Donne di Torino Quasi Invisibili
Caro direttore, le donne di Torino devono ancora fare molta strada per essere riconosciute e considerate per ciò che meritano. Questo non è solo un problema dei nostri giorni, ma nella Storia la visibilità delle donne torinesi non ha brillato.
In questo incontro impariamo a conoscere meglio importanti donne torinesi a partire dalla toponomastica cittadina e scopriamo il progetto Torino Città per le Donne.
Quante strade di Torino sono intitolate a donne? E quante statue di donne possiamo incontrare passeggiando per la città? A partire da queste considerazioni facciamo un viaggio con domande e risposte per conoscere meglio alcune donne torinesi che hanno dato contributi molto importanti alla città e al mondo.
L’incontro online sarà trasmesso in diretta:
- YouTube https://youtu.be/BEGitrGgr5U
- Facebook https://www.facebook.com/groups/1205624002931260/permalink/1838616886298632/
Insieme a Chantal Balbo e Giovanna Giordano, autrici di “Esageruma – Un sogno per Torino“, interverranno:
- Eleonora Artesio, Consigliera Comunale a Torino;
- Cinzia Ballesio, appassionata di storia femminile e autrice di “Le figlie dei militari” (Neos Edizioni);
- Cinzia Carlevaris, Presidente Commissione Diritti e Pari Opportunità del Comune di Torino;
- Stefania Doglioli, Direttora Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile;
- Valeria Ferrero, referente torinese Fondazione Bellisario;
- Loretta Junck, referente Toponomastica Femminile per il Piemonte;
- Antonella Parigi, Presidente Comitato Torino Città per le Donne.
Per rendere l’incontro più vivace giocheremo con quiz a risposta multipla alla scoperta di fatti storici curiosità. Scopriremo quante strade di Torino sono intitolate a personaggi femminili, quali donne si celano dietro a nomi che non rendono loro onore e vedremo che fine hanno fatto le Madame Reali nella toponomastica cittadina.
Giachino: “Perché mi candido Sindaco di Torino”
di Mino GIACHINO
L’Economia di Torino si è fermata da oltre 10 anni e pertanto risente molto di più delle gravi ferite dovute ai tanti Lockdown e a Ristori molto al di sotto delle necessità.
Nel commercio, tra le partite IVA, i professionisti, il mondo della ristorazione, del turismo e delle palestre si è perso oltre il 50% del fatturato. In questi ultimi dieci anni molti non hanno fatto la loro parte, molti grandi manager hanno pensato più a se stessi che agli interessi di Torino.Volt si candida alle comunali di Torino
Volt Torino incontra volontari e simpatizzanti online
Torino – Volt, il Partito Paneuropeo, incontra simpatizzanti e curiosi in diretta FB il 27 maggio alle ore 21.00 (https://meet.google.com/exs-chfi-aoa) per raccontarsi e condividere il suo programma per Torino
Volt conferma la propria candidatura alle prossime elezioni comunali a Torino e programma una serie di incontri online e nelle piazze per per parlare con le cittadine e i cittadini delle necessità della città e di come intende realizzarle. Si potranno conoscere le nostre proposte e discuterle insieme.
Nei prossimi giorni Volt comunicherà gli appuntamenti per i banchetti per la raccolta delle firme.
Altre informazioni:
https://www.instagram.com/volttorino/?hl=en
“Il governo Conte bis è responsabile dei ritardi, ora c’è stata l’accelerazione di Draghi grazie al pressing della Lega che coinvolgerà anche i suoi parlamentari: sembra che ci siamo quasi, ma tutto dipende sempre da Roma.
L’assessore competente Gabusi mi ha riferito che entro una decina di giorni i 77 milioni delle somme urgenze dovrebbero arrivare sulla contabilità speciale della Regione. Una volta lì, nel volgere di poco li erogheremo”. Lo dichiara il presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte Alberto Preioni, facendo nuovamente il punto della situazione sugli stanziamenti statali relativi all’alluvione dell’ottobre 2020. E nel corso dell’ultima seduta a Palazzo Lascaris è stato approvato un ordine del giorno, primo firmatario lo stesso Preioni, che “impegna la giunta e gli assessori competenti a farsi portavoce presso il governo affinché siano stanziate ulteriori risorse sufficienti e necessarie alla copertura dei danni, con particolare riferimento a quelli subiti dai privati e dalle imprese”.
