“In tema di salute e di reddito giusto e necessario protestare”
“Basta gride manzoniane, proclami contorti, misure tardive quando i buoi sono scappati dalla stalla”. Dichiarta Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino. “In Piemonte – continua Locatelli – dopo non aver fatto nulla per mesi, in tema di adeguamento dei trasporti, dei servizi scolastici, del personale sanitario, delle misure di precauzione sanitaria ci si trova, peggio che in altre parti d’Italia, di nuovo precipitati in una situazione a dir poco allarmante visto l’alto indice R.T, il fattore di replicazione del contagio. Precipitati in questa situazione con l’inverosimile assessore regionale alla sanità che ne approfitta per dare la stura alla sanità privata. Quel che è peggio è che in mancanza di misure pertinenti al quadro complessivo è ancora una volta gioco dello scaricabarile. Il governo naviga a vista e rinvia alle regioni con più alto rischio l’innalzamento delle misure di contenimento del contagio. A sua volta la regione Piemonte, dopo scelte controproducenti dei mesi scorsi – il ritorno al pieno carico sui mezzi di trasporto, la dismissione di personale sanitario – ritorna al minimo indispensabile, demanda ai sindaci la possibilità di intervenire con misure ulteriori sulla base dei diversi livelli di allerta. Hanno tutti paura di non entrare in rotta di collisione con le richieste perentorie di Confindustria di non intralciare la macchina per fare soldi. Tutto viene scaricato in basso, alla fin fine sulle spalle dei comportamenti singoli. Fa niente se le scuole tornano alla didattica a distanza. Fa niente se andare al lavoro è uno dei primi fattori di rischio sanitario. Fa niente se le fasce sociali più deboli sono quelle che ancora una volta pagano il conto di un sistema colpevolmente inadempiente. Fa niente se ci saranno altri malati e morti. Nel rigettare fermamente le manifestazioni violente della destra fascistoide e negazionista riteniamo legittima e giusta l’indignazione di chi, in una condizione di precarietà lavorativa e incertezza per il proprio futuro, chiede a gran voce, e noi con loro , la salvaguardia della salute e di un reddito dignitoso per tutte e tutti”.
Dopo, non prima: succede spesso così, quando si parla del rapporto tra questa Amministrazione cittadina e i diritti delle persone con disabilità. Se – come ho fatto presente poco fa in Sala Rossa discutendo la mia più recente interpellanza sul tema – sui nostri marciapiedi e sulle nostre strade si trovano moltissimi monopattini e altrettante biciclette posteggiate in maniera selvaggia dopo l’affitto in sharing, la responsabilità è, certo, dei singoli utenti, ma non solo loro. In questo caso, l’Amministrazione forse ignorava, fino all’incontro di pochi giorni fa con una delegazione di Associazioni che avevano manifestato davanti a Palazzo Civico, che sulle app delle società di sharing mancavano spesso indicazioni puntuali sulle modalità di parcheggio di monopattini e bici. Impegnata com’è nella propria furiosa lotta all’auto privata, questa Giunta tralascia troppo spesso i diritti delle persone con disabilità. Una buona Amministrazione non dovrebbe aspettare una manifestazione di piazza per capire che un monopattino parcheggiato “di traverso” su un marciapiede rende quello stesso marciapiede non accessibile. I diritti delle persone con disabilità non possono arrivare sempre dopo.