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I giochi d’acqua nei parchi cittadini, aria di vacanze a Torino

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Da  sabato 30 maggio sono tornati  in funzione i giochi d’acqua del parco Di Vittorio, del parco Carrara, del giardino Don Gnocchi e del giardino Madre Teresa di Calcutta. I giochi saranno attivi tutti i giorni, dalle ore 10 alle 19.

Le aree ludiche attrezzate con giochi d’acqua sono state inaugurate nel corso del 2024 nell’ambito degli interventi di riqualificazione realizzati con modalità innovative in otto aree verdi cittadine, grazie ai fondi PON METRO REACT-EU. Fin dalla loro apertura sono state una delle novità più apprezzate da bambini e famiglie durante la stagione estiva, offrendo occasioni di svago e refrigerio soprattutto durante le giornate più calde.

I giochi d’acqua del giardino Peppino Impastato saranno invece riattivati nei prossimi giorni, al termine dei lavori di sostituzione di un componente danneggiato dell’impianto.

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Torino Pride 2026 sabato 6 giugno. Ecco le modifiche viabili

Sabato 6 giugno si terrà il “Torino Pride 2026”, la manifestazione con corteo che quest’anno festeggia la sua 20° edizione. Si stima la partecipazione di alcune decine di migliaia di persone, che nel pomeriggio sfileranno in corteo per le vie della città.

I partecipanti si raduneranno in corso Massimo d’Azeglio, nel tratto compreso tra corso Vittorio Emanuele II e corso Marconi, da dove alle ore 15.30 circa partiranno in corteo per percorrere corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello, via Po, per raggiungere infine piazza Vittorio Veneto dove sarà allestito il palco per gli interventi conclusivi.

DIVIETI DI TRANSITO

Sarà disposto il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli, compresi monopattini e biciclette, lungo tutto il percorso della manifestazione dalle ore 13.30 sino a cessate esigenze di sabato 6 giugno. Nello specifico in:

  • Corso Massimo d’Azeglio, tratto compreso tra corso Marconi e corso Vittorio Emanuele II
  • Corso Vittorio Emanuele II, tratto compreso tra corso Massimo d’Azeglio e largo Vittorio Emanuele II;
  • Corso Galileo Ferraris, tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e via Cernaia;
  • Via Cernaia, tratto compreso tra corso Galileo Ferraris e via Pietro Micca;
  • Via Pietro Micca, tutta;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po, tutta;
  • Piazza Vittorio Veneto, tutta;
  • Lungo Po Diaz e lungo Po Cadorna.

Dalle aree del centro cittadino sarà consentito il deflusso verso il fiume Po.

PONTI CHIUSI

I ponti Umberto I e Vittorio Emanuele I (Gran Madre) saranno aperti solo in uscita dal centro (direzione collina, corsi Casale e Moncalieri).

CHIUSURA SOTTOPASSO LANZA

Il sottopasso Lanza sarà chiuso in direzione Centro dalle ore 13.30 circa.

ASSI VIABILI CONSIGLIATI

Per evitare le chiusure stradali, si consiglia l’utilizzo degli assi viabili di corso Dante, corso Galileo Ferraris, corso Castelfidardo-corso Inghilterra, corso Regina Margherita, corso Casale e corso Moncalieri. I ponti Regina Margherita e Isabella saranno aperti.

Si prevede traffico intenso nei quartieri San Salvario e Crocetta.

DIVIETI DI SOSTA

Dalle ore 9 di sabato 6 giugno e fino a cessate esigenze (indicativamente alle ore 23) è stato disposto il divieto di sosta con rimozione forzata di tutti i veicoli, compresi biciclette e monopattini, con la sospensione dei parcheggi per le persone con disabilità (generici e “ad personam”), dei parcheggi riservati al carico e scarico merci e dei parcheggi riservati ad altri utenti, in:

  • Corso Massimo d’Azeglio, carreggiata est (lato Parco del Valentino), tratto compreso tra corso Marconi e corso Vittorio Emanuele II, ambo i lati;
  • Corso Galileo Ferraris, carreggiate centrale ed est, nel tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e corso Matteotti, ambo i lati;
  • Via Cernaia, nel tratto compreso tra corso Galileo Ferraris e piazza Solferino, ambo i lati;
  • Via Pietro Micca, tutta, ambo i lati;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po tutta, ambo i lati;
  • Via Ozanam, tutta, ambo i lati;
  • Piazza Vittorio Veneto, tutta.

