LIFESTYLE- Pagina 236

I ladri di tempo

Mesi fa scrissi un articolo sui vampiri energetici, cioè quelle persone che ti succhiano letteralmente l’energia, a loro uso e consumo, non curandosi di come tu ti senta dopo e, soprattutto, non tenendo in conto i consigli che tu hai elargito su loro pressante richiesta.

Solitamente sono amici o colleghi, qualche volta parenti, che hanno sempre un problema in più di quanti ne abbia tu, che chiedono aiuto sotto forma di telefonata, incontro urgente, visita a casa nostra, come se da quell’evento dipendesse la loro esistenza; quando, poi, hai suggerito loro quella che ti pare essere la soluzione migliore, quando hai spostato un appuntamento se non addirittura un week end di relax si allontanano da te come se nulla fosse successo o, peggio ancora, lamentandosi di non aver ricevuto supporto adeguato.

Alla pari con questi vampiri vi sono i ladri di tempo; persone anch’esse dedite a occupare parte del vostro tempo, ma in maniera diversa.

I ladri di tempo sanno selezionare le persone a cui approcciarsi: non importa cosa voi stiate facendo o come voi stiate; per loro conta soltanto che dedichiate loro del tempo e lo pretendono in forma garbata, subdola.

Se hanno un appuntamento solitamente arrivano in ritardo, così da privarvi del tempo di attesa (che avreste dedicato ad altro), pretendono che dedichiate loro del tempo come se fosse un diritto divino e, ciò che è peggio, si palesano improvvisamente prendendovi letteralmente alla sprovvista.

Mentre i vampiri succhiano la vostra energia sottoponendo i vostri neuroni ad uno stress enorme, i ladri di tempo possono anche essere portatori di notizie buone o, quanto meno, non drammatiche; non essendo prevista la loro comparsa, però, vi obbligano a riformulare tutti i vostri impegni, dall’uscita per fare la spesa, all’appuntamento galante, al colloquio di lavoro perché, per loro, contano solo sé stessi.

Solo molto attenti ad individuare la preda; con voi non hanno orario e qualsiasi momento va bene. Se avete un appuntamento con loro possono anche tardare di mezz’ora o un’ora, perché sanno che li aspettate; se, invece, devono prendere un treno o un aereo, hanno prenotato una visita medica, devono andare in un negozio verso l’ora di chiusura saranno puntualissimi, più di un orologio atomico; non dipende, dunque, da loro ma da voi, che li avete abituati troppo bene.

Tutti noi ne conosciamo alcuni e l’unico modo per insegnare loro qualcosa è neutralizzarli.

Quando non esistevano ancora i cellulari, io ed altri amici ci trovavamo sotto casa di uno di questi amici per la gita fuori porta domenicale. Questo ragazzo, sotto la cui casa ci trovavamo, è una delle persone più puntuali che conosca: concedeva al massimo 10minuti di ritardo dopo di che andava via e chi c’era c’era; chi arrivava e non trovava più nessuno, non potendo contattarci perché, come ho detto, non esistevano i telefoni mobili se ne tornava a casa o organizzava qualcos’altro e la volta dopo arrivava addirittura in anticipo.

I ladri di tempo solitamente non hanno una vita realmente impegnata, sono solo disordinati ed egoisti; posso capire un medico in visita domiciliare che non può prevedere con esattezza l’ora in cui verrà da noi, e infatti non ci dà un appuntamento preciso, posso capire un agente di commercio che non sa quanto traffico troverà per strada e che genere di ordine gli effettueranno i clienti, ma un amico che esce di casa a centro metri da casa nostra, ci raggiunge a piedi, magari di domenica mattina e riesce a giungere con 20 minuti di ritardo significa che non ha rispetto di noi e delle nostre esigenze. Se nelle piccole cose si comporta così, figuriamoci quando gli viene realmente chiesto un impegno, un sacrificio come si può comportare.

Il buonismo che ci ammanta e che è nel DNA di molti di noi ci porta ad accettare, anzi a subire, questi comportamenti che spesso incontriamo anche nel pubblico impiego e che si incrociano con la procrastinazione, di cui ho scritto mesi fa.

Una psicologa che conosco ammetteva che lei sarebbe puntuale fino all’ora di uscire di casa; poi, vedendo che ha ancora qualche minuto, riesce sempre a fare qualcosa che la porta a giungere immancabilmente in ritardo anche di 1 ora sull’orario di appuntamento.

