Nell’ambito della rassegna “Dran k’lä sië tro tār”, organizzata dalla locale Associazione Assomont
Prosegue Il ricco e nutrito programma dell’estate 2026 a Melezet, una delle antiche frazioni di Bardonecchia, località tra le più belle ed amate della Alta Val di Susa, la più a nord ovest del nostro Paese. Cultura, tradizione, musica nella rassegna “Dran k’lä sië tro tār”- frammenti di memoria dedicati alle storie bardonecchiesi tra incontri, eventi ed appuntamenti da non perdere, iniziati con il programma del mese di Luglio ed organizzati dall’Associazione Assomont che opera al servizio della comunità montana delle frazioni di Melezet e Les Arnauds, due gioielli della Conca bardonecchiese.

L’intera rassegna è realizzata con il contributo del Consiglio regionale del Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e del Comune di Bardonecchia con il supporto di vari “ estimatori “. Tre importanti appuntamenti in Agosto a partire dal 1° del mese alle ore 21 con una conferenza nella sede dell’Assomont, Frazione Melezet 45, in un antico palazzotto d’epoca di fronte alla bellissima seicentesca parrocchiale di S. Antonio Abate, entrambi che si affacciano sulla piazzetta recentemente intitolata al Dottor Secondo Laura che è stato medico e benefattore per Bardonecchia ai tempi della febbre tifoidea che colpì la comunità a fine Ottocento nonché fondatore dell’Ospedale torinese Regina Margherita per l’infanzia, ricordato in uno degli eventi di Luglio, uno spettacolo teatrale itinerante “ Febbre d’alta quota” a cura dell’Associazione ArTeMuDa.

La rassegna di Agosto inizia con la conferenza “Il Gelso – pianta del paesaggio rurale piemontese – tra storia e futuro “ a cura di “ Terre della seta ” di Marco Allasia con ingresso libero e gratuito sino ad esaurimento dei posti in sala. Sarà l’occasione per conoscere questa antichissima pianta del territorio, la sua affascinante storia lungo i secoli, i suoi frutti sugosi e dolci puntando l’attenzione sulla multifunzionalità di questa storica pianta originaria dell’Asia. “ Terre della seta ” è un interessante progetto nato nel 2016 a Racconigi ad opera di Marco Allasia che si propone di far conoscere, riscoprire e valorizzare la coltivazione del Gelso, la bachicoltura e quindi il vasto mondo di questa pianta per molti sconosciuto così come della seta in un percorso complesso ed avvincente. La programmazione continua con la mostra fotografica “ Il folletto delle rocce “ sempre presso la sede Assomont da Domenica 2 a Sabato 8 Agosto, dalle ore 14,30 alle 18,30, a cura di Paolo Marre, Alessandro Perron e Marco Granata che a sua cura terrà una conferenza a tema naturalistico, Venerdì sera alle ore 21. Sarà un interessante percorso tra storia e natura nel territorio con i suoi punti di forza e di fragilità, con scatti che raccontano la bellezza e l’unicità dell’ecosistema montano. Questa conferenza dal titolo “ Fantasmi selvaggi “ orbiterà attorno ad un personaggio affascinante e poco conosciuto della fauna montana: l’ermellino, un animale delle nostre Alpi con particolare attenzione ai segreti biologici di questo piccolo predatore di alta quota.

Infine Domenica 9 Agosto alle 16,30 si conclude la rassegna estate 2026 a Melezet con un interessante e certamente molto apprezzato viaggio sensoriale dal titolo “ Infusioni d’estate: il mondo del Tè e le sue famiglie “ in cui Marta Lavezzo, Tea sommellier presso Chazone, accompagnerà gli ospiti in un percorso che parte da lontano, in terre d’Oriente tra storia, segreti, cultura di questa bevanda tra le più diffuse ed apprezzate che esistano con riferimenti botanici, storici, culturali. Quattro tè a confronto in un rito, quello della degustazione di infusioni a freddo, in un’ esperienza guidata dove sarà possibile avvicinarsi all’universo tè in modo nuovo e completo. E’ necessaria la prenotazione da effettuare presso l’Ufficio del Turismo di Bardonecchia – P.zza Valle Stretta 4 – Tel. 0122 – 99032

Una rassegna quella dell’estate 2026 a Melezet decisamente molto nutrita con eventi in grado di soddisfare e incontrare l’interesse di un pubblico estremamente vario e vasto con temi accomunati dalla ricerca del territorio in molte sue sfaccettature per far conoscere storia, tradizione, peculiarità e potenzialità di Melezet e del suo ambiente.
Patrizia Foresto
L’estate, dunque, non è solo un periodo climatico, ma rappresenta un momento di pausa condiviso che risponde al bisogno umano di rigenerarsi, di pacificare il proprio interno con quello che lo circonda; si vive una sorta di apertura nei confronti dell’esterno, ma anche un momento di riflessione sul piano interiore; ci si scopre, le relazioni sociali si fanno più intense, ma si saggia, allo stesso tempo, una pausa dalle attività lavorative e di studio come un intervallo per rinascere.
Il bisogno di staccare, inoltre, non è solo psico-fisiologico, corrisponde infatti ad usanze e riti culturali e antropologici consueti nel passato. Le ferie, come le conosciamo oggi, sono un’invenzione recente, nell’antichità, i momenti di sospensione del lavoro erano spesso connessi al calendario agricolo e religioso; la “festa” era un tempo sacro, dedicato al rinnovamento collettivo. In molte culture tradizionali, esistono ancora pratiche legate al riposo rituale: basti pensare alla siesta nei paesi caldi, ai digiuni cerimoniali, ai periodi di ritiro spirituale, tutti modi per legittimare tempo “improduttivo”. In questo periodo liminale, le regole si sospendono, i ruoli sfumano, ci si trova a metà tra la pausa e la trasformazione, si ferma l’ordinario per cercare lo straordinario.


