Magnifica Torino / La Mole Antonelliana domina la città
Torino, città dalla storia ricca e dal fascino intramontabile, continua a sorprendere con nuove
attrattive culturali. Tra queste, spiccano il Choco Tram e il Museo del Cioccolato e del
Gianduja , un luogo che racconta al grande pubblico il meraviglioso mondo del cioccolato.
Questo Museo nasce dalla collaborazione tra Francesco Ciocatto , proprietario della
storica Pasticceria Pfatisch di Torino, ed Eddy Van Belle , imprenditore e collezionista
belga. Van Belle è noto per aver ideato i musei Choco Story, presenti in Belgio, Francia,
Repubblica Ceca, Libano e Messico.
Torino segna un importante primato, ospitando il primo museo dedicato alla storia del
cioccolato in Italia.
Situato in Via Paolo Sacchi 38 , nei laboratori della storica Pasticceria Pfatisch, il Museo
celebra l’antica tradizione cioccolatiera della città, rendendo omaggio a uno dei suoi simboli
più amati.
Un’esperienza imperdibile per chi vuole scoprire il legame profondo tra Torino e il cioccolato.
“Torino desiderava da tempo un museo dedicato alla storia del cioccolato, e grazie
all’incontro tra Van Belle e Ciocatto, questo sogno è diventato realtà”.
Il laboratorio di Ciocatto, con le sue macchine antiche dei primi del 900, offre un
affascinante viaggio nel tempo.

Un giro all’interno del Museo del Cioccolato e del Gianduja
La prima tappa del magico mondo della storia del cioccolato, ci porta subito all’epoca degli antichi Maya, con i loro strumenti per lavorare il cacao. All’inizio, esso veniva consumato
solo come bevanda, quindi unicamente in forma liquida. I Maya utilizzavano il cacao per
rituali magici e benevoli, poiché, come ben sappiamo, ha proprietà benefiche per il corpo
umano.
L’atmosfera della prima sala è intrisa di figure mitologiche e suoni ispirati alla natura,
offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva e coinvolgente.
Proseguendo il percorso, ci si imbatte nelle Metate, antichi strumenti di pietra utilizzati per
lavorare le fave di cacao. Questi strumenti, vere e proprie macchine preistoriche,
trasformavano le fave in una pasta oleosa, pronta per essere assaporata e apprezzata per il
suo gusto unico.
Ma non finisce qui: i visitatori possono anche ammirare le riproduzioni virtuali delle
piantagioni di cacao, immergendosi visivamente nell’ambiente in cui tutto ha origine. Un viaggio tra tradizione e natura che svela i segreti del cioccolato.
Il percorso fa rivivere anche l'atmosfera degli antichi galeoni spagnoli. Con
l’accompagnamento dei suoni del mare e una vista spettacolare sull’oceano, si può
immaginare il grande viaggio che, secoli fa, ha portato il cacao dall’America in Europa,
grazie agli esploratori europei.
Filmati ambientati in epoche passate: valore aggiuntivo della visita
Non solo un percorso visivo ma anche interattivo.
Il Museo del Cioccolato e del Gianduja, ha incorporato nel percorso esplorativo quattro video
installazioni che narrano l’utilizzo del cioccolato nella storia, a partire dal XVII secolo fino al
XX secolo.
Nella terza tappa, ad esempio, è possibile visionare un piccolo corto del XVI secolo, periodo
in cui il cioccolato era ancora in forma di bevanda e consumato esclusivamente da ceti
sociali di alto rango, poiché aveva un costo importante.
Tutti i video ad ambientazione storica sono stati realizzati da Alessandro Rota per
l’Associazione Culturale Officine Ianós con il coinvolgimento del gruppo di rievocazione
storica Le Vie Del Tempo e la consulenza storica di Alessia Giorda.

Viaggio sensoriale e non solo
Nel percorso dedicato al XVII secolo, i visitatori saranno coinvolti in un viaggio sensoriale
unico, dove l’olfatto diventa protagonista.
Si potranno percepire le fragranze delle antiche ricette della prima bevanda al cioccolato che
venne “patentata” alla fine del XVII secolo proprio a Torino: la prima autorizzazione per il
commercio di una bevanda a base di cacao fu concessa a Giovanna Battista di Savoia
Nemours, madre di Vittorio Amedeo II.
Un momento che segna l’inizio del legame tra Torino e il cioccolato.
Il viaggio prosegue con la scoperta di raffinate cioccolatiere d’epoca, arricchite da monitor
interattivi, giochi multimediali e una collezione di tazze storiche , alcune delle quali
progettate con particolari supporti per proteggere i baffi degli uomini, per evitare che se li
sporcassero, mentre gustavano la cioccolata.
