La decisione di rimettere in libertà il commesso del Bangladesh di 42 anni che ha abusato in un minimarket della ragazzina 13enne a Torino, ha detto in tv a la7 il ministro Matteo Piantedosi e’ “molto singolare, ma è stata impugnata dalla procura e dunque restiamo in attesa delle decisioni successive: peraltro l’indagato aveva avuto riconosciuto da un tribunale una protezione speciale e noi stiamo aspettando l’esito giudiziario per valutare se c’è la possibilità di revocarla”. Se vi fosse la revoca, si avrebbe la possibilità di rimpatrio. “In casi come questi, al di là dell’esito giudiziario, esistono altri strumenti: se dovesse farla franca dal punto di vista sanzionatorio, almeno nei termini in cui ci si aspettava, ci riserviamo di adottare un altro provvedimento”, ha aggiunto il ministro.
Un ecografo che può arrivare direttamente accanto al neonato, già in sala parto, senza la necessità di spostare il piccolo paziente. È la nuova dotazione della Neonatologia Universitaria dell’ospedale Sant’Anna di Torino, che ha ricevuto dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna ETS un ecografo palmare wireless di ultima generazione.
L’acquisto è stato reso possibile dalla raccolta fondi promossa dall’Associazione Culturale Pazzi di Cuore, con il sostegno della Consulta femminile regionale del Piemonte. L’obiettivo è potenziare l’assistenza ai neonati, in particolare quelli più fragili, mettendo a disposizione dei sanitari uno strumento diagnostico avanzato, facilmente trasportabile e non invasivo.
Compatto, leggero e privo di cavi, l’ecografo può essere utilizzato già nei delicatissimi minuti successivi alla nascita. Accanto ai tradizionali controlli clinici, dall’osservazione all’auscultazione fino al monitoraggio dei parametri vitali, permette infatti di acquisire immediatamente ulteriori informazioni sulle condizioni dei polmoni, del cuore e della circolazione.
In presenza, ad esempio, di difficoltà respiratorie, l’ecografia polmonare può aiutare i medici a verificare rapidamente l’espansione e l’aerazione dei polmoni. L’ecocardiografia funzionale consente invece di approfondire la valutazione dell’attività cardiaca e della circolazione. Elementi che, integrati con il quadro clinico generale, possono contribuire a individuare più rapidamente l’origine di una criticità e a scegliere la terapia più appropriata.
L’apparecchio può essere utilizzato anche per guidare il reperimento dei vasi e il posizionamento degli accessi venosi, aumentando la precisione e riducendo l’invasività di procedure particolarmente delicate nei neonati.
Uno dei principali vantaggi è la possibilità di effettuare questi controlli direttamente in sala parto oppure in sala operatoria nel caso di un parto cesareo. Quando le condizioni cliniche lo permettono, si evitano così trasferimenti non necessari e si può ridurre la separazione del bambino dalla mamma e dall’altro genitore proprio nelle prime fasi dopo la nascita.
L’utilizzo dell’ecografo prosegue poi durante la degenza. La tecnologia wireless e le dimensioni contenute consentono ai sanitari di portarlo sull’isola neonatale, vicino all’incubatrice o al lettino e nei reparti di Terapia Intensiva e Subintensiva Neonatale.
Gli esami possono inoltre essere ripetuti con facilità per monitorare l’evoluzione delle condizioni del bambino e verificare la risposta alle terapie. Una possibilità particolarmente importante per i neonati prematuri o in presenza di quadri clinici complessi, che richiedono controlli frequenti delle funzioni polmonari e cardiocircolatorie.
È il principio di una tecnologia realmente “a misura di neonato”: anziché trasferire il piccolo paziente verso le apparecchiature diagnostiche, è lo strumento a raggiungerlo. Un supporto in più per i professionisti del Sant’Anna, utilizzabile fin dai primi minuti di vita e durante l’intero percorso di assistenza neonatale.