RIMOZIONE DEI VEICOLI DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE IN SHARING

Nelle seguenti aree, dalle ore 12 di sabato 6 giugno e sino a cessate esigenze, non saranno disponibili i servizi di bike sharing e noleggio monopattini elettrici:

  • Lungo tutto il percorso del corteo;
  • Nelle aree di raduno, corso Massimo d’Azeglio, tratto compreso tra corso Marconi e corso Vittorio Emanuele II, ambo i lati;
  • Corso Vittorio Emanuele II, nel tratto compreso tra corso Massimo d’Azeglio e largo Vittorio Emanuele II;
  • Corso Galileo Ferraris, nel tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e via Cernaia;
  • Via Cernaia, nel tratto compreso tra corso Galileo Ferraris via Pietro Micca;
  • Via Pietro Micca, tutta;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po, tutta;
  • Nell’area di arrivo in piazza Vittorio Veneto, tutta;
  • Lungo Po Diaz e lungo Po Cadorna.

AREE TAXI

È prevista la sospensione temporanea dalle ore 12 e comunque fino a cessate esigenze di sabato 6 giugno delle aree TAXI presenti in:

  • Piazza Castello angolo via Garibaldi;
  • Piazza Castello esedra compresa tra via Po e via Accademia delle Scienze;
  • Piazza Vittorio Veneto;

PARCHEGGI SOTTERRANEI CHIUSI

Dalle ore 12 saranno chiusi i parcheggi sotterranei Vittorio Veneto (uscita dei veicoli possibile solo fino alle ore 14) e Roma – San Carlo (ingresso piazza Castello).

DIVIETO DI VENDITA, CONSUMO E DETENZIONE VETRO E LATTINE

Per quanto riguarda cibi e/o bevande in bottiglie di vetro, in metallo o in contenitori idonei all’offesa della persona che possano costituire pericolo per la pubblica incolumità, dalle 13 alle 21 di sabato 6 giugno, e comunque sino a quando sarà rilevata presenza di pubblico, l’ordinanza sindacale n. 137 ne prevede il divieto di vendita per asporto (anche se erogati da distributori automatici), il consumo, l’abbandono e la detenzione. È inoltre vietata la vendita e somministrazione di bevande che abbiano un contenuto alcolico superiore a ventuno gradi per cento in volume (21°). L’ordinanza è in vigore nelle seguenti vie e piazze:

  • Corso Massimo d’Azeglio, nel tratto compreso tra corso Vittorio Emanuele II e corso Marconi;
  • Corso Vittorio Emanuele II, nel tratto compreso tra corso Massimo d’Azeglio e largo Vittorio Emanuele II;
  • Corso Galileo Ferraris, nel tratto compreso tra largo Vittorio Emanuele II e via Cernaia;
  • Via Cernaia, nel tratto compreso tra corso Galileo Ferraris e via Pietro Micca;
  • Via Pietro Micca, tutta;
  • Piazza Castello, tutta;
  • Via Po, tutta;
  • Piazza Vittorio Veneto, tutta, compresi i portici.

MEZZI DI TRASPORTO PUBBLICO

I percorsi dei mezzi di trasporto pubblico che transitano nell’area interessata dalla manifestazione subiranno variazioni. Per maggiori dettagli sulle linee deviate, visionare il sito Internet di GTT alla pagina https://www.gtt.to.it/cms/

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Ambulanza si ribalta all’incrocio dopo lo scontro con un’auto: diversi feriti

Questa mattina un’ambulanza si è ribaltata all’incrocio tra via San Marino, corso Unione Sovietica e via Rosario di Santa Fé dopo l’impatto con una Peugeot 2008, provocando alcuni feriti e pesanti rallentamenti del traffico.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 Azienda Zero e i vigili del fuoco dei distaccamenti di Lingotto e Grugliasco Allamanno, che hanno estratto e soccorso i coinvolti. Tra i feriti ci sono un paziente che l’ambulanza stava trasportando all’ospedale Mauriziano, un membro del personale e altri occupanti; tutti sono stati poi trasferiti con altri mezzi di soccorso al Cto.Le condizioni dei feriti non risultano gravi; il conducente dell’autovettura è rimasto illeso.

