Piemonte, crescita rallentata e industria sotto pressione

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Il quadro delineato dalla Banca d’Italia

 L’economia piemontese continua a muoversi in territorio positivo, ma con un ritmo decisamente contenuto. È quanto emerge dall’ultimo rapporto della Banca d’Italia dedicato all’andamento economico regionale, presentato a Torino nei giorni scorsi. Lo studio fotografa una realtà che sta affrontando una fase di cambiamento complessa, nella quale convivono le difficoltà dei comparti tradizionali e le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica.

Nel corso del 2025 il sistema produttivo regionale ha risentito di un contesto internazionale poco favorevole. La domanda proveniente dall’estero si è mantenuta debole e numerose imprese hanno dovuto fare i conti con margini di crescita limitati. A pesare è stata soprattutto la situazione del settore automobilistico, che continua a vivere una trasformazione profonda legata all’evoluzione delle tecnologie e dei mercati.

La manifattura rimane il comparto che ha incontrato le maggiori criticità. Molte aziende hanno registrato una diminuzione degli ordinativi e un utilizzo meno intenso degli impianti produttivi. Le difficoltà del mondo dell’auto hanno avuto inevitabili ripercussioni sull’intera filiera, che in Piemonte rappresenta ancora una componente fondamentale dell’economia regionale.

A controbilanciare queste debolezze hanno contribuito i servizi, che hanno mantenuto livelli di attività complessivamente soddisfacenti. Turismo, consulenza professionale, servizi alle imprese e attività tecnologiche hanno continuato a mostrare una buona capacità di tenuta. Risultano particolarmente dinamici anche i settori ad elevato contenuto innovativo, come l’aerospazio, le tecnologie digitali e le attività legate alla ricerca scientifica.

Il mercato del lavoro ha confermato una discreta solidità. Pur in presenza di una crescita meno intensa rispetto agli anni passati, il numero degli occupati si è mantenuto su livelli elevati. La domanda di lavoro continua a concentrarsi soprattutto nei servizi avanzati e nelle attività specializzate, mentre il comparto industriale evidenzia maggiori elementi di incertezza.

Le famiglie piemontesi continuano inoltre a mostrare cautela nelle scelte di spesa. Il rallentamento dell’inflazione ha contribuito ad alleggerire la pressione sui bilanci domestici, ma il clima di incertezza economica induce molti nuclei a mantenere comportamenti prudenti, rinviando gli acquisti più impegnativi e privilegiando il risparmio.

Guardando ai prossimi mesi, il quadro resta caratterizzato da aspettative moderate. Il Piemonte dispone di numerosi punti di forza, tra cui una consolidata tradizione industriale, una forte apertura ai mercati internazionali, poli universitari e centri di ricerca di alto livello. Tuttavia, il ritorno a ritmi di crescita più sostenuti dipenderà dalla capacità del sistema economico di adattarsi alle nuove sfide, a partire dalla transizione energetica, dalla digitalizzazione e dal riassetto del comparto automobilistico.

L’analisi della Banca d’Italia restituisce dunque l’immagine di una regione che conserva importanti potenzialità ma che si trova davanti a passaggi decisivi per il proprio futuro. La competitività del Piemonte nei prossimi anni sarà legata soprattutto alla capacità di investire in innovazione, competenze e nuove tecnologie, trasformando una fase di difficoltà in un’opportunità di rilancio.

A Palazzo Civico la mostra “Torino 1946 – 2026. Ottant’anni dal primo voto delle donne”

 

Mercoledì 17 giugno, è stata  inaugurata a Palazzo Civico la mostra “Torino 1946 – 2026. Ottant’anni dal primo voto delle donne”. L’esposizione fotografica sarà ospitata nella rinnovata Sala Carpanini e sarà visitabile dal 17 al 27 giugno. All’evento inaugurale saranno presenti la vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro, l’assessore alle Pari Opportunità Jacopo Rosatelli, la consigliera della Città metropolitana Sonia Cambursano, Marcella Filippa, direttrice della Fondazione Vera Nocentini e Franco Senestro, curatore della mostra.

