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“I Romeni e la Grande Guerra”

Arriva a Torino la mostra foto-documentaria dedicata al 100° Anniversario della prima guerra mondiale. E’ ospitata al Museo Nazionale del Risorgimento 

romeni
Dopo essere stata esposta a Palazzo Cusani a Milano, arriva a Torino, al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, la mostra foto-documentaria itinerante I Romeni e la Grande Guerra.L’evento, organizzato dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, insieme con il Consolato Generale della Romania a Torino, il Museo Nazionale di Storia della Romania, l’Archivio Nazionale della Romania e l’Università Babes™–Bolyai di Cluj-Napoca, in collaborazione con la Città di Torino e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, vuole ricordare il 100° anniversario dell’inizio della prima guerra mondiale in Europa. Si avvale del patrocinio dell’Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana, della Regione Piemonte, della Provincia di Torino e della Città di Torino. La mostra è aperta al pubblico dal 31 ottobre al 14 dicembre 2014 nell’atrio monumentale di accesso al Museo, all’interno di Palazzo Carignano, con ingresso libero.

 

In esposizione oltre 40 panelli foto-documentari che raccontano la partecipazione dei romeni e della Romania alla Grande Guerra attraverso i documenti d’archivio, le fotografie, le illustrazioni coeve e le rassegne stampa dell’epoca. Scrive il professor Rudolf Dinu, Direttore dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia: “Il primo conflitto mondiale costituì un episodio senza eguali nella storia di numerosi popoli, per le perdite umane subite, oltre che per i profondi mutamenti socio-politici, economici e demografici che ne derivarono, tali da giustificare a pieno titolo l’appellativo di Grande Guerra con il quale fu denominata dalle generazioni chiamate a combatterla e come tale ancora oggi viene generalmente ricordata…Questa mostra foto-documentaria fa parte del messaggio che la nostra generazione deve consegnare a quella dei nostri figli, quello del dovere della memoria: la memoria di coloro che sacrificarono la propria vita per difendere la loro patria e i loro ideali e la memoria della fragilità della pace…La commemorazione di tale catastrofe storica deve riportare nella coscienza dei popoli europei e dell’umanità in genere la fragilità della civiltà, della stessa esistenza umana e la necessità di sforzi condivisi per la tutela dei valori umani”.

 

Oltre che la mostra, il pubblico potrà visitare il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano che espone cimeli originali e illustra nei filmati di sala numerosi riferimenti alla storia della nazionalità romena nel corso dell’Ottocento, insieme agli altri processi di nazionalità presenti in Europa, mentre si realizzava quello italiano. Il biglietto di ingresso sarà secondo le consuete tariffe. Ospitando questa mostra, il Museo avvia le iniziative in programma per ricordare il centenario della Grande Guerra, le quali nel 2015 saranno dedicate in particolare alla dimensione italiana del conflitto. A conclusione della tappa torinese, la mostra I Romeni e la Grande Guerra sarà allestita a Roma, negli spazi espositivi del Vittoriano.

 

Titolo: I ROMENI E LA GRANDE GUERRA
Sede: Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, piazza Carlo Alberto 8
Periodo: 31 ottobre – 14 dicembre 2014, dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 18
Ingresso: libero per la mostra, mentre la visita al Museo avverrà dietro pagamento del biglietto, secondo le consuete tariffe.
  

Il Regio in Nord America con il Rossini Tour

regio orchestraLa tournée verrà presentata ai giornalisti lunedì

 

Lunedì 24 novembre alle ore 11, nella Sala Caminetto del Teatro Regio verrà presentato in una  conferenza stampa il Teatro Regio Torino Rossini Tour, tournée in Nord America che avrà come protagonisti, dal 3 al 9 dicembre 2014, l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio diretti da Gianandrea Noseda.

 

Allincontro partecipano Piero Fassino Sindaco di Torino, Walter Vergnano Sovrintendente,Gastón Fournier-Facio Direttore artistico e Gianandrea Noseda Direttore musicale.

 

Finchè morte non ci separi

elette2elette 1In questi anni la Consulta delle Elette e la Regione Piemonte si sono molto attivate nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza, proponendo iniziative e ricercando le forme più idonee per fronteggiare questo drammatico e, purtroppo ancora irrisolto, problema

 

“Come rappresentanti delle istituzioni abbiamo il dovere di tutelare e difendere i diritti delle donne e non dobbiamo permettere che alcuni vili comportamenti sporchino una società come la nostra che dovrebbe essere basata sul rispetto dei diritti umani. Abbiamo il compito morale ed istituzionale di divulgare il messaggio che la diversità di genere è una ricchezza e non un pretesto per maltrattare o addirittura annientare psicologicamente e fisicamente il genere femminile. È assurdo anche solo immaginare che possano esistere affermazioni come <<donne uccise in quanto donne>>”.

