POLITICA- Pagina 313

Copertura borse di studio, Pd: studenti vincono battaglia

 “E’ stata approvata  in I Commissione consiliare la copertura al 100% delle borse di studio universitarie, una battaglia che il Partito Democratico, insieme a tutte le Opposizioni, combatte da sempre perché il diritto allo studio deve essere garantito a tutti. Lo stanziamento complessivo è pari a circa 80 milioni di euro. 40 milioni sono coperti con fondi regionali (di cui 6 milioni dal fondo di riserva), 10 milioni con Fondi europei (FSC) e i restanti attraverso stanziamenti nazionali. Un risultato importante che consentirà a tanti ragazzi, anche in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, di poter proseguire gli studi” dichiara il Vicepresidente della Commissione Istruzione Diego Sarno.

“La Commissione Europea – prosegue Sarno – ha garantito, inoltre, per i prossimi 5 anni la possibilità di destinare le risorse del Fondo Sociale Europeo anche alle borse di studio, una decisione importante che dimostra come l’Europa intenda investire sui giovani e sul loro futuro”.

“A causa della pandemia – spiega Diego Sarno – la richiesta delle borse di studio è aumentata del 10%. Molte famiglie hanno dovuto affrontare difficoltà legate alla perdita del lavoro, all’aumento dei costi e delle spese e ancora oggi si trovano a dover vivere una situazione complicata. Auspichiamo che nei prossimi anni uno sviluppo economico possa sanare questi problemi. Oggi, però, la battaglia del Partito Democratico al fianco di questi studenti ha consentito loro di non dover rinunciare ai propri sogni. A differenza di quanto l’Assessore Tronzano ha più volte affermato, si è ottenuta la copertura di tutte le richieste”.

“Il Partito Democratico, anche nei prossimi anni, si farà interprete delle richieste degli studenti. Gli attuali stanziamenti devono essere confermati. E’ un impegno che abbiamo preso con i ragazzi perché se è importante applicare il merito lo è altrettanto garantire l’universalità dell’accesso agli studi. I giovani sono il nostro futuro e dobbiamo sostenere il loro percorso di istruzione e specializzazione” conclude l’esponente dem.

Carcere Ivrea, Radicali: “avevamo ragione”

Da notizie di stampa di apprende che otto agenti della polizia penitenziaria sono stati sospesi per un anno dal servizio e che sono in fase di cambio il comandante e il direttore. 45 agenti risultano indagati.

Dichiarazione di Igor Boni (Presidente di Radicali Italiani)

“Le botte denunciate dai detenuti che hanno fatto aprire l’inchiesta a Ivrea le poniamo all’attenzione della politica e dell’amministrazione penitenziaria dal 2016! Il 2 novembre 2016, in un comunicato firmato dal sottoscritto con le coordinatrici dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta Silvja Manzi e Laura Botti, denunciavamo la situazione di violenza nel carcere portata alla luce da una lettera speditaci con la firma di numerosi detenuti. Scrivevamo testualmente che ‘Per evitare che la situazione degeneri in modo irreparabile chiediamo che la Polizia penitenziaria e la direzione del carcere collaborino’. Dopo i disordini scoppiati ad ottobre, il 23 gennaio 2017 andai con Silvja Manzi a fare una visita ispettiva nella struttura insieme a Marco Grimaldi, allora capogruppo di SEL-Sinistra Ecologia Libertà (oggi Deputato), trovando una situazione completamente fuori controllo con atti di autolesionismo incredibili, tensione alle stelle, tentativi di suicidio e un uso di psicofarmaci su tutti i detenuti. Avendo avuto occasione di vedere con i nostri occhi la ‘cella liscia’ scrivemmo il giorno successivo al Ministro di Grazia e Giustizia Orlando che il ‘sovraffollamento, sottorganico degli agenti, mancanza di spazi di socializzazione, carenza di lavoro per i detenuti, sono purtroppo patrimonio di molte strutture detentive. Ma che dopo gli episodi di ottobre e novembre e i molti e gravi atti di autolesionismo che accadono frequentemente non si sia subito provveduto al ripristino della videosorveglianza  interna non è francamente accettabile’. Il 1 febbraio 2019 facemmo una nuova visita nella struttura con Patrizia De Grazia e Giovanni Oteri dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, accompagnati dal Consigliere regionale del PD Luca Cassiani. Segnalammo nuovamente che ‘Si tratta di un carcere altamente sovraffollato, dove la capienza massima sarebbe di 192 posti, a fronte degli oltre 270 detenuti presenti all’interno della struttura. Ricordiamo a tale proposito, che la Casa Circondariale di Ivrea è spesso oggetto di sfollamenti provenienti da carceri vicine a causa del diffuso e gravissimo problema del sovraffollamento carcerario che affligge il nostro Paese da sempre’.

