È morto a 76 anni nella sua abitazione Angelino Riggio, noto esponente del centrosinistra torinese. È stato due volte sindaco di Nichelino e per dieci anni, dal 2000, consigliere regionale del Pd. E’ lutto nel mondo della politica.
LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo
Il tema della selezione e della qualità della classe dirigente continua ad essere uno dei nodi cruciali, se non decisivi, della crisi della politica nella società contemporanea. Un nodo che è anche, e soprattutto, frutto del profondo cambiamento che è intervenuto dopo la fine della prima repubblica e del primo tempo della seconda repubblica da un lato e l’irruzione del populismo anti politico, qualunquista e demagogico dall’altro. E, di conseguenza, il superamento dei partiti politici democratici, partecipativi e collegiali del passato oltre all’azzeramento delle tradizionali culture politiche che sono state decisive e determinanti ai fini dell’elaborazione politica e progettuale di questi strumenti previsti e garantiti dalla nostra Costituzione.
Ora, al di là di tutte le analisi e delle riflessioni che quasi quotidianamente dedichiamo alla politica e alla profonda trasformazione di questi ultimi anni, sono sostanzialmente due i temi cruciali sul tappeto che se non vengono affrontati e risolti il deficit di preparazione ed autorevolezza delle classi dirigenti non troverà alcuna soluzione.
Innanzitutto il capitolo dei ‘partiti personali’. È del tutto evidente che se non vengono spazzati del tutto i cosiddetti ‘partiti personali’ e i ‘partiti del capo’ è quasi impossibile porre il tema della qualità e dell’autorevolezza delle classi dirigenti. E questo per un motivo persin troppo semplice da spiegare. Ovvero, nei partiti personali non c’è dibattito, non c’è confronto, non c’è sostanzialmente democrazia con il rischio, più che concreto, che il tutto si risolve in quello che Norberto Bobbio definiva già alla fine degli anni ‘80 come “la democrazia dell’applauso”. E cioè, la radicale e totale identificazione tra la base e il capo partito che ha il potere di fare tutto ciò che vuole al di là e al di fuori di qualsiasi statuto o regolamento interno. Come puntualmente avviene nei partiti personali. E, quindi, solo con il ritorno della democrazia all’interno dei partiti si può cercare, seppur lentamente, di invertire progressivamente la rotta e ritornare a selezionare e a promuovere una nuova classe dirigente.
In secondo luogo, e di conseguenza, va radicalmente archiviato il principio e la prassi della “fedeltà”. Perchè se il criterio di fondo per la promozione delle classi dirigenti politiche resta quello di non contraddire mai il “verbo” del capo è di tutta evidenza che i partiti si riducono ad essere moderne e lussuose caserme ma dove ogni spiffero democratico viene sacrificato sull’altare dell’esaltazione e della sacralità del capo. Questo era, e resta, il vero nodo politico da sciogliere che non è soltanto riconducibile ad un fatto metodologico ma affonda le sue radici in una concezione della politica, e della democrazia, profondamente distorta.
Ecco perchè, anche se è perfettamente inutile pensare di riproporre l’esperienza dei vecchi partiti popolari, democratici e di massa della prima repubblica, è altrettanto evidente che se non ritornano almeno i partiti democratici spazzando via, di conseguenza, il disvalore della “fedeltà” al capo di turno, ogni ipotesi di ridare fiato alla partecipazione, valorizzare la democrazia ed esaltare i partiti come strumenti essenziali e decisivi della politica è destinato a svanire nell’arco di poco tempo. Se è vero, com’è vero, che la politica sta lentamente ritornando è altrettanto vero che questi due nodi adesso vanno sciolti. Altrimenti ci troviamo di fronte all’ennesimo bluff, anche dopo il ritorno della destra, della sinistra e, forse, anche del centro.
“Ancora una volta l’Assessore Marrone distorce la realtà ed usa un linguaggio irrispettoso verso le donne, vaneggiando di rivoluzione delle culle e mettendo in correlazione il tema della natalità con il tema dell’aborto, calpestando ancora una volta i sentimenti e le sensazioni che provano le donne che faticosamente scelgono di intraprendere quel percorso” ha dichiarato Silvana Accossato, Capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Consiglio regionale.
“In realtà ieri il Tar ha solo rigettato l’urgenza di bloccare la realizzazione della stanza contro l’aborto ma ha deciso di discutere nel merito il ricorso presentato qualche mese fa da CGIL e associazione Se non ora quando. Stanza che, è bene ricordarlo, non è mai stata operativa” ha continuato Accossato.
“Certo rimane per noi grave che Marrone in 2 anni abbia regalato quasi un milione e mezzo alle associazioni antiabortiste, per progetti di cui aspettiamo ancora di conoscere il merito e la rendicontazione. Con quei fondi si sarebbero potuti rifinanziare i consultori e i centri antiviolenza, dimenticati dal governo Meloni, come LUV ha chiesto più volte con i suoi emendamenti al bilancio” ha concluso la Capogruppo di LUV in Consiglio regionale, Accossato.
Silvana Accossato
Capogruppo Liberi Uguali Verdi
Consiglio regionale del Piemonte
Allergica ai parchi naturali fa saltare il numero legale al Disegno di Legge della sua stessa Giunta sull’istituzione del nuovo Parco naturale dei cinque laghi di Ivrea. Liberi Uguali Verdi chiede a Cirio di staccare la spina a questa inutile sofferenza per i Piemontesi.
Ennesima pantomima in Consiglio Regionale dove a causa dell’assenza dei consiglieri di maggioranza ed in particolare di Forza Italia e Fratelli d’Italia è venuto a mancare per ben tre volte il numero legale (garantito nelle altre occasioni dalla presenza delle minoranze) sul Disegno di Legge che istituisce il Parco naturale dei 5 laghi di Ivrea votato all’unanimità dalla stessa giunta Cirio e approvato in commissione consiliare.
