Con il sole a proprio favore, la manifestazione ha abbandonato il Lingotto per esplorare qualsiasi angolo di Torino. Il Valentino, San Salvario, i Murazzi, via Po, piazza Castello, via Roma, piazza San Carlo. Sono stati quattro giorni diversi, ricchi, pieni. E Torino era bellissima
di Giulia Ricci
Quasi un milione e mezzo di visitatori, solamente la domenica. Le stime non sono ufficiali, ma dopo una giornata al Valentino non è difficile crederci. Terra Madre – Salone del Gusto, giunta oggi al suo ultimo giorno, è stato un successo.
Sapori, aromi, assaggi, sorrisi, vociare, culture diverse, gusti diversi. 800 espositori da 100 paesi, 5000 delegati di Terra madre, 128 appuntamenti. Il cibo e la sua cultura hanno letteralmente invaso la Città. Con il sole a proprio favore, la manifestazione ha abbandonato il Lingotto per esplorare qualsiasi angolo di Torino. Il Valentino, San Salvario, i Murazzi, via Po, piazza Castello, via Roma, piazza San Carlo. Sono stati quattro giorni diversi, ricchi, pieni. E Torino era bellissima.

Tutto inizia al Valentino. Porta principale: corso Marconi. Sia a sinistra che a destra del Castello di architettura, una miriade di stand. Dal Piemonte all’Africa, dalla Lombardia all’Oceania. Qua si può assaggiare la radice di ortica, brasato di coniglio in salsa d’agave ecuadoregna, birra piccante o alla canapa, carne di manzo kobe, ostriche giganti. Ogni Paese, ogni regione, ha portato qualcosa di suo, un pezzo del proprio mondo da far conoscere all’altro. E la gente è curiosa, assaggia, sente, ascolta, compra, mangia.
<E’ la prima volta che portiamo le ostriche in Italia>, racconta Barbara Rodenburg, una dei 35 pescatori olandesi del mare di Wadden, in Olanda: <Sono animali particolari, diversi dagli altri. La loro grandezza non ne modifica il gusto. Non per forza, quindi, più grande significa più buona. Anzi>. Olga Rendek, ungherese, vende salame di Mangalica, una razza di maiale con uno particolare pelo lungo
e arricciato. Non mastica molto l’italiano e nemmeno l’inglese, quindi, una donna passata lì per caso, australiana di origini ungheresi, la aiuta a chiacchierare con i visitatori, per spiegare quanto il salame ci metta ad arrivare in tavola – 2 anni – e che dal grasso si fa anche un sapone dal gusto neutro. Il cibo unisce, senza tante domande.
E poi ci sono i Murazzi, vuoti giovedì pomeriggio, pieni da venerdì notte. Un fiume di gente a mangiare street food, dal panzerotto pugliese alla focaccia ligure, bevendo birra artigianale. È sembrato di tornare ai tempi d’oro delle serate lungo il fiume. Via Po è la via del gelato, sotto il segno di Marchetti, mentre piazza Castello ospita di nuovo le regioni, come il nostro Piemonte, dove l’assessorato all’agricoltura ha dato vita alla merenda sinoira sul prato: dalle 18 è possibile sedersi su una coperta e assaggiare i prodotti tipici. A
palazzo Reale protagonisti sono i vini, con 900 etichette italiane: c’era l’imbarazzo della scelta, sotto l’egida dei vini piemontesi. E poi via Roma, anch’essa sempre carica di persone, pronte a degustare e scoprire, con 150 presidi Slow Food italiani, che offrono dalla cipolla bianca
abruzzese al vin santo trentino alla sopressata napoletana. Piazzale Valdo Fusi, animata dai Maestri del Gusto, tra buon cibo e buona birra Baladin, ma anche conferenze nel nuovo centro Lavazza dell’ex Borsa Valori. E infine San Salvario, il salone nel salone, partecipante grazie all’estro e all’inventiva dei suoi abitanti: da San Salvario Emporium a Spiriti Affini, una mostra di liquori del territorio, dal Giardino Ubriaco all’Enoteca Diffusa, etichette magistrali di vini e workshop in giro per i locali.

