POLITICA- Pagina 2

Interventi urgenti in materia sanitaria

Con 28 voti favorevoli e 13 contrari il Consiglio regionale ha approvato la legge sugli interventi urgenti in materia sanitaria. Il provvedimento, grazie a una partita di giro, anticipa da altri capitoli del bilancio regionale le risorse necessarie a coprire lo scostamento di 209 milioni di euro dovuto alla maggior spesa sanitaria.
L’assessore Federico Riboldi ha ribadito che “il governo regionale ha scelto di investire 209 milioni di euro in più rispetto al fondo sanitario nazionale per garantire i servizi. In questi anni abbiamo fatto delle scelte, abbiamo assunto 4200 sanitari, diminuito le distanze sociali e dato attenzione alle fragilità: se avessimo adottato provvedimenti drastici come avvenne con la delibera 1/600, che tagliò ospedali e servizi, avremmo aumentato il fronte di chi non può accedere alla sanità pubblica. Lo scostamento verrà coperto nel secondo semestre dell’anno”.
Critiche le opposizioni, per le quali non si tratta di maggiori investimenti, ma di un disavanzo che è stato coperto tagliando risorse su altri servizi ai cittadini.
Per Gianna Pentenero (Pd) “malgrado i tentativi di dare una copertura tecnica alla manovra, la verità è che sono stati fatti tagli su diritto allo studio universitario, tutela delle risorse idriche, trasporti e inclusione sociale. Quando affronteremo l’assestamento al bilancio rifaremo i conti e i tagli diventeranno una certezza”.
Alice Ravinale (Luv) ha sottolineato che “i cittadini dovranno fare i conti con risorse che mancano perché il governo continua a sottofinanziare il servizio sanitario nazionale. Avete fatto 120 milioni di tagli e pensate che saranno le Asl a ripianarli, ma non è questa la programmazione di cui la sanità piemontese ha bisogno”.
Per Sarah Disabato (M5s) “siamo di fronte a una manovra lacrime e sangue, il disavanzo di 209 milioni della sanità è una voragine nei conti, ci sono aziende che hanno addirittura raddoppiato il buco. Avete fatto sforbiciate da professionisti per colmare il profondo rosso della sanità piemontese”.

La maggioranza ha sostenuto compatta il provvedimento. Silvio Magliano (Lista Cirio) ha parlato di “manovra che cerca di dare risposte concrete ai bisogni crescenti della popolazione in sanità. Vogliamo una sanità che dall’età pediatrica all’ultima fase di vita consideri i cittadini persone e non solo pazienti e dovremo sostenere sempre di più soluzioni che vanno in questa direzione”.

Annalisa Beccaria ha sottolineato “il rispetto e la serietà dimostrasti nel garantire un investimento che risponde ai bisogni delle persone. Tra il 2019 e il 2025 sono stati investiti 534 milioni sul personale, un impegno che ha consentito di erogare nell’ultimo anno 2,2 milioni idi prestazioni superando i livelli pre pandemia”.

Per Roberto Ravello (Fdi) “continuiamo a sentir parlare di tagli e spese fuori controllo, mentre abbiamo fatto scelte basate sull’analisi dei fabbisogni. L’Istat dice che il Piemonte invecchia, i bisogni sanitari aumentano e noi abbiamo scelto di investire, di non tagliare posti letto e personale, diversamente con quello che avvenne con la delibera 1/600”.

La legge prevede anche la copertura delle spese per il compenso del commissario straordinario per la nuova Città della salute e della scienza di Novara, per rafforzare la presa in carico integrata delle persone fragili e per potenziare gli hospice.

Sono stati approvati due emendamenti: il primo, presentato da Domenico Rossi (Pd), introduce l’obbligo di rendicontazione annuale dell’attività del commissario straordinario, che consentirà al Consiglio di monitorare l’avanzamento del progetto della Città della Salute di Novara. L’altro emendamento, a prima firma Nadia Conticelli (Pd), prevede che nel potenziamento del sistema hospice, sia assicurata “un’equa distribuzione territoriale dei posti letto e dei servizi domiciliari, con priorità alle aree attualmente carenti”.
Approvato anche l’ordine del giorno collegato, presentato dalla consigliera Disabato, che chiede la piena attuazione della legge 34 del 2023, “Disposizioni in favore delle persone affette da fibromialgia”, e sviluppo di una piattaforma digitale regionale per la presa in carico, il monitoraggio e il supporto alle persone con fibromialgia.

