POLITICA- Pagina 2

Stazione Torino Aeroporto, Ricca (Lega): “Dalla Regione risposte concrete, ora i fatti”

Ha ottenuto risposta in Consiglio regionale l’interrogazione a risposta immediata n. 1336, presentata dal capogruppo della Lega in Piemonte Fabrizio Ricca, con cui si chiedeva alla Giunta quali iniziative intendesse assumere per garantire decoro, sicurezza, accessibilità e adeguati servizi presso la stazione ferroviaria Torino Aeroporto di Caselle, snodo strategico per il collegamento con lo scalo “Sandro Pertini”.
Nell’interrogazione, Ricca aveva segnalato una serie di criticità raccolte dalle testimonianze di pendolari e viaggiatori: la presenza di una sola emettitrice automatica per l’acquisto dei titoli di viaggio, con conseguenti code nei momenti di maggiore afflusso; l’assenza di un servizio di biglietteria presidiata; condizioni di insufficiente pulizia e manutenzione, con vegetazione infestante lungo i binari e segnalazioni relative alla presenza di ratti nelle aree ferroviarie; lo stato di usura dei percorsi tattili destinati all’orientamento delle persone non vedenti e ipovedenti; infine, criticità legate all’accesso alla stazione attraverso varchi non regolamentari e a una percezione di insicurezza nelle ore serali, dovuta anche alla ridotta presenza di personale.

Nella risposta fornita a nome della Giunta, l’Assessore ai Trasporti Marco Gabusi ha reso noto che RFI, dopo l’ingresso della stazione nel proprio network nazionale a partire dal 1° gennaio 2024, ha già investito oltre due milioni di euro per il rifacimento del fabbricato viaggiatori e degli impianti tecnologici. Sono stati inoltre comunicati due interventi di pulizia giornalieri e un calendario di sfalcio della vegetazione nelle ultime due settimane di settembre e nella seconda metà di ottobre. Sul fronte dell’accessibilità, RFI ha avviato le interlocuzioni con la proprietà per il rinnovo dei percorsi tattili, garantendo nel frattempo i ripristini necessari, mentre per la vendita dei titoli di viaggio è stata annunciata l’installazione, entro l’autunno, di una terza emettitrice self-service, in aggiunta al sistema di pagamento contactless Tap&Tap, esteso dal 19 settembre anche alla tratta Germagnano–Ceres. Confermati, infine, il presidio di FS Security e il servizio gratuito di assistenza ai passeggeri con disabilità o a ridotta mobilità, coordinato tra RFI e SAGAT attraverso il circuito delle Sale Blu.

“Prendiamo atto con soddisfazione che la Regione, a seguito della nostra interrogazione, si sia attivata concretamente presso RFI e gli altri soggetti competenti, ottenendo un quadro puntuale degli interventi in corso e programmati”, dichiara il consigliere regionale Fabrizio Ricca. “Gli investimenti già realizzati e gli interventi annunciati su pulizia, accessibilità, sicurezza e vendita dei titoli di viaggio vanno nella direzione giusta e rispondono a criticità che i pendolari e i viaggiatori ci avevano segnalato con puntualità. Si tratta però di impegni che dovranno tradursi in fatti verificabili nei tempi indicati: penso in particolare al ripristino dei percorsi tattili per le persone non vedenti e ipovedenti, che riguarda la sicurezza e la dignità di chi utilizza quotidianamente la stazione, e al rafforzamento della sicurezza nelle ore serali, quando la ridotta presenza di personale continua a generare una legittima percezione di insicurezza tra i viaggiatori.”

Cerno a Torino nel segno di Oriana Fallaci: la libertà di pensare controcorrente

Presentato nella sede dell’Associazione Camis De Fonseca, il libro “Le ragioni di Giuda” del direttore de Il Giornale 

A vent’anni esatti dalla morte di Oriana Fallaci, celebre giornalista e scrittrice che si è sempre tenuta lontana dal ruolo dell’intellettuale che manipola la realtà attraverso sottomissioni mascherate o ideologie assolute, mai compiacente nei confronti delle “verità” al potere, l’Associazione Camis De Fonseca ha ospitato, nei suoi spazi di via Pietro Micca 15, a Torino, la presentazione del libro “Le ragioni di Giuda” (Rizzoli, 2026), scritto dal direttore responsabile del quotidiano Il Giornale, Tommaso Cerno.

