Rifondazione: “Fermiamo la guerra”
La Federazione di Torino di Rifondazione Comunista parteciperà, nella giornata di SABATO 15 OTTOBRE, a due importanti iniziative:alle 11 in piazza Carignano, PRESIDIO del coordinamento AGITE per la Pace, che sarà incentrato sulla campagna internazionale per la LIBERAZIONE di JULIAN ASSANGE, che con la sua azione ha squarciato il velo sul potere finanziario e militare nel mondo; alle 15 in piazza Palazzo di Citta’, PRESIDIO PER LA PACE indetto da centinaia di insegnanti delle scuole torinesi.
Riceviamo e pubblichiamo
Grattacielo Regione/Sintesi conferenza stampa Radicali Italiani/+Europa per la “contro/inaugurazione” del grattacielo. Cinque domande al Presidente Cirio.
Durante la conferenza stampa tenutasi questa mattina, venerdì 14 ottobre, a Torino, sotto il grattacielo della
Regione Piemonte – in occasione della cosiddetta “inaugurazione” dello stesso – Giulio Manfredi (Associazione
radicale Adelaide Aglietta), Igor Boni (presidente Radicali Italiani) e Silvio Viale (consigliere comunale
radicale/+Europa) hanno posto al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, le seguenti cinque domande:
1) il presidente Cirio è informato sulla “Relazione finale” (08/04/2019) dell’ing. Marco Bagetto – esperto a cui la
Regione Piemonte ha affidato incarico professionale ad hoc – sulla situazione delle vetrate del grattacielo? Le
criticità esposte nella “Relazione Bagetto” sono state sanate? Chiediamo al Presidente Cirio e all’Assessore
Tronzano di inserire una “Relazione vetrate grattacielo” nella pagina dedicata alla “Sede Unica” sul sito della
Regione, per tranquillizzare chi in futuro utilizzerà la struttura.
Vedi link a stralcio “Relazione Bagetto”:
https://www.associazioneaglietta.it/wp-content/uploads/2022/10/Bagetto.pdf
Nel documento si può leggere, fra l’altro: “… non si può escludere che, in caso di azioni eccezionali interessanti
la lastra esterna, questa si possa rompere generando la caduta al suolo di frammenti o porzioni di dimensioni non
necessariamente inoffensivi per le persone che si trovano all’esterno nelle vicinanze della Torre…”; e ancora:
“….verosimilmente tutte le cellule di facciata della tipologia V1 e V2, anche quelle ad oggi ancora prive di
anomalie, saranno nel breve-medio termine interessate dal fenomeno di delaminazione … la progressione della
delaminazione in atto potrà causare problemi connessi alla modalità di rottura delle vetrate (non più di sicurezza)
in caso di evento accidentale, con possibile caduta a terra di frammenti non trattenuti dall’intercalare
danneggiato…”.
Il consigliere comunale Silvio Viale presenterà un’interpellanza al sindaco di Torino, allegando il suddetto stralcio
della “Relazione Bagetto” (ricordiamo che il Comune di Torino deve ancora produrre il certificato di agibilità del
grattacielo).
2) il presidente Cirio è informato sul perdurante silenzio di due suoi assessori, Chiara Caucino e Andrea
Tronzano, che continuano a non rispondere alla PEC inviata loro il 15/07/2022 dall’Associazione radicale
Adelaide Aglietta sulla questione “chi paga le bonifiche relative a terreni e falde acquifere del grattacielo e del
futuro Parco della Salute?”. Link alla suddetta lettera aperta radicale del 15/07/2022:
https://www.associazioneaglietta.it/wp-content/uploads/2022/07/22-07-15-lettera-ad-assessori-Caucino-eTronzano-su-costi-bonifiche.pdf
3) il presidente Cirio è informato che l’avvocato Vincenzo Nunziata (dal 18 febbraio 2021 capo di gabinetto della
ministra degli Affari Regionali Mariastella Gelmini) è stato nominato il 4 maggio 2021 Presidente del Collegio
Tecnico Consultivo (chiamato a dirimere eventuali controversie fra Regione e costruttori grattacielo), incarico che
ha accettato di svolgere dal giorno 11/06/2021 e per cui ha percepito oltre 100.000 euro? Incarico del tutto
legittimo ma assolutamente stigmatizzabile per l’evidente inopportunità politica di retribuire un alto funzionario
dello Stato, il cui incarico al ministero ha comportato e comporta ancora oggi rapporti istituzionali costanti con le
Regioni).
