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I torinesi riscoprono i negozi di quartiere

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L’indagine annuale della Camera di commercio di Torino sulle abitudini di spesa delle famiglie evidenzia anche i luoghi privilegiati per fare acquisti. Nel 2025 emerge un’inversione di tendenza: dopo quattro anni di calo, cresce infatti la quota di chi sceglie i negozi tradizionali, passata dal 17,2% del 2024 al 20,9%. Parallelamente si registra una diminuzione della frequentazione di supermercati e ipermercati.

A commentare i dati è Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia: «Il ritorno dei negozi tradizionali nelle preferenze dei torinesi rappresenta un riconoscimento per un sistema imprenditoriale che ha saputo resistere alle difficoltà, innovarsi e offrire un livello di servizio difficilmente eguagliabile dalle piattaforme online.

Non si tratta solo di un rimbalzo temporaneo, seppur ancora contenuto, ma del segnale di un cambiamento più profondo nei comportamenti di consumo. I clienti mostrano oggi una maggiore attenzione nelle scelte, privilegiando acquisti più frequenti ma mirati, per i quali il negozio di prossimità risulta particolarmente adatto. Si afferma così un modello orientato alla qualità, al servizio e al rapporto diretto con il commerciante, capace di offrire competenza e consulenza.

A questo quadro si aggiunge anche il contributo dei visitatori: i turisti dimostrano infatti un interesse crescente per l’offerta commerciale torinese, contribuendo in maniera significativa alla ripresa dei consumi».

Vino piemontese alla conquista del mondo: 7,7 milioni per nuovi mercati

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Promozione del vino piemontese, Bongioanni: «Un bando da 7,4 milioni di euro per consorzi e associazioni e uno stanziamento da 270mila per enoteche e strade del vino. Così andiamo alla conquista dei nuovi mercati e rafforziamo il legame fra vino, turismo e territorio»

La Regione Piemonte mette in campo un intervento complessivo da 7 milioni e 670mila euro per sostenere e rafforzare la presenza del vino piemontese sui mercati internazionali. L’iniziativa è promossa dall’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi Paolo Bongioanni e si articola in due strumenti distinti ma complementari: un bando da 7,4 milioni di euro finanziato attraverso fondi europei Ocm Vino, destinato a consorzi di tutela e associazioni di produttori per attività promozionali nei Paesi extra Unione Europea, già aperto con scadenza fissata al 22 giugno, e un fondo da 270mila euro complessivi, suddiviso in tre annualità da 90mila euro ciascuna tra il 2026 e il 2028, destinato a sostenere iniziative di promozione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità promosse da enoteche regionali, botteghe del vino, cantine comunali e strade del vino e del cibo del Piemonte.

Si tratta di un’azione strutturata pensata per accompagnare il comparto vitivinicolo piemontese in una fase di trasformazione complessa a livello globale. «L’ultimo Vinitaly ci ha confermato una volta di più che un comparto d’eccellenza assoluta come quello vitivinicolo piemontese ha la capacità e la forza di superare l’attuale fase di cambiamento determinata dalì’incertezza geopolitica, dall’aumento dei costi dell’energia e dei trasporti, dai dazi, dalle crisi economiche che hanno interessato mercati tradizionali e da un cambiamento di abitudini e di consumi cui certo non hanno giovato certe campagne di demonizzazione dell’Unione Europea. Ormai il sistema ha compreso in tutti i suoi segmenti che bisogna andare ad aggredire i nuovi mercati senza ritardi e timidezze. Per questo, nelle prossime settimane, come Regione Piemonte saremo a Vilnius, a Hong Kong, a New York a grandi fiere e borse internazionali per promuovere il nostro agroalimentare e il nostro vino che ne è il primo traino. E intanto stiamo dando gambe ai due grandi progetti pensati per accompagnare il nostro vino in questa sfida: l’Osservatorio sui Mercati vitivinicoli che potrà offrire ai nostri produttori indicazioni scientifiche su quali mercati indirizzarsi e a che prezzi, e il progetto ViteLab Network che unisce su impulso del Piemonte 11 centri di ricerca applicata di tutto il Nord Italia per condividere dati e risultati sull’innovazione tecnologica e genetica in viticoltura».