“Il danno del Piemonte in relazione alla calamità naturale che è stata riconosciuta per le alluvioni del 2019 e del 2020 – dice Preioni – ammonta complessivamente a un miliardo e 350 milioni di euro per infrastrutture, aziende e privati. Vale ricordare che il compito della Regione, pienamente assolto nei tempi e nei modi, è stato quello di raggruppare i vari dati che i Comuni avevano raccolto dai loro cittadini e dalle imprese e stimare poi i danni, sia delle somme urgenze per la ricostruzione sia dei rimborsi. Il presidente Cirio è commissario straordinario con poteri ordinari e senza portafogli, per cui il ruolo dell’amministrazione piemontese è finito lì: chi deve mettere le risorse in occasioni di emergenze come queste è il governo. Ad oggi – continua Preioni – lo Stato ha messo 15 milioni di euro per le somme urgenze, pari al poco più dello 0,10 per cento dei danni complessivi che si sono verificati. All’epoca il Conte bis ci aveva assicurato che entro marzo ci avrebbero dato i 77 milioni delle somme urgenze, in realtà ne ha stanziati solo 100 per tutto il Paese. Oltre a ciò servono 200 milioni di euro per il piano di ricostruzione e 700 per i danni a privati e aziende. Dovrebbero arrivare anche questi e ricordo poi che i Comuni piemontesi colpiti dall’alluvione del 2019, Alessandria in particolare, stanno ancora aspettando 100 milioni. Cirio e Gabusi – prosegue Preioni – hanno scritto una lettera al premier e ai parlamentari del territorio perché è indispensabile che a Roma rimpinguino in maniera importante – con centinaia di milioni di euro – il capitolo delle calamità naturali-Protezione civile. Senza questo passaggio non sarà possibile dare risposte concrete a cittadini e imprese, ma è logico che non si possa più aspettare e per questo il presidente Cirio e l’assessore Gabusi sono intervenuti, per far sì che i tempi siano accorciati”.
Nella nota Preioni sottolinea come “8,5 milioni di euro siano stati messi dalla Regione per l’alluvione 2020 in relazione agli 88 casi di danni strutturali alla prima casa. Soldi aggiuntivi erogati per nostra buona volontà, mentre per quanto riguarda i 7 casi delle famiglie che in tutto il Piemonte la casa l’hanno persa in maniera purtroppo definitiva, è stato stimato che servono 2,5 milioni di euro di risarcimenti. Nei loro confronti è stato deciso che si interverrà con un altro bando ad hoc, così come per auto, moto, bici, elettrodomestici, mobili che hanno subito danni. Chi oggi vuol far credere il contrario di quanto ho ricostruito, dati alla mano, lo fa in cattiva fede. Al posto di pontificare da Roma e sollevare inutili polveroni mediatici, invitiamo il deputato Pd Enrico Borghi a mettersi a collaborare per il bene del territorio. Se esiste del pressapochismo quello abita nella Capitale e non certo tra le stanze di palazzo Lascaris, dove da buoni piemontesi siamo abituati a rimboccarci le maniche e a lavorare a testa bassa. Io, il gruppo Lega e i parlamentari leghisti dei nostri territori – conclude Preioni – proseguiamo a Torino e a Roma il nostro impegno per il territorio e, dopo aver consegnato al Vco la legge sui canoni idrici, la nostra attenzione va ora alla riorganizzazione dell’assetto sanitario provinciale”.
«Il Comune preveda nuove assunzioni per garantire i servizi ai cittadini»
E’ stata approvata l’interpellanza del consigliere Pd, Angelo Catanzaro, in merito al calo del personale in Circoscrizione 1. «Quasi il 60% dei dipendenti è andato in pensione e la sindaca Appendino non ha previsto nuove assunzioni – spiega Catanzaro -, con i pensionamenti il numero di persone negli uffici tecnici e amministrativi (cantieri, verde, patrimonio, suolo pubblico e ausiliari del traffico) si è più che dimezzato e di conseguenza la mole di lavoro è aumentata. La “decrescita” non accenna a diminuire neppure quest’anno: andranno in pensione altre tre persone che non verranno sostituite. Nelle settimane passate la sindaca ha comunicato che saranno assunte molte persone con competenze tecniche. Auspico che l’amministrazione prenda al più presto provvedimenti per colmare le gravi carenze di personale circoscrizionale e preveda entro l’anno nuove assunzioni in ambito tecnico e amministrativo».
