Scarica l’opuscolo del programma: http://www.nataleatorino.it//htdocs/wp-content/uploads/Programma_Natale_a_Torino_2018.pdf
SABATO 22 DIEMBRE
Ore 10.00 – Gli Artimani, via Fiano 11 bis
MAGIE CON L’ARGILLA
Laboratorio artigianale per bambini dai 6 anni
Info: info@gliartimani.com
A cura del MAU Torino e de Gli Artimani
Ore 10.30 – Biblioteca civica Cesare Pavese, via Candiolo 79
FESTA DI NATALE IN BIBLIOTECA
Scambio di auguri con letture ad alta voce e…tante sorprese per i bambini dai 4 anni
A cura delle Biblioteche civiche torinesi
Ore 10.45 – Biblioteca civica Francesco Cognasso, corso Cincinnato 115
STORIE NATALIZIE… IN LIBERTÀ
A cura delle Biblioteche civiche torinesi
Dalle ore 15.00 alle ore 18.00 – piazza Santa Rita
CLOSE-UP THEATRE
3 postazioni in cui altrettanti artisti intratterranno e stupiranno un pubblico di tutte le età con l’arte magica più vicina agli spettatori: il close-up Theatre.
A cura di Fondazione per la Cultura Torino e Masters of Magic
Dalle ore 15.00 alle ore 18.00 – piazza Solferino
ILLUSIONARIUM
Un museo interattivo, la più grande collezione del mondo di illusioni ottiche dove scoprire affascinanti segreti sul funzionamento del nostro cervello, accompagnati da un professore in abiti steampunk e dalla sua assistente, che spiegheranno a grandi e piccini gli inganni delle mente.
A cura di Fondazione per la Cultura Torino e Masters of Magic
Dalle ore 15.00 alle ore 18.00 – Cortile del Maglio, via Vittorio Andreis 18
MAGIC SCHOOL
Una speciale scuola di magia: Davide Brizio, Enrico Marando e Fantasy, eccentrici “maestri di arti magiche” raccontano storie fantastiche legate ai grandi prestigiatori del passato e insegnano ai bambini come costruire e come esibirsi in veri e propri giochi di prestigio. Alla fine dell’esperienza i partecipanti riceveranno l’Attestato di Illusionista Masters of Magic.
A cura di Fondazione per la Cultura Torino e Masters of Magic
Ore 15.30 – Borgo Medievale, viale Virgilio 107
ASPETTANDO NATALE
Una caccia al tesoro tutta natalizia: tra le stanze del nostro Signore parte il gioco che prosegue nel Borgo Medievale tra i colorati e sorridenti personaggi dell’artista Luzzati. Per finire, un dolce premio.
Info e prenotazioni: 011 521 1788 – prenotazioni@arteintorino.com
A cura di Theatrum Sabaudiae Torino
Ore 15.30 e ore 17.00 – Spazi Museali della Basilica di Superga, strada Basilica di Superga 75
MAGHI E MAGIA ALLA CORTE SABAUDA
Magia delle forme, dei colori e della danza del Settecento
Un percorso di visita dedicato alle suggestioni dei colori e delle forme dell’architettura juvarriana, con incursioni nelle pagine della storia sabauda legata alla magia a corte. Il Gruppo Storico Il Ventaglio d’Argento eseguirà Danze del ‘700.