Ufficio Stampa CRP

Lista Civica Cirio: «In Sanità il Piemonte non taglia, ma rilancia»

Più assunzioni, più edilizia, più prestazioni per i cittadini: in un momento di crescente domanda di Sanità, investire risorse è un merito

«Con il Disegno di Legge approvato oggi, la Regione Piemonte stanzia 209 milioni di euro per sostenere spese sanitarie che non possono essere coperte con il Fondo sanitario nazionale: quando bisogna scegliere se incrementare le prestazioni per ridurre le liste d’attesa o rinunciare a visite e esami per risparmiare, se aumentare il personale, assumendo nuovi medici, infermieri e operatori socio-sanitari, o economizzare sostituendo soltanto chi va in pensione o si dimette, se potenziare la sanità pubblica o favorire la presenza del privato, scaricando parte dei costi sui cittadini, la Regione Piemonte non taglia, ma rilancia» commentano il Capogruppo della Lista Civica Cirio Presidente, Silvio Magliano, e i Consiglieri Sergio Bartoli, Mario Salvatore Castello, Elena Rocchi e Daniele Sobrero.

«In un momento di crescente domanda di Sanità da parte dei piemontesi, stanziare nuove risorse per la cronicità, per i farmaci salvavita, per costruire nuovi ospedali, per fare più visite e dare servizi più efficienti, è un merito, non una vergogna. Questo provvedimento è un tassello fondamentale verso una Sanità più efficiente e moderna, in grado di riportare il numero delle prestazioni erogate a quello del 2019, con nuove strutture adeguate alle esigenze dei cittadini piemontesi, con una presenza capillare sul territorio e soprattutto con 4200 dipendenti in più rispetto al 2019 al netto del turnover, con una spesa improduttiva ridotta di circa un terzo – affermano ancora i consiglieri Magliano, Castello, Bartoli, Rocchi e Sobrero –. Sottolineiamo, in particolare, la stabilizzazione di 924 dipendenti con un risparmio di 28 milioni di euro: un impegno serio e concreto verso chi lavora ogni giorno per la salute dei piemontesi».

«In questo provvedimento ci sono anche 900mila euro per l’incremento degli hospice, uniformandone le modalità operative e la presenza su tutto il territorio regionale – concludono i Consiglieri -; si tratta di un servizio fondamentale per una presa in carico delle persone malate lungo tutto il decorso della loro malattia, fino agli ultimi istanti, ma anche per le loro famiglie».

Binzoni (FdI): “Preoccupante il problema della sicurezza nei centri urbani”

“Gli ultimi episodi a Torino e Pinerolo sono allarmanti”

 “Gli episodi di violente aggressioni che hanno occupato le cronache di Torino e Pinerolo in questi giorni sono il sintomo di un degrado preoccupante: l’insicurezza è il sentimento percepito dai cittadini, complice anche il clima di apparente impunità di cui godono i delinquenti. E ciò è prerogativa in particolar modo dei centri urbani amministrati dal Centrosinistra“. Così Alessandra Binzoni, vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, commenta i recenti fatti violenti, come la rapina ai danni di un 25enne ferito al collo con una bottiglia rotta in piazza Cesare Augusto a Torino, quella di cui è stata vittima un 60enne a Pinerolo, colpito da un malore fatale proprio in seguito all’aggressione subita, o anche l’episodio del pestaggio ai danni di un rider.

