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Salone dell’Auto, il centro di Torino diventa palcoscenico del mondo a quattro ruote

Torna il Salone dell’Auto Torino, rendendo dall’11 al 13 settembre il centro di Torino il palcoscenico dell’automotive, tra novità di prodotto, innovazione, design e appuntamenti dedicati al pubblico e alla filiera. Il programma della terza edizione e i modelli protagonisti sono stati presentati il 2 settembre scorso alle OGR Torino, insieme ai protagonisti che hanno contribuito alla manifestazione automobilistica a ingresso libero che, dall’11 al 13 settembre, porterà nel cuore di Torino le novità delle Case automobilistiche, tra test drive, anteprime, eventi e appuntamenti dedicati agli appassionati e agli operatori del settore. Sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione il Presidente del Salone dell’Auto Torino, Andrea Levy, l’Assessore al Bilancio, Finanze e Programmazione Economica e Finanziaria, Andrea Tronzano, l’Assessora alla Cultura della Città di Torino, Rosanna Purchia, il Presidente della Camera di Commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta e il Vicepresidente della Fondazione CRT, Paola Casagrande. Ha moderato l’incontro il direttore di Autoappassionati, Federico Ferrero.
Saranno 47 le Case protagoniste al Salone dell’Auto Torino 2026, tra cui Alfa Romeo, Lamborghini, BMW, Citroën, FIAT, Honda, Italy Design, Jeep, Lancia, Lotus, Macerata, Mazda, Mercedes Benz, Peugeot, Pininfarina, Porsche, Renault, Suzuki, Tesla, X-Peng e Ezeekr. Dopo il successo delle prime due edizioni, che hanno richiamato oltre 500 mila visitatori, Salone dell’Auto Torino conferma il proprio format Open Air, trasformando il centro cittadino in un grande palcoscenico dedicato all’automobile, capace di mettere in dialogo industria, pubblico e territorio. Il percorso espositivo si svilupperà tra piazza Castello e piazzetta Reale, Corte d’Onore e Giardini dei Musei Reali di Torino, dove saranno allestiti gli spazi dei brand automobilistici, e nei Giardini bassi della città di Torino, con le aree dedicate ai test drive e alle iniziative per i visitatori durante tutto il weekend. I Giardini dei Musei Reali ospiteranno un percorso dedicato all’eccellenza automobilistica, tra super car, auto di pregio e gioielli firmati dai grandi designer. Il percorso attraverserà le pagine più significative nella storia del design e dell’automobile, con un grande tributo ai 120 anni di Lancia, un omaggio a un simbolo del car design, Marcello Gandini, un tributo a Ferrari con le vetture più significative e un omaggio alla competizione “London to Brighton Veteran Car Run”, organizzato da RACI, Historic Club Schio e Club Saint Ambreus. Nella Corte d’Onore dei Musei Reali, Pininfarina allestirà un’esposizione dedicata ai 100 anni dalla nascita di Sergio Pininfarina, che celebrerà il patrimonio stilistico e progettuale di una delle realtà più rappresentative del design automobilistico italiano. Il tributo per i 120 anni di Lancia ripercorrerà la storia del marchi attraverso alcuni modelli che ne hanno segnato l’evoluzione: dalla Lancia Lambda alla Stratos. Il racconto proseguirà con Lancia Delta, World Rally, Champions del gruppo Delt One, e con le regine del motorsport protagoniste di un’epoca indimenticabile del rally. La Fondazione Gino Macaluso per l’auto storica, celebrerà il tributo Lancia con alcune vetture iconiche, caratterizzate dalle livree Martini che ne hanno reso celebre il marchio, segnando la storia del motorsport. Sarà compreso un anniversario nell’anniversario, ovvero i 50 anni della Lancia Gamma, presentata al Salone di Ginevra nel 1976. La Gamma Coupét, disegnata da Aldo Brovarone per Pininfarina, sarà celebrata attraverso le nove vetture della collezione 777 di Andrea Levy, che riunisce tutte le nove combinazioni cromatiche previste originariamente per il modello.
“Marcello Gandini – A Legacy of Innovation” rappresenta il tributo a Gandini che avrà luogo all’interno dei Giardini dei Musei Reali, e celebrerà il genio creativo di uno dei più importanti car designer della storia attraverso una selezione di vetture. La celebrazione sarà realizzata grazie alla partecipazione di collezionisti di alcune delle auto sportive da lui ideate, tra cui la Lamborghini Miura P400 SV, la Ferrari Dino GTA4, la Lamborghini Espada, la Lamborghini Diablo, l’Alfa Romeo Montreal, la Maserati Ghibli II e la Lancia Stratos.
Un altro tributo sarà dedicato alla Ferrari attraverso una selezione e curata da Ferrari Club Italia all’interno dei Giardini dei Musei Reali, che ripercorre alcune delle pagine più significative  ella storia del Cavallino Rampante, dalle competizioni sportive alle grandi GT. Alla London to Brighton sarà dedicata una selezione di vetture e motociclette che hanno preso parte alla storica manifestazione britannica. In esposizione anche la De Dion-Bouton “Vis à Vis” del 191, appartenuta al Conte Cacherano di Bricherasio, e ancora dotata dell’originale targa torinese 6372; la Renault Type C Volturette Couse del 1900, unico esemplare da corsa sopravvissuto del suo tipo, la Lacoste & Battmann del 1902 e la Ricordi 8HP Break del 1899, appartenente alla collezione del MAUTO.
Il Salone dell’Auto Torino conferma anche per il 2026 l’area Test Drive, che permetterà ai visitatori di provare gratuitamente su strada le vetture messe a disposizione dalle Case automobilistiche. I percorsi, con partenza dei Giardini Reali bassi, in corso San Maurizio, saranno sviluppati lungo la viabilità ordinaria del centro cittadino, consentendo di conoscere da vicino tecnologie, comfort e prestazioni dei nuovi modelli, accompagnati dagli istruttori del brand.
La mappa PDF del Salone dell’Auto è scaricabile sul sito www.saloneautotorino.com
Mara Martellotta