Oggi diciamo che le eventuali responsabilità personali saranno accertate e il nostro garantismo vale ovviamente per ciascuna delle persone coinvolte ma resta il fatto che quelle violenze e quella situazione indegna che denunciavamo erano pura realtà”

Regina Margherita, Magliano: polmoniti, influenza (e Covid) colpiscono i bambini

Raddoppiano i ricoveri 


I ricoveri per problemi respiratori passano da 29 a 59 presso l’Ospedale Infantile torinese, ma tante altre strutture, Ospedali e Pronto Soccorso del territorio sono in difficoltà: cosa farà la Giunta in merito? Lo chiederò in Consiglio Regionale con un Question Time. In assenza, dopo due anni, di mascherine e distanziamento interpersonale, l’incidenza settimanale delle forme virali risulta in netta crescita rispetto agli anni precedenti: raggiunti i 14 casi per mille settimanali.

Bronchiti, polmoniti e influenza colpiscono in queste settimane con particolare forza specialmente i pazienti più piccoli, mandando i Pronto Soccorso e gli Ospedali del territorio in forte difficoltà. L’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino è, in particolare, quasi al completo, con il dato relativo ai ricoveri quasi raddoppiato. La Giunta è consapevole di questa situazione? Quali misure intende mettere in atto per permettere ai Pronto Soccorso e alle strutture del territorio piemontese di garantire una risposta adeguata all’emergenza in corso? Lo chiederò  in Consiglio Regionale del Piemonte con un Question Time appena presentato a Palazzo Lascaris. I reparti sono colmi e vi è carenza di posti letto: in pochi giorni i ricoveri per problemi respiratori al Regina Margherita di Torino sono, per esempio, saliti da 29 a 59. A questi 59 si devono aggiungere 7 ricoveri per Covid. Diversi altri virus sono stati isolati: adenovirus, rinovirus, virus parainfluenzale, virus respiratorio sinciziale (la causa più comune di bronchiolite, infiammazione delle piccole vie aeree dei polmoni). In assenza, dopo due anni, di misure obbligatorie di distanziamento e relative all’uso della mascherina, l’incidenza settimanale di casi è nettamente in aumento rispetto: siamo a 14 casi per mille settimanali segnalati dai medici sentinella, con crescita costante. Fondamentale è, ora, evitare di farsi cogliere di sorpresa, dal momento che la pressione verosimilmente continuerà ad aumentare nelle prossime settimane. Chiediamo alla Giunta risposte adeguate.

Silvio Magliano – Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte.

Manovra, Grimaldi (Verdi Sinistra): “centinaia di emendamenti per una vera e propria contromanovra”

“Abbiamo presentato duecento emendamenti alla legge di bilancio, di cui i 34 che otterranno il parere del Governo rappresentano il cuore, i principi di una vera e propria contromanovra” – dichiara il Vice-capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, Marco Grimaldi.

 

“Dall’introduzione di un’imposta straordinaria sui grandi patrimoni alla difesa del reddito di cittadinanza, dal mantenimento del POS per qualsiasi importo alla riduzione progressiva della soglia del contante, dalla tassazione al 100% degli extraprofitti dei grandi gestori energetici al sostegno al trasporto pubblico locale e a un fondo rotativo per l’efficienza energetica e le rinnovabili, dall’aumento del fondo integrativo per le borse di studio alla gratuità dell’istruzione e formazione universitaria, dal congedo di paternità al no al ponte sullo stretto di Messina, dal salario minimo legale con indicizzazione di stipendi e pensioni al contrasto allo sfruttamento di fonti fossili con l’aumento dei canoni estrattivi, dall’incremento del fondo per la morosità incolpevole al rafforzamento dell’assistenza domiciliare” – prosegue Grimaldi. – “Per noi la missione è chiara: alzare i salari, ridurre le ingiustizie, abbassare le emissioni e proseguire con decisione sulla strada della transizione ecologica”.