Il bando Ocm, che rappresenta la parte più consistente delle risorse, mira a sostenere progetti di promozione del vino di qualità nei mercati extra Ue da realizzare tra il 16 ottobre 2026 e il 15 ottobre 2027. Possono partecipare consorzi, associazioni di produttori, cooperative e forme aggregate come Ati e Ats, anche attraverso progetti che coinvolgano più regioni, purché il Piemonte assuma il ruolo di capofila. Il contributo pubblico può coprire fino al 50% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 650mila euro per i progetti presentati in forma aggregata e di 150mila euro per quelli dei singoli produttori. Tra le attività finanziabili rientrano iniziative di comunicazione e promozione volte a valorizzare la qualità e la sicurezza dei prodotti, la partecipazione a eventi fieristici di rilievo internazionale, campagne informative sui sistemi di qualità europei come Dop, Igp e biologico, oltre a studi di mercato e analisi di efficacia delle azioni intraprese.

Accanto a questo intervento, la Regione riconosce il ruolo strategico svolto dalle realtà territoriali impegnate nella promozione del vino e delle produzioni tipiche. «Sono le vetrine dove il mondo del vino con i suoi produttori incontra le tante declinazioni del territorio e dei suoi prodotti agroalimentari d’eccellenza: un presidio indispensabile nel consolidamento di quel rapporto fra vino, cibo e turismo che è una punta di diamante del Piemonte e dobbiamo incentivare sempre più». Le risorse dedicate a questo ambito saranno distribuite attraverso tre bandi annuali e serviranno a sostenere progetti capaci di valorizzare il legame tra vino, territorio e offerta turistica, contribuendo a rafforzare l’identità e l’attrattività del Piemonte.

Teatro Regio di Torino, la stagione 2026-2027 è “Fatale”

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15 titoli, 9 nuovi allestimenti, 3 appuntamenti di danza e un capolavoro barocco. Inaugurazione il 15 ottobre con “Cavalleria rusticana” e “Pagliacci”

“Fatale” è il titolo e il tema della stagione 2026-2027 del Teatro Regio di Torino, che indica il segno dell’ineluttabilità del destino e delle sue passioni più estreme, in cui la tensione tra eros e thanatos rivela proprio come nell’incontro con l’inevitabile si misuri la libertà più profonda dell’essere umano.

Come ha ricordato Mathieu Jouvin, Sovrintendente del Teatro Regio di Torino, il Teatro inaugura con un progetto fuori dall’ordinario, una tetralogia “verista” concepita come un ciclo coerente di quattro capolavori del repertorio italiano di fine Ottocento. Il Regio, dopo il successo di “Manon, Manon, Manon”, si propone un obiettivo ancora più ambizioso, quello di riscoprire le radici del Verismo, un’estetica oggi più che mai attuale capace di raccontare passioni estreme e contraddizioni sociali con la medesima urgenza.

Dal 15 ottobre al 22 novembre andranno in scena quattro nuovi allestimenti della “Cavalleria rusticana”, tratta dalle scene popolari omonime di Giovanni Verga, melodramma in atto unico, di Pietro Mascagni, e i “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo su libretto del medesimo compositore, “La Bohème”, commedia lirica in quattro atti su libretto di Leoncavallo, e “Iris”, su musica di Pietro Mascagni, melodramma in tre atti su libretto di Luigi Illica. Sono firmati da due registi, Daniele Menghini, per Mascagni, e Francesco Micheli, al suo debutto al Regio, per Leoncavallo, sotto la direzione musicale di Andrea Battistoni. Dal 15 ottobre al 22 novembre, per 22 recite, il Teatro si trasformerà in una dimensione creativa di ampia respiro coinvolgendo Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e maestranze, in un’impresa di grande complessità. Accanto ai singoli titoli, due fine settimana di novembre permetteranno di seguire l’intero ciclo in tre giorni consecutivi, rendendo Torino una meta privilegiata nel cuore del Verismo, come ricordato anche dal Sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo.

“Con questo progetto – afferma il direttore musicale Andrea Battistoni, sul podio per tutti e quattro i titoli – il Regio accetta una sfida culturale coraggiosa, voluta con forza dalla Sovrintendenza e dalla direzione artistica per esplorare l’anima più autentica del melodramma italiano. L’Orchestra, il Coro e il Coro delle voci bianche dimostrano una duttilità fuori dal comune, sostenuti dalla maestranze tecniche ed organizzative del Teatro, in uno sforzo produttivo imponente”.