L’evento, realizzato in collaborazione con il Centro Pannunzio e il quotidiano online il Torinese, ha rappresentato un’occasione per rendere omaggio al fondamentale concetto di libertà e a un modo di “fare” giornalismo  del quale proprio Oriana Fallaci è stata un grandissimo esempio. Protagonista dell’incontro Tommaso Cerno, alla presenza dei relatori Pier Franco Quaglieni, presidente del Centro Pannunzio, Cristiano Bussola, direttore del quotidiano il Torinese e Gabriele Barberis, caporedattore responsabile della redazione Politica de Il Giornale.

Direttore responsabile della testata fondata da Indro Montanelli nel 1974, Tommaso Cerno è un intellettuale consapevole del suo ruolo e della sua influenza mediatica, un uomo che sa comunicare il coraggio della propria onestà intellettuale, un leone che ci si immagina facilmente scendere nell’arena a combattere ogniqualvolta la libertà venga minacciata dall’oppressione, fisica o intellettuale che sia.

“Incontro il direttore Tommaso Cerno per la seconda volta qui a Torino con immenso piacere – ha dichiarato il professor Pier Franco Quaglieni, presidente del Centro Pannunzio – e con grande partecipazione ho letto ‘Le ragioni di Giuda’, un libro che richiama tutti quei valori ideali verso i quali l’uomo di cultura deve sentirsi impegnato, al di là degli schieramenti politici. Questa lettura mi ha fatto tornare alla mente Norberto Bobbio, un uomo che amava il dibattito, che voleva tenere aperti i discorsi, evitando il tradimento dei propri principi e valori, come tutti i grandi intellettuali. Stimavo Tommaso Cerno già ai tempi in cui lo leggevo su L’Espresso e lo stimo in eguale misura oggi come direttore de Il Giornale, a cui ha saputo dare un’eleganza ‘montanelliana’ che, a mio avviso, era andata perdendosi, e penso convintamente che lui abbia una sua dignità intellettuale per cui desidero ringraziarlo”.

Al centro della presentazione, come tema fondamentale, vi è stato quello riguardante il valore di rappresentare se stessi per ciò che si è, senza compromessi, se non quello della verità. Il significato di viaggiare “controcorrente”, i disvalori della censura e il tradimento soggettivo e politico che Tommaso Cerno approfondisce nel suo libro “Le ragioni di Giuda: quando il tradimento ideologico diventa un atto di libertà”, nel quale impone una riflessione su cosa davvero sia il tradimento, se una colpa morale opportunistica o un estremo atto di libertà. Partendo dalla controversa figura di Giuda, Cerno indaga sul senso del tradimento in quanto gesto umano fondamentale: nella fede, nell’amore, nell’ideologia, nell’appartenenza. Un libro che non offre assoluzioni né provocazioni gratuite, ma rivendica il diritto al dubbio, alla contraddizione, alla disobbedienza del pensiero, in cui il tradimento non è sempre una resa, ma anche l’unico modo, talvolta, per non tradire se stessi. In questa opera di Cerno si evince quanto la letteratura rappresenti, in fondo, il coraggio del dubbio, una lettura differente rispetto alle verità imposte, da qualunque parte esse provengano. Un aspetto che sembra emergere fortemente nel direttore de Il Giornale, che interpreta il suo ruolo di giornalista servendo l’informazione nel modo più nobile, escludendo ogni tipologia di pensiero contraffatto.

Mara Martellotta

Biblioteca, Fontana (FI): “Chi restituisce ai torinesi 16,5 milioni?”

«VALE È UN PROGETTO DI VALORE, MA LO RUSSO NON CANCELLI LO SCANDALO BELLINI»

«Costi largamente comparabili, ma un progetto è diventato realtà e l’altro è rimasto sulla carta. Grandi investimenti sempre nel salotto buono, mentre nelle periferie si interviene a spot»

«La presentazione del nuovo polo culturale VALE da parte del sindaco Stefano Lo Russo non può diventare l’occasione per cancellare la vicenda della Biblioteca Bellini e dell’area ex Westinghouse, uno degli scandali amministrativi più gravi della storia recente di Torino. Per un’opera mai realizzata sono stati spesi circa 16,5 milioni di euro soltanto in studi e progettazione. Milioni dei torinesi finiti in un progetto rimasto sulla carta: chi restituisce quei soldi alla città? Possibile che, di fronte a decisioni di questa portata, gli amministratori locali non paghino mai, neppure politicamente?».