Radicali Italiani e +Europa: illuminare la Mole con bandiera ucraina

Christmas for Ucraina a Torino

Chiediamo al Sindaco di Torino e ai consiglieri di operare, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, affinché, a partire dalla vigilia di Natale fino al 6 gennaio 2023, la Mole Antonelliana, simbolo di Torino, sia illuminata con i colori blu e giallo della bandiera ucraina e con la scritta “Slava Ukraini”, e al balcone del Municipio di Torino sia esposta la bandiera dell’Ucraina.

Il 24 febbraio scorso la Federazione Russa ha invaso l’Ucraina, un Paese indipendente, democratico e sovrano. Un’aggressione cominciata nel 2014, con un conflitto a bassa intensità e l’annessione di parti di territorio ucraino, da 10 mesi è guerra, innanzitutto ai civili. In questi mesi l’Unione Europea si è mossa per fornire all’Ucraina sia assistenza umanitaria sia l’assistenza militare necessaria, indispensabile, per opporsi a chi attua la “logica” delle armi e della violenza. E l’attenzione alla causa ucraina passa anche tramite gesti simbolici, certo non determinanti ma significativi. In tutta Europa, infatti, numerosi monumenti e istituzioni vengono illuminati con i colori dell’Ucraina per segnare la vicinanza al suo popolo. Oggi quella vicinanza va mostrata ancora di più, sapendo come stanno affrontando un gelido inverno in case che non possono essere riscaldate.

Igor Boni, presidente di Radicali Italiani
Andrea Turi, coordinatore Associazione Radicale Adelaide Aglietta
Beatrice Pizzini, coordinatrice Gruppo +Europa Torino

Atc, Pd: “Allarme sui conti”

ATC, AGENZIE TERRITORIALI PER LA CASA. CANALIS E RAVETTI (PD): “CHIESTA UN’AUDIZIONE DEI TRE PRESIDENTI PER APPROFONDIRE L’ALLARME SUI CONTI”

Allarme sui conti. Risulta uno sbilancio di milioni di euro in parte corrente su cui occorre fare luce?

12.12.2022 – “Abbiamo chiesto un’audizione urgente dei Presidenti delle tre ATC Piemontesi in seconda Commissione consiliare, per fare luce sulle notizie allarmanti relative ai bilanci delle Agenzie Territoriali per la Casa. Ci risulta che, negli ultimi mesi, le spese non coperte dai canoni siano lievitate, rendendo concreto il rischio di default. Interessi passivi dei mutui, spese per l’amministrazione degli stabili, manutenzione ordinaria ecc stanno compromettendo l’equilibrio contabile dei tre enti che in Piemonte gestiscono la maggior parte degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Con una povertà abitativa in rapido aumento e un forte bisogno di risposte innovative per fronteggiare sfratti e emergenza energetica, la nostra Regione non può permettersi una crisi delle ATC, asse portante delle politiche regionali per la casa. Auspichiamo pertanto che in tempi rapidi abbia luogo l’audizione dei tre Presidenti Emilio Bolla, Marco Marchioni e Paolo Caviglia. Su un bene primario come la casa e su un tema crescente come la povertà abitativa occorrono trasparenza e tempestività.

Monica CANALIS – vice segretaria Pd Piemonte e consigliera regionale

Domenico RAVETTI – consigliere regionale PD

 

Situazione Iran: “si riuniscano Camera e Senato”

Riceviamo e pubblichiamo

 

Mohsen Shekari, un ragazzo di soli 23 anni, è stato il primo condannato a morte per le proteste in Iran. L’8 dicembre, alle prime luci dell’alba, Sherkari è stato impiccato, dopo una detenzione di appena due mesi nel carcere di Evin. Il processo era iniziato il primo novembre e il 20 dello stesso mese era stato condannato a morte per il reato di “Moharebeh“, ovvero di “guerra contro Dio“.