Info, costi e prenotazioni: 011 899 7456 – prenotazioni@basilicadisuperga.com
A cura di Servizi Turistici e Museali della Basilica di Superga in collaborazione con CulturalWay
Ore 15.30 – Salone Palazzina ex Venchi Unica, via De Sanctis 12
VERSI, SUONI & COLORI DEL NATALE
I valori del Natale nell’arte tra musica, poesia e pittura
A cura del Centro Studi Cultura e Società e della Circoscrizione 3
Ore 16.00 – Cascina Roccafranca, via Rubino 45
MAGIA PER LA CITTÀ
Uno speciale appuntamento con l’arte magica di Clown Giulivo
A cura della Fondazione per la Cultura Torino e CITA
Ore 16.00 – Circolo dei lettori, via Bogino 9
UN NATALE SELVAGGIO
Babbo Natale, le renne, i pacchetti colorati, il vischio: gli ingredienti per il Natale perfetto ci sono tutti. E anche di più…venite a scoprire che sorprese hanno in serbo per voi i nostri amici selvaggi! con Merende Selvagge
Una piccola merenda conclude il laboratorio per bambini dai 5 ai 10 anni
Ingresso € 8, prenotazione obbligatoria: 011 432 6827 – info@circololettori.it
A cura di Fondazione Circolo dei lettori, media partner Giovani Genitori
Ore 18.00 – Bagni Pubblici di via Agliè, via Agliè 9
MAGIA PER LA CITTÀ
Uno speciale appuntamento con l’arte magica di Etienne Bizzarre
A cura della Fondazione per la Cultura Torino e CITA
Ore 18.00 – piazza San Carlo
CALENDARIO DELL’AVVENTO
Apertura della finestra a cura del Comando Provinciale dei
Vigili del Fuoco di Torino
Ore 18.15 – piazza San Carlo
ONE MAN SHOW
Txema
Artista spagnolo, si è esibito in più di 25 Paesi, è stato ospite al programma TV Les Plus Grand Cabaret du Monde di Parigi. Una performance che unisce teatro e illusionismo in una storia che vi farà volare nel mondo della fantasia e della magia.
A cura di Fondazione per la Cultura Torino e di Masters of Magic
Ore 20.30 – partenza da via Brione 40
NATALE IN… QUARTA 2018
Rappresentazione del Presepe vivente
via Brione, via Rosolino Pilo, corso Svizzera, via Nicola Fabrizi con arrivo alla Chiesa S. Anna da via Medici
A cura della Parrocchia S. Anna e della Circoscizione 4
Ore 20.30 – partenza dalla Chiesa San Giuseppe Cafasso, corso Grosseto 72
PRESEPE VIVENTE IN BORGO VITTORIA
Rappresentazione del Presepe vivente con corteo che si snoda in diverse vie del quartiere, fino a concludersi ai Giardini Sempione tra via Sospello e via Brenta.
A cura di Associazione Il Cammino e della Circoscrizione 5
Ore 21.00 – Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, corso Galileo Ferraris 266
BREAKING CHRISTMAS
Uno spettacolo comico e poetico dal ritmo incalzante. Un gioco tra il serio e il faceto, sul credere e sperare che un momento di magia come il Natale possa ancora esistere.
Ideazione e regia Milo Scotton con Milo Scotton, Olivia Ferraris e gli artisti di ArteMakìa, Team Macremè, Natural Force Crew
Info e prenotazioni: 011 197 40280 – www.casateatroragazzi.it
A cura di Fondazione TRG Onlus
Ore 21.00 – Chiesa San Giulio d’Orta, corso Cadore 17/3
NATALinCANTO 2018
Concerto di canti natalizi
Coro Amat Deus
Info: Ufficio Informasette 011 011 35751 – www.comune.torino.it/circ7
A cura della Circoscrizione 7
Ore 21.00 – Teatro bellARTE, via Bellardi 116/a
NATALE IN…QUARTA 2018
La Scuola delle mogli
Spettacolo teatrale
A cura dell’Associazione Enjoy e della Circoscrizione 4
Ore 21.00 – Parrocchia San Leonardo Murialdo, via Vandalino 44
NOTE D’INVERNO 2018
Coro Singtonia
Coro polifonico gospel e spiritual
A cura dell’Associazione Culturale Echi di Musika e della Circoscrizione 3
DOMENICA 23 DICEMBRE
Ore 11.00 – Teatro Agnelli, via Paolo Sarpi 111
Babbo Natale si sveglia su una nave dove tutti litigano e dove Capitan Zizzania troneggia spargendo odio e cattiveria. Qui inizia lo spettacolo…
Info: 011 304 2808 – www.assembleateatro.com
A cura di Assemblea Teatro in collaborazione con la Circoscrizione 8
Dalle ore 14.00 alle ore 18.00 – piazza Castello
GRAN PREMIO DI NATALE
Tante piccole auto a pedali, un percorso indicato da Babbo Natale e tanti “piccoli ostacoli”: si avvera così il sogno di tanti bambini, che desiderano salire a bordo di una piccola-grande macchinina.
A cura di Mercatini srl
Dalle ore 15.00 alle ore 18.00 – piazza Santa Rita
CLOSE-UP THEATRE
3 postazioni in cui altrettanti artisti intratterranno e stupiranno un pubblico di tutte le età con l’arte magica più vicina agli spettatori: il close-up Theatre.