Ampio spazio verrà dato alla danza, che consolida la sua centralità nel cartellone del Teatro Regio, offrendosi come linguaggio privilegiato per esplorare la tensione del destino attraverso il corpo. Dal 2 al 4 dicembre prossimo tornerà il galà “Roberto Bolle & Friends”, icona della danza mondiale che, insieme al meglio delle stelle internazionali, celebra la bellezza e la perfezione tecnica in un viaggio tra il repertorio classico e le sfide della coreografia contemporanea, il gesto atletico e artistico. Per sei appuntamenti, dal 10 al 13 dicembre, debutterà al Teatro Regio il Tokyo Ballet con un ologramma capace di far convivere epoche e stili diversi: il percorso si aprirà con la sensibilità contemporanea del primo atto di “Kaguyahime” di Jo Kanamori, in prima rappresentazione italiana, che rilegge l’antico mito della “Principessa della Luna” sulle note di Debussy; seguirà “La perfezione cristallina del regno delle ombre” da La Bayader di Minkus, con coreografia di Petipà, per culminare con la potenza del “Sacre du printemps” di Stravinskij, nella scrittura immortale di Maurice Béjart. Si tratta di un inno alla forza che unisce l’uomo alla donna, una danza carica di eros che celebra il legame primordiale potente e inesauribile come il ritorno della primavera. La magia del Natale verrà celebrata dal 18 al 29 dicembre attraverso un appuntamento che ormai è tradizione viva nel cuore del pubblico, “Lo schiaccianoci” di Cajkovskij. A grande richiesta il Regio torna a invitare il Balletto dell’Opera di Tbilisi con la coreografia firmata da Alexej Fadeeĉev e dalla leggendaria etoile Nina Ananiashvili. Lo spettacolo sarà accompagnato da Orchestra e Coro di voci bianche del Regio. A fine gennaio, il 26, e fino al 6 febbraio, il Regio presenterà una rara versione originaria di “Edgar” di Puccini, versione originale in quattro atti, che restituisce al dramma la profondità narrativa e la ricchezza di sfumature sacrificate nelle revisioni successive da parte del compositore in tre atti, offrendo l’ascolto di un Puccini giovanile e audace. Il nuovo allestimento è coprodotto con l’Opéra de Nice e segna il debutto al Regio della regista Nicola Raab. La direzione è affidata a Carlo Rizzi, che rappresenta, dopo vent’anni, un gradito ritorno al Regio.

 

Non mancherà nel programma 2026-2027 un vero gioiello barocco, che verrà rappresenta l’11 febbraio, la “Juditha Triumphans”. Questo oratorio, del 1716, è l’unico superstite di Antonio Vivaldi, e narra l’episodio biblico di Giuditta e Oloferne, simboleggiando allegoricamente la vittoria della Repubblica di Venezia a Corfù sugli Ottomani. In una città come Torino si è voluto omaggiare la presenza della quasi totalità degli scritti vivaldiani, custoditi a pochi metri dal Teatro Regio, nella Biblioteca Nazionale Universitaria. A dirigere ci sarà Gianluca Capuano, specialista del repertorio Barocco. Dal 27 febbraio al 10 marzo andrà in scena uno dei titoli più iconici e rappresentati al mondo, “La traviata” di Giuseppe Verdi. Una nuova produzione che vedrà il ritorno del regista Jacopo Spirei, già reduce dal successo di “Hamlet”, affiancato dallo scenografo Gary MacCann e dalla costumista Giada Masi, freschi vincitori del premio Abbiati 2025. A guidare l’Orchestra il direttore musicale Andrea Battistoni. A interpretare la protagonista sarà il soprano Ecaterina Bakanova, già amata dal pubblico torinese nei ruoli di Blanche e Manon, che si alternerà con Maria Novella Malfatti, al suo debutto al Regio di Torino. Il 20-21 e 25 marzo andrà in scena al Piccolo Regio Puccini, per la prima volta, “La Tragédie de Carmen”, che non è una semplice riduzione del capolavoro di Bizet, ma una riscrittura affascinante di Peter Brook che, con il libretto di Jean-Claude Carrière e la partitura di Marius Constant, priva il romanzo di ogni convenzione per far emergere la verità dei personaggi. Il nuovo allestimento è affidato alla regia di Cecilia Ligorio. Il progetto risulta essenziale, la durata ridotta, i cori eliminati e l’orchestra limitata a venti elementi. Sul podio il direttore artistico Sergio Alapont e in scena i talenti del Regio Ensemble. Uno spettacolo essenziale e potente, capace di restituire la forza del mito di Carmen alla luce di uno sguardo contemporaneo. Dal 6 al 17 aprile torna al Regio uno dei capolavori più seducenti e brutali di Strauss, “Salome”, che fu ospitata nel 1906 nella sua prima rappresentazione fuori dai Paesi di lingua tedesca. L’opera è trattato dal dramma di Oscar Wilde e racconta il connubio tra innocenza e perversione della Principessa Salomè, la cui danza per Erode culminerà nella richiesta della testa di Giovanni Battista.