 

Con queste parole il presidente dell’Assemblea regionale Mauro Laus, ha presentato il progetto realizzato dalla Consulta delle Elette del Piemonte in collaborazione con l’associazione culturale LiberiPensatori Paul Valéry, in una conferenza stampa tenutasi il 20 novembre presso palazzo Lascaris, in occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne.

 

In questi anni la Consulta delle Elette e la Regione Piemonte si sono molto attivate nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza, proponendo iniziative e ricercando le forme più idonee per fronteggiare questo drammatico e, purtroppo ancora irrisolto, problema.

 

La proposta di quest’anno è appunto il progetto “Finché morte non ci separi”, originale e straordinario spettacolo teatrale sul femminicidio che,attraverso recite e laboratori teatrali realizzati all’interno di alcuni istituti superiori della regione (tra cui anche il Ferrante Aporti, l’istituto penale per i minorenni), vuole sensibilizzare e coinvolgere i giovani di tutto il Piemonte su un tema molto importante e sentito all’interno della nostra società, comequello della violenza di genere.

 

Cinque incontri nelle scuole e altrettanti spettacoli teatrali – dal 25 al 28 novembre – per sensibilizzare gli studenti e i cittadini piemontesi sui temi legati al femminicidio. Questo progetto desidera dimostrare come, anche attraverso l’arte scenica, sia possibile far dire no alla violenza e come sia possibile dare una voce a quelle donne che ormai purtroppo voce non hanno più.

 

Alla presentazione erano presenti oltre al Presidente Mauro Laus anche la vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino, delegata alla Consulta, il Garante regionale per i detenuti Bruno Mellano e le due attrici (nonché anche ideatrici) dello spettacolo, Stefania Rosso e Manuela Grippi. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, anche l’assessore regionale alle Pari opportunità Monica Cerutti e il consigliere Alessandro Benvenuto.

 

Non possiamo che complimentarci con la Regione Piemonte e con l’associazione culturale LiberiPensatori Paul Valéry e ci auguriamo che iniziative e progetti come questo possano continuare ad esistere per rendere l’ Italia uno Stato dove il diritto per una donna di vivere in piena libertà non debba più essere chiesto ma semplicemente rispettato. Una battaglia questa culturale, sociale ed istituzionale : “finchè morte non ci separi, finché vita non ci unisca”.

 

Simona Pili Stella

Il Parkour al Museo dello Sport

parkour sport

A Torino sono circa 200 i giovani che lo praticano e si chiamano Traceurs (tracciatori o tracciatrici) tra questi  i fondatori di Parkour Torino ASD Ivan Nikodimovich e Alessandro Peirone 

 

 

E’ il Parkour (PK) la 48esima disciplina ad entrare nel Museo dello Sport, il primo sport di strada ad essere ospitato nei locali dello Stadio Olimpico di Torino, testimonianza dell’attenzione che il Museo riserva alle attività nuove ed emergenti come  “l’arte dello spostamento” .

 

Il Parkour è una disciplina urbana nata a Parigi alla fine degli anni ’80 e consiste nel superare ostacoli con salti e acrobazie, nel muoversi con velocità superando ogni ostacolo con agilità e destrezza. 

 

A Torino sono circa 200 i giovani che lo praticano e si chiamano Traceurs (tracciatori o tracciatrici) tra questi  i fondatori di Parkour Torino ASD Ivan Nikodimovich e Alessandro Peirone (Presidente dell’Associazione) che, accompagnati dal responsabile area giovani Uisp Alessio Nobile, hanno consegnato al Presidente del Museo Arisi la maglietta ufficiale “Non sono un ladro, faccio parkour” simbolo delle difficoltà incontrate, almeno all’inizio, dai traceurs.

 

Ivan ha inoltre descritto ad un pubblico attento e coinvolto di studenti in visita le tecniche ma soprattutto la filosofia della disciplina: “Il Parkour non è solo  uno sport ma  uno stile di vita e di pensiero, così come nella disciplina ogni ostacolo viene trasformato in un punto di appoggio da superare così nella vita impariamo a non arrenderci mai davanti ad un problema ma al contrario a sfruttarlo per andare avanti. Inoltre non c’è agonismo fra di noi, ma l’altro e’ colui dal quale hai sempre qualcosa da imparare e con il quale hai sempre qualcosa da condividere”.

