“Per l’area di crisi serve una politica di piano”
Non ci siamo proprio. Troppi soldi alle imprese senza l’esercizio di un ruolo di indirizzo e controllo pubblico sulla finalità delle produzioni in essere. I fondi messi a disposizione per il piano di rilancio industriale ed economico dell’area di crisi (automotive, aerospazio, intelligenza artificiale) messo a punto dal Ministero per lo Sviluppo Economico in un incontro con Regione Piemonte e Città di Torino va in questa direzione. Soldi quantificati in circa 90 milioni di euro – mica bruscolini – volti ad assecondare le richieste degli industriali senza alcun ripensamento delle scelte messe in campo. Per esempio i 20 milioni stanziati per l’aerospazio sono comprensivi del settore militare? I progetti per altri 20 milioni di euro per Mirafiori e automotive sono l’ennesima regalia a favore di un’azienda che ha fatto sempre il bello e il cattivo tempo? Se così, come a noi sembra, non siamo per niente d’accordo. Tanto più in presenza di una montagna di denaro pubblico che viene stanziata a prescindere da qualsiasi impegno riguardo le ricadute occupazionali sul territorio. Ancora una volta siamo in presenza di un intervento statale che assume i tratti tipici di un assistenzialismo alle imprese indipendentemente dal perseguimento di fini collettivi. Fini che vanno garantiti, solo per fare uno dei tanti esempi, dando priorità in questo momento agli investimenti che riguardano le produzioni biomedicali o la catena del freddo per la conservazione dei vaccini. La risposta all’emergenza economica, oltre a un profondo ripensamento di scelte orientate in senso socialmente utile e sostenibile, deve tornare a dotarsi di strumenti di pianificazione pubblica oggi del tutto mancanti.
Ezio Locatelli segretario provinciale Prc-Se Torino
“L’immagine – spiega l’autore del libro – mi sembrava utile a ricordare una dimensione comunitaria ed europea”. E già si entra nel merito del nostro incontro con Mauro Carmagnola, giornalista, democristiano da sempre (è iscritto allo Scudo Crociato dal 1976) e oggi membro della Direzione Nazionale del partito, con l’incarico di segretario amministrativo. Suo il libro “DC 2020. XX Congresso”, di recente pubblicato da “Il Laboratorio Edizioni”. Un pamphlet storico-politico-giornalistico di un’ottantina di pagine che si leggono d’un fiato. Chiare, coraggiose, ben documentate, argute, oneste. E l’incipit già la dice lunga sul perché e sul dove Carmagnola vuole arrivare, denunciare e proporre. Queste infatti le prime quattro righe: “Nei confronti di chi intende rilanciare il progetto ideale e politico della Democrazia Cristiana, una nutrita platea di accidiosi replica che non esistono oggi le condizioni storiche per la sua riproposizione”. Bella stoccata, già in partenza. “E per accidiosi – prosegue – intendo tutti quelli che, pur proclamandosi democristiani o riconoscendo la necessità, anche oggi, di un partito che abbia affinità con la Dc storica non fanno nulla per organizzarsi in tal senso. Gente che recrimina senza agire”. Categoria del genere umano assai poco amata dai tempi dei tempi e relegata nella IV Cornice del Purgatorio perfino dallo stesso Dante, anche a questi “accidiosi”, Mauro intende rivolgersi. Forte e chiaro. “La Dc ha celebrato il suo XIX Congresso nell’autunno del 2018 in piena continuità giuridica con il partito sciolto in modo non corretto da Martinazzoli nel gennaio 1994. Dopo la ripartenza giuridica e dopo l’assestamento post-congressuale, mi sembrava giusto divulgare il nuovo corso della Dc. La chiusura causata da Covid nella primavera 2020 mi ha dato il tempo di trasformare documentazioni ed idee sparse in qualcosa di maggiormente organico.
“Il Decreto Ristori Bis contro l’agricoltura” : questo quanto annunciato dall’Assessore all’Agricoltura del Piemonte Marco Protopapa a supporto dell’intervento del senatore Giorgio Maria Bergesio che ieri, 19 novembre, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Madama ha presentato gli emendamenti del Gruppo Lega Salvini Premier al Decreto Ristori bis.
“Sono solo alcune delle nostre proposte di buonsenso per dare un aiuto concreto a imprese e famiglie” prosegue ancora Bergesio che sollecita il governo a fare di piu’ e piu’ velocemente.
La Lega chiede che il governo emani i decreti attuativi mancanti e restituisca i fondi gia’ previsti e ad ora mancanti, necessari al sostentamento delle imprese.