Manifestazione SITAV del 27 settembre alle 11 in piazza Palazzo di Città, le prime adesioni

Contro le tattiche e le indecisioni che hanno fatto allungare i tempi e i costi dell’opera più importante per il rilancio dell’economia e del lavoro in Val Susa, a Torino e nel Paese. No alla violenza secondo l’insegnamento del Presidente della Repubblica e del Cardinale di Torino, Vescovo di Susa, Mons. Roberto Repole. I ritardi nella realizzazione dell’opera li hanno pagati i senza lavoro, il commercio della Bassa Valle, le aziende della Bassa Valle. Chiamare violenti stranieri per attaccare i nostri ragazzi che ci garantiscono la sicurezza è una vergogna che deve interpellare le nostre coscienze e quelle di tutta la Magistratura. L’interesse nazionale, il bene comune viene prima di tutto.

Mino Giachino

“Si parte”

27 settembre NO ALLA VIOLENZA SÌ ALLA TAV – il documento del comitato promotore

Noi sottoscritti, esponenti della società civile, della politica, dell’imprenditoria, del sindacato, dell’associazionismo, chiediamo ai cittadini di manifestare con noi il prossimo 27 settembre a Torino, in Piazza Palazzo di Città alle ore 11, per ribadire il nostro “NO ALLA VIOLENZA, SÌ ALLA TAV”.

A Torino gli episodi di manifestazioni violente sono molto preoccupanti e non possono essere archiviate come sporadici eventi. Dopo l’assalto a La Stampa e le devastazioni alle OGR, sabato 25 luglio scorso è stata una giornata di vera e propria guerriglia a Chiomonte; non certo la prima ma una delle più terribili della lunga storia di violenze attuate contro il cantiere dell’alta velocità in Valle di Susa. Non basta condannare le centinaia di assaltatori incappucciati armati di molotov, arrivati da molte parti d’Europa e sostenuti e organizzati da frange estremiste italiane; serve di nuovo far vedere che esiste una maggioranza silenziosa che vuole che si proceda con i lavori, rispettando i tempi e i costi previsti e utilizzando al meglio i fondi di compensazione per la valle.

La TAV farà parte della Nuova Rete “metropolitana d’Europa” che permetterà di muoversi rapidamente nel continente, che sposterà una parte importante del trasporto merci e passeggeri dalla strada alla rotaia, riducendo l’inquinamento, migliorando l’ambiente e permettendo di viaggiare in maggiore sicurezza. È – e sarà – un volano di crescita economica e di posti di lavoro preziosi per i nostri territori.

Il 27 settembre per la TAV è un giorno storico: 15 anni fa avvenne la firma a Parigi dell’intesa intergovernativa tra Italia e Francia ratificando il trattato sulla tratta Torino-Lione.

Il 27 settembre 2026 sarà domenica e vogliamo promuovere, tutti insieme, un grande evento unitario per dire chiaramente e inequivocabilmente “NO alla violenza, SÌ alla TAV”.