L’allestimento porta la firma del regista cinematografico e teatrale ungherese Kornél Mundruczó, al suo debutto al Regio, che ambienta la storia in una dimensione di decadenza e potere, ispirandosi al cinema di Buñuel trasforma la Reggia di Erode in un banchetto borghese claustrofobico. Sul podio Axel Kober, anch’egli per la prima volta al Regio, che ottenne grande successo alla Scala, nel 2023, con il medesimo titolo. Il Piccolo Regio Puccini ospiterà il 18 e il 30 aprile, e il 2 maggio, un nuovo allestimento di uno spettacolo che rilegge il capolavoro di Puccini come un racconto di formazione cala e di parlare a pubblici di ogni età. Si intitola “La Bohème. Il primo amore”. La creazione è affidata a Lorenzo Ponte, talento emergente della Paolo Grassi di Milano. Il regista e direttore è Emanuele Quaranta, che costruisce una visione in cui la musica diventa memoria e la partitura un tessuto di ricordi. La “Carmen” di Bizet verrà presentata al Teatro Regio in un nuovo allestimento dal 15 al 29 maggio, segnando il gradito ritorno di Arnaud Bernard dopo il grande successo del progetto Manon. Pienamente inserita nel tema della prossima stagione, questa produzione esplora più  destino dal volto dell’azzardo. Il regista Bernard sovrappone una visione antropologica radicale, e il suo lavoro nasce da una rilettura del testo di Mérimé, spogliato di ogni lato pittoresco e riletto attraverso la lente di Pier Paolo Pasolini. A dirigere sarà la mano esperta di Daniel Oren, grazie al quale la musica di Bizet diventa voce di un conflitto accecante, prato a scattare tra le regole sociali e l’irresistibilità dell’eros. La stagione del Regio si concluderà con “Evgenij Onegin” di Petr Il’ic Cajkovskij dal 15 al 29 giugno. L’opera, tratta dal poema di Aleksandr Puškin, viene proposta in uno degli allestimenti più acclamati al mondo, per la celebre regia di Robert Carsen e nella produzione della Canadian Opera Company, creata per il Metropolitan Opera di New York che, nel 2027, compirà trent’anni. La regia, con le scene e i costumi di Michael Levine, esalta la bellezza malinconica di una Russia sospesa tra al semplicità della campagna e il rigore di San Pietroburgo.

Al Piccolo Regio Puccini verranno proposti altri tre titoli, “Pierino e il lupo” di Prokof’ev, “Il piccolo spazzacamino” di Britten, e il Giorno della Memoria verrà ricordato con la favola di Natale (Guareschi, Coppola), mentre per i più grandi sono previsti adattamenti d’autore come “La tragédie de Carmen” di Brook e il nuovo spettacolo “La Bohème. Il primo amore”.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Regio saranno affidati alla guida esperta di Gea Garatti Ansini, che dal mese di marzo 2026 ne cura la preparazione. Al loro fianco il Coro delle voci bianche del Regio sarà come sempre diretto da Claudio Fenoglio.

Per la stagione 2026-2027 tornano le “Conferenze-Concerto” pensate per accompagnare il pubblico alla scoperta delle opere e dei balletti in programma. Durante gli appuntamenti, musicologi e giornalisti dislogheranno con i protagonisti degli spettacoli facendo ascoltare dal vivo alcuni dei momenti musicali più celebri. Ingresso libero.

Mara Martellotta

Le famiglie torinesi faticano a risparmiare

La spesa media mensile delle famiglie torinesi si attesta nel 2025 a 2.616 euro, un valore sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Diminuisce la quota destinata ai consumi alimentari, tornati sui livelli precedenti alla pandemia, mentre cresce la spesa per beni e servizi non alimentari, trainata soprattutto dai costi legati alla casa — in particolare utenze e arredamento. Riprende anche il settore dell’abbigliamento, mentre restano stabili le spese per viaggi, vacanze e consumi fuori casa. In calo, invece, il numero delle famiglie che riesce a risparmiare. A livello territoriale, in Lombardia la spesa risulta superiore del 17% rispetto al Piemonte.

I dati sono stati presentati a Palazzo Birago nell’ambito dell’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi, l’indagine promossa dalla Camera di commercio di Torino che, in coerenza con le rilevazioni ISTAT nazionali, analizza consumi e abitudini di acquisto di 240 nuclei residenti nel capoluogo piemontese.

Come sottolineato da Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino, si registra un lieve incremento della spesa mensile, dovuto principalmente agli acquisti non alimentari. Tengono le spese per il tempo libero, riparte l’abbigliamento, ma si riduce la quota di famiglie in grado di accantonare risparmi. Cresce inoltre la preferenza per i negozi tradizionali, mentre la grande distribuzione mostra una lieve flessione. Nel confronto territoriale, la spesa delle famiglie torinesi si mantiene in linea con quella regionale piemontese, pur restando inferiore alla media nazionale.