 

Li Calzi in musica per il Tff

Eseguirà la performance musicale ‘Morricone – A Blind Movie’, con tromba e strumenti elettronici

TFF 2014

L’ospite musicale della serata inaugurale del 32/o Torino Film Festival, al Lingotto, domani, è il musicista Giorgio Li Calzi.  Eseguirà la performance musicale ‘Morricone – A Blind Movie’, con tromba e strumenti elettronici. E’ stata prodotta nel 2008 per il festival Jazz Fuori Tema di Tortona, che venne organizzato in occasione degli 80 anni di Ennio Morricone. Si tratta di una storia musicale con collegamenti a film e autori come Petri, Pasolini, Sciascia, Volontè, che hanno trattato il tema della violenza e del potere.

Agli automobilisti europei piace la Fca

 

fiat fca

La 500 e la Panda sono le auto più vendute

 

La 500 e la Panda sono le auto più vendute. Buone notizie per il 14/esimo mese consecutivo per il mercato dell’auto in Europa. Le immatricolazioni nei 28 Paesi Ue e inIslanda, Norvegia e Svizzera sono state (fonte Acea) 1.112.628 nel mese di ottobre, + 6,2% rispetto allo stesso mese del 2013. Sono state 11.020.107 le consegne, +5,9% sullo stesso periodo 2013. Fca ha immatricolato più di  65.000 vetture, +8,4%  dello stesso mese 2013 con il 5,9% (+0,1%) di quota.

 

(Foto: il Torinese)

Piemonte, la rivoluzione degli ospedali

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La Giunta regionale ha definito un nuovo modello di rete ospedaliera che intende consentire al servizio sanitario piemontese di riacquistare quel ruolo di eccellenza a livello nazionale che ricopriva fino a qualche tempo fa e di investire 400 milioni in edilizia, tecnologie, assistenza territoriale e domiciliare, prevenzione

 

La delibera approvata su proposta dall’assessore Antonio Saitta suddivide il Piemonte in sei quadranti (l’ospedale hub registra oltre 70.00 passaggi annui in pronto soccorso, ha un bacino di utenza tra 600.000 e 1.200.000 di abitanti ed è dotato di tutte le specialità; il Dea di 1° livello registra oltre 45.000 passaggi annui in pronto soccorso, ha un bacino di utenza tra 150.000 e 300.000 abitanti, è dotato di punto nascita, cardiologia e neurologia; l’ospedale di base registra oltre 20.000 passaggi l’anno in pronto soccorso, ha un bacino di utenza tra 80.000 e 150.000 abitanti, è dotato di pronto soccorso, medicina, chirurgia e ortopedia; l’ospedale in area disagiata registra meno di 20.000 passaggi annui in pronto soccorso, ha un bacino di utenza inferiore a 80.000 abitanti, è dotato di pronto soccorso, medicina, chirurgia ambulatoriale):

 

Torino Nord, con il San Giovanni Bosco come ospedale hub, Maria Vittoria, Ivrea, Chivasso e Ciriè come Dea di 1° livello, Cuorgnè come ospedale di area disagiata, Gradenigo come ospedale di base con pronto soccorso;

Torino Ovest, con il Mauriziano come ospedale hub, Martini, San Luigi di Orbassano, Rivoli e Pinerolo come Dea di 1° livello, Susa come ospedale di area disagiata;

Torino Sud-Est, con la Città della Salute come ospedale hub, Chieri e Moncalieri come Dea di 1° livello, Carmagnola come ospedale di base con pronto soccorso;

Piemonte Nord-Est, con il Maggiore di Novara come ospedale hub, Vercelli, Biella e Borgomanero come Dea di 1° livello, Borgosesia come ospedale di base con pronto soccorso, mentre la scelta tra Domodossola e Verbania come Dea di 1° livello verrà effettuata entro il 31 dicembre 2015 dopo un ampio confronto con il territorio capace di individuare una soluzione condivisa;

Piemonte Sud-Ovest, con il Santa Croce e Carle di Cuneo come ospedale hub, Mondovì, Savigliano ed Alba come Dea di 1° livello, Bra e Saluzzo come ospedali di base, Ceva come ospedale di area disagiata.

Piemonte Sud-Est, con il SS. Antonio e Biagio di Alessandria come ospedale hub, Asti, Casale Monferrato e Novi Ligure come Dea di 1° livello, Tortona ed Acqui Terme come ospedali di base con pronto soccorso.

