Dopo la comunicazione visiva e olfattiva, approfondiamo in questo articolo un’ altra componente della comunicazione canina, ovvero quella acustica che avviene per mezzo dell’abbaio.

La comunicazione acustica è strettamente corrispondente alla postura, e ciò presuppone che il cane vada sempre osservato nella sua interezza comportamentale. I tipi di abbaio dipendono dalle circostanze e quelli più comuni sono:
• costante e rapido, tono medio: il cane segnala la presenza di uno sconosciuto nel suo territorio. Insegnare al cane attraverso un lavoro dedicato, ad esempio, un segnale di presa in carico della situazione, dandogli infine un segnale di “è tutto ok” per concludere, può essere una buona soluzione, e andrà a rafforzare la collaborazione del binomio.
• continuo e lento, tono basso (ringhio): il cane avvisa che potrebbe difendersi, anche attaccando, nel caso in cui fosse necessario.
• breve e acuto, tono basso: il cane è infastidito o teme qualcosa. Se la fonte dell’abbaio è qualcosa che non
conosce a causa di una mancata socializzazione verso determinati stimoli (ad esempio biciclette, ombrelli, cani, bambini, etc..), insegnargli in maniera adeguata e graduale che ciò che è stato reputato un problema, tale non è, risulta la chiave vincente. In questi casi è molto importante avere pazienza, costanza e competenza. Aiutarlo a superare le sue paure attraverso nuove esperienze positive sicuramente gioverà a entrambi.
• breve, tono alto: il cane è molto felice ed emozionato, per esempio, al rientro a casa di un membro della famiglia o quando riconosce una persona o un cane per strada. Non rimproveratelo per il suo entusiasmo perché andreste a punire un’emozione, ma premiatelo molto quando si tranquillizza.
• interrotto, tono medio: il cane vuole giocare e/o ha bisogno di scaricare lo stress. Come abbiamo visto nell’articolo sui bisogni del cane, tra gli altri c’è quello di esplorare, imparare e poter sfogare l’energia accumulata magari durante il giorno mentre noi siamo al lavoro. Giocare insieme, insegnargli degli esercizi e fare con lui un’attività, anche sportiva, potrebbe aiutarlo a non sentirsi frustrato.
• prolungato e ininterrotto (latrato): è il verso tipico che fanno i cani che soffrono d’ansia da separazione per attirare l’attenzione quando vengono lasciati a casa da soli o per richiedere qualcosa. Nel primo caso, il cane si sente abbandonato, annoiato o spaventato. La maggior parte delle volte questo tipo di abbaio è abbinato a una serie di comportamenti distruttivi, per scaricare il livello di stress provocato dall’ansia. Il consiglio è quello di intervenire al più presto rivolgendosi a un educatore cinofilo competente. Nel caso della richiesta, invece, sarebbe opportuno imparare a riconoscerla per evitare di rinforzarla erroneamente, rispondendo con cibo, gioco, attenzioni e premiando invece il cane, quando smette. Vi invito a riflettere sul fatto che per il cane che abbaia per richiedere la nostra attenzione, anche le sgridate o, peggio, le punizioni fisiche, sono un rinforzo del comportamento, perché il cane, così facendo, ottiene la nostra interazione, seppur nel peggiore dei modi.

