POLITICA- Pagina 2

A Rivoli un confronto su giovani e famiglie

 

Il disagio giovanile è in crescita a livello nazionale, mentre le famiglie si trovano sempre più spesso ad affrontare difficoltà in solitudine.

Per questo, attraverso due questionari, il Tavolo dei Diritti – Circolo di Rivoli ha promosso il progetto “Ascoltare i giovani, sostenere le famiglie”, con l’obiettivo di raccogliere bisogni, criticità e proposte direttamente dal territorio.

Dal lavoro svolto emergono due priorità fondamentali: da un lato, la necessità di un ascolto autentico e continuo dei giovani; dall’altro, il rafforzamento del sostegno alle famiglie. Tra le proposte avanzate figurano il potenziamento dei servizi psicologici, la creazione di spazi di aggregazione gratuiti, il supporto alla genitorialità, l’introduzione dell’educazione affettiva nelle scuole e una maggiore collaborazione tra servizi, istituzioni scolastiche e realtà territoriali.

«Investire nei giovani e nelle famiglie è una responsabilità politica», si legge nel documento.

I risultati dell’indagine saranno al centro di un incontro pubblico aperto alla cittadinanza, con l’obiettivo di avviare un confronto costruttivo e individuare risposte concrete per la comunità.

L’appuntamento è per sabato 18 aprile alle ore 9.30 presso il Centro d’Incontro Don Puglisi di Rivoli.

Interverranno Irene Manzi, parlamentare e responsabile scuola della segreteria nazionale del Partito Democratico, Elena Ferrara, già senatrice e promotrice della legge 71/2017, l’incontro sarà moderato dalla giornalista Gabriella Serravalle.

 

L’arcivescovo Repole su Trump: “Inimmaginabili offese a papa Leone, linguaggio intimidatorio”

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Il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa è intervenuto sulle dichiarazioni di Trump contro Papa Leone XIV, esprimendo “dolore ed amarezza”.

In un comunicato stampa, il cardinale  ha fatto riferimento agli attacchi del Presidente USA Donald Trump contro Papa Leone XIV e ha detto: “Sono certo di interpretare il sentimento dei fedeli delle Chiese di Torino e di Susa esprimendo dolore e amarezza, ma anche sostegno e affetto a Leone XIV dopo le inimmaginabili offese pronunciate dal presidente americano Donald Trump nei confronti del Papa, colpito con arroganza e volgarità senza precedenti per aver denunciato l’ingiustizia e la violenza delle guerre che stanno devastando il mondo. Inquietante il linguaggio intimidatorio, culminato con l’avvertimento che “il Papa dovrebbe darsi una regolata”. “Gli attacchi al Vescovo di Roma, ripresi anche dopo la scomparsa di Papa Francesco, mostrano con chiarezza che il bersaglio non sono i Papi, ma il Vangelo della pace e della giustizia”.

Nuovi OGM, ordine del giorno di AVS

Martedì approda alla discussione in Consiglio Regionale l’atto di indirizzo di AVS, depositato ormai a maggior 2025, relativo ai cosiddetti nuovi OGM, che accoglie le preoccupazioni e le richieste di tanti piccoli agricoltori e produttori di sementi piemontesi.

Le nuove tecniche genomiche (NGT, in italiano TEA – Tecniche di Evoluzione Assistita) sono oggetto di una proposta di deregolamentazione che verrà a breve discussa dal Parlamento e e che e che l’immissione sul mercato dell’UE di alimenti e mangimi contenenti, consistenti o prodotti a partire da tali piante, nonché di prodotti da queste derivati e diversi da alimenti e mangimi. Come i vecchi OGM, anche le colture e le piante selvatiche prodotte con queste nuove tecniche saranno per lo più coperte da brevetti.

Come evidenzia ARI (Associazione Rurale Italiana) i punti più controversi e pericolosi della proposta sono l’eliminazione dell’obbligo di etichettatura e tracciabilità e il tema dei brevetti, che favorirebbe ancora le grandi multinazionali del settore.

Se quindi per i consumatori la proposta della Commissione UE si traduce in un aumento dei prezzi, nell’impossibilità di sapere se gli alimenti che acquistano contengono nuovi ogm e anche in una perdita di fiducia nei marchi “bio” e a “km 0” a causa delle possibili contaminazioni, i danni per gli agricoltori sarebbero ancora più impattanti. Aumento del costo delle sementi, obbligo di acquistare prodotti fitosanitari specifici, il rischio di accuse di violazione di brevetto, la perdita di certificazione DOP e IGP, perdita irreversibile delle varietà tradizionali; e ancora il rischio concreto della riduzione del numero di aziende sementiere, con probabile chiusura di quelle piccole e di quelle medie: anche volendo fare concorrenza e sperimentare i nuovi ogm, le piccole e medie aziende non sarebbero in grado di sostenere i costi della ricerca e verrebbero schiacciate da una manciata di grandissimi produttori.