La polizia locale ha eseguito i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente e sta verificando il rispetto delle precedenze e se fosse attiva la sirena dell’ambulanza al momento dell’impatto. L’incidente ha causato notevoli ripercussioni sul traffico, con deviazioni e rallentamenti fino al termine delle operazioni di soccorso e dei rilievi.

VI.G

Clima sempre più estremo, agricoltura sotto pressione: Confagricoltura Piemonte chiede interventi strutturali

Dalle temperature eccezionalmente elevate registrate a maggio alle violente grandinate che hanno colpito il Piemonte nei primi giorni di giugno, il comparto agricolo regionale si trova ad affrontare una stagione segnata da eventi meteorologici sempre più intensi e imprevedibili. Per il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, è necessario accelerare sugli investimenti infrastrutturali e riconoscere concretamente il contributo che l’agricoltura può offrire nella lotta ai cambiamenti climatici.

I dati diffusi da ARPA Piemonte il 4 giugno evidenziano un quadro particolarmente anomalo. Maggio 2026 si è classificato come il settimo mese di maggio più caldo degli ultimi settant’anni. Nell’ultima parte del mese le temperature hanno superato le medie stagionali fino a 8-10 gradi, mentre lo zero termico è rimasto per diversi giorni oltre la quota dei 4.000 metri. In 57 stazioni meteorologiche della rete regionale sono stati registrati nuovi record di temperatura massima.

L’ondata di calore ha inoltre accelerato lo scioglimento della neve accumulata durante l’inverno, riducendo rapidamente le riserve idriche. A questo si è aggiunto un forte deficit di precipitazioni: nel mese di maggio è piovuto il 44% in meno rispetto ai valori storici di riferimento e la portata del Po, rilevata a Isola Sant’Antonio, è risultata inferiore del 46%.

Dopo settimane caratterizzate da caldo e siccità, il 2 giugno la situazione meteorologica è cambiata radicalmente. Temporali particolarmente violenti, accompagnati da grandine e forti raffiche di vento, hanno attraversato diverse aree del Piemonte, dal Torinese orientale al Chivassese, dal Vercellese al Monferrato, fino alle province di Asti e Alessandria. In alcune zone sono caduti chicchi di grandine fino a sei centimetri di diametro, mentre il vento ha raggiunto velocità prossime ai 100 chilometri orari.

Tra i territori più colpiti figura il Monregalese, dove i noccioleti di Farigliano, Dogliani, Piozzo e Clavesana hanno riportato danni molto pesanti. Le prime valutazioni indicano una perdita potenziale superiore al 50% della produzione. I tecnici di Confagricoltura stanno inoltre effettuando sopralluoghi per quantificare gli effetti delle precipitazioni violente su seminativi e colture orticole.

“Non si tratta più di anomalie: è la nuova normalità”, afferma il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia. “Le nostre imprese subiscono una variabilità meteorologica senza precedenti, spesso senza strumenti adeguati. L’acqua c’era quest’inverno, ma non siamo riusciti a trattenerla: la questione degli invasi non può essere ancora rinviata. Al tempo stesso – aggiunge Allasia – vogliamo ricordare che l’agricoltura non è solo vittima di questo processo: le pratiche conservative, il sequestro di carbonio nei suoli, la produzione di energia con matrici vegetali fanno dell’impresa agricola un soggetto attivo nella risposta al cambiamento climatico. Questo ruolo deve essere riconosciuto con politiche concrete, a cominciare da strumenti assicurativi adeguati e infrastrutture idriche finalmente all’altezza dei tempi”.