Lo dichiara Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia Torino, intervenendo dopo la presentazione da parte dell’amministrazione comunale di VALE, il nuovo polo culturale che nascerà intorno alla Biblioteca Civica Centrale di Torino Esposizioni.

«Non basta archiviare tutto come un progetto ormai superato – prosegue Fontana –. Chiediamo che il Comune ricostruisca pubblicamente incarichi, pagamenti, decisioni e responsabilità che hanno portato all’abbandono della Biblioteca Bellini. I torinesi hanno il diritto di sapere come sia stato possibile spendere una cifra simile senza posare neppure una pietra e quale sia stato l’esito delle iniziative avviate per accertare eventuali responsabilità».

«C’è poi un dato che rende ancora più difficile accettare l’abbandono del progetto: i costi delle due operazioni, pur riferiti a periodi e perimetri differenti, sono largamente comparabili. Il polo Bellini, comprendente biblioteca e teatro, era arrivato a sfiorare i 200 milioni di euro. Per la nuova Biblioteca Centrale e il Teatro Nuovo al Valentino risultano circa 129 milioni di finanziamenti pubblici, ai quali si aggiungono i 7 milioni messi a disposizione dalla Fondazione CRT. Considerando anche i 24 milioni destinati al Borgo Medievale e i circa 50 milioni investiti dal Politecnico nel nuovo Campus, la dimensione economica complessiva di VALE supera quella del vecchio progetto».

«Non regge quindi più, come unica spiegazione, la tesi secondo cui la Biblioteca Bellini sarebbe stata irrealizzabile perché troppo costosa. Se oggi è stato possibile mobilitare risorse così ingenti sul Valentino, perché durante la stagione dei fondi complementari al PNRR non è stata almeno valutata e presentata pubblicamente la possibilità di recuperare il progetto per il quale Torino aveva già speso 16,5 milioni? Sappiamo che i finanziamenti non potevano essere automaticamente trasferiti e che l’area ex Westinghouse aveva nel frattempo cambiato destinazione, ma proprio per questo chiediamo di conoscere le valutazioni compiute e le ragioni delle scelte».

«Nessuno mette in discussione la nuova Biblioteca Civica al Valentino, che rappresenta un progetto di valore e un’importante opportunità per recuperare il patrimonio architettonico di Torino Esposizioni. Il problema è un altro: l’amministrazione Lo Russo continua a concentrare quasi tutti i grandi interventi strutturali nel centro e nel cosiddetto salotto buono della città. Per le periferie, invece, si procede con interventi episodici, quando avanza qualche risorsa o quando arrivano finanziamenti esterni destinati alla coesione e alla rigenerazione urbana».

«È una scelta perfettamente coerente con il costosissimo rifacimento del “lastricato d’oro” di via Roma, ma molto meno con la Torino policentrica e con la cosiddetta “città dei 15 minuti”, il modello teorizzato da Carlos Moreno che dovrebbe ispirare il nuovo Piano regolatore. Si riempiono documenti e conferenze stampa di parole come prossimità, quartieri e policentrismo, ma quando arrivano gli investimenti più importanti si torna sempre nel centro».

Fontana richiama infine il tema della programmazione complessiva della rete bibliotecaria: «A poca distanza da Torino Esposizioni si trova già la Biblioteca Civica Alberto Geisser, nel Parco Michelotti, riaperta nell’autunno del 2023 dopo quasi tre anni di lavori di ristrutturazione e rifunzionalizzazione finanziati attraverso il PON Metro. Quale strategia è stata predisposta per evitare che la nuova Biblioteca Centrale finisca per sottrarle utenti, attività e attenzione? Non vorremmo che una struttura appena riqualificata con risorse pubbliche venisse progressivamente svuotata dall’apertura di un polo enormemente più grande nella stessa parte della città».