E’ evidente quanto la situazione nelle nostre città sia peggiorata drasticamente negli ultimi anni, in centro come nelle periferie, tra violenze, rapine e spaccio di droga – aggiunge Binzoni. – Secondo i dati sulla criminalità, Torino si posiziona stabilmente ai vertici nazionali per numero di denunce totali, tra furti con destrezza e rapine in strada. In particolare, si registra una risalita dei reati predatori, spesso correlata dalle forze dell’ordine a una marginalità sociale crescente che riguarda soprattutto gli stranieri irregolari: il che dimostra il fallimento totale della politica insensata dei “porti aperti”, che serve unicamente a finanziare il settore dell’accoglienza, ma non a integrare i migranti, che, esaurito il loro percorso di richiesta d’asilo, vengono “scaricati” nelle nostre periferie, senza percorsi seri di integrazione. Lo dimostra l’elevata incidenza percentuale che hanno tra i colpevoli di spaccio, furti, borseggi e reati violenti“.

Rossi-Pentenero (Pd): Il Piemonte si doti di una legge per l’attività di lobbying

6 maggio 2026 – Ogni giorno in Consiglio, in Giunta e nelle direzioni vengono prese decisioni cruciali su infrastrutture, farmaci, politiche sociali e lavoro: scelte che possono migliorare la nostra quotidianità o compromettere il nostro futuro. Ma come vengono prese queste decisioni? E sulla base di quali dati? Con chi si confrontano i decisori politici? È per fare chiarezza su tutto questo che il gruppo PD del consiglio regionale ha presentato la proposta di legge n. 33 per la disciplina dell’attività di rappresentanza degli interessi particolari, a prima firma Domenico Rossi, Presidente della Commissione Legalità del Consiglio Regionale.

“Dalla scorsa legislatura chiediamo che il Piemonte si doti di una regolamentazione sulle lobby. Dopo i recenti fatti di cronaca che hanno scosso l’opinione pubblica nazionale, aumentare il livello di trasparenza della Regione non è più un’opzione, ma un dovere morale e politico” esordisce Rossi, primo firmatario del testo.

Il consigliere sottolinea il valore civile della proposta: “I portatori di interesse, i cosiddetti lobbisti svolgono un compito legittimo portando dati e punti di vista di settori particolari ai decisori. Tuttavia, questo contributo deve avvenire alla luce del sole. I cittadini hanno il diritto di sapere sulla base di quali incontri si assumono le decisioni che incidono sulla loro vita. Senza una regolamentazione, il rischio è che il bene comune venga sacrificato sull’altare di interessi particolari. La trasparenza, inoltre, aiuta anche a prevenire fenomeni corruttivi”, aggiunge Rossi.

“La nostra priorità è costruire un quadro giuridico che renda trasparenti e tracciabili tutti i servizi e le collaborazioni con la Regione. Vogliamo che la trasparenza amministrativa diventi lo standard per chiunque entri in contatto con l’amministrazione regionale. Garantire i processi è il primo passo per ridare fiducia ai cittadini e definire un nuovo metodo di lavoro per la cosa pubblica”, ha fatto eco la presidente Gianna Pentenero.

Mentre l’Europa dispone di regole ferree e regioni come Lombardia, Emilia-Romagna e Calabria si sono già mosse, il Piemonte è fermo al palo. “Per anni la maggioranza ha rinviato in attesa di una legge nazionale che non è mai arrivata. Anche in questa legislatura c’è il rischio che non si arrivi all’approvazione. È un alibi che non regge più” incalza Rossi.

“La maggioranza aveva promesso un proprio testo, ma non è mai stato depositato. Per evitare che anche questa legislatura passi invano, mettiamo a disposizione la nostra proposta per un lavoro condiviso. Il Presidente Cirio si renda disponibile al confronto e accetti la sfida: facciamo un passo avanti concreto verso una democrazia alla luce del sole”, conclude il primo firmatario.

Gli aspetti fondamentali della proposta di legge:

Il Registro Pubblico: Obbligo di iscrizione per tutti i rappresentanti di interessi che intendono operare presso i decisori pubblici regionali.

Requisiti di Onorabilità: Accesso vietato a chi ha condanne penali.

L’Agenda Pubblica degli Incontri: Uno strumento per rendere pubblici gli incontri tra decisori politici e portatori di interessi con obbligo di rendicontazione annuale.