Oltre 200 organizzazioni europee del settore – tra cui Slow Food – agricoltori, i piccoli e medi breeders italiani ed europei, hanno pubblicato la Dichiarazione congiunta sulla deregolamentazione dei Nuovi OGM organismi geneticamente modificati – “Proteggere le piccole e medie aziende sementiere, gli agricoltori e dei settori bio e OGM free nell’Unione Europea” con la quale chiedono alle istituzioni europee che tutti i nuovi OGM siano sottoposti a una valutazione dei rischi e a metodi di monitoraggio, identificazione e rilevamento, nonché a tracciabilità ed etichettatura lungo la filiera in base alla normativa vigente.

Il Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare ha sinora dato parere favorevole a questa proposta, ignorando la voce dei piccoli agricoltori e la tutela dell’affidamento dei consumatori e la Regione Piemonte finora non ha fatto nulla sul tema.

Eppure la “DOP economy” in Piemonte genera un valore di circa 1,64 miliardi di euro (dati 2023), confermandosi come la quarta regione italiana per valore delle produzioni a denominazione di origine, con il comparto vitivinicolo che supera da solo 1,3 miliardi di euro e un impatto complessivo pari al 19% del settore agroalimentare regionale. Il sistema agroalimentare piemontese è strutturalmente fondato su produzioni di qualità differenziata (DOP, DOC, biologico, varietà locali) particolarmente vulnerabili alle conseguenze di un regime NGT con brevetti forti e misure di coesistenza assenti.

Per questo chiediamo con il nostro ordine del giorno che la Regione faccia proprie le richieste di precauzione nell’utilizzo e tracciabilità dei nuovi OGM e che si valutino strumenti per creare zone libere da OGM e NGT e di monitoraggio

Alice Ravinale

AVS CONSIGLIO REGIONALE

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: Oltre un milione di voti musulmani – Marco Pannella Ministro degli Esteri? – Lettere

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Oltre un milione di voti musulmani
Stando una ad una affermazione di autorevoli esponenti della Comunità islamica italiana, circa un milione duecentomila islamici residenti nel nostro Paese hanno votato nel referendum sulla Giustizia. C’è da rallegrarsi per la partecipazione alla vita politica del paese di cui sono diventati cittadini, in forte  controtendenza con l’assenteismo dal voto di troppi nostri altri  concittadini. Molti islamici hanno scoperto la democrazia in Italia perché nei loro paesi di origine essa non c’è o è molto fragile ed apparente.
La democrazia, insegnava Calamandrei, è partecipazione e gli islamici italiani hanno appreso la sua lezione. In futuro bisognerà considerare che la minoranza islamica residente in Italia può contare su un numero considerevole di voti che può fare la differenza. E’certo che chi è stato dalla parte della Palestina contro Israele potrà contare su un consenso che appare scontato.
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Marco Pannella Ministro degli Esteri?
Oggi aprirò alla Fondazione de Fonseca di Torino  la prima  manifestazione italiana  per  il decennale della morte di Marco  Pannella. Suscita in me una forte emozione riandare al giorno in cui ,appresa della sua morte, feci fermare il taxi a Roma per lasciare un fiore in via della Panetteria dove abitava Pannella. Ricorderò soprattutto il liberale Pannella che ci porta a riandare al primo Pannella pannunziano eretico  e all’ultimo Pannella che aveva ripreso i temi della giovinezza liberale,  rivivendoli nella vecchiaia. Una delle ragioni di un Pannella sempre giovane è proprio questo riandare alle origini, persino a Benedetto Croce.
Marco Pannella con Pier Franco Quaglieni

 

