“Apprendiamo dagli organi di informazione che l’Assessore regionale alla Sanità, a seguito di un incontro al quale hanno partecipato il Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Alessandro Stecco, il consigliere regionale Dago e gli amministratori del Vercellese ha annunciato di avere preso l’impegno di tenere riunioni periodiche presso la sede dell’Asl di Vercelli, per mantenere un confronto costante e costruttivo sui temi sanitari di maggiore importanza. Sarebbe un’ottima notizia se ci fosse la stessa attenzione per le altre province e per l’intera regione. Ci stupisce che questa decisione arrivi a un anno dalla fine della legislatura e si limiti a un solo territorio. Occorre evitare che si trasformi in un’iniziativa dal sapore elettorale” commentano il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Raffaele Gallo e il Vicepresidente della Commissione Sanità Domenico Rossi.
“Si aprano tavoli simili anche nelle altre province – proseguono Gallo e Rossi – coinvolgendo i consiglieri regionali del territorio, dando spazio anche alle forze di minoranza. Ricordiamo che servirebbe un nuovo Piano sociosanitario, che si attende orma da troppo tempo che il sistema sociosanitario venga rilanciato attraverso una politica seria il più possibile condivisa con i territori. Dopo quattro anni la Giunta Cirio non l’ha ancora fatto e la decisione di iniziare adesso ci sembra un chiaro annuncio di stampo elettorale”.
E poco più di 20 anni fa chiudeva i battenti la breve esperienza politica del Partito Popolare Italiano dopo il tramonto della Democrazia Cristiana e in attesa del decollo della Margherita, il primo partito “plurale” nella storia democratica del nostro paese. E proprio il percorso politico, culturale ed organizzativo di Marini ha attraversato tutte queste fasi. E va pur detto, senza enfasi ma con sano realismo, che Franco Marini ha vissuto queste varie e diverse esperienze politiche ed organizzative sempre da protagonista. Con coraggio, coerenza e determinazione. Come, del resto, era il suo carattere da prima linea senza, però, rinunciare mai a valori e a principi che hanno scandito nel tempo e nelle diverse fasi storiche il cammino del cattolicesimo popolare e sociale nel nostro paese.