«La città dei 15 minuti, senza una distribuzione equilibrata dei servizi e senza investimenti strutturali nelle periferie, rimane soltanto uno slogan. Torino non può avere un centro nel quale si concentra tutto e quartieri ai quali vengono lasciati gli interventi a spot. VALE può rappresentare una grande opportunità culturale, ma i 16,5 milioni spesi per la biblioteca mai costruita nell’area ex Westinghouse restano una ferita aperta che Torino non può fingere di avere dimenticato», conclude Fontana.

Rapporto Rota, Giachino: “Analisi impietosa di Torino”

L’OPINIONE

Dopo anni di silenzio ritorna l’ analisi seria sulla economia torinese presentata stamane al Collegio Carlo Alberto da Beppe Russo, il direttore del Centro Einaudi. Una analisi impietosa che dimostra quanto Torino abbia perso negli ultimi anni rispetto a Milano e Bologna. Ovviamente visto che l’area torinese vale il 55% della economia piemontese il calo di Torino tira giù anche i dati del Piemonte che in 30 anni ha avuto una maggiore crescita economica di soli 12 punti, mentre la Lombardia di 27. In 15 anni il Valore aggiunto pro capite  di Torino è cresciuto di appena 188 euro mentre Milano è cresciuta di 10.000 euro e Bologna di 6.000. Ma se la media è di soli 188 euro per metà della Città è’ andata peggio. Le scelte delle Amministrazioni torinesi come dico dal 2008 non hanno assolutamente  pagato. Il sistema Torino ha cercato di nascondere per anni sotto il tappeto dicendo che si c’era la crisi ma Torino aveva grandi potenzialità. Ora lo Studio Rota come il Principe De Curtis tira le somme per vedere il totale. Il totale vede Torino dietro le altre Citta’. A quelli che parlano di eventuali responsabilità dei Governi dico che i Governi influiscono su tutte le Città, se le altre sono cresciute vuol dire che hanno lavorato meglio. Per il futuro lo Studio Rota punta molto sui 9 miliardi pubblici, tutti di origine governativa ,tra cui quelli della Metro 2 oltre agli effetti che sono meno impattanti di quanto dice la Amministrazione del Nuovo Piano Regolatore, ai quali dico io vanno aggiunti i miliardi per costruire la TAV se si accelerano finalmente i lavori. Torino riuscirà a ripartire grazie agli investimenti per la TAV e alle ricadute della TAV che porterà almeno un milione di turisti stranieri in più oltre all’aumento della logistica.
Ecco perché è importantissimo la Manifestazione SITAV, NOVIOLENZA di domenica 27 settembre ore 11 in piazza del Municipio.

Mino Giachino
SITAV SILAVORO

Ospedale Cambiano, Pompeo (Pd): “Fare chiarezza sui ritardi”

 “ASL TO5. NON SI PUÒ BLOCCARE UN’OPERA STRATEGICA PER 300MILA CITTADINI”

15 settembre 2026 – “Il nuovo ospedale di Cambiano rappresenta una delle opere sanitarie più importanti per il Piemonte e per l’area sud-est della Città Metropolitana di Torino. Per questo è indispensabile fare piena luce sui ritardi che stanno interessando l’iter progettuale e conoscere le reali tempistiche per l’avvio delle fasi successive” dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che, dall’inizio della legislatura, è già intervenuta più volte sul tema.

“L’interrogazione che ho depositato in Consiglio regionale nasce dalla constatazione che, nonostante il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) sia stato trasmesso dall’ASL TO5 all’INAIL il 30 dicembre 2025 per l’avvio della verifica tecnica, alla fine dell’agosto 2026 non risulterebbe inviato il rapporto finale di verifica che consentirebbe di proseguire l’iter dell’opera. Il nuovo ospedale è un intervento considerato prioritario dalla stessa Giunta regionale, destinato a sostituire, progressivamente, gli ospedali di Chieri, Carmagnola e Moncalieri e a servire un bacino di oltre 300 mila abitanti. È, quindi, evidente che ogni ritardo rischia di avere conseguenze rilevanti sul cronoprogramma complessivo e sulle aspettative dei cittadini e dei territori interessati” spiega Laura Pompeo.