 

Il suo crimine è stato di aver “bloccato la strada Sattarkhan” a Teheran, che, secondo le autorità, avrebbe “creato terrore” e messo a repentaglio la “libertà e la sicurezza” della popolazione. Il fondatore di Iran Human Rights, Mahmood Amiry-Moghaddam, ricordando che i manifestanti sono privati del diritto a un processo equo, ha chiesto ai governi occidentali di intervenire immediatamente. Nelle prossime ore, infatti, un cantante di origine curda, Saman Saydi, potrebbe essere il secondo manifestante a essere impiccato.

 

Dall’inizio delle proteste in Iran, che sono scoppiate in tutto il Paese dopo l’uccisione della ragazza di origine curda Mahsa (Jina) Amini da parte della polizia “morale”, sono stati uccisi più di 500 manifestanti e sono state arrestate più di 18 mila persone (di cui, in molti casi, le famiglie non sanno dove siano detenuti e se siano ancora vivi). Inoltre, sono migliaia i feriti gravi.

 

Il quotidiano inglese, The Guardian, ha riportato che le forze di sicurezza iraniane mirano al viso, agli occhi, al petto e ai genitali delle donne che protestano contro il regime, con l’intento di sfigurarle. Queste donne, come tutti i manifestanti scesi in piazza, non possono nemmeno trovare soccorso negli ospedali per paura di essere arrestati.

 

Il regime della Repubblica islamica sta anche colpendo duramente le minoranze etniche dell’Iran. Lo scorso 30 settembre, il regime ha represso violentemente le proteste nella città di Zahedan, in Balochistan, uccidendo più di 90 persone.

 

Nel mese di novembre, invece, le forze di sicurezza hanno ucciso più di 100 manifestanti nella città di Mahabad, a maggioranza curda. È stato riportato che nella regione iraniana del Kurdistan, i servizi di sicurezza compiono irruzioni notturne nelle case di comuni cittadini, arrestando e torturando giovani curdi senza alcun motivo, danneggiando le loro proprietà, i loro veicoli, imbrattando con slogan pro-regime gli edifici residenziali, per spaventare e intimidire la popolazione.

 

Il sito Iran international ha inoltre riportato che, dall’inizio delle proteste, la Repubblica islamica è colpevole dell’omicidio di più di 60 minorenni. Fra questi, ricordiamo Kian Pirfalak, di appena 9 anni, ucciso lo scorso 22 novembre.


Richiediamo
 una convocazione straordinaria del Senato e della Camera dove tutte le forze politiche, con gli atti istituzionali necessari, prendano posizione nei confronti di questa barbarie e impegnino il governo a un’azione ferma di sollecitazione del Parlamento Europeo, dell’Onu, e di tutte le istituzioni dei Paesi democratici del mondo, a mostrare sostegno al popolo iraniano, che sta combattendo per la libertà contro la Repubblica islamica iraniana, responsabile di ignobili e gravi violazioni dei diritti umani e di crimini contro l’umanità.

Giuseppe Rippa, ex-segretario del Partito Radicale e direttore di Quaderni Radicali

Anna Mahjar-Barducci, scrittrice ed esperta di Medio Oriente

Stecco (Lega ): “Dalla Regione 39,6 milioni di euro per le borse di studio universitarie“

“mai come oggi un impegno per i giovani”

“Un lavoro di concertazione senza precedenti – commenta il responsabile per l’Università e la Ricerca della Lega Salvini Piemonte Alessandro Stecco – che ha portato la Giunta a stanziare altri 6 milioni di euro che ci permettono di  coprire tutte le 16mila richieste di borse di studio per l’anno accademico 2022/2023″.

“L’investimento da parte di questa Giunta sul futuro dei giovani – prosegue Alessandro Stecco, medico e professore universitario -, realizzato grazie alle sinergie tra l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano, l’assessore all’Istruzione Elena Chiorino e il presidente di Edisu Alessandro Ciro Sciretti, è unico nella storia del Piemonte pensando che l’ultimo anno del governo regionale a guida Chiamparino aveva su questa voce 26,4 milioni a fronte dei 39,6 di quest’anno a copertura del 100% delle richieste”.

“La pandemia ha fatto aumentare le richieste di borse di studio – conclude il consigliere regionale e responsabile per l’Università e la Ricerca  Stecco – rispondere ai bisogni di tanti giovani piemontesi meritevoli, è ciò che desidera questa amministrazione regionale che ai bonus a pioggia predilige l’investimento concreto, misurabile e premiante di oggi”.

