“Sto seguendo con attenzione l’evolversi della situazione in Venezuela.
Ci troviamo di fronte all’arresto di un dittatore che gli Usa, un tempo definiti la più grande democrazia al mondo, stanno ora commettendo l’errore di trasformare in un simbolo della libertà del suo popolo.
*Alle notizie che giungono da Oltreoceano si susseguono brevi sprazzi di speranza, misti a preoccupazione, per la sorte del nostro cooperante in Venezuela, Alberto Trentini, detenuto in un carcere di massima sicurezza senza una prova o un’ accusa circostanziata che ne spieghi la prigionia.
Oggi si parla ancora solo di Venezuela, del petrolio e del processo a Maduro ma dal Governo sugli sviluppi in merito al caso Trentini c’è ancora troppo silenzio. Il Consiglio regionale del Piemonte si era espresso con un Ordine del giorno a mia prima firma affinché venisse fatto tutto il possibile perché Trentini venisse riportato a casa. Oggi ancora di più quell’impegno deve essere perseguito in ogni sede, da tutti noi”.
Secondo uno studio della CGIA di Mestre il Piemonte dal 2019 al 2025 e’ in 12a posizione per crescita economica sulle 20 regioni italiane, ma le previsioni dicono che la crescita economica prevista nel 2026 dovremmo essere al 3* posto. Vediamo la luce in fondo al tunnel ? Non facciamo l’errore che fece il Governo Monti nel 2012 che prese lucciole ler lanterne anche sé quella previsione servi’ alla lista Monti, poi svanita pochi mesi che era entrata in Parlamento. Oggi ci dicono che i nostri brevetti, frutto della industria, sino calati quasi della metà. Con l’ottimismo dei titoli o delle interviste sui giornali purtroppo non si creano posti di lavoro e per molti tra cui molti giovani la precarietà è ancora un destino come ci ha ricordato il Cardinale Repole. Non a caso i primi dati sui saldi ci dicono che in periferia vanno molto meno bene del centro.
L’attacco, sia pure minacciato più volte, al Venezuela da parte di Trump non è accettabile agli occhi di un democratico liberale. Maduro è un dittatore che vive di narcottaffico. E’ un politico indifendibile e pericoloso. Ma il modo in cui l’attacco e’ stato realizzato non ha precedenti ed appare un qualcosa di estraneo alla storia degli USA, più putiniano che americano. Certamente in Venezuela vivono molti italiani emigrati e quindi la prudenza è d’obbligo per il governo italiano. Il diritto internazionale è stato violato da Trump, ma Maduro non è certo un esempio democratico, ma è un dittatore sanguinario. I modi usati sono censurabili, ma la rimozione di Maduro è una buona notizia. Il manicheismo non consente mai un giudizio equilibrato. L’esempio del Venezuela dimostra un clima internazionale tossico. Che Putin condanni Trump suscita gelida e drammatica ilarità. L’aggressore dell’Ucraina non può parlare con un minimo di credibilità. Resta il vecchio problema dell’impossibilità di esportare la democrazia. Già Guicciardini aveva colto che i sistemi politici non possono essere trasferiti da un paese all’altro. Solo le dittature possono essere imposte con la forza perché la violenza delle armi può imporre con il terrore un regime autoritario. L’intervento “chirurgico” di Trump ha deposto Maduro, ma il passaggio alla democrazia è un’ altra cosa.
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