 

Il mantenimento degli ospedali Martini di Torino, Casale Monferrato e Mondovì come Dea di 1° livello sarà valutato entro il 31 dicembre 2015. Il ruolo dei presidi di Lanzo, Giaveno, Venaria e Nizza Monferrato verrà valutato successivamente, ed al momento continueranno a svolgere attività di primo intervento.La delibera viene ora presentata come atto di impegno politico al cosiddetto “Tavolo Massicci” del Ministero dell’Economia, che la dovrà approvare entro i prossimi mesi, presumibilmente nella prossima convocazione di marzo 2015.

 

“Gli obiettivi che intendiamo raggiungere – ha commentato il presidente Sergio Chiamparino illustrandone i contenuti ai giornalisti – sono diversi: riqualificare la spesa sanitaria riducendo gli sprechi che in questi anni hanno abbassato la qualità del sistema sanitario piemontese; tornare ad assumere medici ed infermieri; investire i 400 milioni che si risparmieranno nei prossimi tre anni in edilizia sanitaria, magari con modalità innovative che consentano di chiudere i cantieri in pochi anni, nelle tecnologie più avanzate, nel rafforzamento dell’assistenza territoriale e domiciliare e della prevenzione. Era indispensabile – ha sottolineato – tornare a programmare l’offerta sanitaria pubblica e privata come in questa Regione non si faceva da troppo tempo”.

 

L’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha posto l’accento sul grande cambiamento che verrà determinato dalla nuova configurazione: “Abbiamo voluto mettere al centro della nostra politica sanitaria la salute e la sicurezza dei cittadini, oltre a ridurre l’attuale frammentazione dell’offerta anche se ci sono comprensibili resistenze a livello locale. Per i piemontesi non ci saranno rivoluzioni. La revisione della rete ospedaliera pubblica non comporta alcun disservizio, anzi nei prossimi due anni porterà ad un reale aumento di efficienza nei reparti. Oggi le strutture complesse attive negli ospedali pubblici del Piemonte sono 842, con una frammentazione eccessiva di personale e con una produzione che troppo spesso non raggiunge i volumi necessari per garantire parametri di sicurezza agli ammalati. L’accorpamento li porterà entro i prossimi due anni ad essere solo 668, e nelle case di cura private le strutture complesse da 185 diventeranno 148. Non ci saranno né licenziamenti, né riduzioni di personale – ha proseguito Saitta – e dal 2015 ci saranno invece incrementi di personale medico ed infermieristico. La nostra programmazione serve a valorizzare le numerose eccellenze della nostra sanità, ma soprattutto a garantire ai piemontesi un servizio sanitario che fermi l’emorragia di mobilità passiva verso altre Regioni. La sanità del Piemonte negli ultimi anni è molto cambiata: la produzione è calata del 3% ma senza la contestuale riduzione dei costi ed è aumentata la mobilità passiva verso altre Regioni, il cui saldo è diventato negativo di 30 milioni nel 2013”.

 

L’assessore ha garantito che “i piemontesi non assisteranno ad una riduzione di posti letto nelle strutture, bensì ad una diversa distribuzione che comporterà un aumento importante di posti letto di continuità assistenziale: ne abbiamo indicati in delibera ben 1330 in più, una prima risposta alla richiesta di tante famiglie che dopo il ricovero ospedaliero chiedono soluzioni per gli ammalati, spesso anziani, prima del rientro in casa. Questa la grande differenza rispetto alle scelte della precedente amministrazione regionale”.In conclusione, Saitta ha voluto rimarcare che “ci presentiamo a Roma con una grande mole di lavoro svolta dalla Giunta Chiamparino nei primi cinque mesi di attività, consapevoli di avere l’onere di scelte difficili, spesso impopolari e sempre rinviate nel passato. Noi vogliamo uscire dal Piano di rientro, per ridare dignità al Piemonte”.

 

(ggennaro – www.regione.piemonte.it – Foto: il Torinese)

Sei pronto a conoscere la persona più speciale del mondo?

seance

Mercoledì 19 Novembre, Torino Séance si immerge nella vita di San Salvario!

 

La Casa del Quartiere di San Salvario. Un luogo in cui è difficile sentirsi soli o tristi. Seduto a un tavolo, o nel cortile, è possibile far vagare lo sguardo e incontrare un volto amico che ti sorride e che, magari, ti invita a prendere posto accanto a lui, e si incomincia a parlare e a condividere…Ma oggi c’è qualcosa in più. Per la prima volta da che vengo qui, non sono altri a invitarmi, ma sono io che decido di raggiungere un tavolo. “E’ libero?”  domanda più idiota non avrei potuto farla. Certo che è libero: la sedia è vuota…

 

Perché ho voluto andare da lui? Forse per la candela messa sul tavolo… Quando si fa qualcosa a lume di candela, di solito si è in due… Che stesse aspettando proprio me? Forse per il mazzo di carte consumate che sono allargate sulla tovaglia di fronte a lui? Forse perché, con un sorriso in grado di scaldare anche il cuore più freddo, mi risponde:

 

“Sì, ti stavo aspettando. Sei pronto a fare la conoscenza della persona più speciale del mondo?”
“Chi?”
“Tu stesso.”
Non c’è bisogno di altro. Mi siedo.
“Troverò mai l’anima gemella?”, chiedo.