Primi firmatari: Igor Boni, Mino Giachino, Daniela Ruffino, Francesco Aglieri Rinella, Mariangela Ferrero, Claudia De Cicco, Oreste Gallo, Stefano Giuliano, Sara Levi Sacerdotti, Silvja Manzi, Giorgio Merlo, Samuele Moccia, Davide Neku, Cristina Peddis, Chiara Squarcione, Francesco Tesio, Andrea Turi, Gianni Vernetti, Silvio Viale.

Nuova vita ai chioschi abbandonati: diventeranno spazi di cultura e impresa nei quartieri

 

Arriva alle battute finali il percorso che la Città ha intrapreso per il rilancio dei chioschi cittadini dismessi. Dopo il lavoro di ricognizione e censimento di 334 chioschi presenti su tutto il territorio cittadino, l’avviso di consultazione preliminare tra luglio e settembre 2025 per testare l’interesse e le aspettative dei cittadini e del mercato e, infine, il bando di gara pubblico per l’assegnazione del diritto di superficie per i primi 30 chioschi individuati, questa mattina si è tenuta l’ultima seduta della commissione di gara che ha portato alla pubblicazione di una graduatoria provvisoria delle domande.

Le procedure ad evidenza pubblica hanno riguardato solo le aree di insistenza dei manufatti per i quali, al momento della pubblicazione, era già stato assunto un procedimento di revoca o di decadenza. L’aggiudicatario conseguirà la proprietà temporanea dell’area e potrà utilizzare il chiosco garantendone manutenzione e funzionamento per l’intera durata del contratto.

A questa graduatoria provvisoria, che verrà pubblicata sul sito della Città nella sezione dei bandi di gara, seguirà l’aggiudicazione definitiva, al termine delle verifiche tecniche che riguarderanno la proprietà temporanea dell’area, e l’utilizzo del chiosco esistente con la garanzia di manutenzione e funzionamento.

Tra i potenziali aggiudicatari, 13 chioschi vedono in graduatoria come miglior offerta quella di Ireti, altri 2 potrebbero essere aggiudicati ad Allemandi, mentre gli altri sono suddivisi tra De Marchi, Jonisa Reci, Immo-Partner, Caffè Maker, Torino Città per le donne, PDN e la Cooperativa Frassati per il chiosco di piazza Risorgimento 32.

L’obiettivo dell’amministrazione, che al termine di questa aggiudicazione si metterà al lavoro per un nuovo bando, è che i chioschi chiusi e in disuso nella nostra città possano tornare a generare valore nei quartieri, diventando luoghi di incontro, cultura, socialità, impresa.

“Siamo soddisfatti del lavoro sin qui svolto – spiega l’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli -. Fin dall’inizio abbiamo capito che la sfida era anzitutto quella di riordinare una disciplina complicata e poco omogenea. Dal punto di vista delle destinazioni di utilizzo il quadro finale è variegato, come era auspicabile, e presenta offerte di carattere culturali, sociale, di intrattenimento, di somministrazione, oltre che proposte per migliorare i servizi alla cittadinanza. Anche se non era l’obiettivo principale di questa procedura non va poi sottovalutato il fatto che tutti i lotti sono stati assegnati a un valore maggiore della base d’asta e, in qualche caso, gli incrementi sono stati rilevanti. Per gli 8 lotti andati deserti sarà necessaria qualche ulteriore e più articolata riflessione, in quanto ben 4 di questi non avevano limitazioni di destinazione”.

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I Presìdi di bellezza di Fondazione CRT per il rilancio di Aurora-Porta Palazzo, Barriera di Milano e la Bassa Val di Susa

5,9 MILIONI DI EURO CONTRO LA POVERTÀ EDUCATIVA

Con SERMIG e Salesiani prenderanno vita a Torino e ad Avigliana due grandi interventi di rigenerazione sociale che trasformeranno luoghi fragili in hub educativi e di comunità