L’indagine evidenzia anche l’evoluzione della composizione familiare nell’ultimo decennio. È diminuito il numero medio dei componenti dei nuclei familiari ed è aumentata in modo significativo la presenza di persone che vivono sole. Nel campione analizzato, le famiglie composte da una sola persona rappresentano oltre il 45%, dato coerente con gli archivi anagrafici della Città di Torino, secondo cui circa un residente su due vive da solo.

Dal punto di vista economico, il 40% delle famiglie si colloca in una fascia di livello medio, il 15% in condizioni di agiatezza e il 14,2% in una situazione di autosufficienza. La fascia di debolezza economica interessa invece il 30,8% delle famiglie torinesi e supera il 53% tra le persone sole.

Nel complesso, il quadro del 2025 mostra famiglie che mantengono stabile il livello di spesa, ma con una crescente pressione sui bilanci domestici e una minore capacità di risparmio.

Iren inaugura la Stazione Nord di Trasformazione per il potenziamento della rete elettrica di Torino

È stata inaugurata la nuova Stazione Nord di Trasformazione Elettrica di IRETI Gruppo Iren, un’opera strategica per il rafforzamento della rete elettrica della città di Torino. L’infrastruttura rappresenta un tassello centrale nel percorso di sviluppo di una rete sempre più efficiente, resiliente e in grado di assicurare elevati livelli di continuità del servizio, soprattutto in vista delle crescenti sollecitazioni legate alla stagionalità e ai picchi di consumo e alle esigenze della transizione energetica urbana.

All’inaugurazione sono intervenuti il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, il Presidente Iren, Luca Dal Fabbro, l’Amministratore Delegato del Gruppo, Gianluca Bufo, e il Direttore Operations di IRETI, Gianluca Riu.

La nuova cabina primaria sorge nell’area nord della città, in strada Vicinale di Cascinette, e costituisce un nodo centrale del sistema elettrico torinese. L’intervento ha previsto un investimento complessivo di 24,8 milioni di euro e ha coinvolto, nelle diverse fasi di realizzazione, circa 30 imprese e fino a 200 addetti. La cabina si estende su una superficie di circa 2.500 metri quadrati ed è progettata per trasformare l’energia elettrica da alta a media tensione.

Dal punto di vista tecnologico, la Stazione Nord è un impianto all’avanguardia che trasforma l’energia da 132 kV a 22 kV, assicurando una distribuzione efficiente verso le cabine secondarie e quindi verso le utenze civili e industriali. Collegata a tre linee di alta tensione, consente di aumentare in modo significativo la potenza elettrica distribuita sulla rete cittadina, con una potenza nominale complessiva superiore a 120 MVA, rafforzando così la sicurezza e la continuità del servizio.

L’infrastruttura si distingue anche per l’elevato livello di automazione e sicurezza: è infatti dotata di sistemi avanzati di protezione, comando e controllo che consentono una completa gestione da remoto dell’impianto, monitorandolo in tempo reale, per intervenire automaticamente in caso di anomalie.

La struttura si sviluppa su più livelli ed è progettata secondo criteri di efficienza, sicurezza e integrazione urbana: oltre agli spazi tecnici dedicati alla trasformazione e distribuzione dell’energia, include ambienti destinati ad attività didattiche e formative, in linea con la volontà del Gruppo Iren di rendere le proprie infrastrutture sempre più aperte al territorio e alle comunità. L’architettura esterna, inoltre, è pensata per integrarsi nel contesto urbano, valorizzando anche l’aspetto estetico dell’impianto.

L’attivazione della nuova Stazione Nord rientra nel più ampio piano di investimenti del valore di circa 515 milioni di euro che IRETI destinerà entro il 2030 all’ammodernamento e potenziamento della rete di distribuzione elettrica cittadina.

In particolare, in vista dell’imminente stagione estiva e del conseguente aumento dei consumi elettrici cittadini, IRETI ha già programmato un più ampio insieme di azioni operative e preventive per garantire al meglio la continuità del servizio a fronte dei picchi di consumo: tra queste, il potenziamento delle strutture di reperibilità, il rafforzamento delle risorse dedicate alle attività di scavo, riparazione e logistica e l’incremento dei mezzi e delle dotazioni a supporto delle attività di ricerca e ripristino dei guasti.