In occasione dell’80° anniversario del primo voto delle donne in Italia, un traguardo storico che nel 1946 vide le cittadine partecipare per la prima volta alle elezioni per la Costituente, al Referendum istituzionale e alle consultazioni amministrative, la Città metropolitana di Torino ha messo a disposizione della Città una riedizione della mostra fotografica “Torino 1946 – 2016. Settant’anni dal primo voto delle donne”.

L’esposizione, che riscosse un grande successo dieci anni fa, viene riproposta oggi per testimoniare un passaggio epocale: la partecipazione femminile al voto non fu solo un atto politico, ma un evento rivoluzionario per il costume sociale, vissuto con un entusiasmo e una speranza che traspare nitidamente nei ritratti. La mostra, progettata per essere facilmente itinerante e adattabile a diversi spazi, è costituita da 12 pannelli (70×100 – 6 verticali e 6 orizzontali).

Il valore documentario degli scatti esposti è reso possibile dal prezioso lavoro di Franco Senestro, custode e proprietario dell’archivio “La Bottega del Ciabattino”. La storia di queste fotografie è un racconto di passione e intuizione che inizia nel 1983, durante la liquidazione della storica redazione della Gazzetta del Popolo in corso Valdocco a Torino.

“In seguito alla chiusura della redazione torinese, mentre cercavamo materiali tipografici per l’attività di mio padre, chiesi di vedere l’archivio fotografico situato nel solaio – racconta Senestro. -. In un armadio trovai sette scatole di negativi che il curatore fallimentare non aveva notato”.

Quel tesoro dimenticato si rivelò un patrimonio inestimabile: negativi che documentavano la vita di Torino tra il 1945 e il 1950, dai fatti di cronaca agli eventi politici, fino alle storiche immagini delle donne ai seggi il 2 giugno 1946. Un archivio che Senestro ha poi digitalizzato e catalogato con cura, dedicandolo alla memoria del padre, uomo coraggioso che nel 1942, nella sua vera bottega da ciabattino, faceva da basista per la Resistenza.

La qualità e l’autenticità di queste immagini hanno recentemente raggiunto il grande pubblico grazie alla collaborazione con la produzione del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi.

“La produzione aveva visto le fotografie esposte proprio grazie alla mostra proposta dalla Città metropolitana di Torino nel 2016 – spiega Senestro -. Si cercavano riferimenti visivi autentici per ricostruire l’atmosfera del 1946, le code ai seggi e i volti delle donne che andavano a votare”. Il contributo dell’archivio è stato fondamentale per l’accuratezza storica della pellicola, tanto che il nome “Archivio La Bottega del Ciabattino” compare nei titoli di coda del film.

“La Città di Torino ha accolto più che volentieri la possibilità di ospitare questa bellissima mostra concessa dalla Città metropolitana. Si tratta di una serie di scatti che ricostruiscono nitidamente il clima in cui prese vita un fatto storico dalla valenza emancipativa dirompente – la vicesindaca di Torino Michela Favaro -. L’ingresso delle donne nella vita pubblica attiva del Paese ci ha traghettati verso una modernità fatta di impegno e civismo che, anche grazie a queste foto, non possiamo permetterci di sottovalutare o smettere di ricordare”.

“Questa mostra ci restituisce con straordinaria immediatezza il valore di una conquista che ha cambiato per sempre la storia del nostro Paese – dichiara l’assessore ai Diritti e alle Pari opportunità Jacopo Rosatelli -. Le immagini delle donne ai seggi nel 1946 raccontano non solo un diritto finalmente riconosciuto, ma l’inizio di un percorso di cittadinanza piena, di partecipazione e di emancipazione che ancora oggi siamo chiamati a rafforzare e difendere. Ricordare quel momento significa rinnovare l’impegno delle istituzioni per promuovere concretamente i diritti e le pari opportunità, contrastando ogni forma di discriminazione e lavorando per una società più giusta e inclusiva”.

