POLITICA

La bellezza di sentirsi italiani

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Qualche giorno fa nel mio alloggio di Bordighera ho scoperto, arrivando, che il riscaldamento non era in funzione. Un disastro che avrebbe pregiudicato il lungo fine settimana programmato. Senza sperarci – era di sabato – ho chiamato l’assistenza che mi ha risposto dicendo che faceva il possibile per inviarmi un tecnico. Dopo circa un’ora è suonato il citofono  che segnalava l’arrivo insperato del soccorso. Ma questo è solo l’antefatto. Il tecnico non solo si rivelò capace e rapido, ma vedendo alcuni arredi e quadri, nella mia  vecchia casa  di famiglia, che si richiamano alla storia d’Italia, ha iniziato a raccontarmi che suo nonno era un esule da Fiume cacciato dalla furia titina e mi ha detto che lui non poteva perdonare ciò che i titini avevano fatto alla sua terra di origine. Essendo a fine giornata, abbiamo parlato mezz’ora di temi storici e ho visto in un lui un vero italiano orgoglioso di esserlo. Gli ho fatto vedere il volantino lanciato da  D’Annunzio nel volo su Vienna e si è commosso. E si è stabilito tra noi un rapporto come solo avevo conosciuto tra italiani  all’estero di cui raccontava mio padre e che io stesso ho potuto constatare. In Italia non mi era mai capitato. Siamo invasi da gente che odia l’Italia, da gente accecata dalla faziosità e affascinata dalla violenza. Gli attacchi velenosi alla Rettrice dell’Università di Torino  per aver impedito una nuova devastazione di Palazzo nuovo, sono solo l’ultimo episodio dell’esplosivo meticciato politico tra finti italiani e immigrati che delinquono. Il tecnico del riscaldamento con cui ho stabilito un rapporto a prima vista, accomunati dal rispetto della storia e dal patriottismo, è un  nobile esempio a cui guardare per far rinascere l’Italia a nuova vita. Se ci sentissimo tutti più italiani, l’Italia ne trarrebbe un grande giovamento. Il nostro colloquio si è chiuso con due  miei piccoli regali simbolici: la stampa di un disegno di Paolo Caccia Dominioni che tra l’altro raccolse le salme dei Caduti ad El Alamein dove aveva combattuto  e una coccarda  tricolore che mi donarono nel 2011 dopo un mio  discorso per i 150 anni dell’Unità a Bordighera. Da un incidente è nato uno spirito solidale tra Italiani. Una cosa molto bella e oggi purtroppo rara.

Popolari, protagonisti o gregari?

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Ci sono delle fasi nella politica dove è richiesta anche e soprattutto la categoria del coraggio.
Certo, il “coraggio non si dà per decreto”. Come, del resto, neanche il carisma. O c’è o non c’è.
Ma questo riguarda prevalentemente il singolo o un singolo. Quando, invece, in gioco c’è il
destino di una cultura, di una tradizione o, meglio ancora, di un pensiero, è di tutta evidenza che
la posta in gioco cambia e diventa collettiva. E, nello specifico, è proprio il caso della presenza dei
Popolari nella politica italiana.

Ora, è del tutto inutile, nonchè improduttivo, ricordare seppur brevemente la storia dei Popolari
dalla fine della Dc, avvenuta nel lontano 1993, in poi. Ovvero, ripercorrere le varie fasi che hanno
scandito concretamente il percorso e il cammino dei Popolari nella vita politica italiana. La
conosciamo tutti ed è, appunto, inutile soffermarsi. Quello che, invece, merita di essere
approfondito, è come pensiamo di essere ancora presenti nell’agone pubblico del nostro paese. E
cioè, si vuole ancora giocare una partita da protagonisti e quindi da titolari, o si accetta
definitivamente ed irreversibilmente di guardarla dalla tribuna? Accampando, quindi e di
conseguenza, solo e soltanto un “diritto di tribuna”. Detto con parole più semplici e comprensibili,
si vuole essere protagonisti o si vuole restare, ben che vada, gregari? Questo è, oggi, il vero nodo
da sciogliere. Un nodo innanzitutto politico. Ma anche culturale, programmatico ed organizzativo.
E se non viene affrontato e in qualche modo risolto, il destino dei Popolari pare essere abbastanza
segnato. Anche perchè non possiamo non registrare che le altre aree culturali si sono bene o
male riorganizzate. Non ci vuole un sondaggista per ricordare che oggi la sinistra è presente in
tutte le sue multiformi espressioni: da quella radicale a quella massimalista, da quella estremista a
quella populista. La destra, come noto a tutti, è saldamente presidiata ed organizzata: dalla destra
sovranista e conservatrice a quella più estremista, reazionaria e populista. Lo stesso centro,
seppur malconcio e balbettante, è presente nella vita politica del nostro paese. E dietro ad ogni
categoria politica esiste, seppur in modo più o meno approssimativo – anche per il tramonto delle
tradizionali scuole di pensiero – una cultura politica.