Lunedì 7 settembre, alle ore 16.30, a Palazzo Civico Sala Carpanini, si terrà l’incontro “Ricordare Giorgio Balmas”, con la partecipazione del musicologo Giorgio Pestelli, Walter Vergnano, Carlo Viano, con il coordinamento di Susanna Franchi. Alle ore 20, all’Auditorium RAI Arturo Toscanini, si terrà il concerto di inaugurazione, su musiche di Benjamin Britten verrà eseguito il “War Requiem” per soli, coro, coro dei ragazzi, orchestra e orchestra da camera. Protagonista sarà l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, il Coro di Voci Bianche del Teatro Regio, il Coro del Teatro Regio di Torino, il soprano Elena Guseva, il tenore Nicholas Spence, che sostituisce Allan Clayton, assente per motivi di salute, il baritono Boskovhus, il maestro del Coro Gea Garatti Ansini, il maestro del Coro di Voci Bianche Claudio Fenoglio, con la direzione di Simon Young, in collaborazione con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il Teatro Regio di Torino.
La direttrice australiana Simon Young è considerata tra le più importanti del nostro tempo. Dal 2022 è direttrice principale della Sydney Symphony Orchestra, dove attualmente dirige, tra gli altri progetti, un ciclo di concerti dal Ring des Nibelungen di Wagner. Nel 2024 ha debuttato al festival di Bayreuth con quest’opera monumentale ed è tornata nell’estate 2025 per dirigere altri due cicli completi. Ha ottenuto riconoscimenti internazionali come interprete di spicco di Wagner e Strauss, e i suoi impegni l’hanno portata nei teatri più prestigiosi del mondo, tra cui il Wiener Staatsoper, l’Operá National de Paris, il Covent Garden di Londra, il Metropolitan di New York, lo Staatsoper Berlin, il Semper Oper di Dresden e l’Open House di Zürig, e per la prima volta, nel 2023, al teatro alla Scala con una nuova produzione di Peter Grims, per la regia di Robert Carsen. Oltre al suo ampio lavoro operistico, è molto richiesta sulla scena operistica alla testa delle maggiori compagini internazionali. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, come una laurea honoris causa dalle università di Sydney e Melbourne, ed è membro dell’Ordine d’Australia e Cavaliere delle Arti e delle Lettere in Francia.
Mara Martellotta
Nuovo stop produttivo a Mirafiori, dove le linee resteranno ferme anche lunedì 7 e martedì 8 settembre. Le due giornate si aggiungono alle sospensioni già previste dal 2 al 4 settembre e riportano l’attenzione sulla situazione dello stabilimento torinese proprio mentre i dati del 2026 mostrano alcuni segnali di recupero per Stellantis. Alla base delle fermate ci sarebbero difficoltà nella disponibilità di componenti destinati alle motorizzazioni, ma per i sindacati resta forte la preoccupazione per le ricadute sui lavoratori e soprattutto sull’indotto piemontese.
Il quadro di Mirafiori è oggi molto diverso rispetto al difficile 2025. Nei primi sei mesi del 2026 dallo stabilimento torinese sono uscite 36.048 vetture, contro poco più di 15 mila nello stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita superiore al 135%. A spingere i volumi è soprattutto la Fiat 500 ibrida, affiancata dalla versione elettrica. Il recupero è significativo, ma parte da livelli produttivi particolarmente bassi e non è ancora sufficiente a garantire la piena utilizzazione di un complesso industriale delle dimensioni di Mirafiori. Per l’intero 2026 le stime sindacali indicano una produzione torinese nell’ordine delle 80 mila vetture, al di sotto dell’obiettivo delle 100 mila unità indicato dall’azienda.
Segnali positivi arrivano anche dal quadro nazionale. Nei primi sei mesi dell’anno Stellantis ha prodotto in Italia oltre 252 mila veicoli, con un aumento di quasi il 14% sul 2025. La crescita delle sole automobili sfiora il 28%, mentre resta più debole il comparto dei veicoli commerciali. Anche sul fronte delle vendite il gruppo sta recuperando terreno: nei primi otto mesi del 2026 Stellantis ha immatricolato in Italia circa 341 mila vetture, il 14% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, conquistando una quota superiore al 30% del mercato. Complessivamente, le immatricolazioni italiane sono aumentate dell’8,5%, anche se rimangono ancora sensibilmente inferiori ai livelli precedenti alla pandemia.
Per Torino, tuttavia, la partita va ben oltre Mirafiori. Il Piemonte conserva la più importante concentrazione italiana della componentistica automotive, con circa 717 imprese, quasi 60 mila addetti e un fatturato vicino ai 20 miliardi di euro. È un patrimonio industriale enorme, ma sottoposto a una trasformazione profonda. Negli ultimi anni sono diminuiti fatturato, occupazione ed esportazioni del settore, mentre molte aziende rimangono fortemente dipendenti dalle commesse di Stellantis e dalla produzione di componenti legati alle motorizzazioni tradizionali.