 

L’uomo mi ha nuovamente sorriso e mi ha detto: “Questo non lo può sapere nessuno; possiamo però capire insieme perché ancora non l’hai trovata. Poi mi fissa negli occhi mentre stende le carte… E il viaggio comincia.

 

Mercoledì 19 Novembre, Torino Séance si immerge nella vita di San Salvario! A partire dalle 20.00, saranno alla Casa del Quartiere, in via Oddino Morgari 14.

 

Chi vuole partecipare a questa nuova serata di lettura psico-intuitiva dei Tarocchi, è pregato di comunicare la sua adesione, unitamente all’ora presunta di arrivo a
tarocchi@torinoseance.org

Link all’evento:
https://www.facebook.com/events/918334814861428/?fref=ts
Torino Séance: www.torinoseance.org
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Torino séance https://www.facebook.com/torinoseance?fref=ts
L’altro lato dei Tarocchi https://www.facebook.com/tarocchiTorinoSeance?fref=ts
La casa del Quartiere https://www.facebook.com/casadelquartiere

Tuttomele tra novità e tradizione

MELEFinestra internazionale con il convegno “Frutta delle nostre Alpi”, cui ha partecipato il maire di Chambery

 

Passeggiare per le strade di Cavour nell’ultima giornata di Tuttomele, la rassegna sulla mela, turismo agricolo, gastronomia e attrezzature per la frutticoltura che si è chiusa domenica 16 novembre (era partita l’8 novembre) dà una sensazione di vitalità nel rinnovo della tradizione. Organizzato da Pro loco e Comune di Cavour, con la presenza dei Comuni Cifop (Bibiana, Bricherasio, Campiglione Fenile, Cavour, Garzigliana, Luserna San Giovanni, Lusernetta, Osasco, Pinerolo e San Secondo) la manifestazione giunta alla trentacinquesima edizione ha offerto uno spaccato del mondo rurale piemontese, in una delle sue zone più ricche, offrendo una finestra internazionale con il convegno “Frutta delle nostre Alpi”, cui ha partecipato il maire di Chambery.  Per l’intero arco della kermesse le mele, i suoi prodotti e l’enogastronomia sono stati l’asse portante che ha attirato a Cavour moltissimi visitatori anche da fuori zona. E non sono mancati momenti di storia, arte e musica a dimostrazione di una promozione a 360° del territorio. Con l’arrivederci al prossimo anno per una nuova edizione.

 

Massimo Iaretti

Fondi strutturali: Eurodeputati sotto la Mole

europa torino castelloA Torino si ritrovano i parlamentari europei del gruppo di lavoro S&D (Socialist & Democrats) della Commissione REGI (Commissione per lo sviluppo regionale)

 

Gli europarlamentari incontreranno amministratori, e rappresentanti del partenariato economico e sociale regionale, legati allo sviluppo regionale. Al centro della visita degli europarlamentari ci sono i fondi strutturali europei, lo sviluppo del territorio piemontese e l’incontro con alcuni stakeholders locali che parleranno di case history reali.

 

Verrà visitato il Bioindustry Park Silvano Fumero insieme all’assessore regionale Giuseppina De Santis, la Reggia di Venaria, dove si parlerà con l’assessore regionale Antonella Parigi del ruolo della cultura nelle politiche di coesione. Al centro del dibattito durante la visita all’Envi Park saranno le politiche energetiche e sarà presente Paolo Balistreri, Segretario generale di Confindustria Piemonte.

 

Verrà quindi visitata la Piazza dei Mestieri, dove, insieme all’assessore Pentenero si terrà un workshop sugli interventi cofinanziati con il Fondo sociale europeo.Venerdì 21 novembre i parlamentari visiteranno Altec, dove insieme all’Assessore De Santis discuteranno della nuova programmazione 2014-2020. Come superare le difficoltà ed i colli di bottiglia della programmazione 2007-2013.A conclusione delle giornate, venerdì 21, alle 12, presso la sede della Giunta regionale, in piazza Castello 165, si terrà una conferenza stampa con il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino.

 

(Foto: il Torinese)