“Il progetto del nuovo ospedale prevede un investimento complessivo di circa 302 milioni di euro, una struttura di oltre 80 mila metri quadrati, circa 470 posti letto, un Dipartimento di Emergenza-Urgenza di II livello, dieci sale operatorie, sette sale parto e sessantatré ambulatori specialistici. La conclusione della verifica del PFTE era indicata entro il 30 giugno 2026, termine richiamato sia nelle interlocuzioni istituzionali tra Regione e INAIL, sia nelle comunicazioni rese in aula dall’Assessore regionale alla sanità. Voglio capire quali siano i motivi del mancato rispetto di questa scadenza, quando sarà completata la verifica e quali iniziative la Regione intenda assumere per evitare ulteriori rallentamenti. Il rischio è che il protrarsi dei tempi produca ulteriori aumenti dei costi, già significativamente cresciuti negli ultimi anni” aggiunge la Consigliera Pd.

“Auspico che la mia interrogazione venga discussa in tempi rapidi e che l’Assessore regionale alla sanità mi informi anche in merito alle azioni urgenti e straordinarie che immagino o, almeno spero, la Giunta attivato per sbloccare una procedura considerata strategica per il sistema sanitario piemonteseI cittadini del territorio attendono, ormai da anni, la realizzazione di questa infrastruttura sanitaria. È dovere delle istituzioni garantire trasparenza, certezza dei tempi e massimo impegno affinché un’opera fondamentale per la tutela della salute pubblica possa procedere senza ulteriori ostacoli” conclude Laura Pompeo.

Sicurezza, Pantanella: “Il sindaco si sveglia tardi”

(FSP POLIZIA): “DA ANNI DENUNCIAMO IL DEGRADO, MA LA SINISTRA HA PREFERITO TUTELARE GLI ANTAGONISTI. IL CONVEGNO CON VANNACCI SI FARÀ REGOLARMENTE.”

Torino, 15 Settembre 2026 – “Apprendiamo che il Sindaco Stefano Lo Russo ha improvvisamente dichiarato che a Torino servono più agenti. Meglio tardi che mai, ma la memoria non ci inganna”, dichiara *Luca Pantanella*, Segretario Generale FSP Polizia di Stato di Torino. “Sono anni che come sindacato denunciamo il costante degrado e l’escalation criminale nelle nostre strade, inascoltati da un’amministrazione che per troppo tempo ha derubricato l’allarme sicurezza a una semplice ‘percezione’ psicologica dei cittadini”.

Oggi le Forze dell’Ordine si trovano di fatto nell’impossibilità di intervenire efficacemente, frenate dal rischio costante di ritorsioni legali e denunce strumentali da parte di cittadini e di una certa parte politica, dichiaratamente di sinistra, sempre pronta a puntare il dito contro chi indossa una divisa. Il Comune di Torino è sembrato finora interessarsi molto di più alla tutela di centri sociali, antagonisti e immigrati, piuttosto che garantire la vivibilità dei quartieri e l’operatività di chi deve far rispettare la legge.

Fa sorridere, e non poco, l’incoerenza di questa amministrazione: proprio il Sindaco Lo Russo che oggi si desta invocando più Forze dell’Ordine, solo una settimana fa polemizzava aspramente sul nostro convegno formativo dedicato proprio al tema della sicurezza, unicamente perché non gli era gradita la presenza del Generale Roberto Vannacci tra i relatori.

A tal proposito, ribadiamo a gran voce che il nostro convegno “Insicurezza Urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori” (dettagli nella locandina *vannacci_2026.png) si farà regolarmente, senza farci intimidire dalle polemiche politiche, e sarà aperto a tutti. L’appuntamento è fissato per Venerdì 18 Settembre alle ore 09:00 presso l’Hotel NH Torino Centro (C.so Vittorio Emanuele II 104).

Siamo assolutamente d’accordo con il Sindaco sulla necessità di stringere un patto tra Istituzioni e cittadini per arginare la criminalità. Tuttavia, a questo patto deve partecipare attivamente anche la *Magistratura*. Non è più tollerabile vedere il lavoro duro e pericoloso delle Forze dell’Ordine costantemente vanificato da un sistema che scarcerera immediatamente chi delinque o, ancora peggio, chi commette abusi sessuali su minorenni, rimettendoli in libertà solo perché davanti al giudice si dichiarano “dispiaciuti”.