Ed è proprio sotto questo versante che emerge in tutta la sua complessità, e gravità, la radicale
assenza del pensiero, della cultura, della tradizione e della storia cattolico popolare e cattolico
sociale. E, di conseguenza, la sua strutturale subalternità nei pochissimi partiti in cui quella cultura
tenta di lanciare qualche timido ed impercettibile segnale.

Ed è per queste ragioni, semplici ma essenziali nonchè oggettive, che ormai siamo arrivati ad un
bivio. Ovvero, nel momento in cui – tra alti e bassi – la politica si riorganizza e ritornano con
difficoltà e timidezze le antiche e tradizionali culture politiche, riviste e fortemente riattualizzate, è
legittimo chiederci e chiedere se l’area e la cultura cattolico popolare e sociale intende proseguire
a guardare la partita dagli spalti. Perchè, se così fosse, dovremmo arrivare alla triste e mesta
conclusione che solo il cattolicesimo popolare e sociale sarebbe, oggi, del tutto fuori luogo e fuori
tempo nella dialettica politica contemporanea. Una conclusione che, francamente, non avrebbe
alcun senso e, soprattutto, alcun fondamento. Ma per invertire la rotta tocca solo a chi si
riconosce in questo nobile e storico filone di pensiero battere un colpo. Non sono certamente gli
avversari storici del popolarismo di ispirazione cristiana o i ricorrenti detrattori dell’esperienza
cinquantennale della Dc e dei cattolici impegnati in politica i principali sostenitori del ritorno del
cattolicesimo popolare e sociale nelle dinamiche concrete della politica italiana.

Settimo Torinese, sopralluogo della Lega al campo nomadi

 
Settimo Torinese (TO), 24 gen – “Il pasticcio del campo nomadi di Settimo Torinese è la dimostrazione del fallimento delle politiche buoniste del PD: prima il Comune ha sgomberato il campo abusivo con tanto di proclami sul ripristino della legalità, poi ha speso oltre 24 mila euro per ospitare una famiglia rom per sei mesi in hotel, e infine si è scoperto che i rom sono tornati a occupare l’area sgomberata, senza un plissé da parte dell’Amministrazione. Se non vogliamo parlare di manifesta incapacità della giunta a gestire le problematiche dell’integrazione, della sicurezza e del degrado, possiamo parlare quanto meno di uno schiaffo ai tanti settimesi onesti che vedono le proprie tasse sperperate non per inserire i rom in un percorso abitativo e di lavoro, ma per pagargli l’hotel senza nulla ottenere in cambio”. Lo ha dichiarato l’eurodeputata Isabella Tovaglieri (Lega), che questa mattina ha compiuto un sopralluogo al campo nomadi di Settimo Torinese, insieme al consigliere regionale Andrea Cerutti e al consigliere comunale settimese Manolo Maugeri, a cui è seguito un presidio davanti al municipio con i facsimile dell’assegno da 24.376 euro spesi per l’albergo ai rom . “Ci voleva la Lega per sollevare un problema che è sotto gli occhi di tutti – ha dichiarato Cerutti. – L’integrazione dei rom deve avvenire a costo zero, dal Comune è lecito aspettarsi che la famiglia sgomberata venga messa in sicurezza senza gravare sulle tasche dei cittadini”. Per Maugeri infine “l’Amministrazione civica deve avere altre priorità che non buttare dalla finestra i soldi pubblici per agevolare chi non vuole essere aiutato, preferendo vivere nel degrado e spesso anche nell’illegalità”.