Stop agli sprechi, il Piemonte investe per recuperare libri e computer

Due milioni di euro

La Regione Piemonte mette a disposizione due milioni di euro per finanziare iniziative dedicate alla prevenzione dei rifiuti promosse dagli enti del Terzo settore privi di attività commerciale. La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, la scheda tecnica della misura denominata “Prevenzione della produzione dei rifiuti”, inserita nel quadro delle azioni regionali finalizzate alla riduzione degli scarti e allo sviluppo di pratiche di economia circolare.

L’intervento mira a valorizzare il contributo delle organizzazioni sociali nella diffusione di modelli di consumo più sostenibili, incentivando attività che favoriscano il riutilizzo dei beni, il recupero delle risorse e la diminuzione degli sprechi.

«Con la dotazione di due milioni di euro – sottolinea l’assessore Marnati – compiamo un passo decisivo verso un’economia più efficiente. Il Terzo settore è un alleato insostituibile: gli enti che non svolgono attività commerciale ma operano per il bene comune hanno ora strumenti concreti per diventare protagonisti del cambiamento».

L’assessore evidenzia inoltre come le risorse siano destinate a «iniziative che uniscono sostenibilità ambientale e solidarietà sociale, puntando sul riuso, sulla riparazione e sulla gestione responsabile delle eccedenze alimentari. Recuperare cibo dalle mense e dal commercio per donarlo a chi vive in condizioni di povertà significa combattere lo spreco e sostenere le fasce più fragili. Ora lavoreremo all’apertura dei bandi: invito tutti gli enti interessati a cogliere questa opportunità».

Potranno accedere ai finanziamenti gli enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore che non esercitano attività economiche e che non risultano iscritti al Repertorio Economico Amministrativo (REA).

Tra le attività ammissibili rientrano progetti dedicati al recupero e alla condivisione di beni, come il riutilizzo di libri scolastici e di altra natura, la realizzazione di biblioteche degli oggetti — sistemi che consentono di prendere in prestito attrezzature e strumenti anziché acquistarli —, il recupero e la rigenerazione di computer portatili e gli interventi di manutenzione e riparazione volti ad allungare il ciclo di vita dei prodotti.

Particolare rilievo viene attribuito alle iniziative contro lo spreco alimentare. Saranno infatti sostenuti progetti per la raccolta e la redistribuzione delle eccedenze provenienti da negozi, mercati ambulanti e servizi di ristorazione collettiva. Gli alimenti recuperati potranno essere destinati, anche dopo eventuali processi di trasformazione, a persone e famiglie che vivono situazioni di disagio economico o fragilità sociale.

I contributi potranno inoltre finanziare il potenziamento delle strutture e delle attrezzature necessarie per il recupero, il trasporto e la conservazione delle eccedenze alimentari, oltre ad azioni finalizzate a limitare la produzione di rifiuti da imballaggio e di rifiuti indifferenziati durante mense, manifestazioni popolari, eventi culturali, concerti e iniziative sportive, con un’attenzione particolare alla riduzione dell’utilizzo di materiali monouso.

Le risorse saranno erogate sotto forma di contributi a fondo perduto in conto capitale fino all’85% delle spese ammissibili. Per essere finanziati, i progetti dovranno prevedere investimenti non inferiori a 30 mila euro, mentre il contributo massimo concedibile per ciascuna iniziativa sarà pari a 500 mila euro.

La copertura finanziaria dell’intervento sarà garantita attraverso fondi europei, nazionali e di coesione, con una programmazione distribuita nel triennio 2026-2028. È inoltre prevista una quota aggiuntiva destinata alle attività di assistenza tecnica.

Con il via libera alla delibera, la Regione potrà ora procedere alla pubblicazione dei bandi che consentiranno agli enti del Terzo settore interessati di presentare le proprie candidature e accedere alle agevolazioni previste.

La 500 ibrida può salvare Mirafiori? I numeri frenano l’ottimismo

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La nuova Fiat 500 ibrida è diventata il progetto industriale più importante per il rilancio di Mirafiori e rappresenta una delle principali speranze per il futuro del settore automobilistico torinese. Dopo le difficoltà incontrate dalla 500 elettrica, penalizzata da una domanda europea inferiore alle aspettative, Stellantis ha deciso di affiancare una versione mild hybrid della storica utilitaria, puntando su un modello più accessibile e in grado di intercettare una platea più ampia di automobilisti.