Contestualmente, sono state rafforzate le attività propedeutiche di manutenzione e controllo della rete, attraverso interventi straordinari sui sistemi di protezione delle cabine primarie, campagne di monitoraggio con termocamere, verifiche sui sistemi di telecontrollo e un consolidamento della disponibilità di materiali strategici a magazzino, elementi fondamentali per assicurare tempestività ed efficacia degli interventi.

Si rafforza inoltre il sistema di informazione rivolto ai cittadini: è stato infatti potenziato il contact center tecnico ed è disponibile da quest’anno “SmartPOD”, il servizio che consente di monitorare in tempo reale sia le interruzioni programmate per attività di manutenzione, sia quelle causate da eventuali guasti. La piattaforma, aggiornata ogni 15 minuti e accessibile via internet da smartphone o computer all’indirizzo www.ireti.it, offre inoltre la possibilità di ricevere gratuitamente notifiche tramite SMS o e-mail, mettendo a disposizione degli utenti uno strumento puntuale ed efficace per un’informazione costante e tempestiva.

TorinoClick

Parco del Valentino e Biblioteca Civica Centrale, il sostegno di Fondazione Crt

Nuove risorse in arrivo dalla Fondazione CRT per sostenere alcuni interventi legati alla riqualificazione del Parco del Valentino e alla futura sede della Biblioteca Civica Centrale. La decisione è stata presa dalla Giunta comunale, che ha approvato una delibera su proposta del sindaco Stefano Lo Russo.

Il finanziamento, pari a 7 milioni di euro, punta a rafforzare uno dei principali progetti di rigenerazione urbana della città, inserito nel quadro strategico “Torino Cambia”. L’obiettivo è trasformare l’area del Valentino in un nuovo punto di riferimento per la vita culturale, ambientale e sociale del capoluogo.

Il provvedimento autorizza un’integrazione alla convenzione siglata il 15 dicembre 2025 tra il Comune e la Fondazione, che regola la collaborazione nell’ambito del progetto “Torino cambia: spazi che uniscono”. L’iniziativa rientra in un percorso più ampio condiviso tra Città di Torino, Fondazione CRT e OGR Torino, con l’obiettivo di valorizzare l’ex complesso di Torino Esposizioni attraverso una sinergia tra pubblico e privato. Il piano prevede un sistema integrato capace di unire funzioni culturali, attività di innovazione e spazi di partecipazione, in linea con le finalità sociali della Fondazione.

“La riqualificazione del Valentino e la nuova Biblioteca Civica Centrale – ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo – rappresentano interventi su cui l’amministrazione punta con decisione, convinta che possano offrire alla città un grande spazio verde rinnovato e un centro culturale di eccellenza. La collaborazione con la Fondazione CRT si inserisce in un percorso condiviso che mira a valorizzare quest’area come nuovo fulcro di cultura, innovazione e partecipazione”.

Anche la presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi, ha sottolineato il valore strategico dell’intervento, spiegando che le nuove risorse – provenienti dal fondo accantonamenti legato ai ritorni fiscali – si aggiungono a quelle già destinate al piano cittadino. I fondi serviranno in particolare a completare la Biblioteca Civica Centrale, sia nelle strutture sia negli arredi, e a garantire la piena accessibilità dell’intero polo del Valentino.

Il contributo permetterà quindi di portare a termine la riqualificazione del parco e dell’ex Torino Esposizioni, un progetto complesso che nel corso dei lavori ha richiesto ulteriori adeguamenti e investimenti per assicurare qualità e funzionalità degli spazi.

Nel dettaglio, le risorse saranno impiegate per l’allestimento degli interni della nuova biblioteca e per la realizzazione di un sistema coordinato di identità visiva, segnaletica e orientamento, pensato per integrare le diverse funzioni del futuro polo: culturali, universitarie, artistiche, turistiche e sportive, oltre alla valorizzazione del fiume Po. Sono previsti inoltre il completamento degli interventi sulla biblioteca, sul Teatro Nuovo e sulle opere che garantiranno l’accesso all’area anche dai nuovi attracchi per la navigazione fluviale elettrica lungo il Po.

Al via la gara da un miliardo per la Metro linea 2 di Torino

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E’ pronta l’ordinanza che darà il via alla gara per la realizzazione delle 10 stazioni della linea 2 della metropolitana e delle opere connesse, per un importo complessivo di 1 miliardo di euro.

L’iter prevede l’insediamento della commissione entro settembre, l’aggiudicazione della gara entro ottobre e la firma del contratto nell’autunno di quest’anno. A seguire partiranno le opere preliminari, tra cui la bonifica bellica, l’allestimento dei cantieri e lo spostamento dei sottoservizi. I lavori principali dovrebbero iniziare tra la fine dell’inverno e la primavera del prossimo anno.