Il percorso include anche una suggestiva rievocazione della sala del trono, dove è possibile
scattare divertenti fotografie. Inoltre, è possibile guardare un nuovo video storico , girato
presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi, che racconta come il consumo del cioccolato si
sia evoluto nel tempo.
La prima forma di cioccolato solido arriva nell’800.

Gianduja
Lungo il percorso non poteva mancare una sezione dedicata a Gianduja , la storica
maschera simbolo di Torino, il cui nome ha ispirato la creazione del celebre Gianduiotto , il
cioccolatino tipico del Piemonte.
Questo dolce iconico nasce dall’incontro perfetto tra cioccolato e nocciole , ingredienti che rappresentano la tradizione gastronomica locale.
Il percorso interattivo e visivo (sempre in collaborazione con Le Vie Del Tempo) racconta la
storia di Michele Prochet e Paul Caffarel , i due maestri cioccolatieri che, grazie al loro
ingegno, inventarono il Gianduiotto, il primo cioccolatino incartato della storia.
Una vera e propria innovazione che ha segnato un'epoca, dando vita all’industrializzazione
del cioccolato e alla nascita di tante note imprese, come Pfatisch, Ferrero, Gerla, Ziccat,
Ferrero e molte altre.
Un’altra “chicca” interessante?
Il Museo ospita un prezioso e originale costume di Gianduja , gentilmente fornito dalla
Famija Turineisa; che arricchisce ulteriormente questa esperienza immersiva nella
tradizione torinese.

Le decorazioni di cioccolato di Stefanella Bergiotti
A metà del viaggio all’interno del museo, nella stessa galleria che ospita statue e quadri di
cioccolato, si incontreranno le creazioni pasquali di Stefanella Bergiotti, consorte del
titolare di Pfatisch.
«Amo disegnare e, da moglie di un cioccolatiere, mi sono ritrovata immersa nel magico
mondo del cioccolato. È così che ho iniziato a dar vita ai miei personaggi utilizzando sac à
poche e cioccolato. Ho creato coniglietti, galline e molti altri soggetti, sempre con
espressioni buffe e divertenti, perché il mio sogno di bambina è sempre stato quello di
diventare una fumettista.
L’idea di decorare uova di cioccolato è nata durante il lockdown in Italia di qualche anno fa.
In quel periodo, ho trovato grande gioia e ispirazione dedicandomi a questa attività, e per la
Pasqua sono arrivata a realizzarne circa 500!
Ogni uovo era un piccolo capolavoro,
decorato con cioccolato colato, dettagli e ghirigori fatti a mano, e arricchito con frutta e foglie
modellate in cioccolato plastico. È stata un’esperienza creativa straordinaria, e da allora non
ho mai smesso di farlo.
Col tempo ho perfezionato le tecniche e reso il processo più veloce per soddisfare i nostri
affezionati clienti di Pfatisch. Vedere la gioia negli occhi di chi riceve una delle mie creazioni
è una soddisfazione immensa, la prova che la passione e l’arte possono davvero regalare
felicità agli altri.»

Finiamo il giro al Museo e saliamo sul Choco Tram
Il giro al Museo del Cioccolato si conclude con un’esperienza dolce e coinvolgente: piccoli
assaggi di cioccolato accompagnano la visita ai macchinari originali della storica pasticceria
Pfatisch, risalenti agli anni ’20 e tutt’ora funzionanti.
Uno di questi macchinari è messo in funzione ed è affascinante osservarne i movimenti e sentirne il rumore.
Proprio qui scopriamo come, dopo la creazione del Gianduiotto, il cioccolato abbia trovato
nuovi abbinamenti con ingredienti come zucchero a velo, mandorle e altri sapori.
Queste combinazioni hanno ispirato la creazione di macchine innovative per lavorazioni
sempre più ricche e golose, aprendo la strada a un’evoluzione che ha portato alla
realizzazione di cioccolatini, dolci e torte raffinate.
L’ultima parte del tour è un vero viaggio nella fabbrica del cioccolato di Torino, dove
tradizione e innovazione si incontrano.
Prima di lasciare il Museo, una sosta alla pasticceria Pfatisch è assolutamente imperdibile!
Qui, tra creazioni dolciarie straordinarie, prodotti artigianali e bevande di caffetteria, ogni
visitatore potrà concedersi un momento di pura golosità.
Un’esperienza che unisce gusto, storia e arte in un crescendo di emozioni indimenticabili.
Il viaggio prosegue a bordo del bellissimo e vintage Choco Tram,vettura originale del 1924,
già protagonista delle riprese dei video presenti nell’esposizione permanente del museo.
