POLITICA- Pagina 2

Violenza sessuale 13enne: Futuro Nazionale, flash mob davanti al tribunale

Una cinquantina di militanti di Futuro Nazionale sono scesi in piazza con un flash mob davanti al Tribunale di Torino per protestare contro la scarcerazione dell’uomo bengalese accusato di aver violentato una ragazzina di appena 13 anni.

A rendere la vicenda ancora più grave, secondo quanto emerso, vi sarebbe stato un ulteriore abuso, avvenuto a meno di un’ora di distanza, ai danni di un’altra donna adulta, ripresa dalle telecamere di sorveglianza.

Sull’accaduto è intervenuto Enrico Forzese, vicario regionale e coordinatore provinciale di Torino di Futuro Nazionale: “Sbaglia chi parla solo di ‘chiudere il pedomarket’ e chi si lamenta di qualche regolamentino qua e là: il problema è generazionale ed è relativo ad alcune culture che non sono assimilabili e che non vogliono assimilarsi. Torino non sarà mai la Casablanca d’Italia. Per gli stupratori e i pedofili che vedono le nostre bambine come potenziali prede, l’unica soluzione è la remigrazione. Dove sono le femministe che gridavano sempre? Dov’è Non Una Di Meno quando la vittima è una bambina italiana?”

Sulla stessa linea anche On. Emanuele Pozzolo, coordinatore regionale di Futuro Nazionale, che ha ribadito la necessità di mettere al centro la sicurezza delle vittime e di affrontare con maggiore fermezza ogni forma di violenza: “Vogliamo che le nostre donne siano libere di uscire, di vivere la propria vita, di tornare a casa senza paura e senza dover temere di subire una violenza. Questa dovrebbe essere la normalità, non un privilegio. Quando una donna o una bambina diventa vittima di una violenza, lo Stato deve garantire risposte ferme e concrete. E per chi commette reati così gravi, soprattutto contro le donne e i minori, e per tutti coloro che rifiutano la nostra cultura, ribadiamo che la remigrazione deve essere l’unica risposta. La sicurezza dei nostri cittadini viene prima di qualsiasi alibi o giustificazione che i giudici possano voler improvvisare.”

cs Futuro Nazionale

Aggressione sessuale a 13enne. La Caramella Buona: “Decisione inaccettabile”

“Messaggio devastante per le vittime di violenza. Manifesteremo davanti al Tribunale di Torino”
Torino, 1 settembre 2026 – La Caramella Buona, associazione nazionale anti-pedofilia, manifesterà davanti al Tribunale di Torino dopo la notizia della scarcerazione del 42enne rilasciato dopo aver confessato l’aggressione sessuale ai danni di una bambina di 13 anni:
Una decisione del genere non solo è inaccettabile ma rappresenta un messaggio devastante per tutte le vittime di violenza  – commenta Roberto Mirabile, presidente dell’associazione La Caramella Buona – Per questo motivo in settimana, come accaduto dopo la scarcerazione di un pedofilo reo confesso a Reggio-Emilia nel 2017, manifesteremo davanti al Tribunale di Torino tutto il nostro sdegno. Come riportato dall’Ansa l’arresto, “secondo il Giudice”, sarebbe stato un “trauma” che avrà un “effetto deterrente” per il futuro: noi non ci crediamo, in 30 anni di impegno a tutela dei bambini abbiamo visto quanto la reiterazione del reato, in un numero elevatissimo di casi, rappresenti una costante dei sex offender, una costante che deve essere tenuta in serissima considerazione. Non possiamo far passare il messaggio che basti dirsi pentiti e collaborare per tornare alla propria vita, nello stesso luogo in cui si è commesso un abuso, svolgendo un’attività a contatto col pubblico e con altre potenziali vittime. Non dobbiamo dimenticare che quando vissuto da questa bambina resterà, indelebile. Un trauma che influenzerà la sua vita, una vita che non sarà più quella di prima a causa di un crimine orrendo che nessuna condanna potrà cancellare”.
 
La Caramella  Buona sarà a disposizione di tutti i cittadini che vorranno collaborare all’organizzazione della manifestazione e partecipare. Per maggiori informazioni contattare il numero verde 800.311.960 e la mail segreteria@caramellabuona.org.