La talpa per lo scavo delle gallerie entrerà in funzione alla fine del 2027, avanzando a una velocità stimata di 15-18 metri al giorno nel tratto tra via Bologna e Porta Nuova. Successivamente si procederà con scavo tradizionale fino al capolinea di Rebaudengo.

Il completamento delle opere è previsto entro il 2032, con l’entrata in esercizio della linea nel 2033. Restano tuttavia da reperire 450 milioni di euro per il prolungamento della linea fino al Politecnico.

Commerciante di 60 anni scippato si accascia a terra e muore dopo il furto

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Tragedia a Pinerolo dove un commerciante di 60 anni ha perso la vita subito dopo aver subito uno scippo. L’episodio è avvenuto in piazza Cavour, davanti a un esercizio commerciale. L’uomo aveva appena lasciato l’auto e si stava dirigendo verso la  banca per versare l’incasso giornaliero, quando è stato improvvisamente avvicinato da un individuo che, con un’azione repentina, gli ha sottratto il bordello con il denaro per poi dileguarsi.

Nonostante quanto accaduto, l’uomo è riuscito a chiamare il 112 e a raccontare ai carabinieri di essere stato derubato, ma poco dopo è crollato a terra. I soccorritori del 118 hanno provato a rianimarlo a lungo, ma ogni tentativo si è rivelato inutile: il 60enne è morto sul posto. I carabinieri stanno svolgendo le indagini. L’uomo potrebbe essere stato seguito fin da Bricherasio da dove era partito per raggiungere Pinerolo.

Efficientamento energetico, nuovi interventi per oltre 3,5 milioni in 5 scuole

 

Oltre 3,5 milioni di euro per rendere più efficienti dal punto di vista energetico cinque complessi scolastici cittadini. Gli interventi prevedono lavori sull’isolamento degli edifici, la sostituzione dell’illuminazione con tecnologia a LED, l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi intelligenti per la gestione del riscaldamento.

La Giunta Comunale ha approvato questa mattina, su proposta dell’assessora alla Transizione Ecologica e Digitale, i progetti esecutivi degli interventi che saranno realizzati da Iren Smart Solutions. Le opere si inseriscono nella strategia della Città per ridurre i consumi energetici e le emissioni inquinanti, migliorando allo stesso tempo la qualità degli ambienti scolastici.

I lavori interesseranno il complesso di via Germonio 12-4, dove si concentrerà l’intervento più consistente, pari a circa 1,9 milioni di euro, con la realizzazione di un cappotto termico, la coibentazione della copertura e un impianto fotovoltaico. Alla scuola primaria Casati di corso Racconigi 29 sono previsti interventi di isolamento del sottotetto e il rinnovo dell’illuminazione. Nel complesso di via Cellini 14 e via Nizza 151 si interverrà sulla coibentazione delle coperture, mentre nelle sedi di via Braccini 75 e 63 gli interventi riguarderanno principalmente l’efficientamento degli impianti e una gestione più efficace del riscaldamento.

In tutte le scuole saranno inoltre installati nuovi sistemi per ottimizzare i consumi, come valvole termostatiche, elettropompe ad alta efficienza e sistemi digitali di controllo (BMS), che consentono una gestione più precisa dell’energia.

Tutti questi interventi rientrano nel Piano EfficienTO, il programma pluriennale avviato dalla Città di Torino che punta a migliorare le prestazioni energetiche di circa 850 immobili comunali entro il 2030, attraverso un investimento complessivo di 110 milioni di euro a carico del partner privato Iren Smart Solutions, contribuendo in modo concreto agli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica.

Si tratta di un percorso strutturato che, attraverso interventi progressivi sugli edifici pubblici, consente di ridurre i consumi energetici e accompagnare la trasformazione del patrimonio comunale verso standard più sostenibili ed efficienti.

 

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Sanità Piemonte, scontro sui conti: Riboldi difende la manovra, opposizioni all’attacco

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Un intervento definito “necessario e urgente” per ristabilire l’equilibrio dei conti e consolidare il sistema sanitario regionale, senza rinunciare al confronto politico. L’assessore alla Sanità Federico Riboldi, durante l’informativa in Consiglio regionale, ha fatto il punto sui bilanci delle aziende sanitarie piemontesi e ha illustrato il provvedimento che aggiorna a 209 milioni di euro il fabbisogno sanitario, sulla base delle indicazioni ministeriali del 28 aprile.

