L’ex sindaco di Torino Chiara Appendino si candiderà per i Cinquestelle al Parlamento. “Il Movimento è la mia casa politica, sono orgogliosa di farne parte. E quando sei parte di qualcosa devi avere il coraggio di metterti in gioco, anche nei momenti più difficili. Giustizia sociale, crisi economica e ambientale, diritti e donne, lavoro, giovani e precariato sono i temi principali per i quali continuerò a battermi”, ha detto l’ex sindaca che si presenterà alle elezioni insieme a Giuseppe Conte.
Giachino a Zangrillo, il Centro Destra quando ha messo veti o ha vinto male o ha perso. Il Centro Destra più sarà inclusivo più potrà vincere bene e fare le cose che servono per rilanciare un Paese che viene da vent’anni di bassa crescita e un Debito Pubblico enorme.
UN APPELLO PER LA DEMOCRAZIA
Ci accingiamo ad affrontare queste importanti elezioni politiche con una legge elettorale che esprime una rappresentanza falsata, essendo in buona parte basata su collegi uninominali, dove chi vince piglia tutto, e con candidati e candidate decisi dai vertici dei partiti. Esse, per la prima volta dal 1919, si svolgeranno nel mese di settembre, con modalità assurde, che comportano l’obbligo di raccogliere centinaia di firme, con relativa autentica, nell’arco di un tempo irrisorio e in pieno mese di agosto. Saranno così tutelate solo le forze politiche già presenti in Parlamento, o che riusciranno, attraverso spericolate alleanze, a farsi imprestare il simbolo elettorale.
In questo quadro, DOBBIAMO PURTROPPO DENUNCIARE CHE IL COMUNE DI TORINO NON ADEMPIE AI PROPRI COMPITI ISTITUZIONALI.
Esso infatti sta rallentando inspiegabilmente le procedure per autorizzare i funzionari comunali che ne facciano richiesta ad autenticare le firme necessarie alla presentazione elettorale.
Assistiamo così a ritardi inammissibili nel protocollare i documenti, fino a sentirci dire dalla stessa Segreteria del Sindaco, a fronte delle nostre rimostranze, di rivolgerci agli uffici competenti. Sapendo che, essendo venerdì, fino a lunedì non se ne parla.
Il Sindaco Lo Russo non può cavarsela in questo modo pilatesco poiché riteniamo che sia in primo luogo sua la responsabilità di garantire il rispetto dei diritti democratici nella città che deve rappresentare.
Protestiamo quindi contro l’atteggiamento dilatorio del Comune di Torino e chiediamo che esso si impegni immediatamente a far sì che le procedure di autorizzazione si svolgano in tempi rapidi ed adeguati. Diversamente, riteniamo che il Sindaco si renderà responsabile del mancato adempimento dei propri doveri istituzionali.
Non è una questione astratta: in ogni collegio vanno raccolte 750 firme, tassativamente entro il 22 agosto. Ogni giorno in meno disponibile per la raccolta rischia di vanificare gli sforzi a cui siamo costretti da un meccanismo iniquo e scarsamente democratico, peggiorato da un decreto apposito che costringe praticamente solo noi alla raccolta delle firme.
Chiediamo quindi al Sindaco di agire immediatamente per sbloccare la situazione e chiediamo un sostegno a tutti e tutte coloro che hanno veramente a cuore la salvaguardia dei meccanismi democratici, e che rifiutano la logica di porre sbarramenti artificiali all’espressione e alla rappresentanza delle idee che percorrono il Paese.
Unione Popolare Torino
“Bene la norma del Mise che stanzia circa 10 mln per assicurare la visione della televisione alla popolazione delle comunità montane e delle altre zone in cui, ad esito dello switch-off, non arrivava più la ricezione del segnale televisivo”. Dichiara in una nota la deputata di Azione, Daniela Ruffino. “É un segnale che ho sempre auspicato di attenzione molto importante, atteso da tempo, verso le comunità ma soprattutto verso le persone che sono radicate in territori bellissimi spesso svantaggiati da fattori naturali”, conclude
“Dai libri al Carnevale la Regione alimenta un patrimonio unico del Piemonte”
Arrivano circa 9 milioni di euro con i bandi regionali per tutti i settori che alimentano il patrimonio culturale piemontese: fino al 30 settembre 2022 saranno a disposizione 1,4 milioni per settore librario ed editoriale, 6,5 milioni per la promozione culturale attraverso spettacoli, cinema, mostre convegni, rievocazioni e carnevali e infine 720mila euro tra ecomusei e società di mutuo soccorso.
“Un’opportunità significativa – commenta il responsabile Enti locali della Lega piemontese Andrea Cane – per il Canavese che in questo trimestre estivo sta vivendo la ripartenza del turismo dopo la brusca frenata legata alla pandemia. Con l’approvazione all’unanimità del Programma Triennale della Cultura voluto dalla collega Vittoria Poggio molti enti ed associazioni del Canavese potranno tornare a progettare attività che hanno ricadute importanti sul territorio”.
“Interessante per il tessuto canavesano – prosegue Andrea Cane – il pacchetto sperimentale da 350mila euro per favorire la trasformazione delle sale cinematografiche in luoghi per eventi culturali o spettacoli in streaming. Riconfermato anche il Voucher Fiere che offrirà ai piccoli editori un sostegno economico per partecipare a grandi eventi e il sostegno alle librerie piemontesi e all’editoria per attività di promozione, valorizzazione e sviluppo aziendale, così come il sostegno per attività di promozione della lettura e anche quello per la catalogazione, digitalizzazione e valorizzazione degli archivi e dei beni librari. In questo modo si fa il bene del territorio, sia per i turisti sia per i residenti: non posso quindi che essere soddisfatto per tutto ciò che l’attuale Giunta regionale a maggioranza Lega sta facendo per il nostro Canavese”.