Come era lontano l’ultimo Pannella da Emma Bonino  sempre più ministeriale e contigua al Pd. Ho conosciuto Sergio  Rovasio, stretto e fedelissimo collaboratore di Pannella, e tra di noi è nata un’amicizia nutrita di stima reciproca. Non anticipo cosa dirò oggi al convegno su Pannella. Eviterò di parlare di me  commemorandolo, come di spesso accade a chi accetta certi ruoli. Cercherò di fare una riflessione sull’assenza di Pannella in questi dieci anni, un’assenza che certifica anche  la progressiva pochezza dei politici di oggi. In un frangente terribile come quello che viviamo, cosa potrebbe fare  oggi Pannella ministro degli Esteri? E’ un interrogativo che credo abbia i suoi fondamenti perché Marco ha saputo intrattenere relazioni internazionali che sono andate molto oltre al fatto di essere stato un parlamentare europeo fuori ordinanza.
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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com
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Patty Pravo
Domenica andrò al Colosseo a rivedere Patty Pravo un idolo della mia giovinezza. Ricordo un suo articolo di alcuni anni fa sul “Torinese “che mi sono riletto. Patty ha 78 anni. Temo di restare deluso.   Gino Ravera
Io non andrei al Colosseo perché mi sembra un revival inutile, anzi dannoso. Patty Pravo non c’è più da molti anni, anche se dicono non abbia abbandonato la vita un po’ sregolata di sempre. Conviene tenerci il ricordo della Patty conosciuta al Piper di via XX settembre. Andare a sentirla sarà triste anche per i suoi fans invecchiati e magari pieni di acciacchi. Al massimo mettiamo un disco, chiudiamo gli occhi e sognamo di tornare giovani.
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Fratelli d’Italia
Pensavo il partito “Fratelli d’Italia” anche in Piemonte un partito unito, invece ci sono forti personalismi e conflitti di potere. Una delusione,  anche se già nel MSI dopo la morte di Tullio Abelli ci furono divisioni abbastanza forti. Io sono un elettore di destra da sempre e soffro per queste lotte intestine che indeboliscono il partito.      Virgilio Facci
Non seguo le vicende interne  dei partiti a livello locale e non so dirle. Potrei riprendere i pettegolezz , ma  non lo ritengo degno di questa rubrica. Certo la vicenda dell’ex sottosegretario alla Giustizia è demoralizzante, a voler essere gentili. Rientra nella mancata selezione della classe politica e della velocissima crescita di Fratelli d’Italia che non ha consentito adeguate selezioni. Ma questo riguarda tutti i partiti che stentano ad esprimere una classe dirigente all’altezza perché prevalgono i nominati.Un’eredita’ nefasta della legge elettorale voluta da Calderoli.
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Umberto di Savoia sepolto a Racconigi?
Un venerando  sacerdote di  Racconigi intervistato da “La stampa” in modo irrispettoso per la memoria dell’ultimo Re d’ Italia, propone che Umberto II venga sepolto a Racconigi dove nacque nel 1904. Alcuni politici si dicono d’accordo, vedendo anche un risvolto turistico per Racconigi. Uno scoop davvero  fuori posto. Il Re Umberto merita il Pantheon. Non è vero che desiderava essere sepolto a Racconigi. La parola deve passare al capo della Casa di Savoia il Duca Aimone d’Aosta       Vittorio Rovati
Re Umberto II

 

Conosco quel sacerdote, il canonico Troya,  andai come storico  a ricordare il Re Umberto nel 2023,  su invito del “Regina Elena”, nella cappella reale a Racconigi dove il Principe di Piemonte venne battezzato. Il rettore della Cappella è persona degna di fede. L’intervista non è onesta nei suoi confronti. Credo anch’io che a dare una risposta eventuale debba essere il Capo di Casa Savoia, ammesso che la notizia della “Stampa” meriti attenzione. Io ho qualche dubbio in proposito. Concordo con il lettore.

La centralità della politica estera

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Nella contesa politica italiana ritorna un asset decisivo. Un asset che ha caratterizzato l’intera
prima repubblica. Parlo, come ovvio, della centralità della politica estera. Una centralità, va pur
detto, che aveva dei protagonisti indiscussi e riconosciuti a livello nazionale ed internazionale:
ovvero, la classe dirigente della Democrazia Cristiana fatta di leader politici ma, soprattutto, di
statisti e di qualificati uomini di governo. Da De Gasperi a Moro ad Andreotti, da Fanfani a Emilio
Colombo, da De Mita a Donat-Cattin, solo per citarne alcuni. Perchè la coerenza e la lungimiranza
sul versante della politica estera era la cartina di tornasole non solo per la chiarezza nello
scacchiere europeo ed internazionale ma era anche, e soprattutto, la bussola che orientava le
dinamiche e le scelte concrete nella politica interna.
Ora, e pur senza tracciare alcun confronto che sarebbe del tutto improprio e allo stesso tempo
impraticabile, non possiamo non avanzare una riflessione di fondo. E cioè, nell’attuale fase
politica italiana i due schieramenti maggioritari hanno una comune visione ed un comune progetto
proprio sul campo della politica estera? Dalla coerenza sulla politica estera traggono le indicazioni
concrete per costruire un progetto di governo coerente e riconosciuto a livello europeo ed
internazionale? Questo è il vero tallone d’achille per l’attuale centro destra e, soprattutto, per la
coalizione di sinistra e progressista. Diventa francamente imbarazzante pensare alla credibilità e
alla fragilità di una coalizione che contiene al suo interno due posizioni antitetiche – penso alla
Lega e al resto dei partiti di centro destra – o, addirittura, con ben cinque posizioni diverse se non
alternative ed opposte. Come, di consueto, capita a sinistra ogniqualvolta si devono votare ordini
del giorno o risoluzioni sui temi più spinosi che riguardano la politica estera. Dall’Ucraina
all’Europa ai vari e drammatici conflitti nello scacchiere internazionale. Perchè non soltanto una
coalizione non sarebbe credibile e nè affidabile ma, quel che è peggio, non sarebbe in grado di
assumere nessuna decisione altrettanto credibile ed affidabile ai fini della considerazione del
nostro paese. A livello europeo come, e soprattutto, sul versante internazionale.
Ecco perchè, al di là delle primarie, dei regolamenti di conti sempre più spietati all’interno delle
rispettive coalizioni e dei sistemi elettorali – anche se sono sempre importanti e decisivi ai fini della
vittoria finale – la vera priorità politica e programmatica, soprattutto nell’attuale fase storica che
viviamo, è quella di concentrare l’attenzione sulla politica estera. Da qui arriva anche l’invito a
riscoprire l’esperienza, e forse anche la saggezza, di un passato che non può essere
qualunquisticamente e banalmente archiviato. Quel passato che era sì fatto di leader e statisti ma
anche da partiti che non si limitavano a cavalcare gli istinti più triviali della pubblica opinione ma
sapevano, al contrario, governare i processi politici. A cominciare, appunto, dalla chiarezza,
dall’affidabilità e dalla trasparenza sul versante della politico estera.