A cura di Fondazione per la Cultura Torino e Masters of Magic
Dalle ore 15.00 alle ore 18.00 – piazza Solferino
ILLUSIONARIUM
Un museo interattivo, la più grande collezione del mondo di illusioni ottiche dove scoprire affascinanti segreti sul funzionamento del nostro cervello, accompagnati da un professore in abiti steampunk e dalla sua assistente, che spiegheranno a grandi e piccini gli inganni delle mente.
A cura di Fondazione per la Cultura Torino e Masters of Magic
Dalle ore 15.00 alle ore 18.00 – Cortile del Maglio, via Vittorio Andreis 18
MAGIC SCHOOL
Una speciale scuola di magia: Davide Brizio, Enrico Marando e Fantasy, eccentrici “maestri di arti magiche” raccontano storie fantastiche legate ai grandi prestigiatori del passato e insegnano ai bambini come costruire e come esibirsi in veri e propri giochi di prestigio. Alla fine dell’esperienza i partecipanti riceveranno l’Attestato di Illusionista Masters of Magic.
A cura di Fondazione per la Cultura Torino e Masters of Magic
Ore 15.30 – Pinacoteca Albertina, via Accademia Albertina 8
AUGURI AD ACQUARELLO!
Dopo una visita alla mostra Ad acqua, dipingi il tuo biglietto di auguri!
Info e prenotazioni: 011 089 7370 – pinacoteca.albertina@coopculture.it
A cura di Pinacoteca Albertina
Ore 15.30 – Chiesa Santa Croce, via Gattinara 12
NATALinCANTO 2018
Cori parrocchiali
Info: Ufficio Informasette 011 011 35751 – www.comune.torino.it/circ7
A cura della Circoscrizione 7
Ore 15.30 e ore 17.00 – Borgo Medievale, viale Virgilio 107
LA MAGIA DEL NATALE
Ispirandosi alla fiaba di Charles Dickens, le visite alla Rocca si trasformano in un magico racconto: ad accoglierci un enigmatico soldato e una nobildonna dell’Ottocento per raccontarci dei loro natali passati e metterci di fronte ai nuovi propositi per l’anno in arrivo.
Info e prenotazioni: 011 521 1788 – prenotazioni@arteintorino.com
A cura di Theatrum Sabaudiae Torino in collaborazione con Le Vie del Tempo
Dalle ore 15.30 alle ore 18.30 – MUSLI Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia – Palazzo Barolo, via Corte d’Appello 20/c
UN MAGICO NATALE AL MUSLI
L’incantesimo dello Schiaccianoci
La sala del museo dedicata ai giocattoli prende vita per raccontare la storia narrata da Hoffman che si offre come spunto per costruire un puzzle a cubi con sei illustrazioni tratte da un’edizione storica conservata in museo.
Info e prenotazioni: 011 197 849 44 / 388 474 6437
didattica@fondazionetancredidibarolo.com
A cura di Fondazione Tancredi di Barolo-Area Educativa
Ore 16.00 e ore 17.30 – Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, corso Galileo Ferraris 266
LUNA DELLE MIE BRAME
Uno spettacolo sul mondo delle fiabe e delle favole, con suoi personaggi più popolari. Una storia che stravolge gli equilibri, sovverte le regole e affronta temi come il coraggio e la paura.
Di e con Giorgia Goldini
Info e prenotazioni: 011 197 40280 – www.casateatroragazzi.it
A cura di Fondazione TRG Onlus
Ore 16.30 – MAO – Museo d’Arte Orientale, via San Domenico 11
TATTOO, L’ARTE SULLA PELLE
Tatuaggi: potere, magia, religione
Il tatuaggio prima di essere il marchio della marginalità e del crimine, prima di diventare un fenomeno di costume diffuso, è stato anche il segno del divino, della magia e del potere sulla pelle (visita guidata a tema per il pubblico adulto)
Info e prenotazioni: 011 521 1788
A cura di Fondazione Torino Musei
Ore 18.00 – Casa del Quartiere di San Salvario, via Morgari 14
GRAN FESTA DI NATALE
Giochi, esibizioni e concerto dei corsi di musica e canto
A seguire aperitivo natalizio a cura dei Bagni Municipali
Info: www.casadelquartiere.it
A cura della Casa del Quartiere di San Salvario
Ore 18.00 – piazza San Carlo
CALENDARIO DELL’AVVENTO
Apertura della finestra a cura del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino
Ore 18.15 – piazza San Carlo
ONE MAN SHOW
DreaMagic Show
Walter Maffei, conduttore e artista dello show, si definisce “coreografo dell’illusione”: la sua particolare concezione della magia dà infatti origine a numeri che sono veri e propri sketch comici, ma al tempo stesso quadri teatrali poetici. Con la partecipazione
di Ale Bellotto che ci porterà nel mondo delle grandi illusioni e l’esilarante magic comedy di Lebart!
A cura di Fondazione per la Cultura Torino e Masters of Magic
Ore 21.00 – Chiesa Santa Giulia, piazza Santa Giulia 7bis
NATALinCANTO 2018
Ring Christmas bells
Corale Incantando
Info: Ufficio Informasette 011 011 35751 – www.comune.torino.it/circ7
A cura della Circoscrizione 7
Ore 21.00 – Chiesa Madonna del Pilone, corso Casale 195
NATALinCANTO 2018
Te Deum, di M.A. Charpentier
Coro Francesco Veniero
Info: Ufficio Informasette 011 011 35751 – www.comune.torino.it/circ7
A cura della Circoscrizione 7
Ore 21.00 – Parrocchia San Bernardino da Siena, via San Bernardino 11
NOTE D’INVERNO 2018
Concerto di Natale: da Strauss allo Swing
Trio dell’Accademia Musicale Sabauda
A cura dell’Associazione Culturale Echi di Musika e della Circoscrizione 3
LUNEDì 24 DICEMBRE
Ore 17.30 -Biblioteca civica Primo Levi, via Leoncavallo 17
LE FAVOLE DELL’AVVENTO
Per i bambini e le loro famiglie un lunedì con qualcosa in più
A cura delle Biblioteche civiche torinesi
Ore 18.00 – piazza San Carlo
CALENDARIO DELL’AVVENTO
Apertura della finestra a cura del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino
MERCOLEDÌ 23 DICEMBRE
Ore 15.30 – Pinacoteca Albertina, via Accademia Albertina 8
LA FIABA DI MATTUTINA
Una bimba, un padre pittore, degli oggetti che magicamente prendono vita
Info e prenotazioni: 011 089 7370 – pinacoteca.albertina@coopculture.it
A cura di Pinacoteca Albertina
Dalle ore 15.30 alle ore 18.30 – MUSLI Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia – Palazzo Barolo, via Corte d’Appello 20/c
UN MAGICO NATALE AL MUSLI
A Christmas Carol… gli spiriti del Natale
Dopo un’inusuale rappresentazione del grande classico natalizio di Charles Dickens, i partecipanti realizzeranno un piccolo teatro d’ombre da animare con le silhouettes di Scrooge e degli altri personaggi del racconto.
Info e prenotazioni: 011 197 84944 / 388 474 6437
didattica@fondazionetancredidibarolo.com
A cura di Fondazione Tancredi di Barolo-Area Educativa
Ore 16.00 – Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, corso Galileo Ferraris 266
NATALE IN CASA GIANDUJA
Marionette Grilli
Il perfido Belzebù ha rapito Babbo Natale! Grazie a Gianduja, aiutato dai bambini presenti in sala, Babbo Natale verrà liberato e tutti potranno festeggiare il Natale!
Di e con Marco Grilli
Info e prenotazioni: 011 197 40280 – www.casateatroragazzi.it
A cura di Fondazione TRG Onlus
Ore 17.30 e ore 21.00 – Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, corso Galileo Ferraris 266
THE MAGIC BROTHERS
Muvix Europa
Una strana coppia di illusionisti, a metà tra comicità e illusione, cabaret e cinema, magia e improvvisazione: Luca Bono, il più interessante e virtuoso talento magico della sua generazione e Francesco Scimemi, vulcanico e irriverente.
Di e con Luca Bono e Francesco Scimemi e con Sabrina Iannece
Regia di Giancarlo Judica Cordiglia
Info e prenotazioni: 011 197 40280 – www.casateatroragazzi.it
A cura di Fondazione TRG Onlus
Ore 21.00 – Parrocchia Madonna della Guardia, via Monginevro 251
NOTE D’INVERNO 2018
Acoustic Duo con Ginger Brew e Massimo Celsi
A cura dell’Associazione Culturale Echi di Musika e della Circoscrizione 3







L’Alpe Veglia è situata in alta val d’Ossola a 1761 m. in uno splendido bacino di prati e boschi di conifere, dominata dall’imponente mole del Monte Leone (oltre 3500 metri, la più alta vetta delle Alpi Lepontine, sul crinale di confine tra Italia e Svizzera)
agli amanti della montagna e delle escursioni furono anche i cacciatori di camosci dal cantone Vallese, dove l’ attività venatoria era severamente proibita.
completa negli affollati mesi estivi, fino a efficienti bivacchi come il Beniamino Farello (alla Bocchetta di Aurona) o l’Ettore Conti (alla Scatta Minoia). Per non parlare dell’albergo “La Fonte” e dell’agriturismo “La Balma”.
diceva Giansiro, masticando la pipa e scuotendo lievemente il capo. Ora, con i capelli bianchi e una faccia rugosa scavata dagli anni, quando prendeva il largo non portava più con sé le reti. Di pesce non ce n’era più nemmeno l’ombra. “Colpa di quei maledetti e delle loro fabbriche – imprecava il vecchio – ; ci hanno buttato di tutto nel lago: acidi, solventi, ammoniaca e chissà quante altre schifezze…”. Ora, salendo in barca, pensava solo a sognare. E, con i sogni, correva lontano. Solcava le acque del Cusio, il buon Giansiro, con le vele spiegate del suo immaginario tre alberi, sfruttando ogni piccolo refolo del mergozzolo che soffiava, generoso, dai monti. S’immaginava così, capitano di lungo corso, al timone di un vascello, intento a percorrere il lago d’Orta in lungo e in largo, a caccia di tesori e ricchezze che a volte non sono proprio come s’immaginano, ma si nascondono più facilmente nell’animo degli uomini piuttosto che in solidissimi forzieri. Giansiro sognava, ma i suoi sogni fantastici non li teneva solo per sé. Gli
piacevano i bambini. E a loro, nei pomeriggi d’autunno, quando il lago prendeva il colore malinconico delle foglie ingiallite e la scuola era chiusa, raccontava ai suoi piccoli amici le sue avventure. I ragazzini, seduti sulle vecchie sedie di paglia nell’ampia cucina della sua casa sul lago, lo ascoltavano a bocca aperta, rapiti. Tra le storie che suscitavano maggior interesse c’era quella di Norberto Lanfranchi, conte di Brolo, diventato pirata alla ricerca del tesoro dell’isola di S. Giulio. Giansiro, a richiesta, avviava la narrazione con voce calma e profonda.“Erano i tempi in cui Norberto aveva fissato la sua dimora sull’altra sponda del lago, tra lmolo e Gozzano, dentro le mura della Torre di Buccione, una fortezza che saliva alta verso il cielo. Da lassù, nelle giornate
serene, il suo sguardo si perdeva sul lago e sui monti che lo circondano. Il conte, scacciato dai signori di Nonio – il Duca Filippo De Lampis e suo fratello Gedeone – si era ripromesso terribili vendette e da signorotto abituato a cavalcare sulle sue terre e oziare, aveva cambiato vita, diventando un pirata”. Purtroppo, per triste che fosse, era quella una consuetudine assai diffusa in quel tempo, soprattutto sul Lago Maggiore dove i pirati Mazzarditi dei castelli di Cannero avevano – tanto per fare un esempio – dettato legge sulle coste lombarde, piemontesi e persino svizzere per molti anni. “Norberto , nottetempo, con la sua ciurma arruolata nei paesi vicini, scivolava come un’ombra tra i paesi, compiendo saccheggi e rapine”, raccontava Giansiro. “ La sua fama incuteva terrore. L’eco di queste gesta ben presto valicò il Mottarone, lambendo le sponde del Maggiore e salendo su per le valli ossolane, fin dentro i casolari di montagna. Norberto, incattivito dall’avidità, desiderava possedere sempre di più. E nei paesi, tra artigiani e pescatori, quel di più era quasi impossibile da trovare. Fu così che decise, dopo aver ascoltato il racconto di
