IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Non ho mai considerato Raffaele Costa un leader di livello nazionale. È stato deputato, deputato europeo, ministro. Ma già quando Berlusconi lo nominò vice ministro junior, si imbatté in una battuta d’arresto non piccola. Era uomo di provincia e anche i suoi funerali sono stati di provincia. Il funerale di Stato richiedeva ben altro. I giornali hanno annullato l’evento perché “La Stampa” ne ha scritto solo nella cronaca di Cuneo. Il Corriere gli ha dedicato un piccolo spazio in un fondo pagina. La Tv ha dato notizie molto parziali e ridotte. Ho conosciuto pregi e difetti di Costa, ma credo che il trattamento a lui riservato non sia stato consono. Forse la presenza del principe Emanuele Filiberto non ha giovato, ma Lello fu un giovane monarchico. Speriamo che almeno a Mondovì non lo dimentichino.

Il Nazionalismo è una concezione sbagliata di Nazione. Per troppo tempo molti hanno ridotto tutto a Paese, mentre l’idea di Nazione è ben altro. Ma andare oltre nel concepire presunte superiorità nazionali è proprio dei fascismi e può condurre alla guerra. Chi riscopre la retorica del Ventennio in un clima normale sarebbe ridicolo, ma oggi può essere una minaccia. Ogni estremismo va combattuto sul piano delle idee e vinto sul terreno del voto. Basta alle crociate e anti crociate che ricacciano l’Italia indietro nella storia di un passato negativo.


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