Menomale che dovrebbe aiutare gli altri a risolvere i problemi.

Sergio Motta

E’ arrivata l’estate con la cremosa torta cocco e limone

Prepariamo insieme questa semplicissima torta, speciale per ogni occasione, ideale per soddisfare un’ improvvisa voglia di qualcosa di dolce, dal gusto fresco, agrumato e appagante.

Ingredienti:

1 uovo intero
130gr zucchero
50 gr. burro
370ml.latte fresco intero
60gr. farina di cocco
50gr. farina bianca
2 cucchiai di succo di limone
Scorza grattugiata di un limone
1 bustina vanillina
Zucchero a velo e farina cocco per decorare.

Far fondere il burro e lasciar raffreddare.
Montare nel mixer l’uovo intero con lo zucchero, aggiungere il burro, il latte, il succo del limone e la scorza grattugiata, la vanillina, la farina bianca e la farina di cocco.
Foderare una teglia (diametro 18) con carta forno.
Versare l’ impasto e infornare a 160gradi per 30 minuti poi, a 180 gradi per altri 30 minuti circa. Quando fredda decorare con zucchero a velo e farina di cocco.
Conservare in frigo, servire fredda.
Ottima preparata il giorno prima.

Paperita Patty

Turisti rilassati nella casetta delle api

BEE EXPERIENCE. Iniziativa dell’azienda agricola di Amalia Perlo, in alta valle Susa

Il progetto dell’architetto torinese Fabio Vignolo diventa realtà in Piemonte e offre opportunità

Lo chiamano turismo esperienziale, che in frazione Bessen Basso di Sauze di Cesana fa rima con “bee experience”, apiturismo. Vuol dire infilarsi in una casetta di legno collegata a otto arnie piene di api operose, il cui ronzìo, per la natura delle frequenze emesse, insieme agli aromi sprigionati dal miele e al panorama ammirabile dalla vetrata sulla vallata, produce nel visitatore, adagiato su comodi cuscini all’interno dell’abitacolo, una sensazione di benessere multisensoriale, avvolgente e unica.

Protagonista di questa innovativa proposta agrituristica è Amalia Perlo, che domenica 9 luglio ha inaugurato nella sua azienda agricola in alta valle Susa la prima “Be(e) Immerso” del Piemonte. Tra i primi, entusiasti sperimentatori il sindaco di Sauze di Cesana Maurizio Beria d’Argentina, il consigliere regionale Valter Marin e il direttore di Cia Agricoltori delle Alpi, Luigi Andreis.

«L’idea – racconta Amalia – è stata di mio figlio più piccolo, Simone, che insieme al fratello Cristian è il cuore pulsante dell’azienda. Grazie a lui ho conosciuto l’architetto torinese Fabio Vignolo, che nella primavera scorsa ha presentato questo suo progetto in esclusiva alla “Milano design week”, la rassegna del design più importante al mondo. All’inizio, la prospettiva di piazzare il modulo da me in azienda mi lasciava perplessa. Ma i giovani mi hanno fatto comprendere le straordinarie potenzialità della proposta ed oggi sono contenta di essermi messa in gioco».

La piccola impresa agricola di Amalia Perlo, a 1700 metri di altitudine, conosce bene i segreti del miele, che produce insieme a grano, orzo, fieno biologico, patate biologiche, genziana e genepy.

«Vedo che i turisti negli ultimi anni cercano esperienze esclusive – continua Amalia -, vogliono unire benessere fisico e mentale, con la degustazione e la scoperta di prodotti dei territori. Sono sempre più attenti alle tematiche ambientali e a ritrovare un rapporto diretto con la natura e le filiere agroalimentari di qualità. Per questo, credo sia una buona opportunità quella di diffondere la consapevolezza dell’importanza delle api quali insetti impollinatori e promotori della conservazione della biodiversità della flora alpina, mettendo insieme divulgazione e degustazione dei prodotti in un’unica esperienza multisensoriale».

Dello stesso avviso è anche l’architetto ideatore di questo progetto, Fabio Vignolo: «Da appassionato di natura e cultura alpina – osserva Vignolo – credo che il turismo alpino debba trovare altre vie, più sostenibili, oltre all’offerta invernale dello sci a tutti i costi e a quello estivo del mordi e fuggi giornaliero del fine settimana o della ricettività più formale degli alberghi e delle seconde case. Esistono aziende agricole che grazie al loro lavoro nei campi garantiscono un presidio sano di questi luoghi stupendi e la gestione del territorio. Attraverso la produzione di prodotti agricoli di qualità perpetuano valori della tradizione contadina e mantengono viva la montagna tutto l’anno».

Per adesso, la “bee experience” di Amalia Perlo è prenotabile per aperitivi esclusivi e momenti di assoluto relax, da godersi all’interno della casetta delle api, ma già si pensa alla possibilità di offrire anche il pernottamento.

«Le aziende come quella di Amalia – commenta il direttore di Cia Agricoltori delle Alpi, Luigi Andreis – rappresentano un orgoglio non solo per la nostra associazione, ma per l’intera categoria, che dimostra la capacità di sapersi innovare e di esplorare nuove strade. Queste imprese meritano il ringraziamento per il ruolo prezioso ed indispensabile che ricoprono per l’economia ed il presidio del territorio montano».

Un giorno di fiori, foglie e bellezza: Flor a Bardonecchia

Bardonecchia, domenica 16 luglio 2023

Dopo Agriflor Susa dello scorso maggio, Flor torna in alta quota e per il sesto anno consecutivo animerà l’estate di Bardonecchia, nel cuore della Val di Susa piemontese.

L’appuntamento è in programma domenica 16 lugliodalle 9 fino alle 19 per una manifestazione gratuita che, negli anni, è diventata un punto fermo per gli amanti della natura e delle sue eccellenze floreali e per i villeggianti che potranno sfuggire alla calura cittadina e godersi in altura il meglio del vivaismo piemontese.

Sarà la centralissima Via Medail, cuore nevralgico di Bardonecchia, a fare da palcoscenico di Flor Estate, trasformandosi in un vero e proprio giardino grazie alla presenza di oltre una quarantina tra i migliori espositori del Piemonte: florovivaisti con le profumate e vivaci eccellenze di stagione ma anche piccoli agricoltori e artigiani ceramisti per una festa all’insegna dei colori e della natura in tutte le sue forme.

Numerose le tipologie di piante tipiche delle coltivazioni di montagna, a cui si aggiungono proposte più tradizionali per rispondere alle esigenze e ai gusti di tutti e che ben si adattano sia alla coltivazione in piena terra che in vaso: erbacee annuali e perenni a fioritura estiva, violette, piante aromatiche come la lavanda, il timo e il genepì, orchidee, ortensie, piccoli frutti.

Non solo piante e fiori ma molte altre tipicità enogastronomiche e manifatturiere del territorio. Passeggiando per via Medail, infatti la natura prenderà forme sempre diverse, a cominciare dalle proposte alimentari grazie alla presenza di piccoli produttori che proporranno le loro eccellenze “naturali”, dal miele ai distillati alpini, dall’aglio di Caraglio ai formaggi e ancora i gustosi taralli, erbe aromatiche, liquirizia, frutta disidratata, marmellate e dolci tipici. Ci saranno anche proposte naturali per la bellezza e la salute e alcuni interessanti produttori di artigianato e ceramica per l’arredo del giardino.

Organizzata da Associazione Società Orticola del Piemonte (www.orticolapiemonte.it) con il Patrocinio del Comune di Bardonecchia e promossa dal Consorzio Turismo Bardonecchia, FLOR Bardonecchia apre le porte, con i suoi colori e i suoi profumi, a un’estate ricca di appuntamenti ed eventi per il borgo valsusino.

Flor Estate Bardonecchia

Domenica 16 luglio 2023

Dalle 9 alle 19

Via Medail – Bardonecchia (TO)

Ingresso libero

www.orticolapiemonte.it

Ufficio stampa Flor Estate Bardonecchia

All’Osteria Arborina i nuovi percorsi di degustazione

CON LO CHEF FERNANDO TOMMASO FORINO
Tre proposte di menu legate dal concetto ‘no waste’ e pensate per scoprire nuovi sapori
nati dalla fusione di tradizioni, quelle del territorio e quelle campane dello chef.
E la creatività di chef Forino trova concretezza in piatti ‘che non ti aspetti’.

Luglio 2023 – All’Osteria Arborina, il ristorante fine dining di Arborina Relais a La Morra, che da qualche mese
con lo chef Fernando Tommaso Forino ha intrapreso un nuovo cammino gastronomico, va in scena un menu
completamente rinnovato all’insegna della sostenibilità, della territorialità e del ‘non tutto è come sembra’.
“A volte basta cambiare prospettiva per creare qualcosa di nuovo” così afferma chef Forino che da quando è
arrivato in Langa si è dedicato allo studio della cultura culinaria locale e regionale, estrapolando con grande
curiosità nozioni e ricette per poi interpretarle con guizzo creativo e con quella vena campana che identifica
le sue origini. Il focus rimane forte sulla lavorazione delle materie prime e sul riutilizzo consapevole che va
oltre a mode e trend del momento, ma si consolida come metodologia di lavoro quotidiano nella cucina di
Osteria.


Ecco, quindi, che dopo mesi di studio, di ricerca dei migliori prodotti a km0 e messe a punto, arrivano a
celebrare la stagione estiva tre nuovi percorsi, Storia Moderna, Distanze che si Incontrano e Senza Regola
(rispettivamente da 5, 7 e 10 portate), differenti proposte di degustazione che nascondono nel nome anche
un messaggio preciso.
In Storia Moderna chef Forino ha voluto racchiudere piatti che hanno già segnato il suo percorso ad Osteria
Arborina, come il signature ‘no waste’ Sgombro in Verde, e dei grandi classici della cucina italiana ripensati
secondo una visione contemporanea e giovane. Ne sono un esempio il risotto al nero di seppia che diventa
Riso, Calamaro e Civet di Mare, l’abbinamento di due must della buona tavola come la Faraona in ‘porchetta’
e i Fiori di Zucca (ripieni di burro morbido e salsa chimichurri), e la versione moderna e gustosa del Nasello,
Limone e Lattuga di Mare. A chiudere la degustazione l’intramontabile fragole e panna ma ripensato in un
regale dessert con note di Sambuco (menu 5 portate, euro 75).
A simboleggiare l’incontro in Langhe delle tradizioni locali e quelle partenopee di Forino ci pensa invece il
percorso Distanze che si Incontrano. La terra accoglie il mare in un mix di sapori e abbinamenti insoliti che
trovano espressioni in 7 portate: si inizia con il Polpo e Salsa Tartara realizzata però con il pesce, si passa alla
Quaglia con la tipica Bagna Cauda, fa poi il suo debutto P&P che è la proposta innovativa di pasta e patate, si
prosegue con piatti inaspettati come Il Mio Cocktail di Gamberi, la Gallinella diventa un Pollo Arrosto, il Manzo,
Uvetta e Pinoli e per finire un giocoso Formaggio Cotto (menu 7 portate, euro 95).
E con Senza Regola non solo si lascia carta bianca allo chef ma si potrà vivere un’esperienza in cui i consueti
canoni della tavola vengono messi in discussione, e giunti alla fine… sembrerà di essere di nuovo all’inizio
(menu 10 portate, euro 115).


Anche la presentazione grafica del menu è stata ripensata nell’ottica ‘zero sprechi’, in quanto è stata scelta
una carta ecologica ottenuta dalle bucce dei grappoli d’uva, e in linea con la creatività ‘giocosa’ che fa fede al
motto ‘non tutto sarà come sembra’. Viene infatti portata al tavolo una busta da lettera, chiusa a ceralacca, a
simboleggiare il welcome in Osteria; l’ospite nell’aprirla si accorgerà che la parte interna si distende
completamente e accoglie dei ritagli di foglietti colorati nei quali sono riportati e descritti i tre percorsi
degustazione. A fine pasto, la busta si potrà portare con sé come ricordo dell’esperienza trascorsa
assaporando piatti inediti e ammirando il lavoro della brigata dalla grande vetrata sulla cucina.
Osteria è aperta dal giovedì al lunedì, a pranzo e cena.