“Il successo straordinario di questa iniziativa, che da febbraio sta girando instancabilmente tutto il nostro territorio, dimostra quanto ci sia ancora bisogno di memoria viva – spiega la consigliera di Città metropolitana Sonia Cambursano -. Ad oggi sono oltre 80 i Comuni che ne hanno fatto richiesta, a testimonianza di una comunità che vuole ricordare, riflettere e celebrare. Questa mostra parla di uguaglianza, parità e diritti conquistati a passo fermo grazie alle migliaia di donne che quel 2 giugno 1946 si sono messe in fila, con orgoglio, per esercitare il proprio diritto per la prima volta. È a tutte loro che dobbiamo la nostra democrazia, ed è ai nostri giovani e alle nostre giovani che oggi, attraverso il forte impatto visivo di queste storiche immagini, passiamo questo importante e imprescindibile testimone”.

TorinoClick

Ronaldinho riparte da Ravenna: il calcio ritrova il suo sorriso!

 

La notizia che ha sorpreso il mondo del calcio tra il 19 e il 20 giugno 2026 è una di quelle che sembravano impossibili: Ronaldinho torna a legarsi a un club italiano e lo fa con il Ravenna. A 46 anni, l’ex fuoriclasse brasiliano ha accettato il progetto del club romagnolo guidato da Ignazio Cipriani, scatenando entusiasmo tra tifosi e appassionati.
L’annuncio ufficiale sarà presentato il 23 giugno a Miami, ma la notizia ha già fatto il giro del mondo. Ronaldinho ha dichiarato di non vedere l’ora di “tornare a danzare sul pallone”, confermando il suo coinvolgimento in una delle operazioni più sorprendenti dell’estate calcistica.
Restano però da chiarire i dettagli sul suo impiego in campo. Se alcune ricostruzioni parlano di un vero ritorno da giocatore, altre fonti vicine al club spiegano che il brasiliano potrebbe essere protagonista soprattutto di eventi promozionali e di una partita speciale, più che di un’intera stagione in Serie C.
In ogni caso, l’effetto mediatico è già enorme. Ravenna si ritrova improvvisamente al centro dell’attenzione internazionale grazie a uno dei calciatori più amati di sempre. E anche se il tempo delle magie settimanali sembra lontano, il solo nome di Ronaldinho basta ancora a far sognare milioni di tifosi.

Enzo Grassano

Teatri storici del Piemonte: il Milanollo di Savigliano

Dedicato alle sorelle Maria e Teresa Milanollo, celebri violiniste saviglianesi, il teatro fu progettato nel 1834 dall’architetto Maurizio Serafino Eula e la sua costruzione, sul sito di una precedente sala per spettacoli, si concluse nel 1836, quando fu portata in scena la rappresentazione dell’opera L’esule di Roma di Gaetano Donizetti.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:

https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/teatri-storici/teatro-milanollo-di-savigliano

Torino in festa per San Giovanni

Come ogni anno, Torino celebra San Giovanni, il suo Santo Patrono, con un ricco calendario di appuntamenti tra musica, tradizione, spiritualità, spettacolo, sport e storia.

Festeggiamenti in piazza Vittorio Veneto – 24 giugno

Piazza Vittorio Veneto si trasformerà in un grande palcoscenico urbano a cielo aperto grazie a Vertical Stage® Block Party, un format che ridefinisce lo spazio pubblico attraverso la musica e la partecipazione collettiva.⁠

Quattro balconi performativi, posizionati in punti contrapposti della piazza e accompagnati ciascuno da un sound system dedicato, daranno vita a un’esperienza immersiva e diffusa, capace di coinvolgere il pubblico da ogni prospettiva.⁠

A rendere la serata ancora più speciale sarà una line-up che attraversa generi, linguaggi e generazioni:⁠⁠

  • Walshy Fire (from Major Lazer)⁠ hosted by Ensi
  • Mista P⁠ hosted by Ensi
  • Ciao. Discoteca Italiana⁠
  • Angie BacktoMono

⁠La conduzione sarà affidata a Manuela Grippi e Federico Sacchi MusicTeller.⁠

La serata è ad ingresso libero, i varchi apriranno alle ore 18:30: il concerto inizierà alle 19:00 e lo spettacolo pirotecnico alle 23:00.