L’abbaio nelle sue variate sfumature, è, dunque, l’espressione vocale dello stato d’animo del cane, esattamente come per noi le parole e i toni di voce, non un difetto comportamentale. Se il nostro cane abbaia insistentemente alle persone, ad altri cani, ad oggetti o se lasciato solo, bisognerebbe porsi la domanda “perché lo fa?” cercando di individuarne la causa al fine di poter intervenire per portare o riportare il cane ad un equilibrio tra situazioni esterne e reazioni. Può capitare che il proprietario, non avendo esperienza o non conoscendo a fondo questo tipo di comunicazione, possa fraintendere, per esempio, un abbaio codificandolo come aggressivo, mentre invece è l’espressione di timore per qualcosa, o di richiesta, mentre invece sta cercando di scaricare stress. Per questo, se siete in difficoltà nella comprensione, rivolgetevi a qualcuno di esperto e non utilizzate mai e poi mai strumenti palliativi e dannosi per il cane (quali collari a ultrasuoni e/o antiabbaio, quelli elettrici spero vivamente non li prendiate nemmeno in considerazione) che vanno a intervenire sull’azione (momentaneamente), ma non sull’emozione che la scatena (ne parleremo in articolo dedicato). Non è questo che funziona in una relazione basata su fiducia, rispetto e comprensione! Se ricevete una lettera molto molto importante in una lingua che non
conoscete, vi affidereste completamente a google translate o vi rivolgereste a una persona che ha studiato quella lingua? Interpretare quanto il nostro cane sta tentando di dirci dovrebbe equivalere per qualsiasi proprietario all’avere tra le mani la lettera più importante della propria vita, perché il rapporto uomo-cane è un rapporto epistolare continuo. Imparare a conoscere la lingua dell’altro è il minimo che dobbiamo a quella relazione, considerato che loro ce la mettono tutta per capire la nostra. Rimane inteso che, per ottenere dei buoni risultati, la nostra figura deve essere ai suoi occhi in grado di poter gestire la situazione, per cui la nostra comunicazione con il cane risulta basilare!
Alla prossima puntata per la comunicazione tattile! Stay tuned!
Francesca Mezzapesa
Educatrice cinofila – Istruttrice Rally Obedience
fran.mezzapesa@gmail.com
Era il 3 febbraio del 1957 quando la televisione mandò in onda la prima puntata di Carosello, portando nelle case degli italiani che avevano quella “scatola magica”, la “réclame”. Lanfranco Bellarini, ragazzone con una trentina d’anni sulle spalle, era al Bar dell’Imbarcadero, quella sera. I lampioni del lungolago di Pallanza, dall’altra parte del lago, parevano lucciole tremanti nel buio freddo di quelle sere
ragione. Non voleva credere alle sue orecchie. Il Carosello era l’unico momento della giornata in cui tirava il fiato. Meccanico nell’officina del Giusto, non aveva quasi mai orari e feste comandate. E prima di andare a letto, quei dieci minuti, erano come un sorso d’acqua per l’assetato nel deserto. Delle ragioni vere non gli importava nulla. Il mercato della pubblicità si stava trasformando? Diventava più moderno e dinamico? I produttori stavano diventando insofferenti verso i limiti di tempo imposti da questo modo di reclamizzare i propri prodotti? A lui importava un fico secco. A lui, Carosello piaceva: e bon! Se fosse stata una “boiata” perché i filmati di Carosello erano stati girati da registi come Sergio Leone, i fratelli Taviani ed Ermanno Olmi ? Perché prestavano la loro faccia attori come Totò, Govi, Gassman, Tognazzi, Manfredi, Fabrizi o il grande Eduardo De Filippo? Eh, perché? Il povero Vittorio non aveva parole e non riusciva a dar pace al fratello che sembrava davvero disperato per un lutto tanto doloroso quanto inatteso. I personaggi gli ballavano nel cervello, tutti insieme, come una sarabanda indemoniata. Calimero, piccolo e nero con l’olandesina della Mira Lanza stava insieme a Cimabue (“fai una cosa né sbagli due”), mentre la linea di Cavandoli – senza dire una parola – cercava la titina dentro una pentola a pressione della Lagostina. Unca Dunca, uscito dalla penna di Bruno Bozzetto, sognava la Riello mentre l’Omino coi baffi preparava un caffè con la “moka” Bialetti a Lancillotto ed ai cavalieri