Codice Etico Vincolante: Regole di comportamento chiare per garantire che il confronto tra pubblico e privato sia sempre improntato alla correttezza.

Sanità Piemonte, scontro sui conti: Riboldi difende la manovra, opposizioni all’attacco

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Un intervento definito “necessario e urgente” per ristabilire l’equilibrio dei conti e consolidare il sistema sanitario regionale, senza rinunciare al confronto politico. L’assessore alla Sanità Federico Riboldi, durante l’informativa in Consiglio regionale, ha fatto il punto sui bilanci delle aziende sanitarie piemontesi e ha illustrato il provvedimento che aggiorna a 209 milioni di euro il fabbisogno sanitario, sulla base delle indicazioni ministeriali del 28 aprile.

Nel suo intervento, Riboldi ha sottolineato che “gli equilibri complessivi del sistema restano solidi e sotto controllo. Il Piemonte, infatti, resta in gestione ordinaria, ampiamente sotto le soglie critiche. Un contesto oggettivamente difficile, ma che può rappresentare un’opportunità di investimento e rilancio”.

Tra i dati evidenziati, l’aumento di oltre 250 mila prestazioni grazie all’ampliamento degli orari e alle aperture nei fine settimana, una soluzione già adottata in altre regioni. Sul personale, la Regione registra un’incidenza superiore del 3% rispetto alla media nazionale, con 4.200 assunzioni in più rispetto al passato e un investimento complessivo di 534 milioni di euro, anche per gli adeguamenti contrattuali.

“Non stiamo tagliando, ma scegliendo dove investire – ha proseguito Riboldi – stiamo lavorando sulla riduzione della spesa improduttiva per liberare risorse da destinare all’attività clinica. Parallelamente, prosegue il piano di rafforzamento strutturale, con sette candidature a IRCCS e nuovi interventi sull’edilizia sanitaria. Ci teniamo a precisare che non c’è alcuna ‘deriva’ verso la sanità privata, al contrario, riportiamo nel pubblico strutture e servizi e investiamo su personale e ospedali”.

“Il provvedimento include anche un’operazione straordinaria di riordino contabile tra Regione e aziende sanitarie, relativa a partite pregresse fino al 2011, con un recupero stimato di circa 90 milioni di euro – ha concluso Riboldi – un passaggio tecnico che non comporta tagli, ma garantisce maggiore trasparenza e solidità ai bilanci del sistema sanitario regionale. Stiamo portando avanti un’azione che coniuga equilibrio finanziario e sviluppo, per una sanità più moderna, efficiente e sostenibile nel lungo periodo”.

Dura la reazione delle opposizioni, che chiedono il ritorno del provvedimento in Commissione, denunciando l’assenza di un quadro chiaro sui conti delle aziende sanitarie.

Secondo i consiglieri del Partito Democratico — Gianna Pentenero, Alberto Avetta, Monica Canalis, Nadia Conticelli, Fabio Isnardi, Simona Paonessa, Laura Pompeo, Domenico Ravetti, Domenico Rossi, Mauro Salizzoni, Daniele Valle ed Emanuela Verzella — “non si può governare la sanità piemontese con documenti che cambiano da un giorno all’altro. A inizio marzo la Giunta aveva portato in Commissione una variazione di bilancio da 209 milioni di euro per sanare il disavanzo delle Aziende sanitarie: una cifra importante, pur restando sotto la soglia del piano di rientro. Oggi l’assessore Riboldi ha evitato del tutto la discussione sui bilanci delle Asr per infliggere all’Aula la consueta dose di propaganda, dove il vuoto viene colmato interamente con tagli ad altri capitoli di bilancio. Questa non è una manovra di risanamento sanitario: è una manovra che paga la sanità, impoverendo tutto il resto”.

Critiche anche da Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro (Avs), secondo cui “l’informativa non chiarisce nulla, è da troppo tempo che l’assessore fa propaganda. Dopo due mesi di silenzio in Commissione e il richiamo in aula con urgenza per oggi, avevamo chiesto come opposizioni tre cose semplici: il quadro delle risorse in arrivo da Roma e la loro destinazione, i conti delle ASL da cui si origina il buco da coprire e le coperture per le somme necessarie. Ad oggi ancora nessuna risposta. Oggi la Giunta Cirio ha calato la maschera e decide di ripianare il disavanzo togliendo soldi a materie importanti”.