Daniela Cameroni entra in Giunta regionale

Nella giornata di oggi il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha designato Daniela Cameroni, assessore della giunta regionale assegnandole le deleghe a Istruzione, merito e diritto allo studio universitario, Formazione professionale e Rapporti con le società a partecipazione regionale.
Daniela Cameroni, novarese, classe 1977, imprenditrice, dal 2024 è consigliera regionale nel gruppo di Fratelli d’Italia.
Al vicepresidente Maurizio Marrone, vengono affidate le deleghe al Lavoro e welfare aziendale che si uniscono a quelle alle Politiche sociali e dell’integrazione socio-sanitaria, Emigrazione e cooperazione decentrata e internazionale, Usura e beni confiscati, Politiche della casa, delle famiglie e dei bambini.
«Auguro un buon lavoro al nuovo assessore che già nel suo impegno in Consiglio regionale, alla vice presidenza della V Commissione, ha saputo dimostrare equilibrio, impegno e competenza che saranno molto utili nell’esercizio dell’attività da assessore. Si occuperà di deleghe importanti portando avanti i tanti progetti avviati in questi anni. Maurizio Marrone riceve la delega al Lavoro che abbiamo voluto tenere associata alla vicepresidenza a conferma di quanto per noi questo sia uno temi strategici e prioritari dell’azione di governo – dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio che, condividendo le riflessioni pervenute in questi giorni anche dal mondo del lavoro, rende noto che la direzione regionale che si occupa di Formazione e Lavoro resterà unita per consentire massima sinergia operativa e amministrativa alle due deleghe.
Nelle prossime ore il presidente sottoscriverà gli atti amministrativi di nomina.

Torino ricorda Marco Pannella

All’associazione Camis de Fonseca

A TORINO IL RICORDO DI MARCO PANNELLA NEL DECENNALE DELLA SUA SCOMPARSA, EVENTO PROMOSSO DALL’ASSOCIAZIONE MARCO PANNELLA E DAL CENTRO PANNUNZIO.

 

MARCO PANNELLA: 10 ANNI DI COMPRESENZA DEL NOSTRO AGIRE POLITICO.

Giustizia Giusta, Carcere, Partito Radicale nonviolento, transnazionale e transpartito, Nonviolenza, Antiproibizionismo, Democrazia, Libertà, Legalità, Stati Uniti d’Europa, Tibet, Riforme istituzionali, Liberalismo, Libertarismo, Communities of Democracy, Diritti Civili, Diritti Umani, Uguaglianza.

Torino, domenica 12 aprile 2026
Associazione Camis de Fonseca Via Pietro Micca, 15 – Torino

ore 9,50-14,30

IN APERTURA SALUTI ISTITUZIONALI DEL SINDACO DI TORINO STEFANO LO RUSSO E DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE PIEMONTE ALBERTO CIRIO

PRESENTAZIONE DELL’EVENTO:

Sergio Rovasio, Coordinatore Associazione Marco Pannella di Torino, già assistente di Marco Pannella
 
INTERVENTI INTRODUTTIVI:
– Prof. Pier Franco Quaglieni, Presidente del Centro Mario Pannunzio,
– D,sa Mirella Parachini, medico, storica attivista dei diritti civili
– Valter Vecellio, giornalista, Direttore di Proposta Radicale
Tra gli interventi e i saluti: Francesco Rutelli, Giuliano Ferrara, Francesco Merlo, Maurizio Molinari, Mariano Giustino, David Parenzo, Luca Telese, Edoardo Camurri e molti altri; 
tutti i nomi nella locandina: