Simona Riccio dialoga con Rocco Voto su benessere animale, cultura cinofila, formazione e nuove professioni del settore pet
È online la nuova puntata di Parla Con Me®, la trasmissione digitale ideata e condotta da Simona Riccio, Agrifood Communication Strategist, LinkedIn Top Voice Italy e Founder del progetto.
La puntata, dal titolo “Vivere e lavorare con gli animali”, affronta il rapporto tra persone e animali, il valore della formazione e delle competenze necessarie per costruire relazioni consapevoli e responsabili.
Ospite è Rocco Voto, Editore di Dogsportal.it®, consulente di marketing cinofilo e formatore.
Il confronto mette al centro un settore in continua evoluzione, nel quale gli animali sono sempre più presenti nelle famiglie e rappresentano anche una realtà professionale importante. Ma vivere e lavorare con loro significa andare oltre l’affetto: richiede conoscenza, rispetto e preparazione.
Durante la puntata si parla di cultura cinofila, informazione nel mondo pet, benessere animale e nuove professioni legate agli animali.
«Il benessere animale dipende anche dalla qualità delle competenze umane», sottolinea Simona Riccio. «Per questo è necessario promuovere una cultura fondata su informazione, formazione e responsabilità».
Con questa puntata, Simona Riccio e Parla Con Me® ampliano il percorso editoriale dedicato ai temi che coinvolgono persone, imprese e comunità, valorizzando esperienze e professionalità del settore pet.
La puntata è disponibile online sul canale YouTube di Parla Con Me®.
Guarda la puntata: youtube.com/watch?v=VY2LfPU-_pw&feature=youtu.be
Per seguire tutte le puntate:
www.parlaconmeofficial.it
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d’ormeggio perché era stata annunciata la visita di un pezzo grosso all’hotel Beau Rivage. L’Hotel era proprio lì, dall’altra parte della strada che attraversava il paese. Olimpo, scalpellino nella cava di granito rosa, era finito ai ferri perché reo di aver canticchiato in un’osteria un motivetto che il Podestà aveva giudicato offensivo nei confronti del regime e del Regno. In realtà, il povero tagliapietre – un po’ brillo – aveva improvvisato un’innocua e vecchia tiritera che più o meno suonava così: “Viva il Re, viva la regina e viva la capra della Bettina”, animale reso famoso dall’eccellente e copiosa produzione di latte. Uno scioglilingua che però era stato mal interpretato e così, ai soliti due reprobi si aggiunse pure il terzo. Il problema derivò dal maltempo. Una forte perturbazione stava imperversando tra il lago e le alture del Mottarone e, in poco tempo, le onde s’ingrossarono trasformandosi in schiumosi cavalloni che s’infrangevano sulla massicciata ricavata dalla passeggiata del lungolago. Immaginarsi che inferno anche là sotto, per i tre prigionieri. A tratti le onde li sommergevano per poi ritirarsi, lasciandoli infreddoliti e in balia di altri, gelidi, schiaffi d’acqua. Tutti e tre furono costretti, loro malgrado, a bere quell’acqua dal cattivo sapore. Soprattutto Lucio che, una volta liberato, giurò di non toccar più una goccia di quel liquido tremendo, limitandosi – pur nelle restrizioni dell’epoca – a sorseggiare soltanto vino, compreso quello aspro e ruvido, che legava in bocca, spillato dalla botte dell’osteria della Miniera, su in Tranquilla.


Una visione che racconta perfettamente il suo modo di vivere questo incarico: guidare significa mettere la propria esperienza e parte del proprio tempo al servizio degli altri, creare entusiasmo, costruire relazioni e far sentire ogni socio parte integrante di una grande famiglia.