L’Associazione Torinese Tram Storici permette così di far vivere ai passeggeri, su questo
meraviglioso mezzo, diversi quartieri torinesi, mentre i rievocato de “Le Vie del Tempo”,
affascinano i viaggiatori con interessanti aneddoti riguardanti Torino e il suo legame con il
cioccolato.
In alcune date selezionate ogni mese, dalla fermata situata proprio di fronte al Museo, sarà
possibile vivere questa esperienza unica.
Preparatevi a salire a bordo per un viaggio indimenticabile nel tempo!
Francesco Ciocatto
«Nel 2020, rilevando Pfatisch, ho subito compreso che il successo risiedeva nel valorizzare
la Storia di questo luogo iconico e nel proiettarlo nel futuro. Sognavo un museo del
cioccolato a Torino, da realizzare proprio qui, in questa pasticceria centenaria che
custodisce l’eleganza e l’operosità tipiche della nostra città, insieme ai macchinari originali
perfettamente funzionanti.
La mia idea era andare oltre: innovare, aprire il “dietro le quinte” del cioccolato e coinvolgere
il pubblico con esperienze sensoriali. Grazie all’incontro con Eddy Van Belle, questo sogno è
divenuto realtà: nasce così il Museo del Cioccolato e del Gianduja, Choco Story.»
Sign. Ciocatto, avete progetti per il 2025?
«Choco Story è in continua evoluzione. A Gennaio 2025 aprirà il Choco Story LAB: un luogo
dedicato ai workshop per persone di tutte le età che potranno sperimentare la creazione del
proprio cioccolato!»
Curiosità: il Museo è visitato maggiormente da turisti o torinesi?
«Sono davvero moltissimi i turisti esteri, ma anche italiani provenienti da fuori città. I torinesi
sono in grande numero, segno che il Museo è stato molto ben accolto. Nei suoi primi mesi
(abbiamo inaugurato il 26 Giugno!) ha riscosso un grande successo.»
Ci sarà qualche “dolce” proposta per Natale 2024?
« Assolutamente si, abbiamo i nostri panettoni, versione classica e quella speciale, fatta con
pan di zucchero, lievitato soffice senza canditi, lieve zucchero, impasto gianduja e marron
glacè. Un prodotto nostro sul mercato da più di 30 anni.»
Prossime date disponibili
Dicembre 2024:
Sabato 7 dicembre
Venerdì 20 dicembre
Sabato 28 dicembre
Gennaio 2025:
Sabato 25 gennaio
Prenotazioni sul sito:
www.choco-story-torino.it/choco-tram
Non perdete l’occasione di vivere un’esperienza unica che celebra l’eccellenza e la
tradizione torinese.
Il Museo del Cioccolato e del Gianduja, insieme all’affascinante viaggio a bordo del Choco
Tram, è un autentico tuffo nella storia, nel gusto e nell’eleganza della nostra città.
Un orgoglio tutto torinese, da scoprire e riscoprire non solo durante il magico periodo delle
feste, ma in ogni stagione dell’anno.
Lasciatevi conquistare da un percorso che unisce
cultura, intrattenimento e sapori in un modo davvero indimenticabile.
CRISTINA TAVERNITI
Il farro e’ un cereale antico dalle elevate proprieta’ nutritive.
L’insalata di farro e’ un’ottima alternativa all’insalata di riso o di pasta, e’ un piatto estivo originale e fresco. Gusto di nocciola, giusta consistenza…una sorpresa di gusto, assolutamente da provare.
***
Ingredienti
200gr. di farro perlato
80gr. di olive verdi denocciolate
1 confezione di wurstel di pollo
2 uova sode
150gr. di mais e piselli sgocciolati
2 filetti di peperone giallo e rosso in agrodolce
Olio evo
Lavare il farro e metterlo in una pentola con acqua fredda e salata. Cuocere a fuoco lento per 30 minuti dall’ebollizione. A cottura ultimata scolare e lasciar raffreddare. Tagliare i wurstel, le uova sode e i filetti di peperone, unire il mais e i piselli sgocciolati e le olive al farro, condire con un filo di olio evo, mescolare bene, aggiustare di sale e servire fresco.