4) il presidente Cirio è informato sul fatto che il “lavabo verde Alpi bagno Presidente Livello 40” è costato ben
6.000 euro e una determinazione regionale ad hoc?
5) il presidente Cirio, oltre a decantare la bellezza “mozzafiato” della piattaforma panoramica all’ultimo piano del
grattacielo della Regione, spenderà qualche riflessione sulle future condizioni di lavoro dei 2.500 dipendenti
regionali che affolleranno tutti i restanti piani del grattacielo, ristretti in spazi “open space” più adatti a un “call
center”che ad uffici amministrativi?!
Associazione Adelaide Aglietta
Azione ha dimostrato in campagna elettorale, e confermato in questo avvio di legislatura, di occupare uno spazio politico lasciato vuoto e incustodito per molti anni.
È lo spazio in cui si riconosce l’Italia delle professioni e del ceto medio, dei lavoratori e delle piccole e medie imprese, degli artigiani e soprattutto dei giovani ansiosi di modernizzare il Paese in cui desiderano vivere. È l’Italia animata da spirito liberale e democratico, consapevole del proprio ruolo in Europa e in Occidente, cioè in quello spazio geografico culla della democrazia e delle libertà civili.
In questo senso, confido che l’informazione, quella tradizionale e come quella sui social, saprà superare una certa pigrizia per cui Azione viene associata al campo della sinistra tradizionale o a quella populista rispetto alla quale siamo antagonisti e alternativi. Azione coltiva la legittima ambizione di essere la nuova forza “centrale”, più che centrista, nella società italiana e nella politica. Il nostro obiettivo è di costruire una forza “cerniera” per de-ideologizzare la lotta politica fra due schieramenti attraversati soltanto da una pericolosa confusione ideologica e tenuti in vita in modo strumentale da leader improvvisati. Una forza “cerniera” anche fra la società italiana e quella europea, di cui siamo parte decisiva, come sanno le forze imprenditoriali più vive nel Nord ma anche nel Sud. Azione sarà vigile e inflessibile opposizione contro chiunque voglia allentare i nostri legami con l’Europa e con l’Occidente.
On. Daniela Ruffino
“Inaugurata” la buca gigante di piazza Toti
LE RADICI AFFIORANTI E LA VIABILITÀ CHE VA RIVISTA
Piazza Toti, fino a non molto tempo fa, era il bel cuore pulsante del quartiere Vanchiglietta.
Era, perchè i sintomi della decadenza sotto molti punti di vista sono sempre più evidenti.
Ad iniziare da una bella voragine in corso Chieti 12, che il consigliere Pino Iannò ha simbolicamente inaugurato ieri, come monumento all’incuria e presto potrebbe rientrare nei beni protetti dal FAI.
Due anni della buca, diventata una discarica a cielo aperto e oggetto di ironia nel quartiere.
A fare compagnia alla buca, ci sono le radici affioranti della piazza. Una di queste gode di un bel transennamento, un vero pericolo per i numerosi bimbi che frequentano l’area giochi accompagnati dai nonni, che potrebbero cadere e procurarsi seri danni.
Tutte criticità segnalate dal consigliere Pino Iannò del Gruppo Misto di Minoranza (insieme alle strisce pedonali ritracciate a macchia di leopardo) che ha messo l’accento sulla viabilità presentando una mozione.
Esiste un grande problema di parcheggi nella zona, densamente abitata, con la presenza dell’area mercatale e di molte attività commerciali.
Parcheggi indiscriminati in ogni angolo della piazza, che mettono a repentaglio l’incolumità dei pedoni durante gli attraversamenti dei pedoni, in particolare nei punti di intersezione con le vie sopracitate, per la mancanza di visibilità.
Ambrogio (Fdi): “Luci accese in pieno giorno”
“Ieri mattina – verso le 11 –, chi di passaggio in corso Stati Uniti, ha assistito all’ennesima dimostrazione degli sprechi dell’Amministrazione comunale, potendo notare che i lampioni si trovavano perfettamente in funzione, come nelle ore più buie della notte.
Non è la prima volta che in questi mesi l’illuminazione delle strade viene dimenticata. Avevo già segnalato il caso di piazza Castello lo scorso settembre.
Con quale coraggio si chiedono importanti sacrifici se l’Amministrazione pubblica poi non rispetta le stesse regole che impone ai cittadini?”.