L’avvio della produzione ha segnato un momento significativo per lo stabilimento torinese, che negli ultimi anni ha vissuto una lunga fase di ridimensionamento caratterizzata da fermate produttive e ricorso agli ammortizzatori sociali. L’obiettivo dichiarato dal gruppo automobilistico è quello di riportare Mirafiori a volumi decisamente superiori rispetto a quelli registrati negli ultimi anni, con l’ambizione di superare quota 100 mila vetture annue quando il progetto entrerà pienamente a regime.

Tuttavia, osservando i dati disponibili nei primi mesi del 2026, emerge un quadro che invita alla prudenza. Le vetture uscite dalle linee produttive dello stabilimento torinese, considerando sia la 500 elettrica sia la nuova 500 ibrida e i modelli Maserati, mostrano un recupero rispetto al passato recente, ma restano ancora lontane dai livelli che sarebbero necessari per raggiungere nel breve periodo gli obiettivi indicati inizialmente da Stellantis. Alcune stime formulate dagli osservatori del settore suggeriscono infatti che la produzione effettiva dell’anno potrebbe attestarsi su valori inferiori alle previsioni più ottimistiche diffuse al momento dell’annuncio del progetto.

Questo non significa necessariamente che il piano sia destinato a fallire. Nei programmi industriali automobilistici è normale che i volumi crescano progressivamente nel corso dei mesi successivi al lancio commerciale di un nuovo modello. La risposta del mercato europeo alla 500 ibrida sarà quindi determinante per comprendere se Mirafiori riuscirà davvero a ritrovare una dimensione produttiva più consistente.

La scelta di riportare una motorizzazione ibrida nello storico stabilimento torinese nasce da una constatazione ormai condivisa da gran parte dell’industria automobilistica europea: la transizione verso l’elettrico procede con ritmi più lenti rispetto a quanto ipotizzato pochi anni fa. L’interesse dei consumatori per le vetture a batteria continua a crescere, ma non abbastanza rapidamente da sostenere da solo gli elevati livelli produttivi programmati dai costruttori. Per questo motivo la tecnologia ibrida viene considerata una soluzione intermedia capace di rispondere meglio alle esigenze del mercato attuale.

La vicenda della 500 ibrida si inserisce però in un contesto più ampio che riguarda l’intera area torinese. La città che per decenni è stata identificata con la Fiat e con la grande industria dell’automobile sta vivendo una trasformazione profonda. Se nel secolo scorso Mirafiori rappresentava uno dei più grandi poli produttivi europei, oggi il settore automobilistico continua a mantenere un peso economico rilevante ma con numeri decisamente inferiori rispetto al passato. Migliaia di posti di lavoro dipendono ancora direttamente o indirettamente dall’automotive, rendendo ogni decisione industriale particolarmente importante per il territorio.

Alle difficoltà legate all’andamento del mercato si aggiungono altri elementi che stanno mettendo sotto pressione il comparto: la concorrenza sempre più aggressiva dei costruttori asiatici, i costi energetici elevati, la necessità di sostenere investimenti molto consistenti per sviluppare nuove tecnologie e l’incertezza che accompagna l’evoluzione normativa europea in materia di mobilità e riduzione delle emissioni.

Anche il Piemonte risente di questa situazione. La rete di aziende che produce componenti e servizi per il settore automobilistico sta attraversando una fase delicata, caratterizzata da una domanda meno dinamica e da margini sempre più ridotti. Molte imprese hanno avviato strategie di diversificazione per ridurre la dipendenza dal solo comparto auto, orientandosi verso settori come l’aerospazio, la meccanica avanzata, l’energia e le tecnologie innovative. Si tratta di un processo complesso ma ritenuto indispensabile per garantire prospettive di crescita nel medio periodo.