Rifiuti, Ambrogio (Fdi): “Situazione fuori controllo”

 ALTRO CHE LE FAVOLE RACCONTATE ALLE OGR, LO RUSSO PENSI A TOGLIERE I RIFIUTI DALLE STRADE!

CHIESTE COMUNICAZIONI URGENTI.
“Aurora-Valdocco, ma anche Lucento, Vallette, Parella, San Donato, Parco Dora e San Salvario: ormai la situazione rifiuti è fuori controllo. Chiederò comunicazioni urgenti al Sindaco, ma anche di aprire un tavolo tecnico con Amiat per un cambio di marcia nella gestione della raccolta differenziata”.
Così Paola Ambrogio, Senatrice di Fratelli d’Italia e Consigliere Comunale di Torino, che aggiunge: “Altro che le favole raccontate alle Ogr al termine del primo anno di mandato: Lo Russo pensi a togliere i rifiuti dalle strade! Lo avevamo detto e lo ribadiamo: il Sindaco racconta una Torino che non c’è e che, invece, è abbandonata, in molti quartieri, a incuria e degrado”.
“Nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti è arrivato il momento di guardarsi in faccia, riflettere e trovare soluzioni comuni: serve un ragionamento più ampio di opportunità e sostenibilità, di rapporto costi-benefici. Porta a porta ‘spinto’ e, ora, una farraginosa gestione delle eco-isole di prossimità hanno causato un aumento costante e significativo della tassa rifiuti e registrato, di converso, percentuali di crescita della raccolta differenziata spesso ferme al palo. Mancano premialità nei confronti del cittadino, come da direttiva europea di riferimento, corretta gestione e programmazione”

SEN. PAOLA AMBROGIO

Torino Libero Pensiero: “Ecoisole o ecotrappole?”

Le numerose criticità della raccolta rifiuti

 

“L’idea di attuare un sistema di eco isole, attraverso cui il cittadino può facilmente accedere, tramite una tessera elettronica che consenta l’apertura dei bidoni della spazzatura, mi vede d’accordo.

Non è stata una cattiva idea sulla carta, funziona già regolarmente in altre città, ma andava supportata con un adeguato piano di realizzazione e soprattutto di informazione capillare e di educazione civica. La  sua attuazione ha creato problemi di sporcizia e degrado urbano, difficilmente pronosticabili in origine e facilmente visibili dove è partita.

I problemi vengono causati soprattutto dai nuovi bidoni dei rifiuti non recuperabili, per conferire i rifiuti al loro interno, è infatti necessario fare due scatti. Moltissimi non sono stati informati o hanno difficoltà nell’eseguire questa operazione. Qual è il risultato? Vengono abbandonati per strada e corvi e topi festeggiano.

Sarebbe necessario intensificare i passaggi degli operatori ecologici, per porre un argine ad una situazione ormai intollerabile, di discariche a cielo aperto e in più, la quantità di bidoni non è proporzionata alla popolazione del quartiere e l’accumulo di immondizia per strada prosegue.

 

Le criticità non finiscono qua.

 

L’utilizzo dei contenitori è vincolato ad una tessera magnetica, che  non permette dei controlli precisi per capire chi fa realmente la raccolta differenziata, come si fa a sapere chi sia stato ad infrangere le regole? E’ praticamente impossibile.

Vogliamo parlare di chi non possiede la tessera magnetica in quanto non è registrato e quindi impossibilitato ad accedere al servizio? Tra questi ci sono coloro che pagano l’affitto in nero e gli irregolari, che non potendo utilizzare i cassonetti smart, sono obbligati ad abbandonare i rifiuti dove capita.

Bisogna tenere conto degli anziani e dei disabili. Le eco isole sono posizionate a notevole distanza rispetto ad alcune abitazioni, il che crea non pochi problemi ad anziani e disabili e costituiscono una barriera architettonica.

Sono inaccessibili ai disabili motori e visivi, tanto da configurarsi senza alcun dubbio un’oggettiva discriminazione ai danni di quei cittadini, che non possono usufruire di un servizio in condizioni di uguaglianza.

A questo punto cosa fa o ha deciso l’Assessora Foglietta?”

Giuseppe Iannò, Torino Libero Pensiero