POLITICA
Leggi l’articolo su L’identità:
Via libera alla Manovra 2026: le reazioni delle categorie produttive
POLITICA
Leggi l’articolo su L’identità:
Via libera alla Manovra 2026: le reazioni delle categorie produttive
Leggi l’articolo su L’identità:
Un anno che passerà alla storia, dal ritorno di Trump a Leone XIV
Secondo uno studio della CGIA di Mestre il Piemonte dal 2019 al 2025 e’ in 12a posizione per crescita economica sulle 20 regioni italiane, ma le previsioni dicono che la crescita economica prevista nel 2026 dovremmo essere al 3* posto. Vediamo la luce in fondo al tunnel ? Non facciamo l’errore che fece il Governo Monti nel 2012 che prese lucciole ler lanterne anche sé quella previsione servi’ alla lista Monti, poi svanita pochi mesi che era entrata in Parlamento. Oggi ci dicono che i nostri brevetti, frutto della industria, sino calati quasi della metà. Con l’ottimismo dei titoli o delle interviste sui giornali purtroppo non si creano posti di lavoro e per molti tra cui molti giovani la precarietà è ancora un destino come ci ha ricordato il Cardinale Repole. Non a caso i primi dati sui saldi ci dicono che in periferia vanno molto meno bene del centro.Mino GIACHINO
Responsabile cittadino UDC
POLITICA
Beppe Grillo trasforma l’uscita di scena in un atto di autocommiserazione teatrale .
Leggi l’articolo su L’identità:
L’attacco, sia pure minacciato più volte, al Venezuela da parte di Trump non è accettabile agli occhi di un democratico liberale. Maduro è un dittatore che vive di narcottaffico. E’ un politico indifendibile e pericoloso. Ma il modo in cui l’attacco e’ stato realizzato non ha precedenti ed appare un qualcosa di estraneo alla storia degli USA, più putiniano che americano. Certamente in Venezuela vivono molti italiani emigrati e quindi la prudenza è d’obbligo per il governo italiano. Il diritto internazionale è stato violato da Trump, ma Maduro non è certo un esempio democratico, ma è un dittatore sanguinario. I modi usati sono censurabili, ma la rimozione di Maduro è una buona notizia. Il manicheismo non consente mai un giudizio equilibrato. L’esempio del Venezuela dimostra un clima internazionale tossico. Che Putin condanni Trump suscita gelida e drammatica ilarità. L’aggressore dell’Ucraina non può parlare con un minimo di credibilità. Resta il vecchio problema dell’impossibilità di esportare la democrazia. Già Guicciardini aveva colto che i sistemi politici non possono essere trasferiti da un paese all’altro. Solo le dittature possono essere imposte con la forza perché la violenza delle armi può imporre con il terrore un regime autoritario. L’intervento “chirurgico” di Trump ha deposto Maduro, ma il passaggio alla democrazia è un’ altra cosa.
LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo
Il Centro non è una categoria astratta, virtuale o puramente geometrica. Il Centro nel nostro
paese, e storicamente, è stato non solo un progetto politico ma, si può dire senza enfasi, anche e
soprattutto una una visione della società. Certo, il Centro come progetto politico e cultura di
governo è coinciso con la cinquantennale esperienza della Democrazia Cristiana e, con la Dc, i
suoi alleati di governo. Una stagione che non contemplava, come ovvio e scontato, alcuna deriva
massimalista, populista, estremista e men che meno di stampo radicale. Insomma, la cultura
politica di Centro era, è e resta semplicemente alternativo rispetto a chi predica e pratica la
radicalizzazione del conflitto politico o la polarizzazione ideologica. Due derive che, di fatto, sono
incompatibili con qualsiasi cultura di governo e con quella cultura politica di centro che hanno
segnato e caratterizzato le migliori stagioni politiche del nostro paese.
Ora, non possiamo non evidenziare due aspetti della politica contemporanea che sono persin
oggettivi, al di là di chi vive all’insegna delle pregiudiziali politiche, ideologiche e soprattutto
personali. Da un lato il tentativo, neanche tanto nascosto, di Giorgia Meloni di spostarsi al centro
e, soprattutto, di costruire un progetto politico e di governo che abbandona la tradizionale
concezione massimalista e di opposizione. Una posizione che ha fatto del centro destra a trazione
Meloni una coalizione molto più attenta e sensibile a quella che i democristiani chiamavano
semplicemente ”politica di centro”. Al netto della Lega, che resta un partito populista e
demagogico, il resto della coalizione di governo individua nell’orizzonte centrista un approdo del
tutto naturale e persin fisiologico.