“Civici al Centro”, nuove adesioni

 

Prosegue il percorso dei “Civici al Centro” verso le elezioni amministrative del 2027 rafforzandosi sul territorio cittadino con l’adesione degli ex Capigruppo Circoscrizionali Paolo Bruzzese (Capogruppo alla Circ. 4  dal 2016 al 2021) Fabio Del Mare (Capogruppo alla Circ. 5  dal 2016 al 2021). Massimo Giaretto
(Capogruppo alla Circ.8  dal 2016 al 2021)

Sotto la Presidenza dell’Assessore Paolo Chiavarino, il Coordinamento politico ha approvato il manifesto programmatico e dei valori, che mette al centro lo sviluppo economico e occupazionale, l’attenzione verso le periferie e le fragilità, la cura dello spazio pubblico, il potenziamento dei servizi e l’impegno per la sicurezza dei cittadini.
Sono poi state programmate nuove iniziative che si svilupperanno nei prossimi mesi.
A questo si aggiunge l’avvio della seconda fase di comunicazione politica attraverso affissioni di manifesti che interesseranno l’intera Città.

“Con l’adesione degli ex Capigruppo Circoscrizionali Bruzzese, Del Mare e Giaretto, affermano in una nota l’Assessore Paolo Chiavarino ed i Consiglieri Circoscrizionali Francesco Martinez, Chantal Balbo di Vinadio, Giuseppe Genco, Maurizio Versaci e Romano Luvison, si consolida attorno alla compagine “Civici al Centro”, il nucleo fondatore della Lista Civica che si è presentata alle ultime due elezioni amministrative torinesi. Con l’approvazione della “Carta dei Valori” poi, contestualmente al radicamento territoriale, si rafforza- conclude la nota- la proposta politica e programmatica connotata da una forte identità centrista e moderata che sostiene, con convinzione, il Sindaco Stefano Lo Russo.”

Inquinamento a Torino, interrogazione di Ravinale (AVS) in Regione

Dire che a Torino le molecole di carbonio sarebbero “meno tossiche” non è solo scientificamente infondato, è pericoloso. “Quelle che sento in giro sono accuse allarmistiche e senza fondamento. E dico una cosa in più: le molecole di carbonio che ci sono a Torino sono meno tossiche che altrove, lo proveremo con studi scientifici ad hoc”.

Invece è di questi giorni la notizia che riprende i dati definitivi 2025 del progetto nazionale “CAMBIAMO ARIA. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane”, promosso da ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente, in collaborazione con l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign: Torino è seconda per inquinamento da PM 2,5, l’inquinante più pericoloso per la salute: la centralina di Rebaudengo ha registrato nel 2025 medie annue ben superiori alle soglie di sicurezza, quattro volte oltre il limite OMS (5). Ancora più grave il dato sui superamenti giornalieri: contro un massimo consentito di 18 giorni UE, Torino è arrivata a 206 giorni oltre i 25 µg/m³; rispetto alla raccomandazione OMS (4 giorni oltre i 15 µg/m³), Torino tocca i 173 giorni.

Il nostro assessore all’Ambiente questa vota si è spinto oltre i confini della realtà, arrivando a stravolgere le leggi della chimica.

L’affermazione dell’Assessore è di un pianeta diverso rispetto a ciò che oggi ci dicono i dati, per questo abbiamo chiesto con quali e quanti fondi si intende finanziare gli studi scientifici ad hoc per dimostrare che “le molecole” di carbonio che ci sono a Torino sono meno tossiche che altrove. E poi quali siano i soggetti finanziati, o come si intenda selezionarli.

Attendiamo intanto ancora le risposte alle interrogazioni depositate negli scorsi mesi sulle altre attività di implementazione del Piano Qualità dell’Aria – dai biocarburanti ai filtri – che secondo la Giunta consentirebbero di scongiurare il blocco dei diesel Euro 5 ma su cui non c’è nessuna certezza.

Di fronte al fatto che l’inquinamento uccide e chi vive a Torino ha la certezza di essere più esposto a inquinanti pericolosi, serve serietà non generiche rassicurazioni e fantasiose teorie per minimizzare una delle questioni più gravi e urgenti per il Piemonte.

Tentato stupro a Mirafiori Sud, in strada il Comitato Torino Tricolore

Dopo l’iniziativa in piazza Bengasi, è tornato in strada  il Comitato Torino Tricolore, questa volta a Mirafiori Sud, nella zona compresa tra via Biscaretti di Ruffia, via Pramollo e via Buriasco, dove pochi giorni fa una ragazza ha rischiato di essere stuprata.