“La proroga degli ammortizzatori, ora confermata, è di sicuro una buona notizia, ma significherà solo temporeggiare se non sarà finalizzata alla rioccupazione e quindi alla realizzazione del progetto Italcomp.
Ora il Governo sembrerebbe disposto ad aumentare l’investimento pubblico del 70%, tuttavia il Ministro Giorgetti continua a ripetere che l’investitore privato per il restante 30% non si trova. Che cosa si pensa di fare? Serve un’alternativa credibile, in grado di mettere in sicurezza i lavoratori di Riva di Chieri e Belluno” -è la dichiarazione del Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi.
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Sembra che in ottobre ci sarà uno scontro tutto al maschile nelle elezioni amministrative per la scelta dei sindaci delle grandi città
Il maschilismo sta tornando proprio in un contesto in cui alcune donne occupano posti di grande responsabilità e la proposta di legge Zan divide, non senza ragioni, il fronte femminista storico. Si sta dimenticando che le donne sono la maggioranza del Paese e devono avere il riconoscimento sancito dall’articolo 3 della Costituzione. La decrescita anagrafica e la denatalità che condannano l’Italia ad una marginalità destinata ad aumentare, dovrebbero imporre all’attenziome il ruolo femminile che è l’unica prospettiva di futuro per un Paese in declino. Almeno questa constatazione elementare dovrebbe essere compresa da tutti, anche i più grossolani.
Andrebbero potenziati i diritti delle donne alla maternità che assume una chiarissima funzione sociale. Asili nido, assistenze sociali di ogni genere dovrebbero garantire alle donne di avere figli e di avere una famiglia come prevede la Costituzione.
Invece poco si fa in questa direzione, ma nel campo politico vige addirittura la calma piatta. Salvo alcuni esempi mirabili nell’area metropolitana come Moncalieri dove ci sono donne eccezionali come Laura Pompeo che potrebbero aspirare a ben altri ruoli, la politica si avvita nel maschilismo più inconcludente, fondato su personalismi che allontanano i cittadini dalla politica. Appare ridicolo che a fare da donna di scorta del centro – sinistra sia un’oscura esponente dei Moderati. A destra finora non ci sono donne di rilievo impegnate in modo adeguato. C’è una consigliera figlia di un politico saltafossi che telefona alle persone, annunciandosi come futura assessora, una prospettiva deludente che indurrebbe a non votare quello schieramento che pure ha un candidato sindaco di valore come Damilano. È mai possibile che nel centro – destra e nel centro – sinistra non ci siano candidate di valore? Io non sono così pessimista. Occorre reagire.
Buona Destra: “Siamo l’alternativa”
Caro direttore, iniziano ad essere pubblicati i primi sondaggi riguardanti le intenzioni di voto per le prossime Amministrative di Torino. Sondaggi da cui traspare la sempre più evidente deriva populista in cui potrebbe nuovamente ricadere la nostra Città.
Nel centrodestra dominano i partiti sovranisti, con la lista civica di connotazione liberale del candidato sindaco Damilano, schiacciata dalla supremazia di Lega e FDI. Sul fronte opposto appare sempre più necessario un accordo con chi in questi ultimi 5 anni ha amministrato in modo approssimativo e dannoso il nostro Comune, con un’alleanza che sarà fatta al primo o al secondo turno e che causerebbe la permanenza dei populisti grillini al timone di Torino.
Una polarizzazione politica che porta quasi il 50% dei torinesi a dichiararsi ancora oggi indecisi, in difficoltà a scegliere tra un’alleanza con i populisti che hanno guidato l’ultima Giunta con pessimi risultati o un fronte di destra a chiara trazione estremista.
All’interno di questo quadro incerto sembrano non riuscire a giocare un ruolo decisivo le forze liberali e riformiste, sparite poco a poco dallo scenario politico, che a causa della propria mancanza di coraggio rischiano così di non dare alcun contributo al futuro della città.