E’ morto nel Bresciano durante il rally Mille Miglia uno spettatore che stava seguendo la gara con la moglie. Si tratta di un 63enne di Caselle Torinese, Francesco de Pasquale, investito e ucciso da un’auto in gara. I due coniugi erano giunti dal Piemonte per assistere alla corsa automobilistica. L’incidente è avvenuto durante il passaggio del rally a Bione, in Valsabbia. La manifestazione è stata sospesa. L’uomo è stato investito mentre stava scattando delle fotografie all’altezza di una curva.
Regina, una giovane studentessa messicana, colpita da un infarto causato da un’anomalia congenita delle coronarie mentre si trovava in Liguria, è stata sostenuta prima con ECMO e poi con una pompa microassiale di ultima generazione fino al trapianto urgente presso l’ospedale Molinette di Torino. Ora è pronta a rientrare a Monterrey.
Dietro ogni trapianto c’è una storia particolare ma questa ha qualcosa di estremamente peculiare.
Doveva essere una giornata d’estate di svago alle Cinque Terre. Per una studentessa messicana di 19 anni, iscritta al primo anno di Medicina a Monterrey e temporaneamente in Francia con il Programma Erasmus, si è invece trasformata nell’inizio di una corsa contro il tempo che, attraverso tre ospedali e una complessa rete di professionisti, l’ha condotta fino a un trapianto di cuore salvavita a Torino.
A fine luglio, il malore è arrivato all’improvviso, nelle acque delle Cinque Terre in Liguria. La ragazza è riuscita a tornare a riva con le poche forze rimaste, ma il suo cuore aveva già cominciato a cedere. All’ospedale di La Spezia le condizioni sono precipitate fino all’arresto cardiaco. Per mantenerla in vita è stata collegata all’ECMO: un sistema di assistenza extracorporea che, per un tempo prezioso e fragile, può svolge fuori dal corpo ciò che cuore e polmoni non riescono più a fare. Trasferita a Genova, all’ospedale San Martino, la diagnosi ha dato un nome alla tempesta: uno shock cardiogeno dopo un infarto destruente provocato da un’anomalia congenita del decorso delle arterie coronarie. Il danno al muscolo cardiaco era irreversibile. Non c’era più tempo da perdere: l’unica possibilità era un trapianto urgente. Il trasferimento a Torino ha aperto un nuovo capitolo. Nella Terapia Intensiva della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino (responsabile dottoressa Anna Trompeo), la giovane è stata inserita in lista d’attesa urgente. Per darle il tempo che il suo cuore non poteva più garantire, l’équipe ha impiantato una pompa microassiale di ultima generazione. Una tecnologia silenziosa, ma decisiva: il ponte tra una vita che rischiava di spegnersi e un cuore che doveva ancora arrivare.
Sono state circa due settimane di attesa. Per la ragazza, immobilizzata in Terapia Intensiva; per i genitori, arrivati dal Messico con gli occhi fissi su un futuro difficile da immaginare; per i medici, giorni scanditi da parametri, controlli e telefonate. Poi, finalmente, la chiamata: in Calabria era disponibile un cuore compatibile.
Da quel momento il tempo ha ricominciato a correre. Un’équipe della Cardiochirurgia torinese è partita per il prelievo dell’organo, mentre a Torino la paziente veniva preparata per l’intervento. Due sale operatorie, due ospedali, molte mani e una sola, irripetibile possibilità.
“E’ stata un’emozione fortissima – ricorda il professor Massimo Boffini – comunicare alla paziente e ai suoi genitori che era stato trovato il cuore. Un pianto liberatorio della giovane paziente e dei suoi genitori. In quelle lacrime c’erano la paura di tutti i giorni precedenti e la speranza che per la prima volta diventava concreta.”
Il trapianto, eseguito dal professor Mauro Rinaldi (Direttore della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino) con i professori Massimo Boffini e Antonino Loforte e l’anestesista Alberto Orsello, durato circa 8 ore, si è concluso con successo. Il cuore donato ha ripreso subito a battere nel torace della giovane. I supporti meccanici, fino a quel momento indispensabili, hanno potuto essere rimossi. “Ho eseguito centinaia di trapianti di cuore – racconta il professor Rinaldi – ma questo in particolare è stato veramente emozionante: vedere battere il cuore nuovo nel torace della giovane paziente significava restituirle la vita a migliaia di chilometri di distanza da casa e ridare serenità ai suoi genitori.”