Tav, i dati veri sugli scambi commerciali mondiali

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La disinformazione o disinformatia è un arma di battaglia politica che arriva dall’epoca staliniana e che è stata e viene usata molto da noi. Per supportare la battaglia NOTAV sono state diffuse  nel tempo presunte verità che si dimostrano in grandi falsità per convincere la gente che non legge, giovani studenti etc. I risultati si vedono. E’ incredibile che solo in Valsusa i sedicenti ambientalisti siano contro il treno. E’ incredibile che i giovani di Friday for Future ispirati da Greta alla battaglia ambientalista , che ho incontrato già otto anni fa , non solo non prendano posizione a favore del trasporto su rotaia ma anzi si schierano con i NoTav.
Qui vorrei concentrarmi sul grande falso sui traffici che sarebbero in calo perché alcune produzioni piemontesi e francesi sono in calo….etc.etc.
A livello globale nel 2024 i container trasportati nel mondo sono stati 6 milioni in più.
Il commercio mondiale cresce in media del 3% all’anno.
Il 30-35% del PIL italiano dipende dagli scambi internazionali .
Premetto che la TAV, Torino-Lione e’ l’anello del Corridoio Mediterraneo ex Corridoio 5 che collegherà il porto di Algesiras al fondo della Spagna col Portogallo, con la Francia , l’Italia e i Paesi ex comunisti sino a Kiev.
Il Corridoio Mediterraneo collegherà Paesi che insieme producono 1/5 del PIL europeo.
Nei giorni scorsi il Presidente della Regione Liguria Bucci ha incontrato il Commissario europeo del Corridoio Mediterraneo per avere appunto un quadro della situazione dei lavori dopo gli scontri NOTAV del luglio scorso.
Il Corridoio Mediterraneo infatti incrocerà nella Pianura Padana il Corridoio Genova-Rotterdam, a Verona incrocerà il Corridoio del Brennero verso la Germania e a Padova il Corridoio Adriatico- Balcani. Nella Pianura padana entro 8 anni se non ci saranno altri ritardi si incroceranno Corridoi ferroviari che collegheranno il 60% del PIL europeo.
La Nuova Rete europea dei trasporti su rotaia che possiamo chiamare la Futura Metropolitana d’Europa toglierà quindi traffico passeggeri e merci dalla strada. Milioni di auto e di camion in meno nei trasporti di lunga gittata . I trasportatori italiani invece di star fuori tutta la  settimana per trasportare merci dall’Italia all’Inghilterra , potranno fare tratte giornaliere in Italia per trasportare i container dallo scalo ferroviario italiano alla azienda o al Centro commerciale italiano più vicino allo scalo . Migliorerà la vita degli autisti e dei trasportatori, diminuirà l’inquinamento , diminuirà la congestione del traffico e diminuiranno gli incidenti stradali .
Premetto che attraversano il versante francese le merci dirette verso Francia, Spagna, Portogallo e Inghilterra e viceversa attraversano il versante italiano le merci dirette verso l’Italia e i Paesi dell’Est europeo.
Rispetto al 2014 i soli scambi commerciali Italia Francia sono aumentati del 54% raggiungendo nel 2025 il valore record i di 112,3 miliardi di euro. La Francia è il primo investitore straniero in Italia con circa 100 miliardi di euro e quasi 359.000 lavoratori impiegati in aziende francesi i controllate dai francesi.
Un dato poco citato è rappresentato dall’attivo  commerciale (Export- Import)verso la Francia  a favore del nostro Paese che oscilla negli anni tra i 10 e i 20 miliardi di euro l’anno.
La Nuova rete europea è cofinanziata dalla Europa e dai singoli Stati genererà benefici economici e ambientali per oltre 100 anni . I romani quando costruirono le strade consolari non fecero la analisi costi e benefici ma solo per fare un esempio , sino al 1970, cioè per 1970 anni, la strada che collegava Roma alla Francia era la Via Aurelia. 1970 anni perché poi vennero costruite superstrade e autostrade.
Ma le strade non vengono usate solo per il trasporto  merci o dei turisti , che rappresentano iniezioni importanti di PIL.
Le autostrade , come mi disse nel 1971 Giuseppe Casciana, l’autista siciliano del Ministro Donat-Cattin , sono “mobilità sociale”. Giuseppe, non è laureato caro Bonaccini,  ma aveva capito prima di tanti ,a sinistra, la grande importanza delle vie di trasporto più veloci che allora erano le autostrade e oggi è il Treno AV che ci porterà , comodamente seduti e senza inquinare a Potsdam a vedere da vicino la grande Incredulità del S. Tommaso   dipinta magistralmente dal Caravaggio o a Parigi a vedere la Gioconda e che toglierà quasi un milione di TIR all’anno solo nella Pianura Padana con grande miglioramento dell’ambiente .
Quando verranno ultimati i tratti italiani dei corridoi ferroviari europei e la Nuova diga al porto di Genova aumenteranno i volumi di traffico dal Mediterraneo e verso il Mediterraneo , crescerà la attività logistica sino a dare un punto in più all’anno di PIL  alla economia nazionale . L’Italia, l economia italiana , il lavoro italiano  non possono perdere questa grande opportunità.
Mino Giachino
SITAV SILAVORO