Torino è la Capitale del pensiero liberale ed in un frangente così incerto, con il rischio che altri 5 anni di populismo possano non far altro che peggiorare ulteriormente il contesto socio economico della nostra Città, le forze di quest’area non possono non vedere la situazione che si è venuta a creare e non possono perdere l’occasione di recitare un ruolo da protagonisti nella corsa elettorale ormai prossima per incidere sulle scelte riguardanti il futuro di Torino.
Come Buona Destra vogliamo farci promotori della creazione di un’alternativa reale, tangibile e concreta ai due schieramenti filo populisti che si stanno spartendo il futuro della Città, richiamando tutte le forze politiche e sociali ad una presa di coscienza e ad una decisione che possa ridare fiato ed ossigeno alle politiche territoriali, riportando Torino a recitare un ruolo da protagonista nel futuro del Paese.
Un’area liberale che si presenti alle prossime elezioni in modo compatto, con un programma ricco di proposte concrete e condivise e con personalità in grado di dare, con coerenza e credibilità, un’accelerata alla ripresa della nostra Città.
Per il futuro di Torino servono idee, responsabilità, concretezza doti che i populisti di qualsiasi colore hanno già dimostrato a più riprese di non possedere e che solo un fronte liberale compatto e coeso può assicurare. Serve coraggio da parte di tutti coloro che tengono e credono nel futuro della nostra Città, un coraggio da dimostrare ora per non doversi poi ritrovare a lamentarsi sterilmente dei danni provocati da chi guiderà Torino per i prossimi 5 anni.
I torinesi non possono più aspettare logiche di spartizione degli incarichi, baruffe da cortile e pavidità nell’affrontare il proprio ruolo rappresentativo, ai nostri concittadini bisogna offrire un’alternativa valida in grado di rappresentarne le istanze.
Le forze politiche e sociali di quest’area possono e devono trovare la giusta sintesi per offrire questa alternativa alla Città. Buona Destra sta portando avanti questo progetto da tempo e stiamo parlando con diverse realtà di quest’area, tutte concordi nel sottolineare la necessità di una proposta diversa, di una terza via lontana da qualsiasi populismo.
Ora è necessario trovare il coraggio di affrontare l’ultimo passo: creare un’alternativa per Torino.
Claudio Desirò
Coordinatore Regionale Buona Destra Piemonte
Valle (Pd): infermieri da eroi a dimenticati
Oggi con un minuto di silenzio gli infermieri in piazza castello hanno ricordato le oltre 11.000 vittime piemontesi di covid e lo stato precario della sanità piemontese.
Il personale infermieristico ha vissuto sulla propria pelle le carenze organizzative della sanità piemontese e vive tuttora una grave deficit di assunzioni, a fronte delle progressive aperture di nuove sale e reparti c.d. Arcuri. Si consideri che ora, alle attività ordinarie in ripresa e al periodo delle ferie, si affiancano le attività covid e quelle legate ai vaccini.
Risulta che in occasione dello stress test sui vaccini il sistema piemontese abbia raggiunto la quota assegnata solo grazie alla sospensione di buona parte dell’attività chirurgica e delle attività ambulatoriali e diagnostiche (e consideriamo che ci si sta ancora attrezzando per riprendere le attività ordinarie). Un espediente per recuperare personale che si può utilizzare una volta, ma non può diventare strutturale.
Rimane senza prospettive chiare la riapertura del Valentino almeno come centro vaccinale. Ora gli infermieri dell’ASL che garantivano l’assistenza ai medici militari allo Stadium, sono stati spostati al Lingotto. Se per aprire il Valentino si sposteranno nuovamente infermieri e personale – i primi sondaggi risultano già in corso – dal Lingotto al Valentino, non avremo implementato di nulla nostra capacità. In compenso saremmo arrivati alla terza inaugurazione di fila.
A oggi, rispetto alle dosi ricevute, il Piemonte è DODICESIMO per somministrazioni (88,9%), sotto la media nazionale. Rispetto alla popolazione, i dati Gimbe collocano il Piemonte diciassettesimo fra le regioni, considerando prime somministrazioni e cicli completati.
Un dato che colloca la nostra regione sotto la metà classifica per capacità, ma che apre a preoccupazioni in vista dell’allargamento della campagna. Quando avremo più dosi, riusciremo a tenere il ritmo? Continueremo a spostare infermieri e medici di qua e di là, coprendo il buco del giorno, senza una vera politica assunzionale?
Daniele Valle – Coordinatore del Gruppo di lavoro Covid