Nei giorni scorsi si è svolto un incontro di particolare rilievo istituzionale tra la Democrazia Cristiana e il Cardinale Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, presso la Prima Loggia della Città del Vaticano. L’incontro, fortemente voluto dal Capo Dipartimento Organizzativo Nazionale, Ignazio Tullo, ha visto la partecipazione dell’intera delegazione del partito, guidata dal Presidente Emilio Cugliari Lauremi, insieme ad altri esponenti di rilievo. Nel corso del confronto, il Cardinale Parolin ha accolto l’invito per una collaborazione continua e reciproca nel solco di un rapporto che ha visto perdere niente convergere l’azione della Democrazia Cristiana e della Santa Sede sui temi centrali della vita pubblica e sociale del Paese. Si tratta di un dialogo che affonda le proprie radici nella storia repubblicana italiana, e che guarda oggi a una nuova e possibile fase. Sua Eminenza ha auspicato che il partito torni a mettere al centro della propria azione politica il sociale, l’attenzione verso i più deboli e i bisognosi, il sostegno alle famiglie, alle persone con disabilità e, più in generale, le questioni per la giustizia e la coesione sociale, in continuità con l’impegno che il partito ha espresso negli anni in cui ha guidato il Paese.
“È importante che la Democrazia Cristiana ritrovi la propria vocazione originaria, tornando a occuparsi delle fragilità sociali, delle famiglie e di chi vive ai margini, mantenendo vivi quei valori che per molto tempo hanno ispirato l’azione pubblica”. Questo è stato il senso del messaggio al centro dell’incontro.
Dopo alcune fasi di criticità nella storia del partito, l’incontro è stato letto come un segnale di rilancio del dialogo e di volontà comune di rafforzare un percorso di collaborazione su temi etici, sociali e civili. Alla luce della proficuità del confronto, è stato condiviso l’augurio che altri incontri possano svolgersi tra le due parti, consolidando un rapporto destinato ad incidere nel dibattito pubblico e nella vita sociale del Paese.
Mara Martellotta
E’ sempre stato chiaro che i ritardi nella costruzione della TAV non dipendevano solo dagli attacchi al cantiere dei NOTAV. Errori e contraddizioni in chi aveva la responsabilità hnno fatto perdere tempo cosicché l’arrivo dei Cinquestelle al Governo e al Comune di Torino avevano messo a rischio l’opera più importante per il futuro di Torino e del Piemonte , tenuto conto che da venticinque anni ,nonostante tanti discorsi e interviste, la crescita economica di Torino e quindi della Regione era costantemente sotto la media nazionale con conseguenze sociali pesantissime. Torino era contemporaneamente la capitale dell cassa integrazione e della precarietà , le periferie costantemente fuori dalle iniziative della Città.
Chi scrive correggerebbe anche Cavour perché il separatismo tra Stato e Chiesa deve essere netto e chiaro: libero Stato e libera Chiesa, togliendo quell’in che poteva limitare l’autonomia della Chiesa cattolica.In questo spirito è da considerarsi una grave interferenza nella vita democratica italiana la posizione favorevole al No al prossimo referendum sulla Magistratura da parte del presidente della CEI , cardinale Zuppi a cui l’interferire negli affari di Stato appare l’atto più naturale e quasi un dovere civico. In questa occasione non entro nella scelta referendaria, ma non posso non rifiutare l’ingresso nella Chiesa nella polemica referendaria. Già il cardinale Ruini interferì pesantemente in un altro referendum.