AVS in missione in Libano

Da oggi al prossimo 4 settembre Alleanza Verdi e Sinistra sarà in Libano con l’eurodeputata Benedetta Scuderi, che insieme alla portavoce di AssopacePalestina Luisa Morgantini, terrà la missione “Occhi in Libano”, organizzata anche dal vicecapogruppo Avs alla Camera Marco Grimaldi che, impossibilitato a partecipare per motivi di salute, seguirà dall’Italia.
Dopo aver attraversato la Cisgiordania con “Occhi in Palestina” ed essere arrivati due volte alle porte di Gaza a Rafah, questa volta una delegazione di Avs visiterà Beirut e altre aree del Paese, dove la guerra di Netanyahu e Trump non dà tregua alla popolazione civile. L’obiettivo è di essere, per quanto possibile, occhi e voce di ciò che non sempre viene mostrato e raccontato. Diversi gli incontri che la delegazione ha previsto con chi opera in quel teatro di guerra tentando di ricucire ciò che viene distrutto.
AVS
(foto Facebook Benedetta Scuderi)

I BTP fanno gola anche agli stranieri ma c’è poco da festeggiare

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Di Carlo Mancorda

La crescita degli acquisti esteri di BTP viene celebrata come un segnale di fiducia nell’Italia: attualmente gli investitori stranieri detengono circa il 36% del debito pubblico italiano, pari a 1.156 miliardi di euro. Il chè significa, da una parte, che se rendimenti e convenienza dovessero diminuire o la fiducia venire meno, i capitali esteri potrebbero defluire rapidamente, aumentando la pressione sui conti pubblici, dall’altra che gli interessi del debito nelle mani straniere, circa 40 miliardi di euro finiranno all’estero, ovvero non avranno alcuna ricaduta sul mercato italiano per acquisti di beni e consumi. Insomma, tanto entusiasmo non appare affatto giustificato…

LEGGI L’ARTICOLO su lineaitaliapiemonte.it:

https://www.lineaitaliapiemonte.it/2026/08/28/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/i-btp-fanno-gola-anche-agli-stranieri-ma-ce-poco-da-festeggiare-di-carlo-mancorda.html

Torino ha già dimenticato l’arcivescovo Nosiglia? La città no, la politica… sì

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IL COMMENTO

Caro Direttore,

Una Città vive di tante iniziative intelligenti, ma vive anche delle denunce delle cose che non vanno, soprattutto se aiutano a vedere cosa la politica non ha visto. Ma la Città vive anche a seconda di come ricorda i suoi grandi personaggi, delle cose che han detto e delle loro denunce. Quando ho lavorato con Donat-Cattin ricordo le telefonate dei Vescovi per difendere l’azienda in crisi della loro Città. Ma ci sono Città che dimenticano i personaggi scomodi. È la sensazione che ho provato ieri sera alla bella Messa alla Consolata in ricordo dell’arcivescovo Nosiglia, un genovese zero diffidente, dal sorriso che apriva i cuori al dialogo. C’era tanta gente, ma qualche assenza faceva rumore, a partire dalla Giunta Comunale. Eppure Nosiglia per le crisi aziendali e per le difficoltà economiche e sociali di questa nostra bella Torino ne aveva fatto una malattia. Certo, Nosiglia non ha fatto sconti quando proprio alla Consolata aveva lanciato una denuncia arrivata anche nei palazzi romani. A Torino la metà della Città che sta bene non si accorge della metà della Città che sta male. Ma come nella Città amministrata dalla sinistra dal 1993 era dimenticata la metà della Città povera? Il PD reagì male, ma sostanzialmente non capì se è vero che oggi quella metà della Città sta ancora peggio. L’arcivescovo aveva preso iniziative forti che cercavano di coprire il vuoto della politica con l’Agorà sociale, andando nelle fabbriche in crisi… Come dimenticare la Messa all’Embraco? Aveva fatto convocare dal Prefetto il Comitato provinciale della sicurezza per ascoltare dal Parroco della Madonna della Pace la situazione della sicurezza in Barriera.