Non è necessario alcun QR Code o accredito per l’ingresso, sarà disponibile l’accesso alle persone con disabilità.

Programma degli eventi per San Giovanni

Qui di seguito trovi tutti gli appuntamenti previsti divisi per giorno; puoi inoltre scaricare l’opuscolo digitale con il programma completo in formato PDF.

TorinoClick

Dove

Piazza Vittorio Veneto
Piazza Vittorio Veneto
10123TorinoTO
Italia

Ottieni indicazioni

Spedizione punitiva: coppia malmenata sotto casa da un gruppo

Forse un regolamento di conti legato al mondo della droga è all’origine della violenta aggressione avvenuta all’alba di oggi in corso Siracusa, a Torino, quando quattro uomini e una donna si sono presentati sotto l’appartamento di una coppia. Pochi istanti dopo è scattato il violento pestaggio.

Secondo i carabinieri, le due vittime sono state prima raggiunte da spray urticante e colpite con calci e pugni. L’uomo, un 48enne, è stato raggiunto da una coltellata a un braccio. Inoltre i cinque aggressori hanno poi messo a soqquadro l’alloggio della coppia, situato al terzo piano del condominio, impossessandosi di denaro contante e telefoni cellulari.

Le urla provenienti dall’abitazione hanno svegliato diversi residenti della zona. Alcuni condomini hanno immediatamente allertato il 112, consentendo ai carabinieri del nucleo radiomobile di intervenire in pochi minuti e avviare le ricerche dei responsabili.

Poco tempo dopo nei giardini di piazza Omero, dove i militari hanno individuato alcune persone che tentavano di nascondersi dietro i cassonetti dei rifiuti. Si trattava dei presunti autori dell’assalto, arrestati sul posto con le accuse di rapina in concorso e lesioni aggravate.

Le vittime, il 48enne e la compagna di 36 anni, sono state affidate alle cure del personale del 118 e trasportate in ospedale.

Non è  chiaro al momento il movente dell’aggressione. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i rapporti tra la coppia e il gruppo arrestato.

Al castello di Provana per celebrare la nascita del nuovo Club Collegno Castello

Martedì 23 giugno, alle ore 20, il castello Provana di Collegno ospiterà “Cena al Castello”, una serata organizzata dai Lions International per celebrare la nascita nel distretto 108 IA1 di un nuovo club denominato “Club Collegno Castello”. La presidente di questo club, che a oggi conta venti soci, sarà Fedora Feltrin Bondesan. Il Club Collegno Castello è stato per due anni un satellite del Club Risorgimento, e ora vede la luce come realtà a sé stante, con la finalità di agire sul territorio e supportare le realtà che ospita. L’iniziativa ha come obiettivo quello di costituire un incontro di condivisione, nel segno dei valori e dell’impegno Lions. Per prendere parte alla serata, è necessario prenotarsi entro venerdì 19 giugno, contattando Fedora Feltrin Bondesan al numero 335 5485468, oppure scrivendo all’indirizzo segreterialccollegnocastello@gmail.com.

Il primo appuntamento che il Club Collegno Castello organizzerà dopo questa inaugurazione sarà quello del 4 ottobre, con la corsa camminata al fianco di Geni Aut, Associazione di genitori con sede a Collegno, per promuovere la conoscenza dell’autismo e ridurre l’isolamento sociale. La camminata prevederà un percorso di 3 km e mezzo, dal parco della chiesa fino al parco della Dora.

