Nella serata del 25 agosto 2026, a Torino in zona centro, i Carabinieri della Stazione Po
Vanchiglia (Compagnia Carabinieri Torino San Carlo), dopo aver ricevuto alcune
segnalazioni di spaccio hanno scoperto un vero e proprio mercato della droga sintetica,
solitamente utilizzata nelle feste a sfondo sessuale, che un trentatreenne di origini
marocchine vendeva in un appartamento del centro cittadino.
In particolare, dopo la notizia di un sospetto via vai di persone nel palazzo e la conferma di
alcuni acquirenti, i militari sono riusciti a entrare nell’abitazione, sequestrando, al termine
della perquisizione, 7 barattoli contenenti in totale 50 grammi di MDPV
(metilenediossipirovalerone) o “CHEMSEX” e un’altra scatola con 16 grammi di cocaina
rosa meglio conosciuta come “TUSI”, oltre a sostanza da taglio e bilancino di precisione.
Inoltre, nello stesso contesto, sono stati trovati oltre 450 Euro in contanti, ritenuti provento
dell’attività illecita. La vendita della sostanza stupefacente rinvenuta avrebbe fruttato oltre
10.000 Euro.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato in quanto gravemente indiziato di
“detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio” ed è stato tradotto in carcere presso la
Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” come disposto dalla Procura della Repubblica di
Torino. L’arresto è stato convalidato nei giorni successivi.

Una Città vive di tante iniziative intelligenti, ma vive anche delle denunce delle cose che non vanno, soprattutto se aiutano a vedere cosa la politica non ha visto. Ma la Città vive anche a seconda di come ricorda i suoi grandi personaggi, delle cose che han detto e delle loro denunce. Quando ho lavorato con Donat-Cattin ricordo le telefonate dei Vescovi per difendere l’azienda in crisi della loro Città. Ma ci sono Città che dimenticano i personaggi scomodi. È la sensazione che ho provato ieri sera alla bella Messa alla Consolata in ricordo dell’arcivescovo Nosiglia, un genovese zero diffidente, dal sorriso che apriva i cuori al dialogo. C’era tanta gente, ma qualche assenza faceva rumore, a partire dalla Giunta Comunale. Eppure Nosiglia per le crisi aziendali e per le difficoltà economiche e sociali di questa nostra bella Torino ne aveva fatto una malattia. Certo, Nosiglia non ha fatto sconti quando proprio alla Consolata aveva lanciato una denuncia arrivata anche nei palazzi romani. A Torino la metà della Città che sta bene non si accorge della metà della Città che sta male. Ma come nella Città amministrata dalla sinistra dal 1993 era dimenticata la metà della Città povera? Il PD reagì male, ma sostanzialmente non capì se è vero che oggi quella metà della Città sta ancora peggio. L’arcivescovo aveva preso iniziative forti che cercavano di coprire il vuoto della politica con l’Agorà sociale, andando nelle fabbriche in crisi… Come dimenticare la Messa all’Embraco? Aveva fatto convocare dal Prefetto il Comitato provinciale della sicurezza per ascoltare dal Parroco della Madonna della Pace la situazione della sicurezza in Barriera.