Giunge al termine la kermesse “GIOVEDÌ SOTTO LE STELLE” che permettono di vivere in maniera divertente e frizzante l’estate della Città del Peperone con negozi aperti, varie offerte enogastronomiche a cura dei ristoratori, animazioni, intrattenimenti, balli e concerti rivolti a tutte le fasce di età. Giovedì 27 luglio a Carmagnola si svolgerà l’ultimo appuntamento che, a differenza dei precedenti, viene organizzato nel Borgo Vecchio per valorizzare e animare il bellissimo nucleo storico della città.Ci sarà un fornito mercatino dei produttori in via Fratelli Vercelli con ottimi cibi di stagione da acquistare a km zeroa cura del progetto Parlapà che ha creato l’Hamburger di Carmagnola a km zero.Per ciò che riguarda la proposta di balli e musica, si potrà ballare in Corso Matteotti con la scuola di ballo Mambo Jambo che si esibirà anche in alcune collaudate coreografie di vari generi di danza e in via Fratelli Vercelli ci saranno alcuni gruppi musicali. I Giovedì precedenti hanno registrato una grande affluenza di pubblico e numerosi apprezzamenti da parte dei visitatori. L’iniziativa accentua ed evidenzia il carattere squisitamente commerciale della Città nel quale spiccano aziende nei settori più disparati e di elevato livello professionale. La kermesse è organizzata dall’ufficio Commercio e Manifestazioni del Comune di Carmagnola, Pro Loco, Ascom, Confesercenti e Officina Carmagnola, con il contributo economico del Comune e la compartecipazione delle Associazioni di categoria.
Massimo Iaretti



Arrigo Cipriani, patron del mitico Harry’s Bar di Venezia, ha risposto a Pier Franco Quaglieni che, nella “Rubrica della domenica” pubblicata oggi sul Torinese, aveva scritto sulla decadenza della ristorazione a Torino. Il celeberrimo locale di Venezia è noto per essere stato frequentato da personaggi del calibro di Arturo Toscanini, Georges Braque, Truman Capote, Charlie Chaplin, Peggy Guggenheim, Orson Welles.
LA LETTERA DI CIPRIANI A QUAGLIENI
frazione Malatrait di Almese ,lungo la strada del Colle del Lys. Si stava benissimo. Era lo stesso cuoco che poi si trasferì, lasciando lo stesso nome, a Rivoli. A Rivoli mi invitarono due volte. Pensavo di trovare la stessa persona, ma la mia era un’illusione. I cuochi stellati non sono più uomini normali. Posso dire che io rimpiango la vecchia trattoria iniziale? Semplice, con pochi piatti semplici e cucinati in maniera impeccabile. Cipriani una volta mi disse che era necessario riscoprire le antiche trattorie ancora rimaste incontaminate dal tempo. Forse non ci sono più anch’esse, neppure in provincia dove il precursore gastronomico per antonomasia Soldati individuava la salvezza rispetto alle città. Oggi anche in provincia, salvo poche eccezioni, si mangia male. Purtroppo. Alla fine io sto riscoprendo l’abitudine antica di mangiar a casa mia; andar fuori a cenare mi è sempre piaciuto molto, ma non accetto più di mangiar male e spesso anche di essere “derubato”.
In un ambiente moderno con attenzione particolare ad evitare i fastidi dell’inquinamento acustico
Eataly Lingotto propone, in collaborazione con MT Magazine, 
