Senza la certezza della pena e senza un reale sostegno a chi opera sulla strada, le richieste del Sindaco Lo Russo resteranno soltanto un vuoto slogan politico.

Ufficio Stampa

FSP Polizia di Stato – Segreteria Provinciale di Torino

Costa andava trattato meglio: meritava più rispetto istituzionale

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Non ho mai considerato Raffaele Costa un leader di livello nazionale. È stato deputato, deputato europeo, ministro. Ma già quando Berlusconi lo nominò vice ministro junior, si imbatté in una battuta d’arresto non piccola. Era uomo di provincia e anche i suoi funerali sono stati di provincia. Il funerale di Stato richiedeva ben altro. I giornali hanno annullato l’evento perché “La Stampa” ne ha scritto solo nella cronaca di Cuneo. Il Corriere gli ha dedicato un piccolo spazio in un fondo pagina. La Tv ha dato notizie molto parziali e ridotte. Ho conosciuto pregi e difetti di Costa, ma credo che il trattamento a lui riservato non sia stato consono. Forse la presenza del principe Emanuele Filiberto non ha giovato, ma Lello fu un giovane monarchico. Speriamo che almeno a Mondovì non lo dimentichino.

La Sala Rossa ricorda Emma Bonino e Raffaele Costa

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Nel pomeriggio di ieri, il Consiglio comunale ha commemorato con un minuto di silenzio la recente scomparsa di Emma Bonino e Raffaele Costa. Entrambi di origine piemontese, con il loro operato hanno attraversato gli ultimi cinquant’anni della vita pubblica del nostro Paese, lasciando una traccia indelebile con il loro impegno politico. In apertura di seduta, prima del minuto di silenzio, è stata la presidenteMaria Grazia Grippo a prendere la parola, per ricordare le due figure di spicco della politica nazionale.

Grippo, ha ricordato come Emma Bonino, attivista del Partito radicale con il motto “il personale è politico”, ha fatto della promozione della libertà individuale e dell’universalità dei diritti civili, per le donne in modo particolare, la cifra della sua vita e dell’intera carriera politica. Legando indissolubilmente il suo nome a temi di grande rilevanza sociale quali l’aborto, il fine vita, il divorzio, la riforma delle carceri e, allargando lo sguardo, alla questione femminile nel mondo arabo e al tema della migrazione.

Di Raffaele Costa, la presidente del Consiglio comunale ha rimarcato il suo essere politico rigoroso e concreto, figura istituzionale che fece della buona amministrazione il suo tratto distintivo. Da ministro della sanità, viene ricordato in particolare per i suoi cento blitz negli ospedali italiani, visite a sorpresa, mai annunciate, che volevano testimoniare la necessita di non fare mancare il contatto con la gente e le aspettative di benessere e cura.

Emma Bonino(Bra, 9 marzo 1948 – Roma, 11 settembre 2026),nel corso della sua lunghissima carriera politica, oltre ad essere stata figura di spicco del Partito Radicale, ha ideato e promosso la Corte penale internazionale, è stata delegata per l’Italia all’ONU per la moratoria sulla pena di morte. In Parlamento dal 1976, eletta in varie legislature alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica, è stata anche parlamentare europea. Ministra nel secondo governo Prodi fra il 2006 e il 2008, e nel governo Letta fra il 2013 e il 2014. Fu anche consigliera regionale e consigliera comunale a Bra.

Raffaele Costa (Mondovì, 8 settembre 1936 – 11 settembre 2026), in Parlamento ininterrottamente dal 1976 al 2006, ha iniziato la sua carriera politica nel Partito Liberale Italiano, prima di fondare, nel 1984, l’Unione di Centro. Più volte ministro, è stato anche presidente della Provincia di Cuneo dal 2004 al 2009. Candidato sindaco di Torino nel 1997, venne sconfitto al ballottaggio da Valentino Castellani, con uno scarto di appena 4.700 voti (pari allo 0,8% del totale). È stato anche europarlamentare.

(ML) Ufficio stampa Consiglio comunale

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