Con la cerimonia d’investitura del Conte Verde e la consegna simbolica delle chiavi della Città da parte del Sindaco Alessandro Errigo, si è aperto ufficialmente il 72⁰ Carnevale di Rivoli, organizzato dalla Pro Loco di Rivoli con la collaborazione dei Gruppi storici delle associazioni del territorio e numerosi volontari. L’appuntamento si è svolto domenica 25 gennaio scorso e ha dato vita al calendario delle iniziative che accompagneranno la città fino al momento più atteso: la sfilata dei carri allegorici, in programma domenica 15 febbraio prossimo.
Il Conte Verde, maschera ufficiale del Carnevale rivolese, si ispira alla figura di Amedeo VI di Savoia (1334 -1383), protagonista della storia medievale e profondamente legato a Rivoli, sede della corte sabauda nel XIV secolo. Il soprannome “Conte Verde” deriva dal celebre abito indossato durante un torneo del 1353, divenuto nel tempo simbolo della sua figura e della tradizione carnevalesca cittadina.
L’edizione 2026 del Carnevale si articolerà in diversi appuntamenti: dopo l’investitura del Conte Verde, sabato 7 febbraio sarà la volta del Carnevale dei bambini a Cascine Vica, con la prtenza alle 15 da largo Pistoia e arrivo ai Giardini Falcone. Il 13 febbraio sarà la volta del ballo in maschera al Centro d’incontro Don Puglisi, in via Camandona, mentre il 15 febbraio Rivoli tornerà colorarsi con la sfilata dei carri e delle majorette. Anche quest’anno l’evento si aprirà alla presenza di un gruppo di persone disabili, a conferma dell’attenzione all’inclusione che caratterizza la manifestazione. Grande spazio sarà dedicato alle nuove generazioni: il Conte Verde e il Gruppo Storico Amedeo VI faranno visita alle scuole con momenti di animazione teatrale pensata per i bambini e per trasmettere la conoscenza delle radici storiche della città. Sono previste visite alle case di riposo, in alcuni quartieri, e momenti d’incontro con l’amministrazione comunale.
Per l’ottavo anno consecutivo, grazie alla collaborazione con la Fondazione Amleto Bertoni di Saluzzo, prende forma il Carnevale delle Due Province, con la partecipazione di carri allegorici del territorio e cinque carri a concorso. Gli eventi saranno promossi anche attraverso emittenti televisive locali, canali social e circuiti nazionali, contribuendo a dare visibilità alla Città.
“Il Carnevale è una festa che parla della nostra storia e, soprattutto, della nostra comunità – dichiara il Sindaco Alessandro Errigo – è un’occasione per ritrovarsi, stare insieme e vivere la città in modo gioioso e inclusivo, coinvolgendo famiglie, scuole, associazioni e visitatori. Attraverso il Carnevale valorizziamo le nostre tradizioni e promuoviamo Rivoli come una città viva e culturalmente attiva. L’invito è per tutti”.
“Siamo felici di dare il via a questa nuova edizione del Carnevale – spiega la Presidente della Pro Loco di Rivoli Rosy Donvito – un evento che cresce anno dopo anno grazie all’impegno dei Gruppi Storici, dei volontari e di tutte le realtà che collaborano con passione. È un momento di gioia e condivisione che unisce la città, e vedere tanta partecipazione ci riempie di orgoglio”.
Gian Giacomo Della Porta

Chi scrive ha conosciuto un solo e vero Carnevale, quello in piazza Vittorio dove tutta la città si ritrovava in festa. L’assessore Dondona decise molti anni fa di eliminare il Carnevale in piazza Vittorio per riqualificare la piazza. Oggi ho qualche dubbio sulla reale riqualificazione di quell’area non più di parcheggio perché sotto la piazza venne costruito un parcheggio utilissimo, malgrado i limiti di accesso troppo angusti e pericolosi, forse per accontentare i pochi radical- chic come Vattimo ,feroci contestatori anche dei parcheggi sotterranei. Si andava in piazza Vittorio a divertirsi, a vincere un pesce rosso e poi a gustare la cioccolata con panna di Ghigo, l’unica istituzione che regge al tempo dal 1870. C’era anche in via principe Amedeo, poi in piazza Carlo Alberto e alla fine nello spiazzo che diventerà il parcheggio Valdo Fusi, la fiera dei vini dove si mangiava e si stava allegri con buona musica tradizionale: la cucina non era sempre all’altezza , ma ai torinesi piaceva. Si mangiava spesso lo zampone con i crauti. Il carnevale venne spostato in periferia, alla Pellerina in modo particolare. E da allora sono stato una sola volta e mi è bastata. Lo spirito di piazza Vittorio è stato ucciso . Vedo che il Carnevale di quest’anno, che celebra anche il centenario di Gianduia maschera del Carnevale torinese, si è un po’ riposizionato in centro. E’ fatto positivo che può far rinascere la festa che dopo i fasti degli Anni 80 e 90, e’ andata putroppo in crisi anche a Venezia. In Piemonte è bene vivo il famoso Carnevale di Ivrea che si fonda sulla storia e a cui l’editore Pedrini ha dedicato un volume. Resiste poi il Carnevale di Viareggio che non ha mai avuto rivali. Vorrei fare una proposta per il 2027: tornare a fare qualcosa in piazza Vittorio per ricordare il Carnevale storico della Città. Un solo evento rievocativo che piacerebbe a molti e che ci renderebbe giovani per mezza giornata o anche solo due ore.