Nosiglia e Donat-Cattin, insieme a Zaccagnini e Paolo VI, sono le persone che esprimevano alla grande le mie analisi politiche e sociali. Per Nosiglia e Donat-Cattin ho pianto e piango, ma sono sempre dentro di me quando parlo e scrivo. La politica deve impegnarsi contro le grandi diseguaglianze, sapendo che la metà della Città che sta male può solo sperare in una politica buona che ne faccia una priorità. Se la priorità è sistemare via Roma e non Barriera, Aurora e il resto della Città mai sotto i riflettori, non è una buona politica.

Ma una politica cittadina che dimentica i personaggi che più si son dati da fare per la Città non è una buona politica. Eppure, a pochi mesi dalle elezioni, la speranza sta nel fatto che qualcuno faccia della denuncia di Mons. Nosiglia un forte programma per il rilancio della economia e del lavoro, a partire da quei torinesi che hanno grandi capitali e li investano su Torino, come ha chiesto il nostro Cardinale Repole.

Buona Domenica,

Mino Giachino

UDC Torino

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: Il governo di oggi – Occorre una svolta – Il bagnino di Andora – I gettoni – La festa dell’Unità – Lettere

Il governo di oggi

In un dibattito sul fascismo promosso dal “Fatto quotidiano” alcuni relatori negavano che ci stessimo avviando verso un nuovo fascismo, mentre altri sostenevano il contrario, denunciando l’arrivo di uno Stato autoritario. Oggi, se guardiamo senza il paraocchi ideologico, possiamo accusare di inefficienza il governo, ma certo non di fascismo. L’unica riforma realizzata è quella sulle autonomie regionali che rischia di riportare il Paese agli staterelli prerisorgimentali. Quindi nessun nazionalismo, ma semmai un leghismo vicino alla secessione di Bossi.

Il Premierato forte che doveva fare da contrappeso alla forza centrifuga del leghismo, finora non c’è stato e non ci sarà. La riforma della Giustizia è stata battuta dal referendum. Di quattro anni resta ben poco. Anche la politica estera appare incerta e senza una linea chiara. Mussolini sapeva governare meglio, magari eccedendo in maniera decisionista e dal 1926 in maniera totalitaria. Questo è un giudizio che discende dalla storia.

Occorre una svolta

Secondo molti osservatori politici l’ipotesi di battere il candidato del centro-sinistra Lo Russo alle elezioni comunali del prossimo anno diventa difficile. Non c’è una rosa di candidati, ma solo sotterranei dissensi nei confronti del candidato Marrone considerato troppo a destra per riuscire a raccogliere consensi tra i moderati del centro-destra. L’obiezione del troppo a destra può essere superata dalla presenza del partito di Vannacci, considerato un partito neo-fascista in piena regola. Le indecisioni e la reale mancanza di altri possibili candidati di prestigio rende fragile la coalizione.

Certamente Lo Russo ha le sue rogne con una giunta spostata decisamente a sinistra e con un’Appendino ferocemente ostile alla sua candidatura. Torino è sempre stata una piazza difficile per il centro-destra che non ha mai vinto. Neppure Raffaele Costa riuscì a battere Castellani e in altre occasioni la candidatura di un personaggio paracadutato come Buttiglione era già in partenza sconfitta. Forse l’unico capace di contendere il posto da Sindaco era Enzo Ghigo con dieci anni in Regione con ottimi risultati. Ma non volle candidarsi.

La politica piemontese è ad un punto morto. Occorrerebbe una svolta per non sfasciare il centro-destra che a Torino non ha mai convinto, salvo l’eccezione di Ghigo e di Cirio.