Torino, 10 settembre 2026 – Rigenerare luoghi per rigenerare comunità. Restituire bellezza agli spazi per offrire nuove opportunità di crescita a bambini, ragazzi, famiglie. È questa la sfida al centro di “Presìdi di bellezza. Luoghi rigenerati, comunità che crescono“, il nuovo programma con cui la Fondazione CRT, con un investimento di 5,9 milioni di euro, mette in campo, insieme a SERMIG e Salesiani, due grandi interventi contro la povertà educativa tra Torino e Avigliana.
Due territori diversi ma accomunati da fragilità profonde – i quartieri Aurora-Porta Palazzo Barriera di Milano a Torino e la Bassa Val di Susa, con il complesso del Santuario Madonna dei Laghi di Avigliana – diventeranno nuovi poli educativi e di comunità. Entrambi gli interventi si svilupperanno nell’arco di tre anni e affiancheranno alla riqualificazione degli spazi un programma di attività educative e sociali rivolte ai giovani e alle famiglie.
Ogni comunità si misura da come sa prendersi cura delle proprie bambine e dei propri bambini, delle ragazze e dei ragazzi che ne rappresentano il futuro – afferma la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi -.  Contrastare la povertà educativa significa creare le condizioni perché ciascuno possa sviluppare i propri talenti, indipendentemente dal contesto in cui nasce. La bellezza non è un elemento accessorio: è una condizione che favorisce l’apprendimento, rafforza il senso di appartenenza e restituisce fiducia nel futuro, è una leva di sviluppo. I nostri “Presìdi di bellezza” nascono con questo obiettivo: tenere insieme due investimenti inseparabili, quello nella rigenerazione degli spazi e quello nelle comunità educanti che li animeranno”.
Questo progetto significa prima di tutto investire nelle opportunità educative dei giovani più poveri e bisognosi che incontriamo ogni giorno. Avigliana è prima di tutto una casa, proprio come don Bosco voleva che si chiamassero le nostre opere – afferma don Giorgio Degiorgi, Superiore dei Salesiani del Piemonte -. Sarà un luogo importante, capace di offrire esperienze residenziali, occasioni di incontro, formazione e crescita, ed evangelizzazione, mettendo a disposizione dei giovani e delle famiglie uno spazio nel quale sperimentare relazioni, scoprire capacità e costruire nuove possibilità per il proprio futuro. In questa prospettiva si inserisce Costellazioni, che permetterà di mettere in rete il lavoro educativo portato avanti nelle case salesiane del Piemonte tra attività tipiche del carisma salesiano che realizza ogni giorno il sistema preventivo: momenti aggregativi, progetti di contrasto alla dispersione scolastica e lotta alla povertà educativa. Una rete che vuole fare della bellezza non soltanto una qualità dei luoghi, ma un’esperienza educativa concreta: capace di raggiungere i ragazzi nei loro territori, generare opportunità e rafforzare comunità che si prendono cura della loro crescita, nel nome di don Bosco. Perché nessun giovane dovrebbe crescere pensando che il luogo da cui parte possa decidere fin dove può arrivare“.
Il nostro è da sempre un quartiere abituato a raccogliere sfide – spiega Rosanna Tabasso responsabile del Sermig – difficoltà e contraddizioni non mancano, ma siamo testimoni di un bene possibile, che esiste, che dà speranza. Un bene che nasce proprio dalle differenze, dalla capacità di incontro, dalla disponibilità a vedere negli altri mai un problema, ma un’opportunità. Questo vale soprattutto con i bambini e i giovani. Il programma della Fondazione CRT ci aiuterà ad andare ancora più in questa direzione, mettendo a disposizione nuovi spazi e occasioni di crescita, per creare maggiore coesione sociale e immaginare e costruire un quartiere diverso”.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la povertà educativa rappresenta oggi una delle principali sfide sociali del Paese. Secondo lo Studio Strategico sul contrasto alla povertà educativa, promosso da TEHA Group con il contributo di Fondazione CRT, nel 2025 il 22,6% degli italiani è a rischio di povertà o esclusione sociale, tra i valori più elevati dell’Unione Europea. I minori in povertà assoluta sono 1,3 milioni, in crescita del 47% negli ultimi dieci anni; l’Italia continua inoltre a registrare una quota elevata di giovani NEET e una mobilità sociale fortemente limitata: servono mediamente cinque generazioni perché chi nasce in una famiglia svantaggiata raggiunga il reddito medio nazionale.
Anche il Piemonte presenta criticità significative: il 15,9% dei minori vive in condizioni di povertà assoluta (Istat, 2023), il tasso di abbandono scolastico precoce è pari all’8,7% (Istat, 2024) e quasi un giovane su dieci (9,8%) non studia e non lavora (NEET) (Istat, 2024). Dati che confermano come la povertà educativa rappresenti una sfida concreta anche sul territorio regionale.
In questo scenario, la qualità degli spazi assume un valore educativo-sociale prima ancora che urbanistico. Diversi studi internazionali dimostrano che l’esposizione a spazi curati e a esperienze estetiche riduce lo stress fisico e migliora il benessere psicologico. Ricerche condotte dall’Università di Westminster o – in Italia – presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna dall’Università di Roma Tre, evidenziano positivi effetti diretti sulla capacità di attenzione e apprendimento. Su scala più ampia, il report internazionale “Clever Classrooms” dell’Università di Salford ha dimostrato che la qualità fisica degli ambienti scolastici può incidere fino al 16% sui progressi annuali degli studenti in lettura, scrittura e matematica.
Avigliana: un nuovo polo educativo per i giovani e le famiglie
Il primo intervento riguarda il complesso del Santuario Madonna dei Laghi di Avigliana, dove Fondazione CRT sostiene un articolato progetto sviluppato insieme all’Istituto Salesiano Agostino Richelmy e all’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio ETS.
L’iniziativa prevede la riqualificazione della Casa per Ferie e degli spazi del Santuario, attraverso interventi di adeguamento strutturale, restauro e rifunzionalizzazione, con l’obiettivo di trasformare il complesso in un moderno polo educativo e comunitario.
Accanto alla riqualificazione degli edifici prenderà forma il progetto “Costellazioni“, che raccoglie e mette a sistema le migliori esperienze educative sviluppate negli anni nei Centri Salesiani del Piemonte per il contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa. Il nuovo polo ospiterà laboratori, percorsi formativi, soggiorni residenziali, attività per le scuole, momenti dedicati alle famiglie, percorsi di orientamento e formazione degli educatori, diventando un punto di riferimento stabile per l’intero territorio.
Il progetto si inserisce in un contesto regionale nel quale la povertà educativa si manifesta con livelli di apprendimento insufficienti: alla fine della scuola secondaria di I grado, il 40% degli studenti non raggiunge i livelli minimi in italiano e il 41% in matematica.
L’intervento coinvolgerà complessivamente oltre 6.000 beneficiari, tra cui circa 2.500 giovani dagli 11 ai 19 anni, circa 1.400 famiglie, 400 docenti e oltre 1.450 membri delle comunità locali.
Torino: nuovi spazi di comunità nei quartieri Aurora e Barriera di Milano
Il secondo intervento interessa due dei quartieri torinesi maggiormente segnati da fragilità sociali, isolamento e disuguaglianze: Aurora-Porta Palazzo e Barriera di Milano. Qui la presenza di studenti con background migratorio arriva fino al 77,9% a Barriera di Milano e al 73% ad Aurora e la dispersione scolastica implicita può raggiungere il 53,6% (rispetto alla media cittadina del 10,5%). Aurora e Barriera di Milano sono incluse, per ragioni di sicurezza, nelle aree cittadine soggette a vigilanza rafforzata.
Insieme a Fondazione SERMIG e all’ Oratorio Maria Regina della Pace, la Fondazione CRT sostiene un progetto di rigenerazione che interesserà diversi spazi del quartiere, alcuni locali polifunzionali e l’ex Cinema Lanteri e che coinvolgerà circa 500 bambini e ragazzi.
Gli spazi ospiteranno attività educative, culturali, sportive e ricreative rivolte ai bambini e agli adolescenti, percorsi di doposcuola, sostegno scolastico, protagonismo giovanile, volontariato civico e animazione sociale. Parallelamente saranno sviluppati interventi di accompagnamento e sostegno alla genitorialità, con servizi dedicati ai nuclei familiari più fragili. I nuovi spazi saranno inoltre aperti all’intera cittadinanza e alla rete delle associazioni locali, con l’obiettivo di rafforzare le opportunità educative e le relazioni di comunità.