In questo scenario la nuova Fiat 500 ibrida assume un valore che va oltre il semplice lancio di un modello automobilistico. Per Torino rappresenta un banco di prova decisivo sulla capacità di mantenere un ruolo centrale nella produzione industriale italiana. I primi segnali mostrano una ripresa rispetto agli anni più difficili, ma i numeri attuali indicano che il percorso per raggiungere i traguardi annunciati da Stellantis è ancora lungo. Il successo commerciale della vettura, insieme alle future scelte strategiche del gruppo e alla capacità della filiera piemontese di innovarsi e diversificarsi, sarà determinante per capire se Mirafiori potrà tornare a essere uno dei motori dell’industria nazionale oppure se dovrà continuare a confrontarsi con una fase di transizione che dura ormai da diversi anni.

EXPOSED Torino Photo Festival, più di 100mila visitatori

Minaccia la compagna con un coltello e tenta di buttarla giù dal terzo piano

Un uomo di 32 anni è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio e minaccia aggravata dopo aver presumibilmente cercato di spingere la compagna dalla finestra di un appartamento situato al terzo piano di uno stabile a Torino, al termine di una violenta discussione. L’uomo, imprenditore originario della Lombardia, residente nella provincia di Verona e già conosciuto dalle forze dell’ordine, è stato fermato in seguito ai fatti avvenuti la mattina del 3 giugno in via Leoncavallo, nel quartiere Barriera di Milano.

Stando a quanto ricostruito dai carabinieri del nucleo radiomobile, il 32enne si trovava nell’abitazione della fidanzata, una donna trentenne di origine ecuadoriana, quando avrebbe prima rivolto nei suoi confronti minacce armato di coltello e successivamente tentato di gettarla dalla finestra dell’appartamento.

Il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi presenta le sue proposte per Torino

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Si è tenuta  nella Sala Rossa di Palazzo Civico l’ultima seduta del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi (CCR) di Torino, il percorso di cittadinanza attiva e partecipazione civica promosso dall’Assessorato alle Politiche giovanili della Città per avvicinare le nuove generazioni alle istituzioni e alla vita democratica.

Ad accogliere le 72 giovani consigliere e consiglieri, provenienti da 36 istituti scolastici torinesi,  il sindaco Stefano Lo Russo, che ha portato il saluto e il ringraziamento della Città per l’impegno e il lavoro svolto durante l’anno, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo e l’assessora alle Politiche educative e giovanili Carlotta Salerno, dal cui assessorato è partito tutto il progetto e che durante tutto il corso della legislatura ha accompagnato ragazze e ragazzi nell’esperienza istituzionale.

“Spesso ragazze e ragazzi della vostra età vengono definiti cittadini del futuro – ha affermato il sindaco Lo Russo -. Io preferisco considerarvi cittadini a tutti gli effetti, perché siete già parte della nostra comunità e avete il diritto di essere ascoltati. Il vostro punto di vista sulla città è prezioso: osservate Torino da una prospettiva diversa da quella degli adulti e per questo potete aiutarci a vedere aspetti che spesso ci sfuggono. La vostra partecipazione è importante perché contribuisce a rendere le istituzioni più attente e vicine alle esigenze di tutti. Sono molto contento che abbiate scelto di mettervi in gioco in questo percorso. Esperienze come questa dimostrano che le nuove generazioni hanno interesse, attenzione e attaccamento alla città e che vogliono essere protagoniste del suo futuro”.

“Volevamo che la voce delle ragazze e dei ragazzi arrivasse qui forte e chiara, perché per costruire e amministrare una città è fondamentale avere una visione globale, che contenga anche i loro desiderata. – ha detto l’assessora Salerno -. Grazie al progetto del Ccr, da oggi Palazzo Civico è anche casa delle nostre scuole, che anno dopo anno aderiscono con sempre più entusiasmo. Siamo felici dell’impegno e della partecipazione dimostrata, che ci confermano di stare andando nella direzione giusta. Il CCR è responsabilità ma anche consapevolezza che ogni voce conta e che tutte le opinioni e le idee sono ascoltate, come quelle di ogni cittadina e cittadino. Lunga vita al Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi!”.

A guidare il CCR è stato il sindaco Eyad Eldisouky, studente dell’Istituto Comprensivo “Ennio Morricone” e residente nel quartiere Barriera di Milano. Con lui la vicesindaca Giada Stella della scuola King Mila, la presidente del Consiglio Alessia Canino della scuola Ugo Foscolo, il vicepresidente Francesco Leonida Melacarne, anche lui della scuola King Mila e il segretario generale Stefan Moraru della scuola Turoldo.