“Siamo scesi in strada a Mirafiori Sud, precisamente nei pressi di via Biscaretti di Ruffia dove pochi giorni fa una ragazza ha rischiato di essere stuprata – ha dichiarato Matteo Rossino, portavoce del Comitato Torino Tricolore -, ma sono mesi che in questa zona residenti e commercianti fanno i conti con aggressioni, furti nei negozi e garage, auto spaccate, è ora di dire basta! Periferia non deve essere sinonimo di degrado – ha concluso Rossino -, non possiamo permettere che i nostri quartieri siano ostaggio della criminalità, siamo pronti ad aiutare tutti quei torinesi stanchi di vedere la propria città morire giorno dopo giorno!”

Comitato Torino Tricolore

Forza Italia, Rosso – Fontana: “Corsie preferenziali come trappole”

LUNEDÌ SCATTA IL NUOVO VARCO IN CORSO SOMMEILLER”

«L’attivazione del nuovo varco elettronico in Corso Sommeiller, prevista per lunedì, è l’ennesimo tassello di un assedio elettronico contro i torinesi, che non ha nulla a che vedere con la sicurezza o con una mobilità più efficiente». Lo hanno dichiarato il senatore Roberto Rosso, vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama e vicesegretario regionale del partito, e il segretario cittadino di Forza Italia Marco Fontana, al termine del punto stampa svoltosi questa mattina, al quale hanno preso parte anche Deodato Scanderebech, responsabile del Dipartimento Viabilità e Traffico di Forza Italia Torino, e Veronica Pratis, segretaria cittadina di Forza Italia Giovani Torino.

«Nel solo 2025 le sanzioni sulle corsie preferenziali hanno già superato quota 101 mila, con incassi oltre gli 8,5 milioni di euro», ha spiegato Rosso. «Si moltiplicano corsie preferenziali superflue che producono imbottigliamenti, aumentano il traffico e aggravano l’inquinamento: altro che sostenibilità, è una gestione ideologica che penalizza i cittadini e peggiora la qualità della vita urbana».

«Per questo abbiamo presentato una Mozione con il nostro capogruppo in Comune che chiede una revisione complessiva delle politiche di mobilità», ha aggiunto Fontana. «Proponiamo una moratoria sui nuovi varchi, la razionalizzazione delle corsie preferenziali e il transito nelle stesse per i veicoli 100% elettrici, equiparandoli ai mezzi pubblici, per incentivare davvero la transizione ecologica invece di limitarsi a sanzionare. E chiederemo che oltre i mezzi di manutenzione Gtt e del Comune possano transitare nelle corsie preferenziale anche i camion di aziende private che abbiano in corso con il Comune una autorizzazione a lavori di manutenzione». «D’altra parte – spiegano Fontana, Scanderebech e Pratis – il capoluogo piemontese è tra le città con meno capacità stradale pro-capite per le auto. Il 7,5% della rete è preferenziale contro il 2% a Genova, il 2,3% di Roma e il 4,5% a Napoli. Avendo molta più rete riservata rispetto a popolazione e km di strade, congestionando di più il traffico perché sottrae capacità veicolare. Non solo se concentri il traffico rischi anche più inquinamento».

«Torino ha bisogno di mobilità intelligente e soluzioni concrete, non di fare cassa moltiplicando occhi elettronici», hanno concluso Rosso e Fontana.

Valle (PD): “CUP in tilt, spiegazioni insufficienti. L’influenza non giustifica il caos”

 “Le spiegazioni fornite dall’Assessore Riboldi sul malfunzionamento del portale “Salute Piemonte” non sono soddisfacenti, anzi sono piuttosto deludenti. Attribuire il blocco del CUP online a un generico aumento delle richieste legato all’influenza è poco plausibile: da un’ondata influenzale non discendono esami specialistici o visite in quantità tale da mandare in crisi un sistema regionale. È evidente che ci siano problemi strutturali che la Giunta continua a sottovalutare” dichiara il Vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Daniele Valle che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per fare chiarezza sul tema.

“La risposta dell’Assessore che parla di un incremento del 50% delle chiamate e di verifiche tecniche in corso, non chiarisce le cause reali del blocco né indica tempi certi per il ripristino della piena funzionalità. I cittadini hanno diritto a sapere cosa non ha funzionato e perché. Non basta dire che si stanno aspettando relazioni dai fornitori: serve trasparenza, serve responsabilità, serve una gestione più seria di un servizio essenziale” prosegue Valle.