Paperita Patty
L’Automotoclub Storico Italiano, nella sua continua opera di tutela e valorizzazione del patrimonio motoristico italiano, ha acceso i riflettori sulla lunga storia della tranvia Sassi-Superga, nota anche come Dentiera, che collega la Città della Mole alla collina dove si erge la basilica di Superga. La linea venne inaugurata come funicolare a vapore 140 anni fa, il 27 aprile 1884 e nel 1934 subì l’aggiornamento tecnico utilizzato ancora ai giorni nostri, a novanta anni di distanza. Si tratta della cremagliera di tipo Scrub senza fune e con trazione elettrica. Ad oggi rimane l’unico esempio italiano di tramvia a cremagliera e uno dei pochi rimasti al mondo. La linea, a binario unico con scartamento di 1435 mm, è lunga poco più di tre chilometri, affronta un dislivello di 425 metri e una pendenza massima di 21 gradi.

Per celebrare questo particolare primato, ASI ha rilasciato la prima certificazione di storicità per un convoglio tranviario elettrico, quello in funzione sulla Sassi Superga, formato dalla matrice D2-D3 SNOS del 1934 e dai rimorchi D11-D12-D13-D14 del 1884.
Le rispettive targhe oro sono state consegnate dal Presidente ASi Alberto Scuro e dalla Commissione ASI Rotabili Ferroviari, Gabriele Savi, Michele Fontani e Alberto Sgarbi, al Presidente dell’Associazione Torinese Tram Storici Roberto Carbursano, al termine di un evento organizzato sabato 30 novembre scorso alla stazione di Sassi, durante il quale sono intervenuti la Presidente del Consiglio Comunale di Torino, Maria Grazia Grippo, l’Assessore regionale Andrea Tronzano e il presidente GTT Antonio Fenoglio.
Nell’occasione è stato offerto un road tour sulle rotaie della città a bordo di due affascinanti tram della collezione curata dall’Associazione Torinese Tram Storici, il ‘2598’ del 1933, e il ‘312’ del 1935.
La Sassi Superga è stata la prima funicolare italiana a vapore ad adottare il sistema Agudio, che consisteva in un cavo d’acciaio che, scorrendo accanto al binario, azionava due grandi pulegge a lato del convoglio che, a loro volta, muovevano gli ingranaggi sulla cremagliera centrale. Un motore a azione azionava l’argano. Il sistema venne aggiornato nel 1934 con la cremagliera tipo Scrub senza fune e con trazione elettrica. Le motrici in uso dal 1934 sono la D1 a due assi e le D2 e D3 a carrelli, quattro assi. La colorazione esterna riprende i colori storici di ATM ( Azienda Torinese Mobilità, oggi GTT Gruppo Torinese Trasporti). Il rosso crema adornato dal filetto giallo blu dell’araldica torinese, abbandonati nel 1927 per imposizione ministeriale furono riproposti in quanto la linea Sassi-Superga non è una normale tranvia urbana. Ad eccezione del periodo della seconda guerra mondiale, quando le vetture furono ricolorate in beige, la D2 e la D3 sono tra i pochi tram a non aver mai cambiato livrea. Durante i loro novanta anni di onorato servizio, le motrici D2 e D3 hanno percorso oltre un milione e mezzo di chilometri, accompagnando milioni di persone fino alla base della Basilica di Superga.
I quattro motori TIBB-GTDM permettono al tram di spingere fino a due rimorchi, per un totale di 210 passeggeri. L’interno del tram è completamente in legno lucidato, cosiccome lo sono le porte. I sedili sono formati da panche dallo schienale reclinabile. Solo nella zona rivolta a valle ci sono una paratia e una porta scorrevole a dividere la zona passeggeri dalla parte ristretta del tram. L’orientamento del tram è fisso, sebbene sia bidirezionale. Il lato rivolto a monte si riconosce per la presenza delle condutture dell’aria. I finestrini sono ampi, panoramici e possono scomparire all’interno della fiancata del tram.
Nel 1934, in occasione del rinnovo del parco veicoli, l’ATM decise di recuperare i vagoni a quattro assi, due aperti estivi D13, D14 e due invernali chiusi D11 e D12, e di riutilizzarli sulla linea nuova, previa aggiunta di una ruota dentata che ingranasse sulla cremagliera per garantire la frenatura. Questi vagoni, fino all’immediato secondo dopoguerra, accompagnavano i passeggeri a partire da piazza Castello fino a Superga. Nel tratto tra piazza Castello e Sassi, le rimorchiate venivano agganciate al tram a vapore della linea Torino Brusasco, chiusa poi nel 1949, e da esso trainate fino alla stazione Sassi dove, con motrici di servizio, venivano portate sulla linea per Superga e unite alla motrice.
Sono state restaurate da un’officina specializzata nel 2000 e malgrado non siano praticamente mai cambiate nel corso dei decenni, solo pochi dettagli lasciano intendere la loro effettiva età.