Paola Ambrogio Fratelli d’Italia
“Su gig economy, congedo di paternità e diritti delle famiglie lgbtqia+. Fare opposizione significa costruire una controegemonia culturale nel Paese”.
“Appena ho ricevuto la tessera da parlamentare mi sono recato presso gli uffici legislativi della Camera dei Deputati a presentare le prime proposte di legge. Prima della proclamazione. Perché so che quella Costituzione, su cui giurerò emozionato come un bambino, andrà difesa con una resistenza attiva. Per fare opposizione non basta respingere. Bisogna anticipare, rilanciare e costruire una contro-egemonia culturale nel Paese” – dichiara il neoeletto alla Camera per Alleanza Verdi Sinistra, Marco Grimaldi.
“Per questo ho deciso di non presentarmi alla Camera a mani vuote, ma portare subito con me una proposta per la regolamentazione della gig economy scritta in questi anni nel corso delle tante vertenze dei fattorini, un intervento che tanti hanno promesso e nessuno realizzato; una per il congedo di paternità obbligatorio di sei mesi e una per i pieni diritti delle famiglie lgbtqia+, sullo stato giuridico dei figli e delle figlie e per l’accesso all’adozione e alla procreazione medicalmente assistita per i single, proposta figlia del lungo e intenso lavoro di Marilena Grassadonia e due associazioni straordinarie come ‘Famiglie Arcobaleno – Associazione genitori omosessuali’ e ‘Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI+’. E poi ho immediatamente firmato le proposte già depositate dal compagno e collega Nicola Fratoianni per l’introduzione del salario minimo legale e per la riduzione degli orari di lavoro a parità di salario, un tema su cui ho ricercato, lavorato e mi sono battuto. Sono misure tutt’altro che simboliche, che potrebbero rivoluzionare le vite di tutti e tutte e cambiare la società” – prosegue Grimaldi. – “Contro questa destra, decisa a demolire e demonizzare il reddito di cittadinanza, a ridurre anziché aumentare la progressività fiscale, a negare la crisi climatica, a restringere le libertà di molti per preservare i privilegi di alcuni, servirà un forte movimento di opinione e uno sguardo verso un futuro che non ci può essere negato. Bisogna osare”.
Sei mesi che non ricevono lo stipendio di lavoro, 34 lavoratori addetti al facchinaggio per la RAI di Torino.
Dipendenti fino al 30 settembre 2022 della Roger Logistics, con sede legale a Milano, che dovrebbero ricevere uno stipendio di 1.000 euro al mese lordi e che invece si trovano a dover combattere per la propria retribuzione.
A luglio la RAI è entrata in solido, dichiarando di prendere in carico il pagamento delle mensilità, ma ad oggi anche questo impegno è stato disatteso, lasciando i lavoratori senza stipendio poiché , da quanto si è appreso, mancano dei versamenti all’Agenzia delle Entrate, (erario, tasse comunali, regionali). La situazione, già grave, si è ulteriormente esacerbata quando i lavoratori in presidio con sciopero sono stati sostituiti da una ditta esterna. Un atto illegittimo e antisindacale.
Una storia triste che calpesta i diritti di chi vuole soltanto vivere del proprio lavoro e che ha gettato queste persone e le loro famiglie nella disperazione. Mi auguro che chi di dovere possa fare qualcosa urgentemente per risolvere questa gravissima situazione.
On. Osvaldo Napoli
“Sveliamo la libertà” approda a Torino
“Sveliamo la libertà, per le donne e gli uomini in rivolta in Iran”, dichiarano in una nota Andrea Turi, coordinatore dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e Beatrice Pizzini ed Emanuela Girardi di +Europa Torino metropolitana. Proseguono: “saremo presenti giovedì 13 alle ore 13 in Via Giuseppe Verdi 39 dove veleremo e sveleremo la statua Eco, manifestando simbolicamente solidarietà alle donne e agli uomini liberi che in Iran sono in rivolta contro l’autocrazia al potere dal 1979”. Concludono: “E’ la quarta settimana di rivolta in Iran, centinaia di morti e migliaia di giovani ragazze e ragazzi che coraggiosamente manifestano in centinaia di città in Iran. L’attenzione in Italia non deve scemare e quindi annunciamo che, come sta avvenendo in altri luoghi e da altre personalità, anche noi ci taglieremo una ciocca di capelli e la invieremo all’ambasciata iraniana di Roma per tutte le donne iraniane che pretendono libertà per le proprie vite”.