Castello Provana – via Alpignano 2, Collegno

Mara Martellotta

Rapina in profumeria: due arresti

BORGO VITTORIA- La Polizia di Stato ha arrestato a Torino una cittadina rumena di 41 anni e un cittadino italiano di 49 anni, per tentata rapina impropria in concorso.
L’intervento è scattato a seguito della segnalazione pervenuta alla locale Centrale Operativa relativa a un tentativo di furto presso un esercizio commerciale di corso Grosseto. All’arrivo di una volante dell’U.P.G.S.P., è stata ricostruita la dinamica del fatto: l’addetto alla sicurezza aveva notato un uomo e una donna aggirarsi con atteggiamento sospetto tra gli scaffali del negozio e li aveva visti approfittare dell’assenza momentanea di una dipendente per prelevare diverse confezioni di profumo di elevato valore dal bancone, occultandoli all’interno di una borsa a tracolla.
Dopo aver oltrepassato le casse senza effettuare il pagamento della merce, entrambi sono stati fermati dall’addetto alla vigilanza, che ha contattato il Numero Unico di Emergenza 112.
I due hanno tentato di guadagnarsi la fuga forzando una porta di emergenza e l’uomo si è avvento contro l’addetto alla sicurezza e contro due commesse che hanno cercato di impedirne l’allontanamento, riportando lievi contusioni ed escoriazioni agli arti superiori.
La successiva perquisizione personale ha consentito di recuperare la refurtiva, costituita da profumi e deodoranti di note marche per un valore complessivo di oltre 620 euro. La merce, interamente recuperata, è stata restituita al punto vendita.
Alla luce dei fatti, i due sono stati arrestati per tentata rapina impropria in concorso e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, associati presso la locale Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”.
L’arresto è stato convalidato, con applicazione per entrambi del divieto di dimora su Torino e provincia.

La chiesa Maramures

La deliziosa cappella scolpita in legno che  viaggiò dalla Transilvania a Moncalieri.

Costruita nell’omonima regione rumena del Maramures, al confine tra Ungheria e Ucraina, è  un raro gioiello realizzato in legno, uno dei pochi  e preziosi esempi di chiesa ortodossa cristiana del suo genere, in Italia ne esiste solo uno: a Moncalieri. Nessun chiodo, solamente incastri, hanno tramutato questo edificio in una struttura portatile e, a parte la Romania, dove questi luoghi di culto costruiti perlopiù tra il XVII e il XVIII secolo sono inseriti nella lista del Patrimonio Unesco, nel mondo se ne contano solo altri 5: in Venezuela, Cipro, Svizzera, Francia e Svizzera.

Arrivata nella cittadina piemontese pezzo per pezzo e ricostruita come si farebbe con i moderni Lego, la speciale tecnica con cui è stata costruita è statasviluppata in conseguenza ad una regola emanata dalla Corona Ungherese che proibiva l’edificazione delle chiese in pietra, ma probabilmente anche per la necessità di far sparire gli edifici  di culto cristiani a causa delle persecuzioni religiose.

Dedicata ai Quaranta Martiri di Sebaste e inaugurata nel 2016, la chiesa Maramures  è a pianta rettangolare e affaccia sul sagrato esterno attraverso un sistema di portici che creano una “C”. La casa parrocchiale ospita l’appartamento del sacerdote, una sala polivalente e una foresteria, l’edificio è circondato da un bel giardino curato e piante di rose.

Arrivando a via Papa Giovanni XXIII a Moncalieri si nota subito il suo bel campanile alto 25 metri, il colore caldo  del legno, la forma tipica di queste impiantiarchitetturali vernacolari che utilizzano i materiali tipici secondo le tradizioni del luogo, in questo caso la Transilvania. Entrando dal cancello è naturale ammirare l’imponente portale ricco di intarsi, le arcate e le catene create da un pezzo unico di legno. L’interno invece, meno lavorato rispetto all’esterno, è delicatamente decorato con icone e immagini sacre su un fondo bianco e incorniciate dalle travi lignee.

Visitando questo luogo sacro si avrà la sensazione di fare un viaggio temporale, ci si sentirà in un’altra dimensione geografica, immersi in tradizioni etno-religiose diverse dalle nostre ma perfettamente integrate nel territorio.

MARIA LA BARBERA