Il Salone è stato anche grandissimi nomi. Dal taglio del nastro del ministro Dario Franceschini all’inaugurazione ufficiale col Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dagli incontri con personaggi come Giuseppe Culicchia a quelli come Giancarlo Caselli.
Un Salone diffuso, niente biglietti d’ingresso, il rischio pioggia a preoccupare. È piaciuto, l’esperimento di Slow Food, Regione e Città ha funzionato. <L’impatto è migliore, non c’è niente da fare: è imparagonabile con la vecchia location>, ha detto Arianna, che vive in California ma ha origini torinesi. E la stessa cosa pensano gli stand. Difetti? Per alcuni la chiusura al Valentino alle 19, obbligata dalla scelta di un luogo così difficile da gestire. E poi il traffico, perché nonostante l’invito a spostarsi con i mezzi potenziati, per alcuni è difficile abbandonare la propria auto.
Oggi è l’ultimo giorno. Alcuni stand, dopo la folla di ieri, hanno dato “il tutto esaurito”, ma qualcosa da vedere, ma soprattutto da mangiare, c’è ancora. E se non l’avete fatto: ne vale la pena.
(Foto: GR / il Torinese)
La fiera aprirà i battenti venerdì 30 settembre alle ore 17
TORINO: ATTIVITA’ FISICA E SPORTIVA IN CITTA’
campo patologico medico, sono chiari quali possano essere le forme di disturbo psico – fisico che la mancanza di alimentazione sufficiente provoca. Pur volendo comunque valutare solo l’aspetto “meccanico e plastico”, il non mangiare provoca in primo luogo l’abbattimento e l’abbassamento ovvio dell’apparato muscolare. In parole semplici si toglie la calce dal muro e i mattoni crollano. La componente muscolare ha un peso di molto superiore alla componente lipidica (grassi) e, di conseguenza, accade che il peso diminuisca in maniera sensibile, ma non si sta solo dimagrendo, si sta deperendo. Si perde forza, lucidità e si va incontro a “sbalzi” ormonali anche gravi. E’ necessario accettare il sovrappeso come uno zaino da scaricare gradualmente e non come un giubbotto che si sfila in pochi istanti.
A Portacomaro d’Asti è iniziata la vendemmia delle uve Grignolino nella ‘vigna del Papa’, un terreno di 5 mila metri quadri di proprietà del Comune astigiano
una vite’, Carlo Cerrato. Il raccolto è di oltre sette quintali di uva, che verrà conferita poi alla cantina sperimentale del Centro per la ricerca in Enologia di Asti, dove si effettuerà la vinificazione. Le vinacce residue saranno utilizzate per la ricerca in enologia e le bottiglie ottenute saranno destinate a nuove iniziative di raccolta fondi per lo sviluppo del progetto che ha finalità ambientali, sociali e di promozione territoriale.



Dopo anni di lavori si stanno finalmente rimuovendo le impalcature che coprono la facciata e i lati della stazione di Porta Nuova
per grandezza in Italia, è stata riqualificata da Grandi Stazioni, per rendere un migliore servizio ai 70 milioni di viaggiatori che la frequentano annualmente. Sono 510 mila i metri quadrati riqualificati, 15mila dedicati ai servizi, allo shopping e a bar e ristoranti (orario 8/21), 13mila di superfici restaurate tra facciate, marmi e controsoffitti. In questo periodo si stanno ultimando gli importanti interventi di restauro che interessano porticati, facciate, illuminazione (a led) e coperture che restituiranno a Porta Nuova l’immagine originale del 1861, a partire dal colore: rosso, grigio, bianco-avorio, con gli infissi verdi.







































Come in tutte le principali città anche a Torino si è tenuto l’evento “Mezzanotte con Harry Potter”,
Tornano anche quest’anno le Giornate Europee del Patrimonio, un’iniziativa promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Si chiama “Fatti un giro al parco” ed è l’iniziativa che si terrà a Collegno in occasione della “Settimana europea della mobilità sostenibile e di Puliamo il mondo”.
Balzoo, Banco Italiano Zoologico Onlus e Maxi Zoo grazie all’attività e all’impegno quotidiano dei volontari dell’Associazione e alla collaborazione con Maxi Zoo, offre sostegno alimentare
Grazie a Terra Madre – Salone del Gusto via Po diventa la “Via del gelato”
26 settembre. Con l’acquisto di un ticket apposito si potranno gustare decine e dedcine di gelati diversi: dai classici, come il cioccolato, la nocciola, il caffè fino a gusti più inconsueti, come le fragole di Tortona o la robiola di Roccaverano.