Note
Chef Executive: Fernando Tommaso Forino
Classe 1990, campano, muove i primi passi in cucina al Savoy Beach Hotel a Paestum con lo chef Gioacchino
Nocera, poi a “La Cantinella”, dove ha appreso i segreti dell’alta gastronomia. La sua tenacia e le sue spiccate
doti ai fornelli, lo hanno portato a far parte della brigata di importanti chef stellati come Di Costanzo,

AnneSophie Pic, Michel Bras, Grant Achatz, Andrea Aprea, fino ad acquisire, nel 2018, il ruolo di Executive Chef del
Ristorante stellato La Bottega a Ginevra, riconfermando la Stella Michelin. Nel 2020 ritorna in Italia, prima in
Toscana a Borgo Santo Pietro e poi in Umbria al Castello di Reschio dove si dedica completamente ad una
cucina orientata al prodotto, selezionando gli ingredienti migliori che il territorio e i piccoli produttori locali
offrono. Dopo altre esperienze in realtà di alto livello, in centro Italia, arriva nelle Langhe, per seguire il nuovo
progetto di ristorazione di Arborina Relais.

Osteria Arborina
Ristorante fine dining all’interno del boutique hotel Arborina Relais, eccellenza dell’ospitalità nelle Langhe,
parte di les Collectionneurs. La sala, fresca di restyling, per un totale di 20 sedute, si presenta come un
ambiente spazioso e molto luminoso grazie alle ampie vetrate che si affacciano sulla piscina e sulla campagna;
lo stile è ricercato e minimal, il legno di rovere si contrappone a finiture in ferro scuro e a moderne poltroncine
in cuoio. La cucina a vista regala agli ospiti un pizzico di curiosità e la mise en place semplice permette di
seguire passo per passo la cura del servizio al tavolo. Preziosa è la carta vini con oltre 650 etichette (nazionali
ed estere) e grande attenzione viene riservata alla scelta dei fornitori, dal contadino per verdure e ortaggi di
stagione al mulino per le farine utili nella lavorazione di pasta e lievitati. In questo modo vengono sostenuti i
cicli dell’economia locale limitando, ed evitando quando possibile, lunghi percorsi di trasporto, per un
ulteriore contributo alla tutela dell’ambiente.

Per informazioni e prenotazioni:
Arborina Relais – Osteria Arborina e The LAB
Frazione Annunziata La Morra, 27- La Morra (CN)
Telefono: 0173 500351 – www.arborinarelais.it

Scopri le meraviglie di Malta: il tuo viaggio da Torino

C’è un arcipelago nel cuore del Mar Mediterraneo che offre un mix affascinante di storia millenaria, paesaggi incantevoli e vivace cultura mediterranea. Se stai cercando una destinazione che abbia tutto, le isole di Malta, Gozo e Comino sono il posto giusto per te.

Partiamo col dire che raggiungere Malta da Torino è facilissimo. Ryanair ha infatti puntato su Torino per voli diretti verso Malta. Ogni settimana da Torino-Caselle partono 2 voli che vi catapulteranno in quest’isola affascinante in circa 2 ore senza scali.

Una volta arrivati a Malta, non resta che decidere cosa visitare e come organizzare il soggiorno.

Partiamo dalla capitale Valletta, una città fortificata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Esplora i vicoli pittoreschi, ammira il Grand Harbour e scopri la magnifica architettura barocca dei suoi edifici. Mdina, l’antica capitale dell’isola, è invece conosciuta come  “la città silenziosa”, ed è di origine fenicia e piena di fascino storico. Perdetevi tra le sue stradine e godetevi la sua atmosfera rarefatta e misteriosa.

Non dimenticate una tappa ai templi di Ħaġar Qim e Mnajdra, templi megalitici tra i siti più antichi del mondo, risalenti a oltre 5.000 anni fa. E infine le spiagge di Malta: l’isola è circondata da acque cristalline e spiagge incantevoli. Da Golden Bay a Blue Lagoon, non c’è che l’imbarazzo della scelta per rilassarsi e godersi il sole maltese.

Ovviamente su una guida turistica troverete tutte queste informazioni e scoprirete anche le isole di Gozo e Comino. Noi però vogliamo carpire dritte, suggerimenti su cosa fare, luoghi segreti da scoprire e lo abbiamo fatto con una chiacchierata al Direttore di Visit Malta, Ester Tamasi.

Incominciamo con il programma estivo. Cosa offrono Malta, Gozo e Comino per l’estate 2023? 