Mara Martellotta
Al ‘Lago dei Salici’ va in scena l’eccellenza nel matrimonio firmata Giovanni Riggio
Oltre 500 persone, fra spose, sposi e accompagnatori hanno partecipato all’edizione 2024 del ‘Gran Galà degli Sposi’, l’appuntamento di settore più atteso in Italia nel settore del wedding. Un rito d’essai che, quasi una funzione sacra e solenne, va in scena perfettamente da oltre vent’anni e che vede, quale elegante e inarrivabile cornice, il ‘Lago dei Salici’ di Caramagna Piemonte, al confine tra la provincia di Cuneo e Torino.

Un luogo incantevole e altrettanto incredibile per la capacità d’accoglienza (può ospitare fino a cinque cerimonie nuziali in contemporanea per oltre 2.000 invitati) magistralmente guidato dal patron Giovanni Riggio. Professionista instancabile, imprenditore visionario, anche quest’anno ha richiamato a sé quanti hanno celebrato il giorno più bello della vita nel 2024 per una festa che, dire coi fiocchi, è quantomeno il minimo.
Accanto ai protagonisti dell’evento, anche un parterre ricchissimo di stelle dello showbusiness e del jet-set internazionale venute a dare il proprio contributo alla memorabile serata tra cui Katherine Kelly Lang, famosa interprete di Brook Logan, l’infinito amore di Ridge Forrester nell’eterna e intramontabile soap opera ‘Beautiful’.

Con lei anche l’attore Lorenzo Flaherty, il soprano Katia Ricciarelli e ancora Sasà Salvaggio di ‘Striscia La Notizia’, Simona Tagli con l’ex compagno Antonio Zequila, l’attore comico Franco Neri e Maurizio Scandurra, opinionista de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’, che dichiara: “Il Piemonte è una fucina sorprendente di talenti. Ringrazio l’amica fraterna Simona Tagli per avermi invitato a questa kermesse, rivelatasi una continua sorpresa. Dalla straordinaria ampiezza e originalità del contesto, di certo il più ampio sito italiano dedicato a quanti vogliono sposarsi fra classe, natura, eleganza e ottima tavola. Il fondatore Giovanni Riggio come un provetto capitano di lungo corso incarna lo spirito pionieristico dell’imprenditore competente che vive ogni singola azione di sviluppo come se tutto iniziasse oggi, fondendo professionalità e cortesia alla maestria stupefacente di un vero cuore bambino capace di innamorarsi e far innamorare tutti delle piccole cose e di ogni altrettanto impagabile dettaglio”.
Parte 2
Nel continuo intento di farci risparmiare tempo e fatica (ecco come nasce l’esperienza, ma purtroppo anche certi schemi mentali difficili da sradicare) il nostro cervello a volte sbaglia, nel suo tentativo di semplificarci la vita. Facendoci arrivare a determinazioni e conclusioni rapide.
In tal modo certamente risparmiandoci ogni volta un faticoso e lungo lavoro di ponderazione e di valutazione, ma talvolta semplificando eccessivamente la realtà. È certamente questo il caso dell’effetto alone. Nella nostra vita questa dinamica ci si ritorce contro a volte con conseguenze davvero molto gravi.
Conoscendo l’esistenza dell’effetto alone e le dinamiche che ne derivano, possiamo però anche essere in grado di sfruttarle a nostro favore, usandolo consapevolmente. Sia per valutare in modo più veloce e corretto le altre persone, o certi oggetti (pensiamo agli inganni da effetto alone di molta pubblicità…) in molteplici situazioni.
Ma anche di esprimere al meglio noi stessi attraverso il modo in cui ci presentiamo nei vari ambienti, in modo da suscitare le reazioni a noi più favorevoli… Specialmente negli ultimi tempi il fenomeno dell’Effetto Alone è stato analizzato anche relativamente al settore commerciale e del marketing dei prodotti, poiché esso condiziona il nostro giudizio.
È la percezione che abbiamo anche sui prodotti, in special modo quelli appartenenti a uno specifico brand (o marchio o linea di prodotti). Per via di questa ingannevole distorsione mentale, le case produttrici più famose e prestigiose in genere godono di un sostanziale vantaggio. Nel senso che che beneficiano del fenomeno Effetto Alone quando lanciano un nuovo prodotto.
Nel caso in cui la marca venga percepita con un giudizio positivo dai consumatori. Se in precedenza la casa produttrice ha commercializzato un prodotto di successo, gli acquirenti tenderanno ad estendere il giudizio positivo dato al prodotto precedente anche sul nuovo prodotto, pur non sapendo ancora nulla delle sue caratteristiche.
(Fine della seconda parte)
Potete trovare questi e altri argomenti legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.
Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”
Grazie alle sorprese pensate dallo chef Antonio Chiodi Latini che dal 2016 porta avanti il suo ristorante di cucina totalmente vegetale a Torino, quello proposto per il 2024 sarà un Natale verde, buono e sostenibile. Una rivoluzione alimentare che pone le materie prime vegetali e la sostenibilità al centro di una proposta gustosa, sana e leggera, ma mai semplice e banale. Per il periodo delle Feste, Antonio Chiodi Latini ha pensato a diverse possibilità regalo, compresa una card per un viaggio nella cucina vegetale in tre percorsi di degustazione più un corso di cucina pensato per 4 persone, che comprende anche pranzo, perfetti per un regalo di Natale originale, oppure per passare del tempo in famiglia condividendo valori sani. I percorsi di degustazione al ristorante prevedono sette interpretazioni, vini esclusi, a 140 euro; 9 interpretazioni, vini esclusi, a 180 euro; 7 interpretazioni, vini inclusi, a 220 euro. Il corso di cucina con Chiodi, per 4 persone, pranzo incluso, è di 400 euro. Interessante anche la proposta realizzata per Emporio Vegetale, il brand di prodotti vegetali pret à manger, realizzato sui ricettati di Chiodi Latini, che vede delle gift box regalo, in diversi formati, e il panettone classico o al cioccolato da condividere durante le Feste. L’Emporio Vegetale offre, nella gastronomia presso IperBiobottega di corso Regina 440, anche un’ampia proposta per pranzi e cene delle Feste, realizzate con prodotti che rispondono ai valori etici e qualitativi di Emporio Vegetale Chiodi Latini, valorizzando le materie prime in abbinamenti insoliti e appaganti che rendono la tavola gustosa e colorata.
Per tutti i dettagli, consultare il sito emporiovegetale.it
Mara Martellotta
“La Magia del Natale” a Nichelino
Dall’8 dicembre 2024 al 6 gennaio 2025 torna La Magia del Natale a cura degli Assessorati agli Eventi, Tradizioni Locali e Terza Età, al Commercio e alla Cultura, in collaborazione con Confesercenti Nichelino, Associazione Amici dell’Arpino e Associazione Patela Vache.
Le principali piazze e vie cittadine ospiteranno le luminarie e i decori natalizi, le decorazioni granny (in piazza Di Vittorio) e l’albero granny (in piazza Camandona).
L’intero programma di seguito e sul sito https://comune.nichelino.to.it/2024/11/21/la-magia-del-natale-a-nichelino-2024/
8 DICEMBRE
LA VIA DEL NATALE
Via Torino ore 9.00 – 19.00, da ang. Via M. D’Azeglio ad ang. Via Cuneo
Negozi aperti e bancarelle natalizie, prodotti artigianali, hobbysti e stand solidali con le associazioni di volontariato del territorio.
Intrattenimenti musicali con la Junior Band “G. Puccini”, zampognari, artisti di strada e animazioni itineranti, Babbo Natale Dj, pista delle mini-moto elettriche, mago Perry, punti musicali e baby dance, cosplay supereroi.
In caso di maltempo la manifestazione sarà spostata al 15 dicembre 2024.
A CASA DI BABBO NATALE
Piazza Di Vittorio ore 10.00-18.00
Grande casa di Babbo Natale e Albero gigante.
Tutti i bambini sono attesi nella casa di Babbo Natale per la consegna della letterina.
Tanti giochi per tutti: La Ruota delle Feste, Enigmi e arrovelli, Quizzettone di Natale, Fabbrica dei giochi di antichi, Mattoncini per tutti, Zucchero filato.
In caso di maltempo la manifestazione sarà spostata al 6 gennaio 2025
14 DICEMBRE
IL PRESEPE VIVENTE – 2° edizione
Borgo Antico di Nichelino – via del Castello- ore 15.00-20.00
Presenza di figuranti e allestimenti con costumi e scenografie della Betlemme di 2000 anni fa, oltre a vari punti/eventi di intrattenimento: rievocazioni storiche, laboratori per bambini e famiglie, musiche, punto di ristoro presso il Factory e cena romana il 15 dicembre alle ore 20.30 su prenotazione presso Open Factory. A cura del comitato Presepe Vivente con le seguenti associazioni: Noi Fiducia, , Salotto Educativo, Cambiamentis, La leggerezza dei piccoli passi, , Gruppo Storico Conte Occelli, Patelavache, Laudato Si’, Panacea, Fidas, Gruppo Scout FSE Nichelino 1 Christian Patteri, Stupinigi è…, Il Sorriso, e anche la famiglia Ceresa, A.N.C. Nichelino, Croce Rossa Italiana, Comitato di Nichelino e il gruppo comunale di Protezione Civile.