Vittoria Nallo (Sue) ha aggiunto che “discutere i bilanci della sanità con emendamenti dell’ultimo minuto, senza spiegazioni tecniche, in palese assenza dei pareri istituzionali e in mancanza dell’informativa prevista è un metodo irrispettoso e inaccettabile. La Giunta pensa solo a tamponare l’emergenza di oggi per far quadrare i numeri, ma manca totalmente di una visione per i prossimi anni. Continuare a intervenire senza programmazione significa scaricare i problemi sui cittadini e sulle aziende sanitarie”.

Infine, Sarah Disabato e Alberto Unia (M5S) osservano: “Quando le cose vanno male è colpa di chi governava prima. Quando vanno bene, anche se i soldi sono quelli portati dal Governo Conte col PNRR, allora i meriti sono tutti della Giunta. Bisognerebbe cominciare ad assumersi le proprie responsabilità perché i problemi sono evidenti: nessun mattone posato per i nuovi ospedali, liste d’attesa infinite, case e ospedali di comunità in ritardo, servizi ridotti, immobilismo sul tema dell’autosufficienza e della salute mentale”.

Riarmo. Grimaldi (Avs): Abbiamo superato 34 miliardi di spese militari

“Tolte risorse preziose allo stato sociale. Meloni a traino dei deliri di Trump”
L’Italia partecipa pienamente alla tendenza alla corsa al riarmo. Meloni sembra passare il tempo a dire a Trump che fa i compiti e che lei rispetta i patti. Abbiamo superato i 34 miliardi di euro di spesa militare, con un incremento costante negli ultimi anni. Risorse tolte allo stato sociale. Ditelo ai 6 milioni di italiani che hanno rinunciato alle cure sanitarie.
Lo dichiara Marco Grimaldi di Avs ai microfoni della sede torinese della Rai nel corso di Inside24.
Ma il dato più preoccupante – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – è un altro: 42 miliardi di euro in nuovi programmi d’armamento approvati dall’inizio della XIX legislatura. Di questi, 15 miliardi sono già vincolati tra il 2025 e il 2027. Parliamo di sistemi d’arma ad alta tecnologia: F-35, droni da combattimento, fregate, carri armati Leopard 2A8, missili a lungo raggio. Tutto questo mentre il nostro Paese affronta, oltre alla crisi salariale, una crisi abitativa, una sanità pubblica sottofinanziata e un sistema scolastico che perde insegnanti e strutture.
Eppure, per la Difesa, i fondi si trovano sempre. L’unico scostamento che va fatto – concl

Scanderebech (FI): “Bene definizione fisco agevolato”

“SODDISFAZIONE PER L’INIZIATIVA DELLA GIUNTA, ORA RAPIDA APPROVAZIONE IN CONSIGLIO”

«A distanza di due mesi dall’approvazione della mia mozione in Consiglio comunale, apprendiamo con soddisfazione l’iniziativa dell’Assessora al Bilancio Gabriella Nardelli per l’introduzione del regolamento sulla definizione agevolata delle entrate.

Si tratta di un segnale concreto nella direzione che avevamo indicato: aiutare i cittadini in difficoltà a regolarizzare la propria posizione debitoria, eliminando sanzioni e interessi e prevedendo modalità di pagamento più sostenibili.

È positivo che la Giunta abbia recepito questo indirizzo politico, dando seguito a un impegno assunto in aula. Ora è fondamentale procedere rapidamente con l’approvazione definitiva in Consiglio comunale, per rendere operativa la misura nel più breve tempo possibile.

Continueremo a vigilare affinché questo provvedimento venga attuato in modo efficace, garantendo reale sostegno ai cittadini e maggiore capacità di riscossione per il Comune, con risorse da reinvestire per le priorità del territorio».

FEDERICA SCANDEREBECH