un viandante, di dare la caccia al tesoro dell’isola di S. Giulio. Si diceva, infatti, che i frati del Sacromonte che sorgeva alle spalle di Orta avessero raccolto un grande tesoro, celandolo dentro una cripta nascosta sull’isola. Non un tesoro qualsiasi, gli aveva confidato il viandante, ma un forziere colmo di gioie: brillanti, rubini, ori, zaffiri, e monili di ogni fattezza”. Norberto non dormiva la notte; quel tesoro, per lui, era come un incubo. Un desiderio che gli bruciava il corpo e la mente, togliendogli il sonno. In realtà – reputando insicura l’isola – i frati (aiutati da alcuni pescatori del posto) avevano, in una notte senza luna, trasportato il forziere sulla terra ferma. Un viaggio breve, che durò però parecchio tempo. Con lenti movimenti, facendo finta di gettare le reti, due pescatori e una coppia di frati, condussero l’imbarcazione fino alle porte di Omegna, ormeggiarono a Borca e da lì, su un carro tirato da un grosso bue, salirono verso Agrano. In un paese di poche anime e poche case, a lato della strada che saliva inerpicandosi tra i boschi verso Armeno e il Mottarone, il tesoro sarebbe stato al sicuro tra le solide mura del vecchio castello di Agrano. “Ma dov’è questo castello? C’è ancora?”, chiese
uno dei bambini. Giansiro – che i più piccoli, un po’ per l’età e un po’ per i capelli bianchi che quasi gli cadevano sugli occhi, chiamavano nonno – interrotto, spiegò subito. “Vedete, quel castello ora non c’è più. Ma vi posso dire dove si trovava. Avete presente il campo da gioco di Agrano?”. “Sì, sì – gridarono in coro i bambini – ; E’ quello dove si gioca al pallone e dove c’è lo scivolo” – disse uno dai capelli rossi e dalle gote cosparse di lentiggini. “Esatto – rispose Giansiro -, è proprio quello. Ecco vedete, tutti pensavano che tra quelle mura il tesoro fosse al riparo dalle scorrerie di Norberto e dei suoi pirati. Anche perché i contadini non erano armati solo di forconi e bastoni, ma anche di una bella spingarda e di qualche archibugio. Però, e c’è sempre un però, non avevano fatto i conti con l’oste “. Infatti, l’oste della locanda del “Ferro di Cavallo”, una specie di ristoro per i viaggiatori proprio a Borca, aveva visto tutto. Quella notte, soffrendo d’insonnia, era uscito sul balcone per prendere un po’ d’aria quando, proprio lì sotto, passarono i pescatori, i frati e il carro trainato dal bue con sopra il forziere. Insospettitosi, l’oste seguì di nascosto, a una certa distanza, quella silenziosa processione. E, ascoltando da dietro un albero il parlottare sommesso dei frati, scoprì il segreto. L’oste, tornato di corsa verso casa, chiuso l’uscio dietro alle spalle, si precipitò in cucina. Dopo aver bevuto non uno e nemmeno due, ma ben tre (o
forse quattro? Mah! ..) boccali di vino, per farsi coraggio, prese il mantello e, una volta sellato il cavallo, partì al galoppo verso la Torre di Buccione. Giansiro continuò il racconto. “ Non si sa se l’oste sciolse la lingua – spifferando a Norberto tutto quanto aveva visto – per paura delle scorrerie del pirata o dietro il miraggio di un lauto compenso. E non si sa nemmeno se Norberto ricompensò in moneta sonante l’oste impaurito e chiacchierone. E’ certo, in ogni caso, che quella locanda – con i suoi letti, il suo vino e il nostro oste – rimase aperta per molti anni ancora. Ma torniamo al nostro Conte di Brolo che, appena appresa la notizia, iniziò a camminare in lungo e in largo per la sua stanza, tormentandosi la barbetta nera che gli incorniciava il volto. Come arrivare ad Agrano? Passando per la strada costiera, no di certo: era fin troppo facile essere avvistati. Non restava che una via: il lago. Certo, era una buona idea. Bastava attendere una