della tavola rotonda. Il caffè, ovviamente, proveniva dalla Lavazza e l’avevano portato Carmencita e il suo “caballero misterioso”.Dall’angolo della strada balzava fuori, con i confetti Falqui, Tino Scotti che – muovendo i suoi baffi – diceva “basta la parola!”.Nel tourbillon c’erano tutti: “E che, ci ho scritto Jo Condor?”, “E la pancia non c’è più” grazie all’Olio Sasso, “Gigante buono, pensaci tu”, “Miguel-son-sempre-mi” ed il suo merendero, la famiglia degli Incontentabili alla ricerca di un elettrodomestico che li accontentasse. Vedeva Ubaldo Lay con il suo impermeabile da tenente Sheridan sorseggiare un’aperitivo Biancosarti mentre discuteva con l’ispettore Rock della Brillantina Linetti sul sorriso smagliante di Carlo Dapporto (vorrei vedere: si lavava i denti con la Pasta del Capitano). L’attore Franco Cerri era l’uomo in ammollo che vedeva lo sporco andar via dalla sua camicia a righe e la biondissima svedese Solvi Stubing invaghiva tutti sussurrandoci “sarò la tua birra”. C’era Virna Lisi che “con quella bocca può dire ciò che vuole”, mentre il grande Ernesto Calindri stava seduto al tavolino in mezzo al traffico caotico a bersi un estratto di carciofo (il Cynar) “contro il logorio della vita
moderna”. Come poteva stare senza quel motivetto (“Tatataratararatarara..”) che accompagnava l’apertura del sipario del teatrino in una festa di trombe e mandolini ? Lanfranco era disperato. Nel paese si era avviata una disputa tra chi denunciava gli effetti dell’educazione di massa al consumo e chi, invece, metteva in risalto l’arte della pubblicità e la «pubblicità come arte». Lui, solo con il suo malessere, stava sempre più male e si chiuse in se, rifiutandosi di andar a lavorare. Non mangiò più e si lasciò andare fino al punto che le cure del dottor Verdi non servirono a nulla. Erano le quattro del mattino del 26 maggio 1977 quando passò dal sonno alla morte L’estate prima, sul “Corriere della Sera”, nel luglio del 1976, Enzo Biagi anticipò un “coccodrillo” per Carosello. Scrisse : “
AL CASTELLO DI MIRADOLO
La String Art è l’arte di creare quadri e decorazioni originali utilizzando semplicemente chiodi e fili da ricamo e un ottimo modo per esprimere la propria creatività. In occasione della Festa del Papà, il MAUTO propone un laboratorio per bimbi dai 4 ai 12 anni: portando una propria fototessera e una del papà, genitori e figli potranno creare insieme un oggetto unico! Prenotazione obbligatoria Per domenica 18 marzo alle 16 a museoauto@museoauto.it o al numero 011677666. Costi: L’attività didattica ha un costo di 7 euro a bambino, 3 euro per gli adulti accompagnatori. Alla quota si aggiunge il prezzo del biglietto di ingresso al Museo di 8 euro (ridotto) per gli adulti e di 2,50 euro per i bambini (gratuito per i minori di 6 anni). I possessori delle tessere Abbonamento Torino Musei pagheranno solo il contributo per l’attività.
istruttore Enrico Bricarello, con la concreta partecipazione – sempre in loco – dell’Associazione “La Piazza Foroni”, già partner del Museo di via Cigna per “MEFinMARKET”, il progetto sviluppato nel 2016 all’interno del programma A. R. T. (Attività e Relazioni con il Territorio) che allora portò l’opera del grande pittore Ettore Fico all’interno dell’omonima piazza. La finalità è quella di intensificare, sempre più, la relazione fra due luoghi significativi di Barriera di Milano (per l’appunto il MEF e Piazza Foroni), così da creare un originale connubio fra arte visiva e arte culinaria, attraverso un momento di partecipazione legato al cibo: la preparazione e il consumo di un pasto. Lo chef Enrico Bricarello ha concepito questa edizione come un mini-corso di cucina. Primo step della giornata sarà la spesa. Bricarello, alle 14, partirà dal Museo per accompagnare i partecipanti al vicino mercato di Piazza Foroni, guidandoli alla scoperta del “patrimonio” dei prodotti regionali e stagionali, suggerendo inoltre gli ingredienti necessari alla realizzazione delle
ricette “in menù”. Al rientro al Museo, dopo una breve spiegazione sulle tecniche di trasformazione dei prodotti acquistati, si prenderà parte ad una lezione tecnico-pratica, realizzando le preparazioni in precedenza illustrate. Al termine del lavoro di cucina, intorno alle 19, ci sarà,negli spazi accoglienti del ristorante del MEF, la degustazione dei piatti creati. “L’evento favorirà – dicono gli organizzatori – al di là dell’aspetto prettamente conoscitivo legato al ‘come fare la spesa’ e al come muoversi in cucina, oltreché a quello conviviale, l’approccio più consapevole a realtà importanti di Barriera di Milano, solo apparentemente fra loro distanti: anche i banchi del mercato raccontano una storia con la loro varietà di prodotti, i loro colori, i venditori. Paradossalmente non sono diversi da uno spazio museale in cui vengono esposti e mostrati al pubblico i ‘prodotti culturali’. Entrambi infatti sono luoghi di incontro, scambio e socialità”.