“L’indagine relativa a una truffa milionaria sul reddito di cittadinanza avviata dalla procura di Torino dimostra ancora una volta le falle di questa misura: sia dal punto di vista dei criteri per l’assegnazione sia dai meccanismi di erogazione. Come ha da sempre sostenuto Fratelli d’Italia serve una riflessione per arginare soprusi doppiamente odiosi che tolgono risorse ai piu fragili e a chi ne ha davvero bisogno” dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli che aggiunge: “Sostenere i disoccupati con figli, disabili e anziani significa non ignorare quanto questa misura abbia fallito e quanto sia necessario investire in politiche per l’occupazione”.
Il consigliere regionale Alberto AVETTA chiede alla Regione Piemonte di accogliere l’appello del Comune di Ivrea
«La Regione Piemonte deve farsi carico dell’allarme lanciato dal Consiglio comunale di Ivrea, che, con un Ordine del giorno, ha avanzato la richiesta di rinunciare all’impattante progetto di ampliamento del tunnel ferroviario di Ivrea, necessario ai fini della elettrificazione del tratto Ivrea-Aosta della linea ferroviaria Torino-Aosta. Esistono soluzioni tecniche di trazione dei convogli totalmente elettriche, che procedono con alimentazione a batteria in tratti particolarmente complessi da elettrificare, con il doppio vantaggio di limitare i disagi all’utenza e ai cittadini, comprimendo i tempi di intervento, e di contenere i costi dell’opera, evitando la spesa di elettrificazione nei tratti particolarmente complessi da realizzare sotto il profilo tecnico. Pertanto, la Regione Piemonte deve farsene carico, chiedendo che siano approfondite tutte le soluzioni tecniche alternative. La Regione attivi uno specifico tavolo di coordinamento con RFI, Trenitalia e Ivrea». Lo afferma il vice Presidente della Commissione Trasporti e consigliere regionale del Pd Alberto AVETTA, che ha presentato anche un’Interrogazione.
«L’elettrificazione della Ivrea-Aosta è un’opera molto importante, anche perché consentirà di eliminare il passaggio delle motrici diesel, ma intervenire sul tunnel di Ivrea significa stravolgere il traffico cittadino per molto tempo pregiudicando il Lungo Dora eporediese, uno degli scorci più spettacolari in Canavese. Oggi esistono treni di nuova generazione che possono percorrere quella breve tratta (circa 1,15 km) senza alimentazione elettrica esterna. Pertanto, la Regione Piemonte dovrebbe approfondire questa possibilità tecnica, cominciando anche ad affrontare questioni da tempo cruciali, come quella del raddoppio selettivo del binario Chivasso-Ivrea e la previsione di corse aggiuntive tra Torino e Ivrea negli orari di punta».
Merlo: “Centro, ora può partire. Finalmente”
“Dopo l’accordo – di potere, come ovvio – tra Letta e Calenda finalmente può decollare un polo di
Centro distinto e distante dalle due coalizioni in campo. Un polo, cioè, con un serio programma di
governo, con una cultura politica definita e con una serietà degli stessi comportamenti politici.
Un’area di Centro che nel nostro paese manca da troppo tempo e dove può riconoscersi un vasto
elettorato da tempo senza una vera rappresentanza politica, culturale ed organizzativa.
Un’area di Centro che, pur senza fare confronti storici con il passato, ricorda l’esperienza che fu
messa in campo da Mino Martinazzoli nel lontano 1994 con il suo Ppi e che fu poi decisivo per il
futuro politico e democratico del nostro paese.
Un’area di Centro, dunque, che può risultare decisiva ancora oggi di fronte a due coalizioni che
hanno il solo obiettivo di delegittimarsi a vicenda senza un vero programma di governo”.
Giorgio Merlo, Presidente Nazionale ‘Noi Di centro-Mastella’
DA PALAZZO CIVICO
Fino al 1981 è stata la sede dell’Opera Pia Reynero, poi il degrado con l’occupazione abusiva del centro sociale Askatasuna nel 1995.
Il triste destino dello stabile di corso Regina Margherita 47 e che secondo Askatasuna sarebbe dovuto diventare punto di contatto con il quartiere.
Dietro l’occupazione non c’è stato nessun tentativo di legalizzazione e le varie Amministrazioni comunali che si sono succedute, hanno sempre adottato la politica della “tolleranza dell’illegalità”, nascondendosi dietro la scusa che il contenimento del fenomeno, avrebbe evitato l’esplosione di conflitti e tensioni.
Un atteggiamento che ha favorito attività illegali di vario genere e una forma di “usucapione” da parte degli occupanti.
“Personalmente ritengo – esordisce il consigliere Giuseppe Iannò – che sia necessario uno sgombero immediato e l’Amministrazione deve sollecitare e fare pressione al Tavolo della sicurezza affinchè tutto avvenga nel minor tempo possibile. In questi anni il centro sinistra ha scaricato le proprie responsabilità facendo tanta demagogia. Al contempo esprimo la mia massima solidarietà alle Forze dell’ordine, che in questi anni hanno svolto un impegno costante nell’attività di monitoraggio e contenimento della violenza”.