notte piovosa, di quelle in cui nessuno caccia il naso fuori di casa e, voilà, il gioco era fatto. Salire fino ad Agrano sarebbe stato il meno”. E così fece. Due giorni dopo sulla zona del lago pioveva a dirotto. Con la sua ciurma, Norberto si imbarcò sulla “Anguilla nera”, la sua nave da scorreria. In un battibaleno raggiunse Borca e, lasciata l’imbarcazione alla fonda, salì, alla testa di un manipolo di uomini decisi a tutto, la strada di montagna. Fu per caso che Giovanni Buonanima, un pastore che viveva proprio ad Agrano, vide quella torva masnada salire i tornanti. Gli era scappata una pecora dall’ovile e, mentre cercava di recuperare la sua Bianchina, si arrestò di colpo, dietro un cespuglio. Cento metri (la distanza è approssimativa, data l’ora e il tempo da lupi) più sotto, una trentina di persone avvolte in lunghi mantelli neri come la pece, saliva di buon passo. Non erano certo dei pellegrini che andavano al Santuario della Madonna di Luciago, pensò Giovanni, con il cuore in gola. E corse via, con le gambe in spalla, verso il paese. Il racconto di Giansiro lasciava i ragazzini a bocca aperta. “Giovanni conosceva due o tre scorciatoie che gli risparmiarono un bel pezzo di strada e quando arrivò alle porte di Agrano avvertì i due contadini che erano di sentinella, uno con in mano una falce e l’altro armato di un archibugio più grande di lui. Quando anche Norberto fu in vista di Agrano, non tardò a capire che era già pronto il
“comitato di benvenuto”. La strada, sbarrata da un carro di fieno messo lì di traverso e quelle fiaccole che illuminavano i volti arcigni e segnati dalla fatica del lavoro nei campi. I loro sguardi valevano più di ogni discorso. Sfumata la possibilità di agire con il vantaggio della sorpresa, non restava che la soluzione di forza. Cos’avrebbero potuto, dopotutto, alcune decine di poveracci, armati degli attrezzi di lavoro, contro trenta uomini armati fino ai denti? E invece, Norberto sbagliò i suoi conti”. I contadini si batterono bene. Fin troppo. E anche quando la masnada riuscì a sgombrare la strada, incendiando il carro di fieno, i contadini non mollarono. Anzi, rinserratisi tra le mura del castello, avevano azionato la colubrina, sparando a destra e manca a mitraglia: chiodi, pezzi di piombo, persino la ghiaia. E ogni volta che i masnadieri si avvicinavano alle mura, dovevano scappare in fretta per non buscarsi una pioggia di olio bollente. La battaglia durò tre giorni e tre notti. E, alla fine, con la sua truppa ormai decimata, Norberto ridiscese la montagna, sconfitto. Ma non era finita lì. “ A Borca lo aspettava un’altra sorpresa. Due notti prima gli omegnesi – guidati da un tal Gilberto del Parogno – avevano, in quattro e quattr’otto, legato come dei salami i tre uomini di guardia e appiccato il fuoco alla “Anguilla Nera”. Quello che videro gli occhi di Norberto era uno scheletro di legno bruciacchiato, che affiorava per metà dall’acqua del lago. Colmo di rabbia, il
Conte Norberto di Brolo si incamminò verso Buccione e nella torre si rinchiuse. Passò così i giorni che gli restavano, senza veder nessuno, roso dalla vergogna per lo smacco subito”. Di lui non si sentì più parlare e la vita tornò ad essere tranquilla per gli abitanti delle due sponde. Anche se qualcuno, per non rischiare, si mise ad aprire porte e finestre dalla parte del lago dove, a turno, stavano di vedetta tutti i familiari. E così per un po’ di tempo: quanto basta per smaltire ogni residuo di paura. Giansiro guardò i suoi piccoli amici, cogliendo nei loro sguardi un’ombra di perplessità. “Ah, già mi aspetto la vostra domanda, a questo punto. Anzi, sapete che faccio? Vi anticipo. Voi vi state chiedendo che fine abbia fatto il tesoro, non è vero? Ebbene, quei furboni dei frati, capito che il nascondiglio non era più un segreto e che, chissà, qualcun altro poteva avere grilli per la testa e voler seguire le orme di Norberto, magari riuscendo proprio dove lui aveva fallito, decisero che era tempo di cambiargli dimora. E stavolta fecero tutto da soli, senza intermediari o altri aiuti. Dove portarono il forziere non si seppe mai. Certo in un posto sicuro”. Da quel momento si persero le tracce del tesoro dell’isola di S. Giulio. Nessuno ne parlò