“Siamo allo sfaldamento di questa maggioranza che ancora una volta considera il Consiglio regionale meno che zero e tradisce il mandato avuto dagli elettori 5 anni fa” – dichiara la Presidente di Liberi Uguali Verdi Silvana Accossato.
“Chiediamo a Cirio, che forse non è molto informato su ciò che accade in Consiglio regionale visto che non lo so si vede quasi mai, di porre fine a questa agonia che sta solo provocando danni a tutti quei piemontesi che aspettano risposte ai loro problemi quotidiani: dalla sanità sempre più allo sbando e schizofrenica alle politiche sul lavoro e studio che avrebbero bisogno di ben altro impegno” – conclude l’ex Sindaca di Collegno sottolineando come ormai a guidare questo esecutivo siano “lobby e gruppetti di interessi che, come in questo caso specifico, sono in grado di bloccare uno dei pochi provvedimenti sensati di questa maggioranza in 5 anni di governo, che vede la convinta adesione dei Sindaci coinvolti e il nostro pieno sostegno”.
Silvana Accossato
Capogruppo Liberi Uguali Verdi
Consiglio regionale del Piemonte

“Stanziamento record di 90 milioni per 17.860 studenti, più del doppio di cinque anni fa con la giunta Pd”
“La Regione Piemonte, sostenuta in grande maggioranza dalla Lega, è una delle poche in Italia a garantire la copertura del 100% delle borse di studio, con uno stanziamento record di oltre 90 milioni di euro. Copriamo 17.860 borse di studio, tutti gli aventi diritto, anche attraverso il bilancio di previsione 2024-2026”, precisa Alberto Preioni, capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Piemonte, chiarendo che tutti gli idonei ne beneficeranno e che per coprire questo imponente stanziamento la Regione metterà ulteriori risorse dal prossimo bilancio di previsione.
“Quando la Regione era amministrata dal Partito democratico, le borse di studio erano circa 12mila e furono stanziati soltanto 40 milioni di euro per questo capitolo di spesa – spiega Preioni -. In cinque anni il numero di domande è esploso e sono più che raddoppiate le risorse messe in campo: questa amministrazione ha fatto uno sforzo enorme, perché crediamo nelle potenzialità dell’istruzione libera e di quanto ruota intorno all’accoglienza degli studenti”.
Responsabilità individuali da perseguire
Il Centro Grandi Ustionati del Cto di Torino, fiore all’occhiello della sanità piemontese riconosciuto a livello nazionale, ha un futuro incerto e rischia il declino”. È quanto affermato in aula, in Consiglio regionale nell’ambito dei question time, dalla consigliera di Luv Silvana Accossato che ha interrogato l’assessore alla sanità Luigi Icardi per sapere cosa intenda fare la Regione per garantire la qualità del servizio.
Il question time nasce a seguito della notizia del mancato rinnovo della convenzione a lungo operativa tra la Banca della Cute e l’Università di Torino per i prelievi di tessuto cutaneo e l’interruzione dei pagamenti agli specializzandi già dal mese di marzo 2023. Il personale medico è al momento ridotto a soli 5 membri a seguito di un progressivo ridimensionamento. Ulteriori preoccupazioni sono state sollevate dalla decisione dell’azienda sanitaria di declassare il reparto a struttura semplice, accorpandolo alla chirurgia plastica.
“L’azienda sanitaria – ha risposto Icardi – sta procedendo con il progetto di unificazione delle strutture Chirurgia Plastica e Ricostruttiva e Centro Grandi Ustionati, che ha lo scopo di ottimizzare il funzionamento del Centro, incrementare il ruolo di eccellenza della Chirurgia Plastica e Ricostruttiva e del Centro stesso e garantire la presenza costante degli specialisti afferenti alle due équipe. Inoltre, si procederà gradualmente all’integrazione di personale qualificato con nuovi concorsi. Per quanto riguarda la Banca Cute, è stato avviato un percorso di potenziamento delle attività di prelievo attraverso la sostituzione progressiva di personale medico, in formazione e non, con personale dipendente per rafforzare il carattere istituzionale delle attività svolte e garantirne continuità nel tempo”.
“Icardi ha confermato la scelta di non utilizzare gli specializzandi – ha commentato Accossato – in controtendenza con le recenti normative nazionali. Una scelta che parrebbe, anche a sentire le denunce dell’Ordine Dei Medici, riguardare molti altri settori della sanità piemontese. Siamo ben felici se si pensa di internalizzare servizi e personale ma se c’è un servizio che aveva bisogno di figure diverse e di non disperdere personale interno per lasciarlo nei reparti è proprio questo. Questo in una regione dove, purtroppo, si è arrivati ad esternalizzare servizi fondamentali come i Pronto Soccorso e molto di più con l’uso sproporzionato di gettonisti”.
Durante i question time è stata data risposta anche alle interrogazioni di Diego Sarno (Pd) su ASL TO5 chiude il centro di salute mentale di Nichelino per la mancanza di psichiatri. In crisi altri centri e servizi ospedalieri collegati; di Alberto Avetta (Pd) su Dialisi a Caluso; di Francesca Frediani (M4O-Unione Popolare) su Aggiornamenti sull’aggiudicazione per l’esecuzione lavori dello svincolo di Chiomonte; di Mauro Salizzoni (Pd) su Sono state inviate le lettere ai concorrenti per il Parco della Salute di Torino?; di Sean Sacco(M5S) su Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico. Per quale motivo tutte le opere hanno lo stesso ordine di priorità?; di Sarah Disabato (M5S) su Quali interventi per evitare la messa a repentaglio di animali innocenti?