 

Il bagnino di Andora

Il bagnino di Andora Fabrizio Valente, morto nel salvataggio di bagnanti in pericolo va ricordato degnamente come esempio luminoso di altruismo portato fino al sacrificio della propria vita. Mi ricorda il giovane Mario Soldati che si gettò nelle acque del Po per salvare un coetaneo. Va proposto per lui un riconoscimento al Valor civile che in passato veniva concesso per atti simili. Il bagnino è intervenuto, malgrado la bandiera rossa indicasse il divieto di balneazione.

In questo contesto va ricordato l’atto di teppismo di alcuni maranza che hanno tentato di gettare in acqua un ottantenne. Un modo vile di mancanza di rispetto verso un uomo anziano.

 

I gettoni

Le circoscrizioni non mi hanno mai convinto. Sono trabiccoli costosi pieni di aspiranti politici che si fanno le ossa a spese della comunità, ottenendo, attraverso i gettoni delle commissioni, sempre molto numerose, un vero e proprio stipendio. Paolo Coccorese ha scritto un’inchiesta esemplare sul funzionamento delle Circoscrizioni veritiero ed allarmante che dovrebbe preoccupare il Comune e il Sindaco in primis.

 

La festa dell’Unità

Quella di quest’anno a livello torinese si rivela chiusa al dibattito e al confronto delle idee, escludendo a priori tutti i partiti e gli orientamenti non allineati al Pd.

Dopo gli incidenti dello scorso anno la festa risulta essere blindata. Neppure ai tempi del Pci la festa dell’Unità era così. Fui persino invitato io come relatore, ma era il Pci di Fassino e di Ardito, un altro mondo. Siamo tornati al Pd di Bersani un togliattiano mai pentito, senza possedere l’intelligenza e l’acume politico del Migliore.

L’on. Bonaccini ha accusato gli elettori di destra di non essere colti e di leggere poco. Possibile che Bonaccini non sappia che basta controllare su internet e sapere che lo stesso Bonaccini non è laureato? E‘ un diplomato, come diplomata e‘ la presidente Meloni. Come fa a sapere che gli elettori di destra non leggono o leggono poco? Come fa a dire che gli elettori di sinistra leggono molto? Sono affermazioni senza prove che rivelano la supponenza di Bonaccini il quale si ritiene autorizzato a dare i voti agli elettori, mentre saranno gli elettori a dare o non dare il proprio voto alla destra o alla sinistra.

LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com

La nipote che avvelena lo zio

Ho letto della nipote che tentò di avvelenare lo zio, per averne l’eredità, usando i succhi di frutta.

E’ un segno dei tempi tempestosi che viviamo, della caduta dell’etica a livelli così bassi da farci pensare alla giungla selvaggia.

Anch’io ho nipoti, ma almeno questi mi ignorano e non mi considerano. Lo ritenevo un dolore, ma oggi lo sento quasi paradossalmente un privilegio perché i succhi di frutta li compro e li bevo in santa pace a casa mia.   Vittorio C.

Concordo, ma non facciamo di un caso un paradigma di comportamento. Il caso è estremo e per fortuna è stato scoperto. C’è da augurarsi che la nipote paghi penalmente per il tentato omicidio.

 

Un nuovo partito monarchico

Ho letto su Internet di un nuovo partito monarchico che riecheggia nel nome quello che fu di Covelli, con l’approvazione del Principe Emanuele Filiberto che già si candidò senza successo al Parlamento europeo. Mi sembra un ulteriore errore che danneggia l’immagine stessa dei Savoia che dovrebbero restare super partes. Tra il resto lo scudo sabaudo nel simbolo di un partito è un oltraggio alla storia. Cosa ne pensa?  Angelo Cipriani

Per quel che vale, sono nettamente contrario. Ad 80 anni del referendum del 1946 non ci sono le condizioni per fare un partito monarchico. Covelli si rivolgeva a milioni di elettori monarchici al referendum che oggi sono tutti morti. E’ uno sforzo inutile che porterà la dinastia a perdere quella superpartiticita’ che è l’unico vero discorso che giustifichi una simpatia monarchica. Tra il resto non dimentichiamo che il partito di Covelli fu obbligato a fondersi con il Msi per sopravvivere alla fine per mancanza di voti. I fondatori oggi appaiono perfetti sconosciuti e tali sono destinati a restare. L’unica ad avere ragion d’essere è l’UMI che nacque nel 1944 e che è apartitica.