“E’ fondamentale ricordare nuovo sistema CUP, più volte annunciato dalla Giunta come soluzione definitiva ai problemi di prenotazione, non è mai entrato in funzione.  L’attivazione del nuovo CUP, più volte annunciata e rinviata, è rimasta lettera morta. Oggi l’appalto è oggetto di contenzioso al TAR. È l’ennesima dimostrazione di una gestione confusa e inefficace” sottolinea il Vicepresidente Valle.

“Nel frattempo, migliaia di piemontesi hanno dovuto affrontare disservizi, impossibilità di prenotare visite e prestazioni, e un call center sovraccarico. La Regione invita a usare canali alternativi, ma il punto è che il portale deve funzionare. È uno strumento fondamentale, soprattutto per chi non può recarsi fisicamente in farmacia o restare ore al telefono. Non possiamo accettare che nel 2026 un servizio digitale così importante vada in tilt senza spiegazioni credibili” aggiunge Valle.

“Ribadisco che continuerò a chiedere alla Regione di rendere pubbliche le relazioni tecniche, di indicare con precisione cosa non ha funzionato e di fornire un cronoprogramma chiaro per l’attivazione del nuovo CUP. I cittadini meritano risposte, non giustificazioni generiche” conclude Valle.

Ex piscina Sempione, Conticelli (PD): “La sicurezza si costruisce con progetti concreti”

“La sicurezza si costruisce con azioni concrete e con una programmazione che non si limiti a sporadiche prove di forza, ma che costruisca un futuro diverso per i territori più difficili.
“L’operazione di questa mattina alla piscina Sempione è frutto del lavoro puntuale che l’amministrazione comunale di Torino ha svolto negli ultimi anni per giungere ad una progettualità importante su quella zona: da un lato la metro due che entra nella sua fase operativa e che avrà la stazione di testa proprio in zona Rebaudengo Sempione, e dall’altro la vocazione sportiva che viene recuperata con una nuova importante struttura. La vocazione sportiva dell’area non è ma venuta meno, grazie al lavoro che in questi anni la ASD Gar Rebaudengo ha fatto proprio in via Gottardo.
“L’intervento delle forze dell’ordine di questa mattina, a cui va un doveroso ringraziamento, è uno step di questo percorso, che ha messo finalmente in sicurezza l’area della piscina. Contemporaneamente si è concluso il lungo complesso iter per il recupero delle aree ex Gondrand, che entreranno in fase di cantierizzazione.
“Ora anche l’asl dovrà fare la propria parte con il servizio dipendenze, per affrontare il tema delle nuove tossicodipendenze soprattutto da crack ed evitare che le persone vadano a gravitare su altre zone limitrofe”.
Lo dichiara la Consigliera regionale del Partito democratico Nadia Conticelli

Iran, Nicco: “Odg contro la repressione”

PER LA LIBERTÀ DEL POPOLO IRANIANO

“Di fronte alla brutale repressione in atto in Iran, il Consiglio regionale del Piemonte non può restare in silenzio. Oscurare internet, non può oscurare le coscienze: oggi abbiamo discusso e approvato all’unanimità un Ordine del giorno che afferma con forza tre principi chiari: condanna senza ambiguità delle violenze del regime contro civili, donne, giovani e minoranze, oltre 12mila morti sono una carneficina; rifiuto dell’uso della pena di morte come strumento di repressione politica; sostegno a un’azione diplomatica internazionale forte e coordinata per la tutela dei diritti umani fondamentali e per far terminare questo orrore”, dichiara il Presidente del Consiglio regionale Davide Nicco.
L’Ordine del Giorno, proposto all’unanimità dall’UdP presieduto da Davide Nicco, impegna il Presidente della Regione ad attivarsi presso il Governo affinché continui a promuovere, in sede europea e alle Nazioni Unite, iniziative volte alla cessazione della repressione, alla sospensione delle esecuzioni e al rispetto delle libertà fondamentali, oltre a sostenere azioni di sensibilizzazione e cooperazione internazionale a favore della popolazione iraniana.

“Tutte le istituzioni democratiche hanno il dovere di testimoniare con atti concreti la difesa della dignità della persona e dello Stato di diritto. Con questo voto unanime – conclude Nicco – il Consiglio regionale ribadisce che i diritti umani non hanno confini e che la libertà non può essere soffocata dalla paura e nel sangue”.