12 DICEMBRE
AUGURI IN MUSICA PER LA TERZA ETÀ – Centro d’incontro “Nicola Grosa” (via Galimberti 3), ore 15.00 – 18.30 scambio di auguri e saluti dell’Amministrazione Comunale. Ingresso libero.
20 DICEMBRE
QUIZZONE DI NATALE, gioco a premi per tutti, presso il Centro d’incontro “Nicola Grosa” (via Galimberti 3), a partire dalle ore 20.30. A cura di ASSOCIAZIONE KAIROS. Per info e prenotazioni inviare una mail a kairos.nichelino@gmail.com.
BABBO NATALE PER LE VIE
A cura di C.R.I. Comitato di Nichelino, dall’8 al 23 dicembre 2024 e il 6 gennaio 2025 Babbo Natale e i suoi aiutanti Elfi rallegreranno le vie e le feste di quartiere a bordo della CRI…stmas Jeep! Il 6 gennaio cercate la Befana nelle strade cittadine!
TUTTI A TEATRO!
TEATRO SUPERGA, piazzetta Macario 1 – Nichelino
Sabato 14 dicembre ore 21.00
“L’Altro Giacomo” di e con Renato Raimo. Spettacolo di beneficenza a cura dell’Associazione Acto Piemonte, Città della Salute e della Scienza di Torino e Comune di Nichelino il cui ricavato verrà destinato al reparto di Ginecologia e Ostetricia 4 del Presidio Sant’Anna, per il percorso di riabilitazione pelvica oncologica. Info e prenotazioni info@eventuallyevents.it.
Domenica 15 dicembre ore 20.30
Spettacolo di beneficenza a cura dell’Associazione Altro Domani. Evento benefico il cui ricavato andrà a sostenere la lotta alle malattie neuromuscolari. Info e prenotazioni segreteria@altrodomani.it
Venerdì 20 dicembre ore 21.00
CONCERTO GOSPEL con Free Voices Choir. A cura dell’Associazione S. Matteo onlus. Il ricavato andrà a sostegno dei progetti di accoglienza di bambini bielorussi e ucraini e di cooperazione nei loro villaggi di provenienza. Info e prenotazioni biglietteria@teatrosuperga.it
Giovedì 26 dicembre ore 18.00
GRAN GALÀ DELL’OPERA CON Eclettica – Orchestra giovanile di Estemporanea – Per info: biglietteria@teatrosuperga.it
Sabato 28 dicembre alle 18.00
Il Mago di OZ di O.P.S. – Officina Per la Scena. Spettacolo natalizio gratuito per bambini. Per prenotazioni: biglietteria@teatrosuperga.it – 011 627 9789
ARRIVA LA BEFANA!
6 gennaio 2025 ore 15.30-18.30 – Centro d’incontro “Nicola Grosa” (via Galimberti 3) – Un pomeriggio di giochi e divertimenti. La Befana donerà una calza a ogni bambino (fino ad esaurimento). A cura del Comitato di gestione Centro Grosa.
Natale è Reale alla Palazzina di Caccia di Stupinigi
30 novembre / 1 – 7 – 8 – 14 – 15 – 21 – 22 dicembre 2024 dalle 10.00 alle 20.00
Il 14 dicembre ci sarà la “Notte bianca” con apertura fino alle 22.30Nella magica Palazzina di Caccia di Stupinigi vivrete un’esperienza natalizia speciale. Il fantasmagorico Villaggio di Elfi ricco di nuove attrazioni e suggestioni, sarà popolato da elfi a lavoro per divertire con performance di circensi, storie, giochi e bellissimi laboratori con cui sprigionare la creatività realizzando un oggetto natalizio da portare a casa.Santa Claus accoglierà I più piccoli nella sua nuova casa per ricevere le letterine di natale. Poi ci saranno l’area selfie natalizia, il mercatino di natale, l’area xsmas street food, la possibilità di visitare il museo della Palazzina di Caccia, l’ingegnoso Presepe meccanico e il Musical natalizio. Il programma completo è consultabile sul sito www.natalereale.it. A cura di AD Eventi&comunicazione srl.
Io sono il maschio
Anche quest’anno, il 25 novembre, si è celebrata da più parti la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”.
Mai come negli ultimi anni alcuni delitti efferati, compiuti a danno di donne da parte dei loro compagni o fidanzati, rendono evidente le necessità di cambiare qualcosa, di far si che questi delitti siano soltanto più un ricordo di un’epoca barbarica.