Il percorso ha preso il via nell’autunno del 2025 con gli incontri nelle scuole per l’elezione dei rappresentanti. Da gennaio si sono svolte sei sedute plenarie, accompagnate dal lavoro delle sei commissioni previste dal regolamento: Urbanistica, Viabilità, Arredo urbano e Trasformazioni del piano regolatore; Sanità, Servizi sociali, Legalità e sicurezza; Cultura, Istruzione, Sport, Turismo, Tempo libero e Gioventù; Ecologia e Ambiente, Verde pubblico, Tutela del patrimonio artistico e paesaggistico; Diritti e Pari opportunità, Disabilità e Parità di genere; Contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo e Promozione della solidarietà.

Nel corso dell’anno i ragazzi e le ragazze hanno approfondito diversi temi e conosciuto esperienze e progetti del territorio, tra cui la rivista “Cicinin” dedicata al benessere e all’educazione alimentare e la Consulta provinciale degli studenti. Non sono mancati momenti di confronto al di fuori delle sedute istituzionali, come lo scambio con il Consiglio comunale dei ragazzi del Comune di Chivasso, le iniziative dedicate all’Unità d’Italia, la Festa dei Nuovi Cittadini e un laboratorio sulla multiculturalità.

La seduta conclusiva è stata l’occasione per presentare le proposte elaborate dalle commissioni e rivolte al Consiglio Comunale degli adulti.

La commissione dedicata al contrasto dell’intolleranza e del razzismo ha chiesto di coinvolgere maggiormente le giovani generazioni nella progettazione degli eventi cittadini attraverso sondaggi, spazi aggregativi e momenti di confronto che consentano ai ragazzi di sentirsi protagonisti.

La commissione Sanità, Servizi sociali, Legalità e sicurezza ha invece posto l’attenzione sul tema dell’abitare, proponendo di valutare la riqualificazione di alcuni edifici e alloggi attualmente inutilizzati, tra cui gli immobili di via Montevideo, l’ex Manifattura Tabacchi e l’ex caserma di via Bologna, per destinarli a uso abitativo.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’ambiente e alla qualità degli spazi pubblici. La commissione Ecologia e Ambiente ha formulato una serie di indicazioni per la progettazione dei parchi cittadini, chiedendo aree inclusive e adatte a diverse fasce d’età, punti acqua sicuri e accessibili, strumenti interattivi, spazi per gli animali, adeguata raccolta differenziata, materiali sostenibili e cartelli informativi dedicati alla flora, alla fauna e alla storia dei luoghi.

La commissione Diritti e Pari Opportunità ha proposto la diffusione nelle scuole di una circolare che inviti a prestare attenzione alla scelta dei libri di testo, contrastando linguaggi e contenuti sessisti o discriminatori. Alla proposta si affianca la diffusione della fanzine realizzata dagli stessi componenti del CCR, dal titolo “Le parole hanno un peso, ci siamo anche noi!”.

Per quanto riguarda le scuole, la commissione Cultura, Istruzione, Sport, Turismo, Tempo libero e Gioventù ha sottolineato la necessità di migliorare gradualmente gli edifici scolastici attraverso interventi sostenibili e calibrati sulle specifiche esigenze di ogni istituto, con l’obiettivo di garantire spazi aperti, sicuri, accessibili e fruibili da tutte e tutti.

Infine, la commissione Urbanistica e Viabilità ha richiamato l’attenzione sulla cura degli spazi pubblici, chiedendo quartieri più vivibili, aree verdi accessibili, zone 30 e percorsi sicuri in prossimità delle scuole, disponibilità di acqua e ombra nelle strade e nei parchi, continuità delle piste ciclabili e spazi sportivi e ludici aperti a tutta la cittadinanza.

Le proposte presentate questa mattina rappresentano il risultato di mesi di confronto, studio e partecipazione. Un contributo concreto attraverso il quale le ragazze e i ragazzi di Torino hanno espresso la propria visione della città, dimostrando attenzione ai temi dell’inclusione, della sostenibilità, della qualità della vita e della partecipazione democratica.