più. Persino ad Agrano, dove si tramandarono per generazioni – dai padri ai figli – il ricordo di quei tre giorni e tre notti d’inferno. Solo qualche vecchio, nelle sere d’inverno all’osteria, davanti a un bicchiere di vino rosso, raccontava ancora questa storia. Ma chi gli stava attorno, pur dimostrando un discreto interesse per non irritarli, non credeva a quella leggenda. Sono tante, del resto, le storie che si raccontano sul lago e quasi nessuno si è mai curato di domandarsi dove stava il confine tra la realtà e la fantasia. Giansiro aveva in serbo una sorpresa e, con aria sorniona, disse: “Ragazzi, voglio farvi una confidenza. Una volta trasportai sulla mia “Lampreda” un vecchio frate del convento del Mesma che, a forza di ascoltare le mie domande, qualcosa disse. Pensate, nel forziere c’era davvero un tesoro, ma non di quelli che bramava Norberto o che diceva di aver visto il viandante o che credeva la gente. No, c’era un altro tipo di tesoro. Qualcosa che per noi pescatori valeva più degli ori e delle pietre preziose. Ah, vi vedo già a bocca aperta e con le orecchie ben dritte. Lo volete davvero sapere cosa c’era in quella cassa? C’erano delle ricette tra le più rare in cui si narravano i modi migliori per cucinare il pesce di lago: dalla tinca in umido coi piselli all’alborella in carpione, dalla trota al burro e salvia al coregone saltato in padella con le cipolle di stagione. Una delizia! Un tesoro per il palato e per la mente di chi ama davvero mangiar bene e vuol dimostrare l’affetto per il suo lago e per chi lo abita, anche quando è seduto a tavola. Questo mi disse il frate. Anzi, mi disse che fu proprio San Giulio a suggerire la stesura di questi antichi testi e l’idea di conservarli per poterli un giorno tramandare a chi sarebbe venuto dopo. Non vi vedo molto convinti…ma vi assicuro che è davvero quello che hanno sentito le mie orecchie, quel giorno in barca. Magari sarà anche questa una storia, ma chissà.. mi piace pensare che davvero sia andata così. Ma ve la immaginate la faccia di Norberto, che – si dice – neppure mangiasse il pesce e arricciasse il naso solo a sentirlo nominare, qualora aperto il forziere, si
fosse trovato in mano delle ricette?”. Giansiro e i ragazzini ridevano a crepapelle. Poi, dopo essersi passata due volte la mano sulla bocca e sorseggiato un bel fiato di vino, il vecchio pescatore guardò fuori dalla finestra. “ Sta diventando buio, bambini. E’ ora che torniate a casa, dai vostri genitori. Altrimenti staranno in pensiero non vedendovi arrivare”. I ragazzini lo salutarono. Qualcuno lo baciò sulla guancia irsuta. Quello con i capelli rossi gli disse: “Nonno, domani ci racconti un’altra storia?”. Il vecchio “lupo di lago” sorrise. “ Vedremo, eh. Vedremo. Intanto, mi raccomando: a scuola state attenti. E studiate anche la vostra terra, la gente di qua e l’ambiente che ci circonda. Non voglio sembrare un vecchio barboso, ma ricordatevi che questa natura non è solo nostra. Dobbiamo volerle bene, conoscerla e rispettarla. Anche per gli altri. E chissà, forse un giorno torneranno anche i peci nel lago e potremo andare insieme sulla barca a pescare. D’accordo? Adesso andate, su”. Rimasto solo, Giansiro si chiuse alle spalle l’uscio di casa e andò giù al molo. Con un tozzo di pane e un po’ di formaggio in tasca, la fiasca del vino sotto braccio, guardò il sole tramontare. Pareva una tonda palla che scendeva dietro alle montagne. Di un bel rosso. Un rosso vermiglio. “ Rosso di sera, bel tempo si spera”, mormorò tra sé e sé, spingendo in acqua la sua “Lampreda”. Si mise a remare, muovendo dolcemente l’acqua, da sempre sua amica. E quando fu lontano dalla riva, tirati i remi in barca, si sdraiò sul tavolato. Le vecchie ossa scricchiolarono un po’ ma non ci fece caso. Guardò scendere la sera, in attesa della notte. Aspettava le stelle. Per sognare un’altra storia. Per lui. E per i suoi ragazzi.