Il calendario eventi di Malta è ricco tutto l’anno, di certo però è d’estate che gli appuntamenti si alternano serrati accogliendo i turisti con un’agenda sempre variegata. Tanti i concerti e i festival musicali estivi come l’Isle of MTV, il più grande festival gratuito d’Europa alla sua quindicesima edizione maltese e che raduna nomi del pop e della dance di livello mondiale (quest’anno sul palco ci saranno anche i One Republic). Altro grosso evento musicale sarà il SummerDaze Malta dal 15 al 18 agosto per cui è prevista un’ interessantissima lineup che piacerà molto al pubblico italiano.

Ci sono anche appuntamenti più raffinati come l’International Jazz Festival, oppure eventi di carattere enogastronomico come il Malta Food Festival.

 

Quali sono le specialità gastronomiche che si possono gustare a Malta?

Sicuramente tutti dovrebbero assaggiare i pastizzi¸ il tipico street food maltese disponibile in molti bar per pochi spiccioli: si tratta di una sfoglia salata che nelle sue forme più classiche è ripiena di ricotta oppure di una saporita crema di piselli. Suggerisco di assaggiare anche la ftira, definito patrimonio immateriale, il pane maltese così importante per la cultura locale da essere acquisito tra i beni patrimonio Unesco. Grandi classici della tavola maltese sono inoltre le portate a base di coniglio e, quando è stagione, quelle con la lampuga, un pesce che si trova nei nostri mari soprattutto a settembre. Gli amanti del pesce devono in ogni caso non perdersi la località di Marsaxlokk: sul porticciolo dove sono attraccati i luzzu, i colorati pescherecci maltesi, si affacciano molti ristorantini di pesce che qui viene servito freschissimo, da degustare magari al termine di una passeggiata al mercato della domenica mattina.

In generale la cucina maltese è basata su ingredienti freschi e tipici dell’area mediterranea come i pomodori, i capperi, le olive con cui si preparano ottimi spuntini e aperitivi che si possono degustare accompagnati da una bottiglia di vino maltese o da una freschissima Cisk, la birra prodotta sulle nostre isole.

 

Se promettiamo di non venire tutti insieme, ci dice dove va quando vuole rilassarsi e qual è la sua spiaggia preferita?

Contrariamente a quanto spesso si pensa, a Malta, Gozo e Comino ci sono molte spiagge sabbiose. Viste le dimensioni dell’arcipelago è facilissimo fare beach hopping e spostarsi da una spiaggia all’altra e da un’isola all’altra, anche nello stesso giorno. Le spiagge sabbiose più famose sono a nord dell’isola principale e me (e non solo a me) piace molto andare a Ghajn Tuffieha, un’ampia baia dalla forma semicircolare che al tramonto si infiamma in tutte le sfumature del rosso e dove si può bere un drink in completo relax ammirando lo spettacolo della natura. Però a chi cerca il massimo della privacy, suggerisco di organizzare un’escursione attorno alle isole in barca a vela, per scovare le calette più protette e meno frequentate.

Per girare Malta è necessaria l’auto o si può usufruire dei mezzi pubblici?

La rete dei mezzi pubblici a Malta funziona bene ed è facile raggiungere in bus praticamente tutte le attrazioni principali. A chi preferisce però noleggiare un mezzo proprio, ricordo che la guida a Malta è all’inglese: Malta è stata a lungo una colonia britannica e questo ha lasciato in eredità molti aspetti della cultura locale. Oltre alla guida a destra, ad esempio si possono ancora scorgere in giro le tipiche cabine telefoniche rosse e ci sono hotel dove si può degustare un ricco high tea all’inglese.

 

Cosa non bisogna assolutamente dimenticare di acquistare da portare a casa?

Un tipico souvenir maltese potrebbe essere un oggetto in vetro soffiato o una finissima filigrana d’argento. A Gozo, inoltre si confezionano ancora pizzi al tombolo. Se si preferisce un prodotto gastronomico suggerisco di portarsi a casa qualche ġbejniet, piccoli formaggi di capra, tipici dell’isola di Gozo, che vengono conservati sott’olio o stagionati nel pepe. Un’ottima idea è anche una bottiglia di eccellente olio d’oliva – ci sono alcune qualità di olive che esistono solo a Malta – o di vino.

 

So che deve rimanere super partes, ma ci suggerisca il suo locale del cuore dove passare una serata, bere un drink o assaggiare una specialità.