Il decorso postoperatorio è stato regolare e, dopo appena tre settimane, la giovane è stata dimessa dalla Cardiochirurgia. I cardiochirurghi torinesi hanno già attivato i contatti con il Centro Trapianti di Cuore di Monterrey e con il Centro specialistico di Houston, dove proseguirà il follow-up e ad un mese dall’intervento si prepara ora a tornare in Messico. Presto tornerà alla sua famiglia, ai libri di Medicina, alla vita che aveva dovuto interrompere, portando con sé un prezioso ricordo dell’Italia: un cuore nuovo.
“Un vero miracolo della vita. L’Italia per il Messico. Il dono più grande della vita: un cuore nuovo. Il potere della donazione. L’eccellenza dei nostri professionisti. Tutto questo ha permesso di salvare una giovane ragazza messicana, quando la situazione ormai sembrava precipitare definitivamente. Ho assistito in prima persona in sala operatoria all’intervento di trapianto, alla straordinaria complessità di questa operazione, all’impegno profuso dai nostri professionisti e all’impiego di tecnologie di ultimissima generazione. Grazie Molinette.” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).
Ben 3arresti in 24 ore nel Torinese legati alla truffa del finto carabiniere. Mercoledì a Giaveno due italiani di 19 e 20 anni, entrambi incensurati e residenti a Torino. Tentavano di rubare i gioielli a un pensionato di 81 anni che ha contattato il 112. I carabinieri di Chivasso, invece, hanno arrestato una donna di 22 anni, originaria di Benevento, che giovedì ha tentato di truffare una coppia anziana di Verolengo.
Sono ottantanove le aziende piemontesi che da domenica 6 fino a martedì 8 settembre prossimi parteciperanno alla vetrina internazionale del prezioso “Vicenzaoro September”. Trainate dal distretto di Valenza (74 presenze), le imprese del nostro territorio faranno parte di un quadro espositivo che conta 1300 espositori, di cui il 45% proveniente da Paesi esteri, tra i quali spiccano Germania, Belgio, Spagna, Francia, Grecia e Gran Bretagna, mentre tra quelli extraeuropei risultano presenti Turchia, Hong Kong, Thailandia, India e Stati Uniti d’America, insieme alle novità rappresentate da Corea del Sud, Ucraina e Uzbekistan.
Cresce anche la delegazione di buyer ospitati, che risultano essere 910, il 33% in più rispetto ai 605 del settembre dello scorso anno. La delegazione estera da 73 Paesi, grazie alla partnership con Ministero degli Affari esteri, Cooperazione internazionale e ICE Agenzia, vede in fiera 700 buyer che conoscono profondamente le aziende espositrici di Vicenzaoro e i mercati esteri di riferimento. Le rappresentanze maggiori provengono da Stati Uniti, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita a pari merito, Cina e Spagna; 210, infine, i buyer italiani.
“Una domanda internazionale che si allarga per provenienze e consistenza e che conferma la capacità di Vicenzaoro di attrarre operatori dai principali mercati mondiali – ha sottolineato Matteo Farsura, a capo delle fiere orafe di IEG – da questa edizione noi rispondiamo a questa domanda con un riordino delle aree espositive, grazie al nuovo Padiglione 2. Dall’alto di gamma, al packaging, alle gemme, alle tecnologie, alla manifattura orafa: tutta la filiera è ora sotto lo stesso tetto e il Jewellery Boutique Show è oggi ancora più competitivo”.
Alle ore 11 di domenica 6 settembre, la manifestazione verrà aperta con la cerimonia inaugurale condotta da Marino Smiderle, direttore de Il Giornale di Vicenza, alla quale sono stati invitati Maurizio Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group; Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza; Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza; Maria Cristina Squarcialupi, presidente Federorafi Confindustria in rappresentanza di tutte le associazioni nazionali del settore orafo; Fabrizio Lobasso, vice direttore generale per la crescita e la promozione delle esportazioni e direttore centrale per il Sistema Italia e gli investimenti del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale; Matteo Zoppas, presidente ICE Agenzia, senatrice Mara Bizzotto, sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Marco Zecchinato, assessore alla Cooperazione interregionale, Governo del territorio e Infrastrutture della Regione Veneto.
Info e dettagli sul sito vicenzaoro.com
Mara Martellotta