Molto diversa, al riguardo, la posizione e la strategia dell’attuale ’campo largo’. Qui ci troviamo in
un contesto dove il massimalismo, il radicalismo, l’estremismo e il populismo rappresentano il
cemento ideologico unificante della intera alleanza di sinistra e progressista. Detto con parole
semplici, da quelle parti il Centro, la politica di centro o il progetto politico di centro sono
semplicemente esterni, estranei se non addirittura alternativi rispetto a chi realmente detta
l’agenda politica e programmatica della coalizione stessa. E, non a caso, lo stratega del ‘campo
largo’, cioè l’ex comunista Goffredo Bettini, ha già individuato quasi stautariamente per il Centro
solo una “tenda”. E chi è costretto a rifugiarsi in una tenda o in un accampamento non può
certamente condizionare o segnare il progetto politico di una intera alleanza. Svolge, appunto, un
ruolo marginale, periferico e del tutto ornamentale.
Ecco perchè il Centro è alternativo a tutto ciò che è riconducibile al radicalismo, al massimalismo
e all’estremismo. Non è certamente attraverso il riconoscimento di un grigio “diritto di tribuna”
che si riaffermano le ragioni di un Centro politico in una alleanza elettorale o di governo.
RECEPITA DAL GOVERNO LA PROPOSTA DEL PIEMONTE
“E’ frutto di un lavoro condiviso e lungimirante”
Con l’approvazione da parte del Parlamento della modifica all’articolo 338 del Testo Unico delle leggi sanitarie, viene finalmente recepita a livello nazionale una proposta normativa nata in Piemonte e approvata dal Consiglio regionale, che introduce una maggiore flessibilità nella disciplina delle distanze cimiteriali.
Si tratta di un risultato concreto e molto atteso da numerosi Comuni, in particolare quelli di piccole dimensioni e delle aree montane, che per anni hanno dovuto fare i conti con un vincolo rigido e ormai superato, spesso causa di blocchi urbanistici e difficoltà nella pianificazione del territorio.
«Questa modifica rappresenta una risposta pragmatica a un’esigenza reale dei territori – dichiara Sergio Bartoli, Consigliere regionale del Piemonte e Presidente della V Commissione Ambiente – ed è il frutto di un lavoro istituzionale serio, portato avanti in Consiglio regionale e condiviso con la Giunta, che ha saputo interpretare e tradurre le richieste dei sindaci in una proposta normativa concreta».
Bartoli sottolinea in particolare il ruolo dell’Assessore regionale all’Urbanistica Marco Gallo, ringraziandolo per la visione e la capacità di ascolto dimostrate lungo tutto il percorso:
«Voglio ringraziare l’Assessore Gallo per la lungimiranza con cui ha affrontato una questione sentita da tempo dagli amministratori locali. Il lavoro condiviso tra Consiglio e Giunta ha permesso di costruire una proposta equilibrata, capace di arrivare fino al Governo e di essere recepita nella Legge di Bilancio».
La modifica consente ora, a determinate condizioni e nel rispetto delle valutazioni sanitarie, di intervenire all’interno delle fasce di rispetto cimiteriali, restituendo ai Comuni margini di autonomia e strumenti più adeguati alle attuali condizioni igienico-sanitarie e alle moderne pratiche di sepoltura.
«È un segnale importante – conclude Bartoli – che conferma come il Piemonte sappia essere propositivo e credibile a livello nazionale. Un risultato che rafforza il ruolo delle istituzioni regionali come cerniera tra territori e Stato e che dimostra l’efficacia del lavoro svolto all’interno della Lista Civica Cirio Presidente, sempre attenta alle esigenze concrete delle comunità locali».
“Con il milleproroghe il Governo ascolta la richiesta dei comuni della provincia di Torino e interviene sui ritardi di Città Metropolitana dando un ulteriore anno di tempo per le adempienze necessarie del decreto ponti. Più tempo quindi per un serio intervento a favore di Castiglione, Preti e Carignano, tempo prezioso che non può essere sprecato. Nelle scorse settimane avevamo ascoltato l’appello delle amministrazioni facendoci portatori con il sottosegretario Iannone della loro istanza. Ancora una volta Fratelli d’Italia risponde alle esigenze dei territori, togliendo a Città Metropolitana ogni alibi e smontando ogni polemica intentata” lo dichiara il vicecapogruppo di Fdi alla Camera Augusta Montaruli.