L’altro ieri il Presidente Cirio ha annunciato il tampone per tutti gli operatori sanitari. Oggi leggiamo una sua intervista nella quale dichiara che i tamponi aumenteranno, ma le indicazioni del Comitato Scientifico mettono dei paletti:
“Non a caso, anche sul personale sanitario si seguirà il criterio della discrezionalità: il test sarà riservato soltanto a coloro che hanno avuto una esposizione diretta con i contagiati, per di più in assenza di adeguati dispositivi di protezione individuale”. Si tratta di una cosa ben diversa dal farlo a tutti gli operatori, ma anche dal farlo in maniera graduale a partire da quelli più esposti. Di fatto sarebbe tutto uguale alla condizione pre-esistente alle dichiarazioni. Ci aspettiamo una smentita di questa dichiarazione e azioni conseguenti agli annunci fatti in questi giorni per il rispetto nei confronti degli operatori sanitari verso cui siamo tutti in debito. Aspettiamo le Linee Guida del Comitato Scientifico, che comunque andava consultato prima dell’annuncio.
Ma, al di là del dato sugli operatori sanitari, resta comunque il dato oggettivo dei pochi tamponi eseguiti in Piemonte se confrontato con quello delle altre regioni, che come noi seguono le indicazioni dell’ISS. Secondo la protezione civile, ieri alle 17 noi avevamo eseguito 7516 tamponi contro i 15461 dell’Emilia Romagna e i 40000 circa del Veneto. Senza arrivare ai tamponi di massa, riteniamo che sia necessario aumentare il numero dei test nei confronti dei sintomatici e dei loro contatti stretti, a partire dagli operatori sanitari e dai tanti cittadini con sintomi isolati nel proprio domicilio, segnalati dai medici di medicina generale.
Non tutti i laboratori stanno lavorando anche di notte e alcuni, ora non utilizzati, potrebbero essere messi nella condizione di lavorare tramite l’acquisto della strumentazione necessaria.
Domenico Ravetti – capogruppo PD
Mauro Salizzoni – vice-presidente del Consiglio Regionale
Domenico Rossi – vice-presidente della Commissione Sanità
Per quello che si vede nelle aree metropolitane, ma anche nei centri minori, molta gente continua a muoversi senza motivazioni valide sfidando i divieti ma soprattutto sfidando la minaccia del coronavirus, con ciò accrescendo la velocità di diffusione.
E’ un dato di fatto che PD in questo momento di grande difficoltà per tutti non si è accorto che la Giunta non è restata con le mani in mano e ha già messo in campo delle misure. Ha disposto immediati pagamenti per 200 milioni di euro nei confronti dei fornitori della Regione onde erogare della liquidità in modo particolare ai Comuni, alle Cooperative e alle Associazioni.
Da mesi chiedevamo un’audizione in Commissione per discutere della ciclabile Torino-Collegno: ma a questa Amministrazione, evidentemente, non importa nulla.
Ecco perché riteniamo che il gli stanziamenti debbano essere rivisti e rimodulati alla luce della nuova situazione. Occorre fornire risposte certe e tempestive ai cittadini con un Bilancio che preveda misure urgenti. Non è sufficiente inserire a bilancio 1 milione di euro per l’emergenza e rinviare al Piano competitività i successivi interventi. Il Piano competitività, infatti, non consentirà di prevedere azioni immediate e finanziamenti tempestivi, di questo se ne sono accorti di recente anche Parlamentari di Forza Italia che prima ancora della presentazione parlano già di riscritture”. spiega il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.