Presso Lingotto Fiere di Torino vi aspettano la magia dell’Oriente, le verdi terre d’Irlanda e il fascino del mondo Country e del That’s America. Un happening imperdibile, un evento internazionale che racchiude nella stessa manifestazione la presenza di varie manifestazioni in contemporanea, ai quali i visitatori potranno prendere parte con un unico biglietto d’ingresso.
dove a 360 gradi vengono presentate le tradizioni, la cultura e il folklore con i sapori, i colori e i profumi dei numerosi paesi Orientali presenti, che accompagneranno il pubblico in un affascinante viaggio tra bazar, aree culturali, oltre 200 conferenze e centinaia di spettacoli tradizionali, dalla vestizione del Kimono alla Cerimonia del the, dall’arte dell’origami all’Ikebana, e ancora seminari, workshop, punti ristoro tipici e un ampio spazio dedicato anche alle Arti Marziali tradizionali. L’Holi Festival, come di consueto, si svolgerà nelle due giornate di domenica 18 e domenica 25 Marzo a partire dalle 15:00 nell’area esterna del padiglione del Festival dell’Oriente, con tutta l’allegria e la misticità della festa dei colori.. Polveri colorate, musica e tanto divertimento! Il Festival Irlandese si svolgerà tra fiumi di birra, degustazioni gastronomiche, danze e musica; il pubblico potrà partecipare ad una serie infinita di attività, dai matrimoni celtici alle rievocazioni storiche fino ai divertentissimi giochi tipici come il tiro alla fune o la gara della yarda di birra, il tutto accompagnato dalla musica dei gruppi più rappresentativi d’Irlanda. Novità straordinaria di questa edizione la presenza di 4 gruppi musicali di livello internazionale altissimo che si esibiranno tutte le sere. Il Festival Country sarà
l’occasione invece per scoprire la musica, i coinvolgenti balli tradizionali ma anche la bellezza ed il fascino del mondo Western, senza dimenticare ovviamente il settore dedicato alla saggezza dei Nativi Americani, con la presenza di un vero sciamano che susciterà emozioni profonde . Un enorme villaggio western è allestito per grandi e piccini; un saloon dove prenderanno vita duelli spettacolari, musical, la prigione dello sceriffo, la grotta dei cercatori d’oro, il fortino, l’emporio, la chiesa, le sparatorie, la caccia al tesoro e mille altre imperdibili attività. That’s America infine sarà dedicato al mito ed al sogno Americano, un vero e proprio tuffo negli anni d’oro degli States tra twist, rock and roll, pin up, supercars, boogie woogie e tanto altro ancora! Ad arricchirlo poi un emozionante e imperdibile spettacolo di “Live Action Stunt” che vi farà rimanere letteralmente con il fiato sospeso grazie alle spericolate acrobazie di auto e moto, ai raduni Harley, al musical di Grease e decine di altri eventi .

In via Villa della Regina 9/D a Torino ha aperto la Bottega Paideia, un nuovo spazio di Fondazione Paideia
Domenica 11 marzo, a banchette, si è svolta la tradizionale fagiolata del Carnevale durante la quale si sono distribuiti 550 Kg. di fagioli