Falchera, linea 4: nuovo anello tranviario. Intero percorso con i tram Itachi Rail

Da lunedì 14 settembre, in occasione dell’avvio dell’anno scolastico, la linea 4 tornerà a percorrere l’intero tracciato, dal capolinea di Falchera a quello di strada del Drosso, con i nuovi tram Hitachi Rail ad alta capacità. Il nuovo anello di ritorno realizzato in via delle Querce consente infatti ai tram di completare l’inversione al capolinea e ripartire nella direzione opposta, rendendo possibile l’impiego dei nuovi mezzi monodirezionali sull’intero percorso. Oggi l’infrastruttura è stata presentata con un viaggio di prova a bordo di uno dei nuovi tram al quale hanno preso parte il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo, l’assessora ai Trasporti e alla Mobilità Chiara Foglietta, l’amministratore delegato di GTT Guido Mulè e il presidente della Circoscrizione 6 Valerio Lomanto.

“L’inaugurazione del nuovo anello di Falchera si colloca a pieno titolo nella nostra strategia di potenziamento del trasporto pubblico, che vede nella linea 4 una delle principali dorsali della mobilità cittadina. Destinare a questo percorso i nuovi tram ad alta capacità e tecnologicamente avanzati significa investire sulla qualità della vita nei quartieri, rendendo i collegamenti con il centro più efficienti, sicuri e accessibili per i pendolari e per chi vive quotidianamente la città. È un intervento che rafforza il ruolo del trasporto pubblico come elemento centrale della mobilità cittadina”, ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo.

Un valore sottolineato dall’amministratore delegato di GTT, Guido Mulè“Torino vanta una cultura tranviaria tra le più solide d’Europa e la rete su ferro rappresenta la spina dorsale della nostra architettura di mobilità. Con l’intervento di via delle Querce portiamo i più moderni tram nel cuore di Falchera, integrando la tecnologia di bordo con una progettazione infrastrutturale adeguata alle esigenze del servizio. Il nuovo anello consente di utilizzare sull’intero percorso della linea 4 vetture monodirezionali di ultima generazione, con standard tecnologici e ambientali di elevato livello, rafforzando la piena operatività di uno dei principali assi del trasporto pubblico cittadino”.

L’intervento, progettato da Infra.To, concretizza uno degli obiettivi del piano “Nuovo Trasporto Torino”, la strategia pluriennale promossa dalla Città di Torino in collaborazione con GTT per il rilancio del trasporto pubblico locale, attraverso la transizione ecologica, la modernizzazione della rete su ferro e il potenziamento dei collegamenti cittadini.

“Questo intervento dimostra come il piano “Nuovo Trasporto Torino” stia trasformando concretamente la mobilità cittadina. Con l’estensione dei tram Hitachi Rail all’intera linea 4 miglioriamo capacità, comfort e frequenza del servizio, proprio in concomitanza con la riapertura delle scuole, quando la domanda di mobilità torna a crescere. Il nuovo anello di Falchera rende possibile l’impiego dei nuovi tram sull’intero percorso e rappresenta il risultato di un lavoro coordinato tra Città e GTT, che continueremo a portare avanti per migliorare il servizio di trasporto pubblico”, ha aggiunto l’assessora ai Trasporti e alla Mobilità Chiara Foglietta.

La realizzazione del nuovo anello di ritorno permette di estendere in modo permanente all’intero tracciato della linea 4 l’impiego dei nuovi tram Hitachi Rail serie 8000: veicoli di ultima generazione lunghi 28 metri, capaci di ospitare fino a 200 passeggeri, interamente a pianale ribassato, climatizzati e dotati di due postazioni riservate alle carrozzine per persone con disabilità motoria. L’introduzione delle nuove vetture consente di aumentare la capacità e migliorare gli standard di comfort e accessibilità lungo uno dei principali assi del trasporto pubblico torinese.

Sul fronte infrastrutturale, i lavori hanno previsto la realizzazione del nuovo binario singolo dell’anello, integrato con uno scambio a radiofrequenza di ultima generazione, e di una nuova rete elettrica di contatto, con i relativi adeguamenti alla linea esistente. È stata inoltre realizzata una trincea drenante per la raccolta e la dispersione delle acque meteoriche, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle precipitazioni più intense. In via delle Querce sono stati inoltre sostituiti i binari nelle curve e posate nuove traverse tranviarie, più moderne e performanti, in grado di garantire una maggiore durata nel tempo e una sensibile riduzione delle vibrazioni.

Parallelamente, il cantiere ha interessato anche le fermate lungo l’asse, con la revisione e la verniciatura delle pensiline, il rinnovo delle paline e la sostituzione dei vetri di protezione danneggiati. Le fermate a disposizione della clientela sono la 3241 – “Tigli” in direzione Falchera, ultima fermata di discesa, e la 3219 – “Falchera cap” in direzione Drosso, prima fermata di salita.

L’intervento è stato accompagnato da una riqualificazione degli spazi stradali e pedonali. In via delle Querce lo spazio pedonale è stato riorganizzato e rialzato per integrare in sicurezza il percorso ciclabile, mentre sono stati eseguiti lavori di riasfaltatura in via delle Querce, via dei Faggi e via dei Tigli, dove è stato rifatto anche il marciapiede. Entro ottobre è prevista infine la sistemazione a verde della rotonda centrale del capolinea.