A Malta ci sono tanti rooftop bar dove passare serate sorseggiando ottimi cocktail, soprattutto nella zona di St. Julian’s, ma quando mi voglio rilassare scelgo uno dei localini di Valletta dove si suona musica jazz dal vivo.

 

Per ulteriori approfondimenti, vi suggeriamo il sito e il blog ufficiali di Malta. E non dimenticate di mandarci una cartolina, anche virtuale!

 Lori Barozzino

Torna il Festival della birra artigianale piemontese

Il Festival della birra artigianale piemontese (F.B.A.P.) fa finalmente il suo ritorno dopo una lunga attesa, suscitando un enorme desiderio di rivivere questa festa di grande successo. Gli appassionati di birra artigianale saranno entusiasti di sapere che i “Mastri birrai on the Road” sono pronti a sfidarsi a colpi di boccali spumeggianti, questa volta nel comune di Vinovo.

Tutta Torino Sud è chiamata a raccolta per ripetere i fasti di febbraio a Nichelino, dove abbiamo registrato il pienone in occasione del primo evento street food del 2023 di Sapori dal Mondo. Preparatevi a immergervi in un’esperienza culinaria straordinaria, con la combinazione perfetta di birra artigianale di alta qualità e cibo street food gourmet dei truck food selezionati.

Ma non è tutto! Ogni sera ci saranno concerti live che vi faranno ballare e divertire fino a notte fonda. E per rendere l’atmosfera ancora più coinvolgente, giovedì 13 avremo anche la notte bianca, che vedrà tutti i negozi aperti fino alle 24 e la musica live itinerante per tutta la città. Sarà un’esperienza indimenticabile!

Quindi segnatevi le date: 13, 14, 15 e 16 luglio a Vinovo. Il F.B.A.P. Mastri birrai on the Road vi aspetta con una selezione di birre artigianali straordinarie, truck food gourmet e concerti live che vi faranno vibrare. Non perdete l’occasione di unirvi a noi in questa festa unica nel suo genere.

Ricordatevi di passare a trovarci a partire da giovedì 13 fino a domenica 16 luglio, compresa, presso la piazza L. Rey a Vinovo. Non vediamo l’ora di accogliervi con birra fredda, cibo delizioso e un’atmosfera festosa.

Per ulteriori informazioni, potete contattare:

Nome: Sapori dal Mondo Telefono: 3519719096 Email: saporidalmondo019@gmail.com

Evento Facebook: https://fb.me/e/3HEngC9ys

In rassegna ad Alba i grandi formaggi della tradizione e dell’eccellenza italiana

“LoST EU”. Tra storia e sostenibilità,

A luglio, in concomitanza con “Collisioni”

Alba (Cuneo)

Formaggi da “corona reale”. Sono loro i primi attori del Progetto “LoST EU”, sostenuto dall’Unione Europea sul tema “sostenibilità e promozione delle piccole denominazioni casearie”, che verrà raccontato e andrà in bella mostra, per tutto luglioad Alba durante le giornate del grande “Festival Collisioni”, in occasione degli attesissimi appuntamenti in programma che vedranno protagonisti molti fra i più celebri artisti italiani. L’evento, promosso dall’“Associazione Alte Terre DOP” (sede a Bossolasco) – creata come forma aggregativa fra consorzi di tutela di piccole dimensioni per “fare rete” in grado di esportare l’unicità dei prodotti lattiero-caseari, ma non solo, del territorio piemontese – vedrà protagonisti indiscussi nove formaggi e cinque regioni, testimoni di un viaggio alla scoperta ( o ri-scoperta) di territori, tradizioni e storie di piccoli produttori italiani ben convinti di voler tramandare la loro eredità culturale e la sostenibilità dei loro prodotti, in termini di “qualità”“tracciabilità”“genuinità” ed “esclusività”. Protagonisti saranno, dunque, formaggi di grande eccellenza italiana come il Murazzano, il Roccaverano, l’Ossolano dalla Regione Piemonte, il Puzzone di Moena dal Trentino, lo Strachitunt dalla Lombardia, la Vastedda della Valle del Belice e il Pecorino Siciliano dalla Sicilia, e in ultimo il Provolone del Monaco dalla Campania. Regioni varie fra loro, ma tutte caratterizzate da paesaggi mozzafiato, che raccontano la bellezza del nostro Paese e allo stesso tempo sono la culla di questi formaggi straordinari. LoST” racconta, quindi, di luoghi e prodotti lontani tra loro, “accomunati però – spiegano gli organizzatori – dallo strettissimo legame che hanno con la loro storia e il loro territorio, diventando simbolo di un ‘altrove’ rispetto a una cultura più convenzionale”.

