Riaprono i teatri e ritorna in scena anche la danza, non soltanto sui palcoscenici, ma anche nelle scuole di danza torinesi, per dare l’opportunità ai bambini, che hanno trascorso un anno di pandemia, di poter passare ore insieme, condividendo laboratori di danza e di gioco.
“Sarà un’occasione nuova – spiega Anna Maria Ieva , titolare dell’omonima scuola di danza – e un’opportunità agevole che le famiglie avranno perché i loro bambini possano essere seguiti nella nostra sede dal mattino alla sera. Gli insegnanti che li seguiranno sono tutti diplomati e certificati; questi incontri non si rivolgono solo ai bambini che studiano danza, ma a tutti coloro che abbiano piacere di provare un’esperienza unica e nuova, come l’ascolto della musica, la possibilità di partecipare ai laboratori e di costruire coreografie”.
“La nostra – aggiunge Anna Maria Ieva – è un’associazione che si propone di far sviluppare il gusto del bello, della danza e dell’arte, colta a 360 gradi. I laboratori saranno di danza creativa, moderna, hip-hop e yoga, rivolti ai bambini delle scuole elementari e medie, maschi e femmine. Ci sarà inoltre l’opportunità di far fare loro i compiti delle vacanze. Durante la settimana si svolgeranno laboratori e attività di danza all’aperto presso il parco di piazza d’Armi, poco distante dalla nostra sede di via Elba 10”.
Mara Martellotta
Orari entrata ore 9, uscita ore 17.30
Sarà garantito un servizio di pre scuola dalle ore 7.30
Il pranzo al sacco per chi desidera sarà fornito a parte al prezzo di euro 20 dalla torrefazione principe di via Tripoli
Settimane 14/18 giugno. 21/25 giugno , 28/2 luglio, 5/9 luglio
Alla base di tutto, prima ancora del progetto, c’è il sogno di una famiglia, quella di Luca Veronelli e di Elsa Panini, che da sempre condividono un desiderio comune: vivere e lavorare a contatto con la natura, in un contesto che abbia quel gusto del vissuto che dona a tutto un sapore diverso. Luca Veronelli, classe 1966, proveniente da una famiglia di imprenditori, consulente aziendale, appassionato di giornalismo e di teatro. “Enogastronomia, antichità e desiderio di benessere, in attesa che un giorno, ad apprezzare questo progetto di vita – e non di puro investimento – ci saranno i nostri eredi”. Elsa Panini, anch’essa proveniente da una famiglia di imprenditori, biologa per formazione e cuoca per passione, con un passato nel controllo qualità, è a capo della Scuola di Cucina, a cui è affidato il compito di portare il concetto della sana alimentazione al di là delle mura, grazie ai corsi aperti a tutti, che animeranno il palinsesto durante l’anno. “Il nostro è un vero e proprio progetto di vita, più che di lavoro, che mi ha permesso di apprezzare ancora di più il valore della bellezza e delle cose fatte bene e con amore. È un sogno che si realizza, fatto di amore e mattoni vecchi di mille anni, benessere e cibo”.
Sei saranno le stanze dove gli ospiti potranno accomodarsi e vivere l’esperienza della Rocca di Arignano. Riposare in questi ambienti, che non hanno avuto abitanti per secoli, guardare da quelle finestre, che per 700 anni sono rimaste serrate, sembra impossibile. In ogni camera l’equilibrio dei materiali è affidato ai mattoni che rivestono le generose altezze, ai materiali di recupero, alle vecchie ceramiche, al legno, ai velluti, ai portoni borchiati che sanno di storia, al ferro grezzo, alla lana cotta e al lino dei tessuti. Il linguaggio è lontano e contemporaneo allo stesso tempo. Fiori all’occhiello della struttura sono la suite della Camera della Guardia con accesso privato, che prende il nome proprio dalla sentinella che qui riposava al termine della ronda, e la Camera della Trinità, la suite a doppia altezza con vasca idromassaggio, che culmina con il terrazzo privato che si trova a 30 metri di altezza. Da qui si può godere di un panorama che lascia senza fiato, fatto di dolci colline, di borghi e di natura. E che presto si potrà ammirare da altre nove stanze.
A firmare la carta del Ristorante La Locanda della Rocca, lo chef 1 Stella Michelin di Guido Ristorante, Ugo Alciati. Chiamato a coordinare il progetto ristorativo, ha scelto come executive chef Fabio Sgrò, dopo aver instaurato con lui un rapporto umano prima ancora che lavorativo. “Pur non avendo mai lavorato fianco a fianco con Fabio, sono certo che si rivelerà la persona giusta per questo progetto, è un condensato di esperienze di spessore in ristoranti di livello, anche a livello internazionale”. La filosofia di cucina è stata costruita a 4 mani, grazie a studi che arrivano fino all’epoca medievale, portati a termine attraverso libri e ricettari. Il risultato è una proposta culinaria singolare: da un lato in grado di richiamare gli usi di un tempo e dall’altro la contemporaneità. Locale, stagionale ed etica sono le tre caratteristiche imprescindibili per la selezione delle materie prime, al fine di creare una linea di continuità con il territorio e in sintonia con il panorama naturale. La presenza dello chef Alciati alla Rocca sarà contingentata a lezioni di cucina, nella Scuola, orchestrata dalla Direttrice Creativa Elsa Panini, a eventi eno-gastronomici e a occasioni speciali.
