e cooperazione. Ogni mercoledì dalle 17.00 alle 19.00 sarà inoltre attivo il progetto “Facciamo Rumore!”, uno spazio creativo dove esprimersi attraverso attività di storytelling, performing arts, teatro e ideazione partecipata. Per informazioni su tutte le attività: 351 6403190 oppure i social @fondazioneaief e @oratorioreginadellapace.

Il progetto integra un sistema di prevenzione del disagio giovanile che include educativa di strada, spazi di ascolto, supporto psicologico e orientamento, grazie al lavoro di un’équipe multidisciplinare composta da educatori, psicologi e formatori.

Fiamme sulla lapide partigiana di Largo Montebello

Nelle scorse ore, in concomitanza con il 25 aprile, è stato appiccato il fuoco sulla lapide che ricorda il sacrificio dei partigiani in Largo Montebello a Torino. Nel corso degli anni l’atto vandalico è stato ripetuto più volte. Reazioni di condanna da parte della politica torinese, ad incominciare da Sinistra ecologista: “Un gesto contro la memoria della Liberazione”. E sul web c’è chi chiede la mobilitazione dell’Anpi.