Con la seduta odierna si conclude il percorso del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi 2025-2026, un’esperienza che ha consentito a decine di giovani torinesi di conoscere da vicino il funzionamento delle istituzioni e di sperimentare in prima persona il valore della cittadinanza attiva.

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Ritorna da oggi al Cinema Massimo il Festival CinemAmbiente

 

La più importante manifestazione dedicata ai film a tema ambientale, dal 3 al 7 giugno 

Ai nastri di partenza la 29esima edizione del festival CinemAmbiente, diretto da Lia Furxhi, che si svolge dal 3 al 7 giugno a Torino e online sulla piattaforma OpenDDB, con una selezione di titoli in cartellone visibili in replica sul sito www.festivalcinemambiente.it.

L’edizione 2026 presenta 69 film in arrivo da 30 Paesi. I film proposti nella consueta suddivisione Concorso Documentari, Concorso Cortometraggi, Made in Italy, Panorama, Eventi speciali e VR indicano un festival “carsico”, in cui temi di grande attualità emergono in contesti diversi. Lo scioglimento dei ghiacciai, dovuto al riscaldamento climatico evocato dall’immagine guida di Roberto Catani, attraversa numerosi film, cosiccome la necessità di ripensare i modelli di produzione e consumo e, più in generale, un sistema economico fondato sullo sfruttamento intensivo delle risorse.

Il festival viene inaugurato mercoledì 3 giugno al cinema Massimo, alle 20.30, sala 1, con la versione restaurata di “Den store Grønlandsfilm”(Il grande film della Groenlandia, 1922), sonorizzazione dal vivo dalla band Inuit Inuk. Si tratta di un omaggio alla Groenlandia, territorio simbolo del cambiamento climatico, oggi al centro di tensioni geopolitiche internazionali. Il film, che è anche una dedica alle tradizioni e alla cultura Inuit prima della forzata modernizzazione, documenta parzialmente la quinta spedizione di Thule, guidata dal “padre” dell’eschimologia, Knud Rasmussen. La band Inuk accompagnerà le immagini sullo schermo con canzoni tratte dal proprio repertorio indie-pop/rock in lingua groenlandese, e con musiche originali composte per l’occasione.

Nella stessa giornata del 3 giugno si avvia la sezione dedicata alla realtà virtuale, con “AN Immersive Lament in the age of Extinction” ospitata nelle sale Cine VR del Museo Nazionale del Cinema , dal 3 al 7 giugno, sarà protagonista la fotografa e artista multimediale Lena Herzog, che al festival porta due opere della sua recente trilogia “Trinity: last Whispers” e “Any war, any enemy”.

Le proiezioni al festival si avviano già nel pomeriggio, con l’apertura del Made in Italy, sezione dedicata alla più recente produzione nazionale con tre opere brevi collettive: “Écouter”, “Distacco That’s Reinassance” e “Une montagne de questions”, dalle 16.30, dove le Alpi diventano un luogo in cui osservare il rapporto tra memoria e futuro, distruzione e possibilità di rinascita. I cortometraggi rappresentano l’esito finale del progetto transfrontaliero “Incit-piano integrato territoriale GRAIES Clima Lab”, con il sostegno del programma interregionale V-A Alcotra, in collaborazione con Ruta Film School.

Dalle 17.45, quattro cortometraggi comporranno una riflessione sul paesaggio come archivio di tensioni storiche, industriali e ambientali, “Memento Muri” di Jonathan Bugel, seguito da un incontro con il regista. Sarà poi proiettata l’anteprima nazionale di “Averno” di Filippo Maria Pontiggia, con conseguente incontro con il regista. Seguiranno “Dentro paesaggi di luce”, di Michele Trentini, per chiudere con la proiezione “All You Can Waste” di Monica Torasso e Andrea Deaglio, cui seguirà incontro con i registi.

Grazie alla collaborazione pluriennale con Casa Comune, alle ore 18, presso la libreria Binaria del Centro Commensale, si terrà la seconda delle tre ecoletture, con l’antropologo e scrittrice Jennifer Lilibel Aliaga Chavez, autrice di “Occhi foresta”.

Mara Martellotta