Ma cosa si può fare? Dove occorre agire perché la soluzione sia efficace? Sicuramente è necessario lavorare su più fronti: da un lato rendere edotte le possibili vittime di quali mezzi lo Stato metta a loro disposizione (patrocinio gratuito, segnalazione anonima della violenza, ecc), dall’altro educare i maschi, fin dall’adolescenza, che la donna non è una proprietà esclusiva del compagno, che se una donna dice no non vuol dire si, che un vestito non è necessariamente un invito.
L’anno scorso, per il 25 novembre, realizzai proprio un video dove alcune donne, nella loro lingua (russo, rumeno, cinese, francese) dicevano “Il mio vestito non è un invito” (My dress doesn’t mean “yes”) e l’iniziativa fu apprezzata dalle comunità etniche di queste persone prima che dagli spettatori.
Ma fin quando non andremo ad agire sulla vera causa del problema saremo sempre sconfitti in questa lotta senza età, senza confini, senza distinzione fra titoli di studio, luoghi di nascita e professioni.
Dunque, non soltanto repressione dei comportamenti errati e dei reati sia con provvedimenti amministrativi quale l’ammonimento del Questore o penali, ma anche e soprattutto preventivi, educando ad esempio i giovani a cambiare il modo di agire nei confronti del sesso femminile.
Se in casa il padre-padrone ha sempre schiavizzato la moglie facendosi servire, urlando appena qualcosa non viene fatto bene, prendendosi tutta la libertà possibile ma impedendo alla moglie anche solo di pranzare con la sorella o i colleghi, è evidente che i figli saranno indotti a ritenere che quello sia il comportamento da assumere nei confronti della loro futura moglie, anche solo inconsciamente. Insegnare loro che, ogni atto sessuale, dal più comune al più fantasioso, siano legittimi solo se accettati da entrambi significa far capire ai futuri mariti che una donna, mediante il matrimonio, non diventa di proprietà del marito ma, anzi, che entrambi hanno l’obbligo di prendersi cura dell’altro coniuge, del suo benessere, lasciando la libertà desiderata.
Occorre insegnare ai giovani, spesso privi dei giusti strumenti culturali, che i film porno trasmettono un ideale di coito, di rapporto sessuale nelle sue varie declinazioni, totalmente errato, difforme dalla realtà quotidiana, complice il montaggio cinematografico e la professionalità degli attori.
Non si spiega, altrimenti, l’aumento di numero dei maschi in una relazione stabile che ricorrono alle prestazioni delle prostitute per avere, è evidente, qualcosa di diverso da ciò che le loro compagneerogano solitamente; molti di loro, però, ottengono ugualmente la prestazione dalla compagna senza curarsi se la compagna sia consenziente o se, una volta concesso il consenso, cambino idea com’è nella natura umana.
Ecco, quindi, che il rapporto, penetrativo o no poco importa, che dovrebbe cementare l’intesa della coppia giorno dopo giorno, si trasforma in un momento di terrore, di incubo al solo pensiero che stia arrivando l’ora di andare a letto, stia tornando lui a casa o che terminato il ciclo lui pretenda di nuovo la prestazione sessuale.
Appare subito evidente come, se da un lato non vi sia la minima nozione di fisiologia, di anatomia e di psicologia, dall’altro vi sia l’imprinting familiare a dettare le regole della convivenza: l’uomo ordina, la donna esegue, il maschio decide, la femmina subisce, il marito (o il compagno) sono liberi come se fossero single, la moglie deve sottostare ai permessi del marito.
E’ palese che una simile mentalità debba necessariamente essere estirpata dalla nostra cultura, che vada combattuta con ogni mezzo lecito, che vada convertita in una reale parità di diritti, in pari opportunità.
Quante lettrici di questo articolo possono dire, in totale onestà, che il marito va a fare la spesa, lava i piatti, aiuta i figli a fare i compiti, stende il bucato o, ma qui siamo nella fantascienza, stira?
Quante donne, nella nostra società, sanno rifiutare l’imposizionedei genitori di sposare il fidanzato che piace a loro perché altrimenti “esci per sempre da questa casa”?
Se le donne imparassero a fare quadrato tra di loro, a sostenersi quando una collega, una compagna di scuola, una vicina o un’amica si trova in difficoltà, magari per colpa di genitori con l’intelligenza di un’ameba, o che appena effettuato il test di gravidanza positivo vengono abbandonate dal compagno, sicuramente non dovrebbero restare accanto al compagno (o in famiglia, la violenza non guarda lo stato di famiglia) e potrebbero vivere la vita che ogni essere umano merita.
Ma finché fotografiamo le panchine rosse, facciamo i girotondi e sfiliamo in corteo, sperando che tutto si risolva ipso facto, continueremo a leggere cronache di morti annunciate.
Sergio Motta
Sex coach