Del resto l’acronimo “LoST” (“Looking for the sustainability of taste in Europe”) significa proprio la ricerca di un gusto unico, irripetibile, che porta in sé i valori della sostenibilità. “E vuole suggerire l’idea di qualcosa che pare perduto, ma anche un bisogno di ricerca che molti di noi provano verso tradizioni che si sono perse e storie di un passato dove le regole erano diverse, dettate dal rapporto stretto con la natura. Un senso di vuoto che si è creato soprattutto in questo mondo moderno, dove tutti abbiamo sperimentato cosa significa la minaccia di una natura in rivolta”.

In questo scenario la filosofia di “LoST” vuole appunto stimolare le persone a riflettere, a porsi domande, a mettersi in viaggio alla scoperta di nuove pratiche e valori, per far ritrovare ai nostri formaggi il loro “consumatore perduto”.

Come detto, l’appuntamento combacerà con le giornate del “Festival Collisioni”, in piazza Medford, ad Alba. In questo contesto, verrà allestita un’area di degustazione e racconto dei formaggi a cura dei “Maestri assaggiatori ONAF”, per sensibilizzare il pubblico al tema delle piccole produzioni e promuovendo denominazioni di grande eccellenza ma poco conosciute.

Il “percorso didattico” proseguirà nella rassegna di serate in musica a Barolo, dove il pubblico potrà partecipare a degustazioni guidate nel cortile del Castello, con la presenza degli stessi produttori e video informativi che racconteranno i territori di provenienze e le antiche tecniche produttive radicate in uno specifico territorio. E, per finire, i formaggi di “LoST” saranno anche protagonisti di golose degustazioni al Parco Tanaro di Alba, in tasting comparati che spazieranno da nord a sud, per scoprire la varietà di sapori che dona al formaggio la tradizione produttiva delle diverse regioni italiane.

“Il nuovo progetto europeo ‘LoST’ ci offre l’opportunità storica di mettere in rete a livello nazionale alcuni dei consorzi di tutela più rappresentativi delle piccole Dop dei formaggi di maggiore qualità del nostro paese. Eccellenze di tradizione millenaria – commenta Natalino Giordano, presidente dell’‘Associazione Alte Terre DOP – che condividono una stessa filosofia produttiva fondata sul rispetto dell’ambiente, della salute del consumatore e del benessere animale“La partecipazione – conclude Giordano – al festival ‘Collisioni’, che da sempre coniuga la grande musica a una filosofia green attenta alle piccole produzioni ‘food&wine’ artigianali di qualità, ci offre una bella vetrina  mediatica per dare avvio a un triennio di collaborazione e a un percorso di crescita comune che vedrà i consorzi impegnati nella promozione sui mercati Italia, Germania e Svezia e prenderà il via proprio con la vetrina mediatica dell’evento ‘Agrirock’ più famoso in Italia”.

g.m.

Nelle foto:

–       Ossolano

–       Provolone del Monaco

–       Tour delle Malghe, ph. credits Trentino Marketing

Noi facciamo la differenza davanti a noi stessi

LIBERAMENTE Di Monica Chiusano

Prima di diagnosticarci  chiusura, depressione o bassa autostima, assicuriamoci  di non essere semplicemente circondati  da stronzi!
Molto spesso, nella nostra eleganza di osare bellezza, nella smania di sperare che il mondo ci renda preziosi a prescindere … nell’intento di dare se pur senza ricevere, nella controversia di alti e di bassi pronti continuamente a metterci in discussione , ci chiudiamo nella nostra area buia , laddove solo noi possiamo tracciare il limite degli eventi e degli stati d’animo …
 Ricordiamoci però che la danza della vita ha bisogno di spazio…..diamogli l’opportunità di liberare i nostri pesi e di farci sentire nuovamente liberi di volteggiare all’interno del mondo senza limiti.
Noi facciamo la differenza dinnanzi a noi stessi e forse a pochi altri …il resto non esiste!