Nel suo intervento, Riboldi ha sottolineato che “gli equilibri complessivi del sistema restano solidi e sotto controllo. Il Piemonte, infatti, resta in gestione ordinaria, ampiamente sotto le soglie critiche. Un contesto oggettivamente difficile, ma che può rappresentare un’opportunità di investimento e rilancio”.

Tra i dati evidenziati, l’aumento di oltre 250 mila prestazioni grazie all’ampliamento degli orari e alle aperture nei fine settimana, una soluzione già adottata in altre regioni. Sul personale, la Regione registra un’incidenza superiore del 3% rispetto alla media nazionale, con 4.200 assunzioni in più rispetto al passato e un investimento complessivo di 534 milioni di euro, anche per gli adeguamenti contrattuali.

“Non stiamo tagliando, ma scegliendo dove investire – ha proseguito Riboldi – stiamo lavorando sulla riduzione della spesa improduttiva per liberare risorse da destinare all’attività clinica. Parallelamente, prosegue il piano di rafforzamento strutturale, con sette candidature a IRCCS e nuovi interventi sull’edilizia sanitaria. Ci teniamo a precisare che non c’è alcuna ‘deriva’ verso la sanità privata, al contrario, riportiamo nel pubblico strutture e servizi e investiamo su personale e ospedali”.

“Il provvedimento include anche un’operazione straordinaria di riordino contabile tra Regione e aziende sanitarie, relativa a partite pregresse fino al 2011, con un recupero stimato di circa 90 milioni di euro – ha concluso Riboldi – un passaggio tecnico che non comporta tagli, ma garantisce maggiore trasparenza e solidità ai bilanci del sistema sanitario regionale. Stiamo portando avanti un’azione che coniuga equilibrio finanziario e sviluppo, per una sanità più moderna, efficiente e sostenibile nel lungo periodo”.

Dura la reazione delle opposizioni, che chiedono il ritorno del provvedimento in Commissione, denunciando l’assenza di un quadro chiaro sui conti delle aziende sanitarie.

Secondo i consiglieri del Partito Democratico — Gianna Pentenero, Alberto Avetta, Monica Canalis, Nadia Conticelli, Fabio Isnardi, Simona Paonessa, Laura Pompeo, Domenico Ravetti, Domenico Rossi, Mauro Salizzoni, Daniele Valle ed Emanuela Verzella — “non si può governare la sanità piemontese con documenti che cambiano da un giorno all’altro. A inizio marzo la Giunta aveva portato in Commissione una variazione di bilancio da 209 milioni di euro per sanare il disavanzo delle Aziende sanitarie: una cifra importante, pur restando sotto la soglia del piano di rientro. Oggi l’assessore Riboldi ha evitato del tutto la discussione sui bilanci delle Asr per infliggere all’Aula la consueta dose di propaganda, dove il vuoto viene colmato interamente con tagli ad altri capitoli di bilancio. Questa non è una manovra di risanamento sanitario: è una manovra che paga la sanità, impoverendo tutto il resto”.

Critiche anche da Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro (Avs), secondo cui “l’informativa non chiarisce nulla, è da troppo tempo che l’assessore fa propaganda. Dopo due mesi di silenzio in Commissione e il richiamo in aula con urgenza per oggi, avevamo chiesto come opposizioni tre cose semplici: il quadro delle risorse in arrivo da Roma e la loro destinazione, i conti delle ASL da cui si origina il buco da coprire e le coperture per le somme necessarie. Ad oggi ancora nessuna risposta. Oggi la Giunta Cirio ha calato la maschera e decide di ripianare il disavanzo togliendo soldi a materie importanti”.

Vittoria Nallo (Sue) ha aggiunto che “discutere i bilanci della sanità con emendamenti dell’ultimo minuto, senza spiegazioni tecniche, in palese assenza dei pareri istituzionali e in mancanza dell’informativa prevista è un metodo irrispettoso e inaccettabile. La Giunta pensa solo a tamponare l’emergenza di oggi per far quadrare i numeri, ma manca totalmente di una visione per i prossimi anni. Continuare a intervenire senza programmazione significa scaricare i problemi sui cittadini e sulle aziende sanitarie”.

Infine, Sarah Disabato e Alberto Unia (M5S) osservano: “Quando le cose vanno male è colpa di chi governava prima. Quando vanno bene, anche se i soldi sono quelli portati dal Governo Conte col PNRR, allora i meriti sono tutti della Giunta. Bisognerebbe cominciare ad assumersi le proprie responsabilità perché i problemi sono evidenti: nessun mattone posato per i nuovi ospedali, liste d’attesa infinite, case e ospedali di comunità in ritardo, servizi ridotti, immobilismo sul tema dell’autosufficienza e della salute mentale”.