Con il nuovo anello, la linea 4 torna a collegare senza interruzioni il capolinea nord di via delle Querce, a Falchera, con quello sud di strada del Drosso, lungo un percorso complessivo di 18 chilometri. La linea garantisce 1,6 milioni di chilometri all’anno con 380 corse giornaliere e, nelle ore di punta, frequenze fino a un passaggio ogni 4 minuti, servendo oltre 65 mila passeggeri al giorno.

Le Regioni del Nord Ovest insieme per la filiera energetica

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Genova – Tre milioni a sostegno della filiera dell’industria energetica del Nord-Ovest. A illustrare la misura, la prima a livello interregionale, Alessio PianaGuido Guidesi e Andrea Tronzano, assessori allo Sviluppo economico di Liguria, Lombardia e Piemonte. L’annuncio è arrivato in occasione della Cabina Economica del Nord-Ovest, che ha riunito a Genova, presso la Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale, con la collaborazione di Ansaldo Energia, istituzioni e stakeholder territoriali del settore energetico.

“L’obiettivo è quello di favorire la nascita di catene del valore, mettendo in relazione le competenze delle grandi imprese, la capacità innovativa delle PMI e il patrimonio di conoscenze degli organismi di ricerca – spiegano congiuntamente gli assessori Piana, Guidesi e Tronzano -. Quella odierna è una giornata importante perché dà concretezza alla Cabina Economica del Nord-Ovest, avviata da Liguria, Lombardia e Piemonte nel 2023. Un percorso che nasce dalla convinzione che, davanti alle grandi trasformazioni industriali che abbiamo di fronte, competere insieme su filoni strategici, come quello dell’industria energetica, mettendo da parte i campanilismi e ragionando insieme in un’ottica di filiera, possa rendere i nostri territori più competitivi sui palcoscenici internazionali”.

Il bando metterà a disposizione diversi strumenti, pensati per accompagnare le tecnologie lungo il percorso che va dalla ricerca alla concreta applicazione industriale. Potranno partecipare partenariati interregionali composti da un minimo di cinque e un massimo di otto soggetti, con la presenza obbligatoria di almeno una grande impresa, almeno una PMI per ciascuna delle tre Regioni e almeno un organismo di ricerca.

L’incontro è stato anche l’occasione per approfondire le politiche energetiche regionali e le

prospettive di sviluppo della filiera energetica del Nord-Ovest.

“La collaborazione tra le nostre Regioni – sottolineano gli assessori all’Energia di Liguria, Lombardia e Piemonte, Paolo Ripamonti, Massimo Sertori e Matteo Marnati – permette di mettere a sistema competenze, capacità industriali e innovazione in un settore decisivo per la competitività dei territori. Rafforzare la filiera energetica significa creare nuove opportunità per le imprese e accompagnare lo sviluppo delle tecnologie strategiche per il futuro”.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre richiamata la candidatura, sostenuta dalla Liguria, ad ospitare la sede della prossima agenzia nazionale del nucleare.

Ecco come cambia la linea 2 di Torino: nuovo percorso e zero emissioni

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DAL 10 SETTEMBRE 

Un investimento sostenuto dai fondi PNRR ridisegna un asse strategico del trasporto torinese: 28 bus snodati BRT a impatto zero, percorsi scolastici dedicati, frequenze fino a 8 minuti e il restyling di oltre 100 fermate.

Più sostenibile, più accessibile e meglio integrata con le esigenze quotidiane della città. A partire da giovedì 10 settembre 2026, la linea 2 del trasporto pubblico torinese avvia una profonda trasformazione strutturale finanziata con le risorse del PNRR per rinnovare interamente l’asse di collegamento cittadino.

Il servizio vedrà l’ingresso progressivo di 28 nuovi autobus snodati IVECO EWAY da 18 metri Full Electric in configurazione Bus Rapid Transit (BRT). I mezzi si distinguono per una carrozzeria dal design moderno ed essenziale, con carenature integrate, ampie superfici vetrate che favoriscono la luminosità interna e un frontale aerodinamico. Si tratta di veicoli silenziosi e a zero emissioni dirette, capaci di ospitare fino a 136 passeggeri con due postazioni riservate alle persone con disabilità motoria.

L’impiego simultaneo di 22 vetture consentirà un netto miglioramento dei tempi d’attesa per l’intera giornata: nelle ore di punta dell’orario scolastico l’intervallo tra i passaggi scende da 11 a 8 minuti, mentre nel resto della giornata si registra un incremento ancora più significativo, con un’attesa che passa da 17 a soli 10 minuti, lungo i 35 chilometri complessivi del tracciato di andata e ritorno (sviluppato per il 58% su corsia riservata).

Per garantire un’autonomia operativa giornaliera di circa 130 chilometri, la linea si dota di un sistema di ricarica rapida a pantografo dall’alto collocato ai due capolinea, dove bastano circa 5 minuti per effettuare il rifornimento d’energia. Sia la stazione di via Corradino sia il capolinea di piazza Sofia dispongono ciascuno di due pantografi e di una colonnina plug-in.

L’esigenza di spazi idonei per le infrastrutture di ricarica ha reso necessario lo spostamento del capolinea nord da via Ponchielli alla nuova sede di piazza Sofia (presso la fermata 747, dove già fa capolinea la linea 18), mentre rimane confermato il capolinea di via Corradino. Di conseguenza, il tracciato ordinario viene riorganizzato nell’area nord: i bus verso piazza Sofia proseguono dritti su via Bologna dopo corso Sempione, mentre in direzione via Corradino ripartono da piazza Sofia transitando per strada Settimo, corso Regio Parco, via Bologna e via Gottardo prima di riprendere l’itinerario storico da corso Giulio Cesare.

Per continuare a servire la zona del vecchio capolinea e garantire la massima comodità agli studenti negli orari delle lezioni, vengono attivate corse scolastiche dedicate che effettuano una deviazione ad hoc tra via Bologna, via Cimarosa, via Monteverdi e via Ponchielli, sia per l’ingresso delle ore 8:00 sia per le uscite tra le ore 13:05 e le ore 16:14.

A completamento del piano, tutte le 103 fermate dell’intero tracciato sono state oggetto di un piano di restyling avviato ad agosto che comprende la riparazione degli arredi, il ripristino di pavimentazioni e cordoli e l’installazione di percorsi tattili per persone ipovedenti.

Donna morta in casa con una ferita alla testa. Trovato impiccato il fratello

I carabinieri hanno trovato un biglietto nell’appartamento di una donna di 79 anni, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto nella tarda serata di ieri nel suo appartamento in corso Roma a Moncalieri.

L’uomo avrebbe scritto di essere l’autore del delitto e di volerla fare finita. E ‘stato trovato impiccato durante la perquisizione dell’alloggio, si tratta quindi con oigni probabilità di omicidio-suicidio.  Il forte odore che da giorni usciva dall’appartamento ha spinto i residenti a chiamare il 112. I vigili del fuoco hanno trovato il corpo della donna con una ferita alla testa. La vittima era vedova e non aveva figli.

Il questore “avvisa” il bengalese accusato di violenza nei confronti di una tredicenne

 

Il Questore di Torino,  Massimo Gambino, ha emesso un avviso orale nei confronti di un cittadino bengalese deferito all’A.G. dalla Polizia di Stato per violenza sessuale, commessa negli ultimi giorni di agosto, abusando della condizione di inferiorità fisica o psichica della persona offesa, nel caso una minore di anni quattordici. A seguito del deferimento l’Autorità Giudiziaria aveva emesso la misura cautelare dell’Obbligo di presentazione alla P.G.
Nel provvedimento del Questore vengono messi in evidenza gli elementi che denotano una chiara pericolosità sociale dell’uomo. I fatti che hanno portato al deferimento dell’uomo all’A.G. sono avvenuti all’interno dell’esercizio commerciale in cui il destinatario del provvedimento prestava la propria opera. Si constatava, inoltre, un altro episodio della stessa gravità, avvenuto nella stessa giornata, sempre all’interno dell’esercizio commerciale, questa volta nei confronti di una donna di mezza età.
Il Questore di Torino ha pertanto ritenuto che le condotte messe in atto dall’uomo evidenzino una concreta propensione alla commissione di fatti lesivi dell’integrità e della libertà sessuale altrui, minando, inoltre, la sicurezza e la tranquillità pubblica e creando turbamento e un diffuso allarme sociale, come evidenziato dalla risonanza mediatica del caso.
Per questo motivo, personale del Commissariato di P.S. Madonna di Campagna ha provveduto a notificargli l’avviso orale, un provvedimento monitorio con il quale viene richiamata ufficialmente una persona a comportarsi secondo la legge, segnalando al destinatario che le sue azioni sono sotto osservazione e che continuare con tali condotte potrebbe portare a conseguenze più pesanti.